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iama_lisa

Trust femmina - 36 anni


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Blog 237


  • il miracolo dell'amore


    Quando un uomo ci ama, ci ama veramente, è quasi un miracolo. Miracolo di uomo, miracolo d’amore.
    Tante volte, ascoltando e soffrendo alle storie assurde di tante amiche e di tante donne in genere, mi sono chiesta poi da sola “ma come si fa a capire quando un uomo profondamente ti ama?”. Forse bisognerebbe conoscerli profondamente di volta in volta. Non sono mai uguali, non sono mai gli stessi, esseri sempre in divenire: come i nostri occhi.
    Non c’è una regola, non c’è un criterio, i maschi sono esseri “non omologati” tante volte nemmeno da Dio, e camminano sempre senza il libretto d’istruzione della casa, o della mamma, produttrice.
    Sono imprevedibili, sempre diversi ma quasi tutti uguali, sono testardi, sempre bimbi e capricciosi: ok amici maschietti, non ve la prendete, lo so che tu che leggi sei diverso, ne sono sicura.
    Sono forti, sollevano solitamente pesi che noi donne non possiamo, a volte son capaci in ciò che noi solitamente non possiamo: tenerci in braccio. Noi no, in genere non ci riusciamo. Eppure sono fragili e ritornano ad essere bambini davanti ad ogni loro bisogno, ad ogni difficoltà, ad ogni loro solitudine sempre frequente.
    Il loro genere dicono sia in estinzione o comunque sono sempre meno, e noi, e forse è bene, siamo di più.
    Come noi si nutrono di emozioni. Sono spesso grandi consumatori di emozioni, la loro stessa esistenza è il fast food, un mc’donald continuo di emozioni. Noi tutte invece, quando ci emozioniamo ci rendiamo conto di esser vivi: quale migliore cena a lume di candela, per l’anima, è per il sentirsi vivi!
    Parlano più di noi, e sono loro, quasi sempre, per primi a dirci “ti amo”: chissà quanti di loro hanno veramente amato per primi. E per ultimi.
    In amore poi, hanno sempre confusione. Al massimo, sono sinceri: nella loro confusione! Le emozioni sono il loro campo, coi sentimenti sono spesso realmente titubanti ed indecisi: attrazione, amore, voler bene, amicizia, affetto da sesso, sesso per affetto, amanti come madri, mogli come sorelle, mogli come amanti: Dio quanta confusione a volte nella “ram” dei loro pensieri!
    Dicono spesso a tante di noi, “io provo forte emozione per te”. In effetti, come detto, essendo vivi, loro giocano continuamente il campionato e le loro avvincenti partite con le emozioni. Loro adorano sfidare e sfidarsi attraverso le emozioni. E molte di noi, più che spettatori, sono l’erba del campo di gioco. Finchè rimaniamo verdi e rigogliose come un prato. Poi, è meglio scegliere di inseminare un prato nuovo, per non giocare più sugli steli calpestati e ingialliti dal tempo. Per loro l’emozione risiede troppo spesso nella bellezza: che teneri! Non accettano ancora che la bellezza ed il valore stesso della vita è nell’emozione. Ma emozione è anche il miracolo di emozionarsi più volte davanti allo stesso “goal”.
    A volte, noi siamo lunatiche, loro invece (dicono) mai. Sono costanti e caparbi invece nel mantenere sempre liscie e pettinate le loro tante facce.
    Se non fosse per la loro micidiale forza che manifestano e tiran fuori quando ci feriscono e ci uccidono dentro, sarebbero perfino patetici quando sono convinti di sceglierci e di conquistarci. Sono più bravi a tirar fuori questa forza che a tirar fuori il carattere e “l’Amore”. Eppure non hanno scelto mai loro, e molti di loro non lo sanno, non sanno che non hanno “conquistato” mai niente, e nemmeno se ne rendono conto: siamo stati solo noi, che per sentire se eravamo ancora vive, avevamo bisogno di emozionarci e mettere fortemente in gioco il cuore: l’emozione il mezzo, la vita il fine.
    E quando ci mettiamo in gioco, la nostra perfetta imperfezione porta quasi sempre noi a cercare di capire se un uomo ci sta amando, per capire quanto di vero, stabile, ci sia nel loro vivere quelle emozioni, per noi più preziose, per noi essenziali per sentirsi vive.
    Non lo so sinceramente cosa consigliare, come fare per capire.
    Elisa
    .

