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great_leonardo2006

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"La tua traccia è la mia traccia, la tua preda è la mia preda, la tua tana è la mia tana, la tua lotta mortale sarà la mia lotta mortale!"
(dal Libro della Giungla, R. Kipling)


  • GIORNATA DELLE MORTI BIANCHE

    Ogni giorno, in Italia, sul lavoro si verificano 2500 incidenti, muoiono 3 persone e 27 rimangono permanentemente invalide: cifre che testimoniano la persistente gravità di un fenomeno che resta una delle principali cause di morte, quasi il doppio rispetto agli omicidi.


    Le leggi operante nel settore della prevenzione, protezione e sicurezza dei lavoratori vengono spesso eluse, con la complicità dei datori di lavoro, dell’imperizia e della scarsa sensibilità di quanti si trovano ad operare in situazioni di pericolo e ambienti difficili
    Sono oltre 1200 le persone decedute sul lavoro nel solo anno 2007 e quasi 2500 gli incidenti quotidiani che si verificano sull’intero territorio nazionale.


    Numeri che impongono anche una riflessione di ordine economico e sociale: più di tre persone al giorno muoiono in Italia per cause di lavoro, mentre 27 ne restano invalide in modo permanente. Un fenomeno grave, più volte richiamato nell’agenda politica dal Presidente della Repubblica e di pesante attualità ogni qual volta i media riportano alla cronaca nuovi e tragici accadimenti.


    Per ricordare tutte le vittime degli infortuni sul lavoro il prossimo 12 ottobre l’ANMIL - associazione nazionale mutilati e invalidi del lavoro - celebra, contemporaneamente in tutte le province d’Italia, la Giornata a loro dedicata, istituzionalizzata nella seconda domenica di ottobre con direttive del Presidente del Consiglio dei Ministri del 1998 e del 2003 su richiesta della associazione stessa. Sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e con il patrocinio del Segretariato Sociale Rai e la Campagna di sensibilizzazione, domenica l’Anmil - che da oltre 60 anni si occupa della tutela delle vittime del lavoro e raccoglie oltre 470.000 iscritti - aprirà la manifestazione con una celebrazione in Campidoglio.


    Nella prestigiosa Aula Giulio Cesare, dalle ore 10.30 alle 12.30, l’Anmil insieme alle massime cariche istituzionali e al Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, Maurizio Sacconi, renderanno un saluto e una riflessione per il futuro ai partecipanti e alle famiglie dei lavoratori deceduti sui luoghi di lavoro.


    I dati registrano un calo sensibile nelle stime dei morti sul lavoro (secondo l’Inail dal 2007 al 2008 si è verificata una flessione degli infortuni del 5-6% e un calo del 10% sui decessi), ma c’è ancora molto da fare: isituzioni, associazioni, enti di ricerca, sindacati, aziende, mezzi di comunicazione di massa e cittadini - sostiene l’Anmil - devono sentirsi parte di un unico discorso, quello che non vuole nessun morto sul lavoro. Informazione, risorse, formazione professionale, controllo e garanzia sono gli ambiti sui quali occorre puntare.
    Diciamo NO alle Morti Bianche

  • GITA AD ORVIETO

    La città di Orvieto si trova nella parte sud-occidentale dell'Umbria, in provincia di Terni, al confine con la provincia di Viterbo nel Lazio. Orvieto è insediata su una rupe di tufo, a 325 m s.l.m., che domina la valle sottostante dove scorrono i fiumi Paglia e Chiani poco prima di confluire nel Tevere. Questa enorme piattaforma in tufo vulcanico brunastro, che si solleva dai venti ai cinquanta metri dal piano della campagna, fu creata dall'azione eruttiva di alcuni vulcani.


    Le testimonianza archeologiche di epoca etrusca, fornite da campagne di scavo e studi condotti negli ultimi anni, offrono un quadro abbastanza attendibile, della città antica, identificata dopo molte incertezze e polemiche tra etruscologi, nella città di Velzna che sorgeva nei pressi di un famoso santuario etrusco, Fanum Voltumnae, meta ogni anno dei lucumoni che vi si riunivano e degli abitanti dell'Etruria che vi confluivano per celebrare riti religiosi, giochi e manifestazioni.


