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maschio - 24 anni, Appiano Gentile, Italy


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Messaggi sul blog con etichetta 'Me':


  • Si riaprono le danze

    Un saluto a tutti, non mi ricordo più dove vi ho lasciati mi dispiace! Come mi posso scusare, come posso sdebitarmi?? ? ? Beh, sono ritornato per dirvi che il 2009 è arrivato (se non l'avevate capito dopo due settimane). L'anno cinese non è ancora sopraggiunto, infatti il 26 gennaio 2009 finisce l'anno del Topo e inizierà il mio anno, l'anno del Bufalo che durerà più di un anno, fino al 14 di febbraio 2010. Secondo una leggenda il Buddha nel presentimento della sua fine terrena, chiamò a raccolta tutti gli animali della terra, ma di questi solo 12 andarono ad offrire il loro Saluto. Come premio dunque per la loro fedeltà il Buddha decise di chiamare ogni anno del ciclo lunare con il nome di ciascuno dei 12 animali accorsi. Il topo, furbo e veloce di natura, arrivò per primo. Il diligente bue arrivò secondo, seguito dall'intrepida tigre e dal pacifico coniglio. Il drago arrivò quinto seguito subito dal suo fratello minore, ovvero il serpente. L'atletico cavallo fu settimo e l'elegante pecora ottava, subito dopo arrivò l'astuta scimmia, e poi ancora il coloratissimo gallo, il fedele cane per poi finire con il fortunato maiale che arrivò appena in tempo per salutare anch'egli il Buddha. Molti segreti e leggende si tessono nella millenaria storia del mondo orientale, alcuni, ben nascosti, li conosciamo, ma altri sotto ai nostri occhi, non riusciamo a vederli. Solo chi segue una determinata via può cercar di scrutarli, vederli, guardarli, ma non è detto che riesce anche a comprenderli... Le Arti Marziali non sono da meno, infatti sono state trovate delle statuette inernti a posizioni particolari (parate, colpi, ecc..) datate intorno al 3000 a.C., inoltre i Maestri di un tempo non rivelavano facilmente il loro sapere alla "persona comune", a pochi eletti veniva concesso di dividere con loro tecniche e conoscenze. Passavano molti anni solo per decidere se una persona era adatta a ricevere certi insegnamenti e a portar avanti l'Arte Marziale. Col passare dei millenni, le Arti Marziali si sono evolute in due forme applicative: come strumento di lotta e come mezzo di comunicazione sociale. Entrambe hanno un grosso potere e da un grande potere derivano grandi responsabilità (S.Parker). Per "modernizzare" le Arti Marziali a una vasta gamma di persone hanno creato vari codici: Codice etico dei Hwarang ("cavaliere in fiore" o "uomo che fiorisce&quot:): 1.sagun ichung (fedeltà al proprio signore); 2.sachin ihyo (pietà filiale verso i propri genitori); 3.gyo-u isin (fiducia tra amici/camerati); 4. imjeon mutwae (mai ritirarsi in battaglia); 5.salsaeng yutaek (non uccidere indiscriminatamente). Le 7 regole del Bushido (Via del Guerriero o del Samurai) ecc, ecc... Fino ad arrivare alla più famoso nuovo Dojo (luogo che si segue la via) di Arti Marziali, Danza e Fitness: l'HANA-WA Ni di Lurago Marinone (Como) ed ora siamo ad Appiano Gentile! Dopo il grande successo della notte delle Arti Marziali, ha riaperto da poco dopo le vacanze natalizie con degli omaggi ai nuovi iscritti, promozioni e offerte, ma la cosa più bella, è la moltitudine di corsi che partorisce: dal Karate (grandi e piccoli) al Little Fight per i più piccoli, dalla Fit-boxe allo Yoga, dalla Kick Boxing al Tai Chi Chuan, dalla danza classica alla Break Dance, dalla sala pesi con un grandissimo e bravissimo personal trainer alle visite mediche naturopate e check up olistici col Gran Maestro, ecc ecc!!! E tra poco', stando alla voce dei corridoi, ci sarà un open-day, una giornata porte aperte e sicuramente ci sarà da mangiare e bere!! Splendido!!! Sono riaperte le danze! E per quest'estate voglio superar la prova costume a tutti i costi, ora mi preparo e corro in palestra Hana-Wa Ni!!!!!! Ci si vede nel Dojo!!! Ciaooooooooooooo!

  • Trovare la ragazza giusta

    Come prima cosa un saluto e un ringraziamento a chi sta leggendo questo blog, poi volevo dire una cosa... Anzi volevo porre un quesito, come capite che avete trovato la ragazza o il ragazzo giusto, ma la cosa più importante è dove la o lo trovate? Perche io sono arrivato a delle conclusioni che mi fanno pensare... X esempio la donna della mia vita, la madre dei miei figli, certo che non la troverò nelle disco! Ti pare che la trovo all'Arena di mendrisio, all'Altratraz di milano o al Tartaruga di villaguardia ecc..??!! Non è che la devo conoscere tra uno strusciamento ed un altro.. E magari ci sta subito senza che sa il mio nome! Che la cosa è già capitata... Che tipa sarebbe, eh? Non di certo il mio futuro, sarebbe solo la tipa della serata! Bisognerebbe trovarla dove c'è un approccio non col corpo, ma con la parola che attraversa le nostre labbra... Che ne dite? Poi la si può portar a ballare! Ci sono tanti posti dove trovarla, in un vero pub, dove ci si muove, si sta in piedi, gli si può parlare tranquillamente senza gridagli nell'orecchio! Oppure ad una festa a casa di un nostro amico, oppure in palestra, tra un corso ed un altro... La cosa importante è che deve esser un incontro, non uno scontro! E' giunto il momento di salutarti! Ricorda che un fiore perde la sua bellezza e la sua importanza quando lo recidi e lo metti in un recipiente con dell'acqua...
    ...inoltre mi puoi trovare qua, in palestra da me oppure in disco... :)

  • Che il VERO SPETTACOLO abbia inizio!

    Un saluto ed un enorme abbraccio a tutti! Come sono andate le vostre vacanze? :) Sono convinto che siano a molto bene, ma questo me lo potete dire voi! Che sono curioso di dove siete andati, cosa avete fatto, ecc ecc..! Ormai la maggior parte degli ombrelloni sono chiusi, ma non rattristatevi! Come lo Yin e lo Yang sono costantemente in equilibrio e si sostengono tra di loro, così la nostra Associacione Sportiva Dilettantistica in questo periodo s'eccelsa a livelli straordinari! :)Con l'HANA-WA CLUB a Trezzano/Arese (MI) e l'HANA-WA NI a Lurago Marinone (CO), diventati anche KLEDI ACADEMY, siamo fortissimi!!! :) I nostri corsi di Arti Marziali e di Arte&Spettacolo. Riguardo Arti Mrziali proponiamo: Karate - Kung Fu - Aikido - Kick Boxing - Capoeira - Kendo-Iaido - Krav Maga - Fit-Boxe - Yoga - Tai Chi Chuan - Shiatsu; riguardo Arte&Spettacolo sono: Danza classica - Modern-jazz - Acrobatica e ritmica - Breack Dance - Hip hop - Contemporanea - Bachata - Salsa - Merengue - Mambo - Latino - Teatro - Canto - Musical - Baby Dance - Teatro x bambini tutti i corsi sono divisi x età e x livello. NON è FINITO QUI! Inoltre abbiamo un attrezzata sala atrezzi/pesi con attrezzi ISO e Cardio Fitnesse, poi abbiamo vari servizi a disposizione come x esempio: Educazione Alimentare, Personal Trainer, Naturopata, Visite mediche, Sistemazione unghie dei piedi, Antropoplicometria, Ceck up Olistico e molti altri... :) SIAMO GIA' APERTI!!! Il giorno di apertura dell'HANA-WA NI è fissato x oggi, 3 settembre 2008 alle ore 17.00 fino alle 22.00 così x semmpre. Cinque giorni alla settimana, dal Lunedì al Venerdì, dalle cinque di pomeriggio finno alle dieci di sera. Per tutto quello che vi passa per la mente, x qualsiasi cosa, scriveteci oppure passate da noi che vi stiamo aspettando impazienti!!! Come se non bastasse, Vi vogliamo invitare alla nostra prossima esibizione che sarà il 7 (sette) settembre 2008 ad Appiano Gentile (prov. CO) alle ore 16.00!!! Un avviso x i miei allievi, :) sia nuovi che vecchi di Fit-Boxe, il corso partirà il 16(sedici) all'HANA-WA NI e il 18(diciotto) all'HANA-WA CLUB! Un saluto...
    VI ASPETTO NUMEROSI!!!

  • ULTIME NOVITA!

    nuove foto e nuovo blog nella mia homepage!

  • LIFE... d'un temp!!!

