Blog 75
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SALVEMINI...UN LAICO DIMENTICATO.
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UAAR A CEPAGATTI
ci stiamo preparando per portare avanti la nostra protesta per i << fatti >> di Cepagatti...quella storia del terreno pubblico regalato alla chiesa!!
Domenica prossima saremo in piazza nel paese con il nostro stand, da lunedi saranno affissi a Cepagatti dei manifesti di cui allego una foto, ho inviato un esposto alla Corte dei Conti de L'Aquila affinchè verifichino la leicità della regalia, allego anche una copia, a metà settimana diramerò un comunicato stampa su questi fatti...sperando che abbia lo stesso impatto dei manifesatei di Pescara, lunedi manderò una richiesta, per raccomandata, agli amministratori del Comune per un incontro ufficiale..
Mi raccomando, questa volta abbiamo DAVVERO bisogno della vostra presenza allo stand domenica mattina dalle 8 in poi a Cepagatti...mi immagino che ci saranno aspri battibecchi al nostro tavolo!!!!!! -
PRIMO MEETING NAZIONALE UAAR
LIBERI DI NON CREDERE
19 SETTEMBRE 2009, ROMA
LIBERI DI NON CREDERE
primo meeting nazionale per un paese laico e civile
Erano pochi milioni, cent’anni fa. Oggi sono circa un miliardo. Il formidabile aumento del numero dei non credenti è l’unica, rilevante novità nel panorama religioso mondiale degli ultimi decenni. Un fenomeno che, peraltro, nei paesi democratici non accenna affatto a fermarsi: una crescita che, significativamente, non è il frutto dell’opera di ‘missionari’ dell’ateismo e dell’agnosticismo, ma l’esito di centinaia di milioni di riflessioni individuali. Circostanza ancora più eloquente, la loro diffusione è maggiore quanto maggiore è la diffusione del benessere, dell’istruzione, della libertà di espressione. Lungi dal portare le società alla rovina, come vaticinano leader religiosi incapaci di trovare risposte più adeguate alla secolarizzazione, atei e agnostici ne rappresentano la parte più dinamica, quella che più contribuisce alla loro crescita: rispetto alla media della popolazione sono più giovani, più istruiti, più aperti al nuovo, più tolleranti nei confronti di chi viene troppo spesso dipinto come ‘diverso’: stranieri, omosessuali, ragazze madri, appartenenti a religioni di minoranza.
Quasi ovunque il mondo politico ha registrato questi cambiamenti, improntando le legislazioni nazionali a norme sempre meno dipendenti dall’etica religiosa prevalente (ancora per quanto
, e valorizzando per contro l’autodeterminazione dei singoli individui. Persino in una “nazione cristiana” quale sono ritenuti gli Stati Uniti, un americano su sette non appartiene ad alcuna religione: non è un caso che, nel suo discorso di insediamento, Barack Obama abbia esplicitamente riconosciuto il ruolo dei non credenti.
Un solo paese occidentale sembra fare eccezione, nonostante la religiosità sia in calo anche lì. È il paese con la classe politica meno apprezzata, con i livelli più bassi di libertà di espressione: un paese che tanti, in patria e all’estero, ritengono in declino. Quel paese è il nostro, quel paese è l’Italia. Un paese dove i non credenti sono i paria della società, relegati dalla legge (e dal condizionamento sociale) a cittadini di quinta categoria: l’incredulità viene buona ultima, quanto a diritti, dopo la Chiesa cattolica, le confessioni sottoscrittrici di Intesa, i culti ammessi e le confessioni non registrate. Un paese dove si può essere censurati se si tenta di scrivere che Dio non esiste. Un paese dove, in televisione, è impossibile ascoltare una critica alle gerarchie ecclesiastiche.
Eppure gli atei e gli agnostici non sono affatto pochi: anche in Italia, un cittadino su sette non crede. Ma nessuno lo ascolta. Certo, il servilismo del mondo politico e dei mass media italiani non teme, come si è detto, confronti con altri paesi. Ma anche gli increduli hanno le loro responsabilità. Se vogliono non essere discriminati sui luoghi di lavoro; se desiderano che i loro figli, a scuola, non siano confinati in un ghetto; se non accettano che ingenti somme delle (scarse) finanze pubbliche finanzino organizzazioni confessionali; se, in poche parole, pensano che l’Italia debba realmente essere uno Stato laico e democratico, che tratta tutti i cittadini allo stesso modo, è necessario far sentire la propria voce. Finora non è mai accaduto: mai atei e agnostici hanno manifestato per i loro diritti civili.
