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gniappi

maschio - 18 anni, ignoto, Italy


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Blog 19


  • fernando pessoa.

    Non sono niente.
    Non sarò mai niente.
    Non posso volere
    d'essere niente.
    A parte questo, ho in me
    tutti i sogni del mondo...

  • gaber

    Qualcuno era comunista perché era nato in Emilia.
    Qualcuno era comunista perché il nonno, lo zio, il papà. .. la mamma no. Qualcuno era comunista perché vedeva la Russia come una
    promessa, la Cina come una poesia, il comunismo come il paradiso terrestre.
    Qualcuno era comunista perché si sentiva solo.
    Qualcuno era comunista perché aveva avuto una educazione troppo cattolica.
    Qualcuno era comunista perché il cinema lo esigeva,
    il teatro lo esigeva, la pittura lo esigeva, la letteratura anche. . . lo esigevano tutti.
    Qualcuno era comunista perché glielo avevano detto.
    Qualcuno era comunista perché non gli avevano detto tutto.
    Qualcuno era comunista perché prima… prima…prima… era fascista. Qualcuno era comunista perché aveva capito che la Russia andava piano, ma lontano.
    Qualcuno era comunista perché Berlinguer era una brava persona.
    Qualcuno era comunista perché Andreotti non era una brava persona. Qualcuno era comunista perché era ricco ma amava il popolo.
    Qualcuno era comunista perché beveva il vino e si commuoveva alle feste popolari.
    Qualcuno era comunista perché era così ateo che aveva bisogno di un altro Dio.
    Qualcuno era comunista perché era talmente affascinato dagli operai che voleva essere uno di loro.
    Qualcuno era comunista perché non ne poteva più di fare l’operaio. Qualcuno era comunista perché voleva l’aumento di stipendio.
    Qualcuno era comunista perché la rivoluzione oggi no, domani forse, ma dopodomani sicuramente.
    Qualcuno era comunista perché la borghesia, il proletariato, la lotta di classe…
    Qualcuno era comunista per fare rabbia a suo padre.
    Qualcuno era comunista perché guardava solo RAI TRE.
    Qualcuno era comunista per moda, qualcuno per principio, qualcuno per frustrazione.
    Qualcuno era comunista perché voleva statalizzare tutto.
    Qualcuno era comunista perché non conosceva gli impiegati statali, parastatali e affini.
    Qualcuno era comunista perché aveva scambiato il materialismo dialettico per il Vangelo secondo Lenin.
    Qualcuno era comunista perché era convinto di avere dietro di sé la classe operaia.
    Qualcuno era comunista perché era più comunista degli altri.
    Qualcuno era comunista perché c’era il grande partito comunista.
    Qualcuno era comunista malgrado ci fosse il grande partito comunista. Qualcuno era comunista perché non c’era niente di meglio.
    Qualcuno era comunista perché abbiamo avuto il peggior partito socialista d’Europa.
    Qualcuno era comunista perché lo Stato peggio che da noi, solo in Uganda. Qualcuno era comunista perché non ne poteva più di quarant’anni di governi democristiani incapaci e mafiosi.
    Qualcuno era comunista perché Piazza Fontana, Brescia, la stazione di Bologna, l’Italicus, Ustica eccetera, eccetera, eccetera…
    Qualcuno era comunista perché chi era contro era comunista.
    Qualcuno era comunista perché non sopportava più quella cosa sporca che ci ostiniamo a chiamare democrazia.
    Qualcuno credeva di essere comunista, e forse era qualcos’altro.
    Qualcuno era comunista perché sognava una libertà diversa da quella americana.
    Qualcuno era comunista perché credeva di poter essere vivo e felice solo se lo erano anche gli altri.
    Qualcuno era comunista perché aveva bisogno di una spinta verso qualcosa di nuovo.
    Perché sentiva la necessità di una morale diversa.
    Perché forse era solo una forza, un volo, un sogno era solo uno slancio, un desiderio di cambiare le cose, di cambiare la vita.
    Sì, qualcuno era comunista perché, con accanto questo slancio, ognuno era come… più di sé stesso.
    Era come… due persone in una.
    Da una parte la personale fatica quotidiana e dall’altra il senso di appartenenza a una razza che voleva spiccare il volo per cambiare veramente la vita.
    No. Niente rimpianti.
    Forse anche allora molti avevano aperto le ali senza essere capaci di volare…come dei gabbiani ipotetici.
    E ora? Anche ora ci si sente come in due.
    Da una parte l’uomo inserito che attraversa ossequiosamente
    lo squallore della propria sopravvivenza quotidiana e dall’altra il gabbiano senza più neanche l’intenzione del volo perché ormai il sogno si è rattrappito.
    Due miserie in un corpo solo.

