BlogBlog 69
"Ben fatto" è meglio che "ben detto".

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X LA DROGA
Per LA DROGA
Vuoi vedere che perderai anche me
Per LA DROGA non sai piu' distinguere che giorno e'
E poi non e' nemmeno buona.
Per LA DROGA
Paghi sempre tu e non ti lamenti
Per lei ti metti in coda per le spese
E il guaio e' che non te ne accorgi.
Con LA DROGA
Guardi le vetrine e non ti stanchi
Lei ti lascia e ti riprende come e quando vuole lei
Riesce solo a farti male.
Vivere vivere vivere non e' piu' vivere
Lei ti ha plagiato, ti ha preso anche la dignita'.
Fingere fingere fingere non sai piu' fingere
Senza di lei ti manca l'aria.
Senza DROGA
Non esci neanche a prendere il giornale
Con me riesci solo a dire due parole
Ma noi un tempo ci amavamo.
Con LA DROGA
Guardi le vetrine e non ti stanchi
Lei ti lascia e ti riprende come e quando vuole lei
Riesce solo a farti male.
Vivere vivere vivere non e' piu' vivere
Lei ti ha plagiato ti ha preso anche la dignita'.
Fingere fingere fingere non sai piu' fingere
Senza di lei ti manca l'aria.
Vivere
Non e' piu' vivere
Per LA DROGA
Con LA DROGA -
TESTAMENTO PECCAMINOSO ( racconto erotico)
Il notaio leggeva con voce nasale e monotona i preliminari del testamento del defunto ” zio ” Dimitri.
Con lo sguardo, seguivo annoiato le evoluzioni di una mosca, che si posava di continuo sull’enorme scrivania, senza trovare mai pace in quell’afoso pomeriggio di luglio.
Alla lettura del testamento erano presenti anche le mie tre cugine, Marika, Anthi e Caterina.
Lo ” zio ” Dimitri non era propriamente un nostro zio.
Amico d’infanzia di mio padre e di mio zio (quello vero, per intenderci), il padre delle mie tre cugine, Dimitri, scapolo impenitente, ci aveva adottati come suoi nipoti acquisiti fin da quando eravamo bambini, coccolandoci e viziandoci, riempiendoci di regali e di premure, con il risultato di diventare da subito il nostro ” zio ” prediletto.
D’estate, in agosto, per le vacanze ci trasferivamo tutti da lui: mio padre e mia madre, il fratello di mio padre e la moglie, con al seguito il sottoscritto e le mie tre cugine.
Trascorrevamo l’intero mese nella sua enorme villa sul lago di Trihonida, dove noi, da ragazzini, passavamo il tempo fra bagni e giochi, e improbabili avventure nelle assolate campagne circostanti.
Ricco sfondato, lo ” zio ” Dimitri era proprietario di alcune società di import-export, nonché di una fiorente agenzia marittima al Pireo.
Insomma, galleggiava beato su un mare di dracme.
Da sempre appassionato intenditore di orologi, negli anni aveva investito capitali in una straordinaria collezione, il cui valore potete ben immaginare.
E quando si era stancato di lavorare, aveva ceduto tutte le sue attività, per mettersi a godere la vita, dilapidando capitali tra auto di lusso, donne e vacanze.
Un infarto lo aveva stroncato improvvisamente a St.Moritz, sembra dopo una notte di baldoria e di bevute in compagnia di due ballerine brasiliane.
- E veniamo alle vere e proprie disposizioni testamentarie. -
Il notaio, miope come una talpa, sbirciò prima in direzione delle mie cugine, che sedevano compunte e con il viso addolorato, e poi del sottoscritto, che se ne stava stravaccato sulla sedia.
- Lascio la casa sul lago di Trihonida e tutti i terreni circostanti alla mia adorata ” nipote ” Marika, ringraziandola per l’affetto dimostratomi in tutti questi anni. -
Marika, che ormai aveva trentanove anni ed era una mora alta e slanciata, sorrise debolmente, le labbra tremanti per un accenno di pianto, stringendo la mano al marito, un impiegato del catasto di Atene, brutto come la fame e perennemente incazzato con il mondo.
Ritornai con la mente a tanti anni prima, a quelle vacanze estive sul lago di Trihonida.
L’anno in cui io avevo vent’anni, l’ultimo che trascorsi nella villa sul lago, Marika ne aveva diciannove: era una bella ragazza, dall’aspetto serio e timorato di Dio, ma, in realtà, faceva i pompini più fantastici dell’intera Grecia (isole comprese), ed era, a tutti gli effetti, una gran mignotta.
Mi ricordo che la portavo con me al capanno, un rudere ad un centinaio di metri dalla villa, che era stato usato dai contadini, in tempi passati, come rimessa degli attrezzi.
Il capanno era diventato il mio rifugio, sin da quando ero ancora piccolo: lì avevo giocato per ore ed ore, immaginandomi il proprietario di un castello, e facendo infinite guerre contro inesistenti assedianti.
Ma quell’anno il capanno divenne la mia alcova, e Marika, la cugina più piccola, si dilettò in eccelsi bocchini.
Andavamo subito dopo pranzo, quando tutti sparivano di circolazione per andare a riposare, il caldo di agosto feroce ed implacabile.
Io mi tiravo fuori l’uccello e Marika, gli occhi che rivelavano tutta la sua eccitazione, iniziava a leccarlo, succhiandomi la cappella e percorrendo tutta l’asta con la sua lingua instancabile.
Adorava farmi i pompini (adorava farli a tutti, in verità) ed io ero ben felice di andare incontro a quel suo innocente desiderio.
Insomma, fu una lunga estate di succhiate e ingoiate, che ancora oggi ricordo con profonda nostalgia.
Marika, dunque, si era beccata la villa sul lago.
Un pericolo in meno.
Perché tutti miravamo alla collezione di orologi, la parte di eredità sicuramente più consistente.
- Alla cara nipote Anthi lascio la casa di Santorini, così potrà godersi il sole ed il mare, che a lei piacciono così tanto. -
A voler essere proprio pignoli, più che il sole ed il mare, alla cara cuginastra Anthi piaceva tenere i cazzi dei maschietti tra le mani.
Ora, affranta per la dipartita dello “ zio “, se ne stava appoggiata a Tassos, il marito, che le aveva passato un braccio attorno alle spalle, e che non riusciva a nascondere un sorriso venale come quello di uno strozzino.
Per qualche scherzo della natura, Tassos aveva dei denti giganteschi e giallognoli, che lo facevano sembrare il parente scemo di un branco di castori.
In quel momento, però, il suo sorriso avido lo faceva assomigliare più ad uno squalo che non ad uno di quei simpatici animaletti che passano le loro giornate a costruire dighe sui fiumi (che cazzo di vita, ragazzi, i castori…).
Anthi, in quella famosa estate di cui vi parlavo, aveva due anni più di Marika, ed adorava massaggiarmi il pisello.
Bionda ed esile, l’esatto contrario di Marika, anche lei finiva nel capanno, ma al mattino, dopo colazione.
E lì, nella penombra polverosa, l’addestrai all’arte del movimento masturbatorio del membro maschile.
Ricordavo ancora le sue mani, morbide, piccole e nervose, quasi diafane, percorrere incessantemente il mio cazzo congestionato.
A quel semplice contatto, Anthi sospirava e mugolava, eccitata a tal punto da venire senza che io nemmeno la sfiorassi.
Quell’agosto, tra le pompe di Marika e le seghe di Anthi, il mio cazzo ricevette più attenzioni femminili che nel resto di tutta la mia vita.
La collezione di orologi era, a quel punto, un affare tra me e Caterina.
- Lascio la mia villa di St.Moritz alla dolce Caterina, che so amare l’aria pura di quei monti e di quelle splendide vallate. -
Caterina, un sorriso falsamente triste sul volto, era decisamente soprappeso di una decina di chili, ma certamente ancora una gran bella donna.
Guardò il suo ultimo convivente, tale Andreas, di una decina d’anni più giovane di lei, e che gestiva un’officina della Opel ad Atene (anche se non capiva un beneamato cazzo di motori).
Sicuramente stavano maledicendo il buon Dimitri che, evidentemente, aveva lasciato a me la sua preziosa collezione di orologi.
Per nascondere la mia gioia, mi misi a fischiettare con noncuranza, guardando il soffitto e notando una seconda mosca che volteggiava incazzata come un picchio: smisi non appena incrociai lo sguardo feroce del notaio, che se avesse potuto mi avrebbe cacciato a calci nel culo dallo studio.
Caterina, l’anno in cui le sorelle mi regalarono valanghe di seghe e pompini, aveva ventitre anni.
Era una gran gnocca, fidanzata da tempo con un ragazzo che stava facendo il militare a Larissa.
Ragazza dal carattere focoso, non era certo tipo da cintura di castità.
Il suo fisico prorompente attirava i maschi a chilometri di distanza.
Accortasi dei attività sessuali delle sorelle con il sottoscritto, non volle essere da meno, ed anche lei attentò, da gran paracula qual’era, alle mie virtù.
Caterina veniva con me al capanno di notte, quando tutti dormivano beati e sereni.
Mi scopava ritmicamente, seduta su di me, torturandosi il seno ed i capezzoli, fino allo sfinimento (mio, non suo).
Cercate di capirmi: iniziavo la giornata con una pippa di Anthi, digerivo il pranzo con il pompino di Marika, e la notte venivo violentato da quell’amazzone di Caterina.
Quando a settembre tornai a casa, mia madre, preoccupatissima, mi portò dal dottore, visto che ero dimagrito di cinque chili, malgrado mangiassi come un cavallo frisone.
Una notte, dal momento che ero un ragazzetto intraprendente e di ampie vedute, volli apportare una qualche modifica alla scopata con la cugina, mettendo in pratica quello che avevo diligentemente studiato su ” Eros”, che per me, a quei tempi, era come un testo sacro per il pope della chiesa ortodossa del vicino villaggio.
Mi inginocchiai dietro di lei e, senza eccessivi riguardi, la inculai poderosamente.
Per me era la prima volta che infilavo l’uccello nella strada posteriore di una donna: e, per Caterina, era la prima volta che un cazzo si faceva largo nel suo adorabile culo.
A quella dolce (!) intrusione, Caterina urlò, soffiò come una gatta infuriata, si agitò coprendomi d’insulti, ma nulla fece per sfilarsi dal mio cazzo.
Tanto che, dalla sera successiva, saltammo la scopata per produrci subito in memorabili inculate.
Le due mosche continuavano a ronzare, ed il notaio procedeva nella lettura delle disposizioni testamentarie.
Aspettavo tranquillo la mia collezione di orologi.
- Al mio nipote prediletto, Vassili, lascio il capanno che so lui amare profondamente… -
Una spia rossa d’allarme si accese improvvisa nella mia mente.
Qualcosa mi stava dicendo che il vecchio mi stava fregando.
- … e i miei diari che saranno per lui una lettura sicuramente interessante. -
Il vecchio bastardo mi aveva fregato.
- La collezione di orologi, invece, l’ho venduta anni fa, e con i soldi mi sono goduto la vita, e alla grande. -
Il vecchio bastardo fottuto si era mangiato tutto il resto del capitale.
Il notaio godeva come una iena dopo un’epidemia nella savana.
Lo stronzo leguleio mi mise sotto il naso una scatola di cartone.
- Ecco i diari di suo zio. Sono suoi. - mi disse con una faccia da cazzo che avrei voluto frantumare con una capocciata.
