principe_eric
maschio - 43 anni, Rome, Italy
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Amore al tempo di Internet
Nell'era dei rapporti telematici, capita sempre più spesso di conoscersi via Internet. Ma che rapporti possono nascere attraverso un computer?
http://donne.it.msn.com/relazioni/notizie/articolo- .aspx?cp-documentid=10555340&imageindex=1
"Cerchi l'anima gemella? Ti senti sola? Un problema ti infastidisce? Hai voglia di confrontarti con persone che vengono da luoghi diversi? La soluzione del millennio c'è, e non si tratta di andare a Uomini e Donne: è Internet! Internet, fenomeno che non smette mai di espandersi, strumento di comunicazione sempre più illimitato, semplicissimo da usare, diretto, ormai anche economico. Abbatte le frontiere, Internet: come avrebbe potuto venti anni fa un adolescente conoscere un amico della Malesia? Distrugge la timidezza: che bisogno c'è di imbarazzarsi, quando si è celati dietro un nickname o un indirizzo email? Mantiene i legami a distanza: tutti i giorni posso vedere le foto che il mio amico in Portogallo mette sulla sua pagina. Ed ecco che senza neanche rendercene conto, ci ritroviamo ad avere più amici virtuali che reali, più fidanzamenti via chat che per colpi di fulmine. Nascono doppie, triple vite: in quel canale sono Micky85, in quell'altro sono Michela91, e allora? Sì può fare, è divertente, è comodo. Da un'indagine svolta recentemente in Irlanda, pare che le coppie comincino ad accettare sempre di più i 'cybertradimenti'. Una donna è stata condannata per essersi introdotta nella vita virtuale del suo ex ed aver ucciso il suo cyberexfidanzato. Dove stiamo arrivando? É questo il futuro che la fantascienza immaginava? Diciamo pure... temeva? Le considerazioni sociali da fare sono milioni, quindi ci limiteremo a considerare i risvolti delle relazioni amorose virtuali. Pare che dall'anno scorso siano in aumento i rapporti che nascono in chat e sono durevoli nella vita reale.
Ma quanto ci si può fidare di una persona che si 'conosce' solo attraverso il computer? Le scuole di pensiero si dividono principalmente in chi pensa che non sia possibile che nasca un vero amore online, perché l'amore non si nutre solo di parole e intelletto, ma anche di odori, di sensazioni a pelle, di tatto, di calore. Come si può rinunciare a quel colpo al cuore al primo sguardo, come è possibile innamorarsi senza provare quei brividi lungo la schiena quando ti sfiora la mano?Tuttavia c'è chi invece pensa che anche se c'è un computer di mezzo, la sintonia nasce lo stesso, e si sente: anzi, il fatto di amarsi aldilà della presenza fisica rende questo sentimento ancora più 'vero'. Secondo gli psicologi gli amori virtuali sono più facili da controllare di quelli reali. Ed è per questo che chi ha avuto esperienze negative di relazioni nella vita, cerca consolazione in cyberstorie. Il problema della fiducia è forse lo scoglio più grande da superare: la chat infatti permette di crearsi un'altra identità, di mettere in rilievo alcuni aspetti e nasconderne altri, di fingere. È ovvio che una persona conosciuta online vi mostrerà solo le cose interessanti di sé! Perlomeno all'inizio, si tasta il terreno, ci si scopre un po' per volta e negli aspetti che preferiamo. Ed è proprio questo che semplifica ciò che i rapporti umani rendono invece così difficile: il primo impatto, la prima chiacchierata, la prima uscita spesso intimoriscono, mettono a disagio.
Internet abbatte le barriere che creano timidezza, insicurezza, introversione: questi aspetti che nella realtà mettono grosse difficoltà nelle relazioni, in chat non esistono. Anzi, molte persone riescono a confidarsi più liberamente online che con un'amica. Il problema è che si finisce per conoscere sempre e solo una parte di persona, ci si innamora di un'idea. E spesso quando avviene l'incontro reale scatta la delusione. Certo, non è detto, ci sono anche persone che coronano i loro sogni d'amore, ma sono una minoranza, secondo le statistiche. La chat, e comunque Internet in generale, fa sentire parte di una comunità, di un gruppo, ma secondo certi psicologi si tratta di uno strumento rischioso se usato come rimpiazzo della vita reale: la solitudine si amplifica nel mondo in carne ed ossa, così come le difficoltà ad interagire con le persone. Non sono certo strumenti nocivi, anzi sono utilissimi, ma vanno usati con la consapevolezza che non possono (e non devono!) sostituire la vita reale. Certo, i tempi cambiano: prima si regalavano rose, ora si mandano emoticon coi cuoricini. Non si può dire che sia sbagliato, è solo frutto dell'evoluzione dell'umanità. Tuttavia un sano, classico, passionale, romanticissimo colpo di fulmine è un'emozione che dovrebbero provare tutti una volta nella vita!"
