http://netlog.com/ienapiangensienapiangensienapiangenshttp://it.netlogstatic.com/p/tt/060/175/60175977.jpgItalyAbruzzo
ienapiangens
Trust maschio - 52 anni, Italy
Ciao, amici, sono impegnato nella diffusione delle idee sull'ateismo e nella difesa della laicità dello stato, attualmente fortemente minacciata.
Vogliamo reare un gruppo?
Se volete consultate il sito www.uaar.it ,potete anche iscrivervi.
Libro ospiti 272 Ordina commenti:
Aquaryus Kami Trust (domenica, 15 marzo 2009 alle 23:30)
Auguri in anticipo.
Stefano Stronati Trust (domenica, 15 marzo 2009 alle 23:09)
Sarà vero che porti male fare gli auguri in anticipo; ma, frequento troppo poco questo spazio. Buon compleanno; e, sempre (A)vanti.
Erro... ,il cognome nn me l'hanno mai detto,e nn lo saprò mai (domenica, 15 marzo 2009 alle 14:26)
auguroni
stef (giovedì, 26 febbraio 2009 alle 02:49)
- ienapiangens:
auguri di cuore!
noooo...non in anticipo..porta male....
grazie comunque!!
God Jim Carmelo Ⓐ=☮ Trust (domenica, 22 febbraio 2009 alle 01:29)
- ienapiangens:
auguri compagno.
Grazie 1000
Aquaryus Kami Trust (domenica, 8 febbraio 2009 alle 23:50)
- artistaburattinaio:
ienapiangens..questo non e falso pietismo..tu e altri come te che anno lo stesso pensiero..non potete sapere se una persona in stato vegetativo non soffrà e la sua mente sia morta..ne buttiamo di soldi in italia per fesserie,ricordati la speranza esiste...leggi qui 20 Ottobre 2007
Mentre si continua a dibattere sul caso di Eluana Englaro e nel mondo ci si interroga se esista un'etica dell'eutanasia, in Sicilia c'e' ancora qualcuno che preferisce una vita amara alla 'dolce morte'. E' Salvatore Crisafulli, il catanese che l'11 settembre del 2003 rimase vittima di un gravissimo incidente stradale, rimanendo in coma e in stato vegetativo permanente.
Nell'ottobre del 2005 Salvatore si e' risvegliato da quel coma che i medici avevano definito 'irreversibile', raccontando che durante quei due anni aveva sentito e capito tutto. Oggi Salvatore lotta giorno dopo giorno per la vita, 'un dono che non puo' essere 'ucciso' da una legge o da un camice bianco. Cosa ne sanno la cassazione e i medici di criteri validi per morire?'.
La rabbia di Salvatore Crisafulli si legge nel suo blog, quando si scaglia contro la recente sentenza della Suprema Corte che, intervenendo sul caso di Eluana Englaro, fissa le 'condizioni' in cui si puo' autorizzare l'eutanasia. 'La definizione di stato vegetativo permanente si riferisce a una prognosi sottoposta a margine d'errore. Non esistono a tutt'oggi criteri validi per accertare l'irreversibilita' del coma'.
A conferma della tesi Salvatore pone come prova schiacciante la sua storia, raccontata in una lettera anche a Piergiorgio Welby. 'Oggi sono come te non posso muovermi, parlo attraverso un computer, la mia condizione e' sempre gravissima, sono imprigionato nel mio stesso corpo, mi sento come murato vivo, e vivo in un abisso, ma voglio vivere. Caro Welby rispetto la tua volonta', ma vorrei che tu cambiassi idea, decidendo di lottare fino alla fine, non chiedere la morte ma combatti per la vita. Sto soffrendo tantissimo per te, ma ti supplico di cambiare idea, perche' la vita e' un bene prezioso, anche se si soffre'.
Stavolta, invece che mandare una lettera al padre di Eluana, Salvatore Crisafulli ha deciso di fare un appello alle istituzioni contestando le sentenze che, in alcuni casi, consentirebbero di staccare le macchine. 'Il mio e' il pensiero semplice di chi ha sperimentato indicibili sofferenze fisiche e psicologiche, di chi e' arrivato a sfiorare il baratro oltre la vita ma era ancora vivo, di chi e' stato lungamente giudicato dalla scienza di mezza Europa un vegetale senza possibile ritorno tra gli uomini e invece sentiva irresistibile il desiderio di comunicare a tutti la propria voglia di vivere. Credetemi, la vita e' degna d'essere vissuta sempre, anche da paralizzato, anche da intubato, anche da febbricitante e piagato...'.
