celeste717
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Blog 25
Non serve strappare le pagine della vita, basta saper voltar pagina e ricominciare 
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L'ISOLA DEI SENTIMENTI
C'era una volta un’isola, dove vivevano tutti i sentimenti e i valori degli uomini:
il Buon Umore, la Tristezza, il Sapere, così come tutti gli altri, incluso l'Amore.
Un giorno venne annunciato ai sentimenti che l'isola stava per sprofondare, allora prepararono tutte le loro barche e partirono, solo l'Amore volle aspettare fino all'ultimo momento.
Quando l'isola fu sul punto di sprofondare, l'Amore decise di chiedere aiuto.
La Ricchezza passò vicino all'Amore su una barca lussuosissima e l'Amore le disse: “Ricchezza, mi puoi portare con te?”.
“Non posso, c'é molto oro e argento sulla mia barca e non ho posto per te”.
L'Amore allora decise di chiedere all'Orgoglio che stava passando su un magnifico vascello: “Orgoglio ti prego, mi puoi portare con te?”.
“Non ti posso aiutare, Amore “ rispose l'Orgoglio, “qui é tutto perfetto, potresti rovinare la mia barca”.
Allora l'Amore chiese alla Tristezza che gli passava accanto: “Tristezza ti prego, lasciami venire con te”.
“Oh Amore” rispose la Tristezza, “sono così triste che ho bisogno di stare da sola”.
Anche il Buon Umore passò di fianco all'Amore, ma era così contento che non sentì che lo stava chiamando.
All'improvviso una voce disse: “Vieni Amore, ti prendo con me“.
Era un vecchio che aveva parlato.
L'Amore si sentì così riconoscente e pieno di gioia che dimenticò di chiedere il nome al vecchio.
Quando arrivarono sulla terra ferma, il vecchio se ne andò.
L'Amore si rese conto di quanto gli dovesse e chiese al Sapere: “Sapere, puoi dirmi chi mi ha aiutato?“.
“E’ stato il Tempo” rispose il Sapere.
“Il Tempo?” s’interrogò l'Amore, “Perché mai il Tempo mi ha aiutato?”. -
DUE AMICI!!!!!
Due Amici
C’era una volta due amici
che camminavano nel deserto. In un momento
del viaggio i due cominciarono a discutere,
ed un amico diede uno schiaffo all'altro...
questo addolorato, ma senza dire nulla,
scrisse nella sabbia:
IL MIO MIGLIORE AMICO OGGI MI HA DATO UNO SCHIAFFO.
Continuarono a camminare, finché trovarono un'oasi,
dove decisero di fare un bagno.
L'amico che era stato schiaffeggiato rischiò di affogare,
ma il suo amico lo salvò. Dopo che si fu ripreso,
scrisse su una pietra:
IL MIO MIGLIORE AMICO OGGI MI HA SALVATO LA VITA.
L'amico che aveva dato lo schiaffo
e aveva salvato il suo migliore amico domandò:
"Quando ti ho ferito hai scritto nella sabbia,
e adesso lo fai su una pietra. Perché?"
L'altro amico rispose:
"Quando qualcuno ci ferisce dobbiamo scriverlo nella sabbia,
dove i venti del perdono possano cancellarlo.
Ma quando qualcuno fa qualcosa di buono per noi,
dobbiamo inciderlo nella pietra,
dove nessun vento possa cancellarlo. -
UN CUORE TRISTE ED AMMALATO
C’era una volta un cuore solitario, triste ed ammalato
Un giorno, stanco di battere soltanto per vivere, decise che era giunto il momento di fermarsi e lasciarsi lentamente morire, senza non aver prima però, regalato tutto se stesso a piccoli pezzi, alle persone che avesse incontrato lungo la strada e che avevano bisogno di un piccolo aiuto. E cosi fece.
Una bella mattina si incamminò ed iniziò quel suo primo ed unico viaggio per il mondo alla ricerca dei cuori solitari, tristi e affranti delle persone infelici in cerca di affetto, amore e speranza così da dedicargli una piccola parte di lui, fino a restarne senza e morire, ma felice, e con la convinzione che il suo corpo continuerà a battere e vivere in tanta altra gente.
Durante il suo viaggio incontrò tanti visi e conobbe l’avarizia, la perfidia, l’angoscia e la solitudine, ma mai l’amore.
