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        <title>Blog di MinasMorgul</title>
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            <title>_MinasMorgul_</title>
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            <title>Convenzioni che uccidono</title>
            <link>http://it.netlog.com/_MinasMorgul_/blog/blogid=7177065</link>
            <description> tratto dal &lt;a href=&quot;http://it.netlog.com/go/out/url=-aHR0cDovL3d3dy5ieW9ibHV5LmNvbQ__&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;blog di Byoblu&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Convenzioni che uccidono&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Facciamo la guerra per le convenzioni, e ci dimentichiamo della sostanza. A Natale bisogna essere buoni, lo dicono la pubblicità e le musiche dei centri commerciali addobbati a festa. Peccato che questo significhi più che altro la licenza di essere cattivi nei restanti giorni dell'anno. Ci scambiamo un segno di pace tra le panche di una chiesa e, con estrema nonchalance, ci schieriamo al fianco di chi invade l’Iraq, tortura i prigionieri e usa le bombe al fosforo. Ci riempiamo la bocca con il nome di un uomo che distrusse le bancarelle dei commercianti davanti al Tempio, gridando “La casa mia sarà chiamata casa di preghiera; ma voi ne fate una spelonca di ladri!”, poi andiamo in pellegrinaggio a Pietrelcina, facciamo shopping e torniamo con le nostre Orecchiette di Padre Pio come si torna da Berlino con un pezzo di muro in mano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo perso il senso, il significato reale delle cose. Siamo farisei: esattamente come loro siamo più interessati al rispetto formale delle scritture che allo scopo per cui sono state formulate. Siamo ottusi bigotti che sacrificano l’uomo al sabato anziché il sabato all’uomo. Non ci importa che il mondo sia giusto, ma di essere chiamati giusti. Difendiamo con la spada chi dalla spada si è fatto trafiggere senza opporre resistenza. Imponiamo con la forza chi è morto per insegnarci che l’unica forza che vale la pena di usare è la forza delle idee. Stabiliamo artificialmente cosa dobbiamo considerare vero e cosa no, imponiamo una mera convenzione e poi ne facciamo una rivelazione divina, un’ideologia per cui si può arrivare a morire, un’ideologia per cui si può arrivare a uccidere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Costituzione Italiana non è tanto diversa dai vangeli. I padri costituenti si riunirono nel 1948 e decisero in cosa i cittadini avrebbero dovuto riconoscersi. Nacque la Costituzione. Allo stesso modo, fu solo con il Concilio di Roma del 382 che all’interno della Chiesa iniziò il percorso di selezione che avrebbe portato alla canonizzazione dei quattro vangeli ufficiali, considerati ispirati da Dio. Chiamiamo Vangelo di Marco, di Luca, di Matteo e di Simone libri che non furono scritti né da Marco, né da Luca, né tantomeno da Matteo e da Simone, ma sono il frutto di rielaborazioni letterarie successive a partire dal 65 d.C. fino a oltre il 150 d.C. Prendiamo altri testi, li chiamiamo apocrifi – ovvero letteralmente da nascondere - e li destituiamo di ogni valore. Così si fonda una religione, a partire da un atto umano, una convenzione. Una convenzione che prende il sopravvento sulla sostanza delle cose, una convenzione che uccide. Definiamo una verità assoluta, la distilliamo mediante un processo politico collegiale, la imbracciamo come un cannone e partiamo alla conquista di popolazioni indigene, di chi chiamiamo barbaro perché non ha le nostre stesse credenze, degli studiosi che chiamiamo eretici perché si permettono di avere idee nuove, di donne che chiamiamo streghe perché non sono sposate e amano i gatti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Costituzione e i Vangeli. Due convenzioni contrapposte ma ispirate dagli stessi valori di fratellanza, giustizia, eguaglianza, ma anche due convenzioni violentate da chi le vuole utilizzare per giustificare la propria bramosia di potere, di impunità, di ricchezza. Qualcuno è perfino capace di sventolarle con rabbia, stringendole forte nei pugni chiusi: una nella mano sinistra, l’altra nella mano destra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A Galzignano Terme, il sindaco Riccardo Roman ha disposto che i crocifissi debbano essere esposti in tutti gli edifici pubblici, per legge. A far rispettare la norma ci penserà la polizia. Chi verrà trovato sprovvisto di croci al muro, si prenderà una multa di 500€.