Atei e agnostici non credono nei miracoli: sanno benissimo che, per ottenere dei cambiamenti, è necessario darsi da fare. È dunque venuto il tempo, anche per i non credenti, di mobilitarsi. Per questo motivo l’UAAR, l’associazione di promozione sociale che unisce gli atei e gli agnostici, indice per sabato 19 settembre, alle ore 15, nell’area antistante lo stadio Flaminio (Piazzale Ankara) a Roma
LIBERI DI NON CREDERE
primo meeting nazionale per un paese laico e civile
La data scelta non è casuale. I diritti dei non credenti possono essere riconosciuti solo laddove non c’è alcuna religione di Stato, di fatto e/o di diritto. Il 20 settembre 1870 non venne meno solo una religione di Stato; fu abbattuto un regime teocratico all’interno del quale era impossibile dichiararsi pubblicamente atei o agnostici. Molti, quel giorno, ritennero a portata di mano la realizzazione di una società, in cui una libera Chiesa costituisse solo una parte, non privilegiata, di un libero
Stato. Quel progetto, faticosamente avviato, fu poi bloccato dal ventennio fascista, dal cinquantennio democristiano e da un quindicennio di confessionalismo bipartisan.
Ora i tempi sono cambiati. Non intendiamo rievocare con nostalgia l’epopea risorgimentale: vogliamo invece impegnarci nella costruzione di una società moderna, laica, europea.
Vogliamo l’uguaglianza, giuridica e di fatto, di credenti e non credenti
Vogliamo l’affermazione concreta della laicità dello Stato
Vogliamo la fine di ogni privilegio, di diritto e di fatto, accordato alle confessioni religiose
Vogliamo che le concezioni del mondo non religiose abbiano la stessa visibilità e lo stesso rispetto delle concezioni del mondo religiose
In particolare, chiediamo:
Avvio di un processo per il superamento del regime concordatario
Riconoscimento delle unioni civili
Aumento delle risorse pubbliche stanziate per la ricerca scientifica
Rimozione degli ostacoli frapposti alla contraccezione d’emergenza (c.d. “pillola del giorno dopo”)
Abolizione dei limiti all’accesso alla fecondazione artificiale introdotti dalla legge 40/2004
Abolizione dell’obiezione di coscienza nei reparti di ginecologia degli ospedali pubblici
Introduzione della pillola RU-486 e presenza capillare di consultori pubblici
Legalizzazione dell’eutanasia attiva volontaria
Riconoscimento delle direttive anticipate di fine vita
Rimozione di ogni discriminazione basata sull’orientamento sessuale
Possibilità per tutti i cittadini di poter abbandonare formalmente la propria religione
Disponibilità su tutto il territorio nazionale di strutture per la cremazione e di sale del commiato laiche
Disponibilità, su tutto il territorio nazionale, di luoghi solenni e tempi consoni per il matrimonio civile
Edifici pubblici laici, non contrassegnati dal simbolo della Chiesa cattolica
Rispetto delle leggi sull’inquinamento acustico anche da parte delle confessioni religiose
Abolizione delle leggi di tutela penale in materia religiosa
Fine dei privilegi delle confessioni religiose nelle strutture obbliganti (ospedali, carceri, caserme...)
Riduzione dei tempi per l’ottenimento della separazione e del divorzio
Introduzione del sistema tedesco, per il quale solo i contribuenti che vogliono espressamente finanziare la loro fede pagano la tassa di religione
Fine del versamento di fondi comunali alle confessioni religiose quali oneri di urbanizzazione secondaria
Una scuola pubblica laica: dove chi non frequenta le ore di religione cattolica non sia discriminato; dove lo stesso insegnamento religioso cattolico sia sostituito da educazione civica o studio di religioni e filosofie non confessionali; dove non si svolgano atti di culto, visite pastorali o altre azioni di evangelizzazione; dove si insegnino l’evoluzionismo e il pensiero critico; alla quale siano destinati i fondi attualmente riversati su un sistema di scuole private ghettizzante e inefficiente. -
GIORNATA NAZIONALE SBATTEZZO
25 ottobre: Giornata nazionale dello sbattezzo
Dopo il successo dell’edizione 2008, durante la quale oltre mille cittadini inviarono la propria richiesta al parroco, l’UAAR ha deciso di organizzare per il 25 ottobre 2009 la seconda giornata nazionale dello sbattezzo. ‘Sbattezzo’ significa cancellazione degli effetti civili del battesimo, ossia l’elementare diritto, sancito dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e riconosciuto da un provvedimento del Garante per la privacy, di poter abbandonare una confessione religiosa: nel caso specifico, di essere più considerati dallo Stato come “sudditi” della Chiesa, “obbedienti” e “sottomessi” alle gerarchie ecclesiastiche, come recita il Catechismo.
