Blog 108
-
BEPPEANNA
Attenziò
Concentraziò
RITMO e
VITALITà
Devo dare di gas
voglio ENERGIA
metto carbone e FOLLIA
se mi rilasso, collasso
mi manca l'aria e l'ALLEGRIA perciò...
Attenziò...
Odio il pigiama e vedo ROSSO
se la terra mi chiama non posso
restare chiuso fra quattro mura
ho premura di VIVERE perciò...
Attenziò...
Sto fermo un giro non passo dal via
piuttosto non GIOCO e vado via
fuori dal vaso fuori di testa
ho sempre un piede sul motore
Attenziò... -
Filastrocca della spensieratezza
Apri subito la finestra,
guarda che bel cielo blu!
Non ti senti più felice anche tu?
Filastrocca della spensieratezza,
guarda fuori dalla finestra,
infilati le scarpe e scendi giù di fretta!
Corri verso il mare,
respirane l'odore,
stenditi su un prato e rimani senza fiato.
Rotolandoti prendi la mia mano,
a suon di questa filastrocca
andiamocene lontano! -
La favola di Sole e Allegria
C'era una volta dentro un cassetto,posto in una nuvola, una grande palla gialla.
Li sopra la nuvola, accanto al cassetto c'era una principessa,seduta su un enorme girasole che aveva le radici lunghe lunghe che finivano giù sulla terra.
La principessa ogni giorno aveva il compito di aprire il cassetto e far saltare fuori la palla gialla.
La palla gialla,a cui la principessa aveva dato il nome di Sole,saltellava di qua e di la da una nuvola all'altra.l Sole e la principessa si divertivano molto insieme,a lei alle volte bastava solo guardarlo per sentirsi felice,alle volte parlavano,chiacchieravano,giocavano.Uno dei giochi che preferivano per divertirsi alle spalle degli uomini che popolavano la terra dove affondava le radici il girasole, era poco prima che la principessa riponesse
Sole nel suo cassetto.Era l'ora del tramonto,in cui lei lo spingeva nel mare e l'acqua diventava caldissima, e si sentivano le voci delle mamme dalla terra di sotto che chiamavano i loro bambini dal mare..."Hei vieni su,asciugati Sole si è tuffato a mare...ed i bambini"ancora un pò mamma.."e poi si sa queste cose come vanno a finire...
Allegria,che era il nome della principessa,allungava le braccia fino al mare,riprendeva Sole,faceva l'occhiolino a Luna, e lo riponeva nel cassetto dopo avergli augurato la buonanotte.
Ora vi chiederete ma se Sole era cosi caldo,la principessa Allegria,non si scottava?
Bhè,lecita domanda mie lettori,ma dovete sapere che alle volte per le cose belle bisogna correre dei rischi,poi lui era cosi,mica la scottava di proposito!e leii questo lo sapeva,quindi quando lo toccava gli dava cosi tanta fiducia che magicamente era solo un forte calore,ma non le faceva male!
Allegria un giorno come tanti,una mattina come tante,si svegliò felice come tante, si stiracchiò sul suo bel girasole,aprì il cassetto...e Sole non c'era!!!
Povera principessa!Scoppiò in un pianto cosi bagnato che le nuvole quasi si innervosirono pensando che Allegria volesse rubar loro il lavoro di portar acqua sulla terra!
Intanto giù sulla terra,gli uomini non si alzarono per lavorare,i galli di tutte le campagne non cantarono,le persone non vedendosi per il buio che c'era non si salutavano e tutti erano tristi!Si creò una bella confusione!
Allegria però si rimboccò le maniche del suo vestito rosso,allungò le mani nel mare e cercò Sole.Pensava:"forse ieri lo avrò dimenticato in mare al tramonto!"...ma Sole non c'era.Allora scostò una nuvola e svegliò a fatica Luna, ma la signorina non sapeva nulla.Chiese alle nuvole alle stelle agli uccelli in volo,il girasole non le potette rispondere,perchè si era appassito.Nessuno sapeva dove fosse finito Sole!
allora discese il girasole rammollito e scese fin sulla terra.Fu un viaggio un pò lungo,ma lei aveva un compito importante!
