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reato_politico

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Blog 13

Questo sito l'ho fatto solo per incoraggiare le persone a perseverare. Per dimostrare che anche oggi c'è chi è disposto ad accettare le conseguenze delle proprie idee. Senza mezzi terminni od indecisioni; costi quello che costi. Ora spetta a tutti voi non rendere il mio sacrificio vano, lasciando il percoso che ho iniziato inconcludente.


  • Italia pluri-condannata dalla Corte Europea dei Diritti Uman



    Fra le condanne per violazioni dei diritti umani subite dall’Italia le 6 elencate nel seguito sono particolarmente infamanti in quanto le vicende coinvolgono dei minori (in 4 casi su 6 coinvolti in false accuse di pedofilia ed in 2 casi di alienazione genitoriale). La Corte Europea ha condannato l’Italia per aver violato l’articolo 8 della“Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali” che recita:

    Art. 8. Ogni persona ha diritto al rispetto della propria vita privata e familiare, del proprio domicilio e della propria corrispondenza. Non può esservi ingerenza di una autorità pubblica nell’esercizio di tale diritto a meno che tale ingerenza sia prevista dalla legge e costituisca una misura che, in una società democratica, è necessaria alla sicurezza nazionale, alla pubblica sicurezza, al benessere economico del paese, alla difesa dell’ordine e alla prevenzione dei reati, alla protezione della salute o della morale, o alla protezione dei diritti e delle libertà altrui.

    Queste le condanne subite dall’Italia:

    1) 2005, sentenza 30595/02: risarcimento di 3,000€ per violazione dell’art. 8. Padre subisce falsa accusa di pedofilia ad opera di madre separata; non viene revocata la potestà alla donna, non vengono riattivati i contatti con il padre; la bambina presenta sintomi caratteristici della alienazione genitoriale, non esplicitamente menzionata (sentenza: link1, link2)

    2) 2008, sentenza 19537/03, risarcimento di 80,000€ per violazione dell’art. 8. Padre falsamente accusato di pedofilia ad opera di terzi, figlia di sei anni allontanata dalla famiglia; da maggiorenne racconta di aver subito comportmenti alienanti ad opera di chi avrebbe dovuto proteggerla (fonti: sentenza, libro “Rapita dalla giustizia”, Panorama, telegiornale, abusologi).

    3) 2009, sentenza 33932/06: risarcimento di 17,150€ per violazione dell’art. 8. Madre non riconosce due gemelli appena nati e chiede tempo per decidere; ma dopo 27 giorni i bambini vengono dichiarati adottabili (sentenza).

    4) 2009, sentenza 29768/05: risarcimento di 12,150€ per violazione dell’art. 8. Padre falsamente accusato di abusi viene allontanato dai figli per un periodo eccessivo a causa del ritardo nella chiusura dell’indagine preliminare (sentenza).

    5) 2010, sentenza 16318/07: risarcimento di 15,000€ per violazione dell’art. 8. Neo-nata abbandonata viene temporaneamente affidata ai ricorrenti e poi affidata ad altra famiglia (sentenza).

    6) 2010, sentenza 36168/09: risarcimento di 20,000€ per violazione dell’art. 8. Madre separata impedisce contatti padre/figlio, i Tribunali invece di proteggerlo si limitano ad affidarlo ai Servizi lasciandolo presso la madre, decisione che non ha nessuna efficacia. La Sindrome di Alienazione Genitoriale è menzionata ai punti 59 e 12, nel quale si accenna ad un tentativo di falsa accusa di abusi. (fonti: adiantum, sentenza).

    I ricorsi alla Corte Europea per i Diritti Umani sono ammissibili solo una volta esaurite le vie di ricorso interne; pertanto hanno efficacia nulla riguardo alla effettiva protezione dei bambini, vista anche la lentezza della Giustizia Italiana. Le irrisorie sanzioni pecuniarie hanno efficacia nulla; basti pensare che un avvocato abusologo che ottenesse il gratuito patrocinio e sostenesse una falsa accusa in cui è coinvolto un minore riceverebbe dallo Stato un compenso maggiore, anche 100,000€ se riesce a tirare in lungo il processo.


    Link articolo

  • ALL' ATTENZIONE DEL SINDACO DI MONFALCONE - Silvia Altran



    P.C.: Giunta di MonfalconeIne: Ass. Paola Benes, Ass. Paolo Frittitta, Ass. Dott. Omar Greco, Ass. Dott. Francesco Martinelli, Ass.Dott. Mariella Natural, Ass. Arch. Massimo Schiavo, Ass. Cristiana Morsolin.

    P.C: Consiglieri di Monfalcone: Luigi Blasig, Dott. Anna Maria Cisint, Avv. Giovanni Iacono, Andrea Davanzo, Dott. Ciro Del Pizzo, Elisa Di Ilio, Med. Gianpiero Fasola, Paolo Giuseppe Fogar, Dott. Paolo Frisenna, Dott. Marco Ghinelli, Dott. Lucia Giurissa, Suzana Kulier Pusateri, Claudio Martin, Dott. Paolo Masella, Loris Renato Mosetti, Giuseppe Nicoli, Sergio Pacor, Dott. Giorgia Polli, Dott. Anna Raspar, Dott. Federico Razzini, Med. Alessandro Saullo, Lucia Scaffidi Lallaro, Ins. Marina Turazza, Dott. Barbara Zilli.

    Oggetto: mancato appuntamento Associazione ' Tutela dei diritti del Cittadino'.

    La mancanza di una qualsiasi risposta dal Sindaco di Monfalcone finalizzato alla presentazioone programmatica dell'associazione no profit che rappresento dopo quasi un'anno dalla richiesta formale, evvidenzia la seguente situazione:

    - violazione all'art. 3 della Costituzione secondo comma.

    - violazione art. 21 dello Statuto dell' U.E. dei diritti dell'uomo nella parte: ' ..... È vietata qualsiasi forma di discriminazione fondata, in particolare, sul sesso, la razza, il colore della pelle o l'origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o le convinzioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, l'appartenenza ad una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, gli handicap, l'età o le tendenze sessuali.'.

    La richiesta ha carattere programmatico quindi esula da diverse motivazione, trova riscontro nell' Art. 12.1 dello Statuto comunale di Monfalcone.

    La mancanza di una risposta alla richiesta d'incontro viola l' Art. 4 comma 1 e 2, Art. 7 comma 2, l'Art. 6 comma 2, l' Art. 5 comma 2, e l' Art. 14 comma 4 dello Statuto comunale di Monfalcone.