    Dalla necropoli etrusca al Pozzo di San Patrizio attraverso le meraviglie del Duomo gotico è un meraviglioso itinerario e un'occasione unica per scoprire una piccola e preziosa città d'arte. L'itinerario può iniziare dalla Rocca di piazza Cahen, cui si arriva salendo con la funicolare dal piazzale della stazione ferroviaria.


    A poca distanza si trova il celebre Pozzo di San Patrizio: costruito tra il 1528 e il 1537, profondo 62 metri e largo 13, è contornato da due scale elicoidali per il passaggio di centinaia di bestie da soma che avevano il compito di trasportare l'acqua delle fonti di San Zeno. In piazza del Popolo si trova il Palazzo del Popolo, uno dei più antichi palazzi comunali di tutta l'Italia. A piazza della Repubblica sorge il Palazzo Comunale, iniziato nel 1216 e mai completato.


    Qui ha sede la chiesa più antica della città, dedicata a Sant'Andrea. Su corso Cavour si alternano palazzi cinquecenteschi e case medievali, botteghe d'arte e caffè "slow". Si arriva poi alla famosa Torre del Moro, costruzione medievale alta 42 metri.


    Da lì, attraverso la via omonima che ospita artigiani della ceramica, del ferro e del legno, si arriva al Duomo, uno dei massimi capolavori del gotico italiano, che ospita tra l'altro affreschi di Gentile da Fabriano, di Filippo Lippi e del Signorelli, il busto bronzeo di Urbano Vili, opera del Bernini, una Madonna con i Santi del Pinturicchio.


    E se nel frattempo vi è venuta fame ci sono moltissime osterie dove soddisfare il palato che , tra gli altri piatti vi proporranno, la zuppa di legumi, bruschette, coppa di testa aromatizzata all'arancio e peperoncino, lumachella orvietana con lombetto, salame corallina in abbinamento con pane a lievitazione naturale, una selezione di formaggi, tozzetti, ciambellini e pappole orvietane.
    Vale la pena di farci una gita domenicale….che ne pensate ……

  • HASTA LA VICTORIA SIEMPRE

    Tutti conoscono il motto, la sua immagine e il suo nome di battaglia, ma sono pochi in realtà quelli che sanno veramente chi era quest’uomo soprannominato il Comandante.
    Ernesto Rafael Guevara De la Serna più noto come Che Guevara (Rosario, 14 giugno1928 – La Higuera, 9 ottobre 1967) è stato un rivoluzionario e guerrigliero argentino.


    Il soprannome di "Che" gli venne attribuito dai suoi compagni di lotta cubani in Messico, e deriva dal fatto che Guevara, come tutti gli argentini, pronunciava spesso l'allocuzione "che". La parola deriva dalla lingua mapuche e significa "uomo", "persona", e venne ripresa nello spagnolo parlato in Argentina ed Uruguay, per chiamare l'attenzione di un interlocutore, o più in generale, come un'esclamazione simile a "hey".
    Guevara fu membro del Movimento del 26 di luglio e, dopo il successo della rivoluzione cubana, assunse un ruolo nel nuovo governo, secondo per importanza al solo Fidel Castro. Dopo il 1965, lasciò Cuba per "esportare la rivoluzione", prima nell'ex Congo Belga (ora Repubblica Democratica del Congo), poi in Bolivia. L'8 ottobre 1967 venne ferito e catturato da un reparto anti-guerriglia dell'esercito boliviano - assistito da forze speciali statunitensi ossia agenti speciali della CIA - a La Higuera, nella provincia di Vallegrande (dipartimento di Santa Cruz). Il giorno successivo venne ucciso nella scuola del villaggio.


    Il suo cadavere - dopo essere stato esposto al pubblico a Vallegrande - fu sepolto in un luogo segreto e ritrovato da una missione di antropologi forensi argentini e cubani, autorizzata dal governo boliviano di Sanchez de Lozada, nel 1997. Da allora i suoi resti si trovano nel Mausoleo di Santa Clara de Cuba.


