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Forum / Archivio / Qualcosa si è perso...

mercoledì, 25 marzo 2009 alle 08:14


http://netlog.com/Daniel88NDanielDanielDaniel88Nhttp://it.netlogstatic.com/p/tt/097/954/97954528.jpgItalyAbruzzo Daniel88N

Scusate ma questa è solo una prima bozza,per cui se volete perdere del vostro tempo a leggerla non esitate con le critiche xd

"...Se guardi a lungo nell'abisso,l'abisso può vedere in te"...Siamo in un bosco,periodo autunnale direi,visto lo strato di foglie secche che ricoprono il terreno,rendendolo invisibile,e gli alberi quasi completamente spogli.Ecco che nel silenzio-fin troppo silenzio direi,nemmeno il cinguettare di un uccellino-vediamo avvicinarsi una strana figura colorata,un giullare,che con i suoi timidi passi divelta lo strato di fogliame,dai vestiti blu e gialli e dai bottoni dorati,dorati come i campanelli tintillanti sul suo buffo cappello e sulla punta delle sue scarpette variopinte,oramai umide e sporche di fanghiglia.Ha uno zaino di cuoio sulle spalle che sembra molto vecchio.La testa bassa,lo sguardo perso sul terreno,con un chè di pensieroso,triste e malinconico.Una leggera brezza fredda fà si chè un brivido gli corra lungo la schiena.Un enorme tronco divelto in mezzo al suo cammino sembra attirare la sua attenzione,ed ecco che lo scavalca,nemmeno troppo agilmente a dir la verità,appoggia lo zaino sullo strato di fogliame e si siede sul suddetto tronco.China un pò la testa in avanti,e,con una mano si leva il cappello,che posa di fianco a sè,e con l'altra si riavvia i lunghi capelli scuri arruffati all'indietro.Ha perso qualcosa,lungo il cammino.Il quaderno delle sue battute e la sua penna.Ma perso non è corretto,perchè non è andata proprio così.Gli ha smarriti in parte forse volutamente,forse no,forse in un momento di depressione non li aveva più reputati importanti,e li aveva lanciati via come in un raptus,non sentendoli più parte di sè,davvero,non lo sò,non ha voluto dirmelo."Cosa fa di un giullare quello che è?" era la domanda che gli affiorava alla mente,e poi:"Cosa fa di un uomo un uomo?"...Queste domande senza risposta rimbombavano nella sua testa.Una volta era allegro e spensierato,il suo cervello saltava da A a C nell'alfabeto,scorretto sì,ma in un certo qual modo reputa la cosa divertente.E comunque non diamogliene una colpa,è un giullare,e ha comunque una sua personale licenza poetica.Comunque,ecco che il nostro caro amico-per chi lo reputa tale- rizza la schiena e prende il suo zainetto,poggiandoselo sulle ginocchia.Non chiedetemi come,non chiedetemi perchè ma,nel pieno medioevo,ecco che ti tira fuori una bottiglia di Jack Daniel's nuova,con tanto di etichetta,giuro!Non sò dove l'abbia presa,chissà...Mah...Cose da giullari...Rimette giù lo zainetto e apre la bottiglia,ed ecco che nella mente gli sorge la domanda:"Perchè ti dai al vizio,bello mio?"...Dopo la terza volta che nella sua mente rieccheggia questa domanda,finalmente ecco che,a voce nè alta nè bassa,lo vediamo rispondere: "Per non vedere le spine delle rose"...Ed ecco che un risolino amaro spunta sul suo volto,prima di prendersi una bella sorsata di Jack,la qual cosa gli diede anche un non sò chè di senso di mortificazione.Comunque nel reclinare in alto la testa,c'è stata una cosa che ha attirato la sua attenzione.A tre metri dal suolo,sul ramo spoglio di un albero di fronte,c'è un corvo,il quale sembra non degnare di uno sguardo il nosto colorato amico.Il quale invece,riabbassando la bottiglia,e fissando il nero pennuto,esordisce a voce alta:"Qualcosa si è perso...".Forse frase non proprio corretta,ma egli reputa migliore di "ho perso qualcosa",dato che non ha niente di poetico,a parte che sente che essa ancora meno rende l'idea di ciò che prova.Alle parole del giullare,ecco che il corvo lo degna per un attimo della sua attenzione,reclina la testa come per scrutarlo meglio,ed emette un sonoro "crà",che il giullare coglie quasi come una risposta e,anche per assonanza,un "già",cosa che in qualche modo gli dà conforto e gli fa spuntare un'altro risolino sul volto,questa volta più sincero di prima,diverso,e una luce pare riapparirgli negli occhi.Ecco comunque,che il corvo,dopo aver dato il suo parere,con un balzello si volta,con un altro salta giù dal ramo,dispiega le ali e sparisce.Il nostro amichetto colorato lo fissa andarsene.D'un tratto,l'aria non sembra più così fredda,le sue scarpe nemmeno più di tanto infangate,e i suoi piedi nemmeno tanti umidi.Si alza,si stira la schiena stanca,poi guarda la bottiglia di whiskey aperta che tiene saldamente nella mano destra.Ancora gli spunta un risolino,si sente più sereno e meno triste,ora.Ecco che d'un tratto volta la bottiglia sul fogliame e la svuota.Poi guarda la bottiglia vuota,e la poggia di fianco allo zaino.Si china,con un fare decisamente più certo di prima,chiude lo zaino,e se lo issa sulle spalle.Riprende il suo capello,ma non lo mette in testa,vuole sentire l'aria fresca sulla testa e sulla fronte ,decide di tenerselo in mano.Poi riprende a camminare diritto nella direzione opposta rispetto a quella da cui arrivava,nella direzione che ha preso il corvo,ma questa volta con passo più certo,e,a dire là verità,nonostante le vecchie e leggere scarpette in tela non offrano un gran sostegno sul quel terreno accidentato e su quel manto di fogliame,sente i suoi passi più leggeri di prima.Per un attimo si sente quasi in colpa di aver buttato via il suo whiskey.Gli viene da pensare che forse ha invece fatto la cosa giusta..."anche se forse avrebbe ancora potuto servirmi più avanti".Nonostante ora sia più sereno,non è detto che più avanti gli sarebbe servito di nuovo per lenire alcune delle sue pene."No",si disse,non mi serve più.Nonostante cerchi di convincersi,e nonostante sia un pò più sereno-anzi no,molto di più-sà che un velo d'incertezza lo accompagnerà.D'altronde,egli sà anche questo,la nostra unica certezza nella vita è l'incertezza.Ed è anche questo,forse,a renderla interessante.



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