Pagina profilo di iam_the_numberten

iam_the_numberten

maschio - 24 anni, Rome, Italy


Libro ospiti 38 Ordina commenti:

1 – 10 di 38 1 2 3 4

    iamthenumbertwo (ieri alle 02:23)

    ciao number ten!


    luq_zhe (3 giorni fa alle 10:33)

    grazie


    84ambra (lunedì, 30 giugno 2008 alle 11:49)

    Davo un'occhiata ai tuoi recenti "Urli", e la cosa mi ha abbastanza infastidito... Non sopporto le persone che fanno di tutta l'erba un fascio. Queste leggerezze sulle donne, potresti anche risparmiartele, visto che FORTUNATAMENTE, non siamo tutte uguali, e neanche tutte così materialiste e superficiali. ....Poi vabbè, il mondo è bello perchè è vario, e tu puoi dire quello che vuoi, ma mi sono sentita un pochino chiamata in causa... come quelli che dicono che i siciliani sono tutti mafiosi, o che i genovesi sono tutti avari!
    Senza rancore... Bye bye


    Babychicca77 (mercoledì, 11 giugno 2008 alle 10:21)

    CONDIVIDO PIENAMENTO IL TUO URLO..

    bacio


    dafnuccia87 (sabato, 7 giugno 2008 alle 09:57)

    grazie per la richiesta.. ti sei fermato alle foto,vero? penso di si.. se avessi visto anche solo rapidamente il mio profilo avresti letto che io non accetto amicizie su netlog... comunque ti ringrazio per il complimento!!


    Ladyclower (mercoledì, 4 giugno 2008 alle 10:55)

    http://s11.bitefight.it/c.php?uid=42896


    ela_lee (martedì, 3 giugno 2008 alle 07:59)

    so che non lo lascerai scritto..però te lo posto perchè ci tengo che tu lo legga:
    SE SAPESSI DI ESSERE IL MIGLIORE NON AVREI PIU' STIMOLI NELLA MIA VITA..ESSERE UNICO INVECE RENDEREBBE LA GENTE PIU INVADENTE ..E POI PRIMEGGIARE SIGNIFICA AVERE GENTE ALLE SPALLE ......E LA COSA NON è NECESSARIAMENTE UN BENE....NESSUNO DIETRO E NESSUNO DAVANTI PROBABILMENTE HO GIA VINTO?!..............OGNI ATTIMO SFUGGITO, OGNI MOMENTO IN CUI I BATTITI SCANDIVANO UNA SPERANZA......,LA PRIVAZIONE DI OGNI AFFANNO E' UNA SERENITà CHE RENDE IL VUOTO UN MARE DOVE SI GALLEGGIA SENZA PAURE E DOVE IL FONDO NON SI PUò PIU' NEANCHE GUARDARE,.....ORA......I VENTI SONO I PADRI DEL MIO CAMMINO.


    ela_lee (lunedì, 2 giugno 2008 alle 23:27)

    Se riesci a conservare il controllo quando tutti
    Intorno a te lo perdono e te ne fanno una colpa;
    Se riesci ad aver fiducia in te quando tutti
    Ne dubitano, ma anche a tener conto del dubbio;
    Se riesci ad aspettare e non stancarti di aspettare,
    O se mentono a tuo riguardo, a non ricambiare in menzogne,
    O se ti odiano, a non lasciarti prendere dall'odio,
    E tuttavia a non sembrare troppo buono e a non parlare troppo saggio;

    Se riesci a sognare e a non fare del sogno il tuo padrone;
    Se riesci a pensare e a non fare del pensiero il tuo scopo;
    Se riesci a far fronte al Trionfo e alla Rovina
    E trattare allo stesso modo quei due impostori;
    Se riesci a sopportare di udire la verità che hai detto
    Distorta da furfanti per ingannare gli sciocchi
    O a contemplare le cose cui hai dedicato la vita, infrante,
    E piegarti a ricostruirle con strumenti logori;

    Se riesci a fare un mucchio di tutte le tue vincite
    E rischiarle in un colpo solo a testa e croce,
    E perdere e ricominciare di nuovo dal principio
    E non dire una parola sulla perdita;
    Se riesci a costringere cuore, tendini e nervi
    A servire al tuo scopo quando sono da tempo sfiniti,
    E a tener duro quando in te non resta altro
    Tranne la Volontà che dice loro: "Tieni duro!".

    Se riesci a parlare con la folla e a conservare la tua virtù,
    E a camminare con i Re senza perdere il contatto con la gente,
    Se non riesce a ferirti il nemico né l'amico più caro,
    Se tutti contano per te, ma nessuno troppo;
    Se riesci a occupare il minuto inesorabile
    Dando valore a ogni minuto che passa,
    Tua è la Terra e tutto ciò che è in essa,
    E - quel che è di più - sei un Uomo, figlio mio!