Cose già note, già dette, già lette ... ma una ripassata fa sempre bene. -
Quanto è facile mentire via email
Il tasso di menzogna di chi scrive mail sarebbe del 50% più alto rispetto a chi comunica con la lettera tradizionale
http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/scienza_e- _tecnologia/facile-mentire-online/facile-mentire-o- nline/facile-mentire-online.html?ref=hpspr1
"VI HA DICHIARATO amore eterno via email? Chiedete la prova. Quel messaggio ha molte possibilità di essere una bugia. Secondo lo studio condotto da un team di ricercatori americani, chi usa la posta elettronica tende a mentire il doppio di chi scrive a penna.
Insomma, quella che puo' sembrare un'ovvietà - alzi la mano chi è sempre stato sincero dialogando dietro lo schermo protettivo della rete - è stata dimostrata in laboratorio. Carta canta, e vedremo anche perché.
Nella prima parte della ricerca il team ha analizzato il comportamento di quarantotto studenti universitari ai quali veniva richiesto di spartire con una persona immaginaria una somma di denaro pari a 89 dollari. A due condizioni però: solo gli studenti conoscono la somma da dividere, mentre l'altra persona che dovrebbe ricevere il denaro sa solo che la somma si aggira tra i 5 e i 100 dollari. Inoltre l'altro sa di dover dover accettare obbligatoriamente l'offerta che gli viene fatta dallo studente, senza poter ribattere. Insomma, per chi scrive è la situazione migliore per mentire senza rischiare nulla.
Ma è sul mezzo della comunicazione che le differenze sono saltate agli occhi. Agli studenti sono state date due possibilità per informare l'altro dell'ammontare della cifra spartita: l'email o la più tradizionale carta e penna. Nel 92% dei casi gli studenti che hanno scelto di utilizzare la posta elettronica hanno mentito, mentre solo il 64% di chi ha scritto di proprio pugno la lettera ha detto una bugia. Il tasso di menzogna di chi scrive mail sarebbe quindi del 50% più alto di chi scrive a penna.
Ma non solo. Mentire, dicendo che la somma totale era pari a 56 dollari e che quindi la parte da destinare all'altro ammontava a circa 29 dollari, è, per chi ha usato la mail, giustificato dall'utilizzo del mezzo scelto. Gli studenti che hanno utilizzato carta e penna sono risultati più onesti e generosi: in media hanno donato all'altro circa 34 dollari, sostenendo che la somma totale corrispondeva a 67 dollari.
Nel tentativo di chiarire quali dinamiche hanno spinto gli studenti a mentire più facilmente quando il mezzo utilizzato era l'email, il team di ricercatori ha scelto di portare avanti la ricerca effettuando una nuova analisi comportamentale questa volta su 69 studenti universitari. Mentre nella prima parte dello studio a dividere la somma con gli studenti era una persona immaginaria e sconosciuta, nella seconda l'altro era identificato in un conoscente. I risultati hanno così dimostrato che se gli scrittori di email si conoscono tra di loro, tendono a dire bugie meno ingannevoli. Ma pur sempre bugie.
I ricercatori ritengono che questa differenza di atteggiamenti potrebbe essere giustificata dal fatto che i documenti scritti a mano o su cartaceo continuano a mantenere, agli occhi di molte persone, una valenza legale più forte. Una lettera scritta a penna, insomma, sarebbe più difficile da cancellare o far sparire.
Ecco dunque, che in qualità di documento e testimonianza, è preferibile affidare alla carta i sentimenti più veri. La email, ancora vista come un documento fluttuante, nonostante oggi anche i supporti digitali siano sempre più difficili da cancellare o controllare, favorirebbe quindi la menzogna.
