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maschio - 28 anni, Tra Manerbio e Roma, Italy


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Messaggi sul blog con etichetta 'ele':


  • Take me away

    Just when it falls apart
    And when it's time to start
    Will you sit down here for another day
    And when it's time to be
    All the things that we
    Are wishing away for another day

    Cos in my soul we know where we're goin
    We're goin where the grass is green, the air is clean and the good times are growin'
    So take me away
    Just for today
    Cos I'm sat here on my own
    I'd like to be
    Under the sea
    Where they'd probaly need a phone

    And just when it falls apart
    And just when it's time to start
    Will you sit down here for another day

    Cos in my soul we know where we're goin
    We're goin where the grass is green, the air is clean and the good times are growin'
    So take me away
    Just for today
    Cos I'm sat here on my own
    I'd like to be
    Under the sea
    Where they'd probaly need a phone
    I could be you
    If I wanted to
    But I've never got the time
    You could be me
    And pretty soon you will be
    But you're gonna need a line

    Need a line
    Need a line
    Need a line

  • Pensiero felice

    Quando le cose non vanno bene, si dice che la speranza e' l'ultima a morire. Effettivamente, quando non sai a cos'altro aggrapparti, la speranza che qualcosa cambi puo' essere un buon appiglio e qualcosa da cui ripartire, da cui trarre forza. Ma...

    ma quando la speranza muore? Quando manco riesci piu' ad attaccarti a quella? Rimani li', fermo...

    A quel punto, senza terra sotto i piedi, senza speranze... riparti dal tuo "pensiero felice". Come il pensiero felice permetteva a Peter Pan di volare, il pensiero felice e' quel qualcosa che ti fa star bene anche quando sei triste, quando vedi tutto nero... il pensiero felice lo porti nel cuore, per trovare un sorriso quando non hai bisogno d'altro.

    Sei tu.

  • Carta da lettere...

    Vagando su Netlog, mi sono imbattuto in questo pensiero di

    - Quota
    La vecchia cara carta da lettere
    lunedì, 7 gennaio 2008 alle 09:59

    Chi si ricorda tutti i bigliettini di Natale che si ricevevano una volta?Bigliettini colorati, pieni di immagini di casette immerse in boschi innevati, cerbiatti con grandi occhioni, oppure i più classici con Babbo Natale seduto sulla sua slitta che arrivava pieno di doni o la sempre bella Natività, la Sacra Famiglia nella grotta circondata dai pastori… bigliettini musicali o con piccole luci che appena aperti iniziavano con motivetti natalizi…e poi le frasi dei tuoi nonni, zii, amici che ti auguravano di passare un felice Natale ed un sereno Anno Nuovo! Ne parlavo proprio giorni fa con un mio amico…ormai tutte queste usanze così belle sono state soppiantate dalla tecnologia…sms freddi girati e rigirati all’infinito stazionano nei nostri telefonini per tutto il periodo natalizio, per carità faccio parte anch’io dei dispensatori augurali di sms, mi includo nel calderone…ma cosa ci resterà tra meno di una settimana di questi auguri?Proprio nulla! Con questo non voglio gettare fango sulla tecnologia, la telefonia moderna ed internet sono delle grandi comodità, la rete è un grandissimo mezzo…indispensabile al giorno d’oggi…ma dov’è finita la bella abitudine di scrivere una lettera, scriverla di proprio pugno, senza tastiera ma con la propria calligrafia bella o brutta che sia… magari con qualche sbavatura, con qualche cancellatura....l’emozione che si prova a ricevere una lettera non può essere paragonata alla ricezione di una mail o di un messaggio…è tutta un’altra cosa, c’è più sentimento, c’è maggior contatto con la persona che te l’ha scritta, e scriverla?Quanto difficile è scrivere una lettera condensando tutto ciò che si prova…è impegnativo ma costruttivo!! E poi averla lì tra le mani, aprire la busta e leggerla, leggerla una, due, cento volte…i fogli ingialliscono, l’inchiostro impallidisce con il tempo ma è qualcosa di tangibile che resta…resta nella tua scatola dei ricordi tra le cose care…lettere che ti ricapiteranno tra le mani quando sarai un po’ giù…quando avrai voglia di tuffarti nel mare dei ricordi…io ho sempre amato scrivere e ricevere lettere e pensieri dalle persone care, conservo gelosamente diari scritti a quattro mani con la mia migliore amica, pensieri di dodicenne alle prese con le prime cotte e fanatiche di attori e cantanti degli anni’90…pagine con incollate foto rubate dei ragazzi che ci piacevano a scuola o semplicemente pensieri delle nostre giornata trascorse insieme, lo stesso non posso dire dei miei spasimanti …di ragazzi amanti delle lettere ahimé non ne ho incontrati un granché ma custodisco ancora piccoli biglietti che il mio ragazzo mi lasciava sul tergicristallo all’uscita dal lavoro…sono piccole cose, bigliettini e fogli che però non avrò mai il coraggio di gettare via, fanno parte del mio passato di bambina e poi ragazza, per questo credo ancora in questo genere di cose, mi rendo conto di essere decisamente retrò, ma le lettere hanno un fascino senza tempo, la carta, le parole scritte con scrittura a volte zoppicante, buttate giù tutte d’un fiato su un foglio di quaderno o su carta più ricercata, sono pezzi della nostra vita che ci regaleranno sempre grandi emozioni e forse ci faranno scendere anche una lacrima ogni volta che le rileggeremo…ed io sono contenta di aver avuto la possibilità di vivere qualche anno prima dell’avvento delle mail e dei cellulari….perchè nella mia scatola dei ricordi ho la fortuna di avere queste ricchezze.

