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che schifo
ROMA - "Sembrava una corrida ma al posto del toro c'era un ragazzo insanguinato: nessuno interveniva, ma tutti guardavano. Guardavano quell'animale, quel matto che dopo avergli dato una coltellata riempiva il ragazzo trentenne di calci e pugni". Con queste parole un testimone racconta l'aggressione che nella notte ha avuto per vittime due giovani omosessuali, uno dei quali è stato operato d'urgenza all'addome.
"Verso le 4 in cinque siamo usciti dal Gay Village - racconta il testimone - eravamo davanti a una fontanella e a un paninaro quando uno dei miei amici ha conosciuto lì un ragazzo e si è messo a parlare con lui. Dopo un pò si sono abbracciati e si sono scambiati qualche bacio, ma innocente". A un certo punto, secondo il racconto del testimone, si è avvicinato un gruppetto di persone e uno ha urlato: "Ma che state facendo? Ci sono due ragazzini di 14 anni che non vogliono vedere certe cose!".
Uno dei due ragazzi ha replicato: "A quest'ora i ragazzini dovrebbero stare al letto". E l'altro ha aggiunto: "Oltretutto non stiamo facendo niente di male. Siamo persone libere in un paese libero". Ma a quel punto l'uomo si è allontanato di qualche metro, ha preso una bottiglia e ha spaccato prima la bottiglia in testa a uno e poi ha colpito con il coltello a serramanico l'altro. "Quest'ultimo è caduto a terra - aggiunge il testimone - e quella bestia ha continuato a riempirlo di calci e pugni. Mi sono avvicinato, l'ho preso quasi in braccio e mi sono allontanato. C'era sangue dappertutto. Ho urlato a quanti erano presenti di fare qualcosa ma nessuno si muoveva. Nel frattempo quella bestia e i suoi amici si sono allontanati a bordo di due auto. Poi è arrivata la polizia e l'ambulanza. Mi hanno detto che l'aggressore è un drogato e malato di Aids. Ma è stata una cosa vergognosa. Ora quel ragazzo è intubato, per tutta la mattinata è stato sottoposto a un intervento chirurgico. E' fuori pericolo ma rimane grave. E' pazzesco solo poche ore fa stava ballando e divertendosi ed ora è in un letto d'ospedale e non vuole avvisare la famiglia per il solito problema di essere gay. Credo che non sia nemmeno romano. E veramente un paese del terzo mondo".
Sul posto è intervenuta la polizia, che è riuscita a individuare l'aggressore: A.S., 40 anni, già noto per reati contro il patrimonio e gli stupefacenti. Non è stato arrestato, ma denunciato in stato di libertà per tentato omicidio.
Immediata la reazione del sindaco Gianni Alemanno: "Ancora una volta devo protestare vivamente per una decisione adottata da un magistrato. E' inaccettabile che un accoltellatore che ha agito con un chiaro movente di intolleranza sessuale, mettendo in pericola la vita di due persone, sia oggi soltanto denunciato a piede libero per un mero cavillo procedurale. Senza certezza della pena e senza un'adeguata durezza di fronte ai reati di allarme sociali, qualsiasi politica di sicurezza e di lotta al crimine risulta profondamente delegittimata. Gli uomini della squadra mobile di Roma mi hanno garantito che il criminale in questione rimarrà sotto stretta osservazione per evitarne la fuga. Ma chiedo con forza che il magistrato inquirente adotti immediatamente il provvedimento di restrizione in carcere di questo delinquente. Desidero esprimere la mia solidarietà ai due ragazzi aggrediti che pagano il prezzo di un' intolleranza e di una violenza veramente ignobile e ingiustificabile".
Non si sono fatte attendere le reazioni per un'aggressione che è stata giudicata "sconvolgente". Per Vladimir Luxuria Roma non ha mai vissuto "tempi così bui": "La città è sempre più insicura per tutte le categorie deboli non solo per le donne. Ci sentiamo tutti meno sicuri e viviamo con terrore questo clima fatto di squadracce e spedizioni punitive. Stavolta è toccato a due persone che erano colpevoli solo del fatto che si stavano abbracciando". "Purtroppo - aggiunge Aurelio Mancuso, presidente nazionale di Arcigay - episodi di grave violenza fisica, ma anche di molestie e insulti, si stanno moltiplicando in tutta Italia nei pressi di luoghi di divertimento e di aggregazione della comunità Lgbt".
