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snapsy79

Trust maschio - 29 anni, Rome, Italy


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Ok... finalmente scrivo il messaggio di benvenuto e vi do qualche altra piccola indicazione sulla mia alquanto "disturbata personalità".
Sono luce e sono ombra.... Posso essere gentile e vendicativo al tempo stesso....
Mi reputo abbastanza sveglio da capire al volo le situazioni... il cinismo ha preso il sopravvento ma forse questo è dovuto al tipo di lavoro che svolgo.... Nonostante ciò spero ancora che quello che ci rende fragili ci renda anche più umani.


  • Twin Peaks - Fuoco Cammina con Me

    Torniamo a parlare di quel capolavoro che è Twin Peaks.
    Questa volta prendiamo spunto da una toccante scena di Fuoco Cammina con Me per fare un'analisi della natura di due dei personaggi principali della serie tv, Cooper e Laura Palmer utlizzando un breve estratto della mia tesi di laurea (concedetemelo! ).

    "....Cooper è unico. Con dedizione osserva il mondo che lo circonda; è curioso e cerca di comprendere l'origine del male, stimolato perchè di fronte ad un mistero, ad un’enigma. La sua vita sembra essere contraddistinta da uno spiccato senso del dovere, ha a cuore il suo lavoro ed è indubbiamente incuriosito da tutto ciò che lo circonda nella stessa maniera in cui lo sarebbe un bambino che muove i primi passi per andare alla scoperta del mondo. Ma non è uno sprovveduto, anzi, è paradossalmente un tipo altamente intuitivo che ha sviluppato e raffinato i propri sensi elevandoli ad un livello superiore alla media. Si presta con curiosità e laborioso ingegno alla risoluzione del caso di Laura Palmer, andando alla ricerca dell’origine stessa del male, cercando con innocenza di contrapporgli il rispetto di determinati valori. Il male brucia quanto c’è di buono nell’essere umano - per citare le parole della scena presa in esame - è come una fiamma ardente che una volta accesa è difficile poter controllare e spegnere. Laura Palmer è un esempio di innocenza bruciata, che tenta di recuperare un'equilibrio quando ormai è troppo tardi. Un essere duale al cui interno accanto a tanta decadenza, cela ancora la flebile luce della speranza e della purezza. In sintesi, Laura Palmer e Cooper rappresentano il parto dell’immaginazione di in un regista che con molta semplicità si ferma ad ascoltare quanto il mondo ha da offrire nel bene o nel male, e che cerca di misurarsi con le forze misteriose dell’esistenza. In Fuoco cammina con me, Lynch mette in scena il suo interesse per i palcoscenici ed il velluto; alla Roadhouse, Julee Cruise canta con voce angelicata la malinconia e la disperazione della giovane Laura Palmer. L’innocenza è bruciata, la reginetta di Twin Peaks, piange con impeto, amareggiata per la sua stessa disgraziata esistenza, in un clima magico, quasi da favola; colori forti come il blu, il rosso, e il vapore nell’aria, assieme alla delicata melodia di “Questions in a World of Blue” di Angelo Badalamenti, avvolgono i clienti del locale. Si respira un’atmosfera trasognata di rassegnata predestinazione, in cui la malinconia per un'equilibrio che non può più esistere sovrasta come un’ombra il destino della povera Laura. Lynch prova e ci fa provare empatia per questo personaggio e nonostante i suoi errori, nonostante la sua caducità, ci permette di provare un sincero moto di affetto. Astrae i sentimenti alla massima potenza, gioca con gli schemi narrativi del noir, fondendoli con quelli della cinematografia underground e di registi maledetti come Kenneth Anger, portando avanti un obiettivo soltanto, quello di recuperare nonostante tutto, l’umanità del personaggio. Fuoco cammina con me, è la rottura del consueto, è l’estremizzazione più concreta di un nuovo modo di comporre una storia amplificando la cesura con gli standard narrativi dello stesso Twin Peaks televisivo.

    Buona visione.