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A Cicciano, nell’entroterra napoletano, lo stesso ha fatto il sindaco Giuseppe Caccavale, questa volta imponendo con un’ordinanza il crocifisso in tutte le aule scolastiche. Anche in questo caso, 500€ di multa a chi non è d’accordo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Massimo Bitonci, parlamentare leghista e sindaco di Cittadella (Padova), ha annunciato che controllerà « personalmente la situazione nel polo scolastico cittadellese, per accertarsi che nessun insegnante troppo ze­lante si azzardi a togliere il cro­cifisso ». Rigurgiti di Santa Inquisizione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un gruppo di autorevoli teologi e costituzionalisti, su mandato del movimento Italia Nuova, presieduto da Gilberto Di Benedetto, sta studiando una proposta di legge di iniziativa popolare per rendere obbligatorio il crocefisso nelle scuole. Dice Di Benedetto: « l'unico vero sistema per evitare gli attacchi al nostro amato crocifisso è renderlo obbligatorio con una legge, dobbiamo raccogliere 50.000 firme per rendere inattaccabile il simbolo delle nostre radici ». [ndr. la proposta di legge di iniziativa popolare “via i condannati dal parlamento”, portata avanti da Grillo, ha raccolto tutte le firme necessarie ma langue da anni a Montecitorio. Se le firme eventualmente raccolte da Italia Nuova dovessero essere subito prese in considerazione, ci sarebbe di che affilare i forconi…]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli unici altri esempi di imposizione del crocifisso si hanno, storicamente, guarda caso solo nel ventennio fascista: due regi decreti del 1924 e del 1928 nei quali si sancisce l’obbligo di esposizione del crocifisso negli uffici pubblici. Sinistre assonanze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Costituzione Italiana, quella che secondo Il Giornale è ”un modesto compromesso realizzato in un’Italia ancora impregnata di fascismo, e per giunta dominata da democristiani solidaristi e da social-comunisti che guardavano a Stalin come al proprio messia”, si occupa dei rapporti tra Stato e Chiesa agli articoli 7,8,19 e 20.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art.7&lt;br /&gt;   Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani. I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti, accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art.8&lt;br /&gt;   Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge. Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano. I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art.19&lt;br /&gt; Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art.19&lt;br /&gt; Il carattere ecclesiastico e il fine di religione o di culto d’una associazione od istituzione non possono essere causa di speciali limitazioni legislative, né di speciali gravami fiscali per la sua costituzione, capacità giuridica e ogni forma di attività.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Costituzione Cattolica, ovvero i Vangeli, nulla dicono rispetto al crocifisso, anche perché questo simbolo millenario delle nostre radici è a sua volta una convenzione. Fu solo nel 692 d.C., infatti,  che « il Concilio in Trullo impose di rappresentare direttamente la crocefissione con valore di emblema del culto, e fu scelto di ricordarla figurativamente nella forma del crocifisso, con un Cristo calmo, sereno, vincente. Fra i simboli accessori della rappresentazione, figuravano il teschio di Adamo (significando che ivi moriva l'uomo, ma non la divinità), gli angeli o solo gli arcangeli, l'agnello sacrificale, Satana, la Chiesa, la Sinagoga e il pellicano. Quest'ultimo esprimeva un richiamo simbolico al sacrificio, poiché al tempo si riteneva leggendariamente, ma erroneamente, che questo uccello usasse trafiggersi il petto col becco per nutrire i figli col proprio sangue: in realtà era mal compreso l'atto del volatile, che reclina il becco per rigurgitare il cibo che vi stiva».