Le ragioni per uscire dalla Chiesa Cattolica possono essere diverse: coerenza con i propri principi, protesta perchè discriminati in quanto omosessuali, donne o ricercatori, rivendicazione della propria identità atea o agnostica. Oppure la semplice onestà intellettuale di dire “non sono più dei vostri”.
L’UAAR non organizza controriti vendicativi, ma invita coloro che non sono più cattolici a esercitare questo diritto: stima in quindicimila il numero dei cittadini che già lo hanno fatto, ma ritiene che se coloro che non hanno ancora formalmente abbandonato la Chiesa cattolica lo faranno in una sola occasione, l’impatto della loro decisione sarà sicuramente amplificato.
Ci sono due modi per partecipare alla giornata dello sbattezzo:
1.
Attraverso i circoli/referenti UAAR. Le modalità variano da provincia a provincia, per cui è indispensabile contattare direttamente i relativi responsabili o consultare i siti internet dei circoli.
2.
Chi risiede in un provincia diversa da quelle di cui sopra, o chi risiede in una di queste province ma vuole sbattezzarsi individualmente, deve scaricarsi il modulo pubblicato sul nostro sito alla pagina www.uaar.it/laicita/sbattezzo/sbattezzo-mod..., compilarlo, fare una fotocopia della propria carta d’identità e inviare il tutto alla propria parrocchia di battesimo con raccomandata a.r. nei giorni immediatamente precedenti il 25 ottobre. Occorre poi inviare (entro il 25 ottobre) una e-mail a segretario@uaar.it comunicando l’adesione all’iniziativa, il proprio nome e cognome e il nome della parrocchia di battesimo: segretario@uaar.it risponderà confermando di aver conteggiato il richiedente nell’elenco (in modo assolutamente anonimo e confidenziale).
La stessa e-mail può essere contattata per i casi controversi.
Il dato pubblico degli sbattezzandi è e sarà formato, oltre che da chi si sbattezzerà tramite i circoli e i referenti, solo da chi ha ricevuto o riceverà l’e-mail con la conferma dell’inserimento nel conteggio. Non vogliamo presentare elaborazioni statistiche inverosimili come quelle della Chiesa cattolica.
Ricordiamo che la data dell’iniziativa è stata scelta in ricordo di quanto accadde il il 25 ottobre 1958, giorno in cui la Corte d’appello di Firenze assolse il vescovo di Prato, che aveva denigrato pubblicamente due giovani che vollero sposarsi civilmente. E li assolse non perché non li aveva diffamati, ma perché i coniugi erano “suoi sudditi, perché battezzati”: e dunque liberamente denigrabili da parte dell’autorità ecclesiastica.
Altre informazioni:
Le istruzioni ’standard’ per lo sbattezzo
Il gruppo su Facebook -
PRESENTAZIONE LIBRO CHIESA PADRONA
IL GIORNO 23 MAGGIO 2009 ALLE ORE 18 PRESSO LA LIBRERIA EDISON DI PESCARA
IL LOCALE CIRCOLO UAAR ORGANIZZA LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO
"" CHIESA PADRONA "" DI MICHELE AINIS, GIURISTA E DOCENTE PRESSO L'UNIVERSITA' ROMA 3 -
OFFERTA SPECIALE
OCCASIONE!! OCCASIONE IMPERDIBILE!!!
UN PEZZO UNICA DA COLLEZIONE!!! SICURAMENTE IL SUO VALORE COMMERCIALE AUMENTERà NOTEVOLMENTE DA QUI A POCHI ANNI!!!!
DI CHE SI TRATTA???
DEI NOSTRI MANIFESTI ATEI, QUELLI CHE SONO STATI AFFISSI PER LE STRADE DI PESCARA!!!
NE SONO AVANZATI UNA DECINA CHE METTIAMO A DISPOSIZIONE DEL MIGLIOR OFFERENTE!!!
AFFRETTATEVI!! -
MANIFESTI A PESCARA, LA STORIA CONTINUA!
Come programmato sono stati affissi il giorno 23 febbraio a Pescara i manifesti dell'UAAR con lo slogan incriminato a Genova.
Si è scatenato il putiferio!!!!!
Nel giro di due giorni sono stato intervistato, in qualità di Coordinatore del Circolo pescarese, da 5 testate giornalistiche, Rete8, Radio Frequenza, Il Centro, Il Messaggero e Sky TG24 con una copertura dell'evento che ha dell'eccezionale, sopratutto per una città sonnolenta come Pescara.
Non si sono fatte attendere nemmeno le critiche e le accuse di " blasfemia " o di " nichilismo".
