great_leonardo2006
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Blog / DAI DADI AL LOTTO - GIOCHI ROMANI
domenica, 11 gennaio 2009 alle 11:27
Dalla notte dei tempi nel gioco d’azzardo sono stati riposti i sogni più segreti e impagabili del popolino, pochi soldi investiti per avere almeno una speranza di diventare ricchi e soddisfarli tutti, e alla fine, constateremo che su questo terreno Roma se la batte con la più quotata Napoli.
La passione per le scommesse, vecchia quanto il mondo, non è certo un'esclusiva nazionale, ma tra dadi, corse di bighe, carte, lotto, lotterie e poi totocalcio, ippica, roulette, Superenalotto, sale Bingo e giù fino all'ultima trovata il gioco d’azzardo online e all'importazione delle slot machines, gli italiani sono diventati, oltre che un popolo di santi, poeti e navigatori, anche un popolo di giocatori d'azzardo.
Già i latini sentivano il bisogno di dare illustri precedenti alla mania collettiva: progenitore di tutti gli scommettitori sarebbe stato il dio Mercurio, che giocando con la Luna le avrebbe vinto i cinque giorni da aggiungere agli altri trecentosessanta per completare l'anno. E' anche risaputo che Nerone, per rimpinguare le casse dello stato, sfruttò la passione del gioco dei romani, indicendo le prime lotterie pubbliche con mille biglietti al giorno.
Più che di lotteria vera e propria, si trattava di una variante al gioco dei dadi, allora il più diffuso: i nomi dei premi erano incisi su alcuni dadi confusi con gli altri, che però non venivano normalmente "gettati" dal bossolo ma erano posti in un'urna e quindi estratti. Ed è proprio l'urna alle origini del moderno lotto, le cui radici storiche sono comunque incerte.
L'ipotesi più accreditata vuole il lotto nato a Genova all'inizio del XVI secolo come evoluzione di un'antica usanza: quella di scegliere due volte l'anno cinque membri del senato cittadino, estraendoli a sorte tra i nomi dei centoventi genovesi più in vista, "imbussolati" dentro un'urna detta "seminario", gli scommettitori potevano puntare sull'estratto semplice (un solo nome), sull'ambo e sul terno. Il gioco del "Seminario" si diffuse presto in tutti gli stati della Penisola.
La regola divenne indovinare i cinque numeri estratti tra l'1 e il 90. Nella Roma papale il gioco all'inizio non ebbe vita facile: fu a lungo bandito e nel 1728 Benedetto XIV arrivò a comminare galera, multe, pene corporali e perfino la scomunica ai trasgressori.
Il successore Clemente XII dapprima confermò la proibizione. Ma poi, visto che si continuava a scommettere clandestinamente ai banchi del lotto esteri, e considerati i lauti introiti che sarebbero invece derivati da una gestione statale, riammise il gioco portando le estrazioni da due o tre l'anno a diciotto. E così il 14 febbraio 1732 si tenne sul Campidoglio la prima estrazione ufficiale.
I numeri vincenti.- nel caso i nostri 'navigatori' volessero tentare la sorte – furono 56,11, 54,18 e 6. Con il ricavo si finanziarono lavori pubblici e restauri di monumenti: non da oggi il buon grano viene spesso dalla crusca. Non solo: i soldi del lotto servivano anche a far sposare le "zitelle" povere.
Novanta nubili romane erano abbinate ai novanta numeri. E alle prime cinque estratte era garantita una cospicua dote al momento delle nozze: le cinque signorine, è il caso di dire, facevano un bel terno secco. Per arrivare al lotto come lo conosciamo, l'anno capitale è il 1871: fu allora, all'indomani dell'unificazione, che gli abbinamenti a fini benefici furono eliminati e si stabilì che le estrazioni avvenissero una volta la settimana, ogni sabato.
(liberamente tratto dal web )
Quanti di voi non hanno mai sognato di essere baciati dalla Dea Bendata….. 
Commenti 27 Ordina commenti:
aseren (giovedì, 15 gennaio 2009 alle 06:11)
Non conoscevo tutti questi particolari...grazie...molto interessante...
**BIBI** bibottina Trust (giovedì, 15 gennaio 2009 alle 02:21)
interessante, anche se oramai non gioco più da anni
Stefano Stronati Trust (lunedì, 12 gennaio 2009 alle 11:28)
Affinché sia chiaro: sempre interessanti i tuoi interventi, e questo conferma la regola. L'argomento, però, mi arroventa l'anima:
- great_leonardo2006:
Quanti di voi non hanno mai sognato di essere baciati dalla Dea Bendata…..
Io. Considero le vincite al lotto una frode, ancorché normata:
* una frode innanzi tutto dello Stato, che ovviamente lucra su questa frenesia - anch'essa malata, perché suppone la fortuna propria e la delusione del prossimo;
* una frode nei confronti del prossimo; e quanto più questo prossimo è un onesto lavoratore, tanto più la frode è grave. Se cento persone giocassero al lotto, le loro giocate finirebbero per il venti per cento a coprire le spese di gestione, per il quaranta per cento direttamente allo Stato, e solo per il quaranta per cento in premî di vincita; di questo quaranta per cento, però, solo pochissimi - men dell'un per cento - riceveranno effettivamente qualche cosa.
Devo sottolineare che quel che mi dà più rabbia è proprio l'odiosa, stupida e ormai neanche più vereconda speranza di "vincere tanti soldi": è ormai ampiamente verificato che le lotterie maggiormente seguite non siano quelle che propongono un maggior numero di premî, ancorché di minor valore; bensì quelle che agitano lo spauracchio delle vincite più elevate. Personalmente, vedo in questa bramosia la più alta, odiosa, cattiva personificazione della ripugnanza verso il senso comune, sociale, verso l'idea di prossimo, di giustizia e di correttezza. Che lo Stato usi questo sistema per far cassetta, è infamante ma comprensibile - sempre meno violento dell'esazione fiscale: che tanti bravi cittadini, probi e indefessi lavoratori, onesti padri di famiglia e integerrimi galantuomini timorati e religiosi, si gettino a capofitto sul maiale più grasso, sperando di strappare da esso un pezzo più grande di quanto lor spetti; ebbene, m'è a dir poco rivoltante.
alessandro Trust (lunedì, 12 gennaio 2009 alle 09:23)
Io me lo so' sognato d'esse baciato dalla dea bendata, ho aperto gli occhi ed ho visto che a baciarmi erano i miei figli........li ho capito che la dea bendata esiste
Non sono un giocatore, apparte er pokerino a Natale che me piace un sacco e ogni tanto al superenalotto.....non ci credo molto che possa accadermi di fare una grossa vincita anche se sono ottimista per natura......ma quelli so' antri culi
Walter laletta Trust (domenica, 11 gennaio 2009 alle 23:34)
Angelo Trust (domenica, 11 gennaio 2009 alle 23:01)
Mi hai fatto venire in mente che devo controllare i biglietti del superenalotto del 10-01 (giocati x caso)... magari ho vinto e non lo so nemmeno!!! Grazie per tutte le informazioni!!!
AURORA Trust (domenica, 11 gennaio 2009 alle 22:28)
xxstefy63xx bologna Trust (domenica, 11 gennaio 2009 alle 22:05)
interessante buona giornata...............ma un bel terno lo potevi anche mettere
ninetta ninetta (domenica, 11 gennaio 2009 alle 21:48)
grazie non conoscevo questa notizie grazie
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