http://netlog.com/beppebeppeGiuseppeGiuseppebeppebeppehttp://it.netlogstatic.com/p/tt/033/018/33018688.jpgItalyLombardia Pagina profilo di beppebeppe

beppebeppe

maschio - 28 anni, Tra Manerbio e Roma, Italy


RSS feed

Blog 178


  • Madonna... ma perche' accendo la tv?

    Ballaro'. Ho appena sentito Cicchitto lodare la politica finanziaria DI RIGORE di Tremonti durante il suo mandato precedente... che ha ridotto la spesa pubblica... E Bersani che non dice nulla...

    Ora si parla di governo del fare...

    E poi si domandano perche' continuo a dire che PD e PDL son la stessa cosa, come profetizzava Licio Gelli trenta anni fa...

    La televisione DEVE rimanere spenta.

  • Maurizio Gasparri

    "Chi la pensa come me ha la mia stessa opinione".

    ...Grazie al cazzo.

  • Scajola

    - Quota
    Alitalia, Scajola contro Marrazzo
    "Ognuno faccia il suo mestiere"

    Benissimo, allora tu torna a vendere noccioline nei cinema...

  • 9/9/08: Let's rock - nuovi prodotti apple

    per il 9 settembre e' annunciato un evento apple, dal titolo Let's rock, che annuncera' nuovi prodotti. Da anni settembre e' sinonimo, per Apple, di iPod Nano... Quest'anno cosa arrivera'?

    Solo prodotti del comparto Entertainment? SOLO SOLO QUELLO? Per i mac-isti e' troppo poco... cosi' i rumors si accavallano su nuovi possibili prodotti e nuovi possibili annunci di aggiornamenti in qualsiasi campo. Non possono accontentarsi di un nuovo iPod Nano, magari un aggiornamento dei Touch...

    Cosi' arrivano messaggi tipo questo:

    - Quota

    iLollo
    03 set 2008 - 09:54 - #17

    io spero:

    -nuovi iPod, tutti rinnovati (+ sottili, economici e capienti, forse touch anke su nano e classic)
    -nuovi Cinema Display (+ sottili ed economici)
    -novità iTunes (versione 8 con unlimited e altre novità, arrivo anke in Italia del noleggio e della vendita di film e telefilm)
    -nuovi MacBook e MacBook pro, nuovo Mac mini
    -Snow Leopard

    qualcos’altro?


    Si possono accontentare di cosi' poco i Mac-isti? Assolutamente NO!!!

    Ecco una panoramica dei prodotti che saranno infatti lanciati il 9 settembre:

    - Quota

    Beppe7
    03 set 2008 - 11:04 - #25

    @iLollo
    Verranno annunciati anche:
    - iRack (il carrello su cui mettere tutti i prodotti Mac)
    - iContainer (il container per portare sempre con se’ tutti i prodotti Mac)
    - iFuck (accessorio per iPod, iPhone compatibile)
    - iDoBetter (generatore automatico di articoli o commenti in puro stile di glass climbing)
    - iSmell (profumo per mac-isti. Smell Different! Per non dare alito a dubbi)
    - iBelieve (accessorio per iPhone per ricevere ogni giorno le perle del credo di Apple)
    - Lo sbarco degli alieni
    - Il nuovo acquisto del Milan per la difesa: un Apple II
    - MacDonald (panino a forma di mela prodotto in partnership con la nota azienda alimentare. Si trattera’ di un BigMac con una scatola diversa e dal costo di 40 dollari (38 euro per il mercato europeo))
    - iMicrowave (forno a microonde con interfaccia US:)
    - iPhon (per ovviare ad una grossa lacuna del iPhone, ovvero di non avere il Phon integrato)
    - iLamp (lampada think different)
    - iRun (prodotte in collaborazione con Nike)
    - iHam (prosciutto da mettersi sugli occhi per prendere per oro colato qualsiasi prodotto)
    - iAlien (ora compatibile con iPhone)
    - iBratz (con iPhone)
    - iBang (per i mercati con alto tasso di armi pro capite. Compatibile con iPhone)
    - iStarGate (portale spaziotemporale compatibile ora con iPhone)
    - iYellowPages (Pagine Gialle per mac-isti)
    - iRosic (compatibile con Zune)
    - iFreeze (cella frigorifera che opera a temperatura di lavoro di 233 gradi Kelvin in cui inserire il MacBookAir. Cosi’ nessuno si lamentera’ piu’ se scalda).
    - iSpanishInquisition (NESSUNO SI ASPETTA L’INQUISIZIONE SPAGNOLA!!!)