  • branduardi

    Si può fare, si può fare
    si può prendere o lasciare
    si può fare, si può fare
    puoi correre, volare.
    Puoi cantare, puoi gridare
    puoi vendere, comprare
    puoi rubare, regalare
    puoi piangere, ballare.
    Si può fare, si può fare
    puoi prendere o lasciare
    puoi volere, puoi lottare
    fermarti e rinunciare.
    Si può fare, si può fare
    puoi prendere o lasciare
    si può crescere, cambiare
    continuare a navigare.
    Si può fare, si può fare
    si può prendere o lasciare
    si può fare, si può fare
    partire, ritornare.
    Puoi tradire, conquistare
    puoi dire poi negare
    puoi giocare, lavorare
    odiare, poi amare.
    Si può fare, si può fare
    si può prendere o lasciare
    si può fare, si può fare
    mangiare, digiunare.
    Puoi dormire, puoi soffrire
    puoi ridere, sognare
    puoi cadere, puoi sbagliare
    e poi ricominciare.
    Si può fare, si può fare
    puoi vendere, comprare
    puoi partire, ritornare
    E poi ricominciare.
    si può fare, si può fare
    puoi correre, volare.
    si può piangere, ballare,
    continuare a navigare.
    Si può fare, si può fare
    si può prendere o lasciare
    si può fare, si può fare
    puoi chiedere, trovare.
    Insegnare, raccontare
    puoi fingere, mentire,
    poi distruggere, incendiare
    e ancora riprovare.

  • vanità di vanità. -Branduardi-

    Vai cercando qua, vai cercando là,
    ma quando la morte tri coglierà
    che ti resterà delle tue voglie?
    Vanità di vanità.
    Sei felice, sei, dei pensieri tuoi,
    godendo solo d'argento e d'oro,
    alla fine che ti resterà?
    Vanità di vanità.

    Vai cercando qua, vai cercando là,
    seguendo sempre felicità,
    sano, allegro e senza affanni...
    Vanità di vanità.

    Se ora guardi allo specchio il tuo volto sereno
    non immagini certo quel che un giorno sarà della tua vanità.

    Tutto vanità, solo vanità,
    vivete con gioia e semplicità,
    state buoni se potete...
    tutto il resto è vanità.

    Tutto vanità, solo vanità,
    lodate il Signore con umiltà,
    a lui date tutto l'amore,
    nulla più vi mancherà.

    t

  • ...

    « Quando sono sul palco faccio l'amore con ventimila persone, poi torno a casa da sola »
    (J.Joplin)

  • cantico dei drogati

    Ho licenziato Dio gettato via un amore
    per costruirmi il vuoto nell'anima e nel cuore

    Le parole che dico non han più forma né accento
    si trasformano i suoni in un sordo lamento

    Mentre fra gli altri nudi io striscio verso un fuoco
    che illumina i fantasmi di questo osceno giuoco

    Come potrò dire a mia madre che ho paura?

    Chi mi riparlerà di domani luminosi
    dove i muti canteranno e taceranno i noiosi

    Quando riascolterò il vento tra le foglie
    sussurrare i silenzi che la sera raccoglie

    Io che non vedo più che folletti di vetro
    che mi spiano davanti che mi ridono dietro

    Come potrò dire la mia madre che ho paura?

    Perché non hanno fatto delle grandi pattumiere
    per i giorni già usati per queste ed altre sere

    E chi, chi sarà mai il buttafuori del sole
    chi lo spinge ogni giorno sulla scena alle prime ore

    E soprattutto chi e perché mi ha messo al mondo
    dove vivo la mia morte con un anticipo tremendo?

    Come potrò dire a mia madre che ho paura?

    Quando scadrà l'affitto di questo corpo idiota
    allora avrò il mio premio come una buona nota

    Mi citeran di monito a chi crede sia bello
    giocherellare a palla con il proprio cervello

    Cercando di lanciarlo oltre il confine stabilito
    che qualcuno ha tracciato ai bordi dell'infinito

    Come potrò dire a mia madre che ho paura?

