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  • MASTELLA E LA REALTA' OMOSESSUALE

    Una volta tanto siamo solidali con lui

    Tornato tutto alla normalità, come ci si aspettava senza troppe ansie, tornano ancora le pressioni degli omosessuali ed i loro tentativi di infiltrarsi nel concetto di "normalità". Sempre più inutili, ridicoli e controproducenti.
    L'altra sera è toccato al povero mastella, che, una volta tanto, era dalla parte giusta ed ha trovato la nostra comprensione, nonostante i precedenti e tutto quello che ancora combinerà. Artefice del supplizio il vendicativo santoro che, frustrato per gli anni di inattività, cerca ora di rifarsi perdendo il senso della misura e della realtà, un po' come un impotente che si uccide per abuso di pillole blu. Ed allora ci prospetta un'Italia a noi non nota (forse perchè non esiste? ), di omosessuali sparsi ovunque, compreso il clero che, a quanto ci dicono, consta di una presenza omosessuale del 60%!.
    Vendicativo e vile, il santoro, che, in mezzo ad un orto di finocchi, pianta il broccolo mastella che, solo contro tutti e forte solo di se stesso, non può che soccombere di fronte alla schiera di violenti ed ignoranti, nonchè volgari, che gli si pongono davanti. Così, dopo affettuosi ricordi del "gay pride" del 2000, insulti e ironie blasfeme (alle lobby è sempre concesso insultare), messo alle strette il povero ministro decide di lasciare la trasmissione. Giusto? Sbagliato? Non ci sembra questo il problema.
    Certo, mastella, una volta presente, aveva il dovere di rimanere a difendere gli interessi della nazione, ma i discorsi seri si hanno da fare con i seri e non con i buffoni. Che portano danno a sè stessi ed agli altri.
    Perchè in fondo l'altra sera l'unico risultato che hanno ottenuto è stato, oltre di mostrarsi violenti ed intolleranti, anche di mostrarsi frivoli e volgari come certamente tutti non sono. Di apparire come persone che pensano solo al sesso ed all'esibizione di questo, quando poi perfino noi sappiamo che non è affatto così. E così, mentre santoro trasmette immagini di checche danzanti e struscianti al "gay pride", le prime persone a doversi sentire offese sono tutti gli omosessuali che non si riconoscono in quello stereotipo. Tutti quelli che hanno degli interessi normali, che svolgono lavori normali, che hanno amici normali e che conducono stili di vita normali. Ovvero tutti gli omosessuali che, in fin dei conti, sono e si sentono normali.
    Quel che certe associazioni tentano di fare, più o meno consapevolmente, è gravissimo. La messa in onda di trasmissioni come quella di santoro non fa che trasmettere al mondo l'immagine generalizzata dell'omosessuale come persona che pensa solo a divertisi, mettersi in mostra e fare sesso, quando poi questi sono una mera minoranza.
    Perchè mai allora gente che si sente diversa da noi e che manifesta la propria diversità e la propria fierezza nella diversità dovrebbe poi venire a supplicarci di trattarli come normali? Sono loro i primi a riconoscersi anormali, tutto ciò non ha senso!
    Ciò dovrebbe forse invogliarci a far loro delle concessioni immotivate, come il matrimonio od altre cose ancora peggio?
    Alla fine le uniche vittime sono quegli omosessuali invisibili, che magari mai t'aspetteresti, ma che hanno il buon gusto di non venire a sbattertelo in faccia come se il mondo non avesse altro di più serio a cui pensare che non a questi fenomeni da circo. Quelli che fanno della mitezza e della non provocazione un valore. Quelli che, forse, trovano anch'essi gratuiti e irritanti i fenomeni da circo.
    Certo che, per arrivare a farci difendere mastella, servivano proprio dei fenomeni.