Vide una donna raccolta in uno scialle nero e stremata dal dolore per il dispiacere di chi non era mai riuscita ad avere un bambino tutto suo ed essere chiamata mamma. Lui si avvicinò e gli regalò un pezzetto del suo cuore dicendogli:
"ecco! Avvicinalo a quello tuo e fallo battere in te. Io non riuscirò a sostituire un figlio tutto tuo, ma sappi che nella vita è più importante amarsi che lasciarsi compiangere e sentirsi morire dentro giorno dopo giorno la voglia di vivere. Bisogna amare noi stessi e il nostro cuore perché se lui si sente trascurato prima o poi ci abbandona e noi resteremmo madri e padri incompiuti, lasciando al mondo dei figli soli. Ama il tuo cuore, sarà lui a sapersi sostituire alla gioia di un figlio e con i suoi occhi saprai amare tutti i bambini del mondo che saranno per te, come dei figli tuoi".
Continuò il suo cammino ed incontrò un bambino che piangeva per strada la morte dei suoi genitori nel bel mezzo di un violenta guerra che l’avevano lasciato solo per il mondo. Il cuore si avvicinò a lui ed accarezzandogli i capelli prese un pezzo del suo tenero battito e glielo regalò tra le mani dicendogli: "la guerra è un male incurabile che miete le sue vittime tra l’ipocrisia e la malvagità di quella folle sete del successo di ottenere sempre più spazi e denaro per se. Acceca padri che combattono i propri figli e lasciano dietro se solo lunghissime strisce di sangue che macchiano in modo indelebile la memoria di chi perde tutto; da una casa agli affetti più veri. Io ti regalo un pezzo del mio cuore affinché tu possa sperare che al mondo ci sarà ancora gente disposta a regalarti un sorriso e l’affetto che si sostituirà a quello dei tuoi genitori e, pur se non con lo stesso entusiasmo ed impeto, sapranno convincerti che esiste ancora chi è buono di animo ed ama il suo prossimo senza nulla a pretendere in cambio".
Gli diede un bacio ed andò via
Continuando il suo cammino incontrò altri fanciulli seduti ai bordi di un marciapiede che piangevano perché avevano fame. Lui si avvicinò a loro e per ognuno di essi, regalò un pezzo del suo cuore e gli disse: "io non riuscirò a saziare la vostra fame, ma riuscirò a fare più forte i vostri deboli cuori affinché vincano l’indifferenza della gente e vi sappia far sopravvivere. Il mio gesto sincero servirà ed illuminare la strada buia in cui siete finiti e vi porterà a bussare a porte di chi vi accoglierà felici e vi regalerà un pezzo di pane." E continuò ad andare avanti.
Incontrò mille altre realtà tristi e diverse e per ognuna di esse regalò un po’ del suo cuore fin quando si trovò di fronte ad un cuore desolato e solitario proprio come lui.
Si avvicinò e gli chiese perché fosse così triste ed il cuore desolato gli rispose: "mi sento sola e disamorata. Nessuno più si interessa a me e non riesco ad abituarmi all’idea che non ci saranno più fremiti per me, giornate vissute a pensare ininterrottamente a chi vorresti avere sempre accanto e soprattutto, non riesco a dimenticare quelle poesie d’amore che mi hanno regalato un tempo. Non resisto all’idea di non sentirmi più amata. Io senza amore non ci vivo e preferisco morire".
Il cuore cercò un pezzo di se stesso da potergli regalare ma si accorse che l’aveva dato a tutti quelli che aveva già incontrato e ne era rimasto senza. Guardò negli occhi il cuore desolato e gli disse: "aspettami qui fino al tramonto io torno indietro e vado alla ricerca di quelle persone a cui ho dato me stesso affinché mi possano ridare un pezzo del mio cuore da dedicarti e farti ritornare ad amare e soprattutto sentirti nuovamente desiderata da qualcuno, che viva di te e per te e che solo quando non gli sei accanto, si rende conto che la sua vita è inutile e incompleta." ed andò via.