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Difficile considerare un simbolo designato ufficialmente ad essere emblema di culto come un simbolo laico, espressione di valori trasversali della società. Né ha senso parlare di radici, perché le nostre sono lunghe, molto lunghe, e tutto dipende da dove vogliamo tagliarle. Ci fermiamo dunque al 692 d.C.? Possibile, ma forse eccessivamente comodo. Vogliamo proseguire ad una più consona antica Roma, visto che abbiamo conquistato il mondo, e parlare di tradizioni ludiche come cristiani contro leoni, lotte all’ultimo sangue tra gladiatori, pollice verso e pollice su? Vogliamo riesumare i cari vecchi riti pagani e tutte le divinità del caso? Perché non pescare qualcosina anche dalle invasioni vichinghe in Sicilia, o dalle influenze arabe nel sud Italia? E non vorremo mica essere così scortesi da rinnegare la fiorente civiltà villanoviana? In fondo, se la lingua italiana autentica è quella toscana, allora perché gli Etruschi non dovrebbero essere i veri padri fondatori della patria?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Sentenza della Corte Europea che ha volutamente destato tanto scalpore, in questo paese di pensatori corrotti e venditori di demagogie un tanto al chilo, è stata redatta in risposta ad una richiesta di una cittadina italiana, la signora Soile Lautsi, che adduceva che l’esposizione del crocefisso nell’aula della scuola pubblica frequentata dai suoi bambini era un’ingerenza incompatibile con la libertà di pensiero e di religione e con il diritto a un’istruzione e a un insegnamento conformi alle sue convinzioni religiose e filosofiche. Dunque, tale pronunciamento non asserisce che tutte le scuole debbano togliere il crocifisso, ma solo che se un cittadino subisce come un atto discriminatorio un simbolo con il quale non vuole educare i suoi figli, ha titolo costituzionale per chiederne la rimozione. In quella scuola. In quell’aula. La legge, almeno all’estero, è ancora uguale per tutti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il crocifisso non ha valore di tradizione culturale, e non deve stare nelle aule per quel motivo. Questa è solo un’insalata di retorica ipocrita pensata come il Lodo Alfano fu pensato per salvare Berlusconi dai suoi processi. Provate ad andare a chiedere a Cristo se sia morto in croce per una tradizione culturale e non piuttosto perché credesse fortemente in un Dio Padre, Creatore del Cielo e della Terra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il crocifisso è un emblema di culto. In base alle convenzioni che questa società civile ha scelto di darsi non può essere oggetto di imposizione, né per la Costituzione Italiana, né per i valori espressi nella Costituzione Vaticana. Viceversa, chiunque scelga di identificarsi con la figura di un uomo che muore sulla croce ha il diritto di professare liberamente la propria fede religiosa, portarne con sé il simbolo, mostrarlo con orgoglio e confrontarsi in un clima dialogante con quanti portano con sé convenzioni diverse, frutto di tradizioni lontane spesso molto più simili alle nostre rispetto a quanto questo approccio da crociata in terra Santa non abbia mai permesso di appurare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allah non è una divinità capricciosa, crudele, vendicativa. Non più di quanto lo stesso non si possa dire di un Dio che chiede ad Abramo di sacrificare il suo unico figlio, così, solo per vedere se avrebbe ubbidito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In arabo, Allah significa semplicemente Dio. Chi prega Allah, non sta facendo altro che pregare Dio. Se pensate che esista un unico Dio, beh, allora fidatevi: state pregando tutti dalla stessa parte. E’ un po’ come se ci fosse in campo una sola squadra, ma sugli spalti due tifoserie distinte continuassero a darsele di santa ragione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così, per... convenzione!</description>
            <author>_MinasMorgul_</author>
            <pubDate>Fri, 13 Nov 2009 17:27:10 UT</pubDate>
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            <title>In mezzo alle gambe</title>
            <link>http://it.netlog.com/_MinasMorgul_/blog/blogid=7132911</link>
