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Forum / Archivio / Padre la accoltella perchè frequenta un albanese.

martedì, 27 ottobre 2009 alle 10:26


http://netlog.com/BaldaVale猫 olmaria 猫猫 olmaria 猫BaldaValehttp://it.netlogstatic.com/p/tt/091/648/91648419.jpgItalyLombardia BaldaVale

ANCONA - La figlia aveva una relazione con un albanese e per questo motivo Mario Matarazzo, 44 anni, l'ha colpita alla gola con un punteruolo. Il fatto è avvenuto domenica sera ad Osimo, in provincia di Ancona, sulla porta della casa dove fino a poco tempo fa l’uomo viveva con la moglie, i due figli, un maschio e una femmina, e la nipotina di sei anni, frutto di una precedente relazione della giovane donna.

Matarazzo si era allontanato dalla famiglia da alcuni giorni, proprio per i contrasti sul nuovo legame della figlia, Evelina Materazzo, 23 anni, che da tempo frequentava un ragazzo di origine albanese. Una relazione che Mario proprio non riusciva ad accettare. E così ieri sera è tornato a casa deciso ad affrontare la ragazza. Nel peggiore dei modi, purtroppo. Si è appostato davanti all’abitazione, al civico 23 di via Guazzatore e, nascosto nei cespugli, ha atteso che Evelina uscisse. Le è quindi saltato addosso con il cacciavite, ferendo Evelina alla parte destra della gola e colpendo in modo lieve la moglie, intervenuta durante la colluttazione. Dopodichè si è allontanato, ma è stato rintracciato dai carabinieri poco lontano. Aveva i vestiti sporchi di sangue, anche perché aveva tentato di ferirsi con lo stesso punteruolo, trovato poi in un cassonetto. Ora l’uomo è rinchiuso in carcere con l’accusa di tentato omicidio aggravato. La ragazza, invece, è stata portata d'urgenza all'ospedale di Torrette di Ancona dove è tuttora ricoverata: non è in pericolo di vita e dovrebbe guarire in una ventina di giorni.

SIMILITUDINI CON ALTRI CASI - Ancora violenza in famiglia, ancora una donna aggredita dal proprio padre per una relazione con una persona di diverse origini. Il finale meno tragico di questa storia non deve però far perdere di vista il movente, del tutto simile a quello per il quale nell'agosto 2006 è stata uccisa Hina Saleem, la pakistana assassinata dal padre con l'aiuto di altri famigliari in provincia di Brescia, perché "colpevole" di convivere con un italiano cristiano. Ed è lo stesso che il 15 settembre scorso ha provocato la morte di Sanaa Dafani, la diciottenne marocchina uccisa dal padre a coltellate in un boschetto di Monte­reale Valcellina perché non condivideva la relazione che la giovane aveva con l'italiano Massimo De Biasio, cristiano e di tredici anni più vecchio.
All’indomani di questi due episodi la stampa italiana ha inveito contro i "barbari costumi" delle famiglie musulmane e contro la presunta intolleranza e inciviltà dell’Islam. L’episodio di Osimo con protagonista un uomo italiano che non accetta che la propria figlia abbia un fidanzato "albanese" è l’ennesima dimostrazione, per chi ancora si rifiutasse di accettarlo, del "nostro" razzismo e del fatto che il delitto d’onore, e più in generale la violenza contro le donne, non sono riconducibili a una religione o a una cultura. Loro sì che non fanno discriminazioni, possono contagiare chiunque. In quanto italiani, poi, basta guardarci indietro per rendercene conto, senza neanche andare troppo lontano nel tempo. Basta solo pensare che fino al 1981 in Italia venivano ancora riconosciute le attenuanti al "delitto d’onore", in virtù del famigerato articolo 587 del codice penale: «Chiunque cagiona la morte del coniuge, della figlia o della sorella, nell’atto in cui ne scopre la illegittima relazione carnale e nello stato d’ira determinato dall’offesa recata all’onor suo o della famiglia, è punito con la reclusione da 3 a 7 anni». Solo dopo il referendum sul divorzio e quello sull’aborto quest’odioso articolo fu cancellato. Ci è però forse venuto in mente di dire, o solo pensare, che la legge italiana ha "accettato" che un padre uccidesse una figlia? Non sia mai. E così nessuna fede, nemmeno l’Islam nella sua versione più radicale, consente a un padre di uccidere la propria figlia. È un omicidio. Punto. Nient’altro che violenza. E purtroppo, la violenza, così come il razzismo, sono trasversali a Paesi, culture, religioni, classi sociali. E sarà bene che anche i più accaniti sostenitori dello "scontro di civiltà" se ne facciano una ragione.

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  • http://netlog.com/aman0jakupatriziopatrizioaman0jakuhttp://it.netlogstatic.com/p/tt/041/507/41507388.jpgItalyToscana aman0jaku 28

    patrizio Amministratore Moderatore (venerdì, 6 novembre 2009 alle 16:25)

    ....in realtà il problema non è il razzismo, ne la religione, ne l'onore......la domanda è solo una.....
    ....perchè la gente decide di avere figli senza sapere realmente a cosa va incontro....aldilà dei progetti.....aldilà della reputazione....aldilà del resto del mondo che dice cosa fare e come..il senso di avere un figlio e di educarlo a vivere....per come la vedo io alle famiglie coinvolte in queste storie manca il rispetto dell'identità della persona imparentata, come se il sangue presupponesse un vincolo di responsabilità sociale dove se il figlio-degenere allora il padre-coglione e la madre-adultera e la famiglia-i pazzi del quartiere....è ancora solo questo il medioevo che dobbiamo buttarci dietro le spalle, prima di redigere la lista delle cose che non vanno....


  • http://netlog.com/TayoelJacopo CapCapJacopoTayoelhttp://it.netlogstatic.com/p/tt/001/063/1063786.jpgItalyLombardia Tayoel 24

    Jacopo Cap Amministratore Moderatore (giovedì, 29 ottobre 2009 alle 08:47)

    (miscelazione = abbruttimento)fobia

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