Firmammo quello che c’era da firmare e, salutate le tre cuginastre troiane ed i rispettivi cazzoni che le accompagnavano, me ne andai con i diari sotto il braccio, imprecando come un facchino in sessantuno lingue diverse.
Sdraiato sul letto, avvolto dal caldo oppressivo e appiccicoso di quella giornata, stavo ripensando al perchè lo “ zio“ Dimitri mi avesse trattato così.
Per fortuna non avevo bisogno di soldi, ma… cazzo… le tre cugine si erano cuccate una villa a testa… invece a me… il capanno, porca troia… e quegli stramaledetti diari del cazzo !!
Allungai la mano e presi la scatola per leggere le stronzate che il vecchio sicuramente aveva scritto.
Sollevati i lembi di cartone, rimasi di sasso.
Di diari non ce n’era nemmeno l’ombra.
Nella scatola c’erano tre videocassette e una busta bianca, con su scritto, nella calligrafia dello “ zio “ Dimitri: - Aprila, ma solo dopo aver visto le cassette. -
Mi trasferii in salone, accesi il videoregistratore e inserii la prima cassetta.
Non sapevo proprio a che gioco stesse giocando il vecchio bastardo.
Una telecamera fissa inquadrava la camera dello zio ed era puntata sull’enorme letto che lui si era fatto costruire da un artigiano di Naxos.
Sullo schermo, in alto, sulla destra, una data di sei mesi prima.
Sul letto, e completamente nudo, il gran maialone si stava facendo fare un pompino da Marika.
Mia cugina, inginocchiata tra le gambe dello “ zio “, succhiava e leccava con impegno l’asta paonazza (e non potei fare a meno di notare l’abilità di quella gran porcona).
Dopo circa sei-sette minuti, lo “ zio “ Dimitri venne (e, malgrado l’età, venne pure abbondantemente), inondandole il viso, tra gemiti e sospiri, parolacce ed insulti.
Marika lo ripulì con la lingua accuratamente, assaporando fino all’ultima goccia lo sperma dello “ zio “.
E ti credo che la cugina che si era beccata la villa sul Trihonida !!
Per una pompa come quella io le avrei regalato anche tutta Creta !!
Con uno strano presentimento inserii nel videoregistratore anche la seconda cassetta.
Stessa immagine.
Cambiava solo la data, di quattro mesi prima.
E cambiava la protagonista: ora c’era Anthi che tirava una sega al sommo suino.
Le mani della cuginastra, dalle unghie laccate di un sensuale color prugna, scorrevano implacabili sul cazzo dello “ zio “, tormentando la cappella, lisciando l’asta, palpando i coglioni.
Altre grida di piacere, altri insulti e altra schizzata.
E Anthi si era intascata la casa di Santorini.
Hai capito.
Quando schiaffai nel videoregistratore la terza cassetta già sapevo che cosa avrei visto.
La data mi diceva che era passato quasi un anno dagli eventi immortalati sul nastro.
Sul letto costruito su misura a Naxos, Caterina, a pecora, si faceva inculare prepotentemente dallo “ zio “ (secondo me il vecchio si calava Viagra come acqua fresca), che la stantuffava tenendola per i fianchi.
E, quando venne, il grosso paraculo voltò il viso verso la telecamera e strizzò l’occhio divertito.
E la villa di St.Moritz era stata così aggiudicata.
Spensi il videoregistratore e aprii la busta.
C’era un solo foglio, scritto dallo “ zio “.
- Caro Vassili,
come hai potuto di certo constatare, le tue tre cugine sono state molto generose con me.
Negli anni, mi hanno raccontato di quello che accadeva nel capanno, e di come tu le addestrasti ai rudimenti del sesso.
Devo riconoscere che hai fatto un ottimo lavoro.
Grazie ai tuoi insegnamenti, in tutti questi anni sono stato spompinato e masturbato allo sfinimento, ed ho avuto un culo accogliente, molto accogliente, sempre a mia disposizione.
Per cui, ti sono debitore.
Decisamente.
Prendi le tre chiavi che troverai nel fondo della scatola. -
Frugai freneticamente e strinsi nel pugno le tre chiavi.
- Sono le chiavi di tre cassette di sicurezza nella banca di cui leggi l’indirizzo in calce alla lettera.
Il direttore è stato da me autorizzato a farti aprire le cassette.
Lì troverai la collezione di orologi.
Non l’avevo certo venduta, che cosa ti credevi.
E così, ora, siamo pari.
Goditi la vita, figliolo.
Zio Dimitri
P.S. Un consiglio, caro Vassili.
Le indubbie doti delle tue care cugine, doti orali, manuali ed anali, mi sembra siano più che evidenti.
Visto che io non le potrò più apprezzare, sarebbe il caso che tu non lasciassi arrugginire le signore.
A buon intenditor… -
Scoppiai a ridere, istericamente.
Il vecchio “ zio “ Dimitri.
Il vecchio bastardo “ zio “ Dimitri.
Il vecchio bastardo fottuto “ zio “ Dimitri.
Quella sera, per festeggiare, prima mi ubriacai con una bottiglia di ouzo; poi camminai, barcollando e incespicando, per le strade di Atene.
Mi risvegliai, all’alba, sdraiato su una panchina, e con la testa che mi scoppiava.
Ma avevo la collezione di orologi.
Più tardi, composi il numero con un ghigno satanico.
Avrei fatto tre telefonate, una dietro l’altra.
- Ciao, Marika. Pensavo… perché non c’incontriamo uno di questi giorni… come ai bei tempi… lo “ zio “ Dimitri ne sarebbe certamente molto contento… - -
Racconto erotico ( E' un po' volgare mi scuso per questo)
Il Racconto che segue e' molto volgare, e' inventato, i protagonisti non esistono nella realta'. mi scuso se cio' che ho scritto possa offendere o scandalizzare qualcuno!
A maggio a casa della famiglia rossi si cominciava a parlare delle ferie estive, si studiavano depliant e prezzi, alta e bassa stagione, mare o montagna…ognuno aveva le proprie idee e le difendeva con vigore..poi pian piano si trovarono i primi accordi: innanzi tutto mare, in zona divertente,esclusa la versilia per ragioni di costo si optò per l’adriatico…un centro vicino alle grandi sedi storiche ma prezzi più contenuti,una pensione dignitosa e dove si mangia bene, il mese luglio, è il migliore, e i costi sono più bassi…tre camere, due singole per i ragazzi, un maschio di 15 e una splendida figlia di 17, e una matrimoniale per mamma e papà che verrà solo per i weekend e per gli ultimi 10 giorni, prima non ha ferie…poi tutti 15 giorni in campagna dai nonni, mezza collina,tanta pace e tanta natura…una noiaaa………..prese le decisioni, breve visita di domenica alla località prescelta, alla pensione family, alle camere, oddio sono piccole ma al mare in camera non ci si sta mai,pagamento della caparra, poi al bagno, caparra per un ombrellone di seconda fila così nessuno ti calpesta i piedi…. indi ritorno in grande attesa…descriviamo ora la nostra famiglia…marco,il capo famiglia,laureato, impiegato in carriera di una grande azienda, alto 175 per 78kg, 48 anni,ben portati sufficientemente palestrato, interessante e molto macho…anche se in gioventù forse qualcosa di meno virile è successo…comunque dimenticato,….laura, la moglie, insegnante di matematica, 170x63kg,44 anni, bella, ben dotata di seno e culetto, rossa di pelo, educata tutta casa e chiesa, ha frequentato i migliori collegi di suore, è arrivata vergine al matrimonio….ma cosa c’era stato verso i 18/25 anni con quella compagna più grande di lei….comunque nell’oblio…elena, la prima figlia, voluta e amata, bella ,17 anni, in fiore, 175x56kg, tette, culo e gambe da sballo, viso da madonnina,occhi birichini che tradiscono un certo fuoco interiore, allevata nel rispetto di tutti i più sani principi, è alle soglie della maturità,certamente vergine…anche se qualche compagno durante flirt passeggeri qualcosa ha ottenuto..e a elena non dispiace ricordare….roberto, 15 anni, sicuramente bello, 170x60kg, sufficientemente palestrato, non più vergine da nessuna parte, ma ben dotato, con una voglia di sesso che lo porta a cercare i guai..coi cuginetti in campagna, con una amica di mamma in città, con il suo istruttore di nuoto in città, con alcune compagne a scuola…aperto a tutte le esperienze ed ancora incerto fra essere carne o pesce…certo ricorda tutto con piacere e ne fa oggetto di umide fantasie notturne….venne il tanto atteso giorno e il padre accompagnò la famigliola in pensione, si sistemarono, andarono al bagno a prendere un po’ di sole, scelsero il tavolo che sarebbe rimasto il loro per tutte le vacanze, e poi il padre salutò, il rientro di domenica sera è sempre una avventura….a cena poterono guardarsi intorno. Alla loro destra, su un tavolo d’angolo una coppia, lui sui 55 anni piuttosto elegante, lei più giovane, 40 anni forse, allegri e chiacchieroni, il loro interesse si focalizzò subito su Roberto, che cercarono di coinvolgere nelle loro battute…dietro di loro, faccia a laura una signora sui 40 anni, elegante, con un abito da mezza sera, bella ma misteriosa…si limitò a salutare correttamente e sembrò disinteressarsi alla famigliola…a destra un giovane distinto, bello, molto virile, alto e molto palestrato, solo..gli occhi di elena presero a sbirciarlo e lui dimostrò di gradire…ricambiando con evidente apprezzamento…il dopo cena nel giardino della pensione, la signora elegante improvvisamente prese ad interessarsi alla bella laura riuscendo con facilità a stabilire un fitto dialogo..il buon Roberto accetto l’invitò della coppia e si strinsero, lui in mezzo, su un dondolo, parlando di tante cose…elena si lasciò abbordare dal fusto e con lui andò a fare una passeggiata per il centro balneare…intanto il marito, rientrato in città pensò bene di andare dopo aver telefonato alla mogliettina, a fare un giro per la città, rimanendo colpito dalle tante falene della notte che popolavano i viali……..La sera si chiuse con il sig.marco che aveva deciso di andare a fare un particolarissimo giro turistico notturno della sua città, la sig.laura che sembrava affascinata dalla elegante signora che intanto si era presentata….Mariaclotilde, 43 anni, divorziata, single per scelta, con un lavoro importante come medico…ma laura aveva anche rilevato che Mariaclo, come amava farsi chiamare, era affascinante, con tutte le curve al loro posto, raffinata e particolarmente intrigante, accettò quindi lietissima di vedersi a colazione e poi di divedere l’ombrellone..ma di più avrebbe concesso del corso della serata..