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pitter1962

Trust maschio - 46 anni, Torino, Italy


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  • Ho ritrovato un'amico che ha trovato il suo estro !!

    Incredibile, quando pensi di aver fatto di tutto nella vita... ed arrivato all'età di 55 anni ti rendi conto che sei ancora capace di fare nel coraggio di un rinnovamento interiore...e di trasmettere ad altri la ricchezza delle tue intenzioni, delle tue azioni... la tua mano... le tue creazioni...sotto forma di emozioni che solo pochi si possono aggiudicare... chi ha i soldoni.
    Ma le certezze di questi "pochi che si possono aggiudicare", in questo caso, cadono sotto il condizionale...dovrebbero... lasciando la possibilità a tutti coloro che amano l'arte... di potere.
    Uomo, che ti scopri di giorno in giorno, pensando d'averti capito e con questo, di doverti fermare, stabilizzare, prendi esempio e non ti scoraggiare...

    MAURO, un'uomo modesto e perfetto nella scoperta della sua nuova capacità.[photo]26265140[/photo][photo]26265088[/photo][pho- to]26
    Copie perfette fuori dal tempo...per tutti...nel tempo.
    Pitter

  • A chi bisognerebbe dare la colpa ??

    Parola a Pitter

    Insomma, siamo alle solite.
    Una volta si diceva, scappato il morto chiudi la tomba ?? Ma quà, mi sembra che non solo la tomba non sia stata chiusa, ma nemmeno ci si è pensato !! E quanti morti devono scappare ancora ???
    Possibile che sia così difficile far rispettare le leggi??
    Possibile, che nessuno sapeva che all'interno di una cisterna si formano esalazioni pericolose per la vita stessa dell'operatore che vi è all'interno ??
    O è vero che la nostra vita non ha più valore per chi dovrebbe dare delle linee guida ferree nel tentativo di far rispettare la stessa vita dell'Uomo ??
    A chi bisognerebbe dare la colpa ?? SEMPLICE !!
    -A CHI NON E' IN GRADO DI SAPERCI GOVERNARE !!
    -AI POLITICI, CHE TANTO CHIACCHERANO, MENTRE LA GENTE MUORE !!
    -ALL'OPPOSIZIONE ( QUALSIASI ESSA SIA ), CHE RALLENTA MOSTROSUAMENTE DISEGNI DI LEGGI CHE POTREBBERO...PER LORO FINI STRUMENTALI-POLITICI!!!
    -A TUTTI I LADRI, CHE SULLE NOSTRE SPALLE E SULLA NOSTRA VITA, PENSANO A PRENDERE PENSIONI DA RICCHI, DOPO SOLI 5 ANNI DI LAVORO !!
    -E PER DIRLA TUTTA... A TUTTI NOI IDIOTI ITALIANI, CHE CONTINUIAMO AD ACCONSENTIRE TALE SISTEMA CON IL NOSTRO VOTO !!
    -CARO LETTORE, DOPO AVER LETTO L'ARTICOLO PRESO DA " L'UNITA.IT", FATTI UN'ESAME DI COSCIENZA, COME HO FATTO IO, VEDRAI CHE FORSE UN SENSO DI COLPA, SCENDERA' DALLA TUA TESTOLINA, VERSO IL CUORE !!...forse...



    Morti per uno sporco lavoro In sei uccisi nel depuratore
    Da nord a sud oggi altri quattro morti

    La cisterna killer di Molfetta - foto Ansa - 220*172 - 03-03-08
    le foto sono dell'incidente a Molfetta
    Lavoravano nel depuratore consortile di Mineo, a 35 km da Catania. Un lavoro duro, sporco, pericoloso: stavano pulendo una vasca del depuratore. Inizialmente si pensava fossero caduti in una vasca che stavano pulendo ma poi si è capito che i sei operai sarebbero stati uccisi dalle esalazioni sprigionate dalla vasca, probabilmente satura di sostanze tossiche. Quattro delle vittime erano dipendenti comunali, due di un'azienda privata. Ai colleghi non è rimasto che dare l'allarme. Un episodio simile a quello successo in una azienda privata a Molfetta pochi mesi fa.

    Subito sul posto sono accorsi Vigili del Fuoco, polizia e carabinieri. E il magistrato di turno per il sequestro dell'impianto e gli accertamenti dell'inchiesta.

    Nel comune di Mineo gli impiegati sono sconvolti. Al telefono una donna tra le lacrime dice: «Tra i morti vi sono quattro nostri colleghi. Il sindaco appena appresa la notizia è andato al depuratore dov'è avvenuta la tragedia».

    Salvatore Spanò, comandante dei vigili del fuoco di Catania, precisa: «Abbiamo trovato i sei cadaveri sul fondo della vasca che misura 16 metri cubi per 5. I corpi sono impregnati di melma, che resta a livelli molto bassi perchè è aspirata continuamente da una pompa. Verosimilmente gli operai hanno rimosso una griglia di protezione - ricostruisce - e sono scesi per una scaletta dentro la vasca. Poi, per effetto della mancanza di ossigeno o per la presenza di gas tossici si sono sentiti male uno dopo l'altro. I rilievi eseguiti hanno però riscontrato una presenza di concentrazioni tossiche molto basse».

    Ancora non era stata accertata l'identità dei morti e neanche una prima ricostruzione dell'accaduto quando il premier Silvio Berlusconi è intervenuto sull'incidente di Mineo, lanciando tramite le agenzie una sua dichiarazione. Questa: «Ho cercato il ministro del lavoro per chiedergli di recarsi immediatamente sul posto e verificare la dinamica dell'incidente». «Alle famiglie- continua Berlusconi- va la vicinanza e anche l'aiuto concreto mio personale e del governo».

