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femmina - 21 anni, isola della scala, Italy
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Blog / storie divertenti accadute all università

lunedì, 6 ottobre 2008 alle 11:25

Esame di medicina.
“Mi parli dell’apparato genitale maschile”.
“Si’, dunque, e’ composto da un osso…”. “Le sara’ SEMBRATO, signorina…”.
Esame di anatomia. “Signorina, qual e’ l’organo che puo’ dilatarsi fino a 20 volte rispetto alla misura a riposo?”.
La studentessa, tutta rossa: “Il pene?”.
Il professore: “No, e’ la pupilla; comunque complimenti al suo ragazzo!”.

Esame di medicina.Professore: “Signorina, l’epitelio vaginale e’ ciliato oppure no?”. Studentessa: “Mah, si’ “.
Professore: “Signorina, nessuno le ha mai detto che dove passa il treno non cresce l’erba?”

Esame di Fisica.
Si presenta il primo studente. Il professore: “Sei in treno in uno scompartimento. Fa caldo. Che fai?”. “Mah, apro il finestrino”. “Bravo! Calcola la variazione di Entropia”. “???? Mi servirebbe qualche dato in piu’ …”. “No”. (Pausa) “Lo sai?”. (Pausa). “No? (Pausa) Va bene, vada”. E il primo viene sbattuto fuori. Arriva il secondo, poi il terzo, il quarto e il professore fa la stessa domanda con lo stesso risultato. Arriva l’ultimo studente: “Sei in treno, in uno scompartimento. Fa Caldo. Che fai?”. “(Sicuro) Mi tolgo la giacca”. “Si’, va be’, ma fa ancora caldo, che fai?”. “Mi allento la cravatta”. “Ma fa ancora caldo. Che fai?”. “Mi sbottono la camicia”. “(Incazzandosi) Si’, ma fa ancora tanto caldo. Che fai?”. “Senta, professore, puo’ fare quanto caldo vuole, ma io quel ***** di finestrino non lo apro”.

Esame di letteratura latina. Si presenta al vecchio professore una tipa ossigenata, in minigonna e scollatura vertiginosa, con trucco piu’ che pesante e con in bocca una sigaretta accesa. Il prof. la guarda impassibile, quindi chiede: “Signorina, mi dica, che cosa disse Enea lasciando la sua citta’ in fiamme?”. E la tipa, languidamente: “Mah non saprei…”.
E il prof., porgendole il libretto: “Addio, Troia fumante!“.

Esame di Storia (Facolta’ di Lettere): interrogazione su Garibaldi. Chiede il docente: “Come si chiamava il luogotenente di Garibaldi, sempre vicino al Generale in tutte le battaglie?”. Lo studente risponde prontamente: “Nino Biperio”. “Come??” chiede il professore. Lo studente insiste e alla fine per dimostrare che ha ragione tira fuori gli appunti della lezione dove ha scritto: Bi.. X..io (e infatti si legge Bixio!).

Ad un esame di ostetricia il professore chiede allo studente: “Dimmi quante forme di parti conosci”. Lo studente incomincia a rispondere: “Parto normale, parto cesareo e parto… parto… “. Dai banchi arriva un suggerimento: “ANALE”. E lo studente subito senza pensare: “Anale”. Il professore non si scompone : “Benissimo, e dimmi come e quando si svolgono”. Lo studente spiega la dinamica dei primi due. Nel tentare di spiegare il terzo si accorge di aver sbagliato e zittisce. Il professore: “Va bene, dimmi almeno un caso, uno solo, che a te risulti si sia verificato”. Lo studente: “Si’, ora ricordo, una sola volta, vent’anni fa, quando nacque questo stronzo qua dietro!!”.