Il Comune di Pescara si è sentito in obbligo di specificare, tramite comunicato stampa, che loro non hanno autorizzato nulla, che è stata una decisione autonoma del gestore delle affissioni, un Ente privato, e che soprattutto il vescovo Valentinetti, poteva star tranquillo che la giunta non condivideva minimamente il messaggio proposto!!!! Calarsi così le braghe " a gratis " giustificandosi con un vescovo e rassicurandolo
della loro appartenenza, mi è sembrato squallido e degradante!!
Comunque il risultato per l'UAAR è stato positivissimo, la campagna continua, gli articoli sui giornali a livello nazionale aumentano, addirittura la notizia è stata ripresa da una agenzia britannica.
I soliti "" errori "" dei giornalisti, come ad esempio chiamare i manifesti " anticattolici " oppure, in chiosa dell'intervista a Rete8, la giornalista ha aggiunto che l'UAAR chiede un incontro con la Curia per dicutere di laicità!!!!!!!!!!!!!
Quello che segue è il nostro Comunicato Stampa di ieri riguardante le esternazione del Vice Sindaco di Pescara:
Pescara, Manifesti UAAR, 'eccessivo ed inquietante che ci voglia il beneplacito per l'affissione' COMUNICATO STAMPA Dopo le precisazioni del Vice Sindaco della citta' ci sembra doveroso dare alcune delucidazioni. Come coordinatore del circolo UAAR (Unione degli Atei Agnostici e Razionalisti ndr) di Pescara, dopo la decisione di dare il via alla campagna manifesti, mi sono sentito in obbligo di sottomettere al competente Ufficio Affissioni, una bozza del manifesto in questione, decisione presa per eccesso di cautela, comprendendo che il messaggio poteva venir interpretato come una mera provocazione.Inviata la bozza abbiamo lasciato trascorrere una decina di giorni, poi abbiamo chiesto notizie al suddetto Ufficio, il quale ci ha assicurato che "non c'erano problemi ". Questa affermazione noi l'abbiamo presa come una "autorizzazione " istituzionale in quanto supponevamo che la nostra bozza fosse stata vagliata da qualche autorità comunale...a quanto pare cosi non e' stato. Spero, comunque, che questo fatto non impedisca la continuazione della campagna, anche perche' mi sembra un po' eccessivo, un po' inquietante il fatto che ci sarebbe bisogno del beneplacito di qualche autorita' per poter esporre pubblicamente le proprie idee, per poter godere di un diritto costituzionale. Puo' darsi che il messaggio turbi qualche coscienza, ma questo turbamento non puo' essere motivo per limitare le liberta' fondamentali del cittadino, altrimenti dovremmo applicare questa regola ad ogni espressione di opinione e poiche' si trovera' sempre chi se ne sentira' offeso o turbato...dovremmo dunque dire addio alla liberta' di espressione.Roberto Anzellotti Coordinatore Circolo UAAR Pescara
Qui aggiungo i links agli articoli più interessanti:
http://www.repubblica.it/ultimora/24ore/quotDI...
http://www.capital.it/capital/notizie/ultimora...
http://www.agi.it/l-aquila/notizie/20090226093...
http://www.euronews24.org/italy/italian-news-a...
http://www.primadanoi.it/modules/bdnews/articl...
http://www.wikio.it/societa/discriminazione -
GRANDE DARWIN DAY 2009
Come da programma il 20 febbraio si è svolto all'Univ. di Chieti Scalo il Darwin Day 2009 organizzato dal circolo UAAR di Pescara.
Grande evento, un vero peccato per chi se l'è perso!!!!
I relatori sono stati più che brillanti, ci hanno affascinato con i loro interventi acutissimi, il pubblico, numeroso, è intervenuto con domande e idee, dimostrando così un grande interessse per l'evento.
il prossimo anno sarà ancora meglio!!
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MANIFEST...ATEI A PESCARA
IL 23 FEBBRAIO PROSSIMO A PESCARA VERRANNO AFFISSI, SU RICHIESTA DEL LOCALE CIRCOLO UAAR QUESTI MANIFESTI:
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DARWIN DAY 2009 PESCARA
IL CIRCOLO UAAR DI PESCARA ORGANIZZA IL DARWIN DAY 2009 NEL 200° ANNIVERSARIO DELLA NASCITA DELLO SCIENZIATO.
INTERVERRANNO ALL’EVENTO I RELATORI:
Corbellini Gilberto professore straordinario di Storia della Medicina presso l’Univ. La Sapienza di Roma
Pocar Valerio professore di Sociologia del Diritto presso l’Univ. Milano Bicocca.
Coordina e modera Roberto Anzellotti, coord. Circolo UAAR di Pescara.
UNIONE DEGLI ATEI E DEGLI AGNOSTICI RAZIONALISTI
VENERDI 230 FEBBRAIO 2009 ORE 17,00
www.uaar.it pescara@uaar.it www.uaar.it/pescara
Per favore attendi...