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        <title>Blog di francesco raffa</title>
        <description>ll blog di francesco raffa</description>
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        <lastBuildDate>Sat, 05 Dec 2009 20:08:48 UT</lastBuildDate>
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            <title>ciccioraffa</title>
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            <title>Il cortometraggio &amp;quot;Biciclette&amp;quot;</title>
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            <description>Il cortometraggio &amp;quot;Biciclette&amp;quot;,prima produzione del gruppo &amp;quot;Fammelo Corto&amp;quot; partecipa all'Enel Digital Contest.Guardatelo e votatelo a questo indirzzo:&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://it.netlog.com/go/out/url=http%3A%2F%2Fwww.enel.it%2FDigitalContest%2Fit%2Fvota%2Fopere%2Fvota.aspx%3Fidnome%3DEDC08017&quot;target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;http://www.enel.it/DigitalContest/it/vota/opere/vota.aspx?idnome=EDC08017&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;video n* 017&lt;br /&gt;Ah,si vincono un sacco di premi anche per voi che votate &lt;img class=&quot;smiley&quot; src=&quot;http://v.netlogstatic.com/v4.00/2471//s/i/smilies/wink.gif&quot; alt=&quot;:)&quot; /&gt;&lt;br /&gt;ecco le immagini del corto...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://it.netlog.com/ciccioraffa/photo/photoid=62730917&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://it.netlogstatic.com/p/oo/062/730/62730917.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;img src=&quot;http://it.netlogstatic.com/p/oo/062/732/62732559.jpg&quot; /&gt;&lt;img src=&quot;http://it.netlogstatic.com/p/oo/062/732/62732501.jpg&quot; /&gt;</description>
            <author>ciccioraffa</author>
            <pubDate>Sun, 01 Feb 2009 17:07:22 UT</pubDate>
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            <title>video arte</title>
            <link>http://it.netlog.com/ciccioraffa/blog/blogid=2998999</link>
            <description>Possiamo identificare nella seconda metà degli anni sessanta il momento della nascita della video arte. Nel 1963 Nam June Paik realizza Exposition of Music-Electronic Television, considerato oggi il primo atto concreto di pratica della video arte. La svolta decisiva e il riconoscimeto ufficiale di questa nuova sperimentazione artistica è comunque nel 1968 con la mostra curata da Pontus Hulten al MOMA di New York The machine as seen at the end of the mechanical age che segna il passaggio dall'epoca della macchina a quella della tecnologia. In questa mostra Nam June Paik utilizza per la prima volta un primitivo videoregistratore e nello stesso anno, dall'altra parte dell'oceano, all'Institute of Contemporary Art di Londra Jasia Reichardt realizza il progetto espositivo Cybernetic serendipity insieme ad un esperto di tecnologia ed uno di musica: i visitatori vengono avvertiti che non avrebbero capito con facilità se le opere erano state realizzate da un artista o da uno scienziato. Il binomio arte e tecnologia è stato incalzante fin dall'inizio, se pensiamo che nel gennaio del 1969, all'Armory di New York, viene organizzata la serie di eventi 9 evenings dal gruppo di artisti Eat – Experiments in art and technology, che ha iniziato a riunirsi già nel 1966.&lt;br /&gt;&lt;object width=&quot;336&quot; height=&quot;295&quot;&gt;&lt;param name=&quot;movie&quot; value=&quot;http://it.netlog.com/go/widget/videoID=it-1077906&quot;&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name=&quot;wmode&quot; value=&quot;window&quot;&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name=&quot;allowFullScreen&quot; value=&quot;true&quot;&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src=&quot;http://it.netlog.com/go/widget/videoID=it-1077906&quot; type=&quot;application/x-shockwave-flash&quot; allowFullScreen=&quot;true&quot; wmode=&quot;window&quot; width=&quot;336&quot; height=&quot;295&quot;&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una nuova idea di fruizione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lontana da un utilizzo passivo del mezzo tecnologico, la video arte si serve del medium per precise finalità comunicative e non si ferma ad una pura documentazione della realtà. La sua capacità di intervenire sul reale e sulla sua percezione si traduce nella messa in discussione della posizione dello spettatore. Questo avviene in particolare nelle opere interattive. Ne sono un esempio l'installazione Videoplace dei primi anni settanta di Myron Krueger che riproduceva col colore su un monitor i movimenti dello spettatore, e l'intervento a circuito chiuso di Dan Graham che in una sua mostra riprendeva il pubblico e lo mostrava nella sala successiva. In questo caso, soggetto e fruitore corrispondono, come del resto avviene con la Tv, che rimanda alla società le immagini della società stessa.&lt;br /&gt;&lt;object width=&quot;336&quot; height=&quot;295&quot;&gt;&lt;param name=&quot;movie&quot; value=&quot;http://it.netlog.com/go/widget/videoID=it-1077935&quot;&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name=&quot;wmode&quot; value=&quot;window&quot;&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name=&quot;allowFullScreen&quot; value=&quot;true&quot;&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src=&quot;http://it.netlog.com/go/widget/videoID=it-1077935&quot; type=&quot;application/x-shockwave-flash&quot; allowFullScreen=&quot;true&quot; wmode=&quot;window&quot; width=&quot;336&quot; height=&quot;295&quot;&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo meccanismo autoreferenziale è stato anticipato e sintetizzato perfettamente da Nam June Paik nell'opera del 1974 Tv Buddha in cui una statua della divinità osserva la propria immagine ripresa e trasmessa nella TV che sta di fronte. La video arte ha, infatti, in più occasioni messo in discussione i meccanismi televisivi che si avvalgono dei medesimi mezzi tecnologici, ma solo in rari casi la video arte è riuscita a raggiungere, con questo punto di vista critico, la diffusione propria della televisione: è riuscito a farlo ad esempio Jan Dibbets che ha sostituito per alcuni istanti le trasmissioni con l'immagine di un fuoco, di un'intimità domestica che solitamente lo spettatore perde guardando la TV.