…elena aveva trovato molto piacevole la compagnia di aldo, il ragazzo della pensione..al rientro dal giretto in città si erano scambiata la promessa senza impegni di rivedersi in spiaggia l’indomani e un casto bacetto…promessa di cose più interessanti per il futuro…forse..elena si sentiva particolarmente ben disposta e molto, molto disponibile…il più intrigato era Roberto, che la coppia aveva subito invitato ad andare a ballare con loro…la sig.laura aveva molto nicchiato, poi su spinta di Mariaclò, che evidentemente voleva Laura libera dai figli, aveva dato il suo benestare, salvo un rientro non troppo ritardato…..seguiamo ora Roberto che salì in macchina a fianco del sig renato, la mogliettina patrizia salì dietro…partirono tranquilli, senza una meta precisa, patrizia si appoggiò agli schienali anteriore e cominciò a stuzzicare sia il marito che Roberto….poi chiese al giovanetto se fosse abbastanza grande da non avere remore a vivere con intensità tutte le occasioni..e così dicendo cominciò a mordicchiargli il lobo dell’orecchio…renato con molta tranquillità gli chiese se gli piacesse patrizia che parte sua cominciò a scoprire il seno…Roberto si girò verso di lei e le disse che per lei era disposto a tutto.che gli piaceva da impazzire….renato con calma gli accarezzò il pacco già duro.senza che roberto si negasse in alcun modo, anzi...intanto patrizia preso per la testa Roberto lo baciò con tutta la lingua..portandogli la mano a palpargli la tetta grossa e dura già scoperta e il lungo capezzolo …. Renato allora con calma disse a Roberto che la sua bellezza li aveva stregati fin da quando lo avevano visto con la famiglia al mare, che si erano posizionati apposta vicino a lui a tavola..che lui adorava guardare la moglie far sesso con bei ragazzi cui non dispiacesse qualche passaggio omo, che se lui fosse ben disposto e gli piacesse l’offerta sarebbero rientrati in pensione di nascosto a fare sesso tutti e tre assieme…Roberto continuava a baciare patrizia..e intanto la sua mano era scesa ad accarezzare la topa della donna che era senza slippini…..renato gli aveva estratto il cazzo duro duro e lo stava lentamente segando…visto il comportamento del ragazzo l’uomo capì che tutto andava per il meglio e si diresse con calma verso la pensione…appena arrivati sgaiattolarono nella camera della coppia non visti da nessuno, lì ptrizia si liberò de l vestito e rimase nuda, Roberto e renato la imitarono prontamente..poi renato offrì il suo cazzo a patrizia che stava baciando in bocca Roberto…all’unisono sia patrizia che il ragazzo smisero di baciarsi per leccare il cazzo loro offerto..e se lo succhiavano a turno,… lo leccavano incrociando le lingue vogliose..di colpo patrizia si staccò si rovesciò sulla schiena e si tirò addosso Roberto che arrapato al massimo non perse un istante a far sprofondare il suo grosso cazzo nella figa calda e accogliente della signora, e prese a pomparla come un assatanato..in questo modo il suo bel culetto si apriva e si chiudeva esposto alle voglie di renato che non perse tempo..impomatò la cappella e la puntò nel buco del ragazzo ..un colpo deciso e sprofondò in un culetto sicuramente già abbondantemente aperto, ma caldo, accogliente e attivo..la contemporanea chiavata ed inculata presero un ritmo sincrono mentre lunghi gemiti e mugolii testimoniavano inequivocabilmente della triplice soddisfazione…ma non ancora sazii il trio studiava ed applicava sempre nuove variazioni con il ragazzo che univa ottime prestazioni come maschio in tutti i buchi che gi si offrivano ad incredibili performance da troia in calore quando soggiaceva come femmina…….In città.il buon marco terminava di tirarsi una grossa sega davanti allo schermo di una video cassetta a luci rosse , di trans attivi e passivi, che nascondeva da tanti anni…al mare laura accettava l’invito di Mariaclò per vedersi l’indomani mattina presto per fare footing assieme, ma accettava anche un abbraccio molto insistito e foriero di sviluppi, con un bacio piuttosto intimo da parte di lei…andò a letto e mentre si sditalinava con calma e dolcezza fino ad un orgasmo molto intenso, non pensò al marito…. ma ad Mariaclò e presero a riaffiorare i ricordi dimenticati della sua vita di collegio….elena intanto rientrata dalla passeggiata col fustone locale ed accettato il bacetto della buona notte ..senza tuttavia prendere impegni per il futuro..si mise a letto concedendosi una sditalinata lunghissima con orgasmo finale fantasticando sempre di un grosso randello che la liberava dal fastidio della verginità fisica………………………….La mattina dopo, prima giornata di vacanza, la prima a risvegliarsi fu laura, perché Mariaclò come da accordi bussò alla sua porta per andare a fare footing, laura aprì ancora in baby-doll che lasciava generosamente trasparire il forte seno sodo e sostenuto nonché la selva rosso/bruna della suatopina..Mariaclò entrò decisa, si tolse l’accappatoio ed esibì il suo corpo perfetto chiuso da un costume intero nero..tette sode anche se non grosse, culetto forse un po’ maschile ma bello, gambe lunghe e…un incredibile monte di venere che gonfiava il costume nel punto critico..si scambiarono sentiti e sinceri reciproci complimenti sui loro fisici..poi laura come dominata da una incontrollabile esaltazione, si svesti completamente di fronte alla nuova amica per poi indossare un bikini che non lasciava molto all’immaginazione..Mariaclò la abbracciò e nuovamente la baciò in un modo che eccitò vieppiù laura, poi fattala prendere anche lei l’accappatoio la prese per mano e si diressero alla spiaggia ove presero a correre …provocando fischi insistiti di ammirazione da parte dei lavoratori già in spiaggia….correndo parlarono, Mariaclotilde confessò che si era sposata solo per compiacere i genitori, ma che in effetti provava quasi un rifiuto del maschio..che per non sopportare di essere giudicata nel suo paese do origine si era trasferita nella città di *****..qui fu interrotta da laura che si affrettò a precisare quasi con gioia che anche lei viveva lì..ove lavorava suo marito, e come presa dal desiderio di liberarsi di un grosso peso confessò ad una attentissima Mariaclò, che vedeva spalancarsi una autostrada là dove temeva trovare uno stretto ed irto sentiero di montagna, che si era sposata vergine perché aveva sempre avuto paura del maschio..che dopo un periodo di passione tutto si era routinizzato ed ora i loro rapporti erano rari e per lei del tutto insoddisfacenti..che rimpiangeva quasi gli anni del collegio universitario ove aveva goduto di una amicizia molto stretta con una collega studentessa…Mariaclò la guardò..poi le disse che lei era ormai lesbica..che non se ne vergognava, anzi..che nella carriera era pienamente realizzata…ma che le mancava totalmente una affettuosa amicizia con una donna che le accettasse e la comprendesse..che lei era sicura di aver tanto da dare..ma che aborriva dalle avventurette finalizzate al solo fatto sessuale…e che se non avesse trovata una vera amica sarebbe stato meglio rimanere sola…..laura , che forse non aspettava altro le disse che la trovava meravigliosa, che si conoscevano appena..ma che le sembrava di essere sua amica da sempre…che sperava tanto che nei giorni a seguire avrebbero trovato una convinta sintonia…Mariaclò le confessò che la sua fulva bellezza era capace di stregare tutti e lei in particolare…. ma che ammirava laura soprattutto per il suo carattere aperto e la sua sincerità……continuarono sedursi a vicenda fino al ritorno in pensione…li salite in camera, si concessero il loro primo bacio e si accordarono per passare insieme le giornate ed uscire insieme dopocena con la dichiarata convinzione di essere ormai molto molto vicine…..Intanto elena si era risvegliata, era scesa a far colazione da sola visto che mamma le aveva lasciato detto che era andata a fare footing, si era molto seccata anche se non lo avrebbe mai ammesso neanche con se stessa che il ragazzone non la avesse aspettata, e si diresse al bagno…arrivata al bar dello stabilimento vide due cose, il ragazzone che chiacchierava piacevolmente con una signora tedesca, che a ben vedere aveva occhi solo per il bagnino..e lo stesso bagnino, alto come lei, col corpo scolpito da culturista e un pacco fra le gambe che si imponeva all’attenzione di uomini e donne per il suo volume….si avvicinò tranquilla, saluto il ragazzo che sembrò un po’ impacciato e rivolse un sorriso a tutta bocca al bagnino…e gli chiese se la accompagnasse all’ombrellone…elena quella mattina fasciata dal piccolo bikini che ne esaltava le forme era ancora più bella del solito, poche ragazze o donne avrebbero potuto reggere al suo confronto..il bagnino ne fu stregato..le chiese se fosse fidanzata, se avesse amicizie, se volesse essere accompagnata in giro per i tanti locali..insomma fu letteralmente sommersa di profferte..lei sorrise e rispose con civetteria che avrebbe deciso su come passare solo più tardi…era arrivato nel frattempo il ragazzo che biascicò con una certa goffaggine una scusa per non averla aspettata in pensione, poi si offrì di spalmarle la crema antisole..al termine elena ringraziò e lo lasciò libero dicendogli che sarebbe stata ferma a prendere il sole…il ragazzo si alzò e si incammino lungo il bagnasciuga in cerca di incontri…in pensione frattempo Roberto fu svegliato dalla coppia che lo invitarono in camera loro a far colazione, era già stato servito per tre, non passò molto tempo che la bella patrizia chiedesse al marito di essere inculata appoggiata al tavolo, così il culo di renato si espose in pieno e il buon Roberto non perse tempo..prese ad inculare il sig renato..fra gemiti e incoraggiamenti vari si sborrarono negli intestini e patrizia completò l’opera ripulendo con la lingua tutti e due i cazzi,..presero accordi per la sera, il ragazzo avrebbe dovuto uscire da solo come per andare a fare una passeggiata, loro lo avrebbero raggiunto in macchina e sarebbero andati in un locale molto speciale………………………….…In città il sig.marco andò in ufficio regolarmente facendo però una strada diversa, per passare da un edicola dove era un perfetto sconosciuto per acquistare una guida erotica della sua città…aveva deciso che si doveva togliere alcune curiosità…Al mare……. la coppia dei viziosi corruttori del buon robertino non scese al mare,..elena ricevette continue visite dal bagnino, una volta andò lei da lui al bancone del bar, ove accettò una aranciata e l’invito a venire a fare il bagno di notte tutti nudi.…..aldo non si fece molto vedere senza che ciò dispiacesse poi più di tanto ad elena …. laura ed Mariaclò cementarono la loro nuova amicizia pensando alla serata,…. Roberto fece un bagno e per il resto dormì quasi tutto il giorno..la cena fu normale per tutti, in città ed in pensione…tutto diverso il dopo cena…………… Cominciamo dalla città…………….Il buon marco, fatta la telefonata di prammatica alla famiglia, perso un po’ di tempo davanti alla televisione, cambiatosi, jeans e maglietta sportiva nascosti i soldi in una taschina , lasciato il portafoglio e l’orologio d’oro in casa, se ne uscì tutto sportivo ed arrapato in macchina e prese a girare per i viali dove stazionavano le puttane….ma nessuna riusciva ad attirare veramente la sua attenzione e per ognuna trovava motivi validi a rinunciare all’incontro..poi diresse quasi inconsciamente per il parco, regno dei trans..la sua attenzione si acuì..il suo cazzo usci dai pantaloni e si erigeva duro e in tiro nascosto dalla sua mano che ogni tanto lo aiutava con una vigorosa sega….intanto al mare elena sembrava ciondolare senza interessi al bar della pensione..respingendo con molta delicatezza i ripetuti inviti di aldo ad uscire con lui..finchè anche aldo si arrese ed uscì da solo per andare a trovare alla pensione vicina altre avventure…Elena. guardò l’orologio, era quasi l’ora per andare da Fabrizio il bagnino allo stabilimento…si preparò ad uscire, sotto il vestito leggero a tunica aveva un bikini ancor più ridotto di quello della mattina…..laura e mariaclò, elegantemente vestite , salutati i figli e i conoscenti se ne uscirono con la macchina sportiva di lei..il viaggio non era brevissimo, dovevano arrivare a Riccione…roberto, con aria distratta, disse che sarebbe andato a fare un giro in paese, salutò e se ne uscì prendendo immediatamente fuori dalla pensione una stradina poco illuminata verso la campagna..fu quasi immediatamente raggiunto da una macchina a luci abbassate..un signore si affacciò allo sportello e lo invitò senza preamboli a salire in macchina per una buona inculata, avrebbe pagato bene,…Roberto gli disse di avere già un impegno….ma se fosse andato a buca e lui non avesse trovato di meglio avrebbe accettato, anche se ci tenne a precisare che era attivo e passivo…il gentiluomo preferì andarsene perché dietro arrivava un'altra macchina…questa volta erano renato e patrizia..lei lo fece salire direttamente dietro, gli tirò fuori l’uccello gia duro, si rialzo la minigonna , le mutande non le portava mai, gli si sedette sulle ginocchia facendosi entrare tutto il cazzo in figa, poi lo invitò a trastullarle le tette sotto la maglietta, mentre lei chinata in avanti leccava le orecchie al marito raccontandogli del buon andamento della chiavata.. La serata era iniziata torniamo in città……marco ormai girava eccitatissimo, il cazzo in mano, mentre sfilavano stupendi trans brasiliani, dalle bocche piene e carnose, le tette sode, grosse,dai capezzoli duri e lunghi, completamente scoperte, un piccolo perizoma capace di contenere dei grossi uccelli ma capaci a far vedere dei glutei mozza fiato..