    Mannaggia, è sempre restato il mio problema...iniziare una storia, un discorso, va beh non tutti sono perfetti! Però posso dire che ho già iniziato eh eh eh.. Vi porto a conoscenza che le dimostrazioni fatte a Giugno dalla palestra, o meglio, dall'Associazione Sportiva Dilettantistica Hana-Wa Ni sono andate bene, beh ci credo, se non c'ero io a portar a termine le storie..chi faceva la dimostrazione di Kick Boxing se io non c'ero??? Ma lo sai Jurisan che mi prendono di brutto ste cose! Poi mica un soldato da solo non fa la guerra!? Comunque sto mese è stato magro di brutto, e sono arrivato alla conclusione che se farò qualcosa nei weekend la farò con stile, altrimenti..boh.. Poi iniziando ad affrontare una cosa grossissima, e devo stare più schiscio possibile che se no non è bello x niente!!! E ieri sera!?! Sono tornato dai combattimenti e quando sono arrivato con la mia piccola a casa, non avendo sonno ho acceso la tv a caso, che ormai la tv la sto usando sempre meno, e intanto ero alla ricerca di qualcosa che soddisfava la mia fame cannibalesca.. Ho trovato: -Qualche pacchetto di loaker; -Un panino di quelli scuri, che mi riempiono di brutto; -Una lattina di sprite. Alla fine della missione, mi sono seduto a tavola con il bottino e il telecomando in mano, ho subito guardato l'ora ed ho pensato che ci sarà di bello a quest'ora?? Ed erano 10.30-11.00circa.. Arrivo sui canali musicali e trovo Bob. STOP!!! Ho visto il Bob e magicamente il canale All-Music è diventato il programma x la serata. Parlavano soprattutto della Jamaica ma sotto il punto di vista della musica Regggae. Il termine reggae condivide l'etimo di ragtime, cioè "tempo stracciato" (dall'inglese rag, brandello, straccio). Sono venuto a conoscenza di tantissime cose su Bob e sulla musica reggae che non sapevo! Quando serviva un videoregistratore non c'è mai! Aveva il fisico, gli allenamenti si faceva, si allenava nell'autodifesa visto i tempi che correvano dalle sue parti.. A proposito di allenamenti.. Corso, corsi, allenamenti e lezioni di FIT-BOXE si tengono in Hana-Wa Ni a Lurago Marinone, provincia di Como Tel.031/937615 oppure contattate direttamente me visto che ne sono l'istruttore mandandomi un e-mail: mm.elmarcelo@hotmail.it inoltre facciamo corsi di Arti marziali interne ed esterne, Krav Maga autodifesa, sport da combattimento, danza-arte&spettacolo affiliati alla kledi academy, fitness con valorosi personal trainer, break-dance, ballo latino americano terapie olistiche, fisioterapie, medicina cinese, programma benessere-rilassamento, esibizioni, 13 Luglio esibizione Fit-boxe a Veniano provincia como, per qualsiasi info contattateci ..tornando a noi.. I miei allenamenti continuano imperterriti, e sempre più faticosi, a livello piramidale!
    Ogni tanto mi fermo a pensare alle cose che le persone dicono senza volerlo, anche solo per scherzare.. Secondo me è vero che c'è troppa tecnologia al mondo, siamo ormai dipendenti dalle macchine, non riusciamo più a far nulla senza la la tecnologia delle macchine. Anche l'altra sera si stava discutendo su come la comodita è diventata padrona. A partire dalla cosa più banale: la calcolatrice! Io non sono bravo a far i conti a mente eppure alle superiori in matematica avevo la media del 8-9, ma con una calcolatrice era tutta un'altra cosa, x quello la mia maestra delle elementari nn gli piaceva la calcolatrice, preferiva far il conto con carta e penna! Anche un'altra cosa, quando si era piccoli c'era più gruppo, ci spostavamo in branchi di min.10 bambozzi! Perchè c'era solo una cosa da fare e la si faceva tutti insieme appassionatamente.. Poi dopo la maggiore età sono arrivate le macchine e ora chi li vede più??? Per far una serata con alcuni dei miei coetanei del mio stesso paese devo far degli sbattimenti assurdi, ma neache la squadra C.S.I. con Grissom e co. fanno sti sbattimenti!!! Quando giriamo noi motociclisti tutti insieme è spettacolare, vedi verament il gruppo, sembra una gita scolaresca!! Poi una volta, mica c'era il cellulare! Già si sapeva chi doveva andare, dove andare, come andare, ora è tutto all'ultimo momento! Non si capisce più niente! Oppure ti danno la buca paurosa all'ultimo, ora ovunque sei, puoi contattare chiunque, aspettare le persone che non arrivano non è corretto per nessuno!! Ma dai!!! Quando ai tempi si stava male si stava veramente bene, altro che! La tecnologia ti aiuterà..sì, a star male! Bisogna prenderla in giuste dosi.. non sei in 4 in famiglia e hai 7 macchine!!! Per esempio.. Ah si! Tanto questo mondo-tecnologico qua non mi vedrà per tanto ancora, termino tutti i miei compiti e saluti&baci!! Che fame, non riesco a continuare, alla prossima!

  • Fight!


    FINALMENTE IL MIO VECCHIO VIDEO!
    Datato 11/02/2007

  • Istruttore Fit-boxe - cerco allievi

    Eccomi qua, da poco sono diventato istruttore a tutti gli effetti! Quindi per ora impartisco lezioni private, poi s'aggiungeranno le lezioni in palestra! Accorrete numerosi anche solo per info! A presto!
    http://mmelmarcelo.spaces.live.com/ x chi vuole di più!

  • TAO TE CHING

    Il Libro del Tao e della virtù (Tao Tê Ching), considerato come una delle vette del pensiero cinese è opera di Lao-tse (o Lao-tzu), nato intorno al 570 a. C. Ogni capitolo comincia di solito con qualche paradosso e lo sviluppa con rilievi paralleli, introdotti dalla parola " perciò" . Una parola che, comunque, non è da intendere in senso causale: difatti, a differenza della logica occidentale, la logica cinese prevede che la causa possa essere un effetto e un effetto possa essere una parte della causa: per i cinesi, ha scritto lo studioso Lyn Yutang, "causa ed effetto non sono aspetti successivi, ma solo aspetti simultanei della stessa verità".

    I - DELINEA IL TAO

    Il Tao che può essere detto
    non è l'eterno Tao,
    il nome che può essere nominato
    non è l'eterno nome.
    Senza nome è il principio
    del Cielo e della Terra,
    quando ha nome è la madre
    delle diecimila creature.
    Perciò chi non ha mai desideri
    ne contempla l'arcano,
    chi sempre desidera
    ne contempla il termine.
    Quei due hanno la stessa estrazione
    anche se diverso nome
    ed insieme sono detti mistero,
    mistero del mistero,
    porta di tutti gli arcani.

    II - NUTRIRE LA PERSONA

    Sotto il cielo tutti
    sanno che il bello è bello,
    di qui il brutto,
    sanno che il bene è bene,
    di qui il male.
    È così che
    essere e non-essere si danno nascita fra loro,
    facile e difficile si danno compimento fra loro,
    lungo e corto si danno misura fra loro,
    alto e basso si fanno dislivello fra loro,
    tono e nota si danno armonia fra loro,
    prima e dopo si fanno seguito fra loro.
    Per questo il santo
    permane nel mestiere del non agire
    e attua l'insegnamento non detto.
    Le diecimila creature sorgono
    ed egli non le rifiuta
    le fa vivere ma non le considera come sue,
    opera ma nulla si aspetta.
    Compiuta l'opera egli non rimane
    e proprio perché non rimane
    non gli vien tolto.

    III - TENERE TRANQUILLO IL POPOLO

    Non esaltare i più capaci
    fa sì che il popolo non contenda,
    non pregiare i beni che con difficoltà s'ottengono
    fa sì che il popolo non diventi ladro,
    non ostentare ciò che può desiderarsi
    fa sì che il cuore del popolo non si turbi.
    Per questo il governo del santo
    svuota il cuore al popolo
    e ne riempie il ventre,
    ne infiacchisce il volere
    e ne rafforza le ossa
    sempre fa sì che non abbia scienza né brama
    e che colui che sa non osi agire.
    Poiché egli pratica il non agire
    nulla v'è che non sia governato.

    IV - QUEL CHE NON HA ORIGINE

    Il Tao viene usato perché è vuoto
    e non è mai pieno.
    Quale abisso!
    sembra il progenitore delle diecimila creature.
    Smussa le sue punte,
    districa i suoi nodi,
    mitiga il suo splendore,
    si rende simile alla sua polvere.
    Quale profondità!
    sembra che da sempre esista.
    Non so di chi sia figlio,
    pare anteriore all'Imperatore del Cielo.

    V - L'USO DEL VUOTO

    Il Cielo e la Terra non usano carità,
    tengono le diecimila creature per cani di paglia.
    Il santo non usa carità
    tiene i cento cognomi per cani di paglia.
    Lo spazio tra Cielo e Terra
    come somiglia a un mantice!
    Si vuota ma non si esaurisce,
    si muove ed ancora più ne esce.
    Parlar molto e scrutare razionalmente
    vale meno che mantenersi vuoto.

    VI - COMPLETA L'IMMAGINE

    Lo spirito della valle non muore,
    è la misteriosa femmina.
    La porta della misteriosa femmina
    è la scaturigine del Cielo e della Terra.
    Perennemente ininterrotto come se esistesse
    viene usato ma non si stanca.

    VII - OCCULTARE LA LUCE

    Il Cielo è perpetuo e la Terra perenne.
    La ragione per cui
    il Cielo può essere perpetuo e la Terra perenne
    è che non vivono per sé stessi:
    perciò possono vivere a lungo.
    Per questo il santo
    pospone la sua persona
    e la sua persona viene premessa,
    apparta la sua persona
    e la sua persona perdura.
    Non è perché è spoglio di interessi?
    Per questo può realizzare il suo interesse.