    Intanto in Senato il Presidente dell'aula Renato Schifani, ha informato i senatori della morte di sei operai in segno di cordoglio ha invitato l'intera assemblea ad un minuto di silenzio.

    Cordoglio, aiuto alle famiglie, tutti interventi che appaiono dovuti in casi del genere. Ma se accompagnati ad atti concreti da parte dei governanti.

    Non è un caso la strage di Mineo. Tanto che va a sommarsi ad altre morti sul lavoro, tra martedì e mercoledì. Proprio mentre al Senato i parlamentari si riunivano per un minuto di silenzio per i morti di Mineo, un altro operaio veniva investito da un camion sull'autostrada vicino Modena. I sindacalisti tornano a puntare l'indice sul Testo unico sulla sicurezza sui luoghi di lavoro, un compendio di norme che è stato faticosamente approvato a cavallo tra le due legislature ma che ancora non sembra dare i risultati sperati. Tanto che alcuni vorrebbero rimetterci le mani.

    Si sa che la media italiana dei morti sul lavoro è di tre al giorno. Soltanto nelle ultime 24-48 ore sono stati segnalati incidenti mortali, a Cagliari - un operaio edile mercoledì mattina - in Sardegna, a Imperia in Liguria un operaio ha perso la vita mentre lavorava a un tunnel della ferrovia, e poi la strage in Sicilia, e ancora quel morto in Emilia. E pochi minuti dopo l'incidente di Mineo si apprende che un agricoltore è morto vicino ad Alessandria, schiacciato tra il trattore e lo spargiconcime che trainava. La statistica parla di un'ecatombe che in tre anni raggiunge quella della guerra in Iraq.

    «Nove morti sul lavoro in un solo giorno sono davvero troppi - sintetizza Paolo Nerozzi ex segretario della Cgil ora senatore del Pd- È vergognoso che l'Italia abbia il primato negativo sugli incidenti e sulle morti sul lavoro». «Chi ha sbagliato deve pagare. Non si può continuare a morire sul lavoro come se nulla fosse. Stiamo diventando come un paese del terzo mondo», commenta il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, incitando a un moto di rivolta «del paese» e chiedendo poi «un piano straordinario sulla formazione per la sicurezza su tutti i posti di lavoro».

    In giornata la Commissione Lavoro del Senato «ha approvato all'unanimità l'istituzione della commissione parlamentare d'inchiesta sul fenomeno degli infortuni sul lavoro e sulle morti bianche- aggiunge Nerozzi- ma è urgente che anche l'Aula dia il via libera alla Commissione affinchè si avvii immediatamente l'inchiesta utile ad approfondire le reali cause che portano il fenomeno a raggiungere, nel nostro Paese, dimensioni particolarmente gravi». All'inchiesta, inoltre, sottolinea l'esponente del pd, «va accompagnata la piena applicazione del Testo unico sulle norme di sicurezza sui luoghi di lavoro. Un testo che serve non solo per salvaguardare la salute dei lavoratori, ma anche per rendere più celeri ed efficaci le verifiche sulla sicurezza decisamente rafforzate nel Testo unico».

    «Nonostante il silenzio piombato di nuovo sulla sicurezza sul lavoro, sono stati gli infortuni in queste settimane, in attesa- fa notare il segretario regionale Ugl Sicilia, Giovanni Condorelli - di accertare le responsabilità di quanto accaduto, di fronte a questo ennesimo episodio tragico che si aggiunge alla strage della Thyssenkrupp e ai cinque operai deceduti a Molfetta, l'Ugl chiede che i lavoratori non vengano privati di una normativa che punta alla prevenzione e garantisce un equilibrio tra norme e sanzioni». Secondo l'Ugl il faticoso Testo Unico sulla sicurezza sui luoghi di lavoro dovrebbe però essere rivisto, per essere reso più incisivo.

    Anche il segretario del Pd Walter Veltroni interviene sulla strage di mercoledì. Con un monito: «lavorare non deve voler dire morire e quando succede significa che tante cose non hanno funzionato». E aggiunge: «Le leggi, anche per iniziativa del precedente governo ci sono, e occorre farle funzionare soprattutto per prevenire e controllare, per impedire situazioni di terribile pericolosità. Ora il mio pensiero va a quei sei operai uccisi e alle loro famiglie».

    Rosy Bindi, vicepresidente della Camera dei deputati, chiede che i controlli sulla sicurezza sul lavoro siano più numerosi e stringenti. L'ex ministro del Lavoro Cesare Damiano invoca una applicazione immediata del Testo Unico.

    Intanto il ministro del Welfare Maurizio Sacconi ha già convocato le parti sociali al ministero del
    Lavoro per giovedì pomeriggio alle ore 16,30 per affrontare il tema della sicurezza sul lavoro e della prevenzione degli incidenti.Il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, ha proclamato una giornata di lutto in Sicilia.

  • E.....SE INVECE FUNZIONASSE COSI ??

    DAL CORRIERE DELLA SERA DEL 21/05/2008
    Per lo studio di patologie genetiche di origine materna
    Inghilterra: ok alla clonazione
    di un embrione uman0
    Due «mamme» forniranno il materiale genetico. L'esperimento autorizzato per una ricerca sulle malattie ereditarie mitocondriali

