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Racconto di una giornata di periferia
Giornata finita, torno a casa e tranquillo mi metto davanti il mio caro pc, compagno di tanti momenti di noia, al che Fabrizio, altro compagno se non altro computer,
non avendo proprio niente di meglio da fare, ha la brillante idea
di contattarmi su msn... Li mi propone di scendere, ovviamente promettendomi dell’ alcol…
Omai rassegnato all' idea che la giornata non è per niente finita scendiamo e accompagnati da
una bottiglina da 500 ml di “Vecchia Romagna” andiamo incontro a Lello e Mimmo.
Come quattro poveri “sfasulati” giacevamo inermi al freddo ed alla stanchezza su di una panchina
del nostro degradato quartiere della periferia di Napoli.
Mentre Fabrizio fuma la sua sigaretta "fabbricata" con rimasugli di altre sigarette ecco che:
come la peste sugli ebrei, come Mimmo sul cibo, come le tasse sugli statali, come il fisco su Berlusconi, così la fame incombe su di noi, unica via di salvezza la spazzatura…
Parte una prima spedizione Tullio-Fabrizio per il bidone di fronte al “Peach Peat”(noto ritrovo di cuozzi della zona) dove testimonianze attendibili dichiarano che Gigino (il gestore) ha buttato pizzette e panini napoletani (ancora commestibili!!!),
entusiasti all' idea di mangiare, e nella speranza che nessuno abbia gettato il fazzoletto con cui si è soffiato il naso, rovistiamo come barboni professionisti, ma alla fine siamo costretti ad accontentarci di una scatola di panini secchi e duri. Non contenti parte la seconda spedizione Lello-Tullio, ma anche essa termina con un fiasco. Ma al ritorno un principio di incendio attira la nostro curiosità, erano Mimmo e Fabrizio che avevano con abile maestria piromane acceso un fuocarazzo, senza pensarci su 4 volte ci mobilitiamo alla ricerca di combustibile per far si che il nostro fuoco abbia lunga vita, mentre come indiani attorno al fuoco compiaciuti di noi e della nostra trovata discutevamo del più (siamo tipi positivi) ecco che una pattuglia di poliziotti che si ferma di fronte a noi e attirando l' attenzione ci urla con aria minacciosa:<<ragazzi che state facendo?>> al che il nostro fuoco era all' incirca alto 80 centimetri, sennonché Mimmo si gira, e rivolto al poliziotto esclama :<<abbiamo acceso un fuocherello…>> manco il tempo di chiudere la sua ingorda bocca che prende piede la poltrona che avevo furbamente messo vicino il fuoco cosicché alle spalle di mimmo si erge una fiammata di 5 metri manco fosse Sirio il dragone mentre carica il colpo segreto del drago nascente…Roba che se lo vedeva lady Isabel dalla vergogna si sarebe data alla lettura dell oroscopo su rai 2….
A questo punto il poliziotto esclama :<<Ragazzi, così non va bene…>> (effettivamente con del legno e della benzina sarebbe andata meglio)
ma meglio evitare frasi del genere...<<Ok allora lo spegniamo...>> dissero i ragazzi, ma appena i “guardi” ebbero girato l’ angolo ci rendiamo conto che spegnere il fuoco sarebbe stato impossibile visto che ormai anche il materasso era in fiamme… Così continuiamo ad alimentarlo fino alla noia…
Poco dopo, Mimmo decide di ritirarsi nelle sue stanze così anche noi ci apprestiamo a far ritorno a casa ...mentre come da routine ci stiamo staccando un cartello incustodito su delle impalcature, notiamo una carrucola con tanto di cavo; convinciamo così
l' agile Fabrizio a scavalcare per tirare il cavo e mentre Lello tira, fa un casino assurdo fa abbaiare un cane. Ovviamente per evitare morte e galera fuggiamo, ma visto che la perseveranza è un difetto che ci accomuna e accompagna ormai da sempre torniamo dalla nostra carrucola; al secondo tentativo mi appendo alla corda e con rammarico vengo a conoscenza del cazzo del nodo che il fravacatore di merda ha fatto per evitare che se la sfottessero... Ma che cavolo stanno tutti fatti a Peroni e non si dimenticano mai di salvaguardare la loro robba.....
Ora, detto sinceramente odiamo il fatto che il prossimo possa anche solo pensare di dormire sogni tranquilli e quindi, dulcis in fundo, una citofonata nel cuore della notte (all’incirca le 04:11) a qualcuno non ci farà di certo male.
-isolato 46:cognome a caso-
vittima: pronto!
lello: ...
vittima: chi è?
lello: ò mammone!
vittima: perche che ore sono? (perche di solito il mammone a che ora ti bussa
lello: muoviti scendi…
vittima: ma come mi hai svegliato a prima mattina? (se no che sfizio c'era di pomeriggio)
lello: scendi..
vittima: ma che ore sono
vittima: ma come non ha suonato la sveglia (e noi che ci siamo a fare)
lello: scendi a lavorare…
vittima: ma perchè mi hai svegliato a prima mattina (è uno scherzo imbecille!)
vittima: ma io devo andare a lavorare alle 5 (povero te!)
lello: stronzo muoviti....
vittima: ma che ore sono
lello: sono le 5..
vittima: ma come non ha suonato la sveglia
vittima: ma non è vero sono le 3 (cazzo ci hai sgamato e noi poveretti che pensavamo fossi un fesso)
vittima: vabè io mo attacco (fa cio che vuoi)