    (Rudyard Kipling)


    Simpaty_For_Devil (domenica, 1 giugno 2008 alle 14:24)

    DIO DIEDE AL MARE CRUDELTA' E ABISSO ..MA E' NEL MARE CHE FECE SPECCHIARE IL CIELO..

    besos guapo e ricorda ...il mare nn va mai sfidato ....besos


    ela_lee (venerdì, 30 maggio 2008 alle 05:39)

    Sabbia a perdita d'occhio,tra le due ultime colline e il mare - il mare - nell'aria fredda di un pomeriggio quasi passato, e benedetto dal vento che sempre soffia da nord.
    La spiaggia.E il mare.
    Potrebbe essere la perfezione -- immagine per occhi divini -- mondo che accade e basta, il muto esistere di acqua e terra,opera finita ed esatta,verità -- verità -- ma ancora una volta è il salvifico granello dell'uomo che inceppa il meccanismo di quel paradiso, un'inezia che basta da sola a sospendere tutto il grande apparato di inesorabile verità,una cosa da nulla, ma piantata nella sabbia,impercettibile strappo nella superfice di quella santa icona,minuscola eccezione posatasi sulla perfezione della spiaggia sterminata. A vederlo da lontano non sarebbe che un punto nero: nel nulla , il niente di un uomo e di un cavalletto da pittore.
    Il cavalletto è ancorato con corde sottili a quattro sassi posati nella sabbia.Oscilla impercettibilmente al vento che sempre soffia da nord. L'uomo porta alti stivali e una grande giacca da pescatore. Sta in piedi, di fronte al mare, rigirando tra le dita un pennello sottile.Sul cavalletto, una tela.
    E' come una sentinella -- questo bisogna capirlo -- in piedi a difendere quella porzione di mondo dall'invasione della perfezione, piccola incrinatura che sgretola spettacolare scenografia dell'essere.Giacchè sempre è così, basta il barlume di un uomo a ferire il riposo di ciò che sarebbe a un attimo dal diventare verità e invece immediatamente torna ad essere attesa e domanda,per il semplice infinito potere di quell'uomo che è feritoia e spiraglio, porta piccola da cui rientrano storie a fiumi e l'immane repertorio di ciò che potebbe essere , squarcio infinito,ferirta meravigliosa, sentiero di passi a migliaia dove nulla pià potrà essere vero ma tutto sarà -- proprio come sono i passi di quella donna che avvolta in un mantello viola, il capo coperto, misura lentamente la spiaggia, costeggiando la distanza che la divide dall'uomo e dal suo cavalletto fino a giungere a qualche passo da lui, e poi proprio accanto a lui, dove diventa nulla fermarsi-- e , tacendo, guardare.
    L'uomo non si vilta neppure. Continua a fissare il mare.Silenzio.Di tanto in tanto intinge il pennello in una tazza di rame e abbozza sulla tela pochi tratti leggeri.Le setole del pennello lasciano dietro di sè l'ombra di una pallidsissma oscurità che il vento immediatamente ascdiuga riportando a galla il bianco di prima.Acqua.Nella tazza di rame c'è solo acqua.E sulla, niente.NIente che si possa vedere.
    Soffia come sempre il vento da nord e la donna si stringe nel suo mantello viola.

    <<Plasson , sono giorni che lavorqate quaggiù.Cosa vi portate in giro a fare tutti quei colori se non avete il coraggio di usarli?>>

    Questo sembra risvegliarlo.Questo l'ha colpito.Si gira a osservare il volto della donna.Equando parla non è per rispondere.

    <<Vi prego, non muovetevi>>, dice.

    Poi avvicina il pennello al volto della donna, esita un attimo, lo appoggia sulle labbra e lentamente lo fa scorrere da un angolo all'altro della bocca.Le setole si tingono di rosso carminio.Lui le guarda , le immerge appena nell'acqua, e rialza lo sguardo verso il mare.Sulle labbra della donna rimane l'ombra di un sapore che la costringe a pensare "acqua di mare, quest'uomo dipinge il mare con il mare" -- ed è un pensiero che dà i brividi.
    Lei si è già voltata da tempo,e già sta rimisurando l'immensa spiaggia con il matematico rosario dei suoi passi,quando il vento passa sulla tela ad asciugare uno sbuffo di luce rosea, nudo a galleggiare nel bianco.Si potrebbe stare ore a guardare quel mare,e quel cielo,e tutto quanto,ma non si potrebbe trovare nulla di quel colore.Nulla che si possa vedere,
    La marea,da quelle parti,sale prima che arrivi il buio.Poco prima.Lacqua circonda l'uomo e il suo cavalletto, se li piglia,adagio ma con precisione , restano lì, l'uno e l'altro,impassibili, come un isola in miniatura, o un relitto a due teste.


 1 2 3 4