    LONDRA - Gli scienziati dell'universitá di Newcastle, in Gran Bretagna, hanno ottenuto il via libera alla clonazione di un embrione umano.
    Le «mamme» che forniranno il loro materiale genetico saranno due, L'equipe trasferirà il nucleo di un embrione umano, concepito da un uomo e da una donna, nell'ovulo prelevato da un'altra donna. L'obiettivo è impedire in futuro la trasmissione, al nascituro, di patologie genetiche ereditate dalla madre, le malattie mitocondriali. Malattie al momento senza cura. Studi precedenti eseguiti sui topi hanno infatti indicato che è possibile prevenirle prelevando il nucleo da un ovulo fecondato che contiene mitocondri difettosi e trasferendolo in un altro ovocita, non fecondato, in cui questi organelli funzionano normalmente.
    Una ricercatrice al lavoro su alcune cellule (AP)
    Doug Turnbull, professore di neurologia dell'universitá di Newcastle, e Mary Herbert, direttore scientifico del Newcastle Fertility Centre, intendono verificare se questo metodo funziona anche su embrioni umani.
    I mitocondri sono la centrale energetica della cellula e hanno la particolaritá di avere, ognuno, un proprio Dna. Se questo Dna, che si eredita solo dalla madre, è difettoso, i mitocondri non funzionano come dovrebbero e insorgono malattie che possono colpire qualsiasi organo. Oltre il 90% dell'energia utilizzata nell'organismo, infatti, è prodotta nei mitocondri. I ricercatori britannici, che hanno ottenuto il via libera dell'Autoritá per la fecondazione umana e l'embriologia (Hfea) e sono finanziati dalla Muscular Dystrophy Campaign, dovranno verificare se il trasferimento del nucleo è efficace e sicuro.
    PERPLESSITA' - Interessante dal punto di vista sperimentale ma difficilmente traducibile in una pratica clinica accettata, poichè si pone come presupposto l'accettazione della clonazione umana. Questa, in sintesi, la posizione del direttore dell'Istituto di genetica dell'Università Cattolica di Roma, Giovanni Neri, in merito all'annuncio dei ricercatori dell'Università di Newcastle, in Inghilterra, pronti a clonare un embrione umano utilizzando il materiale genetico di due madri con l'obiettivo di prevenire la trasmissione madre-figlio di alcune malattie genetiche. «In questa operazione - ha commentato Neri - può esserci un interesse sperimentale, ma è difficile che una simile metodica posa poi tradursi in una pratica accettata e applicata. Significherebbe infatti dover comunque accettare il principio dell'ammissibilità della clonazione umana». «Dal punto di vista tecnico - ha affermato l'esperto - non mi sembra ci siano grosse novità, dal momento che il trasferimento di nucleo è stato già effettuato varie volte sugli animali. Ma che sia stata data l'autorizzazione a procedere ad una sperimentazione in tal senso sull'uomo - ha concluso - mi lascia molto perplesso».
    Monsignor Elio Sgreccia, presidente della Pontificia Accademia per la Vita, boccia, a sua volta, l'autorizzazione, concessa a ricercatori inglesi, a clonare un embrione umano utilizzando il materiale genetico di due madri con l'obiettivo di prevenire la trasmissione madre-figlio di alcune malattie genetiche. «Posso dire, prima di tutto - ha sottolineato monsignor Sgreccia a Radio Vaticana - che si tratta di una sperimentazione il cui esito è tutto da vedere. Dal punto di vista morale vi sono almeno tre illeciti. Uno: che si fa una clonazione vera e propria, cioè si trasferisce un nucleo preso da una cellula di un embrione; secondo: questo embrione da cui si prende il nucleo viene soppresso; terzo: si crea un nuovo embrione e lo si trasferisce nella donna, che diventa una madre surrogata. Vi è dunque - ha concluso monsignor Sgreccia - tutto un incrocio di illeciti sul quale il giudizio della morale - non soltanto cattolica, credo - è completamente negativo».
    08 settembre 2005

    CONSIGLIO SPENSIERATO:-Da leggere con calma, pazienza,assaporandone parola x parola

    PAROLA A PITTER !!

