__Zorak__
Trust maschio - 23 anni, Provincia di Tv, vicino a Oderzo, Italy
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Non sono morto!...
......questo è il caso di precisarlo fin dall'inizio.
Non è il caso che circolino voci strane ^^. Sarebbe già la seconda volta della mia vita che sento parlare del mio decesso, ma anche in questa situazione è meglio che serbiate i crisantemi per occasioni più consone.
Ironia a parte chiedo scusa. Come sempre. Se mi conoscete sapete bene quanto la mia vita reale sia frenetica per un motivo o per l'altro. Per "risolvere problemi", per evitare che nascano o semplicemente perchè è la mia vita. Correre sempre a destra e sinistra, organizzare, risolvere , sistemare o mantenere tutti gli ottimi rapporti che ho con amici e conoscenti. Non riesco mai a darvi l'attenzione che meritate, le ore di una giornata sono solo 24, e sono troppo poche per me. è uno dei molti miei lati negativi, che spesso considero come uno dei miei difetti più grandi.
Quindi, ancora una volta, scusate se sembro essere sparito dal mondo, se non sono "attivo" su netlog, su msn, al cellulare o di persona. Leggo costantemente i messaggi nel cellulare, ma purtroppo quando finalmente ho un momento per poter tirare il fiato mi dimentico che devo rispondere. Non è bello, non è carino, e non è giustificabile, voglio solo farvi capire che non è per cattiveria o menefreghismo. La mia vita ora, per ora, e per un altro mesetto, è questa.
Vi racconterò una storia...(mi si perdoni come altre volte la lunghezza ^^).
Credo che più una persona è in grado di usare il cervello e di ragionare trasversalmente, più appare complicata e strana.
La maggior parte delle persone che ho conosciuto mi ha sempre detto di possedere una personalità complessa....balle. Spesso il tutto si riduce al non capire se stessi. Nelle mie esperienze ho notato che l'impatto della famiglia e dell'infanzia condiziona per una metà abbondante il carattere di una persona. Il rimanente viene plasmato dalle esperienze che attivamente o passivamente viviamo, dalla capacità di assimilare e di reagire. Con il tempo ci si schiera. C'è chi affamato di vivere ricerca, prova, impara a prevedere conseguenze e si assume le responsabilità delle proprie scelte e chi di scelte non ne fa mai, assimila unicamente il fatto di vivere come una presa visione, un dato di fatto, una condizione immutabile, forse, che viene tempestata quotidianamente o sporadicamente da scelte e azioni da terze parti. Non c'è da disprezzare nè l'una nè l'altra parte. Tutti siamo diversi e ognuno di noi è potenzialmente la persona migliore che si possa incontrare.
Mi piace vedere me stesso nella prima categria, e tutto sommato ci sto bene.
La mia vita (lo riconosco) è stata molto facile rispetto a quella di molte altre persone che ogni giorno lottano contro il progredire di una società arrampicatrice e superficiale. I miei genitori (dio li benedica) mi hanno sempre dato tutto quello che un bambino, un ragazzino e un ragazzo possono volere dalla propria famiglia. Problemi sociali, economici o altro fortunatamente non si sono mai fatti sentire, e ho vissuto per i primi miei anni di vita in una dimensione comoda, calda e accogliente.
Con il tempo però ha iniziato a farsi sentire "il peso" del vuoto che ancora invadeva affamato una parte di me. Il vuoto che si ha quando della realtà, del mondo VERO non si sa nulla, quando le scelte di vita sono viziate da volontà altrui o circostanze trascendentali.
Già a 13-14anni sentivo il bisogno assoluto di dover essere io il padrone della mia vita, dovevo essere io a scegliere, e io dovevo stabilire cosa al mondo era giusto e cosa sbagliato. Non per volontà imposte o perbenismi inculcati, ci mancherebbe. Non per muri invalicabili o sentieri già tracciati da persone che ci vogliono talmente bene che troppo aitanti si adoperano per impedirci di commettere i loro stessi errori. Semplicemente perchè vuoi l'età, vuoi la mia educazione, vuoi il momento della vita in cui ti rendi conto che la gente che ti circonda può essere diversa, vuoi mille altre cose concesse e pensabili, un giorno mi sono svegliato e ho deciso che i miei errori li dovevo commettere tutti.
Dovevo vivere una situazione per capire quanto giusto e quanto sbagliato c'era nelle cose, dovevo vedere con i miei occhi, sentire dentro di me, dovevo vivere io per poter dire cosa nella vita va fatto e non va fatto. Io dovevo subentrare come architetto di me stesso.
Da qui il mio più grande dualismo. Vivere due vite distinte. La prima, quella "preparata per me", in cui ero Andrea, il figlio tranquillo di una tranquilla famiglia nella media. Niente eccessi, niente carenze, l'educazione e i principi che mi erano stati spacciati, consigliati e rivelati come giusti. La seconda, nella quale Andrea era solo un nome inutile che troppo spesso veniva sepolto sotto soprannomi e nomignoli (ultimo dei quali Zorak), nella quale l'Andrea che cresceva si nutriva di esperienze errori, successi e insuccessi, con l'unica volontà finale e ultima di capire, conoscere, comprendere.
Alcuni la chiamano semplicemente "crescere".
Ma non è così. Conosco vecchi che non sono mai cresciuti, che muoiono ancora non avendo mai potuto o voluto scegliere cosa essere. Le situazioni ci vengono sputate addosso, ma le evoluzioni, le risoluzioni e le vie di uscita sono solo e unicamente di nostra competenza. Se non capiamo questo vivremo sempre in un continuo "subire", con un carattere disegnato da scelte imposte o piovute dal cielo.
Cambiavo me stesso a seconda delle persone che mi circondavano, diventavo il bravo ragazzo di città o il rispettabile ragazzo di periferia a seconda delle esigenze. Guardavo, vivevo, mi adattavo. Stavo dall'una e dall'altra parte fino a capire quella che faceva per me. Andavo a cercare le situazioni, mi creavo le esperienza in un senso o in quello inverso.
Guardavo, vivevo, pensavo e capivo. Bianco, nero, luce, ombra, bene e male, amore e odio. Dovevo e devo poter capire i limiti dell'uomo per poter sapere dove stare.
Così, giorno dopo giorno, apprezzavo o completavo tutto ciò che mi era stato insagnato. ero io a verificare il giusto della mia formazione, spinto da una fame di conoscere che sempre più di rado si può trovare in un ragazzo.
Non voglio parlare di ciò che ho fatto nel mio passato. Di molte cose non vado fiero, e altre sono difficili da capire se non vissute nel contesto in cui si sono create. Ma tutti i miei errori, tutti i miei successi, si sono rivelati fondamentali per la persona che ora sono.
Ancora ora (e fino alla fine) mi ritrovo in una completa evoluzione che dura quanto una vita, ma con il vantaggio di poter contare su un carattere forte e deciso, creato pezzettino per pezzettino da emozioni e realtà che io ho vissuto, e non che mi sono state raccontate o descritte.
ancora oggi mi muovo con la stessa voglia di capire e di conoscere. é questa la ragione principale per cui ora mi ritrovo a dormire qualche ora e lavorare ogni giorno.
