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Blog 74


  • UAAR A CEPAGATTI



    ci stiamo preparando per portare avanti la nostra protesta per i << fatti >> di Cepagatti...quella storia del terreno pubblico regalato alla chiesa!!
    Domenica prossima saremo in piazza nel paese con il nostro stand, da lunedi saranno affissi a Cepagatti dei manifesti di cui allego una foto, ho inviato un esposto alla Corte dei Conti de L'Aquila affinchè verifichino la leicità della regalia, allego anche una copia, a metà settimana diramerò un comunicato stampa su questi fatti...sperando che abbia lo stesso impatto dei manifesatei di Pescara, lunedi manderò una richiesta, per raccomandata, agli amministratori del Comune per un incontro ufficiale..
    Mi raccomando, questa volta abbiamo DAVVERO bisogno della vostra presenza allo stand domenica mattina dalle 8 in poi a Cepagatti...mi immagino che ci saranno aspri battibecchi al nostro tavolo!!!!!!

  • PRIMO MEETING NAZIONALE UAAR

    LIBERI DI NON CREDERE


    19 SETTEMBRE 2009, ROMA
    LIBERI DI NON CREDERE
    primo meeting nazionale per un paese laico e civile

    Erano pochi milioni, cent’anni fa. Oggi sono circa un miliardo. Il formidabile aumento del numero dei non credenti è l’unica, rilevante novità nel panorama religioso mondiale degli ultimi decenni. Un fenomeno che, peraltro, nei paesi democratici non accenna affatto a fermarsi: una crescita che, significativamente, non è il frutto dell’opera di ‘missionari’ dell’ateismo e dell’agnosticismo, ma l’esito di centinaia di milioni di riflessioni individuali. Circostanza ancora più eloquente, la loro diffusione è maggiore quanto maggiore è la diffusione del benessere, dell’istruzione, della libertà di espressione. Lungi dal portare le società alla rovina, come vaticinano leader religiosi incapaci di trovare risposte più adeguate alla secolarizzazione, atei e agnostici ne rappresentano la parte più dinamica, quella che più contribuisce alla loro crescita: rispetto alla media della popolazione sono più giovani, più istruiti, più aperti al nuovo, più tolleranti nei confronti di chi viene troppo spesso dipinto come ‘diverso’: stranieri, omosessuali, ragazze madri, appartenenti a religioni di minoranza.

    Quasi ovunque il mondo politico ha registrato questi cambiamenti, improntando le legislazioni nazionali a norme sempre meno dipendenti dall’etica religiosa prevalente (ancora per quanto:), e valorizzando per contro l’autodeterminazione dei singoli individui. Persino in una “nazione cristiana” quale sono ritenuti gli Stati Uniti, un americano su sette non appartiene ad alcuna religione: non è un caso che, nel suo discorso di insediamento, Barack Obama abbia esplicitamente riconosciuto il ruolo dei non credenti.

    Un solo paese occidentale sembra fare eccezione, nonostante la religiosità sia in calo anche lì. È il paese con la classe politica meno apprezzata, con i livelli più bassi di libertà di espressione: un paese che tanti, in patria e all’estero, ritengono in declino. Quel paese è il nostro, quel paese è l’Italia. Un paese dove i non credenti sono i paria della società, relegati dalla legge (e dal condizionamento sociale) a cittadini di quinta categoria: l’incredulità viene buona ultima, quanto a diritti, dopo la Chiesa cattolica, le confessioni sottoscrittrici di Intesa, i culti ammessi e le confessioni non registrate. Un paese dove si può essere censurati se si tenta di scrivere che Dio non esiste. Un paese dove, in televisione, è impossibile ascoltare una critica alle gerarchie ecclesiastiche.

    Eppure gli atei e gli agnostici non sono affatto pochi: anche in Italia, un cittadino su sette non crede. Ma nessuno lo ascolta. Certo, il servilismo del mondo politico e dei mass media italiani non teme, come si è detto, confronti con altri paesi. Ma anche gli increduli hanno le loro responsabilità. Se vogliono non essere discriminati sui luoghi di lavoro; se desiderano che i loro figli, a scuola, non siano confinati in un ghetto; se non accettano che ingenti somme delle (scarse) finanze pubbliche finanzino organizzazioni confessionali; se, in poche parole, pensano che l’Italia debba realmente essere uno Stato laico e democratico, che tratta tutti i cittadini allo stesso modo, è necessario far sentire la propria voce. Finora non è mai accaduto: mai atei e agnostici hanno manifestato per i loro diritti civili.