    Contrario alle norne di ordine pubblico:

    L'ordine pubblico è quell'insieme di norme fondamentali dell'ordinamento giuridico riguardante i principi etici e politici la cui osservanza ed attuazione è ritenuta indispensabile per l'esistenza di tale ordinamento. Viene frequentemente condensato con lo stesso termine il concetto di mantenimento dell'ordine pubblico, e le norme che lo regolamentano. Data la loro importanza, le norme di ordine pubblico sono inderogabili. Nella fattispecie il principio violtato è quella di 'Legalità' dove il sodditocittadino ne è completamente succube ed un'Amministrazione locale può a propria discerezione violarne il principio agendo in deroga, o compiendo atti ommissivi non dando spiegazioni scritte del proprio agire. Ne prendo spunto per ricordare due fatti salienti di cui sono stato protagonista: il primo risalente al 2000 in riferimento allo sgombero di via Aquileia 84 dove la Prefettura non ha ritenuto proprio dovere convocare le parti ad un'incontro visto che le persone presenti in detto stabile non erano organizzate in un' associazione. Il testo di Legge in riferimento a questo punto definisce 'facoltativa' l'organizzazione in associazione per la tutela di diritti generali. Altro fatto di uguale importaza è che la Giunta Pizzolitto Gianfranco a Monfalcone, abbia mandato risposta scritta allo scrivente per la partecipazione al Bando A.T.E.R. in riferimento allo scambio epistolare avvenuto per lo sgombero di via C. Cosulich 119 in data 2010.

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    Chiedo chiarimenti in riferimento a quanto definito dalla Giunta comunale e nessuno risponde. In base a questa comunicazione rientro in detto alloggio e partecipo al Bando A.T.E.R. che nel frattempo è stato realizzato per il Comune di Monfalcone. Ne sono stato rigettato per mancanza di requisiti in base all' art. 22 coma 4 della L.R. 62003. Visto che nel frattempo non è stata chiarita la situazione di Legittimità per le sentenze in giudicato dello scrivente per il Foro di Gorizia in una delle sue parti ( Giudice o Difesa ), rimando la valutazione di tale articolo della Legge regionale sopra definita direttamente alla Corte Costituzionale. Concludendo la mancanza di chiarezza da parte dell'Amministrazione locale di Monfalcone nella persona dell' allora Sindaco Ginfranco Pizzolitto ha comportato un' erronea interpretazione dei documenti che avevo in possesso, reiterando comportamente ritenuti illegali, nella presunzione che la norma impugnata in Corte Costituzionale sia stata precedentemente modificata o abrogata. Quindi la mancanza di trasparenza e risposta alle comunicazioni inoltrate comporta ommissione d'atti dovuti al cittadinosuddito. Altro fatto anomalo che invece vede coivolta l'attuale Giunta comunale di Monfalcone è il rigetto della richiesta d'iscrizione all'Albo comunale di Monfalcone delle Associazioni no profit, per l'Associazione Tutela dei Diritti del Cittadino di cui sono legale rappresentante. Questo rigetto trova motivazione nella sede indicata sui documenti in quanto questa ' ... che risulta occupato senza titolo '. Visto che le norme in vigore non indicano caratteristiche particolari alla sede tranne l'indicazione della stessa, e che il principio di 'legalità' pretende l'interpretazione del testo di Legge in senso letterale, ne risulta la stessa motivazione del rigetto in deroga alle norme vigenti. Altrimenti la presenza d'un organo politico quale una Giunta per l'iscrizione ad un'albo associativo visto che non c'è obbligo di verbale in tale sede e la verifica dei contenuti ne risulta invece una stesura abbastanza completa e dettagliata.

    Mi riservo di inoltrare la stessa presso le Commissioni consigliari o diversa sede quando siano state definite per competenza diretta per quanto definito, al fine di ripristinare la legalità dei regolamenti o la sanzione di condatte improprie ( statuto comunale insesistente ).

    Rifiuto od omissione di atti d'ufficio (art. 328 c.p.): Il pubblico ufficiale o l'incaricato di un pubblico servizio, che indebitamente rifiuta un atto del suo ufficio che, per ragioni di giustizia o di sicurezza pubblica, o di ordine pubblico o di igiene e sanità, deve essere compiuto senza ritardo, è punito con la reclusione da sei mesi a due anni. Fuori dei casi previsti dal primo comma, il pubblico ufficiale o l'incaricato di un pubblico servizio, che entro trenta giorni dalla richiesta di chi vi abbia interesse non compie l'atto del suo ufficio e non risponde per esporre le ragioni del ritardo, è punito con la reclusione fino ad un anno o con la multa fino a lire due milioni. Tale richiesta deve essere redatta in forma scritta ed il termine di trenta giorni decorre dalla ricezione della richiesta stessa.

    Per quanto riguarda nello specifico l'associazione no profit di promozione sociale 'tutela dei diritti del cittadino' è compresa quale formula giuridica in testi di legge e questo ne garantisce la legalità. La particolartità di alcune parti dello Statuto associativo non sono pertinenti alla richiesta d'incontro, e nemmeno l'iscrizione all'albo comunale delle associazioni di volontariato che ha fini diversi alla mera presentazione dell' associazione stessa alla Giunta di Monfalcone per fini e modus operandi ed i risvolti sociali ed economici che ha sul territorio comunale.

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    Il Principio stesso di Legalità tanto declamato dalla scorsa Giunta comunale rende l'obbligo di fissare una data per l'incontro richiesto e non subordinare questo a clientelismi politici, che lo scrivente ha avuto precedentemente con Rifondazione Comunista di Monfalcone, o poco chiari interessi di 'amici' per la realizzazione del progetto delle Terme Romane in zona Lisert. Quindi si rinnova la richiesta d'incontro con il Sindaco di Monfalcone e l' Assessore di competenza entro e non oltre i trenta giorni dal ricevimento della stessa. La mancata ottemperanza di tale richiesta mi costringe a rivolgermi in diversa sede al fine di riprisitno della legalità o sanzione dell'azione richiesta.