    Personaggio discusso, definito da più parti un puro idealista, dopo aver visto la povertà di massa e influenzato dalle letture sulle teorie marxiste, concluse che solo la rivoluzione avrebbe potuto risolvere le disuguaglianze sociali ed economiche dell'America Latina. I suoi viaggi gli fornirono anche l'idea di non vedere il Sudamerica come una somma di diverse nazioni, ma come un'unica entità, per la liberazione della quale era necessaria una strategia di respiro continentale.
    Cominciò ad immaginare la possibilità di una Ibero-America unita e senza confini, legata da una stessa cultura (mestizo), un'idea che assumerà notevole importanza nelle sue ultime attività rivoluzionarie. Ritornato in Argentina, completò gli studi il prima possibile, deciso a continuare i suoi viaggi nell'America del Sud e nell'America centrale.


    Si Laureò in medicina alla scuola medica dell'Università di Buenos Aires nel 1953
    Che Guevara era convinto che il consenso popolare fosse indispensabile per la rivoluzione, e che senza di esso non fosse possibile portare avanti alcun movimento rivoluzionario. al contrario di molti militari e uomini d'armi, il Che era estremamente colto e può essere definito un filosofo.
    Tutt'ora Ernesto Guevara, el Che (emblema, per alcuni, della lotta per la libertà e la dignità dei popoli del Terzo Mondo), appare come la figura dell'eroe ideale, una sorta di eroe sofocleo, incapace di compromessi a costo della sua stessa vita.


    Anche a prescindere dalle sue convinzioni politiche, la sua immagine di eterno ribelle, di sognatore poco incline alla mediazione con un mondo pieno di ingiustizie, ha conquistato generazioni di giovani in tutto il mondo.


    "...soprattutto siate sempre capaci di sentire nel profondo di voi stessi ogni ingiustizia commessa contro chiunque in qualsiasi parte del mondo."
    La morte del Che fu vista come un grave fallimento per i movimenti rivoluzionari d'impronta socialista operanti nell'America latina e nel resto del terzo mondo, i suoi resti, assieme a quelli di sei altri combattenti cubani morti durante la campagna in Bolivia, furono tumulati con tutti gli onori militari in un mausoleo costruito appositamente nella città di Santa Clara, dove trentanove anni prima aveva vinto quella che era stata ritenuta la battaglia decisiva della rivoluzione cubana. Il monumento è corredato da una grande statua con la scritta "Hasta la victoria siempre"


    La foto intitolata Guerrillero Heroico che ritrae Guevara è stata una delle fotografie più stampate del XX secolo. Nel mondo, ci sono innumerevoli immagini del Che su riviste, libri, cartoline, poster, magliette e bandiere, ma il fotografo che la scattò, Alberto Korda, non ne trasse alcun guadagno.


    A 41 anni dalla sua scomparsa ho voluto dedicare questo blog ad un personaggio storico, in realtà schivo dalla pubblicità, all’eroe senza macchia, di cui molti, pur utilizzandone l’immagine e nominandolo ripetutamente, non conoscono nemmeno chi fosse e quali fossero gli ideali che l’animarono e a quanti ne ricordano la memoria.

  • UNIVERSITA’ AFFITI D’ORO

    Anche 500 euro per una stanza singola, per gli studenti universitari fuori sede con contratti quasi inesistenti e evasione fiscale totale da parte dei proprietari.
    «Affittasi 2/3 posti per studenti in appartamento nuovissimo appena ristrutturato a piazza Re di Roma munito di lavatrice, scaldino, televisore sky, prese internet» oppure «Montesacro fittasi camera doppia con bagno in appartamento euro 280 x 2» ancora «affittasi a 220 euro per studentesse camera doppia e singola in ampio e luminoso appartamento adiacenze via dei Volsci» o «Affittasi appartamento per studenti in palazzo signorile con ascensore in piazza dei Mirti,» e «Affittasi appartamento per studenti Casilina-Filarete composto da due camere,cucina,bagno arredato e ristrutturato a studentesse o a lavoratori non residenti» ………


    Nelle bacheche universitarie, nelle zone limitrofe e nei luoghi frequentati da giovani matricole è un continuo pullulare di annunci e proposte abitative per fuorisede. L'anno accademico è iniziato e il mercato degli affitti, rigorosamente a nero, riparte con il solito slancio speculativo, con alloggi che di arredamento e comodità hanno veramente poco e spesso non sono a norma.