So bene cosa vuol dire dirigere o organizzare, avere responsabilità o fare finta di averne. Ma fino a poco tempo fa non potevo sapere cosa poteva voler dire spaccarsi la schiena tutto il giorno, ogni giorno per poter sopravvivere.
Ci sono persone che sputano sangue e stringono i denti aspettando il 10 del mese, per poi vedersi dopo una bolletta o un problema al punto iniziale. Il massimo mio rispetto e ammirazione vanno a tutti coloro che si trovano nelle condizioni di non poter cambiare le loro vita, e che devono lottare ogni giorno per poter vedere negli occhi dei propri figli un piccolo barlume di speranza. Queste persone non godono tanto delle mensilità che arrivano (forse) ogni mese, ma godono della gratificazione della propria famiglia, che solo grazie alle loro ossa rotte può sperare di esistere. Ma raccontare è inutile. Descrivere è effimero. Viverlo è tutto. E come sempre a questo punto prima di poter parlare o capire, devo poterlo sentire sulla mia pelle.
Unite a questo il fatto che i miei amici abituali mi vedano come un fortunato, un universitario che ha la vita comoda e tutta in discesa, e il gioco è fatto. Poco importa se pur lavorando da quando hanno 14anni devono ancora aprire gli occhi su quello che gli sta intorno. Poco importa se ancora non sanno vivere da soli, cucinare, lavare, stirare o mandare avanti una casa. Poco importa se non sanno cosa voglia dire responsabilità, scelta, ambizione organizzazione o gestione. Loro lavorano, io no. Questo basta per loro. Alcuni possono girare il mondo con gli occhi spalancati senza mai riuscire a vedere la verità che gli sta sotto al naso.
Da una parte i miei amici, che guardando la mia vita sfoderano la frase "...ma tu non hai mai provato..."
Dall'altra la mia famiglia che mi tartassa con "...il mondo del lavoro è duro, vedrai che non riuscirai più a mantenere i tuoi ritmi sballati..."
Troppo spesso mi ritrovo infastidito a causa di sicurezze e certezze che gli altri hanno su di me.
Non ci do mai peso fin quando la situazione è gestibile.
Poi risolvo.
Come ho sempre fatto.
Il mio orgoglio e la mia insaziabile voglia di conoscere e capire.I miei due punti di forza, due dei più saldi cardini del mio carattere.
Eccomi, armato di me stesso, carico e pronto.
Si dice che fare l'operaio stagionale sottopagato e sfruttato in una cantina sociale vinicola sia uno dei lavori più stressanti in giro.
Quello che fa per me. per l'uno e per l'altro motivo.
Manca solo un pretesto ufficiale. La cosa più semplice di questo mondo: La moto.
Poco importa che sia già pagata, poco importa che voglia riuscire a ripagarmela con i miei sacrifici.
Ora tutto quadra.
Ad agosto assunto. Si inizia l'ennesima sfida, l'ennesima esperienza. Non è un gioco, si chiama vita.
Ecco dove sono finito nell'ultimo periodo, ecco dove starò ancora per un po'.
Vorrei scrivervi già di quello che ho vissuto, ma mi dilungherei troppo, e so di aver provato già abbastanza la vostra pazienza.
Ormai sono abituato a contare le ore di sonno, non le ore di lavoro. è più semplice e rapido. Si lavora sempre, 7 giorni su sette (sisi, domenica inclusa ^^).
Ma, per ora, mi sembra carino concludere con
"FINE PRIMA PARTE!" -
In moto contro un camion: grave
Edoardo operato al Ca' Foncello per le lesioni alle gambe
Una mancata precedenza ha provocato ieri a mezzogiorno un grave incidente [...]. Ieri alle 13 un camion ha impegnato l'incrocio semaforico di via Scandolara per svoltare a sinistra quando è giunta la Suzuki di Edoardo, 23anni, di Mogliano. Lo schianto è stato terribile: il motociclista è stato trasportato in elisoccorso al Ca' Foncello, dove è stato immediatamente sottoposto ad un intervento chirurgico per ricomporre le lesioni ad entrambe le gambe. è in gravi condizioni, ma tutto lascia pensare che se la caverà, anche se dovrà stare fermo per diversi mesi.
edoardo, in sella alla sua Suzuki SV650, a sant'ambrogio ha imboccato il rettilineo verso Noale e Badoere. Nell'opposto senso di marcia è spuntato l'autoarticolato di una ditta di calcestruzzi di Zero Branco, condotto da I.F., 50anni, di Massanzago, che al semaforo ha imboccato la provinciale tagliando la strada al motociclista. L'impatto è stato violentissimo, il giovane moglianese è stato scaraventato sulla carreggiata, la moto è carambolata a decine di metri di distanza. Chinellato è stato subito soccorso dal camionista: cosciente, lamentava dolori tremendi alle gambe. è stato chiamato il 118, sul posto è giunto l'elicottero del Suem di Treviso che lo ha trasportato all'ospedale. I medici del Ca' Foncello, vista la gravità delle lesioni, si sono riservati la prognosi, che dovrebbe comunque essere risolta nei prossimi giorni.
[...]
Che la tua forza e il tuo coraggio, la tua voglia di vivere che hai sempre dimostrato di avere ti consentano di superare anche questo periodo nel migliore dei modi. -
Lasciate ogne speranza, voi ch'entrate
"Ciao Ermenegildo!
Ciao Andrea!
Woooo, macchina fotografica alla mano stasera?
Si, devo fare qualche foto da mettere su Facebook"
...
Perplessità.
Tempo fa, (troppo tempo ormai? )
Tutto era più semplice. Si certo, c'erano le solite categorie, gli immortali metallari, gli immortali figli di papà, gli immortali housettoni,gli insoddisfatti anarchici,gli estinti techno warriors, i vecchi gabber, i veri emo, gli alternativi, o chi si faceva i cazzi propri senza cercare di indossare una qualunque etichetta prefabbricata. Tutto sommato si viveva bene, presi fra le "lotte" della supremazia sociale dell'una o dell'altra filosofia stilistica, quasi partecipando ogni giorno ad una diatriba filosofica che poi finiva irrimediabilmente con le offese agli esponenti dell'altra "dottrina".
"Loro sono solo vuoti dentro
Loro sono solo dei contadini
Loro sono solo dei repressi
Loro sono bla bla bla."
Tanti stili, tante idee, quasi come un'esplosione di religioni, di credi diversi. Ognuno credeva, riponeva la propria fedeltà in una sorta di babele adolescenziale che, dispensatrice di esperienze portava ad una maturità e completezza che segnava, paradossalmente, la fine stessa dell'appartenenza.
Personalmente, da questo punto di vista almeno, potrei definirmi un missionario religioso, dedito all'esplorazione di diversi credi e di diversi popoli ma con i migliori fini. Con la voglia di vedere, capire e credere che tutto, infine, si basasse sull'unica verità sociale pura, alta, il legante ultimo del mondo. La capacità passiva e non arrogante di una persona di farsi apprezzare dagli altri.