………marco era ormai in eccitazione fissa..il suo desiderio di sesso trasgressivo non lo faceva più ragionare…doveva fermarsi..doveva avere un rapporto..cominciò a cercare quello che più lo incarogniva….al mare intanto elena attrevarsata la breve pineta, raggiungeva lo stabilimento dove Fabrizio la stava aspettando..vi erano già altre coppie e tutti aspettavano lei..per fare il bagno, poi sedersi vicino al fuoco,mangiare, ballare, amoreggiare in assoluta libertà…infine le coppie fisse o quelle che si fossero stabilizzate almeno per la sera si sarebbero ritirate nelle cabine per dedicarsi ai riti d’amore….roberto godette moltissimo dentro patrizia e quando arrivarono di fronte al privè trovò grande difficoltà a far rientrare il cazzone dentro le mutande per poter scendere dalla macchina..renato suonò alla porta, si fece riconoscere e fecero per entrare ma il sorvegliante respinse deciso Roberto perché minore patrizia e renato pensarono un po’ poi si scusarono con roberto, ma i biglietti erano già stati pagati, dovevano entrare, si offrirono di pagargli il tassi e gli garantirono che l’indomani mattina in camera loro lo avrebbero ripagato del disguido…Roberto si rese conto della inevitabilità della cosa, accetto i soldi per il taxi e si predispose a rientrare alla pensione…..laura e mariaclò intanto erano giunte al club che accettava coppie diverse, lesbiche, omo, e purtroppo anche qualche marchetta dei due sessi…trovarono il tavolo che avevano prenotato e si gustarono una cenetta al lume di candela, accarezzandosi le manie aprendosi l’un l’altra…il mondo esterno era ormai lontano..laura non ricordava non solo il marito, ma neppure i figli..finito di cenare, un po’allegre per lo sciampagna bevuto si tuffarono nelle danze..presto diventarono una cosa sola..i due corpi stretti l’uno contro l’altro, i due sessi che si strusciavano fra loro, le tette compresse da quelle della amica..le lingue allacciate in lunghi estenuanti baci…..decisero di rientrare per dedicarsi un po’ di tempo in assoluta libertà………………….Elena si buttò nelle braccia di Fabrizio, per non essere da meno delle altre ragazze si tolse il reggiseno e le sue stupende tette esplosero all’aria libera.. Fabrizio prima la baciò ricambiato poi prese a succhiarle i capezzoli facendola andare fuori di testa..contro la sua ormai caldissima fighetta sentiva il grosso randello di Fabrizio agitarsi voglioso…durante il bagno Fabrizio riuscì ad esplorargli sia la fighetta che il culetto e lei palpò con enorme piacere il randello che presto l’avrebbe liberata dalla verginità…..ormai era decisa e Fabrizio aveva proprio tutto quello che lei per tanto tempo aveva sognato……al ritorno sulla spiaggia presero a danzare attorno al fuoco e tuttisi liberarono dei costuni rimasti…la topina e il culetto di elena si affermarono senza discussioni come i migliori del momento………..….Roberto intanto prese ad incamminarsi verso il centro alla ricerca di un taxi, quando fu raggiunto da una macchina dentro la quale un corpulento signore, sembrava averlo notato…l’uomo si sporse dal finestrino e gli offrì un passaggio…per dove avesse voluto, gli disse che lo aveva notato quando gli era stato negato l’ingresso al privè, per cui si permetteva di fermarlo pensando che fosse molto libero e comprensivo..gli domandò il perché del rifiuto e saputo che era per l’età finse di arrabbiarsi, che non poteva capire del perché un minore non potesse divertirsi come preferiva..e che lui se avesse accettato il passaggio gli avrebbe offerto tutto quello che cercava al privè ...Roberto accettò di salire e di seguirlo a patto che poi lo riportasse alla pensione family…l’occasionale amico lo invitò a succhiarlo prima le tette e i grossi capezzoli…poi gli spinse verso il basso la testa fino a portarlo all’altezza del bacino, gli fece estrarre il grosso uccello e lo costrinse a spompinarlo…Roberto si impegnò a fondo..ma il signore voleva altro ,.passarono nel sedile di dietro della macchina, l’uomo in preda ad una eccitazione notevole si calò i pantaloni, non portava mutande ed offrì il suo grasso culo al ragazzo che non si tirò indietro..lo inculò a fondo con una esperienza ormai sicura fino a sborrargli nel retto..l’uomo leccò e ripulì con grande cura l’uccello ancora semi rigido di Roberto con la sua grande lingua, poi lo riaccompagnò alla strada buia vicino alla pensione dove molte altre macchine sostavano..ma roberto una volta sceso corse verso casa senza prestare ascolto ai ripetuti inviti che riceveva…era stanco, voleva solo una buona doccia ed una salutare dormita…………….in città marco aveva finalmente individuato il trans giusto, una sberla da 180cm di altezza di una bellezza incredibile, bocca affascinante tette da sballo , culo da disegno pornografico e un uccello davanti che doveva essere notevole..molto notevole..la trattativa fu breve, marco accettò le richieste, scese dalla sua macchina e salì in quella di lulù per andare a casa sua…..durante il breve percorso si scambiarono complimenti e frasi di circostanza, marco approfittò per accarezzare le lunghe gambe di lulù e per cercare di valutare la consistenza del cazzo del trans..lulù rispose baciandolo in bocca ad una fermata e dandogli una vigorosa palpata al pacco..poi giunsero a casa, scesero al seminterrato e mentre lulù apriva la porta marco gli si addossava impaziente e voglioso, lei rispose con una risata gutturale , aprì ed entrarono…subito la bella trans chiarì che sarebbe stata lei a decidere le mosse e che lui doveva ubbidire…gli intimò di denudarsi, marco lo fece con un certo imbarazzo, lei lo fece girare su se stesso un paio di volte e finì per dirgli che era un bell’esemplare di maschietto e che aveva deciso che voleva divertirsi anche lei..lo abbracciò di forza, gli infilò tutta la lingua in bocca mentre una sua mano prese ad accarezzargli le tonde natiche…poi lo fece inginocchiare davanti a se, e movendo sensualmente il bacino si slacciò il perizoma facendo esplodere davanti alla bocca del impazzito marco un palo color mogano da 23cm….che venne subito baciato, leccato, succhiato dalla bocca di marco..lei riprese a ridere, lo fece sdraiare sulla schiena e gli si posizionò addosso nella classica posizione del 69, solo che lulù poteva con facilità scopare in bocca marco poiché stava sopra....poi le mani si attivarono e le dita presero ad esplorare ed aprire reciprocamente i culetti..quando erano vicini all’esplosione lulù si fermò, si rimise nello stesso verso, rialzò le gambe di marco e poi con calma, dopo aver lubrificato l’ano dell’uomo ormai totalmente soggiogato sia fisicamente che psicologicamente lo puntò,poche spinte e sfondata la resistenza dello sfintere di marco si installò decisamente con tutto il cazzone dentro il culo…poi prese a pomparlo alternando colpi violenti a lenti su e giù, facendolo quasi tutto uscire per poi sprofondarlo fino a far sbattere i suoi coglioni sulle chiappe tenere di marco…mentre la stanza si riempiva dei mugolii di piacere di lulù e dell’ansimare di marco che non seppe resistere, prese ad incitare il suo sodomizzatore affinché lo sfondasse, lo facesse suo, lo trattasse da cagna, da vacca..lulù sembrò gradire gli incitamenti del sottomesso e gli venne dentro con urlo neanche tanto represso..poi si sfilò con calma gli dette il cazzo sporco da leccare…infine si girò a pecorina e chiese a marco di sfondarla..voleva godere anche da donna…marco le entro in culo con foga mal repressa. ..la prese per le tette e la pompò con furia mentre steso su di lei la baciava con tutta la lingua in bocca…ma lulù quando avvertì che il maschio stava per scaricarsi lo fermò e gli chiese di sborrargli in bocca…era assetata di sborra..così avvenne e lulù lo succhiò tutto svuotandogli anche l’anima…poi gli si strinse addosso e gli confessò che aveva tratto dal loro inontro un piacere raramente provato e che se anche per lui così fosse stato , lo invitava a tornare a trovarla..il prossimo incontro glielo avrebbe offerto gratis come ringraziamento del piacere procuratole…marco dimentico del mondo intero, gli giurò che sarebbe certamente tornato, che per lei era impazzito e che gli era piaciuto anche essere inculato..ripresero la macchina e ritornati al posto del loro incontro si salutarono con un bacio che provocò i caustici commenti delle colleghe di lulù…marcò torno a casa, fece una doccia, si spalmò una pomata lenitiva sul buchetto per combattere un certo bruciore che avvertiva e si addormentò felice come quando da giovanetto incontrava l’amico del cuore…………………Torniamo al mare…….sulla spiaggia la festa era al culmine, le coppie nude si componevano e si scomponevano nel ballo..mentre i cazzi maschili ogni volta che potevano sprofondavano nelle fighe calde e roride di liquidi vaginali della occasionale compagna…solo elena e Fabrizio facevano coppia fissa e pur avendo fatto quasi tutto mancava una cosa…elena lo sussurrò in un orecchio a fabrizio che si fermò, la strinse a sé come matto, poi le offrì di sverginarla lì, sulla spiaggia , davanti a tutti gli amici ed amiche di quella notte così eccitante..elena accettò lieta, le sembrò quasi di impersonare un gesto propiziatorio al dio Eros,,,Fabrizio impose ine il silenzio e comunicò quanto stava per accadere…fu tutto un batter di mani e gridolini di eccitazione..elena si sdraiò su un comodo plaid .Fabrizio la baciò , la leccò tutta, poi prese ad allagarle le grandi labbra della fica vergine, una ragazza tedesca prese dalla sua borsa un tubetto di pomata dilatante e la spalmò con cura sulla e dentro la figa di elena mentre un’altra metteva un preservativo lubrificato sulla verga di Fabrizio..poi Fabrizio la coprì, lentamente strisciò la sua cappella fra le grandi labbra, sul clitoride eccitato al massimo, poi scese a centrare l’ingresso della vagina…il suo cazzo si impuntò un attimo..poi penetrò deciso,uno strappo , un gridolino de elena peraltro subito soffocato dalla bocca e dalla lingua di Fabrizio..il cazzo entrò deciso, si fece largo fra i virginali tessuti e raggiunse sicuro il fondo della vagina….Fabrizio stette per un po’ fermo poi lentamente prese a pompare dentro la nuova ennesima donna da lui deflorata , prima lentamente, poi con sicurezza crescente, il movimento accelerò..la chiavata era al massimo..elena cominciò a provare piacere cominciò a sentire montare il suo primo orgasmo vaginale…venne con un grido di gioia, di liberazione, di piacere sessuale massimo, che fu accompagnato dagli applausi delle altre coppie attorno a lei impegnate a fottersi con incredibile continuità..Fabrizio sborrò dentro il preservativo e quando lo estrasse si vide che era arrossato dal sangue della vergine…elena si fermò con i nuovi amici sbaciucchiando un po’ tutti e lasciandosi toccare a palpare da uomini e donne..poi si riconcesse a Fabrizio che la chiavò nuovamente a fondo procurandole un altro grappolo di orgasmi.. poi si fece riaccompagnare a casa…si ritirò in camera sua, fece la doccia e si buttò a dormire..l’ossessione della verginità era passata e passata che meglio non avrebbe potuto augurarsi……………..intanto laura ed elena rientrate in pensione si concessero un’ora di amore lesbico intenso ed appagante, si giurarono eterno amore e si ripromisero di diventare amanti fisse…laura tornò nella sua camera, fece la doccia e si mise a letto pensando che il marito non sarebbe più stato un problema per lei..il suo amore era ormai arrivato in un porto sicuro… ………….. Domani era un altro giorno, nuove avventure, nuovi legami………. -
VOICES
Who is the master? Who is the slave?
