http://netlog.com/_YOsoyDIVINAale_93. . .aleSSia. . .. . .aleSSia. . ._YOsoyDIVINAale_93http://it.netlogstatic.com/p/tt/101/075/101075073.jpgItalyVeneto
_YOsoyDIVINAale_93
femmina - 16 anni, San Bonifacio (VR), Italy
Su di me
Prima di te, Bella, la mia vita era una notte senza luna. Molto buia ma con qualche stella: punti di luce e razionalità . . . Poi hai attraversato il cielo come una meteora. All'improvviso, tutto ha preso fuoco: c'er luce, c'era bellezza. Quando sei sparita, la meteora è scomparsa dietro l'orizzonte e il buio è tornato. Non era cambiato nulla, ma i mei occhi erano rimasti accecati. Non vedevano più stelle. Niente aveva più senso.
La mia presentazione la troverete nel blog, buona lettura!
un bacio, Ale
. . .ERA COME TENTARE DI VINCERE LO SGUARDO DI UN ANGELO VENDICATORE. . .
- Name
- . . .aleSSia. . .
- Data di nascita
- 21/03/1993
- Sede
- San Bonifacio (VR) (Veneto)
Italy - Lingua madre
- Italiano
- Istruzione
- Azienda
- scuola MAS music arts and show/ Milano
- Professione
- Attrice (Artista)
- In cerca di
-
- Amicizie
- Relazione
- Hobby
- vivere. . .
- Situazione sentimentale
- Single
- Preferenze sessuali
- Eterosessuale
- Instant messenger
*A quel punto sentii la sua bocca sulla mia e mi arresi. E non perché fosse mille volte più forte di me.
La mia volontà si sbriciolò nell’istante preciso del contatto.
Il bacio non fu affatto prudente come quelli che ricordavo, ma andava benissimo così.
Se proprio dovevo perdere un altro brandello di me stessa, meglio esagerare.
Perciò restituii il bacio, mentre il cuore scandiva un ritmo spezzato e disordinato, il respiro si trasformava in affanno e le dita cercavano ingorde il suo viso. Sentivo il suo corpo marmoreo aderire al mio ed ero felice che non mi avesse ascoltata: non c’era dolore al mondo per cui valesse la pena di rinunciare a quell’istante.
Le nostre mani riprendevano confidenza con il viso dell’altro e, nei brevi istanti in cui le labbra si separavano, lui sussurrava il mio nome…*
La mia volontà si sbriciolò nell’istante preciso del contatto.
Il bacio non fu affatto prudente come quelli che ricordavo, ma andava benissimo così.
Se proprio dovevo perdere un altro brandello di me stessa, meglio esagerare.
Perciò restituii il bacio, mentre il cuore scandiva un ritmo spezzato e disordinato, il respiro si trasformava in affanno e le dita cercavano ingorde il suo viso. Sentivo il suo corpo marmoreo aderire al mio ed ero felice che non mi avesse ascoltata: non c’era dolore al mondo per cui valesse la pena di rinunciare a quell’istante.
Le nostre mani riprendevano confidenza con il viso dell’altro e, nei brevi istanti in cui le labbra si separavano, lui sussurrava il mio nome…*