    VIII - TORNARE ALLE QUALITÀ NATURALI

    Il sommo bene è come l'acqua:
    l'acqua ben giova alle creature e non contende,
    resta nel posto che gli uomini disdegnano.
    Per questo è quasi simile al Tao.
    Nel ristare si adatta al terreno,
    nel volere s'adatta all'abisso,
    nel donare s'adatta alla carità,
    nel dire s'adatta alla sincerità,
    nel correggere s'adatta all'ordine,
    nel servire s'adatta alla capacità,
    nel muoversi s'adatta alle stagioni.
    Proprio perché non contende
    non viene trovata in colpa.

    IX - TENDERE ALL'INCOLORE

    Chi colma ciò che possiede
    meglio farebbe a desistere,
    chi batte a fino ciò che è appuntito
    non lo mantiene a lungo intatto.
    Un palazzo colmo d'oro e di gemme
    non si può conservare,
    chi si fa arrogante perché ricco e nobile
    procura da sé la sua rovina.
    Ad opera compiuta ritrarsi
    è la Via del Cielo.

    X - SAPER AGIRE

    Preserva l'Uno dimorando nelle due anime:
    sei capace di non farle separare?
    Pervieni all'estrema mollezza conservando il ch' i :
    sei capace d'essere un pargolo?
    Purificato e mondo abbi visione del mistero:
    sei capace d'esser senza pecca?
    Governa il regno amando il popolo:
    sei capace di non aver sapienza?
    All'aprirsi e al chiudersi della porta del Cielo
    sei capace d'esser femmina?
    Luminoso e comprensivo penetra ovunque:
    sei capace di non agire?
    Fa vivere le creature e nutrile,
    falle vivere e non tenerle come tue,
    opera e non aspettarti nulla,
    falle crescere e non governarle.
    Questa è la misteriosa virtù.

    XI - L'UTILITÀ DEL NON-ESSERE

    Trenta raggi si uniscono in un solo mozzo
    e nel suo non-essere si ha l'utilità del carro,
    s'impasta l'argilla per fare un vaso
    e nel suo non-essere si ha l'utilità del vaso,
    s'aprono porte e finestre per fare una casa
    e nel suo non-essere si ha l'utilità della casa.
    Perciò l'essere costituisce l'oggetto
    e il non-essere costituisce l'utilità.

    XII - REPRIMERE LE BRAME

    I cinque colori fan sì che s'acciechi l'occhio dell'uomo,
    le cinque note fan sì che s'assordi l'orecchio dell'uomo,
    i cinque sapori fan sì che falli la bocca dell'uomo,
    la corsa e la caccia fan sì che s'imbesti il cuore dell'uomo,
    i beni che con difficoltà si ottengono
    fan sì che sia dannosa la condotta dell'uomo.
    Per questo il santo
    è per il ventre e non per l'occhio.
    Perciò respinge l'uno e preferisce l'altro.

    XIII - RESPINGERE LA VERGOGNA

    Favore e sfavore fanno paura,
    pregiar la propria persona è gran sventura.
    Che significa
    favore e sfavore fan paura?
    Il favore è un abbassarsi:
    nell'ottenerlo s'ha paura,
    di perderlo s'ha paura.
    Questo significa
    favore e sfavore fan paura.
    Che significa
    pregiar la propria persona è gran sventura?
    La ragione per cui ho gran sventura
    è che tengo alla mia persona,
    se non tenessi alla mia persona
    quale sventura avrei?
    Per questo
    a chi di sé fa pregio a pro del mondo
    si può affidare il mondo,
    a chi di sé ha cura a pro del mondo
    si può confidare il mondo.

    XIV - INTRODUCE AL MISTERO

    A guardarlo non lo vedi,
    di nome è detto l'Incolore.
    Ad ascoltarlo non lo odi,
    di nome è detto l'Insonoro.
    Ad afferrarlo non lo prendi,
    di nome è detto l'Informe.
    Questi tre non consentono di scrutarlo a fondo,
    ma uniti insieme formano l'Uno.
    Non è splendente in alto
    non è oscuro in basso,
    nel suo volversi incessante non gli puoi dar nome
    e di nuovo si riconduce all'immateriale.
    È la figura che non ha figura,
    l'immagine che non ha materia:
    è l'indistinto e l'indeterminato.
    Ad andargli incontro non ne vedi l'inizio,
    ad andargli appresso non ne vedi la fine.
    Attieniti fermamente all'antico Tao
    per guidare gli esseri di oggi
    e potrai conoscere il principio antico.
    È questa l'orditura del Tao.

    XV - APPALESA LA VIRTÙ

    Quelli che in antico eccellevano come adepti del Tao
    penetravano l'arcano e comunicavano col mistero,
    erano profondi da non poter essere compresi.
    Proprio perché non possono essere compresi
    io mi sforzerò di darne i tratti.
    Irresoluti erano come chi d'inverno guada un fiume,
    guardinghi erano come chi teme i vicini ai quattro lati,
    rispettosi erano come chi è ospite,
    frammentati erano come ghiaccio che si va fondendo,
    schietti erano come legno non ancora sgrossato,
    vuoti erano come valli,
    torbidi erano come acqua motosa.
    Chi è capace d'esser motoso
    per fare illimpidire piano piano riposando?
    Chi è capace d'esser placido
    per far vivere pian piano rimuovendo a lungo?
    Chi s'attiene a questa Via
    non brama d'esser pieno,
    e proprio perché non si riempie
    può starsene nell'ombra senza innovar l'antico.

    XVI - VOLGERSI ALLA RADICE

    Arrivare alla vacuità è il culmine,
    mantenere la quiete è schiettezza:
    le diecimila creature insieme sorgono
    ed io le vedo ritornare a quelle,
    quando le creature hanno avuto il lor rigoglio
    ciascuna fa ritorno alla sua radice.
    Tornare alla radice è quiete,
    il che vuol dire restituire il mandato,
    restituire il mandato è eternità.
    Chi conosce l'eternità è illuminato,
    chi non la conosce insensatamente provoca sventure.
    Chi conosce l'eternità tutto abbraccia,
    tutto abbracciando è equanime,
    essendo equanime è sovrano,
    essendo sovrano è Cielo,
    essendo Cielo è Tao,
    essendo Tao a lungo dura
    e per tutta la vita non corre pericolo.

    XVII - LA PURA INFLUENZA

    Dei grandi sovrani il popolo sapeva che esistevano,
    vennero poi quelli che amò ed esaltò,
    e poi quelli che temette,
    e poi quelli di cui si fece beffe:
    quando la sincerità venne meno
    s'ebbe l'insincerità.
    Com'erano pensosi i primi nel soppesar le loro parole!
    Ad opera compiuta e ad impresa riuscita
    dicevano i cento cognomi: siamo così da noi stessi.

    XVIII - LO SCADIMENTO DEI COSTUMI

    Quando il gran Tao fu negletto
    s'ebbero carità e giustizia,
    quando apparvero intelligenza e sapienza
    s'ebbero le grandi imposture,
    quando i sei congiunti non furono in armonia
    s'ebbero pietà filiale e clemenza paterna,
    quando gli stati caddero nel disordine
    s'ebbero i ministri leali.

    XIX - TORNARE ALLA PUREZZA

    Tralascia la santità e ripudia la sapienza
    e il popolo s'avvantaggerà di cento doppie,
    tralascia la carità e ripudia la giustizia
    ed esso tornerà alla pietà filiale e alla clemenza
    paterna,
    tralascia l'abilità e ripudia il lucro
    e più non vi saranno ladri e briganti.
    Quelle tre reputa formali e insufficienti,
    perciò insegna che v'è altro a cui attenersi:
    mostrati semplice e mantienti grezzo,
    abbi poco egoismo e scarse brame.

    XX - DIFFERENZIARSI DAL VOLGO

    Tralascia lo studio e non avrai afflizioni.
    Tra un pronto e un tardo risponder sì
    quanto intercorre?
    Quel che gli altri temono
    non posso non temer io.
    Oh, quanto son distanti e ancor non s'arrestano!
    Tutti gli uomini sono sfrenati
    come a una festa o un banchetto sacrificale,
    come se in primavera ascendessero ad una torre.
    Sol io quanto son placido! tuttora senza presagio
    come un pargolo che ancor non ha sorriso,
    quanto son dimesso!
    come chi non ha dove tornare.
    Tutti gli uomini hanno d'avanzo
    sol io sono come chi tutto ha abbandonato.
    Oh, il mio cuore di stolto
    quanto è confuso!
    L'uomo comune è così brillante
    sol io sono tutto ottenebrato,
    l'uomo comune in tutto s'intromette,
    solo io di tutto mi disinteresso,
    agitato sono come il mare,
    sballottato sono come chi non ha punto fermo.
    Tutti gli uomini sono affaccendati
    sol io sono ebete come villico.
    Sol io mi differenzio dagli altri
    e tengo in gran pregio la madre che nutre.

    XXI - SVOTARE IL CUORE

    Il contenere di chi ha la virtù del vuoto
    solo al Tao s'adegua.
    Per le creature il Tao
    è indistinto e indeterminato.
    Oh, come indeterminato e indistinto
    nel suo seno racchiude le immagini!
    Oh, come indistinto e indeterminato
    nel suo seno racchiude gli archetipi!
    Oh, come profondo e misterioso
    nel suo seno racchiude l'essenza dell'essere!
    Questa essenza è assai genuina
    nel suo seno ne racchiude la conferma.
    Dai tempi antichi sino ad oggi
    il suo nome non passa
    e così acconsente a tutti gli inizi.
    Da che conosco il modo di tutti gli inizi?
    Da questo.