Treat me like a curse
Then tell me I'm your saviour
I'm living with a stranger
I used to know so well
Waiting for your answer
Is a kind of torture
Could I grow accustomed to this kind of hell?
Are you walking the dog,
'cause that dog isn't new
Are you out of control, is that dog walking you
Haven't you had enough, now your time is up
Baby show me your hell
First you say you love me
Then you wanna leave me
Then you say you're sorry
You play the game so well
I bought your illusion
You're the greatest salesman
How could I refuse you
When you sold it to yourself
Voices start to ring in your head
Tell me what do they say
Distant echoes from another time
Start to creep in your brain
So you claim "madness"
like it's convenient
You do it so often that you
start to believe it
You have demons so nobody can blame you
But who is the master and who is the slave?
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HASTA LA VICTORIA SIEMPRE
"Una terra Piena di contrasti che trova nella passione l'icona di una generazione..
Un Paese da visitare e scoprire. Un mondo che non c'è, dove allegria e tristezza si fondono in un tutto senza distinzione alcuna.. Dove i ritmi caldi di musiche lontane danno vita e speranza a un nuovo mondo".
Hasta Luego.
La Repubblica di Cuba è un arcipelago dei Caraibi settentrionali, posto tra il Mar dei Caraibi, il Golfo del Messico e l'Oceano Atlantico. Verso nord si trovano gli Stati Uniti e Bahamas, ad ovest il Messico, a sud le Isole Cayman e la Giamaica, e a sud-est Haiti.
La forma allungata dell’isola, la sua disposizione sull’asse est-ovest e la modesta differenza di latitudine fra le sue estremità, rendono l’isola uniforme dal punto di vista climatico, caratterizzato dal soffio costante degli Alisei che provengono dall’Oceano Atlantico. Il clima tropicale viene diviso in due stagioni, secco nel periodo invernale, da novembre ad aprile e umido da maggio a ottobre. Le temperature sono comprese tra 20 e 30 gradi e le precipitazioni sono abbondanti e di forte intensità nel periodo estivo. Durante la stagione umida, in particolare fra settembre ed ottobre, si possono verificare gli uragani, sistemi depressionari molto profondi, di estensione variabile tra i 150 e i 600 Km di diametro, che riescono a sviluppare venti di straordinaria intensità (fino a 300 Km l’ora) e piogge torrenziali inondanti, che causano gravi problemi alla popolazione cubana.
L'economia cubana è essenzialmente statale. Il Consiglio di Stato ha intrapreso delle riforme limitate in anni recenti per frenare l'eccesso di liquidità, incrementare l'efficienza delle imprese ed alleviare la seria mancanza di cibo, beni di consumo e servizi, ma non è intenzionato al passaggio all'economia di mercato. Una caratteristica saliente dell'economia è il contrasto tra i settori relativamente efficienti del turismo e delle esportazioni, e i settori domestici inefficienti. L'economia cubana venne colpita duramente nei primi anni '90 a seguito del collasso dell'Unione Sovietica e del blocco economico del Comecon, con il quale commerciava di preferenza.
L'embargo statunitense (chiamato Bloqueo dai cubani), in vigore dai primi anni '60, impedisce all'economia cubana di svilupparsi bloccando l'import-export da e verso gli USA. Nell'ottobre 2007 l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato per la 16esima volta una mozione (184 voti favorevoli, 3 assenti, 4 contrari Isole Marshall, Israele, Palau, Stati Uniti, e l'astensione della Micronesia) per chiedere agli Stati Uniti la cessazione dell'embargo[2]. Problemi più recenti comprendono l'alto prezzo del petrolio, la recessione nei mercati chiave per l'esportazione come zucchero e nichel, i danni provocati dagli uragani, il turismo depresso e le instabili condizioni economiche mondiali. Tra la fine del 2003 e l'inizio del 2004, sia i livelli del turismo che i prezzi del nickel sono aumentati, cosi come il commercio cubano con gli USA, a dispetto dell'embargo finanziario e commerciale. Forti legami commerciali sono stati intrapresi dal governo con il Venezuela del presidente Chávez, in un'ottica pan-iberoamericana. Un altro importante fattore nella ripresa dell'economia cubana sono le rimesse degli emigranti. -
cuba Libre
Vado A Cuba!!!!!!!!!! ritorno il trenta!!!!!!! Viva Cuba!!!!!
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Give It 2 Me
What are you waiting for?
Nobody’s gonna show you how
Why work for someone else
To do what you can do right now?
Got no boundaries and no limits
If there’s excitement, put me in it
If it’s against the law, arrest me
If you can handle it, undress me
Don’t stop me now, don’t need to catch my breath
I can go on and on and on
When the lights go down and there’s no one left
I can go on and on and on
Chorus:
Give it to me, Yeah
No one’s gonna show me how
Give it to me, Yeah
No one’s gonna stop me now
They say that a good thing never lasts
And then it has to fall
Those are the the people that did not
Amount to much at all
Give me then bassline and i’ll shake it
Give me a record and i’ll break it
There’s no beginning and no ending
Give me a chance to go and i’ll take it
Don’t stop me now, don’t need to catch my breath
I can go on and on and on
When the lights go down and there’s no one left
I can go on and on and on
Chorus:
Give it to me, Yeah
No one’s gonna show me how
Give it to me, Yeah
No one’s gonna stop me now
Pharrell: Watch this
Get stupid, get stupid, get stupid, don’t stop it (what
Get stupid, get stupid, get stupid, don’t stop it (what
Get stupid, get stupid, get stupid, don’t stop it (what
Get stupid, get stupid, get stupid, don’t stop it
Get stupid, get stupid, get stupid, don’t stop it
(to the left, to the right, to the left, to the right)
Get stupid, get stupid, get stupid, don’t stop it
(to the left, to the right, to the left, to the right)
Get stupid, get stupid, get stupid, don’t stop it
(to the left, left, right, right, left, left, right, right)
Get stupid stupid stupid stupid stupid stupid stupid…
(left, left, right, right, left, left, right, right)
Don’t stop me now, don’t need to catch my breath
I can go on and on and on
When the lights go down and there’s no one left
I can go on and on and on
Chorus:
Give it to me, Yeah
No one’s gonna show me how
Give it to me, Yeah
No one’s gonna stop me now
You’re only here to win
Get what they say?
You’re only here to win
Get what they do?
They’d do it too
If they were you
You done it all before
It ain’t nothing new
You’re only here to win
Get what they say?
You’re only here to win
Get what they do?
They’d do it too
If they were you
You done it all before
It ain’t nothing new
Chorus:
Give it to me, Yeah
No one’s gonna show me how
Give it to me, Yeah
No one’s gonna stop me now
Give it to me, Yeah
No one’s gonna show me how
Give it to me, Yeah
No one’s gonna stop me now
Give it to me -
Gita di classe
Ciao a tutti, questo è un racconto che ho scritto tempo fa e nasce da un’esperienza reale da me personalmente vissuta arricchita da qualche dettaglio fantasioso. Naturalmente ho cambiato i nomi dei protagonisti. Spero che vi piaccia e nell’attesa di altri miei nuovi racconti vi consiglio di gustarvelo.
La mia classe, la mitica 3° c, quell’anno si era formata con l’unione di tre diversi classi ed era composta da 17 ragazze e 4 ragazzi me compreso. All’interno del gruppo si poteva parlare e scherzare su ogni argomento, specialmente sul sesso, con quasi tutte le ragazze, soprattutto con quelle con cui si era più in confidenza e con quelle più interessate all’argomento.
Quell’anno la tradizionale gita di più giorni vedeva come meta la costiera amalfitana e tutta la mia classe partecipò insieme ad una quarta e ad una quinta.
Un martedì di fine aprile, di mattina presto, partimmo tutti eccitati e felici di trascorrere insieme una settimana. Sul Pulman la mia classe occupava gli ultimi posti dietro. Io (Daniele) ero seduto vicino a Mirko, mentre davanti a noi stavano Diana e Fabiana, nostre compagne fin dalla 1°. Diana era una ragazza davvero molto bella, mora con occhi castani, alta circa 1,60m, magra, terza abbondante di seno e un culetto da favola; anche Fabiana non era da meno, stessa altezza, capelli castani lisci fino alle spalle, occhi castani che ricordavano quelli di una ragazza orientale, bella bocca, bel fisico atletico, l’unico “difetto” è che di seno aveva una seconda scarsa ma bella a vedersi.
Durante il viaggio io mi sedetti di fianco a Diana, con la quale avevo avuto una mezza storiellina durante la gita dell’anno prima; Mirko invece si sedette di fianco a Fabiana, anche loro due avevano avuto occasione di “conoscersi meglio” nella gita precedente.
Arrivammo in hotel la sera tardi e dopo cena ci sistemammo nelle camere. Noi 4 ragazzi eravamo in una stanza e sul nostro piano erano sistemate tutte le nostre compagne più alcune ragazze di quinta. Dopo una rinfrescata Sandro e Luca, gli altri due ragazzi, salirono nella camera di Anna e Daniela, mentre io e Mirko, insieme a Diana, Fabiana e Monica, andammo in camera con le ragazze di quinta con le quali passammo un paio d’ore a parlare e scherzare bevendo birra e alcolici vari. Monica era un’altra nostra compagna fin dalla 1°, una ragazza non bellissima ma molto simpatica e con 2 tette da sballo, una quarta abbondante.
Verso le 2 di notte salutammo le simpatiche e belle ragazze di quinta e ci ritirammo nella camera di Fabiana, Monica e Diana. Eravamo tutti un po’ allegri per via dell’alcol e del fumo che era girato nell’altra camera così io mi sedetti sul letto matrimoniale dove erano già sedute Diana e Monica, mentre Mirko si sedette con Fabiana sul letto singolo.