            <description> tratto dal post del 26 ottobre 2009 - 18.00, sul blog &lt;a href=&quot;http://it.netlog.com/go/out/url=-aHR0cDovL3d3dy5ieW9ibHUuY29t&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt; di Claudio Messora - www.byoblu.com&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;In mezzo alle gambe&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’era una volta il sesso, o meglio, la libido. Era un’area sacra ed inviolabile, l’ultimo baluardo di un es freudiano ingabbiato dalla paura, vituperato dalla morale, imprigionato dalla legge in nome proprio di quella libertà che esso rivendica per natura.&lt;br /&gt; La società imponeva compromessi, moderazioni, autocensure, castrazioni chimiche e mediatiche, creando maschere pesanti e deformanti da indossare ovunque: al lavoro, con gli amici, in chiesa, perfino in famiglia. Ma in camera da letto, una volta chiusa quella maledetta porta che ci separa dal resto del mondo, almeno lì!, la maschera cadeva e tra le lenzuola comandava un unico dio: il fallo ctonio, quello primordiale, l’istinto primario ed insopprimibile che nessuna cintura di castità è mai – fortunatamente – riuscita a debellare, a ridurre in schiavitù, a piegare alle regole della buona creanza, del bon-ton, sul quale nessuna accademia ha mai pubblicato un galateo perché il fallo solare (il logos, la parola, il membro che si evolve da quello ctonio e che ha come fine penetrare la società) non vi ha alcun dominio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora il fallo solare si avventa su quello ctonio e cerca di manipolarlo, strumentalizzarlo. Una masturbazione metaforica autocannibile, dato che la libido è la pulsione originaria e principale – addirittura l’unica secondo Freud –, ovvero quella forma di energia junghiana dalla cui sublimazione nasce l’interesse verso scopi solari, come l’arte, la ricerca, la politica. Insomma, il desiderio sessuale ci mette sia il carbone che il fuochista, mentre la mente ci mette il macchinista che guida il treno facendogli svolgere servizi utili alla collettività. Adesso, è come se il macchinista si rivoltasse contro il fuochista e gettasse tutto il carbone giù dal treno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il logos rinnega le sue origini e dopo avere abdicato alla sua vocazione espansionistica, adesso vuole svuotarsi di ogni contenuto per afflosciarsi su se stesso come una bell’aquilone senza l’anima di metallo. La politica dei velinisti, dei tronisti, della televisione urlata, dei ministri che si turano le orecchie di fronte a milioni di italiani, dei senatori che lanciano libri al presidente della camera ha ridotto l’arte della parola a quella della mimica circense. L’erezione del fallo solare che, come un grattacielo, di piano in piano punta ad innalzarsi verso cieli spaziosi dove le evoluzioni e le acrobazie degli intelletti catturano gli sguardi meravigliati dei popoli a terra, spalancando loro le bocche, è stata sostituita da quella fisica e primitiva del fallo ctonio, al quale si è permesso di saccheggiare, stuprare, dare alle fiamme anche il domino dell’arte, della filosofia, della retorica. La dialettica non è più basata sulla logica, ma sulla contrapposizione pornografica, sulla rappresentazione strumentale di totem e spaventapasseri assurti a icone della libido selvaggia ed incontrollata: il trans è l’ultima frontiera dello scontro politico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Marrazzo è andato con un trans.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se fosse andato a puttane come tutti gli altri, adesso sarebbe un eroe. Sarebbe l’emblema del maschio italico di Tariconica memoria, la trivella perforante dalla punta in diamante puro che riempie di buchi qualsiasi tipologia di suolo, che feconda con la sua compulsiva, insaziabile, cieca e brutale virilità ogni terreno fecondo, ogni cavità uteriforme, ogni vagina deambulante, il maschio dominante, il maschio alpha che nella gerarchia di un gruppo di scimmie può disporre di qualsiasi femmina. Sarebbe come Berlusconi per l’immaginario dei suoi elettori: il simbolo della potenza sessuale, del raggiungimento dell’eden maschile ove si accede solo dopo avere onorato, pregato e servito con ostinazione ed efficienza le tre divinità assolute: potere, ricchezza, sesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se invece fosse andato con un gay, rivelando una natura omosessuale, ora sarebbe l’uomo coraggioso, quello che si è affrancato