    Atei e agnostici non credono nei miracoli: sanno benissimo che, per ottenere dei cambiamenti, è necessario darsi da fare. È dunque venuto il tempo, anche per i non credenti, di mobilitarsi. Per questo motivo l’UAAR, l’associazione di promozione sociale che unisce gli atei e gli agnostici, indice per sabato 19 settembre, alle ore 15, nell’area antistante lo stadio Flaminio (Piazzale Ankara) a Roma

    LIBERI DI NON CREDERE
    primo meeting nazionale per un paese laico e civile

    La data scelta non è casuale. I diritti dei non credenti possono essere riconosciuti solo laddove non c’è alcuna religione di Stato, di fatto e/o di diritto. Il 20 settembre 1870 non venne meno solo una religione di Stato; fu abbattuto un regime teocratico all’interno del quale era impossibile dichiararsi pubblicamente atei o agnostici. Molti, quel giorno, ritennero a portata di mano la realizzazione di una società, in cui una libera Chiesa costituisse solo una parte, non privilegiata, di un libero
    Stato. Quel progetto, faticosamente avviato, fu poi bloccato dal ventennio fascista, dal cinquantennio democristiano e da un quindicennio di confessionalismo bipartisan.

    Ora i tempi sono cambiati. Non intendiamo rievocare con nostalgia l’epopea risorgimentale: vogliamo invece impegnarci nella costruzione di una società moderna, laica, europea.

    Vogliamo l’uguaglianza, giuridica e di fatto, di credenti e non credenti

    Vogliamo l’affermazione concreta della laicità dello Stato

    Vogliamo la fine di ogni privilegio, di diritto e di fatto, accordato alle confessioni religiose

    Vogliamo che le concezioni del mondo non religiose abbiano la stessa visibilità e lo stesso rispetto delle concezioni del mondo religiose

    In particolare, chiediamo:
    Avvio di un processo per il superamento del regime concordatario
    Riconoscimento delle unioni civili
    Aumento delle risorse pubbliche stanziate per la ricerca scientifica
    Rimozione degli ostacoli frapposti alla contraccezione d’emergenza (c.d. “pillola del giorno dopo”)
    Abolizione dei limiti all’accesso alla fecondazione artificiale introdotti dalla legge 40/2004
    Abolizione dell’obiezione di coscienza nei reparti di ginecologia degli ospedali pubblici
    Introduzione della pillola RU-486 e presenza capillare di consultori pubblici
    Legalizzazione dell’eutanasia attiva volontaria
    Riconoscimento delle direttive anticipate di fine vita
    Rimozione di ogni discriminazione basata sull’orientamento sessuale
    Possibilità per tutti i cittadini di poter abbandonare formalmente la propria religione
    Disponibilità su tutto il territorio nazionale di strutture per la cremazione e di sale del commiato laiche
    Disponibilità, su tutto il territorio nazionale, di luoghi solenni e tempi consoni per il matrimonio civile
    Edifici pubblici laici, non contrassegnati dal simbolo della Chiesa cattolica
    Rispetto delle leggi sull’inquinamento acustico anche da parte delle confessioni religiose
    Abolizione delle leggi di tutela penale in materia religiosa
    Fine dei privilegi delle confessioni religiose nelle strutture obbliganti (ospedali, carceri, caserme...)
    Riduzione dei tempi per l’ottenimento della separazione e del divorzio
    Introduzione del sistema tedesco, per il quale solo i contribuenti che vogliono espressamente finanziare la loro fede pagano la tassa di religione
    Fine del versamento di fondi comunali alle confessioni religiose quali oneri di urbanizzazione secondaria
    Una scuola pubblica laica: dove chi non frequenta le ore di religione cattolica non sia discriminato; dove lo stesso insegnamento religioso cattolico sia sostituito da educazione civica o studio di religioni e filosofie non confessionali; dove non si svolgano atti di culto, visite pastorali o altre azioni di evangelizzazione; dove si insegnino l’evoluzionismo e il pensiero critico; alla quale siano destinati i fondi attualmente riversati su un sistema di scuole private ghettizzante e inefficiente.