Ci erano avanzate una bottiglia di vodka alla menta e una di limoncello, così Monica propose: “Facciamo un gioco? Peschiamo tutti una carta dal mazzo e chi prende la carta più bassa beve un sorso dalla bottiglia, mentre chi pesca quella più bassa si toglie un indumento!”
Subito accettammo ma prima di iniziare a giocare in camera si aggiunsero anche altre 3 nostre compagne: Nadia, Linda e Elena.
Nadia era una bella ragazza, bionda, occhi castani, magra con una bella terza di seno e un bel culetto; anche Linda era molto carina, capelli tinti di rosso, occhi azzurri stupendi, terza di seno e anche un bel sedere anche se aveva una forma un po’ strana. L’ultima, Elena, non era una ragazza bellissima ma aveva un qualcosa che mi attirava: Bionda ricciola, occhi verdi, bel viso sempre sorridente, belle labbra, un bel paio di tette, e molta simpatia.
Anche le 3 ultime arrivate accettarono le regole del gioco che iniziò immediatamente. Par i primi due o tre giri gli unici a togliersi indumenti fummo io e Mirko e infatti fummo i primi a rimanere in mutande e fummo costretti a subire i vari commenti scherzosi delle ragazze che erano ancora “intatte”.
“Wow, che bei pettorali il nostro Dany” dissero Nadia e Elena.
“Eh già, ma guardate anche i rigonfiamenti sotto le mutande, non sembrano messi male i due….” Intervenne Diana subito seguita da Fabiana e Monica.
“Che stalloni!” disse Linda Scherzando e provocando una risata generale.
Fortunatamente nei giri successivi le parti si invertirono e la prima a doversi togliere il reggiseno fu Monica lasciando letteralmente a bocca aperta me e Mirko. Successivamente toccò anche a Diana, Fabiana e Linda e dopo un altro paio di giri tutte le ragazze erano lì davanti a noi senza reggiseno mostrando a noi ragazzi, già visibilmente eccitati, tutto il loro ben di dio.
La prima a notare la nostra eccitazione fu Diana che esclamò “Guardate, i due stalloni si stanno svegliando!”
“si si, è vero, guardate che movimenti!” le rispose Fabiana. Scoppiarono altre risate generali e subito dopo il silenzio. L’alcol stava facendo il suo effetto e tutti ce ne accorgemmo quando Fabiana e Monica iniziarono ad accarezzare il rigonfiamento di Mirko, il quale ricambiava succhiando le meravigliose tette di Monica e strizzando energicamente quelle di Fabiana.
La prima ad avvicinarsi a me fu Linda che iniziò a baciarmi lentamente sul collo per poi scendere fino ai miei pettorali e a torturarmi i capezzoli provocandomi migliaia di brividi. Anche Diana venne da me e senza esitare mi abbassò gli slip e iniziò a farmi uno dei pompini più eccitanti della mia vita. Dall’altra parte Monica e Fabiana alternavano le loro bocche sul cazzo di Mirko che nel frattempo era impegnato a leccare le tette di Nadia. Anche Elena non perse tempo e si avvicinò a me mettendo le sue tette all’altezza della mia bocca.
Mentre io ero intento a succhiare le meravigliose tette di Elena, Linda si mise alle mie spalle e iniziò a percorrere la mia schiena con la lingua fino ad arrivare al mio culo che non perse tempo ad aprire per leccarmi il buchetto ed infilarci un dito; a quella stimolazione non resistetti e iniziai una lunga sborrata nella bocca di Diana che non si fece problemi ad ingoiare tutto sorridendomi con il suo solito sguardo arrapante. Poco dopo anche Mirko venne sborrando sulle tettone di Monica che vennero prontamente ripulite dalle lingue di Fabiana e Nadia.
Dopo che mi fui ripreso dall’orgasmo feci sdraiare Elena al centro del letto matrimoniale e mi inginocchiai tra le sue gambe per leccare la sua deliziosa fichetta ricoperta da un magnifico strato di peluria dorata; iniziai leccandole e baciandole l’interno coscia mentre con la mano accarezzavo le sue grandi labbra, poi mi spostai e alla mano sostituì la lingua, e poi mi attaccai con la bocca al suo clitoride che eretto com’era sembrava davvero un minuscolo pene. In poco tempo Elena iniziò a gemere e a spingere la mia testa sempre più contro la sua figa con le mani. Linda nel frattempo si mise dietro di me e iniziò ad accarezzarmi le palle mentre con la lingua si occupava ancora del mio buchetto facendomi provare emozioni indescrivibili. Mentre io stavo ancora leccando la figa di Elena, Diana si mise inginocchiata sopra di lei portandole la figa all’altezza della sua bocca ed Elena iniziò a leccargliela voracemente facendola venire proprio quando la mia lingua fece venire Elena per la seconda volta.
Intanto sull’altro letto c’erano Monica e Fabiana impegnate in un 69 stupendo, mentre Nadia era seduta sul bordo del letto e Mirko era inginocchiato fra le sue gambe e la stava portando all’apice del piacere con i suoi colpi di lingua.
Sul nostro letto, l’unica che non aveva ancora avuto la sua parte era Linda, così la presi, la feci sdraiare e iniziai a palpare e leccare le sue belle tette mentre Diana e Elena si occupavano della sua fichetta. Linda era una ragazza molto eccitante e una cosa di lei che mi faceva particolarmente impazzire era il suo piercing all’ombelico, così mi staccai dalle sue tette, spostai Diana e Elena e iniziai a leccare intorno all’ombelico per poi scendere al suo frutto gonfio di piacere che pochi minuti dopo esplose riempiendo la mia bocca con il suo succo dolce che subito divisi con Diana, Elena e con la stessa Linda, infatti ci scambiammo un infinto ed eccitantissimo bacio incrociando le nostre quattro lingue.
Quello che successe dopo non lo ricordo, so soltanto che verso le 7.00 di mattina, quando mi risvegliai ero sdraiato al centro del letto matrimoniale e di fianco a me c’erano Diana e Linda che poggiavano la testa sul mio petto, mentre Elena dormiva usando le tette di Linda come cuscino. Infondo ai miei piedi era sdraiata Monica; sull’altro lettino dormivano Mirko, Fabiana e Nadia tutti teneramente abbracciati.
Questa che era appena passata era solo la prima notte, altre 4 notti ci attendevano…
La giornata trascorse con la visita dei vari paesini della Campania e verso le 7 di sera tornammo in albergo per cenare. Dopo cena salimmo tutti nelle nostre stanze per lavarci e prepararci per la serata che avevamo deciso di trascorrere in un locale che avevamo visto in un paese vicino. Noi ragazzi dopo poco più di trequarti d’ora eravamo pronti, lavati e cambiati, mentre le ragazze erano ancora in alto mare. Verso le 21.00 però iniziò a piovere, così il nostro programma per la serata sfumò; si prospettava un’altra nottata passata a vagare fra le varie stanze dell’albergo. Tornai verso la mia stanza che trovai occupata da Sandro e Daniela i quali dopo un paio di chiacchiere mi fecero capire che avevano intenzione di rimanere soli, così presi un paio di pantaloncini e una maglietta e tolsi il disturbo. Mirko e Luca invece avevano deciso di passare la serata presso il bar dell’albergo con un paio di ragazze di quinta. Io dovevo trovare qualcuno che mi ospitasse per la notte, così bussai alla porta di Fabiana, Monica e Diana. Mi venne ad aprire Fabiana che mi accolse con il suo solito sorriso:
“Ciao…”
“Posso entrare?”
“Macerto, accomodati pure.”
Entrai e mi sedetti su una sedia sulla quale erano riposti dei pantaloni e alcune magliette. Fabiana indossava una maglietta che la copriva fino alle cosce e nient’altro.
“Come sei sexy!” le dissi sorridendole.
“Grazie” mi rispose sorridendo.
“Sotto non hai niente?” - domandai così per scherzo - “No, indosso questo” - così dicendo sollevò leggermente la maglietta e ruotando su se stessa mi permise di vedere il suo minuscolo e splendido tanga rosso – “ti piace?” – mi domandò – “è magnifico” – risposi “ma ancora più stupendo è ciò che gli sta dentro”- mi guardò con il suo solito sguardo dolce e intrigante e mi ringraziò dandomi un innocente bacino sulle labbra e mi spiegò che Monica stava finendo di lavarsi e che Diana era in un’altra stanza ma sarebbe arrivata a momenti.
Poco dopo Monica uscì dal bagno avvolta da un salviettone e mi salutò - “Ciao Dany” - “Ciao Mony”- risposi al saluto. “ Se vuoi intanto che ti vesti vado in un’altra stanza” – “ Ma no, resta pure, tanto non c’è niente che tu non abbia già visto la scorsa notte” e una volta finita la frase lasciò cadere con naturalezza l’asciugamano che la copriva e completamente nuda si diresse verso la sua valigia che si trovava davanti alla sedia dove sedevo io. Monica, pur avendo forse qualche chilo di troppo, era una ragazza molto attraente, anzi quei due o tre chiletti in più la rendevano ancora più sexy. Una volta raggiunta la sua valigia si chinò senza piegare le gambe permettendomi di ammirare il suo stupendo sedere, poi estrasse dalla valigia un perizoma nero e un reggiseno dello stesso colore e andò a sedersi sul bordo del letto matrimoniale dove si infilò il perizoma e, con l’aiuto di Fabiana indossò anche il reggiseno. Dopo di che si alzo nuovamente e prese una maglietta che era appoggiata sullo schienale della mia sedia, la indossò e mi diede un bacio sulla guancia sorridendomi. “Sei molto sexy Mony” – le dissi – “ Grazie Dany”- e tornò a sedersi sul bordo del letto dove l’attendeva Fabiana pronta ad asciugarle e spazzolarle i capelli.
Poco dopo rientrò Diana, che mi salutò con un “Ciao bello! Ora faccio la doccia ma non andare via che dopo voglio un massaggio dei tuoi!” – mi fece l’occhiolino e si chiuse in bagno.
Fabiana finì di spazzolare i capelli a Monica e io nel frattempo mi ero liberato dei vestiti e avevo indossato pantaloncini e maglietta. Tutti e tre ci sistemammo sul letto matrimoniale a guardare la TV ridendo e scherzando; io e Monica e Fabiana in mezzo a noi. Dopo circa 30 minuti Diana uscì dal bagno con indosso anche lei una semplice maglietta a mezze maniche che la copriva fin sopra le ginocchia, venne verso il letto e disse -“E io non ci sto?” – così io mi strinsi un po’verso Fabiana in modo tale che anche Diana trovo posto nel letto stringendosi a me in un tenero abbraccio. Continuammo a guardare la TV per un po’fino a quando Monica disse –“Io spengo, sono un po’stanca”- “ si, fai pure” – acconsentimmo tutti – “Spegni anche la luce, così dormiamo” – disse Fabiana. Una volta spenta la luce anche Fabiana si strinse a me pretendendo di essere abbracciata, così l’accontentai. Ora mi trovavo sdraiato con il braccio destro attorno alla vita di Fabiana e con il sinistro attorno alla vita di Diana. Naturalmente il contatto con quei due splendidi corpi non mi lasciò indifferente e qualcosa si stava già muovendo sotto i miei pantaloncini. Non so se le due amiche fossero d’accordo ma quasi nello stesso istante entrambe iniziarono ad accarezzare il mio petto con una mano mentre portarono una loro gamba sopra le mie arrivando a “massaggiare” il mio “ariete” con le loro ginocchia ed entrambe si accorsero inevitabilmente della mia erezione che era in fase di crescita. Fabiana fu la prima a parlare e sussurrò – “stasera sei tutto nostro” – “già, le altre non ci disturberanno” – rispose Diana.