(22 agosto 2009)
http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/cronaca/g- ay-aggrediti/gay-aggrediti/gay-aggrediti.html -
pro-ana
Nel medioevo, epoca in cui i valori religiosi erano ben radicati nelle persone, l'anoressia era vista come un traguardo spirituale da raggiungere; si parlava infatti di "santa anoressia" e di "digiuni ascetici", in un periodo storico in cui spesso si cercava il perseguimento di virtù spirituali attraverso la mortificazione del corpo.
Vittime illustri della malattia sono state all'epoca delle donne divenute in seguito sante. Cercando un "matrimonio con Cristo" rifiutavano il cibo; fra tali donne vi erano santa Caterina da Siena e sant'Angela di Foligno.
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capodanno
Dovrei scrivere di capodanno ed avrei anche in mente come raccontare quella tragedia comica che è stato. Io: Propongo di inventarci un altro capodanno e raccontarlo a tutti! Selvaggia:No dai raccontiamo quello vero, è così trash! Però prima raccontalo a me che non mi ricordo un tubo.
A casa di BambolaRomanov alla fine ci sono andata ed è andato tutto meravigliosamente fino alla sera di capodanno. Mirilliade - o DeaDellaDiscordia - alla fine non ci sarebbe venuta a prendere fino in Transilvania e quindi avremmo dovuto raggiungerla a Viareggio, ci sarebbe anche stato il passaggio da casa alla stazione di Massa solo che al ritorno non sapevamo come fare, quindi puntiamo per un altra meta. BambolaRomanov si infoma sul dove si sarebbe diretto il darkettume versiliano. TagoMago. Di solito si sarebbe andato al Baraonda ma non si sa perchè tutti stavolta vogliono cambiare meta. Mezzanotte a casa, davanti a buona domenica a brindare con la birra, il prosecco c'era ma noi siamo magistralmente riuscite ad accaparrarci l'unica bottiglia di prosecco che si apre col cavatappi e, in mancanza di esso, la bottiglia si è rivelata un ottimo centrotavola. Ci viene a prendere verso mezzanotte e mezza laLory, un'amica della mamma di Bambola che se vogliamo descrivere potrebbe tranquillamente essere Rosario di Will&Grace in versione caucasica e tinta di rosso. Ci porta davanti al TagoMago. Appena scese dalla macchina sentiamo eccheggiare la Carrà dall'interno del locale. Entriamo e il darkettume era inesistene. C'erano invece famiglie, bimbi e vecchie che ballavano il ballo della rotula su un solpacchetto sito tra i tavoli imbanditi di lenticchie e cotechino. Richiamiamo laLory - santa donna - e ci facciamo portare al Baraonda. Pioggia torrenziale e locale chiuso. Chiediamo quindi a della gentaglia lì davanti già da prima di noi Io:Ma è aperto? Loro:Apre all'una. Selvaggia: Veramente è l'una e un quarto... Decidiamo quindi di aspettare. Verso le due e un quarto il proprietario di degna d'arrivare. Intanto noi aevamo preventivamente chiamato laDebora per avvertirla di non andare al TagoMago, quindi arriva anche quest'ultima con altre amiche e si entra. Locale vuoto, allora decidiamo di bere, ci si accollano un gruppo di marocchini e io decido di fare amicizia con una ragazza del gruppo, che poi secondo Bambola non era marocchina ma rumena. Finisce la serata e BambolaRomanov non si reggieva in piedi dal troppo bere. Chiamo il numero datoci da laLory per il taxi che ovviamente decide di pisciarci. Avevo una moltitudine di credito nel cellulare ma batteria scarica, Bambola con batteria carica ma senza credito. Io non mi ricordavo il mio pin quindi se il mio telefono si fosse spento ci saremmo ritrovate in balia degli eventi. Chiamo tutta la rubrica di Bambola mentre lei urlava in rumeno che saremo morti tutti ma risposte zero. Quindi me la carico quasi di peso e decido di andare nel centro abitato più prossimo a piedi per trovare una cabina e da lì il numero dei taxi di Massa. Nel tragitto la Romanov cade e io le vado dietro di peso, mi rialzo, la rialzo e ci rimettiamo in movimento. Una decina di metri dopo scopriamo di aver perso i cellulari nella caduta, quindi la parcheggio su un muretto e torno indietro ma non li trovo. Dopo un'oretta che camminavamo vediamo in lontananza una cambina, BambolaRomanov comincia sguaiatamente a correre per raggiungerla e arrivate là chiamiamo i nonni a Viareggio che ci passano la zia che ci viene a cercare. La zia arriva verso le dieci e mezza undici e da lì riusciamo a tornare a casa.