  • GIORNATA NAZIONALE SBATTEZZO

    25 ottobre: Giornata nazionale dello sbattezzo

    Dopo il successo dell’edizione 2008, durante la quale oltre mille cittadini inviarono la propria richiesta al parroco, l’UAAR ha deciso di organizzare per il 25 ottobre 2009 la seconda giornata nazionale dello sbattezzo. ‘Sbattezzo’ significa cancellazione degli effetti civili del battesimo, ossia l’elementare diritto, sancito dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e riconosciuto da un provvedimento del Garante per la privacy, di poter abbandonare una confessione religiosa: nel caso specifico, di essere più considerati dallo Stato come “sudditi” della Chiesa, “obbedienti” e “sottomessi” alle gerarchie ecclesiastiche, come recita il Catechismo.
    Le ragioni per uscire dalla Chiesa Cattolica possono essere diverse: coerenza con i propri principi, protesta perchè discriminati in quanto omosessuali, donne o ricercatori, rivendicazione della propria identità atea o agnostica. Oppure la semplice onestà intellettuale di dire “non sono più dei vostri”.
    L’UAAR non organizza controriti vendicativi, ma invita coloro che non sono più cattolici a esercitare questo diritto: stima in quindicimila il numero dei cittadini che già lo hanno fatto, ma ritiene che se coloro che non hanno ancora formalmente abbandonato la Chiesa cattolica lo faranno in una sola occasione, l’impatto della loro decisione sarà sicuramente amplificato.
    Ci sono due modi per partecipare alla giornata dello sbattezzo:
    1.
    Attraverso i circoli/referenti UAAR. Le modalità variano da provincia a provincia, per cui è indispensabile contattare direttamente i relativi responsabili o consultare i siti internet dei circoli.
    2.
    Chi risiede in un provincia diversa da quelle di cui sopra, o chi risiede in una di queste province ma vuole sbattezzarsi individualmente, deve scaricarsi il modulo pubblicato sul nostro sito alla pagina www.uaar.it/laicita/sbattezzo/sbattezzo-mod... ,compilarlo, fare una fotocopia della propria carta d’identità e inviare il tutto alla propria parrocchia di battesimo con raccomandata a.r. nei giorni immediatamente precedenti il 25 ottobre. Occorre poi inviare (entro il 25 ottobre) una e-mail a segretario@uaar.it comunicando l’adesione all’iniziativa, il proprio nome e cognome e il nome della parrocchia di battesimo: segretario@uaar.it risponderà confermando di aver conteggiato il richiedente nell’elenco (in modo assolutamente anonimo e confidenziale).
    La stessa e-mail può essere contattata per i casi controversi.
    Il dato pubblico degli sbattezzandi è e sarà formato, oltre che da chi si sbattezzerà tramite i circoli e i referenti, solo da chi ha ricevuto o riceverà l’e-mail con la conferma dell’inserimento nel conteggio. Non vogliamo presentare elaborazioni statistiche inverosimili come quelle della Chiesa cattolica.
    Ricordiamo che la data dell’iniziativa è stata scelta in ricordo di quanto accadde il il 25 ottobre 1958, giorno in cui la Corte d’appello di Firenze assolse il vescovo di Prato, che aveva denigrato pubblicamente due giovani che vollero sposarsi civilmente. E li assolse non perché non li aveva diffamati, ma perché i coniugi erano “suoi sudditi, perché battezzati”: e dunque liberamente denigrabili da parte dell’autorità ecclesiastica.

    Altre informazioni:
    Le istruzioni ’standard’ per lo sbattezzo
    Il gruppo su Facebook

  • PRESENTAZIONE LIBRO CHIESA PADRONA

    IL GIORNO 23 MAGGIO 2009 ALLE ORE 18 PRESSO LA LIBRERIA EDISON DI PESCARA
    IL LOCALE CIRCOLO UAAR ORGANIZZA LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO
    "" CHIESA PADRONA "" DI MICHELE AINIS, GIURISTA E DOCENTE PRESSO L'UNIVERSITA' ROMA 3

  • OFFERTA SPECIALE

    OCCASIONE!! OCCASIONE IMPERDIBILE!!!
    UN PEZZO UNICA DA COLLEZIONE!!! SICURAMENTE IL SUO VALORE COMMERCIALE AUMENTERà NOTEVOLMENTE DA QUI A POCHI ANNI!!!!

    DI CHE SI TRATTA???

    DEI NOSTRI MANIFESTI ATEI, QUELLI CHE SONO STATI AFFISSI PER LE STRADE DI PESCARA!!!

    NE SONO AVANZATI UNA DECINA CHE METTIAMO A DISPOSIZIONE DEL MIGLIOR OFFERENTE!!!

    AFFRETTATEVI!!

  • MANIFESTI A PESCARA, LA STORIA CONTINUA!

