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reato_politico

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Blog / OCCUPAZIONE SENZA TITOLO SCOPO PRIMA ABITAZIONE

domenica, 25 settembre 2011 alle 18:38

PREFAZIONE NORMATIVA:

Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo

Art. 25

Ogni individuo ha il diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo all'alimentazione, al vestiario, all'abitazione, e alle cure mediche e ai servizi sociali necessari, ed ha diritto alla sicurezza in caso di disoccupazione, malattia, invalidità vedovanza, vecchiaia o in ogni altro caso di perdita dei mezzi di sussistenza per circostanze indipendenti dalla sua volontà.

Codice Civile

Capo I: Disposizioni generali

Art. 832 Contenuto del diritto

Il proprietario ha diritto di godere e disporre delle cose in modo pieno ed esclusivo, entro i limiti e con l’osservanza degli obblighi stabiliti dall’ordinamento giuridico.

- conflitto attributivo che vuole le A.T.E.R. esistere per dare ricovero alle persone meno abbienti.

Art. 833 Atti di emulazione

Il proprietario non può fare atti i quali non abbiano altro scopo che quello di nuocere o recare molestia ad altri.

- Sgomberi privi di motivo reale di rilascio.

Codice Penale

ART.633 c.p.

Chiunque invade arbitrariamente terreni o edifici altrui, pubblici o privati, al fine di occuparli o di trarne altrimenti profitto, è punito, a querela della persona offesa, con la reclusione fino a due anni o con la multa da lire duecentomila a due milioni.

- Norma incriminatrice.

Limiti della Legalità e Diritti Inviolabili dell' Uomo.

I reati di danno si configurano quando l'evento giuridico si sostanzia nella effettiva lesione del bene giuridico tutelato dalla norma penale incriminatrice.

Infatti è la facoltà di utilizzare la cosa (cosiddetta “disposizione materiale”). Implica il diritto di usarla, di non usarla, di decidere come usarla, di trasformarla, e, al limite, di distruggerla.

La decisione da parte dell' A.T.E.R. dispone che gli immobili siano vuoti al fine di ristrutturarli o che nn siano ritenuti adeguati alle assegnazioni delle persone in graduatoria. Sino a quando non sia fissato l'inizio del cantiere o che l' A.T.E.R. non determini l'assegnazione dell'immobile a tutela dei diritti delle persone in graduatoria, non si configura il reato vista che non è lesa la facoltà di godere del bene gestito nelle modalità che si sono decise dal gestoreproprietraio. Aprire forzatamente una porta, od altro, di un'appartamento destinato alla ristrutturazione non comporta reato in quanto non sussiste il danno, nel solo caso in cui l'azione sia determinata da reali neccessità abitative, visto che i beni sono destinati alla distruzione quindi privi di valore economico. Ove ci siano i presupposti di 'abitabilità' dell'immobile non c'è motivo di azione da parte del Comune per il rilascio dell'immobile ( Acqua e fognatura).

I reati di pericolo si hanno, invece, nell'ipotesi in cui l'evento giuridico si sostanzi nella vera messa in pericolo del bene o valore tutelato dalla norma penale. In tal caso dunque la tutela offerta dal diritto penale ai beni giuridici è anticipata in quanto viene anticipata la stessa soglia di tutela del bene. Il pericolo non è esistente nella tutela di un bene che non abbia rilevanza economica, essendo questo destinato alla demolizione. Nella dattispecie ne dacade la rilevanza penale quando tale situazione viene a contrapporre due principi costuzionalmente rilevanti: di diritto dell Ente a godere pienamente della proprietà e il dirittodovere della persona a tutelare la propria integrità psico fisica e dignità.

Nel 'trarre profitto' della situazione, quando questa sia l'unica abitazione la parte del presunto reo si rietiene nulla in quanto la dimora non è considerabile in modo diverso di un bene primario, come acqua a cibo quindi indivisibile e neccessaria all' esistenza ed alla dignità della persona stessa. Il 'profitto' si ottiene in beni e situazioni che non siano direttamente collegati alla dignità o all' esistenza della persona essendo questa tutelata dal Diritto Nazionale ed Internazionale ed quando lo Stato non è in grado di far fronte a questi suoi doveri criminalizzare il cittadino in realtà soggetto di tutela.

La mancanza del dolo specifico si realizza nel caso si ritenga erroneamente di trovarsi in presenza di una causa di giustificazione, sentenze emesse da vari Tribunali in Italia per situazione analoghe alle proprie, ex art. 54 c.p..

Nella fattispecie viste le innumerevoli sentenza per ex art. 54 per i reati in oggetto, trattare questo reato sociale alla stregua di crimini comuni o contro lo Stato sia disdicevole e ritengo illegittima la norma in questa sua parte dove si processano le intenzioni e non il fatto compiuto che non ha causato alcun danno reale. Infatti tale sentenze dimostrano il Diritto del Cittadino ad usufruire dell'abitazione, dove la Legge dello Stato e sgomberi precedenti alla neccessità di disporre dell'immobile ne definiscono la legalità dell' azione intrapresa, ma non la legittimità. Questa è a riprova che i testi di Legge come vengono formulati sono privi di presupposti del rispetto della vita e della Dignità del cittadino.