Selvaggia:Oddio c'ho un maldi testa assuro proprio qui... Io :E tel o credo, con quella craniata per terra che hai dato! Selvaggia: Quale craniata?! Io:Niente... -
missione anticena-natalizia
Telefono a mia madre:
Pronto?
Ho la Monoplicteropterosi.
Ahaha, e cos'è?
Una malattia rarissima che porta arrossamenti cutanei e sbalzi di temeratura da caldo a freddo.
Finiscila.
Dai posso non venire?
No ma che scherzi, è Natale!
Appunto.
No, devi venire.
E' come se io ti facessi leccare una rana, e tu non la leccheresti mai una rana.
Ma che centra.
Come tu non leccheresti mai una rana io non parlerei mai con nessuno, ma non perchè io non voglia, ma semplicemente perchè non ho nente da dirgli, poi neanche mangio perchè mi innervosisco per Samiro he mi salta addosso.
Dai che Noemi e le altre t'hanno anche fatto il regalo.
E prendilo te e me lo porti.
Ma ci rimangono male!
Ma non è vero e poi se sto male perchè dovrebbero.
Tu non stai male.
Ho la Monoplicteropterosi.
Non è vero.
Loro non lo sanno.
Dai vieni che poi quando ti stanchi ti porto a casa.
E se mi stanco appena arriviamo?
Smettila, per le undici ti accompagno a casa.
Io mi porto Samiro al bagno e gli vomito davanti.
Ok.
Come ok?!
Devi venire.
Senti, facciamo un discorso razionale: In quanti natali mi hai visto ridere, parlare e giocare con gli altri?
Nessuno.
Appunto, perchè quest'anno dovei cominciare? Starei tutta la sera sul divano a fissare il vuoto come tutti gli anni, tranne quello passato a casa che stavo davanti il computer.
Vieni e poi ti riaccompagno.
A che ora?
Le undici.
Sì e a mezzanotte finisce tutto.
Le undici, non è vero finiremo più tardi.
Le dieci.
Le undici.
Le dieci.
Le undici.
Le dieci.
Le undici.
Ti vomito in mezzo alla cena.
Le dieci e mezza.
Le dieci e un quarto, che ti cambia un quarto d'ora.
Le undici, quando arrivo fatti trovare con i vestiti addosso che andiamo.
Vado a cercare un modo per farmi salire la temperaura.
Missione anti-natale fallita. -
I piccoli gesti
Non avevo mai provato tanto odio verso due persone che non conosco e che, probabilmente, non conoscerò mai. Due persone che non mi hanno fatto niente e tantomeno io ho fatto qualcosa a loro.
Forse anche un po' perchè non ero in condizione, mi dispiaceva lasciare LaSosia da sola nel suo viaggietto.
Li ho visti insieme solo verso la fine ma durante la serata li avevo già notati separatamente.
Lui alto, magro, un bel ragazzo ma non uno di quelli per cui si ferma il mondo per quanto possa essere bello, un ragazzo normale. Vestito come l'ambiente lo richiedeva, ma comunque bene, niente di esagerato insomma. Che ballava come se conoscesse ogni basso, ma rimanendo comunque nell'anonimato.
Lei piccina, con la faccia da bimba, poco truccata, incorniciata da una frangettina e lunghi capelli neri. Avvolta in un magliettone bianco che la prendeva fin quasi a metà coscia con sotto un paio di fuson neri, e scarpe da ginnastica. Anche lei ballava bene, ma senza spiccare tra la massa.
E' stato verso la fine che, girandomi verso la pista per evitare una situazione abbastanza imbarazzante, lì ho visti ballare insieme, erano così carini, così perfetti, ballavano uguali. Sembravano due fumetti e quasi parlavano, niente di spinto, niente di spettacolare. Poi un bacio a stampo per ricominciare a ballare con altri amici, ma sempre tenendosi d'occhio e ogni tanto riballare insieme.
