myebonykiss
maschio - 23 anni, Tokyo, Japan
Blog 65
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Eterno
Come solo l'occhio può vedere l'occhio,
allo stesso modo,
solo chi è nel vuoto può vedere il vuoto.
-Die- -
Preghiera in Novembre
Padre nostro che sei nei cieli
restaci pure.
Ché a noi
che su questa terra
ci circondammo
di fiamme, l'inferno
va più che
bene.
Almeno,
fino al prossimo paradiso.
-Die- -
Il vento della notte
mi porta ancora le tue parole.
Sarai sogno, sei visione?
Sei stato entrambe, e quel che eri
ormai non è.
Ma una parte resta.
Il sipario che cala su d'un atto non ultimo.
-un anno è trascorso,
ed è come se una parte di me
te la fossi portata via
per sempre tu.
-Diego Zeno- -
23
La Vita è una corsa continua incontro alla Morte.
-Diego- -
Metastati
Sentimento.
Sotto questo nome figurano diversi stati che legano l'uomo alle sue debolezze.
Sentimento.
Amicizia, affetto, invidia, amore, odio.
Sentimento.
Una parola che dissipa ogni dubbio.
Sentimento.
Ed esserne schiavi vuol dire essere vivi.
Io no.
Se c'era l'ho smarrito.
Ormai perduto.
Istanti nell'istante.
Qualcuno la chiamerebbe "rinuncia", questa, qualcun'altro "rovina".
Vivere è crescere, crescere è evolversi,
evolversi talvolta è annullarsi.
Vuoi perché è così che tu vuoi, vuoi perché è così che il mondo vuole per te.
Il mondo e il suo decreto,
il mondo e il suo decreto,
il mondo e il suo decreto
-ancora valido.
I miei sentimenti li avete uccisi giorno dopo giorno,
voi stesse mani che ora me ne rinfacciate l'assenza.
E ad un essere umano cui restava nulla
era soltanto il nulla
che ne curava
il tutto.
Come non più prima
è sempre stato.
Sentimento, direte voi...
Sì, Sentimento:
ed io ne sono la tomba.
-DIE- -
anormale
quando facevo le elementari
il maestro ci raccontò la storia
di un marinaio
che disse al capitano:
"la bandiera? spero di non
vederla più, la bandiera!".
"molto bene," gli fu risposto,
"il tuo desiderio
sarà esaudito!"
e lo chiusero nella
stiva
e ce lo tennero,
mandandogli il cibo
di sotto
e morì laggiù
senza vederla mai più
la bandiera.
una storia davvero spaventosa
per dei bambini,
molto
efficace.
ma non efficace
abbastanza per
me.
stavo lì seduto a pensare,
bene, è brutto
non vedere la
bandiera,
ma il bello è
non dover vedere
la gente.
però
non alzai la mano
per dir niente del genere.
sarebbe stato ammettere
che non volevo vedere
neppure loro.
ed era vero.
guardavo dritto alla
lavagna
che sembrava migliore
di chiunque
di loro.
C .B. -
Bisanzio
Anche questa sera la luna è sorta
affogata in un colore troppo rosso e vago,
Vespero non si vede, si è offuscata,
la punta dello stilo si è spezzata
...che oroscopo puoi trarre questa sera, Mago?
Io Filemazio, protomedico, matematico, astronomo, forse saggio,
ridotto come un cieco a brancicare attorno,
non ho la conoscenza od il coraggio
per fare quest' oroscopo, per divinar responso,
e resto qui a aspettare che ritorni giorno
e devo dire -devo dire- che sono forse troppo vecchio per capire,
che ho perso la mia mente in chissà quale abuso od ozio,
ma stan mutando gli astri nelle notti d' equinozio.
O forse io -forse io- ho sottovalutato questo nuovo dio,
lo leggo in me e nei segni che qualcosa sta cambiando
ma è un debole presagio che non dice come e quando...
Me ne andavo l' altra sera, quasi inconsciamente,
giù al porto a Bosphoreion, là dove si perde
la terra dentro al mare fino quasi al niente
e poi ritorna terra e non è più occidente:
che importa a questo mare essere azzurro o verde?
Sentivo i canti osceni degli avvinazzati,
di gente dallo sguardo pitturato e vuoto...
ippodromo, bordello e nordici soldati,
Romani e Greci urlate dove siete andati...