    ASSOCIAZIONE TUTELA DEI DIRITTI DEL CITTADINO

    Gilberto Mattei

    Si coglie l'occasione per far notare ulteriori incongruenze del regolamento comunale:

    Motivazioni generali:

    in riferimento all'art. 15.3 dello Statuto comunale di Monfalcone si richiede che l' esonero di corrispondere economicamente la tassa sull'immondizia per le persone meno abienti sia analogo all'accesso atti pubblici nelle spese di segreteria e bolli di qualsiasi genere che queste procedure comportino, come ad ogni altro servizio e diverso obbligo di legge che l' Amministrazione locale debba espletare.

    Raccolta dell' immondizia, nello specificico il posizionamento dell' imbottino sul suolo pubblico.

    La differenziazione posta per i condomini con un mumero maggiore o minore di appartamenti a pari costi di smaltimento per la definizione della posizione dell'imbottino dei rifiuti sul suolo pubblico è atto discriminatorio ingiustificato. Si richiede:

    - Dove l' imbottino sia da spostare una flessione in meno della tassa pagata dai residenti.

    - Che l'imbottino sia sempre posizionato in luogo pubblico facilamente accessibile per i condomini.

    In riferimento all' Art. 17 dello Statuto comunale di Monfalcone.

    Accesso servizi di competenza comunale:

    al fine di soddisfare la neccessità di documentare la richiesta all'esonero dell'oblazione si consiglia la presentazione dell' i.s.e.e. o altro documanto attestante il reddito, assieme alla richiesta dei documenti. Nel ritiro della documentazione richiesta si attesta l'esenzione. La procedura può essere espletata dallo stesso impiegato che assolve alla richiesta di documentazione, ponendo timbro per l'esonero dagli obblighi. Che l'iscrizione all'albo comunale delle Associazioni di volontariato sia esime da costi quali marche da bollo e simili, essendo la natura stessa del registro priva dei requisiti di attività commerciale a scopo di lucro.

    Concerti in locali pubblici:

    Il regolamento comunale replica quanto già disposto dal Codice Penale non dando diverse garanzie che l'esecuzione della musica non arrechi disturbo al vicinato. Il costo della presentazione della domanda stessa nella forma attualmente richiesta è ingiustificato. Altresì si arreca danno economico agli esercenti costretti a pagare professionisti per avere la documantazione richiesta.

    13

    Allegati: 1uno.

    Monfalcone 14 marzo 2012

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  • Epurare la politica dai politici attuali

    Ci sono pochi segnali 'positivi' in quest'ultimo decennio in Italia. Uno di questi è che sempre maggior persone partecipano alle iniziative per manifestare il proprio dissenso nei confrnti della linea politica che ci viene imposta dall'alto. L'altro è che questi movimenti hanno carattere pacifico e quindi non ci sono i presupposti per i quali le manifestazioni possano trasformarsi in 'bagni di sangue'. Anche se c'è un sentore all'interno del pd per cambiare i vertici del partito, cambiare faccie sarà sufficente per cambiare 'contenuti' della politica nazionale? Il pdl vuole cambiare nome ..... Ma è il trasformismo di dieci anni fa dopo 'mani pulite' ...... Tornando alle manifestazioni di piazza hanno un solo filo conduttore in tutte: cambiare modo di fare politica, che sia inconcludente ormai è chiaro a tutta l'europa (*), ed indirizzo generale della politica che non può ignorare la Costituzione italiana come fa da molto tempo (**). IL problema del nostro paese sono i partiti e la partitocrazia: cancro che di deve debellare in modo democratico. E c'è il modo per farlo in cinque anni.

    (*) E' sempre più chiaro che Berlusconi è sempre più il novello Mussolini che ha voluto far vedere un paese che non c'è. Ricorso stroico anche per la classe politica nazionale.
    (**) Non si può 'importare' un sistema economico e politico, quello degli U.S.A., che ha basi culturali ed economiche diverse e che partono da costituzioni che hanno dei punti sostanzialmente opposti. Lo stesso 'sistema' che ha dimostrato i propri limiti sia politici che economici tra le altre cose dovrebbe essere il modello per il nostro paese?

  • My links

    Indagine statistica Monfalcone e Mandamento

    Mattei Gilberto Monfalcone

    Monfalcone . Fincantieri | obzudi

    A TUTTI I CITTADINI DI MONFALCONE E DEL MANDAMENTO - Petizioni Online - Raccolta Firme

    In galera perchè povero

    Mattei gilberto, Monfalcone

    Lettera aperta

    La prospettiva di un reato politico

    Progetto e contenuti generali

    Associazione tutela dei diritti del cittadino

    Dalla rivoluzione all'evoluzione democratica.

    La legalità delle occupazioni senza titolo

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    Tutela Diritti del Cittadino

    Legalità e Diritto

    Manifesto della Sinistra: 03/07/11

    'Oltre le strategia del terrore - il metodo alternativo', messaggio sul blog di La_Prospettiva su Netlog

  • OCCUPAZIONE SENZA TITOLO SCOPO PRIMA ABITAZIONE

    PREFAZIONE NORMATIVA:

    Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo

    Art. 25

    Ogni individuo ha il diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo all'alimentazione, al vestiario, all'abitazione, e alle cure mediche e ai servizi sociali necessari, ed ha diritto alla sicurezza in caso di disoccupazione, malattia, invalidità vedovanza, vecchiaia o in ogni altro caso di perdita dei mezzi di sussistenza per circostanze indipendenti dalla sua volontà.

    Codice Civile

    Capo I: Disposizioni generali

    Art. 832 Contenuto del diritto

    Il proprietario ha diritto di godere e disporre delle cose in modo pieno ed esclusivo, entro i limiti e con l’osservanza degli obblighi stabiliti dall’ordinamento giuridico.

    - conflitto attributivo che vuole le A.T.E.R. esistere per dare ricovero alle persone meno abbienti.

    Art. 833 Atti di emulazione

    Il proprietario non può fare atti i quali non abbiano altro scopo che quello di nuocere o recare molestia ad altri.

    - Sgomberi privi di motivo reale di rilascio.

    Codice Penale

    ART.633 c.p.

    Chiunque invade arbitrariamente terreni o edifici altrui, pubblici o privati, al fine di occuparli o di trarne altrimenti profitto, è punito, a querela della persona offesa, con la reclusione fino a due anni o con la multa da lire duecentomila a due milioni.

    - Norma incriminatrice.

    Limiti della Legalità e Diritti Inviolabili dell' Uomo.

    I reati di danno si configurano quando l'evento giuridico si sostanzia nella effettiva lesione del bene giuridico tutelato dalla norma penale incriminatrice.