    A Roma, Milano,Bologna, Firenze, Napoli e altre città italiane la dislocazione delle sedi universitarie distaccate nei vari quartieri ha fatto impennare gli affitti anche in quelle zone in passato ritenute più abbordabili dove una stanza con un solo posto letto può costare fino a 450 euro al mese, cifre che, secondo le associazioni universitarie, sono raddoppiate negli ultimi due o tre anni, grazie anche alla riforma universitaria che dispone l'obbligo di frequenza per gli studenti.


    In prossimità delle stazioni della metropolitana, una stanza doppia può costare 300 euro a studente mentre una singola anche 500 e poi ci sono le abitazioni trasformate dai proprietari in veri e propri casermoni che riescono a contenere anche otto posti letti, una giungla di illegalità che non trova l'attenzione
    delle Forze dell’ordine competenti verso gli evasori, cioè quei proprietari che sulla carta posseggono appartamenti sfitti mentre in realtà li occupa in nero, e non si peritano neppure di verificare la legalità delle offerte pubblicamente esposte.


    Una pratica quella dei fitti a nero che impedisce agli stessi studenti di accedere alle borse di studio per fuorisede, della serie oltre il danno la beffa perché alla fine i fuorisede non avendo un contratto sottoscritto con canoni alla luce del sole non possono presentare la documentazione e accedere agli aiuti universitari a sostegno del fitti e dato che i posti nelle residenze universitarie non superano i 300 a fronte di una media di migliaia di studenti fuorisede, restano migliaia di locazioni sommerse, in nero cioè esentasse.


    Posti letto e appartamenti affittati rigorosamente a nero tra i 300 e i 2000 euro al mese sono cifre da capogiro, ma sopratutto guadagni a molti zeri che si perdono nel sommerso, i contratti difatti non esistono ed i fitti sono esentasse.
    Che cosa aspetta la Guardia di Finanza per intervenire? Il reato ipotizzato è una maxi evasione fiscale a cui purtroppo genitori e studenti sono obbligati a partecipare loro malgrado e questa si chiama tutela dell’ordine, della famiglia e lotta all’evasione fiscale... ...che ve ne pare.......

  • LE OTTOBRATE ROMANE

    L'usanza delle ottobrate romane, tradizionali scampagnate del popolino tra le vigne e le osterie fuori porta, diffuse al tempo della Roma pontificia, ma il ricordo si perde nella notte dei tempi, in questo periodo infatti le giornate vengono definite con un termine che le caratterizza per il sole alto e splendente che riscalda e induce alle gite fuori porta, lontani dal traffico e dallo smog.


    Inizialmente le gite autunnali erano permesse solo il giovedì, per non distogliere i fedeli dai doveri religiosi festivi, ma poi furono estese alla domenica. A piedi, o con la carettella, la tipica carrozza a guscio di noce tirata da cavalli, i romani partivano vestiti a festa diretti ai prati di Testaccio, ponte Milvio, San Giovanni, porta Pia, San Paolo, Monte Mario e Monteverde che nella prima metà dell’Ottocento erano ancora coltivati a orti e vigne. Le scampagnate erano animate da orchestrine, giostre, alberi della cuccagna, corse campestri, canti, balli, stornelli. Si suonavano tamburelle, chitarrine e nacchere e si ballava il sartarello. Naturalmente c’erano vino e cibo in abbondanza e si mangiavano gnocchi, trippa e abbacchio, cucinato al forno o a scottadito.


    Con l’avvento del Regno d’Italia l’usanza andò via via consolidandosi come forma di svago ed evasione soprattutto fra le classi meno abbienti della Capitale, a partire dall'ultimo trentennio dell'Ottocento. Si usciva dalla città su carrozze stracariche: tre a cassetta, sei dentro e tre sul mantice. I cocchieri gareggiavano e canti e ritornelli si fondevano, al suono dei cembali, dei tamburelli e dei rozzi flauti di canna. Sia gli uomini che le donne erano molto ricercati nel vestire.
    Rappresentate da musicisti, poeti e pittori fanno parte del bagaglio di ogni romano.
    Ancora oggi approfittando delle belle giornate il costume non è cambiato e la si può chiamare “Gita fuori porta” o “scampagnata” resa agevole dal mese di ottobre.