  • The Lion King - The Musical

    Volete riconciliarvi con il mondo? Fate un favore a voi stessi... volate subito a Londra e recatevi al Lyceum Theatre al 21 di Wellington Street, vicino a Covent Garden. Acquistate un biglietto, entrate, mettetevi comodi e aspettate di essere completamente rapiti dal più emozionante caleidoscopio di colori, musica, canto e ballo che abbia mai toccato le corde del vostro animo. E se proprio resterete insensibili alla splendida e commovente storia che verrà "animata" davanti ai vostri occhi, allora mi dispiace dirlo ma molto probabilmente non possedete più un briciolo della fiamma che fa ardere l'animo umano... il sentimento e la passione per la vita.
    Questo per me è il musical definitivo. The Lion King direttamente dalla sua genesi a Broadway, con un cast fantastico, coreografie da urlo, coordinamento e uso sapiente di maschere e costumi sofisticati, sarebbe capace di far commuovere un sasso. Non so se avete amato la versione animata del Re Leone (altro capolavoro della storia dell'animazione) ma sappiate che questa rappresentazione riesce nel difficile compito di batterla.
    Perchè? Ma perchè riesce a tramutare "in realtà" l'animazione del film, restando fedele all'opera originale, sequenza per sequenza. Il sole sorge, gli animali entrano in scena e gli uccelli volteggiano nell'aria mentre l'arancio di questa nuova alba vi entrerà direttamente negli occhi e scenderà giù dritto al vostro cuore. Simba è nato e ciò che sembrava impossibile è là, più vero che mai, di fronte a voi.
    Tutti gli attori sono bravissimi, cantano e ballano da Dio, e riescono nel difficile compito di tratteggiare i loro personaggi con una mimica perfetta.
    Vi ripeto, anche se pensate di aver compreso, non siete minimamente preparati per quello che vi aspetta e se lo spettacolo va in scena ormai da 11 anni (9 anni nella capitale inglese), un fondato motivo ci sarà!
    Su di me The Lion King ha avuto l'effetto di spazzare via un po' del manto di gretto cinismo che mi avvolgeva, facendomi commuovere ancora una volta quando oramai non ci speravo più.
    Se questo vi pare poco...!!!

  • X-Files: "Non" Voglio Crederci!

    E pensare che ero partito da casa senza grandi aspettative. Sapevo già che il film avrebbe evitato ogni riferimento alla "mitologia" del serial e che in America gli incassi erano stati a dir poco deludenti, ma di certo mai e poi mai avrei immaginato di trovarmi di fronte ad un tale scempio.
    Prendete tutti i difetti che erano propri della serie tv e amplificateli all'ennesima potenza, solo a quel punto potrete farvi una vaga idea del risultato finale.
    La trama è a dir poco ridicola. Lungi da me rovinarvi la visione del film ma è impossibile non citare alcuni dei personaggi dell'universo "X-filiano" di questo lungometraggio. Preti visionari pedofili, tanto mistici quanto banali, coppie "gaie" che rapiscono esseri umani e si cimentatano in esperimenti modello Frankenstein di quinta categoria... (Perchè poi trapiantare un braccio da donna su un corpo da uomo?... Mah!) Un russo "cattivo cattivo" che provoca incidenti d'auto e prende a cazzotti il povero Mulder il cui ultimo scopo è svenire ed essere messo fuori combattimento giusto in tempo per il gran finale (wow che pathos e che tensione!!!).
    Scritto e diretto dal buon vecchio (forse potremmo azzardare più vecchio che buono) Chris Carter con l'aiuto del compagno di merende Frank Spotnitz, questo terrificante Z-movie cerca di rinverdire i fasti di un tempo andando completamente fuori rotta.
    L'ho già detto, il fatto che la mitologia e i temi chiave della serie siano rimasti fuori dalla porta non costituiva per il sottoscritto un problema insormontabile. Certo per un telefilm rinomato soprattutto per complotti alieno-governativi, operazioni sistematiche di cover-up e ossessionante ricerca della Verità, eliminare il nucleo fondamentale della storia non è stata sicuramente una buona mossa. In ogni caso avrei potuto chiudere un occhio se non fosse che il peggio doveva ancora arrivare. Adottando la struttura classica di un episodio stand-alone, si è riusciti nell'impresa di riportare alla luce pagine e pagine di scenggiatura trita e ritrita. I dialoghi sono allucinanti: prolissi, verbosi e stereotipati.
    Che ne è del rapporto tra Mulder e Scully?
    Ecco, questo forse è l'unico elemento che potrebbe in parte salvare il film da una stroncatura senza appello. David Duchovny e Gillian Anderson riprendono sì in maniera un po' spaesata i loro personaggi, ma vederli interagire assieme è sempre un bel vedere, soprattutto per un fan della prima ora come me (ricordo ancora il primo episodio trasmesso su Canale 5, il 29 giugno del 1994). Devo ammettere però che l'effetto nostalgia pesa parecchio ed è troppo forte per farmi formulare un giudizio obiettivo. Cosa succede però? Rispetto alla serie televisiva assistiamo ad un'ulteriore evoluzione del loro rapporto, diventato sempre più intimo e oserei dire quasi ..."ordinario". In fondo dalle vicende dell'ultimo episodio TV sono passati ben sei anni. Ed è a questo punto che mi viene da pormi una domanda. Siamo sicuri che era poi così indispensabile assistere all'interazione tra un Mulder "quasi marito" ed una Scully "quasi moglie"? La tensione sessuale, frutto dell'irrisolutezza del rapporto, costituiva parte dell'ossatura fondamentale di X-Files, fatta di schermaglie, ripicche ma anche affetto e sostegno reciproco. Ora che tutto è stato detto e che la coppia è stata "ufficializzata"... cosa resta?!
    Rimangono due ore di noia e incredulità. E senza neppure prendere in considerazione la scena a cavallo dei titoli di coda in cui si ratifica la presa in giro degli autori nei confronti dei fan e degli spettatori paganti.
    E' con tristezza che lo dico.
    Ora ne sono convinto più che mai: certi miti è meglio che rimangano celati nel cuore di chi li ha amati. Soprattutto in questo caso, dove viene a coincidere il periodo d'oro della serie TV e l'età della spensieratezza di chi assisteva rapito dalla potenza delle immagini e della narrazione.
    X-Files è morto. Evviva X-Files.