    Penso che la ricerca sia molto importante in Italia e nel mondo, se usata ( per ora ) a vantaggio della collettività e del bene della stessa...non per il tentativo di costruire degli Omo-Sapiens o Bio-Robot, casomai capaci d'affrontare nemici su campo in territori a noi non pertinenti.
    Si continua a non voler capire che per tutte le nuove invenzioni...bisogna saper designare i giusti tempi.
    Esistono delle leggi in natura che non possono essere che prese in seria considerazione, bisogna saper rispettare l'attimo del tempo, quella che gli studiosi del settore, definiscono:- la quarta dimensione, ( e i cervelloni lo sanno bene ma se ne fottono perchè presi solo a considerare il Dio danaro e la materia che li circonda, sapendo bene che stanno rovinando per l'ennesima volta il nostro futuro ), onde evitarne il danneggiamento, che vedrebbe delle lacerazioni assai gravi, le quali porterebbero ad una perdita di tempo dannosa a noi stessi, dovuta dal tentativo di una ricucitura, molto gravosa per il nostro futuro; oserei dire, per evitare di non avere più un futuro.
    Cercherò di spiegarmi meglio ponendoci delle domande lecite:
    -per esempio:...in questo momento stiamo attraversando il nostro spazio-temporale...ma...è quello giusto... ?? e cioè quell'attimo del tempo che ci era stato designato ??
    Disegnamo una normale linea che rappresenti graficamente uno spazio-temporale ipotetico ( anno 2000 _____________ anno 2008 ) otto anni della nostra vita, guardatela bene !!
    Ha uno spessore, un punto d'inizio, una fine ed una lunghezza, e per rendere più semplicistico il ragionamento ci fermeremo solo a questi parametri.
    Ipotizzando che questa avrebbe dovuto essere la nostra linea ( se le cose fossero andate per il verso giusto, come madre natura ci suggerisce ) oggi...passati gli otto anni...non possiamo più dire che la linea è identica alla previsione dell'anno 2000, ma bensì, abbiamo assistito ad un rallentamento della stessa a causa dei nostri errori.
    LA STESSA LINEA OGGI LA DOVREMMO DISEGNARE COSI' ( anno 2000 ...................... 2008 ) e cioè, nell'arco del tempo trascorso abbiamo creato degli eventi non aspettati dallo spazio-temporale naturale tra un puntino e l'altro ( le lacerazioni ). E se noi prendiamo i puntini rimasti e li ricongiungiamo per ricreare la stessa linea retta come quella sopra, avremo un restringimento della linea, cioè più corta, ma di conseguenza più spessa, pechè non solo abbiamo interrotto in diversi punti lo spazio-temporale naturale di questi otto anni (perciò lo abbiamo modificato), ma lo stesso essendo sempre presente, lì immobile, subendo le nostre modifiche, siamo riusciti a creare una dilatazione al tempo e un conseguente rallentamento degli eventi naturali, spostandoli in un futuro prossimo.
    Mi sforzerò d'essere più chiaro.
    Prendi come esempio la foresta nera e cioè il polmone del mondo, pensa al suo disboscamento... ED ECCO COME LA MATERIA INTACCA E CREA DELLE CONSEGUENZE NELLA QUARTA DIMENSIONE...
    Compiendo questa azione ed aggiungendo la creazione di monossido di carbonio, rilasciato anche dall'invenzione delle nostre menti eccelse!!! MINCHIA!! , ci ritroviamo oggi a discutere sul come riparare il danno che ci siamo procurati.
    Commentiamo ed analizziamo questa frase con i termini di cui sopra e vediamo che succede.
    compiendo questa azione = a... CREARE DEGLI EVENTI IN UN DATO LUOGO DI UN DATO TEMPO
    ed aggiungendo la creazione di monossido di carbonio = a... MANOMISSIONE DEL NATURALE SVOLGERSI DEL PROCESSO NATURALE STESSO
    ci ritroviamo oggi a discutere su come....= a... PERDITA DI TEMPO CON CONSEGUENTE ALLUNGAMENTO DELLO STESSO PER RITORNARE AL PUNTO DI PARTENZA... NE CONVIENE UNA DILATAZIONE DEL TEMPO, NELLO STESSO TEMPO.
    Se ciò che affermo in queste righe, dovesse corrispondere a verità ( e ne sono convinto per ragioni alle quali non puoi dare o dire...), allora capirai anche te come siamo ridotti.
    E se continuiamo di questo passo ed i nostri cari cervelloni non cominciano a dire a voce alta come stanno le cose ( in modo da farci cambiare opinione sul nostro modo di vivere... in modo da far scomparire l'egoismo collettivo che suprema a livelli esorbitanti... creandoci quella cecità e sordità necessaria per continuare a farci i c...i nostri ) fregandosene di chi li comanda o li r.....a, della bella vita che gli permettono di fare, allora sappiate che la linea a forza di comprimersi e dilatarsi, prima o poi si rompe i ........( a voi l'aggettivo di questa bella poesia )
    Pensateci Italiani che il pensiero...forse...riuscirà a creare qualcosa di buono !?!

  • Come si può estrarre l'inquinamento dai terreni e forse...

    Il procedimento di disinquinamento dei suoli chiamato “TERRA” è nato dall’omonimo progetto di ricerca industriale, cofinanziato dal MIUR tra il 2004 e il 2006 e relativo alla messa a punto di un processo per la rimozione di idrocarburi e in particolare policiclici aromatici e da metalli pesanti da suoli contaminati. Il processo verte su tre azioni principali: la separazione della componente contaminata da quella non contaminata per mezzo della flottazione, effettuata attraverso l’utilizzo di collettori specifici, il trattamento della frazione contaminata per mezzo di reattori meccanochimici e l’uso di reattivi specifici come ossidanti dei PAH. La combinazione delle tre tecnologie determina la rimozione praticamente totale dei PAH e dei composti organici recalcitranti. L’adozione della flottazione permette da una parte di aumentare la capacità di trattamento, dall’altra di sfruttare la tecnologia meccanochimica, tra le tecniche più efficaci e veloci, ma anche poco produttive, solo sulle frazioni realmente inquinate.

    Il processo TERRA integra tecniche di separazione di grandi volumi di materiali, con tecniche di trattamento molto specifiche e potenti ma con capacità di piccole dimensioni. In particolare vengono utilizzate in combinazione tecniche “fisico-chimiche”, quali la flottazione, con tecniche meccano chimiche e additivi a base di ossidi e idrossidi di manganese e ferro. Il CNR e la ASSING SpA hanno studiato un processo ibrido che utilizza in tandem una tecnica chimico-fisica di massa, quale la flottazione e tratta mediante reattore meccano chimico solo la frazione realmente inquinata. La flottazione, tecnica, ben nota nel mondo del trattamento mineralurgico ma ancora poco utilizzata nel mondo ambientale, è qui impiegata per separare selettivamente le frazioni ricche in metalli e le frazioni oleose. Il circuito mostra il processo TERRA che adotta la flottazione come mezzo separante. Il circuito di trattamento prevede una prima vagliatura del materiale, con una corrispondente separazione di materiali ferrosi magnetici. Il prodotto fine viene smistato direttamente nella prima cella di flottazione , mentre la frazione grossolana viene separata e subisce una frantumazione e una granulazione insieme ad una terra a base pozzolanica caricata con opportune piccole quantità di ossidanti naturali, a base di ossidi e idrossidi di manganese. Tale frazione così trattata è lasciata ossidare per 24-36 ore, dopodichè viene portato in una cella tripla di flottazione, dove si effettua la separazione del terreno sporco dalle frazioni pulite, secondo un processo a tre stadi in cascata: una prima flottazione della frazione più ricca in HC (LHC, light hydrocarbon), una seconda coadiuvata da collettori specifici (HHC heavy Hydrocarbon) e una terza dove vengono separate le componenti metalliche, sia metalli tal quali che sali metallici, mediante collettori specifici. Il prodotto ricco in HC, sia pesanti che leggeri viene trasferito nel mulino a planetario, che lavora su questo pulp ad una velocità molto alta (tra i 300 e i 600 RPM) degradando molto rapidamente le molecole di HC. Il prodotto finale viene avviato al recupero, insieme al sink del terzo stadio di flottazione, in un miscelatore dove viene aggiunto ammendante organico e pozzolana o altra terra naturale, per ottenere una granulometria più grossolana e realizzare così un nuovo suolo ad elevata traspirabilità, in grado di essere facilmente reinverdito.

