http://netlog.com/don_alessandro_martiniDon Alessandro MartiniMartiniDon Alessandrodon_alessandro_martinihttp://it.netlogstatic.com/p/tt/017/305/17305709.jpgItalyPiemonte Pagina profilo di don_alessandro_martini

don_alessandro_martini

maschio - 36 anni, Piossasco, Italy


intervista di Don Alessandro Martini

Su di me

Chi sono:
Nella mia adolescenza non ero credente. Da ragazzino non credevo in Dio. Mi sembrava che la chiesa fosse un posto triste. Avevo fatto delle letture che mi avevano convinto che Dio fosse un’illusione che gli uomini si creano e che, per di più, fosse anche abbastanza dannosa, perché in fondo ti costringe ad una vita triste. Inoltre ero anche affascinato dall’ideologia comunista, perché sembrava volesse cambiare il mondo. Pensavo molto male dei preti e della religione. Per tutte queste ragioni, avevo scelto di non fare la cresima. Il parroco della parrocchia dove abitavo, Don Tonino, non si era rassegnato alla mia decisione. E mandava sempre qualcuno a chiamarmi a partecipare a qualche iniziativa.

Ma per fortuna ho avuto la possibilità di scoprire veramente cosa fosse il cristianesimo grazie ad un mio amico, Massimo. Lui aveva mi ha fatto vedere che essere cristiani significa essere persone felici e realizzate e che Dio mi amava… amava me, proprio me. Tutto è incominciato una sera in cui gli ho chiesto: “Ma massimo, perché se così contento?”. E lui mi ha risposto “Perché c’è Dio”. Ho capito che doveva avere ragione: “Devi aver ragione, ma questo Dio io lo voglio vedere” Non ti preoccupare, lo vedrai”, mi rispose, E così ho incominciato a frequentare la parrocchia e camminando giorno dopo giorno mi sono sempre più reso conto di quanto bello fosse essere cristiano.

Invitato da Massimo, che era stato mandato dal mio parroco, partecipai ad un campo e rimasi molto stupito di vedere dei cristiani allegri e felici: io mi immaginavo che i cristiani fossero tutti tristi. Iniziai a partecipare alle iniziative parrocchiali desideroso di incontrare quel Dio di cui la gioia dei miei amici dimostrava l'esistenza. Questo incontro avvenne quando partecipai ad un ritiro di preghiera condotto da un sacerdote chiamato Don Rosso. Fu allora che nel tempo di deserto che ci veniva lasciato, ebbi in dono una gioia improvvisa e inspiegabile assieme alla convinzione che Dio c'è. Tutto questo accadde il 31 Dicembre 1988, la mia “ora decima” (Gv 1,39).

Da allora non sono mai stato triste, ho iniziato a pregare tutti i giorni e ad andare a messa e a confessarmi periodicamente (il signore mi donava parecchie consolazioni spirituali) e a testimoniare Cristo nella scuola e in parrocchia. In poco tempo si formò in me la convinzione che senza Cristo non sono nulla e ho iniziato a sentirmi un innamorato di Cristo.

Inoltre il fatto che Don Tonino e Don Rosso mi avevano fatto così tanto bene, iniziò a farmi desiderare di diventare prete come loro. Maturava in me il desiderio di consacrarmi totalmente al Signore assieme al desiderio di farmi Santo seguendo come modelli innanzi tutto San Giuseppe Benedetto Cottolengo e poi San Giovanni Bosco (rafforzato dalle esperienze di volontariato al Cottolengo e di missione in mezzo ai giovani più lontani dalla Parrocchia iniziata). Il desiderio di imitare Don Bosco ed il Cottolengo portava con sè il desiderio di essere prete, dato che essi erano preti.