    Altri prodotti?

  • Un sorso in piu' (formerly known as FourRoses.txt)

    Prese il bicchiere in mano. Era da tempo che aveva dimenticato il sapore del Four Roses. Agito' il bicchiere per lasciare che i riflessi ambrati si stagliassero con le loro voci. Perche' in quel sapore, in quella fragranza, in quei riflessi, gli pareva di sentire l'eco di voci conosciute. "sei un grande". "c'eri nel momento piu' buio della mia vita". "Ci sei sempre". "Sei la sua ancora di salvezza". "sei piu' di quello che credi". E invece era li', solo con quel bicchiere a ripensare alle parole di Ivano Fossati... "il bicchiere di vino pagato e bevuto da soli, nel giorno della tua festa"... No, di festa non si trattava, ma la sostanza non cambiava... lui ed il bicchiere, ed una brezza leggera ad accarezzare le articolazioni.
    Forse era cosi' bravo ad esserci perche' era gia' passato in situazioni simili, e poteva capire cosa si potesse provare e come la presenza di qualcuno, per quanto lui cercasse di rimanere defilato ed invadere il meno possibile, potesse aiutare... forse era la necessita' di dare nella speranza di ricevere, forse la consapevolezza di sapere cosa significasse il non avere un appoggio e dover contare solo su se' stessi per risalire da dove si era sprofondati... "A chi frega se l'ancora di salvezza sott'acqua sta affogando?" era solito a mormorare tra se' e se'...
    E mentre mandava giu' l'alcohol, pensava... pensava al giorno precedente, quando un amico ha avuto pieta' di lui. A cena una commensale aveva iniziato a chiedergli di Lei... "Cambia argomento! CAMBIA ARGOMENTO!!!". Secco, senza mezzi termini, senza mezze parole, per evitargli il disagio di dover rispondere a domande... domande e consigli che conosceva fin troppo bene ma alle quali non sapeva dare seguito.
    Sapeva cosa avrebbe dovuto fare ma non sapeva fare altro che fare la cosa sbagliata.
    Ed aveva avuto pieta' di lui... e non sapeva se esserne grato o meno di questa pieta', se avesse dovuto ringraziarlo oppure sentirsi ancora piu' umiliato di quanto normalmente si sentisse.
    Nel dubbio, dalla credenza prese la bottiglia di Jack Daniel's e ne bevve un sorso, a canna. Poi un secondo.
    Non cercava di affogare i propri pensieri nell'alcohol, perche' sapeva fin troppo bene che essi sapevano nuotare benissimo. Cercava solo un sapore diverso dall'amaro che spesso permeava la sua bocca, a cui oramai aveva fatto abitudine.
    Ripenso' alle parole, che fanno male... quelle non dette, vuoi perche' non c'era oramai bisogno, non serviva ulteriormente confermare il suo fallimento. Fallimento oramai acclarato e indiscutibile e, quel che e' peggio, accettato. L'aveva accettato dentro di se' la sconfitta, e aveva smesso di sentire una minima speranza di riscatto e quindi di lottare per esso. Aveva alzato bandiera bianca e era rimasto li', a guardare le proprie rovine interiori, senza la forza di andare oltre. Un sorso, per ripensare a quel che aveva fatto, a come i suoi sforzi per superarsi si siano dimostrati totalmente inutili, a parte l'aver alimentato la propria disistima verso se' stesso. Piu' cercava di superarsi e piu' capiva quanto piccolo fosse e quanto fosse inutile. Inutile, come i suoi sforzi, i suoi tentativi vani di trovare in se' un seme di utilita'. Crocifiggersi da soli, che destino crudele.
    Un sorso, per riportare a galla i ricordi di quella speranza che lo teneva in piedi, affogata sotto il peso dei sassi delle troppe lezioni subite.
    Si sdraio' sul letto. Simon & Garfunkel dalle casse.
    Dalle parole non dette, fu naturale passare alle parole dette. Penso' a quella notte a Bologna. Penso' a quei complimenti da chi poi lo rifiutava. A quanto si sentisse sbagliato. Tremendamente sbagliato. Forse era per questo che non sapeva fare altro che la cosa sbagliata.
    Bastava un solo pensiero per risentire lo stomaco contrarsi e rigirarsi su se' stesso, la sensazione di vomito in bocca e il cuore che gli sembrava lentamente morire quella notte a Bologna. Stringeva i pugni, tratteneva il respiro, cercava qualcosa che mitigasse quel sapore che gli stava togliendo il respiro.
    Non aveva saputo trovare nulla di meglio che sporcarsi le ginocchia della polvere delle sue macerie. Piegare i palmi, appoggiarli a terra, sporcare la terra con le sue lacrime. Cosi' come ora si mordicchiava il palmo della mano, senza capirne il perche'.
    Si alzo', per riporre il bicchiere sul tavolo. Guardo' il bicchiere vuoto, come se stesse per chiedergli qualcosa. Si giro' e continuo' verso il divano.
    Si lascio' cadere a peso morto, senza fare nulla per cambiare quella posizione innaturale... guardo' intorno la stanza. Chiuse gli occhi, desiderando nient'altro che un sonno vuoto, nero, libero dai suoi pensieri.

