merica1987
maschio - 22 anni, Terrossa di Roncà, Italy
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ALMENO L'ITAGLIANO SALLO!!!
ALMENO L'ITAGLIANO SALLO!!!
- Quando muoio mi faccio cromare. (Eccellente!)
- Di fronte a queste cose rimango putrefatto! (Che schifo!)
- Arriva il treno, hai blaterato il biglietto? (...)
- Come faccio a fare tutte queste cose simultaneamente? Dovrei avere il dono dell'obliquità! (la torre di Pisa
- Basta! Vi state coagulando contro di me! (trasfusione
- E' nel mio carattere: quando qualcosa non va, io sodomizzo! (Stategli lontano!)
- Anche l'occhio va dalla sua parte... (Si chiama strabismo...)
- Non so a che santo riavvolgermi. (Una video cassetta devota...)
- Avete i nuovi telefonini GPL? ( No mi spiace solo benzina !)
- Il cadavere presentava evidenti segni di decesso. ( Ma va?! Strano)
- Prima di operarmi mi fanno un' autopsia generale. ( Auguri !)
- Abbiamo mangiato la trota salmonellata. ( Ancora auguri!)
- Vorrei un'aspirina in supposte effervescenti. (Quando si dice faccia da culo....)
- Vorrei una maglia con il collo a volpino.(Non era lupetto?...)
- Vorrei una pomata per l 'Irpef. (Herpes è difficile...)
- Tu non sei proprio uno sterco di santo. ( Menomale .)
- E' andato a lavorare negli evirati arabi. ( Contento lui...)
- A forza di andare di corpo mi sono quasi disintegrata. (O
disidratata?Alla faccia della diarrea!)
- Mia nonna ha il morbo di Pakistan. (...)
- La mia auto ha la marmitta paralitica. (... e al posto dei cavalli ha le sedie a rotelle
- Verrà in ufficio una stragista per il tirocinio. (Si salvi chi può!)
- Sono momentaneamente in stand-bike. (L'attesa in
bicicletta...)
- Da vicino vedo bene, è da lontano che sono lesbica. ( Aiuto...)
- Mi sono fatta il Leasing al viso. (...pensavo un mutuo...)
- E' inutile piangere sul latte macchiato. ( Meglio farlo su un bel
cappuccino....) -
Articolo della sagra dei mussi....I LOVE TERROSSA
Dal quotidiano Arena:
TERROSSA: Tutte le contrade pronte a far vincere il proprio fantino. Nella tredicesima edizione tifo e sfilata con tanto di carri hanno reso la domenica unica e allegra
iL PALIO DI TERROSSA VA AL MUSSO DELLA VALLE.
Il fantino del Campanaron ha ceduto le armi riportando il mulo ai box Chiesa Vecchia si è ritirata
La contrà Valle ha conquistato domenica il tredicesimo Palio dei Mussi di Terrossa. È il secondo titolo conquistato dalla contrada verde, dopo quello vinto nel 2006. Andrea Magnaguagno, detto Caco, alla sua quarta corsa a cavalcioni, con il musso numero 10, ha fatto il vuoto dietro di sé, completando per primo i tre giri del circuito, per un totale di tre chilometri.
Dunque domenica pomeriggio si è ripetuto il miracolo di vedere la frazione di Roncà, che conta circa mille abitanti, invasa da una moltitudine di persone che a stento riusciva a rimanere ai bordi della strada per assistere a questo palio che unisce sapientemente il divertimento e l’ilarità, alla genuinità delle tradizioni e allo spirito di competizione.
Dopo la sfilata dei contradaioli sui carri, sono entrati in scena i 13 «purosangue» da soma che sono stati assegnati a sorte dal sindaco di Roncà, Lorella Mansoldo. Contestualmente si è svolto il rito della pesatura dei fantini, per i quali era palese quanto l’adrenalina avesse omai invaso ogni cellula dei loro corpi. Quindi sono montati a pelo sui dorsi dei loro mussi, schierati dietro il canapo.
Rispettando una regola non scritta, ma vigente in tutte questo genere di manifestazioni, i fantini delle contrade gemellate, hanno cercato di ostacolare la partenza delle contrade nemiche. Valle si è alleata con Monti, l’Olmo ha stretto un nuovo patto con la contrà del Santo, mentre i contradaioli della Piazza accusavano i rivali dell’Olmo: «Ve si comprà anca el Santo».
C’è da scommetterci che alla base degli accordi, siano stati messi in gioco altrettanti appuntamenti conviviali.
Appena dato il via, ha preso subito la testa della corsa Luca Zago, il fantino della contrà Olmo e al suo inseguimento si sono messi i fantini delle contrà Valle e Anconetta.
Ultimo a partire Davide De Marchi, fantino della Chiesa Vecchia, con il suo musso che non ne voleva sapere di muoversi. Costretto a scendere e a portarlo a mano, alla fine Chiesa Vecchia è stata costretta al ritiro.
La contrà bianca dell’Olmo ha tagliato per prima il traguardo al primo giro, ma subito dopo l’animale, probabilmente credendo di aver concluso lo sforzo, si è improvvisamente fermato sulla salita verso il campanile. Facilmente nessuno aveva detto al musso che i giri da fare erano tre, così non c’è voluto poco per convincerlo a riprendere la corsa.
Ma nel frattempo le contrà Valle e Anconetta lo avevano superato. Dopo il primo giro anche Cristian Pavan di Campanaron ha dovuto cedere le redini e riportare il musso numero cinque ai box per il pit stop. Caco alla seconda boa, aveva già dato 35 secondi di distacco a Mattia Bogoni dell’Anconetta, ma poi l’ha raggiunto perché il musso della Valle ha fatto una passerella fuori programma per il pubblico, facendo un giro completo su se stesso, quasi a dire al compagno dell’Anconetta: «Corri, corri, tanto non mi prendi!».
In vena di passare dagli allori della gara, agli onori dei rotocalchi, al secondo giro il musso della contrà del Lavoro, ha deciso di fermarsi davanti ai fotografi e di mettersi in posa: non c’è stato verso per il fantino Matteo Franchetto (sono io, ahahahaha) di convincerlo a ripartire.
Così si arriva al gran finale, con Caco che taglia il traguardo davanti a tutti. Secondo Bogoni dell’Anconetta che ha avuto la meglio allo sprint finale su Nicolas Roncolato del Santo, giunto terzo. Quarta la contrà Olmo, quinta la contrà Fossa dell’Olmo, sesta la contrà del Gallo, in coppia con la contrà Grigio.
Tutti gli altri non hanno completato i tre giri. Con le lacrime agli occhi il sindaco della valle, Attiliano Magnaguagno, papà del fantino Caco, ha ricevuto il drappo del palio e la coppa in marmo dell’artista Adriano Sgolmin.
Così si è chiuso il tredicesimo palio dei mussi, con i contradaioli «verdi» di felicità, che osannavano e portavano in trionfo il loro eroe: Caco.
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