Ripercorse la strada di corsa e per ogni persona incontrata a cui aveva regalato una parte di se stesso chiese che gli restituissero un pezzetto di amore da poter dedicare a quel cuore desolato. Ma nessuno gli diede ascolto. Tutto dimenticarono in fretta il suo aiuto e nessuno volle privarsi di quel nuovo amore per se stessi ritrovato. Il bambino senza genitori era riuscito a conquistare stima in se stesso ed ora giocava felice con altri suoi coetanei, la madre senza figli era accerchiata da tanti fanciulli in girotondo e non volle privarsi di una simile gioia e cosi via. Nessuno, tra quelli che aveva aiutato fu pronto a restituirgli una sola oncia del suo cuore.
A notte inoltrata tornò sconsolato ed avvilito verso il cuore desolato e non avendo nulla da potergli regalare gli chiese scusa e continuò il suo cammino in attesa che sopraggiungesse la morte per lui.
Il cuore desolato lo fermò, e guardandolo fisso negli occhi gli disse: "non ho bisogno che mi regali nulla, mi è bastato sapere che al mondo c’è ancora qualcuno che si sia accorta di me e che ha fatto di tutto pur di dedicarmi un pezzo del suo cuore. Vieni accanto a me che sarò io che ti offro il mio cuore in cui ti lascerò vivere e battere, fino a diventare un solo ed unico grande Amore -
Il mio sogno e le mie Ali Bianche di Farfalla
Il mio sogno e le mie Ali Bianche di Farfalla
Ero ancora una bambina, quando mi ritrovai per la prima volta, quasi per
gioco, a scrivere, sul diario della scuola, piccoli pensieri, brevi frasi,
piccole dediche. Copiavo tutto da libri, riviste, giornali, e dentro nelle mie parole
racchiudevo le mie emozioni vissute soprattutto nei momenti di malinconia.
Trovavo naturale farlo e attraverso un semplice foglio di quaderno ed una
penna, mi facevo dono di bellissime ali bianche che mi permettevano di
volare con la fantasia e di perdermi nei miei sogni. Ancora oggi, continuo
a scrivere e cercare belle frasi, dediche e poesie. La maggior parte delle
parole lascio che sia il mio cuore a dettarle … Ancora oggi come allora non
smetto di sognare e di credere nell'amore, lasciandomi travolgere dalla
passione delle mie emozioni...
Vittima spesso di sogni infranti, di speranze svanite, mi ritrovo a
scrivere, a cercare belle frasi, parole e poesie ...E soprattutto
nei momenti di maggiore sconforto, di solitudine, quando le mie piccole
certezze vacillano... Ma nonostante tutto conservo ancora le mie bianche ali
di farfalla che mi permettono di volare e non smettere mai di sognare!
Nel corso degli anni ho imparato che non bisogna mai perdere il coraggio di
essere noi stessi, che non bisogna mai perdere la forza che ci fa continuare
nonostante tutto, ho imparato che la vita è il dono più prezioso che abbiamo
anche quando sembra andare tutto storto....ho imparato che non bisogna mai
cedere, né rinunciare ai propri sogni MAI... che non bisogna mai perdere la
speranza, l'entusiasmo, il sorriso, la vitalità... quella vitalità che rende
degna la vita di essere vissuta fino in fondo ed io voglio viverla attimo
dopo attimo, perchè anche quando tutto sembra perduto so che prima o poi un
raggio di sole ci sarà e mi indicherà la strada da seguire....ho imparato ad
apprezzare e gioire davanti alle piccole grandi cose che a volte per troppa
fretta neppure notavo ma che con la loro semplicità mi regalano emozioni
infinite; basta guardare l’incanto di un tramonto, o perdersi negli occhi
di un bambino, per capire quanto meravigliosa sia la natura!
Ecco perché, conservo ancora intatti tutti miei sogni... -
FANTASTICO
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Un pensiero sulla Chat
Un pensiero sulla Chat
La chat la descriverei come un mondo misto di virtualità fantasia e realismo, un buon modo per passare il tempo... si può parlare con gente che può commentare o discutere la propria vita o il modo di pensare, è sicuramente più facile farlo... dato che si è davanti ad un monitor. La chat è un luogo di incontro dove capitano tutti ma credo che sia difficile far nascere nuove amicizie....la chat è anche un parcheggio dove transitano o si fermano persone disagiate e affette dalle più varie psicopatologie... inoltre per chi è più sentimentale può esserci un coinvolgimento in simpatiche e sdolcinate storie d'amore virtuali, che alla maggior parte dei casi svaniscono, ma per chi è fortunato anche in storie reali e durature.