  • Ci pensa Silvio - Puntata 4: Ritorno dalle ferie

    ----- Original Message -----
    From: Silvio Berlusconi
    To: C Z
    Sent: Monday, September 01, 2008 12:23 PM
    Subject: Bentornata!

    Egregissima prosperosissima unicissimerrima etcetera etceterissima C-issima Z,
    Se l'agenda personale non mi tradisce, nella giornata di oggi dovrebbe esserci il suo rientro in attivita' lavorativa. Mi si consenta di congratularmi e di dedicarle il mio piu' cordiale e sentito "Buon Lavoro".

    Poiche' il suo datore di lavoro, Tremonti, e' troppo intento a tagliare (e non mi si dica che non e' un problema... gli abbiamo regalato un container di libri "Stacca e colora". Doveva vedere come era contento... Me li ha finiti in mezza giornata. In crisi di astinenza ha tagliato i capelli ad un paio di ministri (ora capira' perche' certi ministri sembra che abbiano perso una scommessa visto il taglio di capelli). L'abbiamo messo sotto metadone, e ora si limita a strappare la tapezzeria con le unghie) e poiche' so che quei suoi amici comunisti non si ricorderanno certo le buone maniere, mi picco di essere IO (e questo dovrebbe bastarLe per trasformare questa in una giornata fantastica) a darLe il bentornata. Bentornata. E buon lavoro.

    In questi giorni i miei esperti informatici hanno monitorato costantemente la Sua attivita' e con grande disappunto abbiamo scoperto che non solo Lei potrebbe avere qualcosa sotto la calotta cranica, luogo che pensavamo fosse adibito solo a coltura capelli, ma che soprattutto, cosa molto grave... e' tornata dalle vacanze senza condividere alcuna immagine in cui Lei appaia... manco quelle disdicevoli in cui appare vestita...

    Lei non lo sa ma un prodotto della Sua caratura e del Suo valore va conservato e preservato. Per cui durante la vacanza non solo mi son premurato di mandare in incognito un EROE a vegliare su di Lei (l'avra' sicuramente visto... pochi capelli, fisico scolpito, sguardo da Marlon Brando. Per non farsi riconoscere si intratteneva con la Sua amica). Si', proprio lui... Era li' per controllare la sua incolumita'. Le avrei guardato volentieri io il corpo, ma poi la Veronica...