    Progetto TERRA
    LiSA
    Laboratorio con l’Industria
    per la Sicurezza Ambientale

    CNR
    Consiglio Nazionale delle Ricerche
    Istituto per lo Studio dei Materiali Nanostrutturati
    &
    ASSING SpA
    Laboratorio LISA c/o Area Ricerca di Roma 1 CNR, Via Salaria Km 29,300—00010 Montelibretti (Roma)
    Tel.: 06 90672826, Fax: 06 90670200

    VOCE PITTER...

    Se i ministri s'informassero di più...se il popolo Italiano fosse più unito...se si pensasse meno al danaro...se si facesse il proprio mestiere per passione...se il cuore di ogni Uomo prendesse sopravvento, prima di ogni sua azione, prima di ogni suo pensiero...se si pensasse di più alla popolo Italiano...se si pensasse di più al futuro dei propri figli...se...se...e...se...
    FORSE...PITTER NON AVREBBE RAGIONE D'ESISTERE !

  • Perchè obbligare il popolo agli inceneritori quando ci sono

    -TECNOLOGIE ALTERNATIVE PER IL TRATTAMENTO DEI RIFIUTI URBANI: IL
    PROGETTO THOR un progetto del passato troppo futuristico??????????????

    Paolo Plescia, Rosaria Sottile, Maria Tocino, Giuseppe Paoloni, Andrea Bianco, Luigi De Notaris CNR – ASSING
    LISA1
    Premessa
    Il Progetto THOR è un’iniziativa nata nel 1999 come progetto di ricerca finanziata dal MIUR
    nell’ambito della Legge 297/99. L’idea progettuale di THOR nasce dall’esperienza che chi scrive ha
    realizzato in vent’anni di lavoro nell’industria mineraria, dove vengono applicate tecniche
    economiche ma efficaci di separazione e arricchimento delle materie prime. L’idea di base,
    utilizzare tecniche mineralurgiche per trattare grandi masse di rifiuti urbani, non è nuova: già questo
    tipo di approccio veniva proposto negli USA e in alcuni paesi Europei negli anni ’60 e ’70, ma non
    ha mai soppiantato le tecnologie dell’incenerimento anche per l’abbassamento temporaneo dei costi
    delle materie prime e l’aumento della richiesta di smaltimento. Solo negli ultimi dieci anni, a
    seguito dell’incremento dei costi delle materie prime e dell’aumento della sensibilità sociale sul
    problema dei rifiuti e con l’avvento della raccolta differenziata si sono ristabilite le condizioni per
    discutere di soluzioni alternative alla messa a dimora e all’incenerimento, e in particolare le
    soluzioni che prevedono il riutilizzo delle frazioni secche e il contemporaneo recupero delle frazioni
    metalliche e inerti. THOR nasce quindi alla fine del XX secolo, in un nuovo scenario, collocandosi
    tra le tecnologie a basso impatto ambientale e ad elevato livello tecnologico. Questo lavoro ne
    traccia la storia e lo sviluppo.
    Lo sviluppo del progetto Total HOusewaste Recycling “THOR”
    THOR è un insieme di tecnologie di trattamento, separazione ed arricchimento che assomiglia
    molto ad un’impianto minerario. La logica di questo processo è di separare quante più materie
    prime possibili prima di trattare il vero sovvallo, cioè la frazione che non si riesce a trattare in modo
    alternativo. La parte più importante ed innovativa di THOR è il mulino di micronizzazione,
    realizzato da studi sugli effetti dell’azione meccanica sui materiali, cioè sulla meccanochimica.
    1 Laboratorio con l’Industria per la Sicurezza Ambientale CNR ISMN – ASSING SpA - Area della Ricerca Roma 1
    Montelibretti (RM)
    L I S A
    LABORATORIO con l’ INDUSTRIA per la SICUREZZA AMBIENTALE
    2
    La meccanochimica è una affascinante branca delle scienze chimiche che studia l’attivazione di
    reazioni chimiche utilizzando energia meccanica. Se vogliamo, è ancora una parte poco nota della
    chimica, appartiene alla schiera dei metodi “poveri” di preparazione perché non si usano sofisticate
    tecniche al plasma e non fa uso di alte temperature ma normali ed economiche macchine di
    macinazione per ottenere nanomateriali. I russi hanno usato la meccanochimica per decenni per
    produrre leghe e materiali speciali per l’industria aerospaziale con risultati più che ragguardevoli. Il
    nostro gruppo di ricerca iniziò a lavorare sull’azione di attrito sui minerali e sulle rocce nel 1997 e
    ci si accorse subito che la macinazione effettuata con macchine ad attrito ad elevata energia portava
    inevitabilmente alla “amorfizzazione”, cioè alla demolizione progressiva delle strutture cristalline.
    Per taluni minerali, come nel caso dei carbonati, tale azione portava alla “calcinazione” del
    minerale, cioè alla perdita praticamente totale della CO2. Questa osservazione è stata la base del
    lavoro successivo sugli effetti dei sismi sulle rocce, che ha portato chi scrive alla dimostrazione
    della possibile emissione di gas serra dalle aree sismicamente attive (1, 2, 3, 4). Per realizzare
    condizioni di lavoro sempre più vicine alla realtà naturale furono progettate le prime macchine di
    macinazione ad attrito di dimensioni industriali. Parallelamente, iniziò lo studio degli effetti
    meccanochimici sui rifiuti ed in particolare, dopo il primo brevetto sulla distruzione
    meccanochimica dell’amianto, furono studiati gli effetti della MC su idrocarburi, suoli contaminati,
    PVC e materiali lignei con creosoto (traversine ferroviarie) (5, 6, 7). Nel 1999 venne proposta una
