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4 novembre 2009
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Su una cosa sono tutti d’accordo: la robotica rappresenta il futuro della chirurgia, perché consente di operare in modo tale da far sembrare le tecniche laparoscopiche (cioè quelle che utilizzano piccole incisioni e strumenti miniaturizzati) pratiche
Inserito da: adam_clark2022
4 novembre 2009



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Adam Clark 2022AmministratoreTrust (mercoledì, 4 novembre 2009 alle 15:41)
Su una cosa sono tutti d’accordo: la robotica rappresenta il futuro della chirurgia, perché consente di operare in modo tale da far sembrare le tecniche laparoscopiche (cioè quelle che utilizzano piccole incisioni e strumenti miniaturizzati) pratiche da relegare ai musei di storia della medicina, almeno per buona parte degli interventi chirurgici più sofisticati.
In altre situazioni, invece, la chirurgia che si avvale del robot è complementare a quella laparoscopica, ma ha comunque un ruolo di crescente rilevanza.
Ottavio De Cobelli, direttore della Divisione di urologia dell’Istituto europeo di oncologia di Milano, presso il quale, con il robot, dal 2006 a oggi sono già stati effettuati più di 250 interventi, ne è davvero convinto: “Dal punto di vista tecnico non c’è confronto tra un intervento effettuato in laparoscopia, nel quale il chirurgo deve comunque agire manovrando aste lunghe parecchie decine di centimetri e rimanendo sempre all’esterno del paziente, con un’operazione nella quale lo stesso chirurgo opera direttamente con le sue mani, le quali, attraverso un sistema che è lo stesso dei giochi elettronici virtuali, trasmettono i movimenti ai bracci del robot con una finezza straordinaria. Tutto ciò, tra l’altro, avviene in un campo in cui la visuale, anche dei minimi dettagli anatomici, è straordinaria perché assicurata da una ricostruzione tridimensionale dell’organo effettuata dal computer.
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