  • PER WALTER

    LA MORTE DI UN AMICO

    La morte crea deserti
    nel cuore dei vivi
    aloni di solitudine
    intorno
    spesse cortine di caligine.
    Rapisce al sole
    il sorriso dei più cari
    spazzando via dall'angolo
    più riposto del tuo mondo
    i trastulli di bambino...
    l'innocenza.
    Muore il sogno con la vita
    soffia un alito di gelo
    intorno
    fredde ali si bloccano nell'aria
    precipitando nel vuoto...
    Lisa

    Sei con Dio ora,prega per noi
    tvb :)

  • amici


    gli amici che tu vedi: possano brillare sempre tra i tuoi pensieri ed aiutarti a credere che la vita non sia soltanto una giungla ed il genere umano non sia come quei cani randagi che, un pò per fame e un pò per branco, si sono trasformati in bestie assassine.
    gli amici che tu vedi, possa tu riconoscerli sempre, possa tu aiutarli sempre, e nutrirti ed aiutarti, tu, con il loro sorriso, con la loro premura, con il loro cuore, al di sopra dell'egosimo o dell'interessata attrazione.
    gli amici che tu vedi, possano riempirti come grandi amori, possano sostenerti quando ne hai bisogno, possano ballare e sballare con te quando ne sentirai la voglia ed il bisogno.
    gli amici che vedi e che tu hai ed avrai, possano curarti e coccolarti cosi bene da diventare e sentirti tu sempre più forte, e nessun amore "piccolo piccolo" più mai ferirti: anche, e proprio anche grazie alla tua forza e alla tua serenità che arriva dalla loro presenza nella tua vita.
    gli amici che tu vedi, siano più che dei viandanti che incontri sul treno e che scendono alla prossima fermata: siano sempre gentili ed educati, sinceri e un pò formali sempre, proprio come quando hanno trovato il loro posto accanto a te su questo treno piccolo e scomodo che percorre la vita intera da punta a punta.
    gli amici che tu vedi, siano veri amici, gli amori o un grande amore che tu avrài sia in primis un amico, gli amici che tu vedi siano belli e meno belli, ma siano così amici e così "belli dentro" che ti sembreranno sempre belli esteriormente.
    gli amici che tu non vedi, non hanno visto, non vedono e non vedranno mai te, e non vedendo te rimarrano per sempre ciechi delle tue ali e del tuo sorriso e di ogni carezza che sarebbe partita e si sarebbe materializzata semplicemente con un tuo sguardo.
    gli amici che tu non vedi, se ci sono, tu li vedi e li senti, e ci parli, e ci parli e gli chiedi, e loro ti risponderanno anche senza le parole, o anche al di là delle parole stesse.
    gli amici che tu vedi, vedono te, e ti incontrano dovunque, e ti sentono dovunque, e ballano insieme a te dovunque, e camminnano insieme a te dovunque.
    Ed a te somiglieranno un pò.
    Gli amici che tu vedi, siano amici dei tuoi angeli, ed escano con i tuoi angeli, e vadano nei pub, nelle discoteche, nei chioschi a mare d'estate, in spiaggia quando c'è la luna piena o le luci in lontananza, vadano tutti insieme a far baldoria,
    a darsi tutte le risposte e costruire tonnellate di gioia e di certezze o a ripararle se si guastano,
    per verstirsene, come panni, di giorno,
    per poggiarci, le guancie ed i capelli, come un cuscino, di notte.
    Elisa

  • Sogno


    A volte accade
    che un turbine
    sommerge la mente
    e il desiderio
    cresce nel cuore.
    Vorrei sentire
    i caldi baci,
    la stretta delle braccia,
    ma vive nel vento,
    la sua brezza accarezza il viso,
    il suo alito
    sfiora il corpo.
    E' solo un sogno...
    lontano,
    tale resterà.
    L'accorata mia tristezza
    non si sente.
    Elisa