Ho visto forme di generazione in cui tale virtù veniva distorta, casi in cui la virtù aberrava in vizio e il vizio mutava incomprensibilmente in virtù.
Ma il filo comune c'era. Una persona, splendida, viva, umana, carismatica, veniva notata per quello che era, non per quello che faceva. Uno sguardo, un cenno, una parola bastava; riusciva a trascinare decine di persone in una battaglia contro mulini a vento che poteva essere vissuta come la lotta stessa per la libertà e poteva essere combattuta con tale ardore nel cuore.
Alcune persone avevano la capacità di legare, di spingere, di farti sentire fondamentale, ti svegliavano, ti scuotevano, ti toglievano l'etichetta che avevi deciso di indossare in bagno dopo esserti lavato il viso, e ti offrivano un senso di appartenenza che nessuno poteva incrinare. Nulla poteva contro queste persone.
Neppure la morte.
Ancora oggi quando guardo una di queste persone negli occhi, o quando penso agli occhi che anni fa ancora potevo vedere, noto la fiamma che alimenta la mia ammirazione, vedo un fuoco che brucia e che può donare salvezza o dannazione. i confini fisici e le prigioni di carne non possono incatenare l'umanità o la disumanità di una persona.
Cambia l'effimera teca, le abitudini, cambia anche il credo in alcuni casi, ma l'Uomo rimane, con le ferite invisibili e il passato ben occultato.
Tempo fa i giudizi fioccavano come oggi, ma la valutazione era sincera e umanamente razionale.
Chi aveva gli strumenti e le capacità per godersi la vita, in accordo al proprio credo, lo faceva. Chi decideva di intraprendere la stessa strada lo faceva. Chi non aveva le capacità per prendere una decisione, chi non aveva il coraggio di farlo, o chi neppure si poneva il dubbio veniva calpestato, talvolta emarginato, bollato con la universal tag (per attualizzare) di sfigato di corte o outsider da giardino.
Bei tempi quelli. La gente si godeva la vita, e l'occupazione più grande della gente era godersi la vita. Ora, non crediate che sia una cosa scontata. E soprattutto, non crediate che le cose coincidano.
Qualche testone più grande del mio scrisse che le nuove civiltà si costruiscono sulle rovine di quelle vecchie.
Probabilemnte giusto, forse condivisibile, sicuramente adatto.
Vedo la degenerazione di quello che c'era tempo fa. persone incoerenti che dicono di combattere sotto bandiere di ideali perduti da tempo, chiari solo a chi le guerre le ha combattute veramente. Le persone attribuiscono termini e definizioni arbitrarie, etichette tanto comode quanto scorrette, viziate da distorsioni perpetuate in anni di sbagli. Persone che si preoccupano di più di appartenere ad un credo che non a credere realmente. persone che credono e non sanno di farlo.
Confusione.
Immagine.
Più di sempre. o come sempre. la fondamentale differenza stanel fatto che una volta l'importanza dell'immagine scorreva parallela a una consapevolezza, un minimo di cultura o intelligenza, così come il binario destro è unito al binario sinistro tramite traversina per far correre un treno. Oggi no. L'emancipazione diventa esibizionismo, la conoscenza di se stessi diventa egocentrismo, altruismo e egoismo si invertono in un balletto allegorico che vede trionfare il....nulla....
perchè oggi, è il nulla che domina.
nessuna sensibilità sociale.
nessuna consapevolezza politica.
nessuna capacità espositiva.
nessun senso di appartenenza reale.
nessuna conoscenza trasversale.
nessuna sete di cultura.
nulla. per ore si possono snocciolare i sintomi cronici del vuoto umano. che tristezza. unica cosa che riempie i gusci è la sete di apparire, l'insaziabile desiderio di immagine.
12enni che con pessimo gusto si vestono da battone (e che tengono prezzi più alti del mercato romeno), gente che si concia da pagliaccio insulso definendosi emo, SkRiTuRe AlTmNt ImPrObBLi E OsCeNe Kn Un'ItAlIaNo MaKaRoNNiKo, bambini che giocano a fare i grandi e grandi che non cresceranno mai. Persone che si spaccano, che sono "strafuori", che "il muretto è diventato casa mia", persone che aprono il culo in 4 al mondo...
e che immancabilmente documentano tutto "...PER METTERLO SU FACEBOOK...".
Io in genere trovo difficile fare quello che faccio, o che facevo, e nello stesso tempo immortalare tutto con il fine di dimostrare al mondo qualcosa.
c'è chi posta foto o video come se gli allungasse di qualche cm il cazzo o di qualche taglia di reggiseno. Persone che
"loro si che si divertono!"
e hanno qualche trilione di foto in internet. e li trovi sul serio in discoteca. Vanno sul serio in giro per il mondo. sono stati veramente a los angeles o la città di turno. e veramente ridono e sembrano felici. oserei addirittura pensare che lo siano a tutti gli effetti felici. Ma i loro occhi, quelli no. Gli occhi non possono montare a tavolino un'immagine da offrire al bar, o da montare ad arte in un profilo facebook.
Foto. Immagini. Video. Facebook. Il resto muore. In effetti il resto non interessa mai alle persone.
Forse abbiamo disimparato a conoscere, disimparato a capire e credo riassumendo che abbiamo disimparato a vivere.
le persone vanno in giro con gli occhi aperti senza riuscire a vedere, vanno in discoteca per andare, non per divertirsi, si vestono da idioti senza sapere perchè, confondono "gusto" con "stile", "stile" con "moda", "moda" con "essere se stessi".
Ma che cazzo succede?
Così vile è la degenerazione giovanile, la mancanza di un pensiero logico non contradditorio. è a queste spiagge che siamo approdati dopo gli errori del passato? Gli errori non sono serviti per migliorare, il monito della storia e di ciò che è già accaduto non ci previene dal cedere al ricatto della vita effimera ed apparente?
A quanto pare, no.
Strano, molto. Sembro essere uno dei pochi, una silenziosa minoranza di protesta che si rifiuta all'adeguarsi di ciò che accade. Sto forse sbagliando io?
Forse. Ma più osservo più vedo coetanei raggirati in modi elementari dal pirla di turno, che sia a palazzo chigi o al mercato del paese, persone che motivano le loro scelte (che personalmente definisco "esigenze obbligate di adeguamento alla massa" ) senza rendersi conto della natura contradditoria del loro discorso, pensieri parole e opere illogiche (razionalmente parlando, non filosoficamente).
Io preferisco morire da uomo piuttosto di morire da capra, o sapendo di essermi adeguato ad un circolo vizioso che comporta la sottomissione a principi che violano l'esigenza prima dell'uomo: la libertà. Forse sbaglio allora, ma lasciatemi sbagliare perchè la vostra rettitudine è dannazione per me.
stranamente poi tutti si professano affamati della libertà e del libero arbitrio. nessuno però agisce e pensa "perchè vuole essere libero di farlo". tutti si muovono per dimostrare qualcosa, per ostentare qualcosa, che sia in discoteca, al lavoro, all'università, al pub, o in un fottuto profilo internet. e io questa non la chiamo libertà, ma dominio e sottomissione.