Per me la chat è uno specchio del nostro mondo quotidiano, per molti un rifugio per chi non vuole confrontarsi con la realtà, dove può far sbloccare anche i più timidi a farli sentire importanti... un rifugio per combattere la solitudine, un posto dove azzardare ed osare ciò che nella realtà non si è in grado di fare o dire.
Nella chat consiglio di essere se stessi anche stando dietro ad un monitor, perchè anche se si è su un pc, non è giusto offendere o prendere in giro gente che magari si illude di conoscere una persona che poi alla fine non è.
Prendete la chat come un passatempo piacevole, ma anche come uno sfogo e luogo di incontro.... tastate bene le vostre emozioni in chat, comprendetele prima voi, poi esprimetele.... non fossilizzatevi in chat, non lasciate la vostra vita per chattare, inserite la chat all'interno delle vostre esperienze quotidiane, ma non ne fate una ragion di vita.
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X TE...
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AMORE...
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UN SORRISO PER TE...
Un sorriso non costa niente e produce molto
arricchisce chi lo riceve,
senza impoverire chi lo da.
Dura un solo istante,
ma talvolta il suo ricordo è eterno.
Nessuno è così ricco da poter farne a meno,
nessuno è abbastanza povero da non meritarlo.
Crea la felicità in casa,
è il segno tangibile dell'amicizia,
un sorriso dà riposo a chi è stanco,
rende coraggio ai più scoraggiati,
non può essere comprato, ne prestato, ne rubato,
perché è qualcosa di valore solo nel momento in cui viene dato.
E se qualche volta incontrate qualcuno
che non sa più sorridere,
siate generoso, dategli il vostro,
perché nessuno ha mai bisogno di un sorriso
quanto colui che non può regalarne ad altri. -
L'ISOLA DEI SENTIMENTI
L'ISOLA DEI SENTIMENTI
C'era una volta:
TUTTE LE FAVOLE INIZIANO COSI....
Un’isola, dove vivevano tutti i SENTIMENTI e i valori degli Uomini e delle Donne:
IL BUON UMORE,
LA TRISTEZZA,
IL SAPERE,
L’ORGOGLIO ,
LA RICHEZZA, così come tutti gli altri,
incluso L’AMORE
Un giorno venne annunciato ai SENTIMENTI che l'isola stava per sprofondare, allora prepararono tutte le loro barche e partirono, solo L’AMORE volle aspettare fino all'ultimo momento.
Quando l'isola fu sul punto di sprofondare, L’AMORE decise di chiedere aiuto.
LA RICHEZZA passò vicino ALL’AMORE su una barca lussuosissima e L’AMORE le disse: “RICHEZZA, mi puoi portare con te?”.
“Non posso, c'é molto oro e argento sulla mia barca e non ho posto per te”.
L’AMORE allora decise di chiedere ALL’ORGOGLIO che stava passando su un magnifico vascello: “ORGOGLIO ti prego, mi puoi portare con te?”.
“Non ti posso aiutare, AMORE “
rispose L’ORGOGLIO, “qui é tutto perfetto, potresti rovinare la mia barca”.
Allora L’AMORE chiese alla TRISTEZZA che gli passava accanto:
“TRISTEZZA ti prego, lasciami venire con te”.
“Oh AMORE” rispose la TRISTEZZA, “sono così triste che ho bisogno di stare da sola”.
Anche il BUON UMORE passò di fianco ALL’AMORE, ma era così contento che non sentì che lo stava chiamando.
All'improvviso una voce disse:
“Vieni AMORE, ti prendo con me“.
Era un VECCHIO che aveva parlato.
L’AMORE si sentì così riconoscente e pieno di gioia che dimenticò di chiedere il nome al VECCHIO.
Quando arrivarono sulla terra ferma, il VECCHIO se ne andò.
L’AMORE si rese conto di quanto gli dovesse…
e chiese al SAPERE:
“SAPERE, puoi dirmi chi mi ha aiutato??“.
“E’ stato il TEMPO”
rispose il SAPERE.
“Il TEMPO???!!!”
s’interrogò L’AMORE, “Perché mai il TEMPO mi ha aiutato????!!!!...”.