Sulla terra bussò a tutte le case,fermò tutti gli uomini,e notò che quelli che vivevano con Sole era disperati quasi quanto lei.Le popolazioni del sud del mondo erano impazzite..quelle del nord anche..ma in modo più discreto...
Comunque nessuno sapeva dove fosse andato Sole. Tutti però si sentirono un pò in colpa...pensarono forse è anche un pò colpa nostra se è andato via e non vuole illuminarci più!Lui è sempre li in alto e ci osserva e alle volte quaggiù ci comportiamo cosi male,siamo cosi grigi,lui ha bisogno di bellezza per spelndere....
Quindi si rimboccarono tutti le maniche dei vestiti come aveva fatto la principessa e si misero in cerca di Sole.
Ci volle un pò di tempo e molte forze, ma ad un tratto in una piccola isola seduto vicino al mare,la principessa scorse una piccola luce fioca...era Sole.Era li che piangeva, e le sue lacrime che finivano a mare facevano piangere anche tutti i pesci e le stelle marine,per non parlare dei gamberetti che si sa sono molto sensibili.
Lui non voleva parlare con lei,voleva stare solo.Era molto triste,insoddisfatto e chissà cos'altro.
La principessa si rattristò molto...e gli alzò la testa per mostrargli che malgrado tutto lui illuminava una terra che per quanto alle volte fosse brutale e cattiva era anche tanto bella,e che bastava credere di più in se stessi e nelle cose che ci circondano per vederla ancora più bella, e dove non fosse possibile prendere un grande pennello e colorarla dei colori più vivaci e brillanti!
Quindii intrapresero un viaggio insieme e resero la terra bella come non mai.
Sole ritornò a brillare,Allegria a sorridere.
E come tutte le favole...vissero tutti felici e illuminati!
a!dimenticavo...anche girasole fu di nuovo rigoglioso e felice! -
da: Le Muse-pavese
MNEMOSINE: In conclusione tu non sei contento.
ESIODO: Ti dico che,se penso a una cosa passata,alle stagioni già concluse,mi pare di esserlo stato.Ma nei giorni è diverso.Provo un fastidio delle cose e dei lavori come lo sente l'ubriaco.Allora smetto e salgo qui sulla montagna.Ma ecco che a ripensarci mi par di nuovo di essere contento.
MNEMOSINE: cosi sarà sempre.
ESIODO: Tu che sai tutti i nomi,qual'è questo mio stato?
MENMOSINE: Puoi chiamarlo col mio,o col tuo nome.
ESIODO: Il mio nome di uomo,Melete, non è nulla.Ma tu come vuoi essere chiamata?Ogni volta è diversa la parola che ti invoca.Tu sei come una madre il cui nome si perde negli anni.Nelle case e nei viottili dove si scorge la montagna,si parla molto di te.Si dice che un tempo tu stavi sui monti più impervi,dove son nevi, alberi neri e mostri, nella Tracia o in Tessaglia, e ti chiamavano la Musa.Altri Calliope o Cliò.Qual è il tuo vero nome?
MNEMOSINE: Vengo infatti di là.E ho molti nomi.Altri nè avrò quando sarò discesa ancora...Aglaia,Egemone, Faenna,secondo il capriccio dei luoghi.
ESIODO: Anche a te il fastidio caccia per il mondo?Non sei dunque una dea?
MNEMOSINE: Nè fastidio nè dea,mio caro.Oggi mi piace questo monte, l'Elicona,forse perchè tu lo frequenti.
Amo stare dove sono gli uomini ,ma un poco in disparte. Io non cerco nessuno,e discorro con chi sa parlare.
ESIODO:O Melete,io non so parlare. E mi pare di sapere qualcosa soltanto con te.Nella tua voce e nei tuoi nomi c'è il passato,ogni stagione che ricordo.
MNEMOSINE: In Tessaglia il mio nome era Mneme.
ESIODO: Qualcuno che parla di te ti dice vecchia come la tartaruga,decrepita e dura.Altri ti fanno ninfa acerba, come il boccio o la nuvola...