    L’importante è tenere d’occhio il guidatore di turno che è preferibile sia astemio e ci si potrà scatenare come nei tempi andati, provando l’ebbrezza di questa ottobrata…che ne dite….

  • L’ISOLA DEI MORTI

    "L’effetto deve essere un silenzio tale da spaventarsi sentendo bussare alla porta"
    "L'isola dei morti" è opera del pittore svizzero Arnold Böcklin (1827-1901), forse la figura più importante del Simbolismo europeo, indiscusso protagonista della cultura figurativa tedesca dell' '800, ed è un'opera che si può eleggere a "simbolo" della pittura "simbolista", seppur eseguita in un linguaggio pittorico estremamente concreto con toni decisamente realistici.


    Böcklin riesce a sintetizzare la sua formazione di stampo classicista con la passionalità decadente di un tardo-romantico, precorrendo proprio per la straniante fusione di caratteristiche così antitetiche la poetica metafisica e surrealista che da lui derivano il loro inquietante senso dell'enigma e dell'ambiguità: riconosceranno in lui un loro maestro spirituale Klinger, Dalì e Giorgio De Chirico, che avrà una vera e propria fase böckliniana.
    Lo stesso autore definì "L'isola dei morti" un quadro per sognare, tanto consapevole e dichiarata era la sua intenzione di evocare uno stato d'animo.


    L'ambientazione è uno scenario marino dove incombe un massiccio roccioso artificiosamente strutturato, un megalite imponente in cui si innesta una cupa macchia di vegetazione a costituire il motivo centrale del dipinto, ad andamento verticale, un impianto volumetrico solido e compatto in un’atmosfera rarefatta velata da un colore giallognolo: una scena naturale possente e grandiosa dove le figure umane sono soverchiate da tanta maestà e dove tutto concorre a suggerire un senso di immobilià e di silenzio, misto a paura e attesa, il senso della conclusione, dell'approdo ad un mondo onirico che forse è la meta ultima di un viaggio meta-fisico, il viaggio dell'anima.


    Non a caso Sigmund Freud fu affascinato da questo dipinto, lui che sapeva leggerne come nessun altro il significato psicologico, così come ne furono affascinati Lenin e, per altri versi, Adolf Hitler, dando in questo caso l'avvio ad una serie di racconti più o meno avventurosi e ad aneddoti più o meno veritieri sul complesso rapporto con esso, in gran parte non confermati storicamente.
    Freud fornisce forse con questa frase una perfetta chiave di lettura dell'opera di Böcklin:
    "L’artista sa trovare la strada di ritorno dal mondo della fantasia alla realtà. Le sue creazioni, le opere d’arte, sono soddisfazioni fantastiche di desideri inconsci, come i sogni".


    L' "appropriazione" da parte del nazismo ha messo in risalto le possibili letture esoteriche de "L'isola dei morti", in realtà l'autore vuole compiere innanzi tutto un'indagine sulla psiche nel modo in cui la cultura sua contemporanea lo condiziona, ricorrendo al simbolo per proiettare un sentire individuale interiore ad un livello generale, in cui ognuno possa recepire il significato del simbolo in modo soggettivo e ripercorrere poi il cammino a ritroso per recuperare la sensazione iniziale: è questo il potere "magico" del simbolo, il suo significato medianico.


    Böcklin ne produsse cinque diverse versioni negli anni tra il 1880 e il 1886 che si trovano a:
    1. (1880) - Kunstmuseum, Basilea. 1 versione
    2. (1880) - The Metropolitan Museum of Art, New York. 2^versione
    3. (1883) - Alte Nationalgalerie, Berlino. 3^ versione
    4. (1884) - Distrutta a Rotterdam durante la Seconda guerra mondiale.
    5. (1886) - Museum der bildenden Künste, Lipsia. 5^ versione

    Sulla tomba di Böcklin che riposa a Firenze nel Cimitero degli Allori c'è scritto:
    "Non omnis moriar"

    Qual è l'enigma del quadro? E perché alcuni lo considerano come un ponte gettato verso un'altra realtà? Ma, soprattutto, se l'isola dei morti è veramente una "porta", in quale spaventosa dimensione può condurre chi lo guarda?

