rogue_inuyasha
femmina - 18 anni, Italy
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I'm just a normal Mutant 
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la vita degli studenti, scritta da una d loro (me)
La vita degli studenti… ci fanno un sacco di film su noi liceali. Ci descrivono come degli esaltati, cannati, ubriaconi, problematici, che impazziscono se non fanno parte della squadra di calcio o cheerleaders della scuola, con famiglia problematica o con genitori che sfogano su di noi i loro sogni infranti. Ma siamo anche così sensibili in quei film, sempre pronti a dare amore al più sfigato della terra e con i grandi valori dell’amicizia. La verità… non è così. Ci si sveglia una mattina, baciati dai più bei raggi di un caldo sole che nulla sembra augurare fuorché un buongiorno, e ci si ritrova ad essere già fondamentalmente tristi ed arrabbiati con la vita, e ci si sente soli, vuoti, senza un senso apparente. A volte ci si sveglia già con la nausea pre-verifica, ma quelle sono mattinate speciali. E a poco possono servire i familiari vicini o la rassicurante routine domestica, si esce di casa di pessimo umore, convinti che il resto del giorno non riserverà nulla di buono. Figuriamoci quando si esce e fa un freddo cane, in quel caso è ancora peggio, o forse meglio, dipende, perché molti dei pensieri in quel caso sono totalmente dedicati a non cadere in ipotermia nel tragitto del viale di scuola e non si pensa ad altri problemi. Ah, la scuola… bel posto, nevvero? In tanti dicono che sia un diritto, secondo me è un lager. Si si certo pensando a quei poveri bambini e ragazzi che non ne possono usufruire inizi ad apprezzarla, sempre mentre percorri il viale che conduce alla porta, ma in compenso ti prende un magone assurdo. Che si moltiplica passo dopo passo, pensiero dopo pensiero, finchè non ne raggiungi la soglia e ti ricordi delle verifiche e interrogazioni che ti attendono durante la mattinata… e allora si sta ancora peggio. Mentre si salgono le scale, faticando fisicamente sotto uno zaino da trecento tonnellate (poi dicono il peso della cultura…) ci si comincia a fare idee su come fuggire da quel posto, ma tutti questi pensieri terminano quando finalmente si raggiunge l’aula. Si vedono le facce dei compagni, facce amiche, facce di cui ti puoi fidare… escluso i secchioni leccaculo, escluse le “galline” che ti odiano, esclusi quelli che non ti cagano esclusi quelli che non ti sopportano, perché non si può stare simpatici a tutti dai. Vabbè alla fine dopo tante facce che ti guardano ingrugnite vedi due facce amiche. I tuoi amici. Pochi, ma buoni. Quegli amici che non ti tradirebbero mai, che per te farebbero qualunque cosa, tranne i compiti e tranne andarti a prendere un caffè dalle macchinette, in compenso permettono a te di fare loro i compiti e di portare loro il caffè. E sono comprensivi, se ti senti uno zerbino, loro sono sempre pronti a darti una parola di conforto: “ ma guarda è solo 1 tua impressione… piuttosto mi fai i compiti di fisica?” e tu li fai, perché quelle parole ti hanno penetrato la mente con la luce. L’affetto degli amici è stupefacente, è come il raggio di sole che avevi schifato proprio quel mattino poche ore prima. Ma non c’è affetto che tenga nel drammatico momento che tutti gli studenti temono, oggetto di scongiuri, di millenni di idee di ingenieria di copiatura da mettere in pratica…. Il COMPITO IN CLASSE! E allora la classe viene presa da un particolare morbo tipo film muto anni 30, di quelli velocissimi, nel ripassone dei due secondi prima che entri il prof… e quando il prof entra, tutti sono improvvisamente coliti da una paresi che coinvolge i visi in espressioni di puro terrore e nausea spinta e le corde vocali si seccano, incapaci di produrre suono. Tutto questo finisce non appena vengono consegnati i fogli della verifica, perché un brulichio di bisbiglii e foglietti che spuntano mettono in moto quella grande guerra psicologica che è: cercare di prendere almeno la sufficienza. La tensione sale di minuto in minuto, le ascelle sorridono, i proprietari un po meno, si sbuffa, si suda, si sbadiglia, si prega(in molti casi non c’è molto altro da fare un po perché non si ha studiato e un po per il fetore dei compagni che sudano), ma tutta questa sofferenza ha finalmente fine, ed ha un suono metallico: la campanella dell’intervallo. Come un coro di voci angeliche suona per i corridoi, per le classi, per la scuola, ed è accolta da tutti con gioia immensa. Mandrie di studenti si riversano per le savane dei corridoi, savane non per modo di dire eh… avete presente quelle piantine che ci sono li che rotolano? Noi le abbiamo realistiche fatte di polvere. Negli angoli ci sono persino gli arbusti, sempre di polvere. Nei bagni la foresta pluviale, ma mi risparmio sulla descrizione dei materiali. Comunque sia, il temine intervallo è sinonimo di ammucchiata: alle macchinette è un inferno, e la fila è peggio che al bancomat, anche in questo caso c’è il deficiente di turno che non è in grado di prendere un panino in meno di mezz’ora, quindi esattamente come al bancomat, se non, come dicevo prima, peggio. Eh si molto peggio, perché qui troviamo il concentrato dei dementi, sembra che si siano riuniti tutti qui, alla stessa macchinetta. E allora ti scappa la fame, e pensi: dai c’è gente che non ha di che mangiare, se non mangio il panino x una volta non morirò… mai fare un ragionamento di questo tipo. Perché? Perché prima di tutto ti torna il magone che ti aveva preso nel viale poche ore prima (te lo ricordi vero