    Infatti è la facoltà di utilizzare la cosa (cosiddetta “disposizione materiale”). Implica il diritto di usarla, di non usarla, di decidere come usarla, di trasformarla, e, al limite, di distruggerla.

    La decisione da parte dell' A.T.E.R. dispone che gli immobili siano vuoti al fine di ristrutturarli o che nn siano ritenuti adeguati alle assegnazioni delle persone in graduatoria. Sino a quando non sia fissato l'inizio del cantiere o che l' A.T.E.R. non determini l'assegnazione dell'immobile a tutela dei diritti delle persone in graduatoria, non si configura il reato vista che non è lesa la facoltà di godere del bene gestito nelle modalità che si sono decise dal gestoreproprietraio. Aprire forzatamente una porta, od altro, di un'appartamento destinato alla ristrutturazione non comporta reato in quanto non sussiste il danno, nel solo caso in cui l'azione sia determinata da reali neccessità abitative, visto che i beni sono destinati alla distruzione quindi privi di valore economico. Ove ci siano i presupposti di 'abitabilità' dell'immobile non c'è motivo di azione da parte del Comune per il rilascio dell'immobile ( Acqua e fognatura).

    I reati di pericolo si hanno, invece, nell'ipotesi in cui l'evento giuridico si sostanzi nella vera messa in pericolo del bene o valore tutelato dalla norma penale. In tal caso dunque la tutela offerta dal diritto penale ai beni giuridici è anticipata in quanto viene anticipata la stessa soglia di tutela del bene. Il pericolo non è esistente nella tutela di un bene che non abbia rilevanza economica, essendo questo destinato alla demolizione. Nella dattispecie ne dacade la rilevanza penale quando tale situazione viene a contrapporre due principi costuzionalmente rilevanti: di diritto dell Ente a godere pienamente della proprietà e il dirittodovere della persona a tutelare la propria integrità psico fisica e dignità.

    Nel 'trarre profitto' della situazione, quando questa sia l'unica abitazione la parte del presunto reo si rietiene nulla in quanto la dimora non è considerabile in modo diverso di un bene primario, come acqua a cibo quindi indivisibile e neccessaria all' esistenza ed alla dignità della persona stessa. Il 'profitto' si ottiene in beni e situazioni che non siano direttamente collegati alla dignità o all' esistenza della persona essendo questa tutelata dal Diritto Nazionale ed Internazionale ed quando lo Stato non è in grado di far fronte a questi suoi doveri criminalizzare il cittadino in realtà soggetto di tutela.

    La mancanza del dolo specifico si realizza nel caso si ritenga erroneamente di trovarsi in presenza di una causa di giustificazione, sentenze emesse da vari Tribunali in Italia per situazione analoghe alle proprie, ex art. 54 c.p..

    Nella fattispecie viste le innumerevoli sentenza per ex art. 54 per i reati in oggetto, trattare questo reato sociale alla stregua di crimini comuni o contro lo Stato sia disdicevole e ritengo illegittima la norma in questa sua parte dove si processano le intenzioni e non il fatto compiuto che non ha causato alcun danno reale. Infatti tale sentenze dimostrano il Diritto del Cittadino ad usufruire dell'abitazione, dove la Legge dello Stato e sgomberi precedenti alla neccessità di disporre dell'immobile ne definiscono la legalità dell' azione intrapresa, ma non la legittimità. Questa è a riprova che i testi di Legge come vengono formulati sono privi di presupposti del rispetto della vita e della Dignità del cittadino.

    L'unico pericolo oggettivo non è che il gestoreproprietario non possa soddisfare le proprie volontà ma le conseguenze che la persona privata dall'abitazione possa avere ed esautorare le istituzioni dai propri doveri nei confronti dei cittadini ( responsabilità personale ). Quindi nella presente norma così formulata in modo generico si tutela lo Stato nelle sue parti ma non il cittadino costretto a dimostare la situazione personale reale davanti ad un Giudice. Nonostante la presunta innocenza si pone il cittadino alla gogna pubblica e si criminalizza additando una condizione personale, quindi lo stato sociale dell'imputato quale la povertà, il motivo reale di giudizio. Questo è un puro e semplice atto discrimatorio, ma che si realizza in ogni Tribunale durante i dibattimenti.

    Ogni azione contraria ai termini sopra definiti sono atti arbitrari che contravvengono ai doveri che un' Amministrazione locale, Comune, ed A.T.E.R. hanno nei confronti dei Cittadini - Diritto alla Casa, tutela

    all'integrità psico fisica del Cittadino da parte dello Stato ( Sindaco e Prefetto ), e quello che vuole che lo Stato rimuova i motivi di differenza sociale. Nel principio di Legalità sino ad ora applicato sono punibili le azioni che pur non essendo socialmente pericolose, sono espressamente incriminate. La mera applicazione della norma legislativa priva di contestualizzazione in fase istruttoria è la principale causa di questi fatti; in fase d'indagine è evvidente che il reato non si configuri per le motivazioni sopra definite in ogni componente oggettiva. Il rispetto della Legge non può avere risultato diverso dal principio che la Legge stessa vuole tutelare in altri testi, o dei Doveri che le Istituzioni hanno nei confronti del singolo Cittadino e della collettività civile. Un Tribunale non può applicare la Legge quando questa è in contrapposizione a dei Diritti costituzionalmente rilevanti o emettere sentenza negando che una persona solamente dal momento che esiste ha dei diritti ( diritti della persona ) a prescindere della Legge dello Stato che hanno fondamento nel Diritto Naturale. Infiliggere una qualsiasi pena o portare in giudizio una persona dal momento che il Foro competente non applica il principio di Legalità sostanziale è una strada che porta certamente a giorni bui e a dispostismi a norma di Legge, ponendo i limiti dello Stato ( incapacità a leggiferare seguendo principi equi, incapacità a far fronte ai propri doveri istituzionali ) al di sopra dell' esistenza della persona Cittadino.

    A questa condotta istituzionale non è direttamente collegabile la pace sociale ma ne genera elementi di tensione e discrimanzione, quindi decade il principio di Legalità che si vorrebbe applicare nella forma generale.

    Il mio amato Paese sino ad ora mi ha attribuito la responsabilità del cattivo funzionamento delle Istituzioni ( i Servizi Sociali di Monfalcone che non hanno erogato alcun servizio per un decennio ), e nel momento in cui il mio ex Avvocato di Fiducia abbia sostenuto la tesi difensive per 'stato di enccessità' ( ex art. 54 c.p. ), che non esisto come persona. Da poco tempo mi è stato riconosciuto il Diritto alla Tutela della mia persona per motivi di salute e questo Diritto non ha sbocchi applicativi nelle norme vigenti; non esistono doveri dove non ci siano diritti.



