http://netlog.com/_Cataclisma_SimoneSimone_Cataclisma_http://it.netlogstatic.com/p/tt/090/545/90545690.jpgItalyVeneto
_Cataclisma_
maschio - 20 anni
Su di me
Nulla è per sempre, tutto cambia,evolve e collassa. Siamo noi i padroni della nostra vita, perchè in fondo l' unica cosa che dobbiamo fare è MORIRE.
Altro su di me- Name
- Simone
- In cerca di
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- Amicizie
- Hobby
- Disegno, Musica, Concerti, Videogame
- Situazione sentimentale
- Sono sulla mia strada...
IL LETE (Il fiume dell’oblio)
Viemmi sul cuore, anima sorda e fiera,
ignavo mostro, adorabile tigre;
voglio tremando perdere le pigre dita
nel folto della tua criniera;
e la mia fronte, morsa dal dolore,
affondar nella tua gonna odorosa;
e respirar, come una vizza rosa,
il dolce lezzo del mio morto amore.
Vo’ dormire e non vivere, dormire!
Senza rimorso, con l’anima immersa
nel sonno, morte soave e diversa,
di baci il cupreo tuo corpo coprire.
Per spegnermi i singhiozzi entro la gola
nulla eguaglia l’abisso del tuo letto;
sulle tue labbra ha il forte oblio ricetto,
e il Lete nei tuoi baci umidi cola.
Deliziandomi ormai del mio destino,
l’orme ne seguirò, docile e pronto;
martire che sollecita l’affronto,
e il cui fervore infuria l’aguzzino,
succhierò per placare il mio rancore,
il nepente e il benefico veleno
dai vaghi capi dell’erto tuo seno,
che non ha mai imprigionato un cuore.
CHARLES BAUDELAIRE
Viemmi sul cuore, anima sorda e fiera,
ignavo mostro, adorabile tigre;
voglio tremando perdere le pigre dita
nel folto della tua criniera;
e la mia fronte, morsa dal dolore,
affondar nella tua gonna odorosa;
e respirar, come una vizza rosa,
il dolce lezzo del mio morto amore.
Vo’ dormire e non vivere, dormire!
Senza rimorso, con l’anima immersa
nel sonno, morte soave e diversa,
di baci il cupreo tuo corpo coprire.
Per spegnermi i singhiozzi entro la gola
nulla eguaglia l’abisso del tuo letto;
sulle tue labbra ha il forte oblio ricetto,
e il Lete nei tuoi baci umidi cola.
Deliziandomi ormai del mio destino,
l’orme ne seguirò, docile e pronto;
martire che sollecita l’affronto,
e il cui fervore infuria l’aguzzino,
succhierò per placare il mio rancore,
il nepente e il benefico veleno
dai vaghi capi dell’erto tuo seno,
che non ha mai imprigionato un cuore.
CHARLES BAUDELAIRE
