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Blog 56


  • Lasciate ogni speranza

    tratto dal blog di oggi di Vittorio Zucconi



    Dopo avere letto i più di mille interventi lasciati in questo spazio sulla ennesima tragedia israelo-palestinese, e anche scontando, come si fa nelle gare di pattinaggio artistico, i giudizi più estremi o dissennati, la conclusione che si trae da questo campione piuttosto sostanzioso e statisticamente interessante (lo so, lo so, le campionature volontarie e non pesate hanno poco valore) è deprimente. Non mi riferisco ai professionisti del battibecco, nè a coloro che non riescono a scrivere dieci parole senza infilarci l’insolenza da seconda media. Il sentimento di disperazione è molto più profondo. Sta nel rifiuto di riflettere sulle obbiezioni, di porsi domande che contraddicano le risposte preconfezionate, di accettare anche soltanto l’ipotesi, per semplice dialettica o per migliore confutazione, che gli altri possano avere qualche ragione nei loro comportamenti. Domina, come il Minosse che si attorciglia nella propria coda, il ricorso istantaneo alla personalizzazione come surrogato al ragionamento o alla generalizzazione che tutto spiega e dunque niente capisce, “gli arabi”, “gli ebrei”, gli “americani”, “le anime belle”, “i nazisti”, “voi”, “i comunisti”, i “pacifinti”, i “filo terroristi”, tutti maiali, corrotti, venduti, assassini, ciechi, pirla, faziosi, meno, naturalmente, io. Dunque, la domanda deprimente, perchè è la sola che conti davvero è: quali speranze, quali possibilità reali di pace, di ragionevolezza, di compromesso, possono esistere tra esseri umani che quotidianamente si sparano addosso, seppeliscono un figlio, sono bersagliati da razzi e da bombe, se neppure tanti di noi, lontani migliaia di chilometri dalle conseguenze fisiche dei nostri rancori, al calduccio davanti al nostro PC (o, meglio, Mac) riusciamo a pensare, a ragionare senza schizzarci addosso veleno e senza bendarci gli occhi con i nostri pregiudizi? Fa paura scoprire quanto è facile eccitare e scatenare l’odio che portiamo dentro di noi e che chiede soltanto un pretesto per esplodere come un geyser.