Credo di parlare anche a nome di ienapianges: tutto ciò che hai detto, seppur vero in gra parte, non ha la minima importanza perchè non si basa sull'unico parere che conta davvero, ovvero quello della persona in Stato Vegetativo.
Eluana avrebbe preferito morire in una simile situazione, questo è stato detto dall'inizio dalla famiglia.
Ora, che tu o molti altri pensiate che sia meglio vivere in quello stato che morire va benissimo, ma va bene per voi che desiderate questo, se una persona vuole morire non importa quante possibilità ci siano che si riprenda, bisogna rispettare la sua volontà, basta.
L'uomo non può decidere chi deve vivere o morire, ma al tempo stesso non può costringere una persona a vivere a tutti i costi, voi volete vivere?
Bene, allora fate sapere a tutti che volete vivere, ma lasciate in pace chi vuole morire perchè nessuno ha il diritto di decidere della morte e della vita altrui.
paolo (domenica, 8 febbraio 2009 alle 02:54)
ienapiangens..questo non e falso pietismo..tu e altri come te che anno lo stesso pensiero..non potete sapere se una persona in stato vegetativo non soffrà e la sua mente sia morta..ne buttiamo di soldi in italia per fesserie,ricordati la speranza esiste...leggi qui 20 Ottobre 2007
Mentre si continua a dibattere sul caso di Eluana Englaro e nel mondo ci si interroga se esista un'etica dell'eutanasia, in Sicilia c'e' ancora qualcuno che preferisce una vita amara alla 'dolce morte'. E' Salvatore Crisafulli, il catanese che l'11 settembre del 2003 rimase vittima di un gravissimo incidente stradale, rimanendo in coma e in stato vegetativo permanente.
Nell'ottobre del 2005 Salvatore si e' risvegliato da quel coma che i medici avevano definito 'irreversibile', raccontando che durante quei due anni aveva sentito e capito tutto. Oggi Salvatore lotta giorno dopo giorno per la vita, 'un dono che non puo' essere 'ucciso' da una legge o da un camice bianco. Cosa ne sanno la cassazione e i medici di criteri validi per morire?'.
La rabbia di Salvatore Crisafulli si legge nel suo blog, quando si scaglia contro la recente sentenza della Suprema Corte che, intervenendo sul caso di Eluana Englaro, fissa le 'condizioni' in cui si puo' autorizzare l'eutanasia. 'La definizione di stato vegetativo permanente si riferisce a una prognosi sottoposta a margine d'errore. Non esistono a tutt'oggi criteri validi per accertare l'irreversibilita' del coma'.
A conferma della tesi Salvatore pone come prova schiacciante la sua storia, raccontata in una lettera anche a Piergiorgio Welby. 'Oggi sono come te non posso muovermi, parlo attraverso un computer, la mia condizione e' sempre gravissima, sono imprigionato nel mio stesso corpo, mi sento come murato vivo, e vivo in un abisso, ma voglio vivere. Caro Welby rispetto la tua volonta', ma vorrei che tu cambiassi idea, decidendo di lottare fino alla fine, non chiedere la morte ma combatti per la vita. Sto soffrendo tantissimo per te, ma ti supplico di cambiare idea, perche' la vita e' un bene prezioso, anche se si soffre'.
Stavolta, invece che mandare una lettera al padre di Eluana, Salvatore Crisafulli ha deciso di fare un appello alle istituzioni contestando le sentenze che, in alcuni casi, consentirebbero di staccare le macchine. 'Il mio e' il pensiero semplice di chi ha sperimentato indicibili sofferenze fisiche e psicologiche, di chi e' arrivato a sfiorare il baratro oltre la vita ma era ancora vivo, di chi e' stato lungamente giudicato dalla scienza di mezza Europa un vegetale senza possibile ritorno tra gli uomini e invece sentiva irresistibile il desiderio di comunicare a tutti la propria voglia di vivere. Credetemi, la vita e' degna d'essere vissuta sempre, anche da paralizzato, anche da intubato, anche da febbricitante e piagato...'.
Claudio (sabato, 7 febbraio 2009 alle 01:59)
Ciao!!! dove sei finito caro? tutto bene?
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