    Gilberto Mattei

    Monfalcone 26 settembre 2011

  • Agosto 2011: tutti al mare.



    Compendio Socio Assistenziale :

    Le scelte fatte dall'Amministrazione locale di lasciare la mia situazione a degenerare per ben otto anni privo di un qualsiasi intervento adeguato, è un fatto abbastanza evvidente. Essere completamente ignorati come persone per quasi un decennio ha esasperato una situazione che poteva facilmente essere risolta dal bell'inizio. Le risposte che mi sono state date sono state di carattere economico, mancanza di fondi a disposizione, ed anche conseguenti a scelte di carattere politico che hanno avuto ripercussioni non solamente sulla mia persona ( Legalità formale applicata). Questo ha comportato che con l'Ass. Sociale Andrea Minato abbia perduto il controllo e questa sia la conseguenza di un decennio di risposte negative sia per me che per casi di povertà e disagio che ho portato ogni volta all' attenzione dell' Assessore preposto. La percezzione attuale che ho dei rappresentanti locali delle isitutuzioni non è ottimale per risolvere nemmeno la mia situazione, figuriamoci sviluppare progetti congiunti. E non è stata mai presa in consiedrazione la mia temporanea invalidità ed aiutato a risolvere questo punto ( cercare un'avvocato ), nonostante che abbia richiesto aiuto in tal senso in momenti diversi. E questo atteggiamento tenuto un pò da tutti non è paranoico od abberrazione mentale dovuta alla mia situazione sebbene sia la strada più corta per mettermi a tacere. La camera d'albergo non è che mi serva adesso ma era la risposta che avrei accettato all'inizio della mia odissea a Monfalcone; ora la situazione personale è completamente cambiata. Ho avuto un tetto sulla testa per dieci anni a costo zero per l'Amministrazione che dopo otto anni fa lo stesso sviluppando un progetto con appartamenti A.t.e.r. ( la scorsa Giunta comunale di Monfalcone **). Quindi per anni la mancanza d'intervento nei miei confronti mi voleva dignitosamente ricoverato al Lisert di Monfalcone dove ho dormito il primo inverno che ho vissuto in questo comune. A seguito della situazione personale che negli anni non è andata certamente a migliorare, e della serie di occupazioni senza titolo a mio carico, non trovo utile accettare l'offerta della camera. La prima offerta visto che dovevo dividere un'esiguo spazio con uno sconosciuto e non è stata presa in considerazione la mia condizione di salute che mi vedeva insofferente alla convinenza continuata con altre persone. La seconda offerta che ho ricevuto ultimamente ho rifiutato anche perchè perchè se a seguito del bando A.t.e.r. a cui ho partecipato mi trovassi in graduatoria, lo stesso istituto avrebbe l'interesse come dimostrato precedentemente allo sgombero di Natale, a formalizzare l' attuale dimora. Ove mi trovassi in diversa sistemazione l'assegnazione avverrebbe in tempi e modalità completamente diversi, non dando una dimora diversa per lungo tempo di pochi metri quadrati in un'affittacamere. Alla fine del sussidio mi troverei nuovamente in strada, nel momento in cui non avrei raggiunto un'occupazione lavorativa continua. Per ora di cibo presso il domicilio non ho bisogno. Ritengo inoltre che l'attuale interessamento alla mia persona, nelle ristrette modalità descritte, siano prive di soluzioni tutt'ora adeguate. Sei mesi di sussidio economico, erogato dalla regione, non mi permettono di formulare un percorso di rinserimento sociale e lavorativo in una situazione psico fisica quale la mia del quale non posso formire documentazioni diverse dal quadro psicologico.

    Compendio politico locale e regionale:

    E' stato presentato un progetto all'Amministrazione di Monfalcone finalizzato a risolvere anche situazioni analoghe a questa, in ambito socio assistenziale, di carattere innovativo sia per contenuti che per modalità applicative. Posso con certezza assoluta definire che la mia situazione attuale e trascorsa a Monfalcone sia stata causata da una mancanza di fondi a disposizione e della pessima accuratezza nell'organizzare le stutture socio assistenziali sul territorio. Un banale esempio dele tenore progettuale dell' Associazione che rapprensento è che se l' u.v.d. di cui sarei stato oggetto sarebbe stato realizzato in video conferenza i convocati non sarebbero dovuti spostare fisicamente dagli uffici di lavoro avendo a dosposizione l'intero carteggio delle persone presenti negli isitututi che rappresentano. Il verbale sarebbe stato completo e non parziale essendo poi archiviato come testo, video, od audio. Nel caso in cui sarebbe stata organizzato l'incontro seguendo queste modalità avrei potuto partecipare attivamente allo stesso. I costi di realizzazione di questo progetto sono minimi con ricadute sui servizi erogati notevoli, accorciando i tempi di convocazione ed aumentando il numero di u.v.d. che si possono realizzare nello stesso tempo. La pocchezza intellettuale e programmatica dell'attuale classe politica locale ricade, al solito, sul cittadino richiedente servizio. Responsabilità politiche da parte di Rifondazione Comunista è molto evvidente e chiara nel momento in cui sono state approvate dalla regione le norme discriminatorie che mettevano fuori dalla partecipazione di coloro che avevano 'occupato senza titolo' immobili A.T.E.R., ed a seguito modificate nell'attuale testo in vigore ( *** ). Queste sono evidentemente discriminatorie e contrarie alla Costituzione italiana ma nessuno si è voluto far carico di tutelare il diritto alla casa dei cittadini coinvolti, sollevando la questione alla Corte Costituzionale ( o chi di competenza).Nel frattempo si ha quasi un decennio dove l'A.t.e.r. è lottizzato per motivi politici per l'assegnazione delle cariche e non per risolvere i problemi del terriotrio. Si aggiunge che per lo stesso periodo, le giunte 'Pizzolitto' a Monfalcone, il Comune delega completamente il 'problema casa' all' A.t.e.r. di Gorizia aggiungendolo come intervento a livello comunale solamente gli ultimi anni. Però l'assorbimento di tali progetti da parte dell'amministrazione locale ne ha comportato il rallentamento della realizzazione. L'evvidente conclusione è che per mantenere il controllo sul patrimonio immobiliare pubblico si è criminalizzato persone che come me erano, e sono povere, ed il cui unico delitto è vivere a Monfalcone. Ed in questo disegno criminoso si sono prestati sia i partiti di 'destra' che di 'sinistra' che per un decennio si sono alternati alla guida della Regione. Non ho mai sentito menzionare da nessuno di questi il carattere 'politico' ( *) del reato di occupazione senza titolo. Questa delega incondizionata dell'amministrazione locale di Monfalcone all'a.T.E.R. ha frenato per un decennio una possibile soluzione dell'problema casa' a Monfalcone. Queste chiare responsabilità personali e politiche ed altre delle quali non menziono oltre ( **** ) si rende inaffidabile la sola partecipazione di Rifondazione Comunista nella veste dei rappresentanti locali quali promotori per un'azione garante della Legalità e dei diritti dei cittadini di Monfalcone. Il concetto astratto di Legalità come applicato dalle Giunta 'Pizzolitto' di Monfalcone ha solamente dimostrato che:

    - La lentezza dell'apparato pubblico a dare risposte alle emergenze ( Quasi dieci anni per accorgersi che 'qualche cosa non funziona'- §§ ) .
    - L'incapacità di leggiferare in modo equo e congruo alle neccessità del cittadino a livello regionale e la mancanza di garanzie per l'equita dell'applicazione delle leggi.
    - Di fumentare tensioni sociali quando questa applicazione astratta si scontra con la realtà del territorio e le neccessità del cittadino.

    Queste impostazioni generali della classe politica locale e regionale hanno portato ad essere quella che è stata un'emergenza' casa, l'alta tensione abitativa a Monfalcone a divenire un fatto cronico e irrisolvibile per il nostro territorio con gli attuali strumenti a disposizione. Dando la priorità ad un 'contetto astratto', Legalità formale, schiacciando i diritti del cittadino meno abbiente anche attraverso la lentezza delle istituzioni. Altro concetto campato in aria è quello che vorrebbe 'tutti uguali davanti alla Legge' ed il mio caso ne è un'esempio evidente.

    La richiesta di copia del carteggio a nome mio presente presso i Servizi Sociali di Monfalcone ha il solo fine di valutare ulteriormente quanto richiesto ed archiviato sul mio caso facendo riferimento alle attuali normative vigenti. Il contributo che verrà erogato per mio conto non essendo voce compresa per l' i.s.e.e. e comunque inferiore ai 4000 euro annuali( 300 euro mensili cifra inferiore al minimo vitale - 416 Eu ) motiva l'accesso e il rilascio della copia degli atti senza corrispettivo onere economico. Atto diverso a quanto richiesto è palesemente contrario al principio di equità che vuole lo Stato, in questo caso l'Amministrazione locale di Monfalcone, rimuovere gli impedimenti di carattere economico.

    Il progetto per i natanti di biporto della zona Lisert a Monfalcone se il fine era creare posti di lavoro, il target delle imbarcazioni è sbagliato. Chi è proprietario di una piccola imbracazione solitamente la manutenzione non la delega a terzi. Il progetto avrebbe dovuto essere sviluppato per piccole e medie imbarcazioni di lusso.

    Se il progetto delle 'Terme Romane' rimane fermo per altro tempo si dovrà intervenire nuovamente sulle struttura dell'edificio delle terme e ci dovranno essere ulteriori lavori di restauro. Quindi altre spese aggiuntive delle quali non ne vedo il motivo. Mi è stato naturale concludere che tale progetto sia stato realizzato solamente al fine di 'foraggiare' gli 'amici di merdenda' della Giunta in carica a suo tempo (§) .

    Quando realizzato il progetto per la ristrutturazione di Panzano il motivo per cui non è stato presa in considerazione il fattore dell'umidità che saliva lungo i muri di alcune abitazioni. Il risanamento aveva certamente un costo inferiore prima della ristrutturazione che effettuarlo ora, ed avere abitazioni assegnate che possono avere tassi d'umidità ambientale che le rendano inagibili.

    Queste sommarie analisi sono frutto delle scarne informazioni in mio possesso dei progetti e risultati ottenuti.

    Questo verrebbe ad arginare il diritto negato nei confronti dei cittadini meno abbienti dovuto al concetto di Legalità formale e non sostanziale, sostenuto da questa Giunta per oltre un decennio.

    La realizzazione di questo pprogetto di cui sono promotore verrebbe ad arginare il 'diritto negato' nei confronti dei cittadini meno abbienti dovuto al concetto di Legalità formale, e non sostanziale, sostenuto da questa Giunta per oltre un decennio. I risvolti politici di questa presa di posizione potrebbero essere moltelici ma non li inserisco visto che sono incongruenti con i contenuti fissati. La percezzione attuale che ho dei rappresentanti locali delle istiutuzioni non è ottimale per risolvere nemmeno la mia situazione, figuriamoci sviluppare progetti comuni. A questo scopo ho richiesto un'incontro congiunto con l' Assessore Cristiana Morsolin, fautrice di questa situazione di tensione, e l'attuale Sindaco di Monfalcone Silvia Altran al fine di dare credibilità politica all'avvio del progetto stesso. Incontro durante il quale potrei finalmente presentare per intero il progetto di cui faccio menzione in questi scritti. Progetto che verrebbe a portare nuovamente la 'dimensione' dell'Assistente sociale all'aiuto al cittadino in difficoltà e non quello attuale di mero burocrate il cui unico compito è compilare domande di contributo fornendo a questi 'percorsi' e 'mezzi' neccessari all'intervento è un'altra parte del progetto di cui sono promotore.

    Che la 'coperta sia corta', e lo sarà sempre di più, e che si cerchi di coprire un pò tutti non salva alla fine nessuno.Ed in questo punto si inserisce il progetto presentato a Natale alla precedente Giunta comunale, solamente nella forma vista la 'rapacità' d'idee altrui dell'Assessore Morsolin. Alcuni progetti di carattere generale sono stati sommariamente esposti non essendo il 'cuore' del progetto ma solamente alcuni rami finalizzati alla funzionalità delle istituzioni. Mi chiedo solamente quanto valga la vita di un cittadino a voi, politici, che affermate di rappresentarlo. Alla fine non si pretende che la politica segua la ragione umanaa, quindi che questa linea politica venga mutata. L'unica cosa che si pretende è che si formulino percorsi per i cittadini ora 'tagliati fuori' dai benefici di legge e che tali progetti vengano sviluppati e realizzati fuori dall'apparato statale in quanto questo è un fattore di rallentamento nella realizzazione dei progetti e non ne può garantire il funzionalità.