Fuori e sullo schermo tutti sono brave persone, tutti sono semi-idoli. ma la mattina, prima di coprire il loro vero ego con un manto grottesco di apparenza con il quale sopravvivono in una biunivoca relazione trofica, si vedono per quello che sono.
vuoti.inutili.assurdi.la consapevolezza c'è, si materializza nel cervello come il verme sulla mela, scorre, mangia, si fa spazio. per qualche istante. giusto quel nanosecondo necessario per far capire alla coscienza che c'è, che nel momento e nel periodo giusto è pronta a bussare alla porta e riscuotere gli arretrati dell'intelletto. Il diavolo che prima o poi viene a riscuotere l'anima promessa, il destino sempre procrastinato per fortuna o vizi.
Così la consapevolezza, prima o poi, viene a ungere il capo.
Io dico, poveri loro.
Ma non importa....
L'importante è che su Facebook il profilo vada avanti, the show must go on, ora pro nobis e abracadabra, la grande illusione è presto fatta.
Ma non chiedetemi perchè non uso facebook, perchè non faccio determinate cose o perchè ne faccio e ne dico altre. La risposta è sotto al vostro naso, e scritta ora anche qua. Non insultatevi dicendo di non capire.
Vedo, osservo, penso.
Giusto perchè ultimamente se n'è tanto parlato, io sono iscritto e molto più attivo su netlog.
Credo che ci rimarrò. Si, pieno di bimbiminchia e sfiora la pornografia (ehm, diciamo pure pedofilia). Tuttavia, forse vi stupirà sapere che "nel sito di bambine troie e bambini froci" questo intervento ha molta più probabilità di essere letto.
Questo fa pensare.
è il caso che scendiate dal vostro fragile piedistallo di ipocrisia e iniziate a rivalutare un po' di cose.
Visto che ci sono copio e incollo su netlog, perchè è il mio vero social network (
io volevo myspace 
) e perchè su facebook, l'ipocrisia e l'ignoranza superano quelle di netlog. Mi stupirebbe anche sapere che qualcuno sia riuscito a leggere tutto fino alla fine, e magari anche comprendendo il discorso...
Ci sono persone che nello sguardo trasmettono la loro grandezza, che potrebbero rapire la tua concentrazione per ore parlando di piccole cose,persone che la vita l'hanno vissuta, e la vivono, persone che se non parlano non vuol dire che non han niente da dire, persone che seguiresti fino alla morte, persone che possono insegnarti a sconfiggere la morte, persone che ti augureresti di avere al tuo fianco per tutta la vita...persone che a parole, non possono essere elogiate.
Poi c'è il popolo di facebook.
"Noi siam venuti al loco ov' i' t'ho detto
che tu vedrai le genti dolorose
c'hanno perduto il ben de l'intelletto"
Sono stanco di scrivere, alla prossima...
Zorak -
Mettiamo in chiaro.....
....alcune cose :
perchè sembra che io sia il coglione ritardato che non si rende conto che il mio piccolo mondo che mi circonda si sgretola?
perchè in realtà siete talmente presi da farvi i cazzi miei o degli altri che in realtà non vi rendete conto che i ritardati siete voi.
perchè sembra non fregarmene di cose che per voi costituiscono uno scandalo al sole?
perchè IO so esattamente cosa sta succedendo, alla luce del sole, sincero e semplice come il più infantile dei desideri, mentre VOI trovate nei frammenti di parole, messaggi e comportamenti solo quello che volete cercare.
perchè non mi cambia niente che voi vi facciate i cazzi miei o degli altri?
perchè è molto più divertente da parte mia accettare che voi vi raccontiate storie che non esistono e crediate nella vostra stessa idiozia, è molto più rilassante stare a guardare mentre vi azzuffate l'un con l'altra per cercare di sapere o di ottenere qualcosa.
perchè sembro il tipo a cui va bene tutto e non tiene alle cose che ha?
perchè in realtà a me van bene poche cose. in realtà io tengo alle cose che ho più di quanto voi teniate alla vostra vita. forse non pensate al fatto che non mi disturbi minimamente vedere quanto credete di poter influire sulla vita degli altri. non sapete che se mai le cose a cui tengo dovessero essere importunate VERAMENTE e PERICOLOSAMENTE, verrei a pacificare le cose in un modo o nell'altro in prima persona, adopererei tutto me stesso per eliminare il problema alla radice.
perchè del mio più remoto passato non si sa molto?
perchè quando qualcuno riesce veramente a capire di cosa sto parlando, l'unica cosa di cui si preoccupa è di dimenticare quello che ha saputo
perchè non do peso alle vostre paranoie?
perchè contate poco più di neinte e poco meno di una puntura di zanzara
perchè ho scritto questo blog?
per te, idiota. sisi, proprio per te, che stai leggendo il blog con l'unica intenzione di sapere se sono ad un passo dal suicidio o se va tutto ok, se sono ignaro di tutto o se so fin troppo.
a volte ti basta guardare una persona negli occhi e fare una domanda, ma non sei in grado neppure di distinguere quando una persona è felice veramente, sarebbe assurdo pretendere da te un limpido momento di coraggio.
se non sai ascoltare le verità degli altri, e ti lasci influenzare sol dalle bugie, allora non mi rimane che salutarti e dedicarti il blog.
ti lascio alle tue paranoie,
ciaooooooooooooo
PS: i visitatori occasionali non sono i destinatari del blog......a buon intenditore
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ipocrisia, controsensi e ignoranza...
GABRIELE SANDRI "Gabbo" e LUIGI SPACCAROTELLA
Come puoi puntare un pistola, anche se ne l vuoto, ad altezza uomo e sparare, in mezzo ad una autostrada? Cosa, nella definizione di tutore della legge e in qualità di poliziotto, ti consente di fare quello che hai fatto?Come altre volte è successo, ecco due ragazzi. uno morto, uno vivo.
Come si può non credere che un colpo venga deviato? come si può non concepire una fatalità?
Come si può ritenere un agnello un ragazzo vicino al mondo degli ultras e della droga? come si può cancellare ogni colpa ad un ragazzo che utilizzava sassi, e spranghe, e che al momento del fatto stesso aveva dei sassi in tasca?
come si può credere a un padre che si accorge di essere padre solo a fatti compiuti?
e come si può pretendere che la giustizia cali salda e inesorabile in un'unica direzione, su un'unico uomo, su un unico ragazzo.
gabriele è una vittima (giustificata/ingiustificata) di un proiettile sparato da un'assassino, o è la vittima di uno scontro tra autorità e ignoranti, penalizzato da casualità e sfortuna?
FILIPPO RACITI
Perchè?
Magari eri un figlio di puttana, una persona che avrei disprezzato. magari una di quelle che odio e disprezzo.
ma perchè la tua morte non ha innescato una bomba ad orologeria?
Perchè se muore un cane come Giuliani viene fuori il casino e se muori tu, spedito a sedare una banda di ignoranti ingrati e figli di puttana, la cosa scompare senza troppo clamore?