dalla retorica catto-farisaica confessando alla sua famiglia l’intima natura delle sue inclinazioni spirituali e sessuali. Sarebbe l’icona dell’orgoglio omosessuale, il vessillo, la bandiera del prossimo Gay Pride. Avrebbe un posto in parlamento per difendere i diritti delle coppie di fatto, dei matrimoni-gay, delle adozioni gay. Sarebbe un più che strategico antagonista della teodem Binetti per un PD a vocazione maggioritaria che deve dimostrare pluralismo di posizioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Invece è andato con un transgender, ovvero un esponente di quella cultura che propone una visione dei sessi e dei generi fluida, rivendicando il diritto di ogni persona di situarsi in qualsiasi posizione intermedia fra gli estremi maschio e femmina stereotipati, senza per questo dover subire stigma sociale o discriminazione.&lt;br /&gt; Il povero Piero non può essere orgoglioso di essere soggetto passivo di penetrazione perché non è gay, né può giocarsi la carta dello stallone italiano perché non è andato con una donna, quindi non rientra in nessuna delle categorie culturalmente protette, o forse rientra in entrambe! Non è una posizione – scusate il gioco di parole - socialmente facile. Non lo invidio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cos’è che rende ricattabile un politico in base ai suoi gusti sessuali? Non certo l’esistenza di un video e neppure l’esistenza di un ricattatore. La disponibilità a pagare il ricatto dipende dalla sussistenza di un interesse da tutelare. Quale interesse deve tutelare un politico che è stato ripreso da un videofonino mentre il suo fallo ctonio se la spassa alla grande? L’onorabilità, la reputazione. Ma l’onorabilità dipende da ciò che la cultura dominante ritiene essere onorevole o disonorevole. Se la nostra fosse una società scandinava come quella dei vichinghi - non a caso definiti barbari dai monaci amanuensi che detenendo il monopolio della cultura tramandavano ai posteri quali popoli erano da considerarsi civili e quali no – la sera anziché andare al cinema saremmo tutti insieme, riuniti davanti al focolare, impegnati ad amarci appassionatamente e collettivamente, con serenità e allegria.&lt;br /&gt; Invece non siamo incivili. Al contrario, apparteniamo ad una società civile, il che tra le altre cose significa crescere con un’idea del sesso come quell’unica nota stonata all’interno di quel meraviglioso, sublime, perfetto e ampiamente decantato marchingegno che è il corpo umano. Insomma si può mangiare in pubblico, si può dormire in pubblico, si può perfino urinare in pubblico – provate a entrare nei bagni di un autogrill – ma non ci si può accoppiare in pubblico. La sessualità dequalifica il possessore, l’utilizzatore finale del corpo che la esercita. Il fallo ctonio è ridotto a mero cane da passeggio, svilito ed umiliato per lunghi anni anche all’interno dello stesso ambito familiare: non lo fo' per piacer mio ma per dare figli a Dio, era la giustificazione delle donne per aver dovuto cedere alla debolezza della carne. La stessa parola debolezza è significativa. E’ come se uno dovesse parlare di debolezza dell’intestino se cede all’istinto più o meno quotidiano alla defecazione, o di debolezza dello stomaco se è sopraffatto dalla fame. Poi c’è la debolezza della vescica, ma anche l'impertinente debolezza dei piedi che deambulano senza posa, quella delle mani che non sanno resistere ad esercitare la loro prensilità, la debolezza del dito che desidera una narice, quella degli occhi che cedono al sonno e così via. E’ quantomeno curioso e necessita di approfondimento.&lt;br /&gt; Ancora più curioso è che, nonostante la libido sia segregata nei sotterranei cupi della nostra intimità, al riparo da occhi indiscreti, la società civile rivendichi a sé il diritto di carpirla e svelarla allo sguardo collettivo con un atto violento, perentorio, d'uffio, in aperto contrasto con la forza moralizzatrice che prima intima di seppellire il cadavere e poi viene di notte con una pala per dissotterrarlo e farne scempio. E' la società di chi ti offre un piacere privato e poi ti riprende con un videofonino per renderlo pubblico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cos’è, dunque, che rende ricattabile un politico in base ai suoi gusti sessuali? Noi. Il nostro