Esame di Fisica. Il professore allo studente: “Lei ha un barometro. Come lo usa per determinare l’altezza di un grattacielo?”. Lo studente risponde: “Vado all’ultimo piano, lego uno spago al barometro, lo calo giu’ fino a che tocca terra e poi misuro la lunghezza dello spago”. Il professore non e’ soddisfatto: “Puo’ dirmi un altro metodo, uno che dimostri le sue conoscenze di fisica?”. “Certo! Vado all’ultimo piano, faccio cadere giu’ il barometro, e misuro dopo quanto tempo tocca terra”. “Non e’ ancora quel che volevo, le spiace riprovare?”. “Con il barometro faccio un pendolo alto quanto l’edificio, poi misuro il suo periodo”. “Un altro modo?”. “Misuro la lunghezza del barometro, poi lo pianto verticalmente per terra in una giornata di sole, e misuro la sua ombra; quindi misuro l’ombra del grattacielo, e per similitudine…”. “Ancora un’altra possibilita’?”. “Cerco il portiere e gli dico: ‘Salve, signor portiere; le regalo questo prestigioso barometro, se mi dice l’altezza di questo edificio?’”
“Guarda me: anch’io ho gli esami, eppure vedi come sono tranquillo?”. “Che c’entra! Lei e’ professore!”

Facolta’ di Giurisprudenza: esame di codice di procedura civile. Il professore esordisce con una domanda: “Dunque… mi saprebbe dire cos’e’ la “frode?”.
“Una frode e’ se lei mi boccia!”
“Cooome??!! Come sarebbe a dire?”.
“La frode si ha quando uno approfitta dell’ignoranza altrui e lo danneggia!”

Esame di chimica all’Universita’ di Firenze : Professore: “Il carbonato di calcio è solubile in acqua?”. Studente (con sicumera): “Sì”. Professore:”Allora torni quando il Ponte Vecchio si sarà sciolto”.

Esame di anatomia, scena muta sugli organi genitali femminili. Il professore, sadicamente, dice con disprezzo allo studente: “Guardi, le do 20000 lire, lei stasera tardi va nella zona del porto e vedra’ quante signorine le spiegano volentieri queste cose…” Lo studente incassa (in tutti i sensi) e torna all’appello successivo. Conquistato un soffertissimo 18 e firmato lo statino lo studente mette 10 sacchi in mano all’incredulo professore, commentando: “Sua moglie prende di meno”.

Esame di Idraulica all’Universita’ di Genova. Tocca ad una giovane e bella studentessa, che viene chiamata dal professore alla lavagna. Lui le da’ un gesso in mano, quindi dice: “Bene, signorina, dunque, vediamo un po’… Ecco, si’, mi faccia una pompa!“. (Pare che l’aula sia esplosa in quasi un minuto d’orologio di applausi e grida varie).

Esame di Fisica all’Universita’: il professore lancia un mazzo di chiavi allo studente e gli chiede: “Che tipo di moto ? questo?”. Lo studente rilancia le chiavi al professore e risponde: “Lo stesso di questo”.

Esame di fisica all’Universita’: Professore: Mi faccia il ciclo di Carnot. Studente: (disegna un cerchio sul foglio). Professore: “Hmmm… bene… ne faccia un altro vicino”. Studente: (disegna un altro cerchio a fianco del primo). Professore: “Bene… unisca i centri dei due cicli con una retta”. Studente: (disegna la retta). Professore: “Molto bene! Ora prenda il suo biciclo di Carnot e se ne vada”.

Esami all’Universita’: uno studente di Matematica, figlio di un professore, deve sostenere l’esame di Fisica I con un collega del padre. L’esito sembra praticamente scontato, ma il giovane non sa proprio una benemerita mazza. Una domanda dopo l’altra, constatando la sua figuraccia incredibile in presenza di testimoni, il professore non sa proprio che cosa fare per dare quella promozione promessa. Alla fine ricorre a domande da terza media per far dare al ragazzo almeno una risposta: “Allora prendiamo in considerazione un asse e poggiamolo su un…?”. Studente: “…”. Professore: “…fulcro, naturalmente. Abbiamo cos? una…?”. Studente: “…”. Professore: “…leva, come ben sai. Allora, se io metto un carico ad una estremità della leva, che succede?”. Studente (ormai scazzato da quel trattamento sfacciatamente di favore): “Ci metto la briscola…”. Professore: “MA ALLORA IO TI BOCCIO!”. E lo studente: “Vabbeh, allora ci vado liscio”.