    ( ** ) Progetto del quale nonostante la richiesta dei risultati ottenuti ( risparmio realizzato) e proiezioni
    ( risparmio nei prossimi anni ), all'Assessore che ha avviato lo stesso non ho ottenuto risposta.

    (***) Quando ho chiesto a quali termini di legge si riferiva l'invito che la precedente Giunta di Monfalcone a partecipare al Bando A.t.e.r. di Gorizia per l'assegnazione degli alloggi pubblici, questa non ha dato risposta.

    (****) Dismissione fornitura idrica di 'Casa Mazzoli' e sgombero. LE famiglie con minori a carico sono state volutamente lasciate senza acqua per mesi per raggiungere una collaborazione con i Servizi sociali che era scontata dall'inizio della vicenda.

    (*) reato politico: negazione o compressione di un diritto costituzionalmente rilevante.

    (§) Particolari ulteriori volutamente omessi.

    ( §§ ) definizione d'EMERGENZA: Circostanza, difficoltà imprevista.

  • Verdura ammuffita

    Mi chiedo delle semplici cose, che alla fine mi tormentano le notti che trascorro insonni al pc.

    Mi chiedo, se le famiglie mono reddito che sostengono il pdl sanno che lo stesso partito è quello che vuole che tutti i cittadini si arrangino a pagare la scuola e la sanità; ci sono anche loro, le famiglie.

    Mi chiedo, che chi si definisce 'comunista' come faccia a sostenere partiti attuali di 'sinistra' i quali di 'rosso' rimangono solamente il colore della bandiera e che con il loro 'statalismo' incrementano il deficit che sono le tasse che si pagano e sempre si pagheranno.

    Mi chiedo quanti di voi sanno che la questione del costo della politica l'abbiamo sollavata proprio da Monfalcone in rete dieci anni fa, alcuni amici ed io.



    Non vi state accorgendo che questa politica è come andare in un'orto a cogliere vedure che crediamo fresche e che ci ritroviamo ortaggi ammuffiti in mano?

    Mi chiedo come mai tutto lo vediamo complicato, quando le cose in realtà sono molto semplici.

    “Esistono menti che si interrogano, che desiderano la verità del cuore, la cercano, si sforzano di risolvere i problemi generati dalla vita, cercano di penetrare l’essenza delle cose e dei fenomeni, e di penetrare in loro stesse. Se un uomo ragiona e pensa bene, non ha importanza quale cammino egli segua per risolvere questi problemi, deve inevitabilmente ritornare a se stesso, ed incominciare dalla soluzione del problema di che cosa egli stesso sia e di quale sia il suo posto nel mondo attorno a lui.”

    G. I. Gurdjeff

  • Povertà

    Povertà

    Povertà 2

  • La crisi dell’industria ricade sui bengalesi tornati a cas

    di Laura Borsani

    Bengalesi in fuga, di rientro al proprio Paese per mancanza di lavoro.
    La crisi economica che sta rallentando l’attività produttiva in città sortisce anche questo risvolto. Si parla di 700 immigrati asiatici che si sono risolti a rientrare in Bangladesh. Famiglie messe a dura prova. Lo dice il presidente della Consulta immigrati, Mohammad Hossain Mukter, detto Mark, secondo il quale in realtà i numeri potrebbero essere anche superiori. Un fenomeno, l’esodo bengalese, iniziato a dicembre scorso: «Da quanto mi risulta - spiega Mark - i connazionali rientrati ad oggi potrebbero essere superiori a 700. Di questi, peraltro, almeno un centinaio non intende ritornare. Altri connazionali, inoltre, a quanto mi consta, pensano di cercare lavoro altrove. È una situazione davvero difficile». Il presidente della Consulta immigrati aggiunge: «I nostri connazionali soffrono un pressing che sta diventando insostenibile, sia sotto il profilo lavorativo, sia sociale».

    Bengalesi dipendenti dell’appalto, del subappalto, ma non solo legati al cantiere navale, che si vedono costretti a misurarsi con pesanti difficoltà. E la crisi sembra anche toccare i trasfertisti. Difficile fare cifre, mail problema è comunque da considerare: c’è chi alle prese con il fermo del lavoro, comincia a pensare al rientro a casa. Insomma, la morsa stringe. E se l’attività in cantiere è destinata comunque a riprendere, grazie anche alla nuova commessa acquisita daFincantieri, l’andamento generale resta legato agli effetti della flessione occupazionale. Uno scenario acuito dalla presenza dei cassaintegrati che invece in città sono radicati e pertanto vi restano.

    Nonè semplice ricostruire la reale “geografia”, soprattutto riferendosi alle ripercussioni sociali. Nè è semplice poter quantificare con certezza il reale flusso immigratorio, in relazione alle dinamiche occupazionali. Intanto, per quanto riguarda Fincantieri, attualmente risultano 1.650 i lavoratori diretti nello stabilimento di Panzano, a fronte di 1.900 dipendenti dell’indotto. I lavoratori diretti in cassa integrazione attualmente sono duecento, a calare, ha spiegato l’azienda, a partire dalla seconda metà di giugno.

    I bengalesi operanti nell’appalto sono passati da 400 a pocomenodi 300, quindi con un calo di un centinaio di persone. I sindacati lo hanno ribadito più volte, evidenziando il problema legato all’appalto, che pure fornisce un contributo importante nel settore della cantieristica: la crisi è innegabile, e non si può pensare di non affrontare seriamente la questione di un sistema che spesso sfugge al controllo. Il dato di fondo che preoccupa sono soprattutto le ricadute sul tessuto sociale di fronte alla presenza di lavoratori monfalconesi alle prese con un’occupazione a singhiozzo. (ilpiccolo)