giudizio. In un mondo dove la sessualità non fosse demonizzata, verrebbe a mancare l’elemento fondante per la riuscita di qualsiasi rapimento: l’ostaggio. Se chi entra in possesso di immagini che testimoniano niente più che la libera espressione della sessualità non avesse in ostaggio la nostra onorabilità - e questo può accadere solo in una cultura dove la sessualità non riceve un trattamento speciale rispetto alle altre manifestazioni naturali del corpo -, non avrebbe nessuna merce da scambiare, nessun segreto da svelare, alcun bene da restituire, e con l’auto blu ci si potrebbe andare dall’avvocato, come al ristorante per una veloce pausa pranzo, così come a casa o alla ricerca di un bar se la debolezza della vescica chiama, o dal nostro amante – transessuale o meno - per mezz’ora di relax in un’agenda fitta di impegni di lavoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E nel caso ve lo domandaste… sì: vale per Marrazzo come per Berlusconi. Vale per chiunque. Non ho mai abbracciato la campagna sul giro di escort a palazzo Grazioli – se ti do una casa in affitto poi non vengo a sindacare cosa fai di notte –, per il semplice fatto che ci sono argomenti più seri e definitivi da mettere in campo. Ci sono domande vere, che le domande inutili coprono quasi volutamente. Ci sono documenti storici che nessuno contesta e di cui nessuno rimarca la strabiliante corrispondenza con quanto accade in questo paese. Ci sono dimissioni da chiedere per evidenze giuridiche che proiettano ombre di proporzioni mostruose sulla legittimità del governo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando la dialettica politica e le sue radici millenarie si riducono ad un confronto sul numero di eiaculazioni - e di palle -, significa che al posto delle meravigliose circonvoluzioni che le idee superiori disegnano in cielo, tenendo costantemente il popolo a testa alta, si preferisce fare in modo che la gente si guardi in mezzo alle gambe, per non vedere quello che succede intorno.</description>
            <author>_MinasMorgul_</author>
            <pubDate>Sat, 31 Oct 2009 15:50:22 UT</pubDate>
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            <title>AVERE E NON AVERE</title>
            <link>http://it.netlog.com/_MinasMorgul_/blog/blogid=6910267</link>
            <description>tratto da &lt;a href=&quot;http://it.netlog.com/go/out/url=http%3A%2F%2Fwww.beppegrillo.it&quot;target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;www.beppegrillo.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;5 Settembre 2009&lt;br /&gt;Avere e non avere&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avere e non avere. Lavoriamo più degli schiavi ai tempi dei Faraoni. Per trent'anni. Quarant'anni, cinquant'anni. L'età della pensione si allontana fino a coincidere con quella della morte. Il lavoro ha, sempre più spesso, come unico obiettivo uno stipendio. Non è importante che il lavoro sia utile, necessario per la società o per l'individuo che lo svolge. Lo scopo di un'attività è, di solito, il denaro che se ne può ricavare. Denaro che serve per comprare beni inutili, prodotti da altre persone che fanno altrettanti lavori inutili. Per rendere utili beni inutili, aumentare la salivazione dei consumatori, abbiamo inventato l'industria della pubblicità. Un inganno colossale, un'autoipnosi a fini di lucro.&lt;br /&gt;C'è una perdita di senso, di scopo complessivo. Siamo panni lavati e rilavati in una lavatrice con il programma impazzito. L'informazione e la pubblicità, una volta separate, si sono unite, compenetrate in una forma oscena che è ovunque, che giustifica tutto. La distruzione del pianeta, la cancellazione del tempo (nessuno ha più tempo..), la perdita di significato, la mancanza di valori al di fuori di quelli economici. Abbiamo allungato la vita per non poterla vivere, siamo troppo occupati a produrre. Avere, siamo drogati dall'avere, lavoriamo per avere. Abbiamo trasformato il mondo e noi stessi in un PIL, in prodotti a scadenza. Abbiamo tutto, ma non abbiamo più nulla.&lt;br /&gt;In una società basata sulla produzione in quanto tale, a qualunque prezzo, chi perde il lavoro è una zavorra. E' fuori dai giochi. Per sopravvivere è necessario lavorare, fare qualunque lavoro. Il progresso è lavoro, il futuro è lavoro. Il progresso, invece, dovrebbe essere la diminuzione del lavoro. L'eliminazione del lavoro inutile. Lavoro per tutti, solo se utile e in modica quantità.