    Inoltre, intuendo che Lei avrebbe potuto immoralmente pensare di non pubblicare sue immagini, ho pensato di mandare sul posto uno stuolo di fotografi professionisti, i cronisti gossippari d'assalto piu' abili del settore, una decina di agenti del RIS, una dozzina di agenti dei servizi segreti, 3 piccoli serpenti, un'aquila reale, un gatto, un topo, un elefante, Daniel Pedrosa e il proiettile impazzito di Kennedy. Il risultato sono una serie di scatti, tra i quali alcuni mentre si sta cambiando. Un servizio fotografico su una donna molto fotogranfica richiedeva una squadra speciale. Data la mia proverbiale riservatezza (sono un Latin lover, si sa), tali scatti li hanno visti solo Bondi, Cicchitto, Gianni Mina', Cassius Clay, Leo Fender, Steve Jobs, Stefano Lavoretti, Arnold Schwarzenegger, Riccardo Schicchi, Benedetto XVI, Harry Potter, Gustav Toeni, Casadei, Taz il diavolo della Tasmania, Austin Power, Markus Brody, I Monty Pythons, Daniele Luttazzi, il mio caro amico Mario Moretti, Mara Carfagna (anche se era un po' impegnata in quel momento e quindi non ha prestato molta attenzione agli scatti), Sotomayor, Cinetti, Brugger, Bossi, Fini, La legge 196/03, Guglielmo Cancelli, Mark Renton, i Kiss, Gualdaroni, Provenzano, Mario Sgalambro, Mario e Pippo Santo Nastase, Fidel Castro, Toto Cutugno, Valentino Rossi, Tremonti, Obama, Gheddafi (pensavate davvero che stessimo guardando le foto dei miei nipoti:), Maroni, D'alema, l'uragano Katrina, Enrico Mentana, Martina Hingis, Eric Clapton, Adam Clayton, Bush sr, una decina di cubiste rimorchiate al pineta e altri di cui non mi viene in mente il nome.

    La cosa e' semplice, o provvede a pubblicare in fretta una rettifica, composta da un numero sicuramente notevole (e indirettamente proporzionale alla quantita' di stoffa che deve avere addosso, ovviamente) oppure pubblico io qualcosa.

    Sicuro che sapra' esaudire ogni mio desiderio, do nuovamente il bentornata ad una persona che non ha capito quanto vale.

    Buon lavoro

    Silvio Berlusconi

    PS:
    Mi si consenta una ulteriore precisazione:
    Le Foto della lettera precedente saranno custodite in luogo sicuro fino a quando non decidero' di dare alle stampe tutto il materiale. Degli originali infatti se ne e' impossessato Gasparri, che si e' trincerato in bagno. Al momento non siamo stati in grado di stanarlo neanche utilizzando i reparti speciali. Nelle prossime ore proveremo con le teste di cuoio.

    Chi l'avrebbe mai detto che una forma di vita cosi' primitiva fosse in grado di arroccarsi in quel modo, se stimolato nel modo giusto?

  • Autocompilation

    Tutte hanno un senso...

    Radiohead - Creep
    Tori Amos - Crucify
    Pungio campione d'Italia
    Rolling Stones - Ruby Tuesday
    Eric Clapton - Layla
    Scorpions - Still loving you
    U2 - Bad
    Dire Straits - Romeo and Juliet
    Cat Stevens - The first cut is the deepest
    Jimi Hendrix - Little Wing
    Jamiroquai - Cosmic girl
    The Clash - Lost in the supermarket
    Lionel Richie - Hello
    Saybia - The day after tomorrow
    Cesare Cremonini - Le tue parole fanno male
    Cyndi Lauper - Time after time
    Eric Clapton - Nobody knows you when you're down and out
    Neil Diamond - Sweet Caroline
    Nick Cave - Into my arms
    The La's - There she goes again
    Cesare Cremonini - Niente di piu'