Ammetto che ci siano persone la cui vita è un tributo allo squallore, e ammetto che appartengano all'una o all'altra classe, all'una o all'altra casta, all'uno o all'altro schieramento o persino all'una o all'altra curva.
Nulla so di Raciti, ma so che non è giusto quello che è successo, e non è giusto quello che non è successo dopo.
CARLO GIULIANI e MARIO PLACANICA
"Carlo, rimarrai sempre nei nostri cuori..."
"Piazza Carlo Giuliani"
no, Carlo Giuliani, brutto pezzo di merda, avevi i soldi e non eri contento. Avevi i soldi e odiavi chi aveva i soldi. Avevi la pace e volevi la guerra, te ne potevi rimanere a casa, a spararti una sega come facevi sempre, fallito di merda, invece ti sei messo un goldone in testa e sei andato a rompere il cazzo a gente che, a differenza tua, si fa il culo per lavorare, andare avanti, costruire qualcosa di solido e mantenere l'ordine.
Eri di una famiglia bene. Conosco direttamente padri di famiglia, che lavorano 20 ore al giorno per dare un pezzo di pane ai tre figlia, licenziati ingiustamente da una fabbrica all'altra, che magari vengono da impieghi saldi, crollati per le leggerezze altrui.
Conosco figli che il sabato sera non prendono neppure un bicchiere di acqua minerale, e vanno a letto presto, sapendo che la mattina dopo si devono svegliare alle 6 per riparare il tetto, pensare al padre ormai andato, e preparare il pranzo perchè la madre è morta.
Conosco figli che non hanno mai ricevuto una caramella a natale dai loro genitori, perchè li hanno lasciati crescere come un giardino che non viene mai tagliato.
Conosco persone che scappano dalle case la sera, sperando di lasciarsi alle spalle i problemi che hanno, e che un bicchiere dopo l'altro provano a uccidere il peso sulle spalle con l'alcol, ma la mattina dopo si ritrovano ancora una volta con i loro problemi, e si rendono conto che l'unica cosa che stanno uccidendo sono le loro anime.
Conosco un sacco di gente, Carlo, che se ti avesse guardato negli occhi ti avrebbe ucciso più di mille colpi deviati.
tu, che stavi bene, che non avevi problemi ma che te li volevi creare, tu che sventolavi una bandiera che non ti apparteneva, a coprire il marcio che ti stava dentro. tu che dicevi di batterti per i problemi degli altri, pur non conoscendoli, pur non sapendo di cosa parlavi. tu in piazza non portavi dentro di te nessuna scheggia di altruismo o compassione.
Tu eri là solo per un sadico desiderio di anarchia incontrollata, sfida alle autorità, nella tua monotona vita di figlio di papà, per ditruggere quello che altri sudano per avere. Non meriti libertà, non meriti istruzione, non meriti soldi e nemmeno parola. Non meriti nulla.
Avevi gli strumenti per cambiare il mondo, ma hai scelto la via più comoda dell'ignoranza.
Avevi soldi, istruzione, cultura, ma ti sei pulito il culo con le tue fortune. perchè non te ne fregava un cazzo di cambiare il mondo. non te ne fregava un cazzo di nessuno, neppure di te.
Tu eri là per cavalcare la tigre, eri là perchè sapevi che quegli omini blu non ti potevano fare nulla, perchè eravate 1000 contro 100.
Tu eri là per alzare un oggetto pesante da scagliare contro un tuo coetaneo. eri là per mirare, per lanciare un estintore contro un ragazzo della tua età, solo contro un esercitop di ignoranti, assediato nella sua stoffa di autorità.
Tu eri là per fare il figo. e sei crepato come un cane. questa è giustizia.
Tu dovresti essere accusato di tentato omicidio, tu dovresti essere accusato di omicidio colposo, volontario, e qualsiasi altra cosa.
"Carlo, rimarrai sempre due metri sotto terra a marcire come una merda, ne siamo felici.
Placanica, rimarrai sempre nei miei pensieri come il vero martire, come monito all'ignoranza del popolo di cui faccio parte. sei tu l'eroe del g8."
"Piazza Patibolo di Carlo - Aula di Giustizia" -
Motociclisti.....
Spiando dentro al tubo ho trovato un video su cui scorreva un testo scritto da un padre per il figlio deceduto in seguito ad un incidente.
Mi è piaciuto, lo riporto:
"Si dice che ogni volta che saliamo in sella ad i nostri destrieri insieme a noi salgano pure angeli e diavoli… è vero… Rappresentano quel dualismo che rende questo modo di vivere così denso di emozioni che a volte il cuore pare voler saltar via dal petto e mettersi a correre… ad urlare… diavoli che girano quel polso in maniera a volte così irrazionale e violenta che lo schizzo di adrenalina ti arriva diritto al cervello senza passare dal via lasciandoti i tremori per lunghissimi interminabili minuti… che ti spingono a piegare quel tanto che basta da far diventare bianche le mani e diventare tutt’uno con la nostra passione…
La nostra vita… tanto da pensare di averlo sfiorato quel limite… di aver scosso quel mantello con il nostro passaggio radente… e angeli che portano il volto e la voce di chi non è più con noi… dei nostri affetti… delle nostre paure ed esperienze costruite sulle nostra ossa rotte… angeli che ti accarezzano quel polso che torna a colorarsi e lascia andare la manetta quel tanto che basta per godere senza infastidire quel mantello che fino ad un secondo fa avremmo strappato urlando per lo spostamento d’aria per vedere s’è veramente così bella e sinuosa questa mitologica creatura perennemente celata dall’ombra della paura…
Pazzi? A volte forse… ma gli anni.. i chilometri e quelle risate che non sentiremo più ci fanno crescere più di quasiasi schiaffo o cinghiata presa in gioventù… eppure “gli altri” non ci capiscono…
esser Motociclisti è pericoloso… si muore… ma chi ve lo fa fare? Poi ci trovate i fine settimana in qualche strada di campagna sperduta tra i monti… seduti su un muretto con la sigaretta che si consuma lenta all’angolo delle labbra… con lo sguardo perso all’orizzonte e una mano che inconsciamente segue le sinuose linee del serbatoio o dell’affilato cupolino… colorati come farfalle… bardati come antichi cavalieri… da soli o in sfavillanti sfilate di scintille e riflessi… con il saluto sempre pronto anche se chi incroci non l’hai mai visto e mai più lo rivedrai…
Poi ci vedete seduti intorno ad un tavolo di trattoria o stesi su un prato vicino ad un lago.. con le nostre belle in vista.. rigorosamente in vista… che facciamo baldoria e ridiamo e mangiamo e beviamo tra noi come se fossimo nati tutti lo stresso giorno, dallo stesso grembo… tutti delle medesima classe sociale, estrazione e famiglia… ma come potreste credere che magari ci si è semplicemente trovati sulla stessa strada senza essersi mai visti o parlati prima? Ci crederebbero?Mai……ma in moto si muore… è vero… capita… ma quanta Vita è capace di regalarci questa passione?
