missklorina
femmina - 22 anni, near rome, Italy
Blog 48
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ecc-om-i
sono tornata, o quasi...
cmq all'incirca ci sto, quindi se in giro succede qualcosa di importante fatemelo sapere.
spero che tutte le persone importanti abbiano capito che la mia mancanza totale di questi due mesi (quasi) sia stata dettata da qualcosa di piu importante di una birra o di una chiacchierata tra amici, questa cosa ancora non è finita, anzi forse stiamo iniziando la parte piu difficile...quindi se mi invitate da qualche pizzo e non vengo, non rosicate please (anche perche gia rosico io)
cmq l'onda non si arresta -
la mia assenza
la mia lunga assenza è spiegata dalla mia partecipazione all'occupazione del dipartimento di chimica de "la sapienza".
stiamo lavorando per voi...
a presto cari
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Fedeli alla tribù
Una giornata a Chelsea
coi colori della squadra tua
una giornata insieme alla brigata
Una giornata a Londra
con la birra che va giù
e la tua vita per sempre è cambiata
Non sarà mai più come prima
dopo essere stato qui
Dopo aver visto la tua
squadra a Stamford Bridge
Ed alla prossima occasione
dovrai esserci anche tu
Purchè giuri di essere per sempre...
fedele alla tribù
-derozer-
sta canzone spacca
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A.S. Roma (sempre!)
che periodaccio...
ch'amarezza
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salento...
bella pe tutti...
me ne vo al mare...
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...io me lo tengo stretto questo punto di vista...
Ma...io ci credo ancora che qualcosa si può fare
che questo vecchio sporco mondo non sia ancora da buttare
E...chiamami giovane, chiamami ingenuo, idealista
chiamami illuso, chiamami stupido sognatore, ottimista,
Io me lo tengo stretto questo punto di vista
perchè mi dà coraggio e mi fa vivere nel futuro
anche se il presente è così triste e duro...
-"ottimista" Radici nel cemento-
speriamo di non perderlo mai questo punto di vista...(anche se nell'ultimo anno è scemato terribilmente...) -
io
io amo Sara Se******ni
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a tocchi
seriamente a tocchi...
potrei morì...
in caso, lascio tutto alla tazza del mio cesso che cosi tante soddisfazioni m'ha dato... -
uff-scimmietta di msn che sbuffa-
ho comprato il mio primo paio di all star...
mi sono omologata al mondo...che tristezza
pagate na cifra...che malinconia...
pagate mamma...(da paura
) -
IL PICCOLO PRINCIPE -cap XXI-
In quel momento apparve la volpe.
"Buon giorno", disse la volpe.
"Buon giorno", rispose gentilmente il piccolo principe, voltandosi: ma non vide nessuno.
"Sono qui", disse la voce, "sotto al melo..."
"Chi sei?" domandò il piccolo principe, "sei molto carino..."
"Sono una volpe", disse la volpe.
"Vieni a giocare con me", le propose il piccolo principe, sono così triste..."
"Non posso giocare con te", disse la volpe, "non sono addomestica".
"Ah! scusa", fece il piccolo principe.
Ma dopo un momento di riflessione soggiunse:
"Che cosa vuol dire <addomesticare>?"
"Non sei di queste parti, tu", disse la volpe, "che cosa cerchi?"
"Cerco gli uomini", disse il piccolo principe.
"Che cosa vuol dire <addomesticare>?"
"Gli uomini" disse la volpe, "hanno dei fucili e cacciano. È molto noioso! Allevano anche
delle galline. È il loro solo interesse. Tu cerchi delle galline?"
"No", disse il piccolo principe. "Cerco degli amici. Che cosa vuol dire "<addomesticare>?"
"È una cosa da molto dimenticata. Vuol dire <creare dei legami>..."
"Creare dei legami?"
"Certo", disse la volpe. "Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila
ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che
una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l'uno
dell'altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo".
"Comincio a capire" disse il piccolo principe. "C'è un fiore... credo che mi abbia
addomesticato..."
"È possibile", disse la volpe. "Capita di tutto sulla Terra..."
"Oh! non è sulla Terra", disse il piccolo principe.
La volpe sembrò perplessa:
"Su un altro pianeta?"
"Si".
"Ci sono dei cacciatori su questo pianeta?"
"No".
"Questo mi interessa. E delle galline?"
"No".