  • La scansia

    I colori, la musica, le luci, le disposizioni dei vari articoli... nulla era lasciato al caso. E lui stava li', nella sua scatola, col suo prezzo appiccicato, sulla scansia.
    Non era un prodotto probabilmente pensato per piacere ad un vasto mercato od avere una grandissima richiesta, cosi' rimaneva li' solo soletto sulla sua scansia. Guardava la gente passare. Timidamente si lasciava soppesare, studiare. Guardava le altre scansie, gli altri prodotti, chi passava, studiava come gli acquirenti passavano e sceglievano.
    Dalla sua posizione guardava in solitudine la gente passare in antitesi col suo rimanere li', posizionato su quella scansia.
    Eppure non era un prodotto di scarto, ne' tantomeno dozzinale... anzi, spesso sentiva dirsi che era un prodotto di qualita', valido... Chi lo soppesava non lesinava complimenti, prima di riporlo nuovamente sulla scansia e scegliere altro. Andava sempre cosi'. Vale, vale... ma che se lo prenda qualcun altra! E cosi' ogni volta rimaneva li', ad incassare un complimento che alla fine non sapeva come spendere... A cosa serviva, se alla fine si ritrovava ogni volta di nuovo solo soletto nella scansia, mentre vedeva altri prodotti simili essere scelti.
    E non era nemmeno questione di prezzo... oramai, a forza di ribassi, si sentiva di rasentare il ridicolo... aveva provato pure a fare sconti, offerte speciali, sacrifici, a cercare di migliorare qualche aspetto del prodotto, a colorare la scansia... ma il risultato era sempre lo stesso. Sono qui', aspettero'. Io, aspettero'...
    E ogni giorno si annusava per capire cosa fosse che non andasse... ok, non era un prodotto dozzinale, pop... ma da qui' al fallimento commerciale del prodotto, allo zero attuale... forse era scaduto e non si era accorto. Forse era finito e manco gliel'avevano detto... magari, per gentilezza, per educazione, per pena, avevano evitato di dirglielo... Magari era proprio cosi'.
    O forse i difetti del prodotto erano fin troppo evidenti e lui poco abile a passarci sopra...
    Intanto, non poteva fare altro che guardare il mondo davanti a se', provare a far le piroette e saltare per essere visto, soppesato... e scartato. Sempre. E intanto non gli rimaneva che domandarsi il perche'. Perche' quel prodotto si' e io resto qui'? Ma valgo davvero quanto dicono? A guardare i risultati, sembra proprio di no... E ogni complimento era sempre piu' difficile da incassare, da quella scansia. Se i risultati erano quelli, un motivo doveva esserci... Guardava gli altri prodotti... davvero valevano piu'? Ma intanto, non gli rimaneva altro che stare a guardare il mondo da quella scansia. Sorridendo in attesa del prossimo no.

  • Pagina 178

    Le porte si aprirono davanti a lui. Sali' i gradini, si sedette al primo posto disponibile. I primi caldi estivi si facevano sentire. Nonostante questo, senti' il bisogno di stringersi a se' stesso, come per proteggersi dal freddo. O dalla sensazione di non sapere a cosa stesse andando incontro. La locomotiva lentamente si rimise in moto. Lui guardo' fuori dal finestrino, tra i colori che si mischiavano nel vento e nel movimento, fino a diventare qualcosa di indefinito e un po' misterioso. Guardo' il paesaggio muoversi come se li', da qualche parte, fosse in realta' presente la risposta... come se tra quelle mura, quelle persone, quelle luci, ci fosse nascosto un indizio di cio' che avrebbe vissuto da li' a poco. Ma i colori, vivi per la luce del sole, non sembravano in questo caso essere molto d'aiuto.
    Un brivido lo attraverso'. Un brivido conosciuto, mai sopito... Il brivido generato dall'emozione di un contatto, della Sua voce... Erano passati anni, erano cambiate tante cose, ma non l'emozione che Lei poteva generare in lui. Tutto poteva essere cambiato, forse proprio per rimanere uguale. Lei poteva essere cambiata, come diceva, ma l'emozione era la stessa in lui.
    Avevano parlato del regalo di Natale che Le aveva portato. Il libro di un autore a Lei caro. Regalo azzeccato.
    Leggendolo, Lei aveva trovato un passo che parlava di loro. Ci teneva che Lui lo leggesse. "Pagina 178, mi raccomando" "Devo aver paura?".
    E cosi' ora era su quel treno, il primo buono per andare in centro. Appena finito l'orario di lavoro si era fiondato per non perderlo. Non sapeva a cosa andasse incontro, cosa dovesse aspettarsi, ma aveva paura e allo stesso tempo sentiva la necessita' di andare. Non avrebbe potuto tirarsi indietro. Non poteva. E non voleva.