Sentivo bestemmiare in Alamanno e in Goto...
Città sorda, città strana di questo imperatore sposo di puttana,
di plebi smisurate, labirinti ed empietà,
di barbari che forse sanno già la verità,
di filosofi e di eteree, sospesa tra due mondi, e tra due ere...
Fortuna e età han deciso per un giorno non lontano,
o il fato chiederebbe che scegliesse la mia mano, ma...
Bisanzio è forse solo un simbolo insondabile,
segreto e ambiguo come questa vita,
Bisanzio è un mito che non mi è consueto,
Bisanzio è un sogno che si fa incompleto,
Bisanzio forse non è mai esistita
e ancora ignoro, e un' altra notte è andata;
Lucifero è già sorto, e si alza un po' di vento,
c'è freddo sulla torre o è l' età mia malata,
confondo Vita e Morte e non so chi è passata...
mi copro col mantello il capo e più non sento,
e mi addormento,
mi addormento,
mi addormento...
F.G. - D.Z. -
Ex temporanea
Verità che voi cercate:
"amenità" rima con "oscenità".
-Diego Zeno- -
marzo, nove, zeronove
che a breve sarà notte.
notte che non può non dimandarti
che cosa ne farai del tuo eco senza .
notte in pece adorna,
con luce d'alba alcuna
a risplendere terrena.
Ormai oggi,
e mai più
notte...
-Di ego- -
Nuvole d'asfalto
Salendo quei gradini ebbi la sommessa sensazione che il suono del vento mutasse in tragedia.
Senza sfumature che ne lasciassero presagire, quella melodia maggiore assunse via via tonalità minori, fino ad abbandonarsi ad echi sepolcrali, richiami feroci che alla furia dell'aria le mie mani legavano.
Negavo a tutto me stesso con tutto me stesso il contemplare estasiato d'una simile vista, eppure me ne lasciavo cullare, catturato o quasi sedotto, quasi una bambina che per la prima volta guarda al suo nudo corpo con mani di donna... Io, soltanto io, dinnanzi alla forza d'un simile prodigio, in simile prodigio smarrito.
Chiusi le porte della mia anima a doppia mandata, e lasciandomi alle spalle il giardino sfiorito rientrai in casa. Pareti, arredamento; tutto lasciava presupporre che quelle quattro mura non fossero mai state abitate. Mi domandavo avvilito chi mai avesse potuto arredare un simile spazio riservato a nessuno, abbellire qualcosa per il gusto di lasciarlo marcire, come in quell'angolo in fondo, quel vecchio pianoforte senza tasti. Dal suo grigio legno, marcio come la parete cui era poggiato ad un lato, i buchi dei tarli a tratti s'empivano d'ospiti. Quel vaso rotto di fiori sul tavolo. Quella sedia claudicante. Quegli specchi anneriti, martiri suicidi...Che quella stanza possa essere mai stata abitata, prima di quel giorno, prima di questo giorno, pieni i miei dubbi. Quella stanza non fu mai vista viva, sì mai. Quella stanza era nata così: come non sarebbe per nulla al mondo dovuta nascere.
Talvolta a quel vento che ancora fischia, però, mi concedo. Spalanco finestre e lascio che entri a rinvigorire il profumo di peste che satura l'aria. Quel vento che canta con note di morte, per note sole. Quel vento che come sussulto scombina l'ordine casuale dei granelli di polvere che il tempo ha pazientemente cumulato. Quel vento entra, quel vento scompiglia, qual vento svanisce.
Ricordami di donarti una parte di me, un giorno o l'altro.
Prima che quel soffio di morte venga a rubare anche il mio sorriso, ricordami di donarti una parte di me.
Qual che sia non importa, andrà bene comunque.
Non voglio un giorno tu abbia a dire che la luce nei miei occhi è da sempre stata cieca.
Non voglio tu debba anestetizzare i tuoi piaceri per far spazio ai miei dolori.
Perché quel vento che soffia e cancella, quel vento che ogni cosa ricrea; quel vento soltanto ha avuto il coraggio d'abitare quella stanza. Con i suoi requiem affranti, con i suoi solstizi d'autunno...
proprio quel vento, quel vento che uccide, quel vento soltanto.
-Diego Zeno-
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