, e secondariamente perché proprio quando sarai convinto di non avere realmente bisogno di quel panino, ti accorgerai dell’esatto contrario: ti è fondamentale. L’ora dopo lo stomaco sembra chernobill e in preda ai crampi nel cambio d’ora ti precipiti dalle macchinette ora deserte, peccato che ora sono anche vuote. L’unica cosa commestibile( si fa per dire) rimasta sono le crostatine bonjour. Quel bonjour ti sembra quasi una presa per il culo, ma la mangi lo stesso, perché ne va della tua vita. Addenti la cosa che spacciano per crostatina, e ti rendi conto che era veramente una presa per il culo: in realtà è plastica dipinta con un po di zucchero sopra. Basta un poco di zucchero e la crostatina… dopo un mezzo soffocamento va giù. E allora, non totalmente soddisfatto ma in un certo senso più felice di prima torni in classe. Un altro sbaglio. La prof sadica consegna le verifiche della volta scorsa, quella che dopo averla fatta ti è costata due mesi di terapia dallo psicologo per curare lo stress post-traumatico. E hai come la vaga impressione che lo rivedrai preso, lo psicologo. O forse è meglio un becchino. Mentre consegna le verifiche, scrivi su un foglietto le tue ultime volontà, saluti la vita e ti avvii a conoscere il risultato di tanto studio, tanta sofferenza, tanta fatica… e vedi passare davanti agli occhi tutta la tua vita, dalla tua nascita, alle uscite con gli amici, alle dormite fino a tardi, persino al raggio di sole che hai schifato per ben due volte quella mattina… la prof ti fissa, tu fissi lei… lei ti porge con finta gentilezza e con malcelato sadismo quel foglio dove hai messo per iscritto una parte di te stesso… e… non guardi… non vuoi guardare…. Il sudore scivola sulla tua fronte… oddio… apri mezzo occhio… vedi molti segni rossi… apri l’altro mezzo… e… cos’è quell’arcano simbolo in cima alla pagina? ODDIO NON CI CREDO! Hai preso la sufficienza!!! Evvai!!! Il giorno è un po più bello, e anche quel raggio di sole non ti sembra più tanto brutto. E sei felice, anche se sai che domani sarà uguale… la cultura ha il suo prezzo, ma tornerai alla fine a rivedere le stelle! -
I HATE love
oggesù tra poco è San Valentino (la festa di ogni cretino XD
sinceramente nn ne posso già più... chiunque che conosco è assillante "oddio cosa regalo alla mia tipa? oddio cosa raglo al mio boyfriend?" (vabbè magari usano 1 gergo decisamente meno mbarazzante...) sn tt romantici, tutti "uh io ADORO san valentino così festeggio col mio amooooore" alla tv kla pubblicità dei baci perugina nn la sopporto +...
Ma xk la gente deve fondersi il cervello a sta maniera???? e soprattutto xk tutte le coppiette devono venire a assillare me, a sbattermi davanti la loro felicità, ben sapendo che sn single da una vita e che di solito incontro solo bastardi e addormentati e ci sto puntualmente male come un cane????? ok ok bisogna fare qualcosa... sn tentata di girare cn una falce tipo la morte e infliggere un pesante castigo alle coppiette... nn taglio della testa xk sarebbe banale... peggio muahahahahah moooolto peggio
x la serie gli uomini nn saranno + gli stessi dopo aver incontrato la mia falce XD
e allora la mia vendetta sarà completaaaaa!!!!! muahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahah!!!!!!- !!!(<--- risata malvagiamente sadica) -
k film favoloso!!!!
ho appena finito di vedere "COME VI PIACE"
1 adattamanto cinematografico dell'omonima commedia di shakespeare... è MERAVIGLIOSO!!!! mi è piaciuto da pazzi^^ eh peccato k la vita in realtà sia così priva di ogni non so che di minimamente romantico... tutto grigio, tutto piatto... tutta una disillusione...
bah... ma che mondo!
su siamo realisti, è solo un film, i film con trama a sfondo romantico sono fatti x questo, per fare sognare, ma poi rimangono esattamente quello che sono stati concepiti x essere, solo sogni... e allora ne vale la pena di sognare?
prendiamolo x quello che è, un el film, divertente, dalla bella trama, e basta.
continua a piacermi. tanto meglio ^^ -
ODDIO LE SCADENZEEEE!
domani devo consegnare la copertina del giornale e le vignette umoristiche e "il disegno d 1 boccia da curling".... odio le scadenze! mi serve + tempoooooooooooooooooooo povera fumettista like me........ sto andando in paranoia nn m viene in mente nulla d geniale -.-
fanno presto loro m danno carta bianca e le idee devono venire a me... e se nn m vengono mi fanno la pelle-.-
e poi k palle kiedo la luna a volere 1 inkiostratore personale????XD evidentemente si... xò k palle passare la china! -
tarantola d'africa
sono la tarantola d'africa
sorrido pensando brutto
dentro la mia scatola di plexiglass
x difenderti da me
e dal mio veleno
libero dicono
che so ucciderti osservandoti
ma tu paghi il tuo boglietto x guardarmi
poi potrai volermi morto oppure amarmi
guarderai quanto ti va
stringendo con la mano il tuo papà