    domanda di finanziamento MIUR ex 297/99 denominata THOR. Il progetto prevedeva
    essezialmente due obiettivi: la realizzazione di un processo a freddo per la trasformazione dei
    Rifiuti Solidi Urbani e la costruzione di un mulino ad attrito di dimensioni adatte ad un uso
    industriale. Questo era il vero problema che limitava l’uso della meccanochimica nell’industria:
    infatti, al 2001, non esistevano macchine capaci di realizzare processi MC se non a livello di
    laboratorio. Furono svolti molti test con macchine prodotte in Australia e in Russia, ma i risultati
    che si ottennero nei test non erano adeguati alle aspettative. Per questo motivo fu necessario
    progettare un nuovo sistema, che utilizzasse il principio dell’attrito indotto da rotazione eccentrica
    ma che superasse le difficoltà intrinseche nei sistemi a nutazione o a eccentrici. Il primo progetto
    del mulino, il THOR –1, fu rilasciato nel 2003, a dicembre dello stesso anno un primo impianto
    pilota fu montato nell’area di ricerca di Montelibretti (RM) dalla ASSING SpA. Tale sistema era un
    interessante esempio di ingegneria applicata alla preparazione di pubblicazioni scientifiche, ma era
    scarsamente utilizzabile: la macchina, per stare a terra, era ancorata con una base autolivellante da
    60 tonnellate di peso ed era montata su ammortizzatori pneumatici gestiti via computer. Le prove
    furono condotte fino al 2004, quando si abbandonò la prima farraginosa soluzione per ridisegnare
    completamente il mulino. Nacque così il THOR II, nella versione pilota alla quale seguì la versione
    3
    industriale del 2007 (figura 1). Il mulino THOR II è un mulino a planetario che lavora solo per
    attrito e non per urto. La sua costruzione è stata curata in modo particolare per ottimizzare i
    problemi di caricamento e di vibrazione. La macchina è stata realizzata con acciai speciali corazzati
    con lamine ceramiche, per evitare la contaminazione da ferro del prodotto. THOR II è dotata nella
    sua versione da produzione di quattro giare di macinazione caricate e scaricate pneumaticamente,
    che ruotano a velocità comprese tra 20 e 50 Hz e che permettono di raggiungere attriti di entità
    superiori a 8000 atmosfere. La macchina attuale (THOR II) è installata attualmente presso
    l’impianto sperimentale di Torrenova, sito nelle vicinanze di Capo D’Orlando (Messina).
    Attualmente è l’unica macchina esistente al mondo che può svolgere un’azione meccanochimica a
    livello industriale, con tempi di lavoro ridotti ed elevata produttività.
    Figura 1: Il nuovo mulino progettato e realizzato
    dalla ASSING SpA inserito nell’impianto pilota e
    schema della movimentazione delle masse
    macinanti nel mulino a planetario
    4
    Il circuito industriale
    Il complesso di macchine che viene chiamato per brevità THOR è costituito da vari apparati, che
    sono realizzati con lo scopo di ridurre il più possibile la frazione non recuperabile e invece di
    concentrare le materie prime (metalli, inerti, combustibili). Per arrivare a questa performance si
    utilizzano diverse tecniche (figura 2):
    - frantumazione e vagliatura
    - separazioni magnetiche dei metalli ferrosi
    - separazioni dei metalli non ferrosi mediante correnti parassite
    - separazione degli inerti attraverso una divisione balistica
    - eventuale separazione e arricchimento di una frazione “compounds” fatta da gomme, PVC e
    altre plastiche pesanti
    L’ultimo trattamento, effettuato sul sovvallo di questi trattamenti preliminari di separazione e
    arricchimento, è realizzato mediante una micronizzazione, effettuata tramite un mulino di nuova
    generazione, realizzato sul modello concettuale del mulino a planetario, tale da realizzare una
    macinazione per attrito e non per urto e nel quale si ottengono sforzi di attrito superiori alle 8 kbar. I
    materiali organici, cellulosa, legno, carta, cartone, polimeri di vario genere, vengono così
    “delaminati” in forme sempre più sottili, fino ad arrivare a polveri estremamente ridotte nelle
    dimensioni. Queste polveri hanno una caratteristica chimico-fisica estremamente interessante:
    - elevata superficie specifica, maggiore di 40 mq/g contro 0.1 – 2 mq/g del tal quale
    - elevato potere calorifico, maggiore di 20 MJ/kg contro i 12-15 MJ/kg del tal quale
    - inerti, vetro e metalli assenti (tolti prima della micronizzazione)
    La polvere però viene ulteriormente raffinata prima di diventare il vero e proprio combustibile. Ciò
    viene realizzato mediante ciclonatura. Per ottenere una differenzazione efficace il prodotto della
    micronizzazione viene inumidito dallo stesso vapore che deriva dal processo e, nel caso, da una
    quantità nota di vapore che viene spinto nel ciclone. Tale vapore tende a far coalescere le particelle
    igroscopiche, quali i sali di metalli e alogenati, mentre è ininfluente nei confronti delle particelle
    polimeriche. Ci troveremo quindi di fronte a due tipi di particelle, più grossolane e pesanti e più
    leggere e piccole, che vengono facilmente selezionate dalla ciclonatura.
    5
    Figura 2: Schema dell’impianto THOR II; aprisacco, nastro
