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        <title>Blog di Francesco Ristori</title>
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        <lastBuildDate>Mon, 30 Nov 2009 21:59:23 UT</lastBuildDate>
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            <title>the_best_friend_genova</title>
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            <description>the_best_friend_genova</description>
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            <title>Silenzio e riflessione</title>
            <link>http://it.netlog.com/the_best_friend_genova/blog/blogid=6051405</link>
            <description>Vorrei esternare tutta la mia rabbia per una strage che poteva essere evitata usando semplicemente la tecnologia e le conoscenze di cui si dispone da tempo, ma che senso avrebbe? non è con la rabbia che si mettono a posto le cose, tantomeno quelle come l'immane catastrofe che ha colpito l'Abruzzo in questi giorni. Non è tempo per la rabbia, ma per la riflessione e (per chi crede) per la preghiera. Non è tempo per la rabbia, ma è tempo per la speranza: la speranza che fatti come questi possano portare ad un mondo migliore e che tutte queste morti non siano giunte invano. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci sono già segni nel nostro Paese di un popolo più cementato, di una maggiore sensibilità e solidarietà. Mi piace pensare che questi segni non siano destinati a svanire prestissimo come neve al sole, ma siano presagi di un futuro più roseo, più umano. Dio sa sempre trasformare gli eventi più brutti in cose belle, e con il suo aiuto ce la possiamo fare anche noi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stamattina, come consuetudine, ho girato per i &amp;quot;Sepolcri&amp;quot; (ossia, per i non genovesi, per vedere le bellissime decorazioni che adornano gli Altari della Riposizione nella mattina del Venerdì Santo), ma ho compreso subito che quest'oggi era un giorno particolare. Il Cristo Crocifisso non era in quei sepolcri, ma a Coppito, in quelle 205 bare allineate nella caserma della Guardia di Finanza; la Vergine Addolorata non era nelle raffigurazioni artistiche, ma in tutti i parenti ed amici delle vittime del disastro che ha colpito il nostro Paese cinque giorni fa. Mentre pensavo a questo, così come ora mentre scrivo, il mio animo era, ed è, profondamente turbato e triste. Di fronte a quanto successo il senso di impotenza ed inutilità non può essere scacciato neppure dalla consapevolezza di stare facendo tutto quello che è umanamente possibile per stare vicino alle popolazioni colpite.</description>
            <author>the_best_friend_genova</author>
            <pubDate>Fri, 10 Apr 2009 21:50:36 UT</pubDate>
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            <title>Riflessioni di fronte al Terremoto</title>
            <link>http://it.netlog.com/the_best_friend_genova/blog/blogid=6030094</link>
            <description>Io credo in Dio non solo per Fede, ma soprattutto per logica: in un universo in cui nulla si crea e nulla si distrugge, l'inizio non può essere trovato se non andandolo a cercare in una forza trascendente. Io credo in Dio come in un essere intelligente perchè nessuno mi può togliere dalla testa che per pervenire a un ordine come quello in cui ci troviamo in cui tutto è basato sul rapporto di causa-effetto non si può passare solo per il caso. Io credo che Dio ci ami per esperienza empirica: nessuno può evitare di amare in qualche modo il proprio figlio o anche solo ciò che ha realizzato con la propria opera e la propria fatica. &lt;br /&gt;Questo è ciò che credo e su cui sono sicuro come di me stesso. Ma quando capitano certe cose, anche se la logica sorregge la Fede, anche se non si può dubitare in alcun modo senza giungere a conclusioni assurde, è difficile non porsi delle domande, è difficile continuare a mantenere lo stesso grado di relativa certezza. &lt;br /&gt;Mi vado ripetendo, cosa che è del tutto vera, che creature imperfette come siamo noi non possono pretendere di comprendere la logica di un essere perfetto come Dio, ma, seppure son perfettamente consapevole di questo, non è sufficiente. La mia anima è turbata da una domanda breve e semplice, ma nel contempo così difficile e complessa: PERCHE'??? E poco importa anche che in parte l'accaduto se lo siano cercati gli uomini con il loro eccessivo mettendo da parte il discorso sicurezza: anche questo non è sufficiente a rispondere a questa domanda. &lt;br /&gt;Dove era Dio alle 3.30 di Lunedì? Dov'è Dio adesso? Queste sono le domande che mi sto ponendo, domande che fanno urlare la mia anima: DOVE SEI, SIGNORE? DOVE SEI? Sento distinta la risposta nel mio cuore: Dio era ed è in tutti i sofferenti ed accanto a tutti i defunti per prendere per mano la loro anima e portarla verso il Paradiso. È una risposta ovvia, conseguente della mia logica e della mia fede, una risposta alla quale ho sempre creduto in passato ed alla quale voglio credere anche ora.&lt;br /&gt;Di fronte a certi avvenimenti, in fondo, non bisogna porsi troppe domande: bisogna solo chinare il capo e stare in rispettoso  riflessivo silenzio</description>
            <author>the_best_friend_genova</author>
            <pubDate>Tue, 07 Apr 2009 22:45:11 UT</pubDate>
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