    Come programmato sono stati affissi il giorno 23 febbraio a Pescara i manifesti dell'UAAR con lo slogan incriminato a Genova.
    Si è scatenato il putiferio!!!!!
    Nel giro di due giorni sono stato intervistato, in qualità di Coordinatore del Circolo pescarese, da 5 testate giornalistiche, Rete8, Radio Frequenza, Il Centro, Il Messaggero e Sky TG24 con una copertura dell'evento che ha dell'eccezionale, sopratutto per una città sonnolenta come Pescara.
    Non si sono fatte attendere nemmeno le critiche e le accuse di " blasfemia " o di " nichilismo".
    Il Comune di Pescara si è sentito in obbligo di specificare, tramite comunicato stampa, che loro non hanno autorizzato nulla, che è stata una decisione autonoma del gestore delle affissioni, un Ente privato, e che soprattutto il vescovo Valentinetti, poteva star tranquillo che la giunta non condivideva minimamente il messaggio proposto!!!! Calarsi così le braghe " a gratis " giustificandosi con un vescovo e rassicurandolo
    della loro appartenenza, mi è sembrato squallido e degradante!!
    Comunque il risultato per l'UAAR è stato positivissimo, la campagna continua, gli articoli sui giornali a livello nazionale aumentano, addirittura la notizia è stata ripresa da una agenzia britannica.
    I soliti "" errori "" dei giornalisti, come ad esempio chiamare i manifesti " anticattolici " oppure, in chiosa dell'intervista a Rete8, la giornalista ha aggiunto che l'UAAR chiede un incontro con la Curia per dicutere di laicità!!!!!!!!!!!!!
    Quello che segue è il nostro Comunicato Stampa di ieri riguardante le esternazione del Vice Sindaco di Pescara:

    Pescara, Manifesti UAAR, 'eccessivo ed inquietante che ci voglia il beneplacito per l'affissione' COMUNICATO STAMPA Dopo le precisazioni del Vice Sindaco della citta' ci sembra doveroso dare alcune delucidazioni. Come coordinatore del circolo UAAR (Unione degli Atei Agnostici e Razionalisti ndr) di Pescara, dopo la decisione di dare il via alla campagna manifesti, mi sono sentito in obbligo di sottomettere al competente Ufficio Affissioni, una bozza del manifesto in questione, decisione presa per eccesso di cautela, comprendendo che il messaggio poteva venir interpretato come una mera provocazione.Inviata la bozza abbiamo lasciato trascorrere una decina di giorni, poi abbiamo chiesto notizie al suddetto Ufficio, il quale ci ha assicurato che "non c'erano problemi ". Questa affermazione noi l'abbiamo presa come una "autorizzazione " istituzionale in quanto supponevamo che la nostra bozza fosse stata vagliata da qualche autorità comunale...a quanto pare cosi non e' stato. Spero, comunque, che questo fatto non impedisca la continuazione della campagna, anche perche' mi sembra un po' eccessivo, un po' inquietante il fatto che ci sarebbe bisogno del beneplacito di qualche autorita' per poter esporre pubblicamente le proprie idee, per poter godere di un diritto costituzionale. Puo' darsi che il messaggio turbi qualche coscienza, ma questo turbamento non puo' essere motivo per limitare le liberta' fondamentali del cittadino, altrimenti dovremmo applicare questa regola ad ogni espressione di opinione e poiche' si trovera' sempre chi se ne sentira' offeso o turbato...dovremmo dunque dire addio alla liberta' di espressione.Roberto Anzellotti Coordinatore Circolo UAAR Pescara

    Qui aggiungo i links agli articoli più interessanti:
    http://www.repubblica.it/ultimora/24ore/quotDI...

    http://www.capital.it/capital/notizie/ultimora...

    http://www.agi.it/l-aquila/notizie/20090226093...

    http://www.euronews24.org/italy/italian-news-a...

    http://www.primadanoi.it/modules/bdnews/articl...

    http://www.wikio.it/societa/discriminazione

  • GRANDE DARWIN DAY 2009

    Come da programma il 20 febbraio si è svolto all'Univ. di Chieti Scalo il Darwin Day 2009 organizzato dal circolo UAAR di Pescara.
    Grande evento, un vero peccato per chi se l'è perso!!!!
    I relatori sono stati più che brillanti, ci hanno affascinato con i loro interventi acutissimi, il pubblico, numeroso, è intervenuto con domande e idee, dimostrando così un grande interessse per l'evento.
    il prossimo anno sarà ancora meglio!!

  • MANIFEST...ATEI A PESCARA

    IL 23 FEBBRAIO PROSSIMO A PESCARA VERRANNO AFFISSI, SU RICHIESTA DEL LOCALE CIRCOLO UAAR QUESTI MANIFESTI:

  • DARWIN DAY 2009 PESCARA



    IL CIRCOLO UAAR DI PESCARA ORGANIZZA IL DARWIN DAY 2009 NEL 200° ANNIVERSARIO DELLA NASCITA DELLO SCIENZIATO.
    INTERVERRANNO ALL’EVENTO I RELATORI:

    Corbellini Gilberto professore straordinario di Storia della Medicina presso l’Univ. La Sapienza di Roma

    Pocar Valerio professore di Sociologia del Diritto presso l’Univ. Milano Bicocca.