    1. separatore ferrosi
    2. cella per ferrosi
    3. crusher
    4. nastro e separatore balistico
    5. secondo separatore ferrosi e (7) cella per ferrosi
    6. separatore a correnti parassite per metalli non ferrosi
    7. nastro
    8. cella per metalli non ferrosi
    9. nastro
    10. separatore a vento
    11. nastro
    12. mulino a planetario
    13. ciclone
    14. insaccamento in big bag
    Dal micronizzatore la polvere ottenuta viene aspirata per mezzo di un separatore ad aria e poi
    diviso nelle frazioni pesanti e leggere. L’intero impianto, con una capacità nominale di circa 4 metri
    cubi ora dirifiuti trattati, può essere inserito in un’area di circa 300 mq, sotto coperture leggere. I
    materiali sono manipolati il meno possibile da operatori; tutto l’handling dei materiali è gestita in
    modo automatizzato, tranne che all’ingresso del rifiuto. Tutto l’impianto è realizzato su una serie di
    vasche separate tra loro, dotate di raccolta liquidi, raccordi e pompe di prelievo e serbatoi per lo
    stoccaggio degli eventuali reflui liquidi. Date le dimensioni dell’impianto è facile la sua
    collocabilità anche all’interno di ambienti sotterranei. Inoltre, date le caratteristiche delle macchine
    di prefrantumazione e dello stesso processo nel suo insieme, è possibile evitare grandi accumuli di
    materiale in ingresso, evitando quindi le cosidette “fosse” dove il materiale organico rischia di
    permanere e fermentare, provocando odori e favorire la generazione di insetti molesti. Infine i rifiuti
    6
    prodotti dal ciclo THOR: di fatto, le uniche porzioni che vengono generate come rifiuti dal ciclo
    THOR sono sali di cloro e solfo, sottratti dalla polvere micronizzata. Tali sali sono in realtà
    riutilizzabili industrialmente. Da queste ultime considerazioni risulta evidente come THOR abbia un
    basso impatto sull’ambiente.
    Figura 3: Il mulino THOR II e la sua colonna di caricamento a tazze presso l’impianto di
    Torrenova (ME)
    7
    Prove e risultati ottenuti sui combustibili da rifiuto (microCDR)
    Le prove sono effettuate utilizzando rifiuti indifferenziati, dove sono presenti mediamente il 22 %
    di carta, il 30 % di plastica, il 38 % di materiali organici vegetali e animali, il 7 % di metalli (metà
    ferrosi e metà non ferrosi) e la restante parte di vetro, cemento e ceramici. Il contenuto d’acqua
    iniziale è stato valutato pari al 35 %. La tabella 1 mostra i risultati in termini di potere calorifico
    ottenuto e di umidità residua, insieme ai dati ottenuti sulle frazioni singole (carta, legno). Si osserva
    che l’umidità residua dei prodotti viene abbattuta ad una piccola frazione mentre il potere calorifico
    aumenta e, nel caso del rifiuto urbano con il 45 % di acqua, fino al 240 % del suo valore iniziale
    Tabella 1: Test di impianto pilota sui RSU (senza frazione inerte e metalli)
    Rifiuto
    Potere
    calorifico
    (MJ/kg)
    % acqua
    residua
    Potere
    calorifico dopo
    trattamento
    (MJ/kg)
    %
    incremento
    del p.c.
    Carta (5 %
    umidità)
    9.94 1.7 21.49 216
    Legno (10 %
    umidità)
    14.66 1.4 19.59 133
    RSU tal quale
    (35 % umidità)
    11.51 2.5 22.42 194
    RSU tal quale
    (45 % umidità)
    8.92
    2.9
    21.44
    240
    8
    La raffinazione del combustibile
    Il microCDR prodotto non è un buon combustibile se contiene ancora frazioni non bruciabili o
    dannose. Per questo motivo si pone particolare cura alla raffinazione del prodotto finale. In
    particolare, sfruttando un processo messo a punto alcuni anni fa dagli AA di questo lavoro e ripreso
    anche da altri ricercatori (8, 9, 10) si separano i sali di cloro e solfo, precipitandoli come sali
    solubili dal combustibile. La formazione e la separazione di questi sali avviene trattando il materiale
    clorurato nel mulino di micronizzazione in presenza di idrossido di calcio (CaOH2) o di soda
    (NaOH). Il cloro che si forma per dereticolazione del PVC, evoluto sotto forma di acido cloridrico,
    viene catturato dall’idrossido alcalino e riprecipita sotto forma di sale di cloro. La reazione invocata
    per utilizzare l’idrossido di calcio come scavenger per il cloro è schematizzata come segue
    (schematizzazione non bilanciata, solo indicativa):
    - C – Cl – C + Ca++ + OH-􀃆 - C –OH + CaCl2
    In definitiva il legame cloro-carbonio viene rotto durante l’azione meccanochimica e il cloro
    disponibile come radicale si aggrega immediatamente con tutto il calcio disponibile per formare
    cloruro di calcio. Lo stesso meccanismo viene invocato per lo solfo, presente nelle gomme
    (elastomeri):
    - C – S - C + Ca++ + OH- + O 􀃆 - C – OH + CaSO4
    Formando anidrite – solfato di calcio anidro – o solfato di calcio idrato, lo solfo viene precipitato
    come sale stabile. Per sottrarre tali sali dal combustibile si effettua un lavaggio della polvere in
    corrente di vapore d’acqua, una ciclonatura della polvere e quindi la precipitazione delle particelle
    aggregate come frazione pesante. Dato che la frazione salina risulta fortemente igroscopica le
    particelle così ottenute diventano grosse e pesanti e vengono facilmente precipitate, mentre la