"Siamo rimasti stupiti non tanto dal fatto che chi ha scelto l'email mentisse - ha spiegato Liuba Belkin - ma soprattutto dal tasso maggiore di menzogna rispetto a chi ha scritto con carta e penna".
Lo studio rispecchierebbe, secondo i ricercatori, la crescente preoccupazione legata agli ambienti di lavoro nei quali le comunicazioni, partire dal 1994 circa, vengono veicolate soprattutto via mail e senza alcun tipo di regolamentazione. "La posta elettronica evita di mostrare qualsiasi tipo di segnale comportamentale o non verbale che il nostro corpo potrebbe emettere durante una conversazione verbale, ma anche nell'ambito di una lettera scritta a mano, e favorisce quindi comportamenti ingannevoli che difficilmente possono essere scovati".
Del resto gli studi più recenti sull'argomento confermano che, comparando l'email ad altri mezzi di comunicazione, la posta elettronica viene associata spesso a comportamenti spiacevoli: da una scarsa fiducia interpersonale ad atteggiamenti negativi, fino ad una tendenza più spiccata all'invio di messaggi dai contenuti offensivi, imbarazzanti e violenti. "
Chissà ? Magari se avessero fatto i test con persone che frequantavo questi lidi ....i risultati sarebbero stati opposti
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Uomini infedeli? Tutta colpa di un gene
Articolo su Repubblica online: http://www.repubblica.it/2008/09/sezioni/scienza_e- _tecnologia/gene-infedelta/gene-infedelta/gene-inf- edelta.html
Questo però sarà l'ultimo della serie !!!
"Sembra la scusa perfetta per il marito colto in flagrante: "Scusa, tesoro, ma sono nato così, non è mica colpa mia". Scienziati svedesi hanno infatti scoperto il gene dell'infedeltà: una specie di motorino che alcuni maschi hanno nel proprio Dna e altri no. Non è uno scherzo, e gli studiosi sono i primi ad ammettere che le relazioni extra-coniugali derivano da innumerevoli circostanze: quello genetico può essere soltanto un aspetto della molla che scatena il tradimento. Ma è comunque la prima volta che una ricerca individua un legame simile tra come sono fatti gli uomini e come interagiscono con le donne. Non solo: la scoperta include pure la possibilità di "curare" il gene malandrino, modificandolo in modo da bloccare il suo effetto, teoricamente al fine di salvare, o meglio proteggere, le unioni matrimoniali. La "medicina" che trasforma un seduttore impenitente nel compagno più fedele e monogamo, per adesso provata soltanto su topolini di laboratorio, ha dato risultati immediati: chissà se un giorno verrà somministrata anche ai playboy umani, e in che modo verranno eventualmente convinti a fare la cura.
La scoperta è opera di scienziati dell'Istituto Karolinska di Stoccolma, che l'hanno illustrata su un'autorevole rivista scientifica britannica, Proceedings of the National Academy of Sciences. Ieri è finita in prima pagina sul Daily Telegraph e sul Times di Londra col titolo: "Il gene che rende più probabile il divorzio". Il gene in questione agisce sulla vasopressina, un ormone di cruciale importanza nel processo di attaccamento sentimentale e sessuale tra un uomo e una donna. Esaminando un campione di oltre duemila persone, i ricercatori svedesi hanno verificato che gli uomini in possesso del gene restano più spesso scapoli oppure hanno una maggiore probabilità di avere relazioni extraconiugali, problemi matrimoniali e di divorziare, rispetto agli uomini che non ce l'hanno. Le mogli di uomini in possesso del gene, inoltre, sono mediamente meno soddisfatte del proprio matrimonio rispetto alle mogli di uomini che non hanno il gene in questione.
Gli uomini con due copie del gene hanno avuto due volte più crisi matrimoniali nell'ultimo anno rispetto agli uomini senza il gene. "Naturalmente ci sono molte ragioni per cui una persona ha una relazione extramatrimoniale", osserva il professor Hasse Walum, autore del rapporto, "ma è la prima volta che una variante genetica viene associata al modo in cui gli uomini si legano a una donna". Studi compiuti due anni fa al St. Thomas Hospital di Londra, d'altronde, suggeriscono che anche l'infedeltà femminile ha una percentuale di base genetica.