Un professore di economia una volta chiese quante colonne vi erano nel porticato dell’università, e cacci? lo studente che ovviamente non seppe rispondere dicendogli: “Vedo che lei non frequenta l’università, torni alla prossima sessione”. Qualcuno che doveva essere esaminato subito dopo corse allora fuori a contare le colonne; quando fu il suo turno e gli fu posta la fatale domanda rispose con sicurezza quante colonne c’erano. Il professore allora gli disse: “E lei invece di studiare passa il tempo a bighellonare per l’ateneo a contare le colonne? Torni alla prossima sessione”.

Il professore si diverte a mettere in imbarazzo le studentesse, e inizia a chiedere a un’esaminanda: “Che cos’è quella cosa che lei ha e io no… Che lei sa usare bene e io no… da cui lei trae piacere e io no…”. La ragazza risponde: “Il cervello”.

Si racconta di un professore con l’abitudine di usare un intercalare piuttosto volgare durante le lezioni. Un giorno le ragazze che seguivano il suo corso, esasperate, si misero d’accordo per uscire in blocco dall’aula alla prima parolaccia che il professore avesse pronunciato; i ragazzi, venuti a conoscenza della cosa, riferirono tutto al professore. il professore il giorno dopo entrò in aula dicendo: “Ho visto fuori dalla porta un elefante con un ***** lungo così!”. Immediatamente, come d’accordo, le ragazze si alzarono e fecero per andare verso la porta, ma lui le bloccò dicendo: “Non correte, è già andato via…”

Esame di Diritto all’Universita’: Professore: “Mi dica che cosa è il matrimonio”. Studente: “Il matrimonio è un contratto che…”. Professore: “No”. Studente: “Il matrimonio è un contratto che…”. Professore: “Nooo!”. Studente: “Ma sì professore: il matrimonio è un contratto che…”. Professore: “NO! Il matrimonio è il contratto che… Ci vuole precisione. Torni al prossimo appello”. E lo studente: “Lei non è uno stronzo, lei è lo stronzo!”

Una studentessa sostiene l’esame di Diritto Privato in modo impeccabile; il professore (il più stronzo della facoltà) congratulandosi con lei le dice che darle 30 e lode è troppo poco, si sfila il Rolex e le dice di accettarlo per ricordo. Lei, dopo lunghi tentennamenti, si lascia convincere, prende l’orologio e porge il libretto. A questo punto il professore le dice: “Signorina, lei ha accettato la donazione di un bene di valore non modico: dovrebbe sapere che ci vuole un contratto scritto. Si ripresenti al prossimo appello”.

Esame di filosofia. Il professore mostra un mazzo di chiavi e chiede: “Dunque, giovinotto, mi dimostri che queste sono mie…”. Lo studente (preso malissimo): “Ehm, sì, quindi, ehm…”. Professore: “Allora, che aspettiamo?”. Studente: “Io, dunque… Aristotele… ehm…”. Professore: “Se ne vada, torni al prossimo appello”. Studente (si alza e fa per portarsi via le chiavi): “Arrivederci…”. Professore: “Ma che cosa fa? Dove va con le mie chiavi?”. Studente: “Ah, ecco: dimostrato che sono sue!”. Professore: “Promosso”.

Il professore di Filosofia Antica chiede allo studente di esporre le confutazioni degli argomenti di Zenone che negano l’esistenza del movimento. Lo studente si alza dalla sedia, si mette a camminare, si ferma e dice: “Ecco: ho confutato Zenone”. Il professore gli dice: “Bene, continui a confutarlo”. Lo studente riprende a camminare. Il professore insiste: “Lo confuti vicino alla porta”. Lo studente va verso la porta. Il professore prosegue: “Ora lo confuti nel corridoio”. Lo studente esce nel corridoio. Al che il professore gli grida: “Ecco, ora vada pure a confutarlo a casa sua!”.

All’appello abbondano i nomi fasulli: Efisio Porcu, Gianluigi Cossi, Maria Juana, Vasco Rossi (risate generali), Pippo Baudo (risate generali), Orso Bruno, Giovana d’Arco… Al che il professore si interrompe e sbotta: “Eh no, ragazzi… Anche Giovanna d’Arco no, per favore!”. Al che si alza una vocina di una studentessa: “Presente!”


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