  • La perfetta "asimmetria" del caos

    E a distanza di due settimane, dopo che molti di voi si saranno ormai recati al cinema per assistere alla proiezione de "Il Cavaliere Oscuro", torniamo di nuovo a parlare di questo film.
    Non solo perchè si tratta di una pellicola veramente ben realizzata, girata con maestria e in un certo senso con una buona dose di coraggio ma anche perchè affronta tematiche tutt'altro che stupide o superficiali. L'operazione di restyling del fumetto attraverso un'approccio così crudo e realistico poteva trasformarsi in un'operazione potenzialmente fallimentare pensando al target potenziale di blockbuster come questi.
    Il Joker in questo film fa veramente paura. Spaventa perchè è reale, perchè sotto quel trucco sfatto e quelle cicatrici così preponderanti si percepisce tutto il rancore per le regole sociali che governano il vivere/convivere dell'uomo. Lui lo dice chiaramente. Con tutta la sua forza Batman non ha niente, nulla con cui minacciarlo o terrorizzarlo. Raggiunto l'abisso (non ci è dato sapere come), questo "freak" perfettamente lucido nella volontà di dare vita ad un mondo senza regole si ritrova al di sopra delle convenzioni e degli schemi sociali. E se ne fa beffe dall'alto o dal basso della sua prospettiva di vita. Come veniva indicato chiaramente in un altro splendido film, Fight Club di David Fincher, ".. è proprio dopo aver perso tutto che sei libero di fare ogni cosa". Joker è la, in quell'universo di confine che separa l'ordine dal caos, in quella perfetta e calcolata asimmetria che conduce inevitabilmente alla distruzione dell'ordine stabilito.
    Gustatevi una grande prova di recitazione di Heath Ledger in una delle scene forse più belle e significative del film.

  • The Dark Knight - Il Cavaliere Oscuro

    E finalmente dopo un anno di viral marketing ho potuto mettere le mani su questa pellicola attesissima negli Stati Uniti e nel resto del mondo (da noi uscirà il prossimo 23 luglio).
    Che dire?! Da dove cominciare?
    Il film merita il successo che sicuramente otterrà nei prossimi giorni (in America, il primo giorno di programmazione ha fatto registrare incassi record); una pellicola matura, dark, realistica, basata su un solido impianto narrativo. Le interpretazioni sono notevoli. Heath Ledger ha svolto un lavoro di ricerca introspettiva strabiliante per il suo personaggio e si annulla totalmente nella straripante aggressiva interpretazione del Joker. Non so se la campagna per caldeggiare la sua nomination all'Oscar faccia sempre parte di un piano della Warner Bros per pubblicizzare il film, ma in ogni caso se la meriterebbe tutta (e lo dice una persona a cui le interpretazioni di Ledger non hanno mai fatto impazzire). Quello che risulta veramente apprezzabile senza spoilerare nulla sugli eventi del film sono il modo in cui vengono affrontate alcune tematiche fondamentali dell'uomo civilizzato, quali il caos e l'ordine, le scelte che vanno compiute e l'impulso che ognuno può dare affinchè si vada in una direzione piuttosto che in un'altra.
    L'unica nota negativa a mio dire è l'interpretazione in tono minore di Maggie Gyllenhall, nel ruolo che nel primo film fu di Katie Holmes, ma è un peccato veniale per un film solido come questo.
    Ah quando sarete al cinema, fate attenzione al numero di magia della matita che scompare...
    Lo so, adesso non capite ma.... pazientate... mercoledì è vicino.