    XXII - L'UMILTÀ CHE ELEVA

    Se ti pieghi ti conservi,
    se ti curvi ti raddrizzi,
    se t'incavi ti riempi,
    se ti logori ti rinnovi,
    se miri al poco ottieni
    se miri al molto resti deluso.
    Per questo il santo preserva l'Uno
    e diviene modello al mondo.
    Non da sé vede perciò è illuminato,
    non da se s'approva perciò splende,
    non da sé si gloria perciò ha merito,
    non da sé s'esalta perciò a lungo dura.
    Proprio perché non contende
    nessuno al mondo può muovergli contesa.
    Quel che dicevano gli antichi:
    se ti pieghi ti conservi,
    erano forse parole vuote?
    In verità, integri tornavano.

    XXIII - IL VUOTO NON-ESSERE

    Il parlar dell'Insonoro è spontaneità.
    Per questo
    un turbine di vento non dura una mattina,
    un rovescio di pioggia non dura una giornata.
    Chi opera queste cose?
    Il Cielo e la Terra.
    Se perfino il Cielo e la Terra non possono persistere
    tanto più lo potrà l'uomo?
    Perciò compi le tue imprese come il Tao.
    Chi si dà al Tao s'immedesima col Tao,
    chi si dà alla virtù s'immedesima con la virtù,
    chi si dà alla perdita s'immedesima con la perdita.
    Chi s'immedesima col Tao
    nel Tao si rallegra d'ottenere,
    chi s'immedesima con la virtù
    nella virtù si rallegra d'ottenere,
    chi s'immedesima con la perdita
    nella perdita si rallegra d'ottenere.
    Quando la sincerità vien meno
    si ha l'insincerità.

    XXIV - LA PENOSA BENIGNITÀ

    Chi sta sulla punta dei piedi non si tiene ritto,
    chi sta a gambe larghe non cammina,
    chi da sé vede non è illuminato,
    chi da sé s'approva non splende,
    chi da sé si gloria non ha merito,
    chi da sé s'esalta non dura a lungo.
    Nel Tao queste cose sono avanzumi ed escrescenze,
    che le creature hanno sempre detestati.
    Per questo non rimane chi pratica il Tao.

    XXV - RAFFIGURA L'ORIGINE

    C'è un qualcosa che completa nel caos,
    il quale vive prima del Cielo e della Terra.
    Come è silente, come è vacuo!
    Se ne sta solingo senza mutare,
    ovunque s'aggira senza correr pericolo,
    si può dire la madre di ciò che è sotto il cielo.
    Io non ne conosco il nome
    e come appellativo lo dico Tao,
    sforzandomi a dargli un nome lo dico Grande.
    Grande ovvero errante,
    errante ovvero distante,
    distante ovvero tornante.
    Perciò
    il Tao è grande,
    il Cielo è grande,
    la Terra è grande
    ed anche il sovrano è grande.
    Nell'universo vi sono quattro grandezze
    ed il sovrano sta in una di esse.
    L'uomo si conforma alla Terra,
    la Terra si conforma al Cielo,
    il Cielo si conforma al Tao,
    il Tao si conforma alla spontaneità.

    XXVI - LA VIRTÙ DEL GRAVE

    Il grave è radice del leggero,
    il quieto è signore dell'irrequieto.
    Per questo il santo viaggia tutto il giorno
    senza discostarsi dal bagaglio,
    anche se possiede palazzi regali
    placidamente se ne sta distaccato.
    Che sarà se il signore di diecimila carri
    leggero si fa nel mondo?
    Se è leggero perde il fondamento,
    se è irrequieto perde la sua signoria.

    XXVII - L'USO DELL'ABILITÀ

    Chi ben viaggia non lascia solchi né impronte,
    chi ben parla non ha pecche né biasimi,
    chi ben conta non adopra bastoncelli né listelle,
    chi ben chiude non usa sbarre né paletti
    eppure non si può aprire,
    chi ben lega non usa corde né vincoli
    eppure non si può sciogliere.
    Per questo il santo
    sempre ben soccorre gli uomini
    e perciò non vi sono uomini respinti,
    sempre bene soccorre le creature
    e perciò non vi sono creature respinte:
    ciò si chiama trasfondere l'illuminazione.
    Così l'uomo che è buono
    è maestro dell'uomo non buono,
    l'uomo che non è buono
    è profitto all'uomo buono.
    Chi non apprezza un tal maestro,
    chi non ha caro un tal profitto,
    anche se è sapiente cade in grave inganno:
    questo si chiama il mistero essenziale.

    XXVIII - TORNARE ALLA SEMPLICITÀ

    Chi sa d'esser maschio
    e si mantiene femmina
    è la forra del mondo,
    essendo la forra del mondo
    la virtù mai non si separa da lui
    ed ei ritorna ad essere un pargolo.
    Chi sa d'esser candido
    e si mantiene oscuro
    è il modello del mondo,
    essendo il modello del mondo
    la virtù mai non si scosta da lui
    ed ei ritorna all'infinito.
    Chi sa d'esser glorioso
    e si mantiene nell'ignominia
    è la valle del mondo,
    essendo la valle del mondo
    la virtù sempre si ferma in lui
    ed ei ritorna ad esser grezzo.
    Quando quel ch'è grezzo vien tagliato
    allora se ne fanno strumenti,
    quando l'uomo santo ne usa
    allora ne fa i primi tra i ministri.
    Per questo il gran governo non danneggia.

    XXIX - NON AGIRE

    Quei che volendo tenere il mondo
    lo governa,
    a mio parere non vi riuscirà giammai.
    Il mondo è un vaso sovrannaturale
    che non si può governare:
    chi governa lo corrompe,
    chi dirige lo svia,
    poiché tra le creature
    taluna precede ed altra segue,
    taluna è calda ed altra è fredda,
    taluna è forte ed altra è debole,
    taluna è tranquilla ed altra è pericolosa.
    Per questo il santo
    rifugge dall'eccesso,
    rifugge dallo sperpero,
    rifugge dal fasto.

    XXX - LIMITARE LE OPERAZIONI MILITARI

    Quei che col Tao assiste il sovrano
    non fa violenza al mondo con le armi,
    nelle sue imprese preferisce controbattere.
    Là dove stanziano le milizie
    nascono sterpi e rovi,
    al seguito dei grandi eserciti
    vengono certo annate di miseria.
    Chi ben li adopra
    soccorre e basta,
    non osa con essi acquistar potenza.
    Soccorre e non si esalta,
    soccorre e non si gloria,
    soccorre e non s'insuperbisce,
    soccorre quando non può farne a meno,
    soccorre ma non fa violenza.
    Quel che s'invigorisce allor decade:
    vuol dire che non è conforme al Tao.
    Ciò che non è conforme al Tao presto finisce.

    XXXI - DESISTERE DALLE OPERAZIONI MILITARI

    Ecco che son le belle armi:
    strumenti del malvagio
    che le creature han sempre detestati.
    Per questo non rimane chi pratica il Tao.
    Il saggio, che è pacifico, tiene in pregio la sinistra,
    chi adopra l'armi tiene in pregio la destra.
    Ecco che son l'armi:
    strumenti del malvagio
    non strumenti del saggio,
    il quale li adopra solo se non può farne a meno.
    Avendo per supreme pace e quiete,
    ei vince ma non se ne compiace,
    chi se ne compiace
    gioisce nell'uccidere gli uomini.
    Ora chi gioisce nell'uccidere gli uomini
    non può attuare i suoi intenti nel mondo.
    Nelle gesta fauste si tiene in onore la sinistra,
    nelle gesta infauste si tiene in onore la destra.
    Il luogotenente sta alla sinistra,
    il duce supremo sta alla destra:
    assume il posto del rito funebre.
    Quei che gli uomini ha ucciso in massa
    li piange con cordoglio e con tristezza:
    la vittoria in guerra gli assegna il posto del rito
    funebre.

    XXXII - LA VIRTÙ DEL SANTO

    Il Tao in eterno è senza nome,
    è grezzo per quanto minimo sia,
    nessuno al mondo è capace di fargli da ministro.
    Se principi e sovrani fossero capaci di attenervisi,
    le diecimila crature da sé si sottometterebbero,
    il Cielo in mutuo accordo con la Terra
    farebbe discendere soave rugiada
    e il popolo, senza alcuno che lo comandi,
    da sé troverebbe il giusto assetto.
    Quando si cominciò ad intagliare
    si ebbero i nomi.
    Tutto quello che ha nome viene trattato come proprio,
    perciò sappi contenerti.
    Chi sa contenersi
    può non correre pericolo.
    Paragona la presenza del Tao nel mondo
    ai fiumi e ai mari cui accorrono rivi e valli.

    XXXIII - LA VIRTÙ DEL DISCERNIMENTO

    Chi conosce gli altri è sapiente,
    chi conosce sé stesso è illuminato.
    Chi vince gli altri è potente,
    chi vince sé stesso è forte.
    Chi sa contentarsi è ricco,
    chi strenuamente opera attua i suoi intenti.
    A lungo dura chi non si diparte dal suo stato,
    ha vita perenne quello che muore ma non perisce.