    Cosa trovera' a pagina 178? Un qualcosa di positivo? Magari... per lui Lei e' sempre stata il pensiero felice, quel qualcosa a cui aggrapparsi quando anche la speranza era morta e null'altro rimaneva a cui aggrapparsi. Pensava a Lei, e andava gia' un pochino meglio. Saran passati anni, ma due cose non cambiavano: il suo bagnoschiuma alle mandorle, e questo ruolo che si era ritagliata... e se fosse stato qualcosa di negativo invece? Qualcosa del tipo "Il passato non tornera' mai, nonostante sia stato bello, fantastico?" E poi... siamo sicuri che sia proprio pagina 178? Nella sua testa si era appuntato quel numero ma... era proprio quella la pagina che gli aveva segnalato? E se avesse fatto confusione? Magari era 187... o 167... siamo proprio sicuri che il numero che lui aveva in mente, fosse quello che Lei gli aveva segnalato?
    Mentre si parlavano, lui aveva scritto un appunto sul portatile... durante la giornata, ottenebrato dall'idea di dover scoprire cosa si celasse all'interno di pagina 178, si era dimenticato di accertare che fosse proprio pagina 178 quella da leggere... Gli venne naturale stringere al petto il portatile, spento, come fosse un bimbo. Non lo accese. Non avrebbe fatto in tempo.
    Scese al capolinea, destreggiandosi tra il fiume di pendolari che affollano la stazione. Erano le 18, orario di punta. Le file per le biglietterie si sapeva dove finivano, non dove iniziavano. Forse nella piazza esterna.
    Attraverso' il piazzale e le strade come se non ci fosse null'altro che lui. Nessun altra persona, nessuna macchina, nessuno.
    Un passo come se avesse paura, un passo come se fosse in ritardo per un appuntamento importante. Un passo come se andasse al sacrificio, un passo come se andasse dall'amata. Un passo come se non sapesse a cosa andasse incontro, un passo come se non potesse fare altro.
    Ogni persona ha il suo habitat, il suo luogo di elezione naturale. Lui, nelle librerie e nei supermercati, era come Marcus Brody. Poteva perdercisi, e ci si perdeva. Possibilmente canticchiando "Lost in the supermarket" dei Clash.
    Devono essere le scansie.

    Per qualunque essere umano cercare un libro in una libreria era una missione possibile. Per lui era una esperienza ardua. Manco Amazon faceva eccezioni.

    C'e' poi un corollario della legge di Murphy che non poteva esimersi dall'intervenire in quel momento... ovviamente, viste le qualita' di segugio in questione, il libro non poteva che essere nell'angolo piu' remoto del negozio, nascosto dietro una cassa, peraltro.

    "Ne sara' valsa la pena? Saro' veramente pronto a cio' che sto per trovare? Ne saro' degno? Saro' in grado di capirlo?" erano tanti i pensieri che si accalcavano nella sua testa mentre teneva in mano il libro, chiuso di fronte a lui... La copertina lo guardava. Li', immobile, come a sfidarlo... Era realmente pronto? Voleva davvero leggere? Un sospiro. "Non siamo comunque mai pronti per cio' a cui si va incontro".

    Apri' il libro. Tante lettere una dietro all'altra, raggruppate in parole. Parole e pensieri. Si mise a far passare le pagine. "Pagina 178, mi raccomando"... ma sara' stata pagina 178 davvero?

    Sinistro. Destro. Sinistro sui denti. Dovette sedersi. Non respirava. Il cuore batteva. Lo sguardo perso. KO
    Le parole l'avevano stordito ed ora si muoveva per la libreria come fosse intontito dai colpi. Inebriato dalle parole, ubriaco delle emozioni, vagava per la libreria, cercando di capire cosa l'avesse travolto. Non riusciva piu' a capire cosa stesse succedendo attorno a lui, non riusciva nemmeno a capire cosa lo stesse permeando. Sentiva solo di esserne permeato. Un misto di emozioni contrastanti... paura, gioia, insicurezza, inadeguatezza, terrore, piacere, malinconia, orgoglio... il tutto miscelato con un cuore che batte e batte... e un tourbillon di immagini, pensieri. Si muoveva senza costrutto, per non stare fermo, come se la forza delle immagini evocate e cio' che per Loro significavano avessero raggiunto i nervi comandando ai muscoli di muoversi, di andare per andare.