    IRYDELLA79

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    Che dire... leggendolo mi ha fatto venire in mente tante immagini. Ho scelto di raccontarne una parte:
    "Siamo una generazione di mezzo... abbiamo avuto la fortuna o la sfortuna di vivere in mezzo a questo trapasso. E non so te... ma e' un po' come per i vinili... i cd sicuramente non avranno fruscii... ma altrettanto vero che non avranno mai lo stesso fascino e lo stesso calore che avevano i solchi dei 33 e 45 giri!!!

    A me viene da ridere quando guardo le facce che fanno quelli a cui racconto una mia disavventura in prima superiore... scrissi una relazione a computer, la professoressa (con cui peraltro avevo un pessimo rapporto. Non perdevamo occasione per beccarci e questo sicuramente ha influito) mi obbligo' a riscriverla a mano. Secondo lei l'aveva fatta mio padre (come se avesse tempo). Motivazione? "Hai usato un programma che costa piu' di un milione!". Mia controrisposta: "Veramente ho usato due programmi. Uno che effettivamente costa un milione e due, l'altro un milione e mezzo. Ma a dire il vero sarebbero fatti miei come spendo il mio denaro". Non ci fu verso. Obbligato a rifarla a mano. A raccontarlo adesso sembra preistoria. E son passati poco piu' di 10 anni.

    Scrivere una lettera d'amore, per chi come me si sente perennemente stupido quando scrive, e' una cosa strana da descrivere... l'unione di diverse anime, di diversi sentimenti... la paura di scrivere qualcosa di inadeguato alla situazione, di non saper raccontare quello che provi, di scadere nel ridicolo, unito alla necessita' di farlo, di renderti ridicolo. Perche' non puoi fare altro. Ne hai bisogno. Provare il piacere di raccontare unito alla certezza di non essere all'altezza del soggetto. Poterlo poi fare a mano, sulla carta, secondo me e' un qualcosa che rende ancora piu' vivo e suggestivo lo scritto... perche' sulla carta inchiostrata non puoi fingere. Si leggono tutti i dubbi, i ripensamenti, la tensione del momento. Le frasi scritte e poi cancellate e magari riscritte, ondulate (usavo sempre carta bianca, senza righe o quadretti) e irregolari... un pezzo battuto a computer sara' sicuramente piu' leggibile e piu' ordinato, ma perde il gusto di rendere visivamente la sensazione di mettersi a nudo, la tensione del mettersi in gioco per qualcuna. Magari con lo stupidissimo gesto di regalare la biro o la matita usata... "Ha scritto per Te, non scrivera' mai piu' per nessun altra".