"Non c'è niente di perfetto", sospirò la volpe. Ma la volpe ritornò alla sua idea:
"La mia vita è monotona. Io do la caccia alle galline, e gli uomini danno la caccia a me. Tutte
le galline si assomigliano, e tutti gli uomini si assomigliano. E io mi annoio perciò. Ma se tu
mi addomestichi, la mia vita sarà illuminata. Conoscerò un rumore di passi che sarà diverso
da tutti gli altri. Gli altri passi mi fanno nascondere sotto terra. Il tuo, mi farà uscire dalla
tana, come una musica. E poi, guarda! Vedi, laggiù in fondo, dei campi di grano? Io non
mangio il pane e il grano, per me è inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo
è triste! Ma tu hai dei capelli color dell'oro. Allora sarà meraviglioso quando mi avrai
addomesticato. Il grano, che è dorato, mi farà pensare a te. E amerò il rumore del vento nel
grano..."
La volpe tacque e guardò a lungo il piccolo principe:
"Per favore... addomesticami", disse.
"Volentieri", disse il piccolo principe, "ma non ho molto tempo, però. Ho da scoprire degli
amici, e da conoscere molte cose".
"Non ci conoscono che le cose che si addomesticano", disse la volpe. "Gli uomini non
hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose già fatte. Ma siccome
non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno più amici. Se tu vuoi un amico
addomesticami!"
"Che cosa bisogna fare?" domandò il piccolo principe.
"Bisogna essere molto pazienti", rispose la volpe. "In principio tu ti sederai un pò lontano da
me, così, nell'erba. Io ti guarderò con la coda dell'occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono
una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un pò più vicino..."
Il piccolo principe ritornò l'indomani.
"Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora", disse la volpe.
"Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere
felice. Col passare dell'ora aumenterà la mia felicità. Quando saranno le quattro, incomincerò
ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità! Ma se tu vieni non si sa quando,
io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore... Ci vogliono i riti".
"Che cos'è un rito?" disse il piccolo principe.
"Anche questa è una cosa da tempo dimenticata", disse la volpe. "È quello che fa un giorno
diverso dagli altri giorni, un'ora dalle altre ore. C'è un rito, per esempio, presso i miei
cacciatori. Il giovedi ballano con le ragazze del villaggio. Allora il giovedi è un giorno
meraviglioso! Io mi spingo sino alla vigna. Se i cacciatori ballassero in un giorno qualsiasi, i
giorni si assomiglierebbero tutti, e non avrei mai vacanza".
Così il piccolo principe addomesticò la volpe.
E quando l'ora della partenza fu vicina:
"Ah!" disse la volpe, "... piangerò".
"La colpa è tua", disse il piccolo principe, "io, non ti volevo far del male, ma tu hai voluto
che ti addomesticassi..."
"È vero", disse la volpe.
"Ma piangerai!" disse il piccolo principe.
"È certo", disse la volpe.
"Ma allora che ci guadagni?"
"Ci guadagno", disse la volpe, "il colore del grano".
Poi soggiunse:
"Và a rivedere le rose. Capirai che la tua è unica al mondo. Quando ritornerai a dirmi addio,
ti regalerò un segreto".
Il piccolo principe se ne andò a rivedere le rose.
"Voi non siete per niente simili alla mia rosa, voi non siete ancora niente", disse. "Nessuno vi
ha addomesticato, e voi non avete addomesticato nessuno. Voi siete come era la mia volpe.
Non era che una volpe uguale a centomila altre. Ma ne ho fatto il mio amico ed ora è per me
unica al mondo".
E le rose erano a disagio.
"Voi siete belle, ma siete vuote", disse ancora. "Non si può morire per voi. Certamente, un
qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei, lei sola, è più importante
di tutte voi, perché è lei che ho innaffiata. Perché è lei che ho messa sotto la campana di
vetro. Perché è lei che ho riparata col paravento. Perché su di lei ho uccisi i bruchi (salvo i
due o tre per le farfalle). Perché è lei che ho ascoltato lamentarsi o vantarsi, o anche qualche
volta tacere. Perché è la mia rosa".
E ritornò dalla volpe.
"Addio", disse.
"Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col
cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi".
"L'essenziale è invisibile agli occhi", ripetè il piccolo principe, per ricordarselo.
"È il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante".
"È il tempo che ho perduto per la mia rosa..." sussurrò il piccolo principe per ricordarselo.
"Gli uomini hanno dimenticato questa verità. Ma tu non la devi dimenticare. Tu diventi
responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua
rosa..."
"Io sono responsabile della mia rosa..." ripetè il piccolo principe per ricordarselo.