  • emozioni


    http://www.youtube.com/watch?v=x5KJrJwhSMY

    Seguir con gli occhi un airone sopra il fiume e poi
    ritrovarsi a volare
    e sdraiarsi, felice, sopra l'erba ad ascoltare
    un sottile dispiacere
    E di notte passare con lo sguardo la collina per scoprire
    dove il sole va a dormire
    Domandarsi perchè
    quando cade la tristezza
    in fondo al cuore
    come la neve non fa rumore
    e guidare come un pazzo a fari spenti nella notte per vedere
    se poi è tanto difficile morire
    E stringere le mani per fermare
    qualcosa che
    è dentro me
    ma nella mente tua non c'è
    Capire tu non puoi
    tu chiamale se vuoi
    emozioni
    tu chiamale se vuoi
    emozioni

    Uscir dalla brughiera di mattina dove non si vede a un passo
    per ritrovar se stesso
    Parlar del più e del meno con un pescatore
    per ore ed ore
    per non sentir che dentro qualcosa muore
    E ricoprir di terra una piantina verde sperando possa
    nascere un giorno una rosa rossa
    E prendere a pugni un uomo solo perchè è stato un pò scortese
    sapendo che quel che brucia non son le offese
    E chiudere gli occhi per fermare
    qualcosa che
    è dentro me
    ma nella mente tua non c'è
    Capire tu non puoi
    tu chiamale se vuoi
    emozioni
    tu chiamale se vuoi
    emozioni

  • lo scorpione

    Avete notato il sorriso delle persone che vi dicono: “sono nato sotto il segno dello scorpione”? Un sorriso teso, terrificato e provocatorio al tempo stesso. L’astrologo Barbault dice molto giustamente che lo scorpione è “il cimitero dello zodiaco”. In effetti, questo è il segno della morte. E’ anche quello della resurrezione e non c’è famiglia zodiacale più ricca. Si potrebbe ad esempio sopprimere dalla storia dell’umanità tutte le celebrità della vergine o della bilancia: la vita apparirebbe meno feconda e armoniosa, ma non ci sarebbero vuoti troppo crudeli. In compenso, sopprimete lo scorpione e avrete soppresso la metà, o anche di più, delle religioni, della letteratura, delle arti. Ecco perché il vostro sorriso è provocatorio: perché siete sicuro della scintilla che arde in voi. Ma il vostro sorriso è però anche teso, atterrito, perché, e lo sapete benissimo, questo è il segno più difficile da vivere, il più a disagio nella sua nera corazza. La sua freccia avvelenata gli propone sempre il male, e a volte lo compie, ma di questo male ne fa anche un capolavoro. “Perché mai è un tipo così?” si chiede la gente attorno a lui. Mi ci vorrebbero trenta pagine per dare una spiegazione ancora insoddisfacente…
    Questo bambino scorpione ha il diavolo in corpo! Già glielo dicono quando egli ancora non sa che cosa sia il diavolo e che cosa sia il corpo. Ma non tarderà a conoscere l’uno e l’altro.
    E’ il bambino più difficile ed appassionante da educare. Il piccolo ariete ad esempio, che è piuttosto “difficile” anche lui, fa delle sciocchezze vistose. Il piccolo scorpione si mette al lavoro di notte, negli inferi di Plutone, nella solitudine sotterranea. Gli piace “l’angolino dove si sta tranquilli” (Anouilh) e a questo punto potrei raccontare molte cosucce poco pulite. Non è colpa mia, sono gli psicanalisti che hanno parlato per prima della “aggressività anale”. Questo bambino punisce i suoi genitori per essere poi punito a sua volta. Scopre, come il più grande di tutti gli scorpioni, Dostoevskij, il valore del “delitto” e del “castigo”. Conosco una bella principessa romana, scorpiona, che non si stanca mai di raccontare “le stupidaggini che facevo da bambina e come mi punivano”. Ricorda che un giorno nascose delle vipere negli stivali di suo nonno… Non dico che tutti gli bambini scorpioni raggiungano questi virtuosismi nella cattiveria, ma sono sicuro che li sognano. Bisogna dunque punirli il meno possibile. Lo scorpione sogghigna. Bisogna spalancare davanti a lui le porte del mondo. Crede che tutto sia nascosto. Bisogna spiegargli che non è vero (anche se ha ragione lui, in fondo). Giacchè la sua intelligenza è fantastica, insaziabile. Non vuole conoscere per capire; vuole conoscere per conoscere e per impadronirsi del potere. Gioca all’investigatore, al criminologo. E la bambina scorpiona gioca alla strega, alla suora mistica.
    Ma tutte le donne scorpione hanno del fascino, e così potente che detestano sentirne parlare. Mi fermano con un gesto. “Si, lo so, adesso tirerai fuori la storia della mantide religiosa e della morte sulla spiaggia”. Con loro, meglio tacere. Eppure quello sguardo d’aquila, quegli occhi da pantera, quelle labbra napoletane, quel sorriso canzonatorio… siamo molto lontani dalle infuocate arieti. La scorpiona non fa nulla per stregarvi. Pronta anzi ad assumere un’aria ipocrita: “Io? Ma tu sogni, caro mio!” E pronunciano questa frase con voce calda e dolce, una voce da corno inglese, da violoncello nelle corde alte, una voce un po’ violacea. Anche se è molto felicemente sposata, io la vedo sempre come vedova. Guarda il marito con occhi da cartomante, da strega. Carmen era sicuramente scorpiona, e Georges Bizet era scorpione, naturalmente.
    Eppure è la migliore madre che esista. E anche la più possessiva. Sa capire al volo le malattie e le pene dell’infanzia. E’ a lei che i bambini o gli sposi infelici confidano i loro segreti, ed essa li custodisce gelosamente, li culla, li fonde con i propri tormenti. La notte, a occhi aperti, porta in sé tutto il dolore del mondo e cerca di trasfigurarlo. La donna scorpione è il perdono, la redenzione universale. Assume la parte di Maria Maddalena, piange e geme. Al risveglio la vediamo ancora più bella, rinata dalle sue lacrime. Mi accuserete di subire il fascino di questa donna. Ma chi non è mai stato, almeno una volta, conquistato da una scorpiona!
    Che sia uomo o donna, lo scorpione non invita ad un’esistenza tranquilla e superficiale, i compromessi sentimentali non lo soddisfano, ogni attimo della sua giornata si presenta come un problema da risolvere con ardore. Il sipario si alza, ha inizio la tragedia. E non si tratta di una messinscena, né di un bluff, né di un’esperienza: è la pura verità. Ecco gli eroi di Racine e i personaggi di Mauriac, “la cognizione del dolore” di Gadda, gli articoli brucianti di Camus, l’uomo ribelle di Rodin nella “Porta dell’inferno”, i racconti diabolici di Barbey D’Aurevilly, e non dimentichiamo che “I diabolici” era anche il titolo di un film di Clouzot, autore del “Corvo”, l’uccello caro ad Edgar Allan Poe… Tutti i nomi che cito sono nomi di scorpioni molto tipici, e mi salgono alle labbra quasi automaticamente… Picasso, Restif de la Bretonne, Henry Miller… Sulla vetta, Maometto e Lutero, nell’abisso due scorpioni dissonanti, Goebbels e Goring. A volte, quando sorgono in me dubbi sulla veridicità degli astri, contemplo la famiglia scorpione: è un mondo così coerente, così unito, che il caso da solo non ha certo potuto organizzarlo.