    Coordina e modera Roberto Anzellotti, coord. Circolo UAAR di Pescara.
    UNIONE DEGLI ATEI E DEGLI AGNOSTICI RAZIONALISTI

    VENERDI 230 FEBBRAIO 2009 ORE 17,00
    www.uaar.it pescara@uaar.it www.uaar.it/pescara

  • Ilo vescovo Siri e le minacce...

    Ma io ricordo ancora Siri e la sua scritta minacciosaIl comico interviene con una lettera scritta al nostro giornale sulla polemica scatenata dallo spot "Dio non esiste" che viaggerà bus Amt a febbraio
    di Paolo Villaggio

    HO LETTO delle scritte "Dio non esiste..." finanziate da un´associazione laica di Genova su due autobus della città. La cosa mi rallegra per due motivi: perché conferma che quella città ha una tradizione da sempre progressista e intelligente, ma soprattutto perché il sindaco in carica, donna importante che ho conosciuto, ha dato il permesso a quella ferita "mostruosa" inferta ai bigotti che vivono nel feudo del cardinale Bagnasco.

    Voglio ricordare che sessant´anni fa il cardinale Siri aveva fatto montare a 500 metri dal Duomo di San Lorenzo una enorme scritta luminosa "Dio ti vede" che non era una scritta benevola, non era un caritatevole "Dio ti assiste" ma una scritta minacciosa anche perché era proprio piazzata alla fine della salita Pollaioli che era lo sbocco della città vecchia, quella dei vicoli che a quei tempi era piena di case di tolleranza i cosiddetti "casini" di Stato.

    In quegli anni lontani anche i giovani sacerdoti professori di religione condannati a una atroce e assurda castità che li avrebbe portati fatalmente all´omosessualità dei seminari e alla pedofilia negli anni maturi, ci terrorizzavano: la sessualità è un desiderio ignobile, un peccato mortale e la naturale masturbazione che tutti i giovanetti praticavano portava certamente alla cecità.

    Quelle minacce causavano sensi di colpa pericolosissimi, ma soprattutto il terrore di passare il resto della vita con un bastone bianco, i più poveri, e i benestanti a convivere con costosi cani lupo. Non ricordo nulla di più crudele di quella scritta terribile piazzata in modo strategico all´uscita dei "casini": significava "andrai all´inferno" "morirai cieco e abbandonato da tutti" ricordo che un certo Franchino masturbatore psicolabile che abitava vicino alla scritta maledetta si era impiccato. La polizia aveva liquidato la vicenda con un "suicida per motivi misteriosi".

    Penso invece che quelle scritte atee sono purtroppo giustificate dal fatto che l´attuale visione del nostro universo è fatto da miliardi e miliardi di galassie che si allontanano l´una dall´altra alla velocità della luce per scomparire in terrificati buchi neri. Penso a quanto siamo lontani dalla verità e quanto rozza sia l´idea di Dio che hanno i cristiani, gli ebrei, i musulmani. Penso ai milioni e milioni di morti che le guerre di religione hanno causato nei secoli, alle torture atroci dell´Inquisizione, al pericolo enorme di una guerra nucleare alla quale ci potrebbe portare l´integralismo islamico.

    Il Papa con quell´accento da SS a proposito del genocidio della striscia di Gaza, vestito da monarca medievale si limita a dire «prego per quei disgraziati». Dovrebbe invece, travestito da San Francesco a piedi nudi o con quegli straccetti bianchi che aveva Gandhi andare a fare lo scudo umano di fronte ai carri armati israeliani, basterebbero poche parole: «Fratelli, ammesso che un creatore esista, non può che essere uno solo: voi lo chiamate Allah, noi la Trinità, gli induisti Brama». Se poi l´uccidessero, il suo sacrificio darebbe un enorme impulso alla pace in quelle zone pericolosissime: un martire, un santo e sarebbe accolto di diritto anche nel paradiso islamico, così bene raccontato nel Corano: fontane che versano vino gelato e Uri, ragazze belle, sette volte più belle della più bella del paese. Per il nostro Paradiso bisogna ricorrere alla grandezza di Dante. Insomma la scritta luminosa che c´è ancora da sessant´anni ha causato la morte di Franchino e l´infelicità di molti di noi, le scritte "maledette" sui due autobus genovesi sono credibili, ma soprattutto fanno meno danni

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