    XXXIV - CONFIDARE NEL PERFETTO

    Come è universale il gran Tao!
    può stare a sinistra come a destra.
    In esso fidando vengono alla vita le creature
    ed esso non le rifiuta,
    l'opera compiuta non chiama sua.
    Veste e nutre le creature
    ma non se ne fa signore,
    esso che sempre non ha brame
    può esser nominato Piccolo.
    Le creature ad esso si volgono
    ma esso non se ne fa signore,
    può esser nominato Grande.
    Poiché giammai si fa grande
    può realizzare la sua grandezza.

    XXXV - LA VIRTÙ DELLA CARITÀ'

    Verso chi tiene in sé la grande immagine
    il mondo accorre,
    accorre e non riceve danno
    ma calma e pace grandi.
    Attratto da musiche e bevande prelibate
    si ferma il viator che passa,
    ma quel che al Tao esce di bocca
    com'è scipito! non ha sapore.
    A guardarlo non riesci a vederlo,
    ad ascoltarlo non riesci ad udirlo,
    ad usarlo non riesci ad esaurirlo.

    XXXVI - L'OCCULTO E IL PALESE

    Quei che vuoi che si contragga
    devi farlo espandere,
    quei che vuoi che s'indebolisca
    devi farlo rafforzare,
    quei che vuoi che rovini
    devi farlo prosperare,
    a quei che vuoi che sia tolto
    devi dare.
    Questo è l'occulto e il palese.
    Mollezza e debolezza vincono durezza e forza.
    Al pesce non conviene abbandonar l'abisso,
    gli strumenti profittevoli al regno
    non conviene mostrarli al popolo.

    XXXVII - ESERCITARE IL GOVERNO

    Il Tao in eterno non agisce
    e nulla v'è che non sia fatto.
    Se principi e sovrani fossero capaci d'attenervisi,
    le creature da sé si trasformerebbero.
    Quelli che per trasformarle bramassero operare
    io li acquieterei
    con la semplicità di quel che non ha nome
    anch'esse non avrebbero brame,
    quando non han brame stanno quiete
    e il mondo da sé s'assesta.

    XXXVIII - ESPONE LA VIRTÙ

    La virtù somma non si fa virtù
    per questo ha virtù,
    la virtù inferiore non manca di farsi virtù
    per questo non ha virtù.
    La virtù somma non agisce
    ma non ha necessità di agire,
    la virtù inferiore agisce
    ma ha necessità di agire.
    La somma carità agisce
    ma non ha necessità di agire,
    la somma giustizia agisce
    ma ha necessità di agire,
    il sommo rito agisce
    e se non viene corrisposto
    si denuda le braccia e trascina a forza.
    Fu così che
    perduto il Tao venne poi la virtù,
    perduta la virtù venne poi la carità,
    perduta la carità venne poi la giustizia,
    perduta la giustizia venne poi il rito:
    il rito è labilità della lealtà e della sincerità
    e foriero di disordine.
    Chi per primo conosce è fior nel Tao
    e principio di ignoranza.
    Per questo l'uomo grande
    resta in ciò che è solido
    e non si sofferma in ciò che è labile,
    resta nel frutto
    e non si sofferma nel fiore.
    Perciò respinge l'uno e preferisce l'altro.

    XXXIX - UNIFORMARSI AL FONDAMENTO

    In principio questi ottenner l'Uno:
    il Cielo l'ottenne e per esso fu puro,
    la Terra l'ottenne e per esso fu tranquilla,
    gli esseri sovrannaturali l'ottennero
    e per esso furono potenti,
    la valle l'ottenne e per esso fu ricolma,
    le creature l'ottennero e per esso vissero,
    principi e sovrani l'ottennero
    e per esso furon retti nel governare il mondo.
    Costoro ne furono resi perfetti.
    Se il Cielo non fosse puro per esso
    temerebbe di squarciarsi,
    se la Terra non fosse tranquilla per esso
    temerebbe di fendersi,
    se gli esseri sovrannaturali non fossero potenti per esso
    temerebbero d'annullarsi,
    se la valle non fosse ricolma per esso
    temerebbe d'inaridirsi,
    se le creature non vivessero per esso
    temerebbero di spegnersi,
    se principi e sovrani non fossero nobili e alti per esso
    temerebbero di cadere.
    Il nobile ha per fondamento il vile,
    l'alto ha per basamento il basso.
    Perciò quando principi e sovrani chiamano sé stessi
    l'orfano, lo scarso di virtù, l'incapace,
    non è perché considerano lor fondamento il vile?
    Ahimé, no!
    Quando hai finito d'enumerare le parti del carro
    ancor non hai il carro.
    Non voler essere pregiato come giada
    né spregiato come pietra.

    XL - DOVE ANDARE E CHE ADOPERARE

    Il tornare è il movimento del Tao,
    la debolezza è quel che adopra il Tao.
    Le diecimila creature che sono sotto il cielo
    hanno vita dall'essere,
    l'essere ha vita dal non-essere.

    XLI - EQUIPARA LE DIVERSITÀ

    Quando il gran dotto apprende il Tao
    lo pratica con tutte le sue forze,
    quando il medio dotto apprende il Tao
    or lo conserva ed or lo perde,
    quando l'infimo dotto apprende il Tao
    se ne fa grandi risate:
    se non fosse deriso non sarebbe degno d'essere il Tao.
    Perciò motti invalsi dicono:
    illuminarsi nel Tao è come ottenebrarsi,
    avanzare nel Tao è come regredire,
    spianarsi nel Tao è come incavarsi,
    la virtù somma è come valle,
    il gran candore è come ignominia,
    la virtù vasta è come insufficienza,
    la virtù salda è come esser volgo,
    la naturale genuinità è come sbiadimento,
    il gran quadrato non ha angoli,
    il gran vaso tardi si completa,
    il gran suono è una sonorità insonora,
    la grande immagine non ha forma.
    Il Tao è nascosto e senza nome,
    ma proprio perché è il Tao
    ben impresta e completa.

    XLII - LE TRASFORMAZIONI DEL TAO

    Il Tao generò l'Uno,
    l'Uno generò il Due,
    il Due generò il Tre,
    il Tre generò le diecimila creature.
    Le creature voltano le spalle allo yin
    e volgono il volto allo yang,
    il ch'i infuso le rende armoniose.
    Ciò che l'uomo detesta
    è d'essere orfano, scarso di virtù, incapace,
    eppur sovrani e duchi se ne fanno appellativi.
    Perciò tra le creature
    taluna diminuendosi s'accresce,
    taluna accrescendosi si diminuisce.
    Ciò che gli altri insegnano
    anch'io l'insegno:
    quelli che fan violenza non muoiono di morte
    naturale.
    Di questo farò l'avvio del mio insegnamento.

    XLIII - LO STRUMENTO UNIVERSALE

    Ciò che v'è di più molle al mondo
    assoggetta ciò che v'è di più duro al mondo,
    quel che non ha esistenza
    penetra là dove non sono interstizi.
    Da questo so che v'è profitto nel non agire.
    All'insegnamento non detto,
    al profitto del non agire,
    pochi di quelli che sono sotto il cielo arrivano.

    XLIV - IL FERMO AMMONIMENTO

    Tra fama e persona che è più caro?
    Tra persona e beni che è più importante?
    Tra acquistare e perdere che è più penoso?
    Per questo
    chi ardentemente brama certo assai sperpera,
    chi molto accumula certo assai perde.
    Chi sa accontentarsi non subisce oltraggio,
    chi sa contenersi non corre pericolo
    e può durare a lungo.

    XLV - L'IMMENSA VIRTÙ

    La grande completezza è come spezzettamento
    che nell'uso non si rompe,
    la grande pienezza è come vuotezza
    che nell'uso non si esaurisce,
    la grande dirittura è come sinuosità,
    la grande abilità è come inettitudine,
    la grande eloquenza è come balbettio.
    L'agitazione finisce nell'algore,
    la quiete finisce nel calore:
    la pura quiete è la regola del mondo.

    XLVI - ESSER PARCO NELLE BRAME

    Quando nel mondo vige il Tao
    i cavalli veloci sono mandati a concimare i campi,
    quando nel mondo non vige il Tao
    i cavalli da battaglia vivono ai confini.
    Colpa non v'è più grande
    che secondar le brame,
    sventura non v'è più grande
    che non saper accontentarsi,
    difetto non v'è più grande
    che bramar d'acquistare.
    Quei che conosce la contentezza dell'accontentarsi
    sempre è contento.

    XLVII - SCRUTARE CIÒ CHE È LONTANO

    Senza uscir dalla porta
    conosci il mondo,
    senza guardar dalla finestra
    scorgi la Via del Cielo.
    Più lungi te ne vai meno conosci.
    Per questo il santo
    non va dattorno eppur conosce,
    non vede e più discerne,
    non agisce eppur completa.

    XLVIII - OBLIARE LA SAPIENZA

    Chi si dedica allo studio ogni dì aggiunge,
    chi pratica il Tao ogni dì toglie,
    toglie ed ancor toglie
    fino ad arrivare al non agire:
    quando non agisce nulla v'è che non sia fatto.
    Quei che regge il mondo
    sempre lo faccia senza imprendere,
    se poi imprende
    non è atto a reggere il mondo.

    XLIX - CONFIDARE NELLA VIRTU'

    Il santo non ha un cuore immutabile,
    ha per cuore il cuore dei cento cognomi.
    Per me è bene ciò che hanno di buono,
    ed è bene anche ciò che hanno di non buono,
    la virtù li rende buoni;
    per me è sincerità ciò che hanno di sincero,
    ed è sincerità anche ciò che hanno di non sincero,
    la virtù li rende sinceri.
    Il santo sta nel mondo tutto timoroso
    e per il mondo rende promiscuo il suo cuore.
    I cento cognomi in lui affiggono occhi e orecchi
    e il santo li tratta come fanciulli.