MNEMOSINE: Tu che dici?
ESIODO: Non so.Sei Calliope o Mneme.Hai la voce e lo sguardo immortali.Sei come un colle o un corso d'acqua, cui non si chiede se son giovani o vecchi,perchè per loro non c'è il tempo.Esistono.Non si sa altro.
MNEMOSINE: Ma anche tu,caro, esisti, e per te l'esistenza vuol dire fastidio e scontento.Come t'immagini la vita di noialtri immortali?
ESIODO: Non me la immagino,Melete,la venero,come posso,con cuore puro.
MNEMOSINE: Continua,mi piaci.
ESIODO: Ho detto tutto.
MNEMOSINE: Vi conosco,voi uomini,voi parlate a bocca stretta.
ESIODO: Non possiamo far altro,davanti agli dei,che inchinarci.
MENMOSINE:Lascia stare gli dei.Io esistevo che non c'erano dei.Puoi parlare,con me.Tutto mi dicono gli uomini.Adoraci pure se vuoi,ma dimmi come t'immagini che io viva.
ESIODO: Come posso saperlo? Nessuna dea mi ha degnato del suo letto.
MNEMOSINE:Sciocco,il mondo ha stagioni e quel tempo è finito.
ESIODO: Io conosco soltanto la campagna che ho lavorato.
MNEMOSINE: sei superbo,pastore. Hai la superbia del mortale.Ma sarà tuo destino sapere altre cose. Dimmi perchè quando mi parli ti credi contento?
ESIODO: Qui posso risponderti.Le cose che tu dici non hanno in sè quel fastidio di ciò che avviene tutti ii giorni.Tu dai i nomi alle cose che le fanno diverse,inaudite,eppure care e familiari come una voce che da tempo taceva.O come il vedersi improvviso in uno specchi d'acqua che ci fa dire"Chi è quest'uomo?"
MNEMOSINE:Mio caro, ti è mai accaduto di vedere una pianta,un sasso,un gesto, e provare la stessa passione?
ESIODO: Mi è accaduto.
MENMOSINE: e hai trovato il perchè?
ESIODO:è solo un attimo,Melete.Come posso fermarlo?
MNEMOSINE:Non ti sei chiesto perchè un attimo,simile a tanti del passato,debba farti d'un tratto felice,felice come un dio?Tu guardavi l'ulivo,l'ulivo sul viottolo che hai percorso ogni giorno per anni,e viene il giorno che il fastidio ti lascia, e tu carezzi il vecchio tronco con lo sguardo,quasi fosse un amico ritrovato e ti dicesssse proprio la sola parola che il tuo cuore attendeva.ALtre volte è l'occhiata di un passante qualunque.Altre volte la pioggia che insiste da giorni.O lo strido strepitoso di un uccello.O una nube che diresti di aver già veduto.Per un attimo il tempo si ferma,e la cosa banale te la senti nel cuore come se il prima e il dopo non esistessero più.Non ti sei chiesto il suo perchè?
ESIODO: Tu stessa lo dici.Quell'attimo ha reso la cosa un ricordo,un modello.
MENMOSINE: Non puoi pensarla un'esistenza tutta fatta di questi attimi?
ESIODO: Posso pensarla si.
MNEMOSINE: dunque sai come vivo.
ESIODO. Io ti credo,Melete, perchè tutto tu porti negli occhi.E il nome di Euterpe che molti ti danno non mi può più stupire.Ma gli istanti mortali non sono una vita.Se io volessi ripeterli perderebbero il fiore.Torna sempre il fastidio.
MNEMOSINE: Eppure hai detto che quell'attimo è un ricordo.E cos'altro è un ricordo se non passione ripetuta?Capiscimi bene.
ESIODO:che vuoi dire?
MNEMOSINE: Voglio dire che tu sai cos'è vita immortale.
ESIODO: Quando parlo con te mi è difficile resisterti.Tu hai veduto le cose dall'inizio.Tu sei l'ulivo.l'occhiata e la nube.Dici un nome, e la cosa è per sempre.