    Di lettere ne ho scritte... tante, mai troppe... qualcuna ha avuto successo, in un modo o nell'altro (scrissi una lettera per una mia compagna di classe. Quell'anno ero particolarmente dannoso... nella speranza che mi calmassi, mi avevano messo in parte a Lei e, a forza di "scoprirla", me ne ero innamorato. Mi feci promuovere solo per rimanere in classe con Lei. Pero' quell'anno in un tema in classe, tra i vari titoli, la profe mise "scrivi una lettera"... non resistetti e "riciclai" quella scritta a quella ragazza. Una lettera particolare... in cui avevo giocato molto: per rendere al meglio la tensione del vuotare il sacco, il mettersi a nudo, il blocco che avevo in mente quando la pensavo, avevo fatto un inizio molto lento, in cui raccontavo a caso qualsiasi cosa mi passasse per la testa... qualsiasi cosa, pur di non rimanere in silenzio... e da li' piano piano sciogliermi in un crescendo di emozioni e timori. Risultato: 7.5... anche se la profe non capi' il senso di quell'inizio totalmente sconnesso, penalizzandomi)...

    La lettera scritta da me a cui sono piu' legato? Quella scritta ad una ragazza... ci eravamo conosciuti da poche ore, e dormivamo in una stanza assieme ad altri amici... lei in un letto, io per terra... amore a prima vista. Ricambiato a prima vista.
    Il granito del pavimento era duro (l'ho accusato per giorni), e non riuscivo a prendere sonno... cosi' presi dal borsone un quaderno, la mia matita e, al buio, alla cieca, le scrissi di quel che provavo. Sentivo la carta sotto al palmo e sotto alla matita, e basta. Una sensazione strana... pero' e' stata una delle cose piu' belle che abbia mai scritto... ed e' stato emozionante la prima volta che l'ho vista, la prima volta che l'ho potuta leggere...ondulata, irregolare ma... leggibile. Non c'erano frasi incrociate o che si accavallavano o ammucchiavano. Certo... qualche volta erano incidenti... ma si riusciva a leggere. Rimasi stupito di me stesso. E qualitativamente non mi dispiaceva.

    Personalmente, conservo tutt'ora le opere delle mie ex... se in camera mia, a casa dei miei, non ci sono piu' ovunque i disegni della Carol, e' solo perche' sono stati tolti quando hanno riverniciato le pareti. Ma li ho ancora. Come il fiocco di un regalo, che avevo attaccato ad una chitarra. E tutt'ora ho un cassetto dedicato solo ad Ele (la destinataria della lettera scritta al buio di cui ho appena parlato), il mio grande amore. Sono passati anni da quando ci siam lasciati, ma quel cassetto e' li'. Suo fratello mi ha raccontato che anche Lei ha fatto altrettanto. Mi ha raccontato anche che ogni tanto l'ha trovata col cassetto aperto, a rileggere le cose che le scrivevo, i nostri ricordi... Lo ammetto, non esiste un modo di spiegare il feeling positivo che mi ha dato scoprire questa cosa. Semplicemente fantastico.

    Saro' io ma... per quanto ci tenti, la sintesi da sms non fa per me. Alla fine, un mio sms breve occupa almeno 2 messaggi concatenati, quando va bene...

    Per me e' un peccato che si sia persa questa palestra... e i risultati si vedono. E' sempre piu' mortificante leggere come scrivono i ragazzini... K, abbreviazioni, congiuntivi e consecutio disattesi... io saro' io, ma leggere certe cose e' un dolore fisico.

    Sorry per la divagazione, ma col tuo pezzo mi hai fatto venire voglia di raccontare e divagare in proposito!"

  • Tornando a casa...

    Il messaggio postato poco fa, doveva essere pubblicato ieri in tarda serata... Mentre vagavo per le vie del centro di Milano, mi son lentamente goduto quel ricordo prepotentemente esploso nella mia testa... un ricordo bellissimo, uno zuccherino piacevole in mezzo alle amarezze...

    Quel sentimento caldo, come possono essere solo le lacrime certe volte, aveva creato lo stato d'animo giusto per scrivere... e tutto usciva cosi' facile dalla mia mente... il testo si scriveva da solo... e non poteva che essere cosi'... il mio cuore e la mia testa era troppo impegnata a godersi ogni istante delle immagini che evocava... non riuscivo a fare altro...

    Ma, sul piu' bello... la finestra di Iceweasel si chiude... e mi lascia li', senza le parole che non avevo scritto... tutto perso... mazzata. Per la delusione ho spento il pc e son andato a dormire... non sarei stato in grado di scrivere nuovamente tutto... Piu' che chiudersi, la pagina era come esplosa... svegliandomi dal torpore e vanificando quel bel feeling.