Gli effetti del gene sono stati sperimentati su due tipi di piccoli roditori della famiglia dei criceti. L'arvicola della prateria è estremamente monogama: quando il maschio incontra una femmina, si accoppiano ininterrottamente per 36 ore, creando un legame che dura per tutta la vita e anche oltre, tant'è che quando uno dei due muore, l'altro sceglie di restare celibe anziché formare una nuova coppia. L'arvicola comune, viceversa, è estremamente promiscua. Gli scienziati hanno scoperto che il cervello dell'arvicola della prateria maschio ha una dose di vasopressina molto più alta dell'arvicola comune. Ebbene, intervenendo sul gene "dell'infedeltà", in modo da aumentare considerevolmente il livello di vasopressina, i ricercatori hanno assistito a uno stupefacente mutamento: il criceto che amava la promiscuità è diventato di colpo uno sposo mite e devoto. Nessuno ha potuto chiedergli, tuttavia, se è più felice di prima; e nemmeno alla moglie se è davvero contenta, ad avere un compagno finalmente fedele, non perché così lui vuole, ma grazie all'equivalente di una pillolina."
Chissà quante donne vorrebbero realmente dare la "pillolina" al loro compagno??? -
Troppe tracce su pc e cellulari
così l'hi-tech cambia l'adulerio
articolo da La Repubblica
http://www.repubblica.it/2008/08/sezioni/scienza_e- _tecnologia/adulterio-cellulari/adulterio-cellular- i/adulterio-cellulari.html
Le statistiche pubblicate in Gran Bretagna dimostrano la difficoltà di tenere in vita rapporti extraconiugali. La tecnologia lascia sempre più prove. E cancellarle è molto difficile. Più scappatelle, meno relazioni lunghe
"Nel matrimonio in due si è soli e in tre ci si fa compagnia", sosteneva, con una delle sue celebri battute, Oscar Wilde. Ma ai suoi tempi non c'erano telefonini, messaggini ed email, ovvero non c'era la tecnologia che, se da un lato rende più facile la comunicazione, inclusa quella di genere sentimentale, dall'altro moltiplica le tracce lasciate dagli adulteri nel corso di una relazione. Il risultato è che, al giorno d'oggi, uomini e donne sono diventati più fedeli, non tanto per amore del partner quanto per la crescente difficoltà di mantenere a lungo segreto un rapporto extraconiugale. Lo affermano una serie di statistiche pubblicate in Gran Bretagna, suffragate dal parere di avvocati divorzisti e investigatori privati. "L'adulterio a lungo termine è in declino, perché è sempre più difficile tenerlo nascosto", dice lo psicologo Andrew Marshall al quotidiano "Independent" di Londra, che ha dedicato ieri un ampio servizio all'argomento.
Le cifre dicono che il numero dei divorzi è complessivamente in calo, essendo passati dai 156 mila del 2006 ai 148 mila del 2007, una diminuzione del 4,5 per cento; e una ragione, secondo gli esperti, è che è in ribasso l'adulterio: soltanto il 29 per cento dei divorziati lo citano come ragione della separazione, un calo del 3 per cento rispetto all'anno precedente. Un altro dato a conferma del fenomeno è che oggi le relazioni extraconiugali finiscono più in fretta: dieci anni fa duravano tre anni, ora arrivano a malapena a sei mesi. Questo non significa che ci siano, in assoluto, meno "tradimenti": uno studio della London School of Economics rivela che un quarto di tutti i messaggini telefonici sono di natura sessuale e che una persona su cinque flirta al telefonino con qualcuno che non è il suo partner. Ma sembra cambiata la natura degli "affairs", delle avventure: più scappatelle, che si esauriscono dopo brevi incontri, e meno relazioni che vanno avanti per lungo tempo. Un detective privato spiega all'Indipendent gli innumerevoli modi in cui un marito o una moglie possono scoprire se il coniuge ha l'amante: dai più ovvi, come email, messaggini, numeri telefonici chiamati con particolare frequenza o in determinati orari, ai più sofisticati, come congegni che avrebbero fatto felice James Bond per recuperare sms cancellati, individuare da dove sta chiamando un cellulare, monitorare gli spostamenti di un'automobile, tutti reperibili per poche centinaia di euro.