Può capitare ad ognuno di noi… ci si fa male… tanto male… ma quanta vita si trasforma in ricordi bellissimi, in attimi eterni, in risate così fragorore da far tornare il sole anche in una fredda e piovosa giornata di novembre?
Parlate con ognuno di noi… fatevi raccontare un giro, un aneddoto, una curva… e perdetevi in quello sguardo che comincia a scintillare come quello di un bimbo che scopre la vita per la prima volta… nelle risate… nel sorriso che, spontaneo, stira gli angoli del viso e distende la fronte…
Parlate con ognuno di noi… e chiedetegli cosa sarebbe di lui se un giorno dovesse rinunciare a questa passione… e preparatevi a sentire l’urlo del silenzio… e a vedere quello sguardo di bimbo diventare lo sguardo di un marinaio costretto a vivere a terra con il mare in vista… di un pilota che guarda il cielo ancorato a terra… Già.. in moto si muore… ma ora credete di poterci capire? Io non credo… non ancora…
Chiedete allora di portarvi ad un raduno, ad una scampagnata… bagnatevi di pioggia scrosciante che vi penetra fino alla biancheria intima.. che vi entra nelle ossa… lasciate che il freddo vi punga fino a farvi lacrimare… lasciate che il sole tenti di liquefarvi mentre indossate l'immancabile giacca tecnica… o semplicemente provate a chiedergli di fermarsi così, senza nessun motivo apparente x strada accostandosi al ciglio per stupirvi di quanti (automobilisti) non vi degneranno di uno sguardo e quanti (motociclisti) si fermeranno per offrirvi aiuto, compagnia, un semplice passaggio al più vicino distributore anche se esso si trovi a svariati km o un posto nel proprio box per la moto e un pasto caldo per voi mentre aspettate i soccorsi….fatelo e allora, solo allora arriverete a sfiorare l’essenza di essere Motociclista…
In moto si muore, è vero… ma non esiste modo migliore per vivere il tempo che ci è concesso… e se ancora non lo avete capito beh.. lasciate perdere, non lo capirete mai… ma se un domani mentre andrete al mare con la vostra famiglia automobilisticamente corretta dovesse sopraggiungere uno di Noi e vedreste vostro figlio girarsi di scatto e salutare sbracciando come un pazzo rinunciate a capire anche lui… lui che nella sua incoscenza vede in noi quella scintilla che voi non siete stati capaci di scorgere… e se vedere il Motociclista ricambiare il saluto… beh… non c’è nulla di strano sapete? Tra Angeli in terra ci si saluta sempre… ma questo, chi ha perso le ali, non lo ricorda…
Motociclisti… strana, meravigliosa gente…"
Lamp
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Consapevolezza
Allora, parla! che cosa vuoi?
Che cosa cerchi? chi cazzo sei?
Rispondi, rispondi!
...io ti conosco...
Io ti conosco!
sapevo di conoscerti, sapevo di conoscerti, sapevo...
...ma non puoi essere tu...
Non puoi ti abbiamo...buttato dalla finestra...
Non si torna dal mondo dei morti.
Questo è il mondo dei vivi, non si torna dal mondo dei morti.
Ti abbiamo ucciso, non puoi essere vero!
Non si torna dal mondo dei morti! Non si torna dal mondo dei morti!
......Sbalordito il diavolo rimase quando comprese...quanto osceno
fosse il bene...
quanto
osceno
fosse
il bene! -
30anni di non-Sid
Oggi, a trent'anni esatti dalla sua morte, vorrei ricordare una delle figure più controverse e irriverenti della storia della musica: Sid Vicious. Non saprei che dire o cosa riportare. Posso solo dirvi che Sid è stato una delle figure carismatiche che mi hanno spinto ad interessermi al basso, che il suo personaggio mi ha sempre affascinato, e vi dico infine che la sua storia con Nancy Spungen è una delle storie d'amore più misteriose della seconda metà del ventesimo secolo. L'idea che mi sono fatto è quella di una sorta di "Romeo e Giulietta" deturpata dalla droga degli anni 70' e dallo stile di vita punk. Mi piace pensarla così, e mi piace pensare che la chiave di quel lucchetto che sempre portava al collo sid se lo sia portata con lei nella tomba. Ogni volta che vedo una catena chgiusa da un lucchetto al collo di qualcuno penso a loro due, e penso che nessuno dovrebbe cercare di emulare qualcosa che non comprende completamente.
Sid è stato un grande, non tanto per la sua bravura o per il suo stile di vita, quanto per la coerenza mantenuta in meno di 22 anni di vita; dalla nascita alla morte lui è sempre stato quello che la gente vedeva in lui. Marcio quanto volete, ma oltre al simbolo del primo Punk Sid è stato il simbolo di se stesso, cosa che di poche persone al mondo nel bene e nel male può essere detta.
Ho trovato una bella biografia, ve la riporto.....
John Simon Ritchie nasce il 10 maggio del 1957 in Inghilterra, e vive la sua adolescenza a Londra, lasciando la scuola all'età di 15 anni. Il soprannome Sid gli fu dato dall'amico Rotten quando un criceto (chiamato, appunto, Sid) lo morse a un dito, mentre Vicious gli venne attribuito per il suo atteggiamento (vicious in inglese significa "depravato", "cattivo" ) . Sebbene inizi la sua carriera di musicista come batterista, diventa famoso nell'industria discografica come bassista, ruolo che ricopre quando nel febbraio del 1977 si unisce ai Sex Pistols (Sid era un amico di Johnny Rotten, come detto), una band che da qualche mese va di moda tra i giovani inglesi, soprattutto per via della violenza e della trasgressione che caratterizzano ogni sua esibizione (cose piuttosto nuove per l'epoca - molti lavori della band vengono censurati in Gran Bretagna - e viste con disgusto dalla gente "comune" ) . E non ci poteva essere band più adatta, dato che queste caratteristiche rispecchiano in pieno il modo d'essere di Sid, che nel frattempo ha conosciuto ed ha iniziato una storia d'amore con Nancy Laura Spungen, una ragazza conosciuta a Londra. Nancy, figlia di Franklin (un benestante imprenditore di Filadelfia, negli Stai Uniti) e Deborah Spungen (una donna con un passato da tossicodipendente), fin da piccola ha avuto grossi problemi di salute (fisica e mentale), ed a 15 anni era già tossicodipendente da eroina: questa condizione l'ha portata a tentare il suicidio più volte, ed a lavorare come prostituta per qualche tempo a Londra. E' proprio lei inoltre che spinge Sid ad assumere in dosi sempre più massicce eroina ed altre droghe pesanti e non. Quando, nel gennaio del '78, i Sex Pistols si sciolgono, Sid (dopo essere stato ricoverato il 20 per un overdose sul volo Los Angeles-New York) inizia a vivere a New York (dove lo ha raggiunto anche Nancy) e registra da solista una famosa cover di "My Way" di Frank Sinatra. Il 15 agosto del '77 effettua uno show d'addio a Londra (con Matlock, il ragazzo che ha sostituito quando si è unito ai Sex Pistols, al basso e Nancy ai cori, tra gli altri), prima