&lt;br /&gt;La dannazione del lavoro ha il suo &amp;quot;altro&amp;quot;, il suo specchio, nei parassiti sociali. Quelli che, grazie al lavoro inutile degli altri, non lavorano. Sono dei divoratori di risorse umane e ambientali. Non hanno un lavoro vero e proprio, ma manipolano e posseggono il denaro, quantità spesso enormi di denaro. Sono gli addetti alla leva della ruota in cui girano, inconsapevoli, i lavoratori. La diseguaglianza sociale rende obbligatorio il lavoro inutile. La solidarietà sociale e una equa distribuzione dei beni cancellerebbe ogni produzione fine a sé stessa e i parassiti economici.. Che senso ha avere, nello stesso Paese, l'Italia ad esempio, milioni di persone sotto la soglia di povertà, milioni di disoccupati e centinaia di migliaia di persone ricche a dismisura? Cosa vuol dire &amp;quot;vivere&amp;quot; nello stesso Paese per gli evasori e per i precari? La povertà è la materia prima del consenso dei regimi. Vanno stabilite una soglia di ricchezza e una soglia di povertà, entrambe da non superare. Avere e non avere.</description>
            <author>_MinasMorgul_</author>
            <pubDate>Sun, 06 Sep 2009 23:26:24 UT</pubDate>
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            <title>GENERALMENTE SONO DI PICCOLA STATURA E DI PELLE SCURA...</title>
            <link>http://it.netlog.com/_MinasMorgul_/blog/blogid=6576822</link>
            <description>tratto da un post &lt;a href=&quot;http://it.netlog.com/go/out/url=http%3A%2F%2Fwww.beppegrillo.it&quot;target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;www.beppegrillo.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;“GENERALMENTE SONO DI PICCOLA STATURA E DI PELLE SCURA. Non amano l’acqua, molti di loro puzzano perchè tengono lo stesso vestito per molte settimane. Si costruiscono baracche di legno ed alluminio nelle periferie delle città dove vivono, vicini gli uni agli altri. Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti. Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci. Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti. Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l’elemosina ma sovente davanti alle chiese donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti. Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro. Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti. Le nostre donne li evitano non solo perchè poco attraenti e selvatici ma perchè si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro. I nostri governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel nostro paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali.” (Ottobre 1912 – Dalla relazione dell’Ispettorato per l’Immigrazione del Congresso americano sugli immigrati italiani negli USA)</description>
            <author>_MinasMorgul_</author>
            <pubDate>Sun, 05 Jul 2009 19:59:04 UT</pubDate>
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            <title>Conan il Barbaro</title>
            <link>http://it.netlog.com/_MinasMorgul_/blog/blogid=6567914</link>
            <description>Stasera su Rete(abusiva)4 c'è &lt;strong&gt;Conan il Barbaro&lt;/strong&gt; di John Milius con Max von Sydow, James Earl Jones, &lt;strong&gt;Sandahl Bergman&lt;/strong&gt; :-D''' e Arnold Schwarzenegger. Colonna sonora semplicemente spettacolare di Basil Poulidoris. Film di culto per gli amanti del fantasy.</description>
            <author>_MinasMorgul_</author>
            <pubDate>Fri, 03 Jul 2009 21:33:52 UT</pubDate>
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            <title>Il Caote</title>
            <link>http://it.netlog.com/_MinasMorgul_/blog/blogid=6562002</link>
            <description>&lt;strong&gt;&amp;quot;Se introduci un po' di anarchia... se stravolgi l'ordine prestabilito... tutto diventa improvvisamente caos. Io sono un agente del caos. E sai qual è il bello del caos? È equo!&amp;quot; (&lt;em&gt;Il Cavaliere Oscuro&lt;/em&gt; di Christopher Nolan)&lt;/strong&gt;</description>
            <author>_MinasMorgul_</author>
            <pubDate>Thu, 02 Jul 2009 21:16:39 UT</pubDate>
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