MNEMOSINE: Esiodo,ogni giorno io ti trovo quassù.Altri prima di te ne trovai su questi monti ,sui fiumi brulli della Tracia e della Pieria.Tu mi piaci più di loro.Tu sai che le cose immortali le avete a due passi.
ESIODO:Non è difficile saperlo.Toccarle,è difficile.
MNEMOSINE: Bisogna vivere per loro,Esiodo. Questo vuol dire,il cuore puro. -
ritornerai...io lo so
Ritornerai
lo so ritornerai
e quando tu
sarai con me
ritroverai
tutte le cose che
tu non volevi
vedere intorno a te
e scoprirai
che nulla e' cambiato
che sono restato
l'illuso di sempre
E riderai
quel giorno riderai
ma non potrai
lasciarmi piu'
ti senti sola
con la tua liberta'
ed e' per questo che tu
ritornerai, ritornerai...
ti senti sola
con la tua liberta'
ed e' per questo che tu
ritornerai, ritornerai
ritornerai, ritornerai... -
..il bacio sulla bocca...
...Volami addosso se questo è un valzer
volami addosso qualunque cosa sia
abbraccia la mia giacca sotto il glicine
e fammi correre
inciampa piuttosto che tacere
e domanda piuttosto che aspettare.
Stancami
e parlami
abbracciami
guarda dietro le mie spalle
poi racconta
e spiegami
tutto questo tempo nuovo
che arriva con te.
Mi vedi pulito pettinato
ho proprio l'aria di un campo rifiorito
e tu sei il genio scaltro della bellezza
che il tempo non sfiora
ah, eccolo il quadro dei due vecchi pazzi
sul ciglio del prato di cicale
con l'orchestra che suona fili d'erba
e fisarmoniche
(ti dico).
Bella,
che ci importa del mondo.
Stancami
e parlami
abbracciami
fruga dentro le mie tasche
poi perdonami
sorridi
guarda questo tempo
che arriva con te
guarda quanto tempo
arriva con te. -
KEVLAR-24 GRANA
Cura 'e paure cu mille culure
poco te resta se niente sai fà
se 'o ffuoco abbrucia fa tutto cchiù scuro
chell che sient è 'a paura e passà
Quanta speranz s'arape 'a matina
quanno 'a matina s'arapre cu te
quanno nu juorn 'e culure n'è chino
tanta è 'a speranza ca porto cu me
Se overo nun me vuò lassà
passanno vienem 'a piglià
Se è 'o vero nun me vuò lassà
passanno vienem 'a piglià
Comme si bella cu ll'uocchie r''o mare
ll'uocchie s'affonnano a vote into 'e mie
cchiù passa 'o tiemp e cchiù veco luntano
saccio ca è 'o vero e nun dico bucie
Chell che sente nun tene cchiù nomme
chell che cerco e che trovo cu te
non va fujenno cò mare cò l'onne
vene s'appiccia e se ferma cu mme
'O scuro nun me fido 'e sta
passanno vienem 'a piglià
'O scuro nun me firo 'e sta
passanno vienem 'a piglià
Se è 'o vero nun me vuò lassà
passanno vienem 'a piglià
Se è 'o vero nun me vuò lassà
passanno vienem 'a piglià
passanno vienem 'a piglià
passanno vienem 'a piglià
passanno vienem 'a piglià -
leopardi.l'infinito
Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quïete
io nel pensier mi fingo, ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensità s'annega il pensier mio:
e il naufragar m'è dolce in questo mare. -
buuu
uffi!!!!maledetto ritorno!!!!!
-
che cosa c'è-gino paoli
Che cosa c'è
c'è che mi sono innamorato di te
c'è che ora non mi importa niente
di tutta l'altra gente
di tutta quella gente che non sei tu
che cosa c'è
c'è che mi sono innamorato di te
c'è che ti voglio tanto bene
e il mondo mi appartiene
il mondo mio che è fatto solo di te
come ti amo
non posso spiegarti
non so cosa sento per te
ma se tu mi guardi
negli occhi un momento
puoi capire anche da te
che cosa c'è
c'è che mi sono innamorato di te
c'è che io ora vivo bene
se solo stiamo insieme
se solo ti ho vicino:
ecco che c'è.