  • Questo amore


    Questo amore


    Questo amore
    Così violento
    Così fragile
    Così tenero
    Così disperato
    Questo amore
    Bello come il giorno
    E cattivo come il tempo
    Quando il tempo è cattivo
    Questo amore così vero
    Questo amore così bello
    Così felice
    Così gaio
    E così beffardo
    Tremante di paura come un bambino al buio
    E così sicuro di sé
    Come un uomo tranquillo nel cuore della notte
    Questo amore che impauriva gli altri
    Che li faceva parlare
    Che li faceva impallidire
    Questo amore spiato
    Perchè noi lo spiavamo
    Perseguitato ferito calpestato ucciso
    negato dimenticato
    Perchè noi l’abbiamo perseguitato ferito
    calpestato ucciso negato
    dimenticato
    Questo amore tutto intero
    Ancora così vivo
    E tutto soleggiato
    E’ tuo
    E’ mio
    E’ stato quel che è stato
    Questa cosa sempre nuova
    E che non è mai cambiata
    Vera come una pianta
    Tremante come un uccello
    Calda e viva come l’estate
    Noi possiamo tutti e due
    Andare e ritornare
    Noi possiamo dimenticare
    E quindi riaddormentarci
    Risvegliarsi soffrire invecchiare
    Addormentarci ancora
    Sognare la morte
    Svegliarci sorridere e ridere
    E ringiovanire
    Il nostro amore è là
    Testardo come un asino
    Vivo come il desiderio
    Crudele come la memoria
    Sciocco come i rimpianti
    Tenero come il ricordo
    Freddo come il marmo
    Bello come il giorno
    Fragile come un bambino
    Ci guarda sorridendo
    E ci parla senza dir nulla
    E io tremante l’ascolto
    E grido
    Grido per te
    Grido per me
    Ti supplico
    Per te per me e per tutti coloro che si amano
    E che si sono amati
    Sì io gli grido
    Per te per me per tutti gli altri
    Che non conoscono
    Fermati là
    Là dove sei
    Là dove sei stato altre volte
    Fermati
    Non muoverti
    Non andartene
    Noi che siamo amati
    Noi ti abbiamo dimenticato
    Tu non dimenticarci
    Non avevamo che te sulla terra
    Non lasciraci diventare gelidi
    Anche se molto lontano sempre
    E non importa dove
    Dacci un segno di vita
    Molto più tardi ai margini di un bosco
    Nella foresta della memoria
    Alzati subito
    Tendici la mano
    E salvaci.
    (Jacques Prevert )