    http://zucconi.blogautore.repubblica.it/

  • The big Kahuna - Discorso sul carattere



    PHIL: ... C'è una cosa che voglio dirti. E voglio che ascolti con molta attenzione, perché è molto importante. L'uomo che abbiamo appena cacciato da qui...
    BOB: Non direi che abbiamo cacciato qualcuno.
    PHIL: L'uomo che è uscito da questa camera un momento fa è un mio carissimo amico. Perché lo conosco ormai da tanto tempo?
    Beh, ci sono tante persone che conosco da un bel pezzo, e ad alcune non farei neanche pulire il culo del mio cane. Altre mi sono del tutto indifferenti, non contano per me. Ma Larry per me conta molto. E la ragione è... che posso fidarmi. Io so che posso fidarmi. È onesto.
    BOB: È onesto o è solo brutale?
    PHIL: È onesto, Bob. È anche brutale, certo. Il che a volte fa parte dell'essere onesto. Perché tante persone sono brutali, ma non oneste. Larry non è uno di quelli. Larry è una persona onesta. Anche tu sei una persona onesta, ne sono convinto. Perché, radicato profondamente dentro di te, c'è qualcosa che combatte per l'onestà. La domanda, che è il caso che tu ti faccia, è se questo qualcosa è presente in tutti gli aspetti della tua vita.
    BOB: Che vorrebbe dire?
    PHIL: Vuol dire che il tuo propagandare Gesù non è diverso da quando Larry o chiunque altro propaganda i lubrificanti. Non importa se cerchi di vendere Gesù, o Buddha, o i diritti civili. O come arricchirsi nel settore immobiliare senza rischiare un soldo. Questo non fa di te un essere umano. Semmai fa di te un agente vendite. Se vuoi parlare con qualcuno sinceramente, da essere umano, chiedigli dei suoi figli, scopri quali sono i suoi sogni. Solo per saperlo, per nessun'altra ragione. Perché appena cerchi di prendere le redini di una conversazione, per pilotarla, non è più una conversazione. È un pistolotto e tu non sei un essere umano, sei un venditore, un piazzista.
    BOB: Perdonami se rispettosamente dissento.
    PHIL: Stavamo parlando prima del... carattere. Mi hai fatto delle domande sul carattere. E allora si è parlato delle facce, ma la questione è molto più profonda di così. La questione è: tu ne hai di carattere o no? E se vuoi la mia sincera opinione, Bob, non ne hai. Per la semplice ragione che... ancora non provi rammarico per qualcosa.
    BOB: Vuoi dire che non avrò carattere finché non avrò fatto qualcosa che mi rincresce?
    PHIL: No, Bob, perché di sicuro hai fatto tante cose di cui rincrescerti, solo che non sai quali sono. È quando alla fine le scopri, quando vedi l'assurdità di qualcosa che hai fatto, e desidereresti tornare indietro, cancellarlo, ma sai di non potere, perché è troppo tardi. Quindi quella cosa non puoi che prenderla e portarla con te, perché ti ricordi che la vita va avanti, il mondo girerà anche senza di te. Alla fine tu non conti. È allora che acquisterai il carattere. Perché l'onestà emergerà da dentro di te, e come un tatuaggio ti resterà impressa sulla faccia. Fino a quel giorno, in ogni caso, non ti puoi aspettare di arrivare oltre un certo punto.
    BOB: Posso andare adesso?
    PHIL: Vai, vai.
    BOB: Grazie.

  • Ma accetta il consiglio . . . per questa volta.



    Goditi potere e bellezza della tua gioventù. Non ci pensare.
    Il potere di bellezza e gioventù lo capirai solo una volta appassite.
    Ma credimi tra vent'anni guarderai quelle tue vecchie foto.
    E in un modo che non puoi immaginare adesso.
    Quante possibilità avevi di fronte e che aspetto magnifico avevi!
    Non eri per niente grasso come ti sembrava.
    Non preoccuparti del futuro.
    Oppure preoccupati , ma sapendo che questo ti aiuta quanto masticare un chewing-gum per risolvere un'equazione algebrica.
    I veri problemi della vita saranno sicuramente cose che non t'erano mai passate per la mente. Di quelle che ti pigliano di sorpresa alle quattro di un pigro martedì pomeriggio.
    Fa' una cosa, ogni giorno che sei spaventato. Canta.
    Non esser crudele col cuore degli altri. Non tollerare la gente che è crudele col tuo. Lavati i denti. Non perder tempo con l'invidia. A volte sei in testa. A volte resti indietro. La corsa è lunga e alla fine è solo con te stesso.
    Ricorda i complimenti che ricevi, scordati gli insulti.
    Se ci riesci veramente dimmi come si fa. Conserva tutte le vecchie lettere d'amore, butta i vecchi estratti conto.
    Rilassati.
    Non sentirti in colpa se non sai cosa vuoi fare della tua vita.
    Le persone più interessanti che conosco, a ventidue anni non sapevano che fare della loro vita. I quarantenni più nteressanti che conosco ancora non lo sanno.
    Prendi molto calcio.
    Sii gentile con le tue ginocchia, quando saranno partite ti mancheranno.
    Forse ti sposerai o forse no. Forse avrai figli o forse no. Forse divorzierai a quarant'anni. Forse ballerai con lei al settantacinquesimo anniversario di matrimonio.
    Comunque vada, non congratularti troppo con te stesso, ma non rimproverarti neanche. Le tue scelte sono scommesse. Come quelle di chiunque altro.
    Goditi il tuo corpo.
    Usalo in tutti i modi che puoi.
    Senza paura e senza temere quel che pensa la gente.
    E' il più grande strumento che potrai mai avere.
    Balla.
    Anche se il solo posto che hai per farlo è il tuo soggiorno.
    Leggi le istruzioni, anche se poi non le seguirai.
    Non leggere le riviste di bellezza. Ti faranno solo sentire orrendo.
    Cerca di conoscere i tuoi genitori. Non puoi sapere quando se ne andranno per sempre. Tratta bene i tuoi fratelli. Sono il migliore legame con il passato e quelli che più probabilmente avranno cura di te in futuro.
    Renditi conto che gli amici vanno e vengono. Ma alcuni, i più preziosi, rimarranno.
    Datti da fare per colmare le distanze geografiche e di stili di vita, perche più diventi vecchio, più hai bisogno delle persone che conoscevi da giovane.
    Vivi a New York per un po', ma lasciala prima che ti indurisca. Vivi anche in California per un po', ma lasciala prima che ti rammollisca.
    Non fare pasticci coi capelli, se no quando avrai quarant'anni sembreranno di un ottantacinquenne.
    Sii cauto nell'accettare consigli, ma sii paziente con chi li dispensa. I consigli sono una forma di nostalgia. Dispensarli è un modo di ripescare il passato dal dimenticatoio, ripulirlo, passare la vernice sulle parti più brutte e riciclarlo per più di quel che valga.
    Ma accetta il consiglio...
    per questa volta.