E' stato mentre li guardavo che ho cominciato a sentire che quasi mi davano urto e senz'accorgermene mi sono ritrovata ad odiarli per poi rendendermi conto che ero invidiosa. Non invidiosa in quanto lei stesse con lui, piuttosto, invidiosa di quei piccoli gesti e attenzioni che lei poteva dare e le potevano essere dati, senza che nessuno le potesse dire niente. Era una scena normale, con gesti normali ed io riuscivo solo a stare male. Da sempre mi sono stati negati quei gesti e quelle situzioni, non perchè non ne abbia mai dati e non ne abbia mai ricevuti, ma mi è stato da sempre negato quel senso di normalità che tanto li rendeva così anonimi in quanto così normali.
E forse è questo che la gente non riesce a capire dei miei cambiamenti, perlomeno della mia voglia di farne. Non voglio fuggire, non voglio cambiare per chissà che cosa.
Voglio vivere quella normalità che non m'è stata mai data.
Intanto continuavo a guardare lei, così carina con le sue amiche, così carina con lui. E chissà se riusciva ad apprezzare ogni più piccolo gesto, ogni più piccola azione che faceva. Visto da chiunque poteva sembrare che non stesse facendo nulla ma visto con i miei occhi sembrava quasi che quei momenti li avesse rubati a me. In quel momento avrei potuto esserci io lì, a ballare tranquillamente con i miei amici, il mio ragazzo, in quel posto che non richiede particolari requisiti per essere frequentato.
Ma purtroppo sono nata nel modo sbagliato e niente potrà mai ridarmi quei momenti che ormai ho perso e con i tempi che corrono è normale che mi si dica E vabbè al giorno d'oggi è una cosa quasi normale no?.
Ringrazio solo di riuscire ancora a sorridere a queste battute quando l'unica cosa che vorrei è strappargli via gli occhi dalle orbite. -
Ancora...
E rieccola. Quell'ansia che ti prende alla gola e ti scende fino in petto.
E' un po' che ero riuscita a soffocare quella sensazione, quella che senti quando qualcuno ti piace. Lo vedi e sembra perfetto, lo conosci ed è ancora meglio. E' perfetto nell'abbigliamento, nel modo di pensare, in quello che fa. Ovviamente non perfetto tra tutti, è perfetto per te. Sai che carini insieme. E già ti vedi la scena.
Però sai che non può andare, allora neanche ti ci impegni, tanto l'hai conosciuto su internet, ormai è la tua unica finestra sul mondo. E vabbè, lo metti in secondo piano.
Mesi dopo ti riappare la sua casella, è on-line. Leggi il nik nessunoècomeme, E' lo so... pensi. Vai a rileggere il profilo *[...] sono romantico perchè i prìncipi azzurri sono in via d'estinzione [...]*, sospiri. Vabbè leggiamo anche il resto... *[...] se riesci a non fare distinzione tra sogno e realtà [...] se riesci a guardare le stelle e stupirti ancora [...] se vivi in un mondo tutto tuo, dove non riesci a far entrare nessuno... molto probabilmente, sei il mio sogno.* E ci rimani tipo collasso. Ancora una volta sei talmente stupida da ri-invaghirti di qualcuno che neanche conosci, e ricordi che l'ultima volta hai penato per più di due anni.
Ma comunque pensi che se a quest'ora avessi già iniziato ciò che ormai hai capito di essere, forse qualche possibilità avresti anche potuta averla. Ma invece no. E non riesci neanche più a parlarne, è solo colpa tua. 'Sta volta non te la puoi prendere con nessuno. E l'unica cosa che riesci a fare è gridare silenziosamente aiuto, sei troppo orgogliosa per dirlo apertamente a qualcuno a cui vuoi bene, non vuoi che qualcun'altro stia in pena per te. Sai in che peso consiste. Tutti se ne accorgono, ma nessuno ti sente e l'unica cosa che sanno fare è criticare.