  • Un cappello pieno di ciliege

    Un cappello pieno di ciliegie è un libro scritto da Oriana Fallaci e pubblicato nel 2008, successivamente alla morte dell'autrice avvenuta il 15 settembre 2006.
    In questo libro, la scrittrice fiorentina racconta la storia della sua famiglia tra il 1773 e il 1889.


    La scrittrice ha lavorato alla scrittura di questo romanzo per oltre dieci anni..
    Il libro esce su ferma volontà del nipote ed erede universale di Oriana, Edoardo Perazzi il quale ha seguito precise disposizioni della scrittrice riguardanti sia il titolo sia il testo del libro.
    Una saga familiare che copre gli anni tra il 1773 e il 1889, come lo ha definito lei stessa, l’epopea della sua famiglia. È questo Un cappello pieno di ciliege, romanzo postumo di Oriana Fallaci, edito da Rizzoli.


    Nel suo sferzante libro La rabbia e l’Orgoglio, la giornalista fiorentina morta il 15 settembre 2006 l’aveva già annunciato: “La vigilia della catastrofe (l’11 settembre 2001) pensavo a ben altro: lavoravo al romanzo che chiamo il-mio-bambino . Un bambino molto difficile, molto esigente, la cui gravidanza è durata gran parte della mia vita d’adulta, il cui parto è incominciato grazie alla malattia che mi ucciderà, e il cui primo vagito si udrà non so quando.


    Forse quando sarò morta'’. E così infatti è stato.
    Oriana Fallaci aveva consegnato il suo “bambino” al nipote Edoardo Perazzi, in 684 cartelle dattiloscritte, battute a macchina sulla cara Olivetti Lettera 32, lasciando precise disposizioni su titolo e pubblicazione.


    Il libro include una sezione finale di “Note di edizione”, con la riproduzione di pagine dal dattiloscritto originale e un albero genealogico ricostruito sulla base delle vicende del romanzo. Viene così ripercorsa la storia dell’Italia rivoluzionaria di Napoleone, Mazzini, Garibaldi, Vittorio Emanuele II attraverso le avventure di uomini come Carlo che voleva piantare viti e olivi nella Virginia di Thomas Jefferson; o come Francesco nostromo, negriero e padre disperato; o Giovanni assassino mancato del traditore Carlo Alberto; Giobatta sfigurato nel volto e nell’anima da un razzo austriaco durante la battaglia di Curtatone e Montanara.


    Sono molti i riferimenti strettamente autobiografici, come quello che si legge a pagina 205, sul cancro, il “mal dolent” - come veniva chiamato in Catalogna - che colpisce Maria Isabel Felipa, madre di Montserrat, la trisnonna della madre di Oriana. Si legge: “Nella sua perfidia il mal dolent include qualcosa di positivo: un’attesa di solito abbastanza lunga dell’inevitabile traguardo chiamato Morte. Un’anticamera dell’aldilà, se vuoi. Un intervallo o un limbo nel quale la Morte in arrivo cammina col rallentatore sicché, aspettandola e osservandola mentre viene a noi piano piano, si ha tutto il tempo di fare due cose. Apprezzare la vita cioè accorgersi che è bella anche quando è brutta, e riflettere bene sia su noi stessi che sugli altri: vagliare il presente, il passato, quel po’ di futuro che ci rimane. Io lo so. E forse Maria Isabel Felipa non s’accorse che la vita è bella anche quando è brutta: una tale ammissione richiede una sorta di gratitudine che lei non aveva.


    La gratitudine per i nostri genitori e nonni e bisnonni e trisnonni e arcinonni, insomma per chi ci ha dato l’opportunità di vivere questa straordinaria e tremenda avventura che ha nome Esistenza.
    Ma, in fondo tutto il libro è così: un colorito reportage, lungo i secoli, d' una giornalista di talento, che si sente al centro del mondo, assolutamente da leggere, affinché si riporti alla memoria e monito quei periodi ormai dimenticati dalla Società moderna…….. ...a Voi il giudizio…… .

  • GIOVANI BOCCIATI IN EDUCAZIONE SESSUALE

    La ricerca della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia, che verrà presentata a Londra domani, nel giorno della giornata mondiale per la contraccezione, boccia i giovani italiani.
    Giudicata inutile per metà dei giovani italiani, definiti ignoranti perché hanno le idee confuse sul proprio corpo e non sanno quasi nulla di contraccezione, nonostante ciò la metà dei ragazzi italiani pensa che l'educazione sessuale sia una perdita di tempo.