Le due amiche continuarono con le loro carezze mentre mi riempivano di baci sul collo e si divertivano ad infilare le loro lingue nelle mie orecchie, dopo di che Diana cercò la mia bocca e le nostre lingue si incrociarono appassionatamente, poi fu il turno di quella di Fabiana che come si staccò dalla mia bocca andò velocemente ad unirsi a quella di Diana. Le due ragazze poi mi spogliarono la maglietta e io spogliai loro leccando e baciando prima le tette di Diana e poi mi attaccai ai capezzoli di Fabiana che dopo qualche sospiro mi staccò da lei, mi fece appoggiare la schiena al letto e mi disse – “Adesso stai un po’ buono che pensiamo noi a te” – detto questo entrambe le ragazze iniziarono a giocare sul mio corpo con le loro lingue sapienti, partendo dal collo fino ad arrivare ad incrociarsi nei pressi del mio ombelico per poi scendere fino ad incontrare il rigonfiamento nei mie boxer che vennero prontamente sfilati liberando il mio cazzo che sparì subito nella bocca di Diana mentre Fabiana mi accarezzava le palle. Le due ragazze alternavano le loro bocche e le loro mani sul mio uccello mentre io accarezzavo le loro fichette umide da sopra i tanga che entrambe portavano. Dopo una decina di minuti di quel trattamento sentivo che il mio cazzo stava per esplodere così tentai di fermarle ma loro me lo impedirono e venni nella bocca di Fabiana che raccolse tutto il mio succo e lo condivise prontamente con l’amica in un altro eccitantissimo bacio saffico. Nel frattempo Monica continuava a dormire accanto a noi e nemmeno i miei gemiti di piacere la risvegliarono. Aspettando di riprendermi da quel favoloso orgasmo baciai le mie due dolci amiche assaggiando anche un po’ del mio sapore che ancora era presente nelle loro bocche e, dopo di che decisi che era giunto il momento di far godere anche loro. Fabiana si sdraio al mio posto, Diana rimase inginocchiata accanto a lei e iniziò ad accarezzarle le tettine mentre io allargai le gambe di Fabiana e le percorsi con la lingua partendo dai piedi fino ad arrivare alla sua deliziosa fichetta ancora vergine che ricercava tutte le attenzioni della mia lingua e io non la feci attendere, iniziai subito a leccarle le grandi labbra per poi dischiuderle e raggiungere il suo prezioso grillettino che mi bastò sfiorare per provocarle un orgasmo spettacolare.
Nel frattempo il mio cazzo si era risvegliato e Diana si accorse subito e mi fece notare che ora toccava a lei godere, così si sdraiò a gambe lasciandomi appena il tempo di penetrarla prima di richiuderle andando a spingere il mio culo con i suoi talloni per spronarmi ad aumentare il ritmo dei miei colpi mentre Fabiana si masturbava guardandoci. Diana era una vera porca e dopo il suo primo orgasmo, visto che io non ero ancora venuto, decise di farmi sdraiare e di cavalcarmi a suo piacimento. L’energia della sua cavalcata e la visione delle sue stupende tette che si muovevano a ritmo della nostra scopata stavano per farmi esplodere dentro di lei, così la fermai, mi inginocchiai sul letto e permisi alle due ragazze di terminare l’opera con un altro dei loro splendidi pompini. Sentendo le loro lingue e le loro bocche alternarsi sulla mia asta non resistei a lungo e dopo pochi minuti il mio secondo orgasmo si perse nelle loro bocche e sulle loro facce. Monica che si era appena svegliata aveva appena fatto in tempo a voltarsi verso di noi quando uno schizzo del mio sperma la colpì sulla guancia sinistra –“Wow! Che risveglio…”- esclamò con un po’ di sorpresa – “Scusa Mony, non volevamo svegliarti”- le risposi – “ora possiamo dormire anche noi” – dissero Fabiana e Diana – “Vabbè, per stanotte è andata così…ma la prossima voglio giocare anche io!”- “Ma certo tesoro” – rispose Fabiana. Dopo un bacio della buonanotte collettivo ci addormentammo…
Per il terzo giorno il programma prevedeva la visita delle rovine della città di Pompei; la visita occupò praticamente tutta la giornata e ritornammo in albergo solo verso le 22.00, dopo esserci fermati a cenare in un ristorante fuori paese. A causa del maltempo e anche della stanchezza, decidemmo di passare in albergo anche quella serata, così dopo esserci lavati e messi comodi, io e Mirko uscimmo dalla nostra stanza permettendo a Luca e Anna di rimanere soli, visto che anche Sandro era andato nuovamente nella stanza di Daniela. Io e Mirko ci fermammo nel corridoio dove sedute ad un tavolino stavano giocando a carte Nadia, Linda, Monica (di cui ho già parlato nei precedenti capitoli) e Michela (un’altra mia compagna di classe molto carina: mora, occhi marroni, sorriso dolce, sguardo intrigante, un fisico da paura senza un filo di grasso e una seconda di tette molto sode che era impossibile non notare sotto le sue magliette aderenti e scollate). –“Giochiamo a strip pocker” – propose Mirko – “no no, ora stiamo giocando seriamente” – risposero quasi in coro le quattro ragazze, così noi due un po’annoiati ci sedemmo a seguire la loro partita. Dopo qualche minuto arrivò Elena che prese posto accanto a me e dopo un po’mi disse - “Potresti venire un attimo nella mia stanza…vorrei parlarti…” - così mi alzai incuriosito e la seguii verso la camera che divideva con Nadia e Linda che ci guardarono sorridendo ma rimasero a giocare a carte. Una volta entrato nella stanza di Elena trovai Sonia (una ragazza con cui non andavo molto d’accordo, forse la più bella delle mie compagne di classe: capelli castani lisci e lunghi fino alle spalle, occhi verdi, fisico da modella e una bella 4 di seno) – “ Ciao” – mi salutò – “…Ciao…che sopresa..” – salutai freddamente. Elena si sedette sul letto di fianco a Sonia che iniziò a parlare – “Lo so che non ti sto molto simpatica” – disse – “ ma Elena mi ha raccontato cosa è successo la prima notte e ho sentito altre storie riguardo alla scorsa notte…vorrei chiederti un favore…” - “ Bè, dimmi…che cosa vuoi?” – “ Sai che è da poco mi sono lasciata con il mio ragazzo e ora mi manca, però vorrei un favore da te” – “Bè, mica è colpa mia…Che cosa dovrei fare scusa?” - a questa domanda Sonia si alzò, venne verso di me appoggiando le sue mani sulle mie spalle e guardandomi negli occhi mi disse con tono sensuale ma deciso: - “Scopami ti prego!” – non feci in tempo a mettere a fuoco quelle parole nella mia mente che subito si strinse a me infilandomi la lingua in bocca, io nel frattempo la abbracciai e scesi con la mano destra fino ad accarezzare il suo splendido e sodo culetto stretto in un paio di pantaloni neri sottili ed aderenti che ne accentuavano le curve. Sonia si staccò dalla mia bocca, mi guardò sorridendo e mi spinse delicatamente sul letto e dopo di che si mise sopra di me e riprese a baciarmi con passione mentre io non persi l’occasione per infilare le mani sotto la sua maglietta e una volta resomi conto che la ragazza non portava il reggiseno iniziai a palpare, strizzare ed accarezzare le sue tette meravigliose pizzicandone i capezzoli turgidi, fu lei stessa a levarsi la maglietta e a porgere quei seni stupendi alla mia bocca affamata così iniziai a succhiare e leccare i capezzoli stringendoli con i denti mentre lei si dimenava e mugolava di piacere e mi incitava – “si, continua così ti prego!!! mi fai impazzire!!!” - così la presi e la girai mettendola con le spalle sul materasso e presi la sua posizione, mi chinai su di lei continuai per un po’ a leccare e palpare le sue tette e poi iniziai a scendere con la lingua fino al suo ombelico che aggirai delicatamente e poi scesi fino ad infilare la mia lingua sotto l’orlo dei suoi pantaloni che slacciò lei stessa permettendomi di annusare la deliziosa fragranza della sua eccitazione…le sfilai rapidamente i pantaloni lasciandole indosso solo il suo minuscolo perizoma nero e trasparente – “ fammi godere, ti prego! Ne ho bisognooooo!” – continuava a ripetere in preda all’eccitazione, continuai a scendere con la lingua lungo il suo inguine e l’interno coscia fino ad arrivare alle caviglie per poi risalire nuovamente all’inguine, baciai delicatamente la sua fighetta completamente rasata da sopra il perizoma che successivamente scostai e rimasi estasiato da quella visione incredibile – “ che gran figa!”- esclamai – “si, è tutta tua, fanne quello che vuoi!!!” – strillò Sonia – “ci puoi giurare!” – ribattei ed iniziai a leccare avidamente e a succhiare tutto il succo che sgorgava abbondantemente dalla fessura, leccai golosamente le grandi labbra, le aprii con le dita e le attraversai con la lingua, poi mi dedicai al clitoride che svettava orgogliosamente sopra le piccole labbra, lo presi delicatamente tra i denti e iniziai a succhiarlo e a tormentarlo con la lingua mentre con 2 dita la penetravo e con il pollice le solleticavo il buco del culo – “si, così mi piace siiii ohhh” – mi incitava - “ si si, continua così vai, non smettereeeeeeee! Si continua! Mi fai morire! Vengo vengo…ahhhhhhhhhhh” – venne schizzando e lasciandomi stupito in quanto era la prima volta che assistevo a ciò che credevo essere una leggenda: l’eiaculazione femminile! Mi apprestai a bere rapidamente il suo nettare senza perderne nemmeno una goccia e dopo di che Elena, che era rimasta seduta a guardare, si avvicinò a me e mi baciò infilandomi golosamente la lingua in bocca per assaggiare il sapore dell’amica. Feci appena in tempo a staccarmi dalla bocca di Elena che Sonia, affamata come non mai mi saltò letteralmente addosso buttandomi con la schiena sul letto, mi sfilò velocemente la maglietta ed iniziò a mordermi il collo, le spalle, scese ai capezzoli, poi si fermò, iniziò a massaggiare il mio pacco che iniziava a stare stretto nei boxer, così ordinò a Elena di togliermeli. L’ordine fu eseguito prontamente e una volta che i miei boxer volarono sul pavimento e il mio cazzo svettava libero Sonia propose ad Elena di sedersi sulla mia faccia mentre lei si lasciava impalare lentamente dal mio pisello. Iniziai a leccare la figa di Elena che era già umida, nel frattempo Sonia era ferma con il mio cazzo dentro di lei e si preoccupava di manipolare le tette di Elena che le stava di fronte – “Voglio che anche Elly abbia un orgasmo, perciò datti da fare con quella lingua che poi ti cavalco a dovere!” – detto questo iniziai a far saettare vorticosamente la mia lingua attorno al clitoride di Elena mentre le spingevo un dito nel culo, in breve tempo Elena iniziò ad ansimare e a mugolare sempre più forte fino a quando non strinse la mia testa tra le sue gambe e inondò la mia bocca col suo piacere! – “Bene, ora tocca a te” – disse Sonia e così dicendo iniziò a cavalcarmi prima lentamente e poi sempre più veloce mentre con una voce assatanata urlava – “si, ho voglia di cazzo si!!!” – io nel frattempo sentivo il mio uccello stretto nella sua morsa e continuavo a leccare figa e ano di Elena che era rimasta seduta sulla mia faccia e leccava i capezzoli di Sonia che in breve tempo incominciò ad urlare e a colare piacere sulle mie palle che leccò lei stessa dopo aver avuto il suo ennesimo orgasmo. Anche Elena godette di nuovo sotto i miei colpi di lingua e scese dalla mia faccia. Sonia fece sdraiare Elly in mezzo al letto, si mise a 69 sopra di lei – “adesso ti voglio nel culo!” - mi invitò e non me lo feci ripetere due volte, bagnai il suo buchetto con la mia saliva e poi con i suoi umori e ci infilai prima un dito, poi due e poi appoggiai la mia cappella e spinsi entrando con un po’ di difficoltà ma incitato dai gridi di piacere di Sonia – “dai dai! Non ti fermare, spingi!!!” – eravamo così presi dal nostro gioco che non ci eravamo accorti che nella stanza erano entrati Mirko, Linda e Nadia che ci guardavano estasiati. Mirko non perse tempo e in un attimo si liberò dei vestiti imitato dalle due ragazze. Sonia nel frattempo ebbe un altro orgasmo grazie ai colpi che affondavo nel suo culo e alle leccate che Elena dava alla sua figa Mi trovavo inginocchiato su letto ad ammirare il 69 che Elena e Sonia avevano iniziato quando dal dietro arrivò Linda, che nel frattempo si era spogliata come anche Nadia, e iniziò a fare ciò che lei adorava, cioè leccare e giocare con il mio culo. Mirko si sdraio avanti a me, e Nadia si impalò sopra di lui lasciandomi intendere che il suo magnifico culo che si alzava ed abbassava davanti a me era a mia completa disposizione, così iniziai a baciarlo, morderlo e leccarlo fino a quando lei non mi disse – “Dario, ora mettimelo dentro!” – e così feci e Nadia si ritrovò come chiusa in un sandwich fra me e Mirko – “ Oh si, godo come non mai, vi prego non vi fermate! Rompetemi, vi voglio sentir venire dentro di me!” – iniziò ad urlare Nadia; io, anche a causa del lavoro di lingua che Linda stava facendo al mio culo e alle mie palle, non resistetti a lungo e dopo pochi colpi scaricai il mio seme nell’intestino di Nadia che ebbe un potente orgasmo facendo venire così anche Mirko che le farcì la figa con il suo sperma. Dopo esser venuti, io e Mirko togliemmo i nostri cazzi dal culo e dalla figa di Nadia e subito Linda si getto a leccare lo sperma che fuoriusciva dagli orifizi dell’amica, Elena venne a ripulire il mio cazzo e Sonia ripulì golosamente quello di Mirko.