Finchè capisci che non è il ragazzo in se' a farti star male, ma che comunque si va ad aggiungere a tutte quelle altre piccole cose che ti fanno capire che stai sbagliando tutto e che il tempo non aspetta nessuno. -
Disforia di genere
Il disturbo dell'identità di genere (spesso abbreviato in DIG), detto anche disforia di genere, è una condizione in cui una persona ha una forte e persistente identificazione nel sesso opposto a quello biologico o comunque a quello assegnato anagraficamente alla nascita. Il termine disforia di genere venne introdotto nel 1971 da Donald Laub e Norman Fisk. Il DIG è indipendente dall'orientamento sessuale e non va confuso con esso: infatti una transessuale da maschio a femmina (MtF) può essere eterosessuale o lesbica, così come un transessuale da femmina a maschio (FtM) può essere eterosessuale o gay. Alcuni studi hanno trovato un rapporto fra orientamento sessuale e soggetto con transessualismo primario o secondario, tuttavia la stessa definizione di transessualismo primario o secondario può essere discutibile.
Il DIG è catalogato fra i disturbi mentali del DSM-IV (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali), tuttavia viene definito autenticamente transessuale (per l'ottenimento del consenso per il cambio di sesso) solo chi non ha psicopatologia associata, in altre parole, chi non ha un disturbo mentale. Secondo Peggy Cohen-Kettenis, questa contraddizione è dovuta più che altro a motivi pratici: ad esempio, se non fosse classificato come disturbo mentale nel DSM-IV, le compagnie assicurative di diversi Paesi non coprirebbero le spese di trattamento. Questo problema sta venendo discusso riguardo alla stesura della prossima edizione del manuale, il DSM-V (previsto per il 2011).
Secondo il DSM-IV, i criteri diagnostici per identificare il disturbo dell'identità di genere sono i seguenti:
1. Il soggetto si identifica in maniera intensa e persistente con individui di sesso opposto (a quello anagrafico)
2. Questa identificazione non deve essere semplicemente un desiderio di qualche presunto vantaggio culturale derivante dall'appartenenza al sesso opposto (a quello anagrafico).
3. Deve esserci l'evidenza di una condizione di malessere persistente o di estraneità riguardo al proprio sesso anagrafico.
4. L'individuo non deve presentare una condizione di intersessualità (es. sindrome di insensibilità agli androgeni o iperplasia surrenale congenita)
5. Deve esserci un disagio clinicamente significativo o compromissione in ambito sociale, lavorativo e nelle relazioni interpersonali.
Anche secondo Anne Vitale il manuale sarebbe da rivedere: in seguito ai suoi studi, propone una sua teoria e suggerisce che il termine disturbo di identità di genere venga rinominato disturbo d'ansia da deprivazione dell'espressione di genere (Gender Expression Deprivation Anxiety Disorder o, in sigla, GEDAD). -
Pensandoci bene.
Partendo dal presupposto che In principio Dio creò il cielo e la terra e il sesto giorno l'uomo. Poi vabbè fece tante cose nei cinque giorni di mezzo ma comunque le fece tutte sulla terra.
Facendo un ragionamento puramente logico: L'universo è infinito, in quanto tale è pieno di pianeti con gas, materiali vari e tante altre cosine molto graziose, quindi si presume che sia quasi impossibile che solo sulla terra ci sia vita. Solo perchè non vengono a rubarci le mucche o a fare disegni nei campi non vuol dire che non si sia sviluppato qualcosa da qualche parte.
Se ci fosse la possibilità di avere un'approccio con una nuova razza... il Vaticano cercherebbe di convertirli? xD -
Or vote or die!
Io amo questa bionda. In risposta alle dichiarazioni di John McCain, che aveva paragonato Barack Obama a Britney Spears e a Paris Hilton per la sua notorietà nel mondo del gossip, quest'ultima ha deciso di scendere in campo in prima persona candidandosi come prossima inquilina della casa bianca. Sua biondosità ai microfoni ha confessato che sognerebbe Rhianna come sua vice ma soprattutto ha accusato McCain di essere troppo vecchio e di avere troppe rughe. McCain in sua difesa ha dichiarato Mia moglie in toples sta ancora molto meglio di lei!.
Come fai a non amare il nuovo mondo. Viva l'America ma soprattutto vota biondo! -
Sono una cogliona.
Come stai?
Diciamo bene.
Perchè diciamo?
Perchè non è vero.
E' come quando vuoi piangere ma stai tra tanta gente, sarebbe facile cominciare, ma non vuoi. Chissà cosa potrebbero pensare gli altri.