    L - TENERE IN PREGIO LA VITA

    Uscire è vivere, entrare è morire.
    Seguaci della vita sono tre su dieci,
    seguaci della morte sono tre su dieci,
    gli uomini che la vita
    tramutano in disposizione alla morte
    son pur essi tre su dieci.
    Per qual motivo?
    Perché vivono l'intensità della vita.
    Or io ho appreso che chi ben nutre la vita
    va per deserti senza incontrar rinoceronti e tigri,
    va tra gli eserciti senza indossar corazza e arme:
    il rinoceronte non ha dove infilzare il corno,
    la tigre non ha dove affondar l'artiglio,
    il guerriero non ha dove immergere la spada.
    Per qual motivo?
    Perché costui non ha disposizione alla morte.

    LI - LA VIRTÙ CHE NUTRE

    Il Tao le fa vivere,
    la virtù le alleva,
    con la materia dà loro la forma,
    con le vicende dà loro la completezza.
    Per questo le creature tutte
    venerano il Tao e onorano la virtù:
    venerare il Tao e onorare la virtù
    nessuno lo comanda ma viene ognor spontaneo.
    Quindi il Tao fa vivere,
    la virtù alleva, fa crescere,
    sviluppa, completa, matura,
    nutre, ripara.
    Le fa vivere ma non le tiene come sue
    opera ma nulla s'aspetta,
    le fa crescere ma non le governa.
    Questa è la misteriosa virtù.

    LII - VOLGERSI ALL'ORIGINE

    Il mondo ebbe un principio
    che fu la madre del mondo.
    Chi è pervenuto alla madre
    da essa conosce il figlio,
    chi conosce il figlio
    e torna a conservar la madre
    fino alla morte non corre pericolo.
    Chi ostruisce il suo varco
    e chiude la sua porta
    per tutta la vita non ha travaglio,
    chi spalanca il suo varco
    ed accresce le sue imprese
    per tutta la vita non ha scampo.
    Illuminazione è vedere il piccolo,
    forza è attenersi alla mollezza.
    Chi fa uso della vista
    e torna ad introvertere lo sguardo
    non abbandona la persona alla rovina.
    Questo dicesi praticar l'eterno.

    LIII - TRARRE PROFITTO DALLE PROVE

    Se avessimo grande sapienza
    cammineremmo nella gran Via
    e solo di agire temeremmo.
    La gran Via è assai piana,
    ma la gente preferisce i sentieri.
    Quando il palazzo reale è troppo ben tenuto
    i campi son del tutto incolti
    e i granai son del tutto vuoti.
    Indossar vesti eleganti e ricamate,
    portare alla cintura spade acuminate,
    rimpinzarsi di vivande e di bevande
    e ricchezze e beni aver d'avanzo,
    è sfarzo da ladrone.
    È contrario al Tao, ahimé!

    LIV- COLTIVARE E CONTEMPLARE

    Chi ben si fonda non vien divelto,
    a chi ben stringe non vien tolto:
    con questa Via figli e nipoti
    gli offriranno sacrifici ininterrotti.
    Se la coltiva nella persona
    la sua virtù è la genuinità,
    se la coltiva nella famiglia
    la sua virtù è la sovrabbondanza,
    se la coltiva nel villaggio
    la sua virtù è la reverenza,
    se la coltiva nel regno
    la sua virtù è la floridezza,
    se la coltiva nel mondo
    la sua virtù è l'universalità.
    Per questo
    contempla le persone dalla sua persona,
    contempla le famiglie dalla sua famiglia,
    contempla i villaggi dal suo villaggio,
    contempla i regni dal suo regno,
    contempla il mondo dal suo mondo.
    Come so che il mondo è così?
    Da questo.

    LV - IL SIMBOLO DEL MISTERO

    Quei che racchiude in sé la pienezza della virtù
    è paragonabile ad un pargolo,
    che velenosi insetti e serpi non attoscano,
    belve feroci non artigliano,
    uccelli rapaci non adunghiano.
    Deboli ha l'ossa e molli i muscoli
    eppur la sua stretta è salda,
    ancor non sa dell'unione dei sessi
    eppur tutto si aderge:
    è la perfezione dell'essenza,
    tutto il giorno vagisce
    eppur non diviene fioco:
    è la perfezione dell'armonia.
    Conoscer l'armonia è eternità,
    conoscer l'eternità è illuminazione,
    vivere smodatamente la vita è prodromo di
    sventura,
    con la mente comandare al ch'i significa indurirsi.
    Quel che s'invigorisce allor decade:
    questo vuol dire che non è conforme al Tao.
    Ciò che non è conforme al Tao presto finisce.

    LVI - LA MISTERIOSA VIRTÙ'

    Quei che sa non parla,
    quei che parla non sa.
    Chi ostruisce il suo varco,
    chiude la sua porta,
    smussa le sue punte,
    districa i suoi nodi,
    mitiga il suo splendore,
    si rende simile alla sua polvere,
    dicesi accomunato col mistero.
    Per questo costui
    non può essere attirato
    né può essere respinto,
    non può essere avvantaggiato
    né può essere danneggiato,
    non può essere nobilitato
    né può essere umiliato.
    Per questo è il più nobile del mondo.

    LVII - RENDERE PURI I COSTUMI

    Quando con la correzione si governa il mondo
    con la falsità s'adopran l'armi:
    il mondo si regge col non imprendere.
    Da che so che è così?
    Dal presente.
    Più numerosi ha il sovrano
    i giorni nefasti e le parole proibite
    più il popolo cade in miseria,
    più numerosi ha il popolo
    gli strumenti profittevoli
    più i regni cadono nel disordine,
    più numerosi hanno gli uomini
    gli artifizi e le abilità
    più appaiono cose rare,
    più si fa sfoggio di belle cose
    più numerosi si fanno ladri e briganti.
    Per questo il santo dice:
    io non agisco e il popolo da sé si trasforma,
    io amo la quiete e il popolo da sé si corregge,
    io non imprendo e il popolo da sé s'arricchisce,
    io non bramo e il popolo da sé si fa semplice.

    LVIII - ADATTARSI ALLE VICISSITUDINI

    Quando il governo di tutto si disinteressa
    il popolo è unito,
    quando il governo in tutto si intromette
    il popolo è frammentato.
    La fortuna si origina dalla sfortuna,
    la sfortuna si nasconde nella fortuna.
    Chi ne conosce il culmine?
    Quei che non corregge.
    La correzione si converte in falsità,
    il bene si converte in presagio di sventura
    e ogni dì lo sconcerto del popolo
    si fa più profondo e più durevole.
    Per questo il santo
    è quadrato ma non taglia,
    è incorrotto ma non ferisce,
    è diritto ma non ostenta,
    è luminoso ma non abbaglia.

    LIX - MANTENERSI NEL TAO

    Nel governare gli uomini e nel servire il Cielo
    nulla è meglio della parsimonia,
    perché solo la parsimonia antepone l'ottenere.
    Anteporre l'ottenere significa accumulare virtù.
    Chi accumula virtù tutto sottomette,
    quando tutto sottomette
    nessuno conosce il suo culmine,
    quando nessuno conosce il suo culmine
    ei può possedere il regno.
    Chi possiede la madre del regno
    può durare a lungo.
    Questo si chiama
    affondare le radici e rinsaldare il tronco,
    via della lunga vita e dell'eterna giovinezza.

    LX - STARE NELLA DIGNITÀ REGALE

    Governare un gran regno
    è come friggere pesciolini minuti.
    Quando si sovrintende al mondo con il Tao
    i mani non mostrano la potenza loro.
    Non che i mani non abbiano potenza
    ma la potenza loro non nuoce agli uomini,
    non che la potenza loro non nuoccia agli uomini
    ma il santo non nuoce agli uomini.
    Questi due non si nuocciono fra loro,
    per questo le virtù loro insieme confluiscono

    LXI- LA VIRTÙ DELL'UMILTÀ

    Il gran regno che si tiene in basso
    è la confluenza del mondo,
    è la femmina del mondo.
    La femmina sempre vince il maschio con la quiete,
    poiché chetamente se ne sta sottomessa.
    Per questo
    il gran regno che si pone al disotto del piccolo regno
    attrae il piccolo regno,
    il piccolo regno che sta al disotto del gran regno
    attrae il gran regno:
    l'uno si abbassa per attrarre,
    l'altro attrae perché sta in basso.
    Il gran regno non ecceda
    per la brama di pascere ed unire gli altri,
    il piccolo regno non ecceda
    per la brama d'essere accetto e servire gli altri.
    Affinchè ciascuno ottenga ciò che brama
    al grande conviene tenersi in basso.

    LXII - PRATICARE IL TAO

    Ecco che cosa è il Tao:
    il rifugio delle creature,
    tesoro per il buono,
    protezione per il malvagio.
    A parlarne con elogio si può tener mercato,
    a seguirlo con rispetto si può emergere sugli altri.
    Degli uomini malvagi quale può essere respinto?
    Per questo si pone sul trono il Figlio del Cielo
    e si nominano i tre gran ministri.
    Anche se costoro hanno il gran pi
    per ottenere precedenza alla loro quadriga,
    è meglio che se ne stiano seduti
    ad avanzare in questo Tao.
    Quale era la ragione per cui gli antichi
    apprezzavano questo Tao?
    Non dicevano forse: ottiene chi con esso cerca,
    con esso sfugge chi è in colpa?
    Per questo è ciò che v'è di più prezioso al mondo.