  • donne obese

    Residenza: http://obesitainfo.forumup.it http://obesityplanet.forumup.it
    Inviato: Lun Ago 28, 2006 11:10 pm Oggetto: In donne obese tumori ovarici più aggressivi



    Studio americano In donne obese tumori ovarici più aggressivi Forse perchè il grasso produce un ormone o una proteina che spinge le cellule tumorali a crescere in modo più rapido
    Cancro alle ovaie più aggressivo nelle donne obese. Lo indica uno studio del Cedars-Sinai Medical Center, negli Usa, che dimostra come il grasso influenzi negativamente la biologia del tumore e diminuisca le chance di sopravvivenza. La ricerca è stata pubblicata online sulla rivista «Cancer». Numerose ricerche hanno dimostrato il condizionamento dell'obesità nello sviluppo e nella prognosi di diversi tipi di tumori, per esempio al seno, all'utero e al colonretto. «Questo è il primo lavoro - sottolinea Andrew Li, uno dei ricercatori - a mostrare come obesità e sovrappeso siano un importante fattore di rischio per la progressione del cancro dell'ovaio e anche per la sopravvivenza». L'equipe ha passato in rassegna i dati di 216 pazienti con questo tumore, di cui 35 obese e 108 in linea. L'analisi delle caratteristiche cellulari del cancro ha evidenziato alcune differenze fra i due gruppi: secondo i ricercatori, il grasso produce un ormone o una proteina che spinge le cellule tumorali a crescere in modo più rapido e aggressivo. Un meccanismo che gli scienziati americani approfondiranno in studi successivi.
    28 agosto 2006

  • Nuvole bianche


    Nuvole bianche
    sospinte dal vento,
    piccoli cirri
    nel cielo turchino,
    a voi affido
    le mie intime pene
    e,quando sarete
    lontano pel mondo,
    gettatele via
    in un turbinio profondo,
    poi fresche e gioiose
    tornate ad errare
    nell'aria,nel vento,
    nella luce solare.
    Elisa

    http://it.netlog.com/go/out/url=-aHR0cDovL3d3dy...-

  • Non insegnate ai bambini



    Giorgio Gaber - Non insegnate ai bambini

    Non insegnate ai bambini
    non insegnate la vostra morale
    è così stanca e malata
    potrebbe far male
    forse una grave imprudenza
    è lasciarli in balia di una falsa coscienza.

    Non elogiate il pensiero
    che è sempre più raro
    non indicate per loro
    una via conosciuta
    ma se proprio volete
    insegnate soltanto la magia della vita.

    Giro giro tondo cambia il mondo.

    Non insegnate ai bambini
    non divulgate illusioni sociali
    non gli riempite il futuro
    di vecchi ideali
    l'unica cosa sicura è tenerli lontano
    dalla nostra cultura.

    Non esaltate il talento
    che è sempre più spento
    non li avviate al bel canto, al teatro
    alla danza
    ma se proprio volete
    raccontategli il sogno di
    un'antica speranza.

    Non insegnate ai bambini
    ma coltivate voi stessi il cuore e la mente
    stategli sempre vicini
    date fiducia all'amore il resto è niente.

    Giro giro tondo cambia il mondo.
    Giro giro tondo cambia il mondo.

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