    I ragazzi italiani hanno un atteggiamento un po' superficiale nei confronti del sesso, e la metà di loro sostiene che la prevenzione serve a poco o nulla. Un dato sconcertante.
    L'indagine è stata condotta quest'estate sulle spiagge italiane intervistando 1.211 ragazzi, soprattutto donne, dalla quale ne esce un ritratto preoccupante: il 22% dei ragazzi non raggiunge la sufficienza nel prendersi cura del proprio corpo e vivere la sessualità in modo"maturo".


    Su 1.211 intervistati, circa 600 ritengono l'educazione sessuale inutile, sarà forse per questo che siamo ai vertici delle graduatorie mondiali nei consumi della pillola del giorno dopo, solo nel 2007 consumate 374 mila scatole, record da Guiness dei Primati in rapporto alla popolazione.


    Non va meglio il capitolo contraccezione: il 31 % non la considera un modo di rispettarsi, solo il 30% degli intervistati la ritiene una responsabilità di entrambi, mentre per ben il 62% è un compito che riguarda solo la donna, un'idea particolarmente radicata tra le ragazze, visto che il 78% degli intervistati erano donne e in caso di gravidanza indesiderata, per il 54% è una propria leggerezza, un autogol, mentre per il 41 % si tratta di un "colpo basso" del partner.


    Unico dato positivo, la pillola: sembra tramontato il pregiudizio che faccia ingrassare.
    "Che il 50% ritenga l'educazione sessuale un'inutile perdita di tempo è sconcertante", commenta la sessuologa Alessandra Graziottin. "È ancora prioritario parlare ai giovani di educazione sessuale, e sforzarci di trovare nuovi linguaggi per trasmettere il messaggio”.


    Alla luce di questi dati, la S.I.G.O. insisterà col progetto di sensibilizzazione "Scegliti!".
    Obiettivo: offrire una corretta informazione.
    (liberamente tratto da un articolo apparso su city)
    A questo punto siamo arrivati proprio alla frutta…… ....e Voi che ne pensate……

  • STOP DEL GARANTE ALLA PRIVACY

    Violata la privacy, dati e numeri ceduti senza consenso di15 milioni di famiglie , illegalmente censite per reddito e stile di vita da una delle società bloccate dal garante Pizzetti.
    L’indagine è scaturita dalle ripetute segnalazioni degli utenti e con motu proprio il Garante della privacy chiude il telefono in faccia a venditori e imbonitori telefonici fuorilegge e invadenti.


    L'autorità presieduta da Francesco Pizzetti ha vietato ad alcune società che creano e vendono banche dati (Ammiro Partners, Consodata e Telextra) l'utilizzo dei dati personali di milioni di utenti: «I numeri telefonici erano stati raccolti e utilizzati illecitamente, senza cioè aver informato gli interessati e senza che questi avessero fornito uno specifico consenso alla cessione delle loro informazioni personali ad altre società» spiega una nota al provvedimento, scritto da Mauro Paissan, deputato dei Verdi e membro dell'Autorità.


    Una delle società ispezionate offriva sul proprio sito i dati di oltre 15 milioni di famiglie italiane suddivise per redditi e stili di vita, senza che gli interessati fossero stati informati o avessero dato il loro assenso alla comunicazione dei dati a terzi.
    Il divieto è scattato anche per altre aziende come Telecom, Wind, Fastweb, Tiscali, Sky, Tele2, Lavazza ecc. che hanno acquistato gli elenchi per contattare le persone al telefono e promuovere i loro prodotti e servizi tramite i call center. «In questo modo si tutelano anche gli operatori di telemarketing che si comportano correttamente», ha spiegato Paissan.


    L'indagine è scattata sopratutto grazie alle segnalazioni e denunce pervenute alla Polizia Postale degli utenti molestati dalle telefonate o per via telematica, se non truffati dalle stesse.
    A quanti di voi è capitato di ricevere telefonate di vincite in ipotetici concorsi, previo acquisto di qualche prodotto, di sentirsi offrire vini e oli di dubbia provenienza, di chiedere rinnovi contrattuali o cambi di gestore telefonico anche su NETLOG vediamo apparire di continuo spam che avvisano di vincite ipotetiche, il tutto per carpire i Vostri indrizzi IP.