    LXIII - L'INIZIO FAVOREVOLE

    Pratica il non agire,
    imprendi il non imprendere,
    assapora l'insapore,
    considera grande il piccolo e molto il poco,
    ripaga il torto con la virtù.
    Progetta il difficile nel suo facile,
    opera il grande nel suo piccolo:
    le imprese più difficili sotto il cielo
    certo cominciano nel facile,
    le imprese più grandi sotto il cielo
    certo cominciano nel piccolo.
    Per questo il santo non opera il grande
    e così può completare la sua grandezza.
    Chi promette alla leggera trova scarso credito,
    chi reputa tutto facile trova tutto difficile.
    Per questo al santo tutto pare difficile
    e così nulla gli è difficile.

    LXIV - ATTENERSI AL PICCOLO

    Quello che è fermo con facilità si trattiene,
    quello che non è cominciato con facilità si divisa,
    quello che è fragile con facilità si spezza,
    quello che è minuto con facilità si disperde:
    opera quando ancora non è in essere,
    ordina quando ancora non è in disordine.
    Un albero che a braccia aperte si misura
    nasce da un minuscolo arboscello,
    una torre di nove piani
    comincia con un cumulo di terra,
    un viaggio di mille li
    principia da sotto il piede.
    Chi governa corrompe,
    chi dirige svia.
    Per questo il santo
    non governa e perciò non corrompe,
    non dirige e perciò non svia.
    La gente nel condurre le proprie imprese
    sul punto di compierle sempre le guasta,
    se curasse la fine come il principio
    allora non vi sarebbero imprese guaste.
    Per questo il santo
    brama quello che non è bramato
    e non pregia i beni che con difficoltà si ottengono,
    studia quello che non viene studiato
    e ritorna su quello che gli altri han travalicato.
    Per favorire la spontaneità delle creature
    non osa agire.

    LXV - LA PURA VIRTÙ

    In antico chi ben praticava il Tao
    con esso non rendeva perspicace il popolo,
    ma con esso si sforzava di renderlo ottuso:
    il popolo con difficoltà si governa
    poiché la sua sapienza è troppa.
    Perciò governare il regno con la sapienza
    è la rovina del regno,
    governare il regno non con la sapienza
    è la prosperità del regno.
    Chi sa queste due cose diviene simile al modello,
    saper divenire simile al modello
    è la misteriosa virtù.
    Profonda e imperscrutabile è la misteriosa virtù
    e contrapposta alle creature,
    ma alla fine arriva alla grande conformità.

    LXVI - POSPORRE SÉ STESSO

    La ragione per cui fiumi e mari
    possono essere sovrani di cento valli
    è che ben se ne tengono al disotto:
    perciò possono essere sovrani di cento valli.
    Così chi vuole stare disopra al popolo
    con i detti se ne pone al disotto,
    chi vuol stare davanti al popolo
    con la persona ad esso si pospone.
    Per questo il santo
    sta disopra ed il popolo non ne è gravato,
    sta davanti ed il popolo non ne è ostacolato.
    Così il mondo gioisce
    di sospingerlo innanzi e mai ne è sazio.
    Poiché ei non contende
    nessuno al mondo può muovergli contesa.

    LXVII - LE TRE COSE PREZIOSE

    Tutti al mondo dicono che il mio Tao è grande
    ma che sembra non esser simile a nulla.
    Proprio perché è grande
    sembra che non sia simile a nulla,
    se fosse simile a qualcosa
    l'impaccerebbe la sua piccolezza.
    Io ho tre cose preziose
    che mi tengo ben strette e custodisco:
    la prima è la misericordia,
    la seconda è la parsimonia,
    la terza è il non ardire d'esser primo nel mondo.
    Sono misericordioso e perciò posso essere intrepido,
    sono parsimonioso e perciò posso essere generoso,
    non ardisco d'esser primo nel mondo
    e perciò posso esser capo degli strumenti perfetti.
    Oggi si è intrepidi trascurando la misericordia,
    si è generosi trascurando la parsimonia,
    si è primi trascurando di posporsi.
    È la morte!
    Chi è misericordioso
    nel guerreggiare è vittorioso,
    nel difendere è saldo.
    Quei che il cielo vuol salvare
    facendolo misericordioso lo preserva.

    LXVIII - RENDERSI EGUALE AL CIELO

    Chi ben fa il capitano non è irruente,
    chi ben guerreggia non è impetuoso,
    chi ben vince il nemico non dà battaglia,
    chi bene adopera gli uomini se ne pone al di sotto:
    questa è la virtù del non contendere,
    questa è la forza dell'adoprar gli uomini,
    questo è rendersi eguale al Cielo,
    il culmine per gli antichi.

    LXIX - L'USO DEL MISTERO

    Sull'adoperar gli eserciti c'è un detto:
    non oso far da padrone e faccio l'ospite,
    non oso avanzar d'un pollice e indietreggio di un piede.
    Questo vuol dire
    che non vi sono truppe da schierare,
    che non vi sono braccia da denudare,
    che non vi sono armi da impugnare.
    Sventura non v'è maggiore che osteggiare alla leggera.
    Se osteggio alla leggera
    son vicino a perdere quel che m'è più prezioso.
    Perciò quando gli eserciti
    si mettono in campagna per scontrarsi,
    quello che è più pietoso vince.

    LXX - LA DIFFICOLTÀ DI INTENDERE

    Le mie parole facilmente si intendono
    e facilmente si attuano,
    ma nessuno al mondo sa intenderle,
    nessuno al mondo sa attuarle.
    Le mie parole hanno un progenitore,
    le mie imprese hanno un principe,
    ma appunto perché non le intendono
    non intendono me.
    Poiché quelli che mi intendono sono rari
    quelli che mi imitano sono da tenere in pregio.
    Per questo il santo indossa rozze vesti
    e cela nel seno la giada.

    LXXI - IL DIFETTO DELLA SAPIENZA

    Somma cosa è l'ignoranza del sapiente,
    insania è la sapienza dell'ignorante.
    Solo chi si affligge di questa insania
    non è insano.
    Il santo non è insano
    perché si affligge di questa insania.
    Per questo non è insano.

    LXXII - AVER CURA DI SÉ

    Quando il popolo non teme la tua autorità
    allora sopravviene la grande autorità.
    Non trovare angusto ciò che ti dà pace,
    non disgustarti di ciò che ti fa vivere,
    poiché solo chi non se ne disgusta
    non disgusta.
    Per questo il santo
    di sé conosce ma di sé non fa mostra,
    di sé ha cura ma di sé non fa pregio.
    Perciò respinge l'uno e preferisce l'altro.

    LXXIII - QUEL CHE LASCIA AGIRE

    Muore chi nell'osare pone il coraggio,
    vive chi nel non osare pone il coraggio:
    di questi due l'uno è profitto e l'altro è danno.
    Di quel che il cielo ha in odio
    chi conosce la ragione?
    Per questo il santo reputa difficile il primo.
    La Via del Cielo
    è di ben vincere senza contendere,
    è di ben suscitar risposta senza parlare,
    è di ben attrarre senza chiamare,
    è di ben divisare con ampiezza.
    La rete del Cielo tutto avvolge,
    ha maglie larghe ma nulla ne sfugge.

    LXXIV - REPRIMERE GLI INGANNI

    Quando il popolo non teme di morire
    a che vale impaurirlo con la morte?
    Se faccio si che il popolo sempre tema di morire
    e quei che induce in inganno
    io possa prenderlo e metterlo a morte,
    chi sarà tanto ardito?
    Sempre mandi a morte chi ne ha la potestà,
    mettere a morte in vece di chi ne ha la potestà
    significa maneggiar l'ascia in vece del gran mastro.
    Quelli che maneggian l'ascia in vece del gran mastro
    raramente non si feriscono le mani.

    LXXV - I DANNI DELLA CUPIDIGIA

    Il popolo soffre la fame
    perché chi sta sopra divora troppe tasse:
    ecco perché soffre la fame.
    Il popolo con difficoltà si governa
    perché chi sta sopra s'affaccenda:
    ecco perché con difficoltà si governa.
    Il popolo dà poca importanza alla morte
    perché chi sta sopra cerca l'intensità della vita:
    ecco perché da poca importanza alla morte.
    Solo chi non si affaccenda per vivere
    è più saggio di chi la vita tiene in pregio.

    LXXVI - GUARDARSI DALLA FORZA

    Alla nascita l'uomo è molle e debole,
    alla morte è duro e forte.
    Tutte le creature, l'erbe e le piante
    quando vivono son molli e tenere
    quando muoiono son aride e secche.
    Durezza e forza sono compagne della morte,
    mollezza e debolezza sono compagne della vita.
    Per questo
    chi si fa forte con le armi non vince,
    L'albero che è forte viene abbattuto.
    Quel che è forte e robusto sta in basso,
    quel che è molle e debole sta in alto.