  • Il Re Leone - Disney's Hamlet

    Il 1994 a mio parere segna il traguardo più alto raggiunto dalla Disney prima che la Pixar o la Dreamworks Animation dirottassero l'attenzione e il favore del pubblico verso il settore dell'animazione digitale con i vari "Toy Story" o "Shrek" (capolavori anche quelli sia ben chiaro!)
    Il Re Leone è però qualcosa di ben diverso, qualcosa che va al di là, il massimo connubio tra maturità artistica e "animazione emozionale". Prendendo spunto o forse sarebbe meglio dire ricalcando l'Hamlet del buon vecchio Shakespeare, la vicenda del giovane Simba, privato del Padre Re per mano assassina dello zio Scar, coinvolge e commuove convincendo grandi e piccini. La scena della morte di Mufasa resta impressa nella memoria dello spettatore e rappresenta per l'epoca la rottura di un tabù che durava da anni (nello stesso "Bambi", l'assassinio della madre non veniva mostrato direttamente ma soltanto suggerito tramite il rumore sordo di uno sparo).
    Corona il tutto la bellissima score composta da Hans Zimmer, struggente ed evocatica al tempo stesso.

    La clip scelta è quella dell'incontro tra un Simba ormai adulto e il defunto padre Mufasa.
    Ognuno deve affrontare prima o poi quello che realmente è... anche se lo ha dimenticato.
    Buona visione.

  • Tim Burton e il "Freak"

    Tim Burton.... Forse un po' sottotono nei suoi ultimi lavori (è solo un parere personale), ma indubbiamente un artista a tutto tondo che ha saputo regalarci dei capolavori assoluti. Chi non ricorda Edward Mani di Forbice, i primi due Batman, Nightmare Before Chistmas o il suo film più maturo e forse più bello, Big Fish?!
    L'ex-ragazzo della Disney che nutriva una passione per il dark e il grottesco, che sapeva rileggere il mondo con gli occhi di un bambino capace di trasformare le ombre della notte in qualcosa di sinistro e magico allo stesso tempo, è ormai un regista affermato e venerato.
    A me piace ricordarlo così con una clip di Batman Returns del 1992, proprio ora che sta per uscire il secondo capitolo della nuova saga dell'uomo pipistrello (attualizzata ottimamente in chiave realistica da Christopher Nolan),
    Una lettura molto personale e intimista del personaggio del "Freak", da Batman, al Joker, a Catwoman, al Pinguino. Personaggi prigionieri delle loro psicosi incapaci di lasciarsi andare, impossibilitati ad amare perchè rinchiusi nella loro gabbia di problematicità.
    E il Pinguino reietto e abbandonato fin dalla nascita nutre dell'odio la sua stessa morte accompagnato verso l'eternità/oblio dagli unici "amici" fidati.....
    Una scena stupefacente, grottesca e straziante al tempo stesso.

  • E' accaduto a Twin Peaks

    Per quelli di voi che sono troppo piccoli per ricordare cosa succedeva nel 1990.....
    Per quelli che non hanno mai sentito parlare di Twin Peaks o del tormentone "Chi ha ucciso Laura Palmer?".... ecco a voi una clip indicativa del "mood" che si poteva respirare in una serie che risulta ancora adesso innovativa e soprendente. Leland Palmer balla con la figlia defunta in una scena straniante e straziante... tutto questo era Twin Peaks... anzi molto di più! Cosa aspettate a recuperare tutte le puntate... correte!

  • Hamlet - 2

    Ho spostato la clip dalla home per lasciar spazio ad altro.....
    Godetevi cmq il secondo soliloquio del principe di Danimarca in questo post!

  • Heath Ledger in The Dark Knight

    Appena uscita la clip di uno dei film più dark e realistici realizzati su un personaggio dei fumetti.
    Da "The Dark Knight" il compianto Heath Ledger alias The Joker in una performance che giudico pazzesca.... notate la gestualità e la tonalità della voce....

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