    Adesso, tornando a casa con qualcosa da raccontare, ho fatto per aprire Iceweasel e, come un mazzo di rose lasciato sulla porta di casa mia, il software mi chiedeva se volevo ripristinare la sessione precedente... Inutile raccontare l'emozione di vedere recuperato tutto il mio lavoro... non mancava una parola di quanto avessi scritto... Che regalo!!! Non sapendo continuare la semplicita' e l'atmosfera sognante di quel momento, ho scelto di lasciarlo un po' incompleto... aggiungendo delle frasi di pseudo conclusione, un piccolo fade out per chiudere...

    Ed e' ironico che questo ricordo preceda cio' che sto per raccontare... proprio ironico...

    Mentre tornavo a casa, come ogni sera, immerso nei miei pensieri... un po' assonnato, un po' smerdato, un po' cosi'... intento a cercare di ingoiare la dose di amarezza quotidiana... salgo sul treno... e il mio cuore ha un balzo...

    Quei lineamenti... quei capelli... quel viso... quel corpo... Come poteva essere? Assorta nella sua lettura, come l'ultima volta che La andai a trovare... era li', appoggiata al muro della carrozza... Non riesco a toglierle gli occhi di dosso...

    No, non puo' essere... non puo'... no... Cosa ci fa Ele qui'?

    Ovviamente, non era Lei... ma per un attimo ci ho sperato.

  • Ele

    Era un venerdi' di tardo dicembre... come ce ne sono stati tanti... e come ce ne saranno chissa' quanti... E chissa' per quanta gente quello fu un venerdi' come tanti... un giorno come altri... un altro giorno sulla Terra, un giorno nato con il sorgere del sole e finito lentamente al crepuscolo.

    Per altri sara' sicuramente stato cosi'... chissa' a quanta gente non ha un ricordo legato a quel giorno, non ha tenuto nulla e ha lasciato che tutto scivolasse in nel silenzioso oblio della dimenticanza... quel giorno e' tatuato nel mio cuore in modo indelebile, marchiato a fuoco dal fuoco della passione e dell'amore.

    Se chiudo gli occhi riesco ancora a sentire nelle dita quella sensazione di sciagurata incoscienza e quasi mi viene da ridere ora, a posteriori, se penso a come mi sia avvicinato a quell'incontro... con l'incoscienza di chi non ha idea di cosa gli stia per capitare... sento ancora la tensione dell'attesa, del "ma quando cazzo arrivano a prenderci?"... sento il freddo della banchina, della panchina in pietra... sento anche la sensazione nelle vene per quel grumo di vomito distante da noi qualche metro... e, se chiudo gli occhi, mi sembra di avere attorno Flavio ed Eva... e sento anche la spalla che mi duole per il peso della mia borsa...

    Suona il telefono... Sono in stazione e chiedono dove siamo. Rispetto ai programmi originali non e' venuto a prenderci Marcy, ma Veronica e, soprattutto, Ele... la sorella di Marcello.

    E' ironico pensare a quanto fossi impreparato a quest'incontro, a quanto anche volendo non sarei mai potuto essere preparato... Era li', che mi aspettava... e ricordo ogni particolare di Lei... Il Suo cappotto rosso... i Suoi capelli lunghi e castani... il Suo sorriso splendidamente abbagliante... ma soprattutto i Suoi occhi. Verdissimi e limpidi come solo il mare di certi paradisi terrestri puo' essere...

    Come spiegare cosa provai? Impossibile... Che dire... sentii "la musica"... La mia testa era come in preda alle emozioni, mentre il cuore gia' ne era dipendente... tutto in un attimo...

    La cosa triste fu che questa esplosione di sensazioni paralizzo' la mia testa... tanto che tutto cio' che fui in grado di dire quando La vidi fu "Wow... Natalie Imbruglia". Tutt'ora mi chiedo cosa ci avessi visto della Imbruglia in Lei... Forse solo gli occhi chiari... Ma non c'era confronto... Avevo mai visto degli occhi cosi' belli?

    ...Sentii la musica...

    Fu un attimo, ma uno di quegli attimi che non vorresti finisse mai... Il tempo era diventato relativo, insensato...

    Fu un attimo, ma che cambio' subito le mie Priorita', i sogni, i miei desideri...

    Era cosi' bella Ele quella sera, cosi' sorridente... illuminava tutto, anche se a dire il vero non riuscivo a vedere null'altro... E non mi importava, perche' avevo capito... esisteva solo Lei in quel momento.

    She is love, she is Ele.