Internet svolge in questo ambito un duplice ruolo: quello di indurre in tentazione, attraverso siti come "Friends Reunited", che aiutano a ritrovare il primo amore, o come Facebook e MySpace, che moltiplicano la possibilità di fare conoscenza con estranei; e pure il ruolo di fustigatore o vendicatore, con siti come www. liarscheatesandbastards. co. uk, in cui mariti e mogli traditi denunciano il coniuge. Ne sa qualcosa il marito australiano che ha visto la propria foto, la biancheria intima dell'amante e il suo profilattico offerti alla pubblica gogna del web dalla moglie che lo aveva colto in flagrante.
I "tecnosessuali" del Duemila, come li chiama qualcuno, hanno dunque più opportunità ma corrono anche più rischi: perciò molti temono di prolungare troppo un adulterio. Ma in questo trend c'è un'eccezione: la generazione dei baby boomers, i nati nel boom economico dei primi anni dopo la seconda guerra mondiale, coloro che oggi hanno all'incirca tra i 40 e i 50 anni. Questa è l'unica fascia d'età in cui i divorzi aumentano: le separazioni dopo venti o trent'anni di matrimonio sono addirittura raddoppiate, qui in Inghilterra, nell'ultimo decennio. Una possibile spiegazione, scrive l'Independent, è che i quaranta-cinquantenni sono meno tecnologici dei giovani, dunque lasciano meno "tracce digitali". Un'altra è che il tempo e l'esperienza li abbiano convinti, per dirla sempre con Oscar Wilde, che "il matrimonio rende assolutamente necessaria una vita di inganni per entrambe le parti". -
Sesso, la rivincita dei bravi ragazzi
studio Usa sfata il mito del macho
da Il Messaggero del 26/08/2008
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=30042
"Addio sciupafemmine, addio addominali scolpiti e addio pure a quell'aria poco affidabile che nasce dall'impegno assiduo e improcrastinabile a fare strage di cuori. Secondo i maschi del 2008 sono più importanti onore, fiducia in se stessi e rispetto degli altri, piuttosto che fascino e successo col gentil sesso. A rivelarlo è un'indagine condotta dai ricercatori dell' Indiana University (Usa) su un esercito di uomini di otto Paesi del mondo, Italia compresa.
La ricerca, che in poche pagine sfata gli stereotipi della virilità, è stata pubblicata sul Journal of Sexual Medicine e condotta su 27mila italiani, tedeschi, americani, britannici, spagnoli, brasiliani, messicani e francesi. E sembra testimoniare una sorte di rivoluzione per il cosiddetto sesso forte: in barba alle classifiche sugli addominali più hot che impazzano sulla stampa, il vero uomo non è il macho affamato di sesso, ma il bravo ragazzo affidabile e rispettato, attento a famiglia e coppia.
Senza troppe differenze fra età e nazionalità gli intervistati hanno detto che stare bene in salute, godere di una vita familiare serena e di una buon rapporto con la propria compagna è più importante, per la propria qualità di vita, rispetto ai beni materiali o all'aspetto puramente sessuale. Lo studio, parte del progetto "Males" (Men's Attitude to Life Events and Sexuality), punta a disegnare le caratteristiche della virilità e della qualità di vita per gli uomini di oggi, con o senza problemi sessuali."
Eh si, .... mi sento un po' meglio ... più ottimista!!!
vedi anche articolo su La Repubblica
http://www.repubblica.it/2008/08/sezioni/scienza_e- _tecnologia/uomo-macho/uomo-macho/uomo-macho.html -
Libido uomo è cieca, ormone aumenta con qualunque donna
notizia Ansa:
http://www.ansa.it/opencms/export/site/visualizza_- fdg.html_729990227.html
"LONDRA - E' arrivata la prova prova che la libido maschile è cieca: la presenza di una donna, indipendentemente dal suo aspetto fisico, fa alzare il livello di testosterone nell'uomo. E' quanto emerge da una ricerca condotta dall'università olandese di Groningen su 63 ragazzi di età compresa tra 21 e 25 anni. I risultati, pubblicati sulla rivista 'Hormones and Behaviour', sono riportati oggi sulle pagine del domenicale britannico 'Sunday Telegraph'.
Ciascun giovane, ignaro degli studi che si stavano compiendo, è stato collocato in una stanza con una donna che non aveva mai visto prima di allora. Il risultato è stato che, dopo cinque minuti, i livelli degli ormoni maschili sono aumentati in media dell'8%. La misurazione è stata effettuata tramite campioni di saliva. In seguito, ai ragazzi è stato chiesto se fossero attratti dalla giovane con cui avevano appena interloquito, e i risultati mostrano che la loro opinione a riguardo non ha influenzato l'aumento del testosterone.