  • verità ???

    IL RE È MORTO, VIVA IL RE
    IL RE È MORTO, VIVA IL RE
    IL RE È MORTO, VIVA IL RE

  • Superior stabat lupus



    Ad rivum eundem Lupus et Agnus venerant siti compulsi: superior stabat Lupus, longeque inferior Agnus: tunc fauce improba latro incitatus jurgii causam intulit. Cur, inquit, turbulentam fecisti mihi istam bibenti? Laniger contra timens, qui possum, quaeso, facere quod quereris, Lupe? A te decurrit ad meos haustus liquor. Repulsus ille veritatis viribus, ante hos sex menses male, ait, dixisti mihi. Respondit Agnus: equidem natus non eram. Pater hercle tuus, inquit, maledixit mihi. Atque ita correptum lacerat injusta nece.
    Haec popter illos scripta est homines fabula, qui ficti caussi innocentes opprimunt.

  • verità ...

    Il pensiero si manifesta nella parola;
    la parola si manifesta nell'atto;
    l'atto si sviluppa in abitudine;
    e l'abitudine si solidifica in carattere.
    Sorveglia quindi con cura il pensiero e le sue strade,
    e fa che esso sgorghi dall'amore
    nato dalla premura per tutti gli esseri.

  • verità ...

    La luce è più veloce del suono.
    Per questo motivo alcune persone sembrano brillanti fino a quando non parlano

  • Le parole sono importanti

  • boh


    Ho bisogno di dormire
    Il sonno porta soddisfazione

    Addormentati
    Il sonno inganna

  • omaggio a cristina

    Il sole a settembre mi lascia vestire ancora leggera,il fiume riposa negli argini aperti di questa distesa.Tu mi dicevi che la verità e la bellezza non fanno rumore.Basta solo lasciarle salire, basta solo lasciarle entrare.E' tempo di imparare a guardare.E' tempo di ripulire il pensiero.E' tempo di dominare il fuoco.E' tempo di ascoltare davvero.L'amore a settembre mi ha fatto sentire ancora leggera.Il giorno sprofonda nei solchi bruciati di questa distesa.Tu lo sapevi che nessuna gioia nasce senza un dolore.Basta solo farlo guarire, basta lasciarlo entrare.E' tempo di imparare a guardare.E' tempo di ripulire il pensiero.E' tempo di dominare il fuoco.E' tempo di ascoltare davveroE' tempo di imparare a cadereE' tempo di rinunciare al velenoE' tempo di dominare il fuocoE' tempo di ascoltare davvero.L'amore a settembre mi ha fatto sentire ancora leggera.

    L_Aleph

    http://it.youtube.com/watch?v=v-7wS9wJflM&...

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