    (liberamente tratto da un articolo apparso su metro)
    Quindi se qualcuno avesse qualche dubbio, reclamo e/o rimostranze può tranquillamente rivolgersi al seguente link:
    Garante della Privacy
    Questo Blog è stato scritto a salvaguardia degli Utenti telefonici e telematici, perché sarebbe proprio ora che veniamo tutelati e la piantino di scambiarci per mucche da mungere in tutti i modi possibili e inimmaginabili….. ........e Voi che ne dite in merito………….

  • INTERNET KEY

    Piccole e leggere le nuove pendette USB o Internet Key, secondo quello che ci presentano sui mezzi di comunicazione di massa, consentono di collegarsi alla rete ovunque vi troviate.
    Sembra vero, ma lo è solo in parte e così vi voglio presentare le varie tecnologie sperimentate per accedere ad Internet mobile prima che affrontiate la spesa.


    Vodafone recita.
    Vodafone Internet Key Naviga ovunque.
    Scopri com'è facile connettersi.
    Vodafone Internet Key è autoistallante e ti connetti ovunque in Banda Larga fino a 7,2 Mbps1
    in ricezione e 1,4 Mbps in invio.
    Basta inserirla nella porta USB del PC per essere subito connessi.
    Puoi utilizzarla con la maggior parte dei computer Windows e Mac, portatili e fissi.


    TIM recita
    TIM 100 ore sono conteggiate con sessioni di 15 minuti, ogni 30 giorni. L'eventuale traffico Internet non consumato nel mese di riferimento (30 giorni) viene azzerato. Per eventuali consumi eccedenti le ore mensili del bundle, verrà applicata la tariffa pari a 2€/ora con sessioni anticipate di 15 minuti. È possibile verificare il traffico residuo chiamando il 4916.
    La Chiavetta Internet Onda MT503HS 7.2 Mega presenta un nuovo formato, oltre che uno slot pratico per una memoria microSD e driver per tutti i sistemi operativi.


    TRE recita
    Le Chiavette Internet Veloce di 3 consentono a chiunque abbia un PC dotato di porta USB di collegarsi in modo semplice e immediato a Internet sfruttando la velocità della rete HSDPA di 3 (fino a 7,2 Mbps).
    Puoi scegliere le Chiavette Internet Veloce di 3 abbinate a uno dei piani tariffari dedicati esclusivamente alla navigazione Internet.
    Scegli il piano più vicino alle tue esigenze: i piani ricaricabili SuperWeb e SuperWeb Time oppure, in abbonamento, Tre.Dati.Time, Tre.Dati e Tre.Dati Plus.


    Da un attento esame si può chiaramente vedere che i prodotti si equivalgono tra loro, si differenziano di poco sui costi, ma solo Vodafone e 3 G specificano le note dolenti:
    1. L'effettiva velocità dipende dalla capacità e dal livello di traffico della rete.
    2. Verifica la copertura della rete nella tua zona.
    3. In caso di recesso anticipato è previsto un contributo una tantum di 200 euro.
    4. Tutti i costi e le tariffe sono da intendersi più IVA 20%.


    Vista la pubblicità...? Bhè la verità come al solito sta in mezzo, da fermi con un portatile bisogna vedere se c’è la copertura di rete, quindi antenne o cellule telefoniche e vi assicuro avendole provate tutte e tre per lavoro che ci sono dei posti dove vi ritrovate senza alcun segnale di linea e Internet ve lo scordate, non vi pensate che viaggi tra le nuvole, ha bisogno di antenne e ponti radio, come il telefonino, per poter ricevere il segnale, elementi che provocano inquinamento elettromagnetico e che nessuno vuole vicino casa.


    In movimento è meglio non parlarne perché un viaggio Roma Napoli rischia di farvi consumare tutto il credito in quanto, anche se il collegamento cade, viene considerato, anche per un solo minuto, lo spazio temporale previsto di 15 o 30 minuti, figuriamoci in auto.
    Mi pare di avervi fornito le informazioni indispensabili, se vi viene in mente di acquistarne una, quelle informazioni che le Compagnie si guardano bene dal dare…a voi la parola…..

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