&lt;br /&gt;&lt;object width=&quot;336&quot; height=&quot;295&quot;&gt;&lt;param name=&quot;movie&quot; value=&quot;http://it.netlog.com/go/widget/videoID=it-1051897&quot;&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name=&quot;wmode&quot; value=&quot;window&quot;&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name=&quot;allowFullScreen&quot; value=&quot;true&quot;&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src=&quot;http://it.netlog.com/go/widget/videoID=it-1051897&quot; type=&quot;application/x-shockwave-flash&quot; allowFullScreen=&quot;true&quot; wmode=&quot;window&quot; width=&quot;336&quot; height=&quot;295&quot;&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;</description>
            <author>ciccioraffa</author>
            <pubDate>Wed, 16 Apr 2008 19:55:05 UT</pubDate>
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            <title>&amp;quot;WRITING&amp;quot;</title>
            <link>http://it.netlog.com/ciccioraffa/blog/blogid=2998812</link>
            <description>Il Graffiti Writing, spesso erroneamente definito Graffitismo, è una manifestazione sociale, culturale e artistica diffusa in tutto il pianeta, basata sull'espressione della propria creatività tramite interventi sul tessuto urbano. Correlata ad essa sono gli atti dello scrivere il proprio nome d'arte (tag) diffondendolo come fosse un logo. Il fenomeno prende le mosse dalla pittura murale (murales - disegni su muro), e viene spesso associato ad atti di vandalismo, poiché numerosi adepti utilizzano come supporti espressivi mezzi pubblici o edifici di interesse storico e artistico. Generalmente, il nocciolo di writer più vicini ad un serio lavoro di ricerca artistica considerano tali attività deprecabili, dimostrando anche nella scelta del supporto per la pittura una maggiore responsabilità e consapevolezza. Resta tuttavia una gran quantità di adolescenti, chiamati nello slang sucker, poser, scarsi, scrausi, estimatori, rimastini e quant'altro, che producono solamente trafile di tag, o al massimo throw ups (ovvero tag più elaborate eseguibili in breve tempo) al fine di promuovere il loro nome. Uno tra i più influenti writer della storia e teorico del movimento aerosol art italiano, Phase II, scriveva nel 1999 in un articolo su Aelle, rivista specializzata ora non più alle stampe, &amp;quot;...throw-up: spingere il proprio nome oppure vomito?&amp;quot;.&lt;br /&gt;Graffiti sulla facciata di una casa di Berlino&lt;br /&gt;Graffiti sulla facciata di una casa di Berlino&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel corso degli anni molti artisti hanno comunque maturato nuove tendenze creative per cui, pur mantenendo radici nel &amp;quot;Graffiti Writing&amp;quot;, si è riusciti a sconfinare nella tipografia, nel design, nell'abbigliamento, contaminando il tipico stile degli anni '80 con ideali più razionali e vicini alla grafica. Si parla di tendenze artistiche &amp;quot;Post-Graffiti&amp;quot; in particolare riferendosi alla Street Art, e di Graffiti Design per le influenze oramai evidenti nelle tecniche pubblicitarie e nella moda. È possibile affermare che molti Artisti oramai integrati nel sistema convenzionale del Mercato dell'Arte, traggono il loro valore da esperienze precedenti spesso formalmente illegali. Non è una novità osservando i risvolti delle Avanguardie di primo Novecento, oppure gli happenings degli anni Settanta, tuttavia movimenti del genere non avevano mai raggiunto una scala globale. Il confine fra Arte e Vandalismo e tra Fascino e Illegalità contiene quindi una vasta gamma di sfumature, e ad illuminare il pubblico, spesso capace di interpretare correttamente gli stilemi ed i concetti proposti, ci hanno pensato artisti e designer ormai di fama internazionale come il tedesco Mirko Daim Reissler, l'inglese Banksy, i francesi 123 Klan, lo spagnolo La Mano, l'olandese Neck, l'italiano Eron, volutamente evitando la scena americana, totalmente diversa da quella europea. In Italia possiamo citare (seguendo criteri qualitativi, non quantitativi, e successiva evoluzione e prosecuzione nell'arte o nel design), nella vecchia scuola, Sid, Blef e la fly-girl Dafne da Genova, The Damage Kidz da Milano, Bol23 da Roma, Cento e Zero-T da Firenze, FlyCat da Udine. Nella nuova generazione annoveriamo invece Microbo e Bo103 da Milano, Peeta, Hitness, 17k &amp;amp; la fly-girl Menta e Kemh da Roma e Iabo da Napoli. Le due generazioni citate, sono legate a stili e modi di fare direttamente correlabili al writing degli anni '80 e '90. È invece ancora in corso la lotta in strada per la generazione dei &amp;quot;graffiti designers&amp;quot;, con due anni di ritardo rispetto alla scena europea.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dite la Vostra sul WRITING...!!!&lt;br /&gt;[photo]18193836[/photo]&lt;br /&gt;[photo]18193551[/photo]</description>
            <author>ciccioraffa</author>
            <pubDate>Wed, 16 Apr 2008 19:39:41 UT</pubDate>
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