Secondo i ricercatori si tratta di una reazione automatica e inconscia che si sviluppa per predisporre gli uomini all'opportunità di un possibile accoppiamento. Questa crescita ormonale è resa visibile da alcuni cambi di atteggiamento che l'uomo mostra in presenza di una donna: raddrizza le spalle, assume una posizione eretta e gesticola molto con la mani. Gli studiosi ritengono che tale responso spieghi anche perché, quando gli esponenti dei due sessi parlano di lavoro, carriera, istruzione e reddito, vi sia una tendenza da parte dell'uomo a "esagerare" nei racconti. "
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Perché i «cattivi» seducono di più
da un articolo del Corsera di oggi:
Narcisismo, impulsività e «machiavellismo» fanno breccia
http://www.corriere.it/salute/08_giugno_19/cattivi- _seduttori_74deb742-3df0-11dd-9c4b-00144f02aabc.sh- tml
"L'avevamo sempre sospettato e adesso la scienza lo conferma. La cattiveria paga, almeno con le donne. Secondo uno studio condotto da ricercatori internazionali guidati dallo scienziato Peter Jonason, della «Mexico State University» di Las Crucis e ripreso dal settimanale New Scientist sarebbero proprio gli uomini «cattivi» ad attrarre il maggior numero di donne. Il motivo? Una triade di caratteristiche psicologiche negative come il narcisismo ossessivo, l'alta impulsività e l'abilità nell'essere manipolatori e machiavellici renderebbe gli uomini stile James Bond fortemente affascinanti tanto che anche le donne più belle non riuscirebbero a resistere
I cattivi non solo appaiono più seducenti alle donne, ma hanno anche una vita sessuale più intensa: «Lo studio conferma - ha spiegato il professore Jonason al New Scientist- che persone con queste tre caratteristiche possono rappresentare una strategia evolutiva di successo». Lo studio ha preso in esame i test condotti su duecento studenti universitari nei quali erano evidenziati i tre tratti psicologici negativi. Ai ragazzi tra l’altro sono state formulate diverse domande sulle loro abitudini sessuali e sul numero di partner che avevano avuto nella loro vita. Infine essi hanno dovuto chiarire se preferissero storie brevi o relazioni stabili. I risultati della ricerca, presentata nel corso di un convegno della «Human Behavior and Evolution Society» a Kyoto in Giappone, ha confermato che gli studenti con i tre tratti psicologi negativi più marcati erano anche quelli che avevano avuto nella loro breve vita più partner sessuali. La maggior parte dei «ragazzi cattivi» ha del resto ammesso di preferire relazioni brevi, ma intense a lunghi rapporti monogami
Il cinema ci ha offerto diversi personaggi che si avvicinano a questo prototipo di uomo «cattivo», da James Dean a Jean Paul Belmondo, ma secondo il professor Jonason James Bond è quello che meglio rappresenta questo tipo di persona, perché racchiude in sé tutti e tre i tratti psicologici negativi: «Egli è chiaramente antipatico, ma è molto estroverso, ha un'estrema curiosità, uccide le persone e ha sempre tante donne» conferma Jonason. Lo stesso studioso afferma che le persone che nella vita reale sono simili a James Bond, seducendo una donna dopo l'altra, avranno un'intensa vita sessuale e naturalmente avranno più possibilità di avere figli. Tuttavia, date le loro caratteristiche negative, sfuggiranno sempre all'idea di diventare padri. Uno studio parallelo, condotto su un campione di 35 mila persone in 57 paesi dallo scienziato David Schmitt della «Bradley University» di Peoria, nello stato dell'Illinois (Usa) confermerebbe le intuizioni di Jonason. Lo studio dimostrerebbe il legame tra le tre caratteristiche negative e il successo riproduttivo negli uomini. «Nelle diverse culture è universalmente riconosciuto che gli uomini che possiedono questi tre tratti psicologici negativi hanno più possibilità di accoppiarsi» afferma Schmitt. «E di riuscire ad avere tante brevi relazioni con diverse donne». "
Che dire?! ... Sono spacciato!!!??