    Ripose il libro. Attraverso' il negozio simulando interesse per cio' che non riusciva a vedere.

    Doveva respirare. Doveva riprendersi. Doveva uscire. La piazza, affollata di gente, sembrava cosi' vuota in quell'istante. Cerco' di respirare, di riprendere possesso di se' stesso... doveva riuscire a fermare quei pensieri. E mentre cercava un briciolo di razionalita', non si accorse della direzione che aveva preso.

    Attraverso' la piazza, la gente, senza manco accorgersene. Pagina 178. Ne siamo proprio sicuri? Era proprio quella la pagina?

    Mentre giocava la carta del dubbio per mitigare l'emozione, apri' per la volta gli occhi. Non che si muovesse a occhi chiusi... semplicemente... non guardava. E cosi' solo allora si accorse di aver attraversato la piazza per raggiungere la libreria sul fronte opposto. Non fece in tempo nemmeno a domandarsi il perche' di questo che gia' era alla ricerca di quel libro, incurante della sua incapacita' di capire le logiche di disposizione dei libri.

    Provo' a cercare secondo la logica secondo lui piu' logica. Probabilmente tra lui e l'arredatore c'erano due concetti di logica di disposizione completamente diversi e difficilmente compatibili. A quel punto c'era poco da fare: scelse il metodo piu' rigoroso e scientifico che conoscesse: ricerca random.

    Su un mobile, una pila di copie di quel libro lo attendeva. Prese il primo della pila. Pagina 178. Ricomincio' a leggere. Una lettura affamata, vorace. Si lascio' alle emozioni, ai ricordi e cerco' di cuocere il tutto a fuoco vivo, passionale.

    Alla fine della lettura, non pote' fare altro che portarsi il libro al cuore e fare un lungo sospiro... e quasi naturalmente si sedette sulle scale, quasi ricadendo, a rifiatare per la forte emozione. Una ragazza lo guardo' stupita, incredula dell'effetto che il libro aveva scatenato in lui. Sorpresa negli occhi di lei. Sorpresa mista ad un qualcosa che potrebbe essere definita simile all'invidia per cio' che probabilmente lui stava provando.

    Il cuore batteva forte... forte come quella volta... in macchina... cosi' forte da far male... se chiudeva gli occhi era di nuovo li', su quelle strade romane... e le loro mani erano di nuovo li' sul poggiabraccio... se chiudeva gli occhi la rivedeva con quel maglioncino rosa, ad aspettarlo sulla banchina... se chiudeva gli occhi la poteva sentire tra le sue braccia... sulla porta di casa sua... sorridente...

    Si rialzo', godendosi il calore di quei ricordi...

    Ripose il libro, e ne prese un'altra copia dalla pila... per essere certo che fosse proprio scritta cosi' la pagina... ma... era proprio pagina 178? Alla fine della lettura, ripose pure questo libro... ora non poteva piu' prorogare... era restio a volerne la certezza, perche' gli piaceva l'idea che fossero quelle le parole che Lei voleva che lui leggesse... gli piaceva l'idea al punto da non volerne essere certo, per paura che fossero altre in realta'... Ma ora non aveva piu' scuse.

    Doveva verificare.

    Si sedette nuovamente nel "suo" angolo di scale dove si era rifugiato in precedenza. Accese il portatile. E se non era pagina 178? Si morse le labbra. Cerco' l'appunto. Era proprio pagina 178?

    "pag 178
    parlano degl ex"

    Pagina 178. Non ricordava male. Nonostante la sua idiozia e la sua sottostima, lui sapeva che non si sarebbe dimenticato quel numero. Come Lei l'aveva segnalato, se l'era tatuato su quella parte di lui che nonostante gli anni e nonostante tutto era e rimaneva di proprieta' di Lei e che entrambi sapevano non sarebbe mai potuta essere occupata da nessun altra. Era sua. Punto.