    LXXVII - LA VIA DEL CIELO

    La Via del Cielo
    come è simile all'armar l'arco!
    Quel ch'è alto viene abbassato,
    quel ch'è basso viene innalzato,
    quello che eccede viene ridotto,
    quel che difetta viene accresciuto.
    La Via del Cielo
    è di diminuire a chi ha in eccedenza
    e di aggiungere a chi non ha a sufficienza.
    Non è così la Via dell'uomo:
    ei diminuisce a chi non ha a sufficienza
    per donare a chi ha in eccedenza.
    Chi è capace di donare al mondo
    ciò che ha in eccedenza?
    Solo colui che pratica il Tao.
    Per questo il santo
    opera ma nulla s'aspetta
    compiuta l'opera non rimane,
    non vuole mostrare di eccellere.

    LXXVIII - PORTARE IL FARDELLO DELLA SINCERITÀ

    Nulla al mondo è più molle e più debole dell'acqua
    eppur nell'abradere ciò che è duro e forte
    nessuno riesce a superarla,
    nell'uso nulla può cambiarla.
    La debolezza vince la forza,
    la mollezza vince la durezza:
    al mondo non v'è nessuno che non lo sappia,
    ma nessuno v'è che sia capace di attuarlo.
    Per questo il santo dice:
    chi prende su di sé le sozzure del regno
    è signore dell'altare della terra e dei grani,
    chi prende su di sé i mali del regno
    è sovrano del mondo.
    Un detto esatto che appare contraddittorio.

    LXXIX - OTTEMPERARE AI PATTI

    Se cancelli un'offesa, ma un po' offeso
    rimani ancora, credi che sia un bene?
    Se, per contratto, il saggio è creditore,
    dal debitore non esige nulla.
    Adempie al proprio impegno chi è virtuoso;
    bada agli impegni altrui chi non è virtuoso.
    La Via del cielo non fa parentele,
    ma sta costantemente con il buono.

    LXXX - ISOLARSI

    Piccoli regni con pochi abitanti:
    arnesi da lavoro in luogo d'uomini
    (sian dieci o cento) il popolo non usi.
    Tema la morte e fuori non emigri.
    Se anche vi son navigli e vi son carri,
    il popolo non tenti di salirvi;
    se anche vi son corrazze e vi son armi,
    mai e poi mai le tiri fuori il popolo.
    E ritorni ad usar nodi di corda;
    e trovi gusto in cibi e vesti suoi;
    ed ami la sua casa, i suoi costumi.
    Se stati vi vedessero vicini
    tanto che cani e galli se ne udissero,
    invecchino così, fino alla morte
    quei due popoli: senza alcun contatto.

    LXXXI - L'EMERSIONE DEL NATURALE

    Parole autentiche non sono adorne;
    parole adorne autentiche non sono.
    Colui che è buono, non sfoggia parole,
    e chi sfoggia parole, non è buono.
    Chi sa di tutto, certo con è saggio;
    né chi è saggio, di certo, sa di tutto.
    Il vero saggio per sé non provvede:
    se si spende negli altri, per sé acquista;
    e, più dona, più ottiene per se stesso.
    La Via del cielo aiuta, non fa danni;
    la Via del saggio agisce senza lotta.

  • My discounted life...

    Ciao gente! Allora che si dice di bello??? Eh eh eh!!! Già che scemo, sono io che vi devo raccontare cos’è che m’è successo e un po’ di cose... Beh, da cosa incominciamo? Boooh... Va beh, io incomincio a scrivere ogni cosa che mi viene in mente, se non capite qualcosa, che è molto probabile, chiedete, commentate, mandatemi a f*****o (spero di no...). Comunque, qualsiasi commento sia, benigno e/o maligno, lo accetterò volentieri perché dato che io so di non sapere, riceverò solo dei gran consigli che come diceva Salomone: ”Come acque profonde sono i consigli nel cuore umano, l'uomo accorto le sa attingere”. Torniamo a noi, nel 2007, lo sapete che quando io scrivo una data, mi meraviglio in una maniera impressionante!? Non mi capita sempre, ma con una bella frequenza; ogni tanto penso che sia ancora il 2001 o 2002... I miei amici che mi conoscono molto bene, forse, possono capire... Forse, a chi gli succede delle cose brutte, ma davvero brutte, il tempo “gli si ferma”, io parlo per esperienza mia, non so se capita solo a me od è una cosa “normale”. Dai, cambiamo discorso che se no m’intristisco... Meno male che sto ascoltando un po’ di sound che se no, non ci riuscivo più, ma a proposito, nessuno mi ha detto niente sul sound che ho messo nel “my space”, colgo l’occasione per chiedervi: com’è? È di vostro gradimento o la spegnete ogni volta che mi fate visita? (Ad ogni domanda che faccio desidererei una risposta, grazie!) Comunque, avete visto le foto dell’Oktagon, come mai nessun essere multimediale mi commenta le foto? Ueee!!! Potrebbero esserci due risposte: 1-faccio venire il voltastomaco oppure 2-è una bravura incomparabile... Bah... In ogni modo, in questi giorni sto troppo guidando delle macchine che non posso permettermi un cambio treno di gomme! Pensate se per s***a tocco dentro da qualche parte... Mamma mia!!! Gli lascio lì direttamente la busta! Azz! Non è bello!!! Ma sto attento, ma così attento, che non so neppure io so come sto attento; siete stati attenti? Bravi, io no! Ah ah ah!!! Il mio lavoro? Va bene, si cerca e si spera sempre di un aumento, ma a fianco a gente d’esperienza ventennale (almeno) è un’impresa (Subaru... eh eh eh...) molto ardua! Ma la cosa più spettacolare e meravigliante, è che dopo che arrivo a casa la sera e mi faccio il bagno relax, sono attivo al 95%!!! Potrei uscire tutte le sere, ma così non arrivo a fine mese con la busta e non posso risparmiare nulla! Già arranco così! E la benzina, si sta troppo alzando, weee!!! Poi le tipe vogliono la macchina, si bagnano in moto, weee!!! Va bene che le tipe fanno le tipe e i tipi fanno i tipi, ma come fanno a conquistarmi se non sono avventuriere!? Poi consumano troppo per i miei gusti e se becchi un po’ di traffico arrivi in ritardo; in moto sei tu il padrone della strada! 1-vai dove vuoi 2-fai quello che vuoi 3-consuma di meno! Quindi fai le stesse cose con la macchina ma più rapide consumando di meno, in tutto! L’unico inconveniente, che oggi come oggi hanno pure trovato rimedio? L’autoradio! Mo c’è pure il bluetooth e chi ti ferma più!? Ma il pericolo rimane, però se spendi bene per delle protezioni, una volta per tutte, e se non fai il Valentino Rossi della situazione...ce la fai! Casco ben allacciato, luci accese anche di giorno e prudenza sempre!!! Poi spendo una parola anche per gli automobilisti, nel mio vecchio libro di teoria di scuola guida c’è scritto in prima pagina: “Per non costituire pericolo o intralcio è quindi necessario guidare in modo adeguato alle caratteristiche del veicolo, della strada e del traffico e osservare non solo le disposizioni di legge, ma anche le cautele dettate dal buon senso”. Con questo mi sembra che non devo aggiungere altro. Ma riguardo alla circolazione autostradale non capisco delle cose, lo so, sono molte le cose che non capisco, ma cerco di darmi una risposta, non è così che si fa? Voglio sapere perché continuiamo ad usare la benzina, il diesel, ecc... in Brasile dove c’è il degrado le auto e i camion vanno con la canna da zucchero! Quanto ci vuole fare un business col Brasile??? Ancora mi devo informare bene... E la storia dell’euro“0”!? Ma che c*****a è!? Vogliono diminuire l’inquinamento? Modernizzate i pullman e mezzi simili! Per chi possiede delle auto e/o moto d’epoca, che deve fare deve rottamare tutto!!?? E la passione, dove la mettiamo, la rottamiamo!? Io protesto!!! Va, lascia stare che solo il nervoso mi viene! A proposito, ma si può che mi viene più il nervoso organizzare una serata che tutto il resto (lavoro+vita quotidiana+tipe+qualsiasi cosa)!? Va beh che non sto male da solo, una sera chiedo! Non penso di chiedere la pace tra tutti! Mi va bene che non fumo, non bevo, ecc... E uno dei miei maestri s’è messo a parlare ai cammelli, roba da matti! Devo intervenire che già da un po’ che non lo vedo, e la questione è critica! Devo troppo ritornare all’Hana-Wa Ni, che l’assenza dell’allenamento del dojo e di chi ci sta dietro, mi provoca danno. Mah... A me non me ne frega niente, chi mi ama mi segua, gli altri facciano quel c***o che vogliono! Sanno come rintracciarmi, se vogliono, ma zero promesse non mantenute, zero illusioni, che mi girano i c******i! Rimango sempre della mia idea per la mia “prossima tipa”, come gli ho detto al maestro che sussurra ai cammelli, ormai ho 21 anni, e sto andando verso i 22... Ehi te, ragazza che mi stai cercando, eccomi! Sono una preda! Ho finito di giocare, non sono tipo da bordelli e bordelli o da cinema... Non lo so come finirà... Chi vivrà vedrà, io ho le tasche piene e la pancia vuota! Non so se avete visto il resto del my space, ma si sta modificando a vista d’occhio... Non so più che aggiungere... Dai, se gira bene lo terrò più aggiornato... Commentate per qualsiasi cosa!!! Saluti & Baci! n.b.1-Ok, non sono uno scrittore di commedie o faccio sceneggiature di film, quindi non fateci caso a tutti quei brutti errori di grammatica e sintassi, scusatemi... n.b.2-Se c’è una cacciatrice la fuori, è giusta per una preda come me...