L’unica tra le ragazze che non aveva ancora goduto come si deve era Linda e non si fece problemi a farcelo notare – “anche io vorrei sentire due cazzi dentro di me…” – io e Mirko ci scambiammo uno sguardo di intesa ed esclamammo – “ Non c’è problema!”. Elena si sedette al centro del letto appoggiando la schiena al muro e tenendo le gambe larghe, Linda si sistemò sedendosi fra le sue gambe appoggiando la schiena al suo bacino in modo che Elena dal dietro potesse accarezzarle le tette, Sonia si sistemò a sinistra delle due ragazze e Nadia a destra ed entrambe iniziarono a leccare i capezzoli di Linda che iniziò ad eccitarsi ulteriormente – “si si, non resisto più, voglio avervi dentro di me!!!” - così io iniziai a penetrarla selvaggiamente in figa facendo di tanto in tanto a cambio con Mirko e dopo una buona mezzora di quel gioco sia io che Mirko sborrammo abbondantemente sulla pancia e sulle tette di Linda e dopo di che ci spostammo lasciando divertire le quattro ragazze che godettero insieme per l’ennesima volta leccandosi e baciandosi fra loro mentre noi due ci masturbavamo guardandole.
Prima di andare a dormire decidemmo di lavarci ma siccome tutti insieme non ci stavamo io feci la doccia con Nadia e Sonia, la quale mi ringraziò con un bacio del favore che le avevo fatto più che volentieri, successivamente Mirko la fece con Elena e Linda, poi finalmente verso le 5 del mattino ci addormentammo sapendo di avere poco più di due ore di riposo prima dell’inizio di una nuova giornata…
Il quarto giorno passò con la visita di Napoli e durante la giornata non è successo nessun fatto di rilievo. La sera tornammo in albergo e dopo aver mangiato e esserci rinfrescati noi quattro ragazzi insieme a Diana, Monica, Elena, Fabiana, Daniela e Anna decidemmo di andare a fare un giro in un pub non molto distante visto che finalmente la serata era serena.
Verso le 24.00, dopo aver bevuto qualche birretta e vari super alcolici, tutti un po’allegri e anche ubriachi tornammo verso il nostro albergo ridendo e scherzando grazie anche all’effetto dell’alcol. Luca camminava abbracciato ad Anna, Sandro con Daniela, io ero a braccetto tra Diana e Fabiana, Elena e Monica si sorreggevano l’un l’altra e Mirko procedeva davanti a noi da solo zig-zagando.
Arrivati all’albergo Luca, Sandro e naturalmente Daniela e Anna, si ritirarono in una stanza, Mirko accompagnò Fabiana e Monica nella loro stanza, Elena tornò nella sua, e Diana mi chiese se per quella notte poteva restare con me nella mia stanza visto che era l’unica libera; io naturalmente accettai, dopo tutto Diana era la ragazza a cui volevo molto bene, a cui tenevo di più e con cui avevo più feeling visto che insieme ci siamo sempre trovati bene. Una volta arrivati in camera mi sedetti sul letto per togliermi le scarpe poi mi sdrai vestito com’ero. Diana rimase in piedi davanti al letto a fissarmi per un attimo e poi disse – “Ti va se facciamo un gioco…o sei troppo stanco?” – “Che gioco…lo sai che non sono mai troppo stanco per te” – dopo la mia risposta Diana mi sorrise e disse – “Spogliati…poi rimani pure sdraiato che al resto ci penso io…” – eseguii velocemente l’ordine e rimasi sdraiato sul mio letto nudo come un verme ad osservare Diana che lentamente si avvicinò a me con sguardo provocante, con movimenti molto sensuali iniziò a slacciarsi lo splendido vestitino bianco che indossava e in me che non si dica lo lasciò cadere a terra restando davanti a me con addosso solo un piccolo perizoma di pizzo bianco e un reggiseno dello stesso colore dal quale trasbordavano le sue splendide poppe. Diana completò il tutto con una giravolta che mi permise di vedere il sottile filo del perizoma scomparire tra le sue chiappe scultoree. A quella visione il mio pisello non rimase indifferente ed iniziò a dare segni di vita, Diana si chinò su di me e mi baciò con passione poi mi chiese – “Ti va di fare la doccia insieme?” – così mi alzai, la presi in braccio e la portai nel bagno, la spogliai togliendole prima il reggiseno e poi il perizoma e una volta rimasti entrambi nudi entrammo nella doccia dove ci baciammo appassionatamente sotto l’acqua tiepida, poi Diana prese il sapone ed iniziò ad insaponarmi e massaggiarmi per tutto il corpo, prima sul petto e sulla pancia, poi sulla schiena dalla quale scese fino al mio sedere e rimase a lungo a insaponare il solco fra le mie natiche, poi mi fece girare e si inginocchiò per insaponare meglio il mio cazzo che era sull’attenti da un bel po’. Le sapienti mani di Diana insaponarono per bene prima le mie palle e poi l’asta e la cappella, poi mi sciacquò e completò l’opera facendomi un pompino da paura al termine del quale venni schizzando sulle sue tette. Diana mi ripulì per bene il cazzo poi mi sorrise, si alzò e mi baciò facendomi assaggiare il mio sapore e disse – “Ora tocca a te!” – io sorrisi e le diedi un bacio sulle labbra poi presi il sapone ed iniziai ad insaponare e accarezzare le sue tette meravigliose, indugiando a lungo attorno ai capezzoli che si inturgidivano sempre più, poi passai ad insaponare il suo splendido ventre scolpito per poi arrivare al suo cespuglietto. La risciacquai e la feci girare per insaponarle la schiena e il culetto passando più volte a sfiorare il suo buchetto. Una volta che l’ebbi risciacquata completamente mi inginocchiai davanti alla sua fighetta che iniziai ad annusare e accarezzare con la lingua. Diana, per facilitare il mio lavoro, mise la sua gamba destra sulla mia spalla, in questo modo avevo la sua fighetta aperta e il suo clitoride a portata di lingua ed iniziai a leccare e succhiare come un bebé affamato fino a quando Diana non iniziò ad agitarsi e ad urlare – “oddio, quanto mi piace! Vengooooooo….Ti….Ti amoooooooooo!” – bevvi tutti i suoi umori, mi alzai la strinsi a me e la baciai, poi ci avvolgemmo in una salvietta e andammo a sdraiarci abbracciati sul mio letto.
Diana giaceva sfinita tra le mie braccia, io la coccolavo accarezzandole il ventre e il monte di venere quando lei mi disse – “ Dany…con te sto sempre benissimo…ti amo davvero!” – “Ti amo anche io piccolina, forse da sempre!” - risposi con il cuore in gola per la gioia.
Nel frattempo la mia mano destra si era spostata fra le sue gambe e le mie dita si erano fatte spazio nella sua figa ancora bagnata dagli umori del precedente orgasmo, Diana iniziò ad ansimare e con la sua mano prese il mio cazzo che era ancora in tiro ed iniziò a segarmi magnificamente. In poco tempo Diana iniziò a gemere sempre più forte fino a quando non esplose in un devastante orgasmo proprio mentre la sua mano mi stava portando all’apice del piacere. Diana ripulì il mio cazzo e la mia pancia dallo sperma che avevo appena schizzato, mi baciò e ci addormentammo nudi e abbracciati. -
tvb
Un bacio è...
...è paura ke ti prende...
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...dolcezza ke ti stende...
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...un volo ke sorprende...
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...un bacio desiderato...
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...rubato...
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...rovesciato...
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...attorcigliato...
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...un bacio in apnea...
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...in biliko...
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...In braccio...
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...Un bacio è per i grandi...
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...e per i più piccini...
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...Per ki è uguale...
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...e per ki è diverso...
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...Per kiari e scuri...
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...per biondi e castani...
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...Per alti e bassi...
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...per belli e brutti...
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...Un bacio è per tutti...
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Madonna's Miles Away Lyrics
Miles Away
You always love me more, miles away
I hear it in your voice when your miles away
You're not afraid to tell me
Miles Away
I guess we're at our best when we're miles away
So far away (so far away)
So far away (so far away)
So far away (so far away)
So far away (so far away)
So far away (so far away)
So far away (so far away)
So far away (so far away)
I just woke up from a fuzzy a dream
You never would believe the things that I have seen
I looked in the mirror and I saw your face
You looked right through me
You were miles away
All my dreams they fade away
I'll never be the same
If you could see me the way you see yourself
Pretend to be someone else
You always love me more
Miles away
I hear it in your voice when you're
Miles away
You're not afraid to tell me
Miles away
I guess we're at our best when we're
Miles away
So far away (so far away)
So far away (so far away)
So far away (so far away)
So far away (so far away)
So far away (so far away)
So far away (so far away)
So far away (so far away)