    Quindi, proprio pagina 178 si trattava... ora, con la certezza che le frasi erano quelle, prese dalla pila un'altra copia, facendo attenzione che non fosse una di quelle lette in precedenza. Rilesse i passaggi con un gusto nuovo, con la certezza che quelle erano proprio le parole che voleva dedicargli e non altre. Le rilesse piu' piano, per gustarle a fondo... come quando la baciava... quando cercava di godersi ogni minima sfumatura di quel momento, cercando di dilatare un attimo all'infinito per godersi tutte le dimensioni di quell'istante, trovare il nuovo e l'unico che ogni bacio riservava.

    Ripose anche questa copia. Usci' dalla libreria. Lo spazio-Mac oggi non aveva nessuna attrattiva per lui.
    Non sapeva che fare, ma sapeva che l'avrebbe fatto... e cosi' con passo sicuro si mosse... e si ritrovo' nella libreria del corso.

    "Chissa' dove l'avranno posizionato stavolta questi simpatici burloni?"

    Libreria multipiano, tematica... inizio' cercando gli autori italiani, fini' per perdersi a cercarlo nella sezione "erotismo, omosessualita'". Forse aveva sbagliato settore.

    ...Decisamente.

    Trovo' una copia del libro dispersa tra un cumulo di libri eterogenei che avevano in comune solo il fatto di essere fatti di carta e scritti con inchiostro. Ma l'aveva trovato.

    Rilesse nuovamente il capitolo. Ora sapeva che fare.

    Usci' da questa libreria. Iniziava ad imbrunirsi il cielo. Si muoveva di fretta. Era quasi ora di chiusura. Si affretto' a raggiungere la prima libreria, quella da cui tutto questo viaggio era partito. Arrivo' davanti a quella scansia seminascosta, e prese la prima copia di quel libro che avesse tenuto in mano, esclusa ovviamente quella che Le aveva regalato per natale. Non l'aveva riposta al suo posto originale, ma leggermente spostata. Volutamente? Senza accorgersene? Chissa'. Sta di fatto che sapeva dove trovarla e che quello non era il suo posto. La prese tra le mani, come fosse un prolungamento delle Sue mani.

    Sorrise. Quello era il libro che doveva comprare. Non altri. Quello. Perche' quello era il primo dove aveva provato quell'emozione. Era marchiato col fuoco, col Suo fuoco. Gli altri libri son venuti dopo. Dopo di quello. E non sono stati la stessa cosa.

    Usci' dalla libreria con il libro stretto al cuore. Fu gia' difficile mollarlo per permettere al cassiere di passarlo nel lettore di codici a barre... Con quel libro stretto al cuore si mosse verso la stazione. Si tornava a casa. Ed era un po' come se Lei fosse li' con lui...

    Seduto sulle poltroncine di un treno, inizio' a scrivere ed a descrivere cio' che aveva appena provato, felicemente sicuro che mai le parole avrebbero potuto spiegare appieno tutto questo.

  • Un minuto in meno

    Sdraiato sul suo letto, coi capelli ancora bagnati, indeciso tra il dormire o il cercare di scrivere qualcosa. Si guardava intorno cercando una risposta, mentre dentro di se' cercava di scacciare la voglia di scriverLe... si era promesso di non disturbarla, ed era seriamente intenzionato a mantenere la promessa. Se l'era promesso. Doveva resistere. Doveva...
    Ma questo non gli toglieva l'incontrollabile fantasticare sul prossimo loro incontro. Non lo diceva a nessuno, ma contava i giorni che li separavano. Non lo diceva perche' sembrava stupido contare verso una data che nemmeno lui sapeva quanto distasse... giorni? Mesi? Anni? Ore? Non lo sapeva.
    Non sapeva quanto sarebbe stato, ma ogni minuto passato era un minuto in meno. E questo gli bastava. O, meglio, se lo faceva bastare. Non potendo chiedere altro, si accontentava di quello.

« ... 2 3 4 5 6 ...