L'unico pericolo oggettivo non è che il gestoreproprietario non possa soddisfare le proprie volontà ma le conseguenze che la persona privata dall'abitazione possa avere ed esautorare le istituzioni dai propri doveri nei confronti dei cittadini ( responsabilità personale ). Quindi nella presente norma così formulata in modo generico si tutela lo Stato nelle sue parti ma non il cittadino costretto a dimostare la situazione personale reale davanti ad un Giudice. Nonostante la presunta innocenza si pone il cittadino alla gogna pubblica e si criminalizza additando una condizione personale, quindi lo stato sociale dell'imputato quale la povertà, il motivo reale di giudizio. Questo è un puro e semplice atto discrimatorio, ma che si realizza in ogni Tribunale durante i dibattimenti.

Ogni azione contraria ai termini sopra definiti sono atti arbitrari che contravvengono ai doveri che un' Amministrazione locale, Comune, ed A.T.E.R. hanno nei confronti dei Cittadini - Diritto alla Casa, tutela

all'integrità psico fisica del Cittadino da parte dello Stato ( Sindaco e Prefetto ), e quello che vuole che lo Stato rimuova i motivi di differenza sociale. Nel principio di Legalità sino ad ora applicato sono punibili le azioni che pur non essendo socialmente pericolose, sono espressamente incriminate. La mera applicazione della norma legislativa priva di contestualizzazione in fase istruttoria è la principale causa di questi fatti; in fase d'indagine è evvidente che il reato non si configuri per le motivazioni sopra definite in ogni componente oggettiva. Il rispetto della Legge non può avere risultato diverso dal principio che la Legge stessa vuole tutelare in altri testi, o dei Doveri che le Istituzioni hanno nei confronti del singolo Cittadino e della collettività civile. Un Tribunale non può applicare la Legge quando questa è in contrapposizione a dei Diritti costituzionalmente rilevanti o emettere sentenza negando che una persona solamente dal momento che esiste ha dei diritti ( diritti della persona ) a prescindere della Legge dello Stato che hanno fondamento nel Diritto Naturale. Infiliggere una qualsiasi pena o portare in giudizio una persona dal momento che il Foro competente non applica il principio di Legalità sostanziale è una strada che porta certamente a giorni bui e a dispostismi a norma di Legge, ponendo i limiti dello Stato ( incapacità a leggiferare seguendo principi equi, incapacità a far fronte ai propri doveri istituzionali ) al di sopra dell' esistenza della persona Cittadino.

A questa condotta istituzionale non è direttamente collegabile la pace sociale ma ne genera elementi di tensione e discrimanzione, quindi decade il principio di Legalità che si vorrebbe applicare nella forma generale.

Il mio amato Paese sino ad ora mi ha attribuito la responsabilità del cattivo funzionamento delle Istituzioni ( i Servizi Sociali di Monfalcone che non hanno erogato alcun servizio per un decennio ), e nel momento in cui il mio ex Avvocato di Fiducia abbia sostenuto la tesi difensive per 'stato di enccessità' ( ex art. 54 c.p. ), che non esisto come persona. Da poco tempo mi è stato riconosciuto il Diritto alla Tutela della mia persona per motivi di salute e questo Diritto non ha sbocchi applicativi nelle norme vigenti; non esistono doveri dove non ci siano diritti.



Gilberto Mattei

Monfalcone 26 settembre 2011


Commenti 4

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  • 50

    reato_politico 18 ottobre 2012

    Il fine è che chi 'occupa senza titolo un'immobile pubblico' non sia sgomberato prima della sentenza penale ( 633 c.p. ) del Tribunale se l'immobile non sia da designare o comunque serva all' Ater. A seguito della sentenza di assoluzione che il diritto così sancito dalla sentenza lo riconosca pure l' Ater formalizzando la presneza all'interno come 'inammovibile'. Poi che rientri nei bandi di conorso appena si realizzano sul territorio e quindi è un percorso a costo zero in un contesto di Legalità.


  • 50

    reato_politico 18 ottobre 2012

    A parte che questa è pure un tesina giuridica ........


  • 50

    reato_politico 18 ottobre 2012

    Politica lasciamo stare; stò per giungere dopo una sentenza di assoluzione per l'occupazione di dove abito, alla richiesta di 'annullamento' di un'articolod i Legge regionale del F.V.G. e forse riesco a rimandarre alla corte Cosdtituzionale pure l'art. 633 del c.p. per il quale sono prima stato condannato per dieci anni e poi assolto. Rimango sulle cose pratiche i partiti mi fanno ribrezzo. Metto in linea nuovo materiale appena ci sarà prossimamente qualche news degna di nota.


  • 39

    homerino_77 7 settembre 2012

    Molto interessante il contenuto, ma di preciso dove va la tua linea politica?

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