    frazione carboniosa e idrofoba viene separata e collezionata per il successivo utilizzo come
    combustibile. Nella figura 4 realizzata al microscopio elettronico si osserva la morfologia dei
    materiali salini e la loro composizione chimica.
    9
    Figura 4: Foto in microscopia elettronica a scansione dei sali derivanti dalla sottrazione del cloro
    e solfo dal microCDR e analisi relativa
    10
    Analisi del microCDR
    Le analisi del prodotto solido (tabella 2) indicano una composizione che rientra perfettamente nella
    definizione di combustibile da rifiuto di qualità (CDR-Q, UNI 9903)
    Parametro Unità di misura CDR
    normale
    CDR - Q
    UNI 9903
    CDR – Q THOR
    Dimensioni mm 80% < 20 μm
    Superficie specifica m2/g 42
    Potere calorifico sup. MJ/kg > 15.000 >20.000 22400
    Umidità % % < 25 % < 18 % 2.9 %
    Cl % < 0.9 % < 0.7 % < 0.2 %
    S % < 0.6 % < 0.3 % < 0.1 %
    Ceneri % < 20 % < 15 % 3 – 10 %*
    Cr mg/kg < 100 < 70 < 10
    Cu mg/kg < 300 < 50 < 10
    Mn mg/kg < 400 < 200 < 50
    Ni mg/kg < 40 < 30 < 10
    As mg/kg < 9 < 5 < l.l.d.
    Cd mg/kg < 7 < 3 < l.l.d.
    Hg mg/kg < 7 < 1 < l.l.d.
    Pb mg/kg < 200 < 100 < 50
    Tabella 2: Composizione e calori di combustione del CDR-Q THOR in confronto con i valori
    indicati dalla norma UNI 9903
    Conclusioni
    Il processo qui descritto, nato da un’attività di ricerca condotta dalla ASSING Spa insieme al CNR,
    è un bell’esempio di ricerca applicata che ha portato ad un prodotto di notevole impatto e interesse.
    Il processo THOR permette di ottenere un materiale combustibile di qualità partendo da un rifiuto
    solido urbano indifferenziato o differenziato. Le potenzialità del sistema THOR sono notevoli,
    rendendo di fatto attuabile una politica di gestione dei rifiuti molto più agevole, eliminando gli
    effetti deleteri dell’accumulo dei rifiuti , quali gli odori, gli inquinamenti provocati dalle emissioni
    di ceneri pericolose e di composti organici inquinanti e nello stesso tempo mantenendo i costi di
    gestione tra i più bassi in assoluto.
    11
    Bibliografia
    1. “Mechanochemistry as treatment method of inertization: applicability to the asbestos’
    wastes”, G.Paoloni, P.Plescia, Faculty of Chemical Engineering – University of studies “La
    Sapienza” Rome, Thesis 1999
    2. “ Mechanochemical treatment to recyling asbestos containing wastes” Plescia P., Gizzi D.,
    Benedetti S., Fanizza C., De Simone P. Waste management V.23, Issue 3, 209-218
    3. “Mechanochemical dissociation of Calcium Carbonate: laboratory data and relation to
    natural emission of CO2”, P. Plescia, G. Martinelli, S. Benedetti, D. Gizzi, Physics of the
    earth and Planetary interiors, 2004, vol. 142, i.3-4, pp 205-214
    4. Carbon dioxide and methane emissions from calcareous-marly rock under stress:
    experimental test results” G. Martinelli, P. Plescia, 2005, Annals of Geophysics, vol. 48, n.1
    5. “Decomposizione meccanochimica di idrocarburi in terreni” L. De Stefano, P. Plescia, S.
    Benedetti, Atti del III Congresso ed Esposizione Internazionale Valorizzazione e
    Riciclaggio Rifiuti, Ed. M. Pelino, 149-153, 2001
    6. “Trattamento meccanochimico di suoli contaminati da olii pesanti”, Plescia P., Gizzi D.,
    Benedetti S., Caramuscio P., De Stefano L. & De Luca F. (2002): ACQUA & ARIA (Arti
    poligrafiche Europee SRL, A.N.E.S.), N° 3 Marzo 2002, 93 – 99
    7. “Trattamento meccanochimico di declorazione del PVC e successivo riciclo: prove
    sperimentali”, Plescia P., Gizzi D., Benedetti S. (2002):, RICICLA 2002 – Atti dei seminari
    Rimini, 6 – 9 Novembre, 2002, 472 – 479
    8. “ Dechlorination and recovery of PVC” Plescia P., Paoloni G., Tocino M.A., Sottile R.
    Sardinia 2007 Int. Waste management and Landfill Symposium, proceedings, 521 - 522
    9. “Simultaneous treatment of PVC and oyster-shell wastes by mechanochemical means”
    Tongcamp W., Kano J., Zhang Q., Saito F. Waste Management 28 (2008) 484 - 488
    10. “Behaviour and products of mechano-chemial degradation of polyvinyl chloride and poly
    (vinylidene chloride)”, Xiao Xiao, Zigao Zeng, Songwen Xiao J. of Hazardous Materials
    151 (2008) 118 – 124

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    Benvenuto nel mio Blog!
    La mia intenzione,è quella di raccogliere più malcontenti possibili, per poi inserirli su diversi siti, propagandando la voce di noi cittadini di questo bellissimo paese, che purtroppo non è (ancora oggi), riuscito a trovare dei governanti tali, da essere degni del loro lavoro.
    Uno dei siti ai quali mi riferisco ( per esempio ),è www.furtilegalizzati.com o anche www.unionecamionisti.com ,per non parlare di www.camionistiitaliani.blogs.it .Dato il cambio di governo, per corrrretttttezzzzza non è stato ancora pubblicato.
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    Questo per invitarvi a commentare il più possibile le argomentazioni che troverete all'interno del blog, e non dimenticatevi di dire la vostra e di raccontarvi in tutto e per tutto, scuola compresa, contro i soprusi che siete costretti a....Ciao

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