di iniziare a vivere con Nancy al Chelsea Hotel, famoso alloggio situato sulla Ventitreesima Strada a New York, dove la loro relazione assume una piega sempre più tempestosa: i due, sin da piccoli, hanno avuto sempre dei problemi e questo si riflette sulla loro storia, che spesso assume tratti violenti. Alle 10 e tre quarti della mattina del 12 ottobre del '78 la polizia, chiamata dal portiere dell'hotel a sua volta avvertito dallo stesso Sid, entra nella loro camera al primo piano, la numero 100 (una camera da 30 dollari a notte), trovando Nancy in bagno in un lago di sangue, morta di una singola coltellata nel basso addome, inflittagli da Sid verso le 7 della stessa mattina. Avrebbe compiuto 21 anni il 27 febbraio dell'anno successivo. Sid, ancora sotto l'effetto delle droghe (così come Nancy quando è morta), nel primo pomeriggio viene arrestato per omicidio di secondo grado (il più grave nell'uccisione di un civile), visto che l'arma del delitto (un coltello con una lama da 5 pollici, regalatogli da Nancy il giorno prima) si trova ancora insanguinato nella camera e riporta le impronte di Sid. Intanto sua madre, Anne Beverley, lo ha raggiunto per stare con lui che viene rilasciato il 16 dietro una cauzione di 50.000 dollari pagata dalla Virgin. Sid nelle successive due settimane tenta due volte il suicidio, aumentando i sospetti che l'uccisione di Nancy sia stato un patto di suicidio tra i due fallito. Il 9 dicembre, mentre è in città con la sua nuova fidanzata Michelle Robinson, ha una disputa con il fratello di Patti Smith, Todd, e lo ferisce al viso con una i cocci di una bottiglia. Torna così in carcere, dove resta fino al primo febbraio del '79: il giorno stesso, per festeggiare il rilascio, si reca con madre ed amici nell'appartamento di una amico a Greenwich Village. Nonostante in carcere sia stato sotto trattamento di disintossicazione, Sid assume una dose di eroina compratagli da sua madre stessa per il timore che lo arrestino nuovamente mentre compra la droga per strada. Sid si sente male, ma si addormenta. Nel mezzo della notte del 2 febbraio si sveglia, trova un po' di eroina nella borsa della madre, la prende e si addormenta nuovamente, non svegliandosi più. Non ha nemmeno 22 anni, li avrebbe compiuti il 10 maggio. La sera di qualche giorno dopo Beverley scavalca le mura del cimitero dove è sepolta Nancy, e vi getta sopra le ceneri di Sid, contro i voleri dei genitori della ragazza, a cui aveva chiesto di seppellire Sid a fianco di Nancy: è sicura che sua figlio avrebbe voluto così, ed è sicura, al contrario della autorità, che è morto volontariamente, per raggiungere la sua amata.
Sid Vicious, una vera e propria caricatura del punk, diventa a breve così, con la sua aggressività, la sua trasgressione, la sua incuranza delle regole ed anche la sua incapacità di suonare il suo strumento, il simbolo di un movimento; ma forse ingiustamente, dato che non è stato nemmeno il fondatore dei Sex Pistols, si è unito a loro quando ormai il loro stile l'avevano già creato ed ha contribuito veramente poco a poche canzoni della band.
Tra i suoi lavori da solista, da ricordare "Sid Sings", un live rilasciato nel dicembre del 1979 dalla Virgin registrato quasi interamente nel settembre dell'anno prima in due serate al Max's Kansas City di New York.
Tratto da: http://paglia.forumcommunity.net/?t=783886 -
Bimbominchia/emo crescono, Dio ci salvi
Che cariiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiino.
Il Primo Blog dell'anno.
Vorrei spendere due parole sull'atavico fastidio che mi si genera al cervelletto (nonchè nelle gonadi) quando ho a che fare con i bimbiminchia....
Ma brutti stronzi, posso capire quando avevate 16 anni. Dovevate essere torturati. Ma adesso che siete cresciuti e "maturati" quando cazzo vi decidete a darvi una svegliata, stupidi idioti?
é un aggravante essere bimbiminchia a 19, 20, 21....30 anni sapete? non ci si deve vantare.
è triste, come quando si vede una bestia soffrire e si decide di sopprimerla per pietà.
Porca puttana, non posso accettare di salire in treno tornando a casa dopo una giornata psicologicamente devastante e sentire i Tokyohotel sparati a 134 decibel dalle cuffiette di un ipod, girarmi e scoprire quanto i tokyohotel possano alleggerire la giornata di un 30enne.....no ragazzi, vi prego, aiutatevi, aiutateci e fatela finita. azzoppatevi, bevete acetone, fate qualcosa cazzo!
Non potete svalvolare i coglioni alla gente così. Poi la gente schizza, fa le stragi, uccide famiglia e tenta il suicidio. Io stesso stavo per uccidere il 30enne rampante, e mi considero una persona con un notevole autocontrollo.
é triste che a 30 anni (e direi anche già da 16) una persona non abbia avuto gli strumenti per capire cosa veramente può chiamarsi musica, che non abbia un metro di giudizio razionale, qualche paragone cose così. Impossibile che non abbia mai sentito un giro di note di....di....ma che cazzo ne so, i queen, i rhcp, i mudvayne, iron, chi cazzo volete insomma, a prescindere dal genere. Ma sparati in vena un toto cutugno piuttosto di un kaulitz o come cazzo si scrive. Veramente, quanto è triste....
Poi;classica frase;
"IO NON SONO UN BIMBOMINCHIA" / "IO NON SONO EMO" / "A ME NON PIACCIONO I TOKYOHOTEL"
Allora, gran pezzo di idiota, la vedo dura giustificare come tu abbia potuto imparare a memoria canzoncine di quell'ermafrodita crucco. La vedo dura come tu possa giustificare la comparsa di gruppi quali tokyominchia, dari(dadi?darri
sulla tua playlist preferita del lettore mp3, e altrettanto dura che tu dieci minuti dopo ti metta a canticchiare canzoncine spastiche....
O il tuo cervello sta cercando di aggiungersi alla setta degli ermafroditi e mentre la gente parla ha altro da fare, oppure c'è qualcosa che non va.
Queste sono le tre frasette che solitamente forniscono la prova inconfutabile del bimbominchismo.
Poi ci provi a parlare con queste persone ( anche se il tuo dialogo assomiglia molto a quello che avresti con un vecchio rincoglionito che soffre di demenza senile per l'unico motivo di non poterlo ferire nei sentimenti e perchè forse è solo). Ma è una causa persa.
E questo perchè????? perchè non ci arrivano alle cose. Cioè, sono ritardati!
è impressionante ma è così! sembra di fare servizi sociali. é terribile. é disarmante parlare con una persona che sai essere potenzialmente sana di mente ma che comprende meno di quello che potrebbe comprandere un cammello egiziano.
Secondo me è questo piccolo particolare che fa odiare i bimbiminchia più di ogni altra cosa. Il fatto che hanno le capacità mentali di un protozoo ma che hanno gli stessi identici nostri diritti sociali.