    Tu che m'ascolti insegnami un alfabeto che sia
    differente da quello della mia vigliaccheria

  • via del campo

    Via del Campo c'è una graziosa
    gli occhi grandi color di foglia
    tutta notte sta sulla soglia
    vende a tutti la stessa rosa

    Via del Campo c'è una bambina
    con le labbra color rugiada
    gli occhi grigi come la strada
    nascon fiori dove cammina

    Via del Campo c'è una puttana
    gli occhi grandi color di foglia
    se di amarla ti vien la voglia
    basta prenderla per la mano

    E ti sembra di andare lontano
    lei ti guarda con un sorriso
    non credevi che il paradiso
    fosse solo lì al primo piano

    Via del Campo ci va un illuso
    a pregarla di maritare
    a vederla salire le scale
    fino a quando il balcone è chiuso

    Ama e ridi se amor risponde
    piangi forte se non ti sente
    dai diamanti non nasce niente
    dal letame nascono i fior
    dai diamanti non nasce niente
    dal letame nascono i fior

  • la guerra di piero.

    Dormi sepolto in un campo di grano
    non è la rosa non è il tulipano
    che ti fan veglia dall'ombra dei fossi
    ma sono mille papaveri rossi

    "Lungo le sponde del mio torrente
    voglio che scendano i lucci argentati,
    non più i cadaveri dei soldati
    portati in braccio dalla corrente"

    Così dicevi ed era d'inverno
    e come gli altri verso l'inferno
    te ne vai triste come chi deve
    il vento ti sputa in faccia la neve

    Fermati Piero fermati adesso
    lascia che il vento ti passi un po' addosso
    dei morti in battaglia ti porti la voce
    chi diede la vita ebbe in cambio una croce

    Ma tu non lo udisti e il tempo passava
    con le stagioni a passo di giava
    ed arrivasti a varcar la frontiera
    in un bel giorno di primavera

    E mentre marciavi con l'anima in spalle
    vedesti un uomo in fondo alla valle
    che aveva il tuo stesso identico umore
    ma la divisa d'un altro colore

    Sparagli Piero sparagli ora
    e dopo un colpo sparagli ancora
    fino a che tu non lo vedrai esangue
    cadere in terra a coprire il suo sangue

    "E se gli sparo in fronte o nel cuore
    soltanto il tempo avrà per morire,
    ma il tempo a me resterà per vedere,
    vedere gli occhi di un uomo che muore"

    E mentre gli usi questa premura
    quello si volta ti vede ha paura
    ed imbracciata l'artiglieria
    non ti ricambia la cortesia

    Cadesti a terra senza un lamento
    e t'accorgesti in un solo momento
    che il tempo non ti sarebbe bastato
    a chieder perdono per ogni peccato

    Cadesti a terra senza un lamento
    e t'accorgesti in un solo momento
    che la tua vita finiva quel giorno
    e non ci sarebbe stato ritorno

    "Ninetta mia crepare di maggio
    ci vuole tanto troppo coraggio
    Ninetta bella dritto all'inferno
    avrei preferito andarci in inverno"

    E mentre il grano ti stava a sentire
    dentro alle mani stringevi il fucile
    dentro alla bocca stringevi parole
    troppo gelate per sciogliersi al sole

    Dormi sepolto in un campo di grano
    non è la rosa non è il tulipano
    che ti fan veglia all'ombra dei fossi
    ma sono mille papaveri rossi

  • LA GUERRA CHE VERRA' di Bertolt Brecht

    Non è la prima. Prima
    ci sono state altre guerre.
    Alla fine dell'ultima
    c'erano vincitori e vinti.
    Fra i vinti la povera gente
    faceva la fame. Fra i vincitori
    faceva la fame la povera gente ugualmente.

  • Il canto della pioggia . Badr Shakir as-Sayyab

    Da quando eravamo bambini, il cielo
    si copriva d'inverno
    e scrosciava la pioggia,
    e ogni anno, anche quando verdeggiava
    la terra, eravamo affamati;
    non c'è anno che in Iraq non sia fame.
    Pioggia...
    Pioggia...
    Pioggia...
    In ogni goccia di pioggia
    sono rossi o gialli germogli di fiori.
    Ogni lacrima di affamato e di ignufo,
    ogni goccia che brilla del sangue dell'uomo
    è un sorriso che attende nuove labbra
    o un sogno che appare sulla bocca del bimbo
    nel giovane mondo di domani, donatore di vita!
    Pioggia...
    Pioggia...
    Pioggia...

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