    Tutto questo si sapeva da tempo, si ignorava solamente la data precisa. Ed anche questa,ora, la conosciamo. E' la 'solita' EMERGENZA conclamata. E' la solita emergenza che verrà pagata solamente dalla povera gente, grazie ad una classe politica inetta e priva di iniziative concrete. Se la comunità dei Bangadesh di Monfalcone ha subito 'pressioni sociali' di tipo 'razzista', grazie a taluni paritti, pure coloro che italiani hanno occupato un'abitazione per vivere sono stati 'criminalizzati' ed hanno subito il pubblico lubidrio senza potersi difendere. Non faccio distinzione tra la sofferenza di cittadini Italiani ed extracomunitari: la sofferenza, come la povertà, non ha connotati geografici, politici o religiosi. Da Suddito faccio una riflessione: se questa regione, Friuli Venezia Giulia, non è stata capace di risolvere in dieci anni la questione dell'amianto , solamente a Monfalcone dopo dieci anni un primo bando per lo smaltimento, l'alta tensione abitativa in 13 anni. Aggiungiamo anche questo fiore all'occhiello dei politici locali e regionali; anche a Monfalcone c'è 'emergenza lavoro'.
    Tra proclami e dichiarazioni d'intenti questi lentamente ci stanno ammazzando, e vogliono convincerci che lo fanno a norma di Legge.
    Giungiamo al paradosso quando sarò carcerato, per iniziare due mesi, per il reato di occupazione senza titolo d'immobile pubblico. Se l'incapacità politica non fosse il presso della sofferenza di molti, sarebbe tutto da ridere.
    link

  • Amianto, modello-Casale da adottare

    di Tiziana Carpinelli

    Caso amianto, dalle colline piemontesi arriva una lezione per Monfalcone: fare massa, nel prioritario intento di trovare giustizia. A Casale Monferrato, comune di 36mila anime, l’Italia che non si arrende ha i riflettori puntati su di sè. C’è un pubblico ministero, Raffaele Guariniello - lo stesso che ha condotto e chiuso in tempi record (due mesi e 19 giorni) l’inchiesta sul rogo alla ThyssenKrupp -, che si avvia a concludere la sua requisitoria al Tribunale di Torino, dove è attesa (si spera entro Natale) la sentenza del maxi-processo Eternit. Già di per sè, almeno fin qui, un risultato epocale. Riscosso attraverso un percorso che, a Monfalcone va molto più rilento, e che dovrebbe fare scuola.

    I risultati

    L’Associazione familiari vittime dell’amianto (Afeva), lì a Casale, ha ottenuto negli anni obiettivi importanti: un piano di bonifica di interesse nazionale, una discarica a servizio anche degli altri 48 comuni della provincia, contributi di rilievo per lo smaltimento del minerale-killer e del cosiddetto “polverino”, un hospice e pure un’assistenza sanitaria oncologica continuativa e ad altissimo livello per gli esposti. Ci sono nomi prestigiosi dello sport o del mondo dello spettacolo che sostengono la lotta all’amianto. E perfino le scuole vengono coinvolte, a ogni livello, nell’attività di sensibilizzazione.

    Le criticità

    A Monfalcone e dintorni, inutile girarci intorno, lo scenario non è proprio lo stesso. «Lì hanno un grandissimo magistrato», commenta Duilio Castelli, ex coibentatore nello stabilimento navale di Panzano, riconosciuto malato di asbestosi già nel 1971 e fondatore nel 1994 dell’Associazione esposti amianto. «Guariniello a Torino ha un ufficio investigativo - prosegue -, lavora in pool ed è riuscito assieme ai suoi collaboratori a tirare su un sacco di prove. Lì non si possono contare tante balle come avviene qua. Non si riesce a tirarla in lungo». Castelli è uno che parla schietto: «La gente continua a morire come mosche, in attesa della giustizia. E intanto, dall’altra parte della barricata, senti offrire 50mila euro per la vita di una persona. Dico, 50mila euro!». Ce l’ha su con l’immobilismo che permea tante delle vicende degli esposti: «Un anno fa - racconta - è venuto qui un magistrato da fuori e, tic e tac, ha imbastito il caso. Poi se n’è andato e siamo tornati al punto di prima». Indubbiamente, a Casale, l’aspetto giudiziario, che ha catalizzato l’attenzione dei media, è stato cruciale. Il dibattimento, già ribattezzato la Spoon River dell’amianto, è storico. Il primo in Europa con un collegio legale internazionale. Oltre 4mila parti civili. Con una richiesta di risarcimento che ammonta a 5 miliardi. L’accusa è disastro ambientale doloso permanente. Alla sbarra i due responsabili della multinazionale, Stephan Schmidhaeny e Louis De Cartier De Marchienne, cui si imputano i decessi - quasi 3mila - legati alla lavorazione dell’amianto nelle quattro sedi italiane di Cavagnolo, Casale Monferrato, Rubiera e Bagnoli.

    Le promesse disattese

    Ma non è solo il ritmo dei processi, a impensierire Castelli: «Qua è tutto un “Faremo, faremo...”. Anche l’osservatorio sull’amianto, che attendiamo da anni, ci vogliono portar via: dovrebbe istituirlo Trieste. È come nel ritornello del Trovatore, che dice “Partiam, partiam” e non si parte mai».

    Il modello

    A Casale, invece, si è anche arrivati. «La nostra caratteristica - spiega il piemontese Bruno Pesce, coordinatore vertenza amianto - è stata quella di rimanere un movimento unitario, con obiettivi costanti nel tempo, rimasti sempre gli stessi, ovvero ottenere giustizia, bonifiche e ricerca sanitaria, per riuscire potenziare la diagnosi, migliorare l’assistenza e sconfiggere, un domani, il mesotelioma. Il tutto senza ideologizzare la causa. Perchè una situazione di questo tipo, davanti a così tanti decessi, non può non trovare giustizia». Sul sito dell’Afeva campeggia un tricolore con su scritto “Eternit giustizia!” e vengono scanditi i giorni che mancano alla prossima udienza. «Siamo riusciti a ottenere - prosegue Pesce - un piano di bonifica di interesse nazionale, ai sensi della legge 426/98. Abbiamo una nostra discarica, che serve i 48 comuni dell’area e presto ne solleciteremo un’altra. Abbiamo ricevuto milioni di euro, stanziati dal Ministero dell’Ambiente, per lo smaltimento e lo sostituzione dell’eternit e del “polverino”. Il contributo per la rimozione delle coperture private è di 30 euro al mq (massimo 50% delle spese sostenute). Il 100% per il “polverino”, più pericoloso perchè friabile: i tecnici del Comune fanno un progetto e organizzano lo smaltimento, gratis. Il cittadino deve solo denunciare la presenza del materiale. Naturalmente viene seguita una lista sulla base delle priorità. Pure i nomi eccellenti dello sport sostengono la causa e anche le scuole sono molto presenti».
    il piccolo22 giugno 2011

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