Forse non mi sono spiegato,
UN BIMBOMINCHIA HA GLI STESSI MIEI DIRITTI !!! COME CAZZO PUò ESSERE ????
Evidentemente c'è qualcosa che non va. Se non usi il cervello meriti di essere trattato da idiota. Non devi suscitare pena e misericordia cazzo! non stiamo parlando di un bambino nella sua fase adolescenziale, stiamo parlando di un maggiorenne. Ma dove cazzo vai in giro?!?!?!
Ma perchè le risse le becco tutte io e a te nessuno prova mai a romperti il culo (che tanto non sei capace manco di soffiarti il naso da solo
.
Poi non so mai se è più stupido un bimbominchia non troppo bimbo oppure tutti quelli che li assecondano o ci vanno dietro.....mah.
Altro tratto caratteristico: fattore estetico.
Io per primo in questo periodo posso essere scambiato per emo per il taglio di capelli (e unicamente per quello^^). Una qualsiasi persona fa due parole con me, e capisce che non ho niente a che fare con sta storia. Ma un bimbominchia............lui si che è sveglio.
Hai 20/25 anni e ti vesti ancora come un mendicante pseudo-frontman rock di qualche gruppo immaginario, trasandato da far pena e con il concetto massimo di eleganza che consta di una cravatta a schacchi bianchi e neri che ti infili nel culo. Ma che michia fai?ma come minchia ti vesti?
Le ragazze ancora peggio. Dai peggiori bordelli rappresentati nei migliori fumetti mi escono ste puttane pseudo-punkeggianti che di punk non hanno neanche la nozione più remota. Una puttana di professione, anche se sfruttata, ha più eleganza, portamento e gusto di ste scorze. Pazienza i ragazzi, che non capiscono un cazzo per tutta la vita, ma voi? Ma perchè dicono che le ragazze maturano prima? chi ha detto sta vaccata? Ma perchè cazzo la gente rompe i coglioni alle ragazze con un po' di cervello e a ste rincoglionite non fa mai un cazzo?
Ma quanta voglia avrei di farvi sentire psicologicamente delle merde, e che peccato che i miei sensi di colpa preventivi mi impediscano di farlo (meglio dire "mi abbiano impedito di farlo fino ad adesso"
.
Unico colore possibile: Viola, rosa, nero. Basta.
Io dico: Dio ti ha permesso di vedere tutta la gamma di colori della luce visibile, approfittane. Poi penso che se è per questo, dio ci ha dato anche un cervello a testa. credo almeno. infine te lo ripeti:" chiaro, è un/una bimbominchia di merda".
E poi.....tu non sei depresso....d'accordo, me l'hai già detto. Allora spiegami per quale motivo ogni volta che ti becco in giro/su msn sei sempre a lamentarti di qualcosa e a mandare a fanculo tutti? ti lagni, poi mandi a fanculo. poi ti lementi, e mandi a cagare. Poi ti piangi addosso, e maledici il giorno in cui è successo qualcosa. poi cambi: prima ti incazzi per qualcosa, poi ti metti a frignare su qualcosa. Ovviamente fra questo e quello chalche buon pianto e crisi varie, più o meno serie. Dal desiderio e tentativo di suicidio al semplice malessere depressivo.
Ricapitolando,
1)ascolti ossessivamente gruppi stupidi e inutili al genere umano, nonchè potenzialmente dannosi all'integrità morale della società
2)ti parlo e sembra di parlare con quel vecchio cicciobello di mia sorella: ogni tanto parlava, poi piangeva, poi rideva. in realtà non mi stava troppo ad ascoltare, e ancora meno capiva qualcosa di quello che dicevo.
3)la gente ti asseconda e non ti da fuoco. anche se la benzina costa ci sono altri combustibili ottimi per la causa
4)vai in giro conciato come un cretino, o come una troia, e quasi sempre nessuno ti piglia a botte o ti fa sentire uno svago erotico di bassa lega.
5)Sei sempre depresso e vomiti pessimismo e fastidio anche dalle orecchie
ma hai 20,25,30anni.....
Perchè esisti?
Magari funzionasse come su matrix, "il corpo non sopravvive senza mente"...sai che bella scrematura?
Dio lo vuole -
"Cordialmente" sti gran cazzi...
Come avrete potuto notare
(i miei amici stretti hanno capito finalmente perchè ero scomparso da netlog)
ho avuto qualche piccolo grattacapo con il "Team di Netlog".
Sostanzialmente dopo numerose segnalazioni d'abuso ha ritenuto opportuno bloccarmi il profilo. Ma potrete leggere tutto della vicenda nel blog precedente.
Dopo quest'avventura mi sono quindi avventurato nelle regole e nei cavilli del "codice di condotta" e nei "termini&condizioni", deciso più che mai a vedere se effettivamente il "team di netlog" è così meticoloso nel far rispettare quanto scritto.
Ho iniziato così a segnalare abuso a migliaia di sfigati, ma ogni abuso era motivato , e spesso ho anche citato le regole che sono state infrante. tra foto, blog, gruppi o interi profili ho segnalato un po' di tutto.
Le mie segnalazioni in genere erano molto "letterali" ma per niente opinabili. mi spiego con un esempio.
Credo che tutti siamo d'accordo nel ritenere pura follia molte affermazioni di vari esponenti politici estremisti.
Ma in accordo con le regole di questo sito segnalavo l'argomento, il pubblicare immagini di bandiere politiche e propaganda politica in generale, chiedendo ovviamente di cancellare quanto scritto (anche se era da me condiviso).
Ad esempio ho trovato un povero sfigato che come nick e come immagine politica presentava la bandiera di un partito barrata. esplicito. questo genio aveva inoltre creato un gruppo contro il partito in questione. genio. nel suo profilo ha inserito commenti e offese contro partito ed esponenti politici ad esso appartenenti. wonderfulloso mi sono detto.
Cosa meglio di questo INTERO profilo va contro le regole dei dieci comandamenti netloghiani della minchia?!
Beh, ho aperto almeno diecisegnalazioni nel suddetto profilo, a distanza di qualche giorno0 l'una dall'altra.
Il "Team di Netlog" che con estremo farstidio vi saluterà sempre con un "cordialmente" prima di firmarsi, non ha fatto un benemerito cazzo.
Non è che per caso sti idioti rompono il cazzo solo a chi cazzo vogliono loro?
ho segnalato comunisti, leghisti, anticomunisti, antileghisti, anticattolici, denigratori del cattolicesimo, satanisti, pedofili, bimbeminchia nude, razzisti, criminali, tossici.....tutto....
eppure dopo una ricontrollato tutti erano ancora là con i loro profili, con le loro foto, con i loro blog....
In questo Netlog antidemocratico allora, non è che qualche amministratore del "Team di Netlog" oltre a farsi seghe se l'è presa con me solo perchè non condivideva quanto ho scritto?
In tal caso il "Cordialmente" te lo puoi infilare nel culo, caro Team di Netlog, e vai sempre cordialmente a cagare.