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femmina - 21 anni, milano, Italy


Blog / Poesia: Narrami d'amore

giovedì, 14 agosto 2008 alle 09:32

Sottofondo musicale usato: ( per una volta senza pianoforte )



“ Narrami storie d’amore. Narrami di una bella protagonista. Narrami di un principe gentile “

Potrei raccontarti allora qualcosa di banale,
potrei pronunciare parole sentite mille e più volte,
non esistono belle storie d’amore,
non esistono belle principesse ne gentili principi

“ Narrami storie d’amore “

Non è la storia di una bella principessa,
non è la storia di un principe gentile,
ma racconta d’amore, stammi a sentire.

“ Lui, viveva là, al castello,
ricco ma non nobile,
bello ma non abbastanza,
era cieco dalla nascita.

Sentiva e sentiva,
nella notte vedeva e vedeva,
ciò che gli occhi non gli permettevano.
Vestiva di seta e di lino ,
alto e slanciato,
ma nessuno lo voleva ,
“ non può vedere “
dicevano le belle principesse,
troppo vanitose per un uomo bello ma cieco.

* “ Vuoi ascoltare una storia d’amore ? ” *

Aspettava la notte,
per poter parlare con la voce,
melodica come una musica,
era sicuro che fosse una donna bellissima,
anche se i suoi occhi non poteva vederla.

Gli sedeva accanto,
sentiva la sua presenza,
ore e ore passavano,
parlavano, danzavano, ascoltavano,
e lei fino al mattino restava nella sua immobilità,
mentre l’uomo si addormentava sfiorava la sua gota ,
salutandolo.

In ogni storia d'amore c'è un po' di disperazione,
tutte le belle principesse sono sempre vanitose,
c'è chi soffre nel racconto più dolce,
i castelli delle prigioni.

* “ Vuoi ascoltare la triste storia d’amore ? ” *

Il cielo piangeva,
ma loro due come disperati amanti,
aspettavano il loro incontro,
e pian piano si innamorarono,
lui della sua voce, delle sue parole,
lei del suo udito, sapeva ascoltare,
“ Come ti chiami ?”
chiese lui alzando il viso verso lei,
le sorrise, tristemente,
e come era solita a fare carezzò una sua gota
“ non cercarmi, non mi troverai “
poi, scomparse in un istante.

E intanto nel castello,
le voci giravano, maligne e curiose,
“ L’uomo dal bel’ aspetto ma cieco,
ogni notte, fino all’alba,
parla solo nella sua stanza “

“ Non sono pazzo “
rispondeva, umiliato,
alle voci che sentiva,
sapeva che quella donna esisteva.

* “ Vuoi ascoltare l’ingannevole storia d’amore ? ” *


“Dimmi chi sei.”
Gli domandò, ma ella non rispondeva.
“ Che dama di questo castello sei ? “
Abbassò il vacuo sguardo , l’amaro sorriso si dipinse sul suo viso
“ Perché vuoi saperlo ? “
La sua identità segreta, la sua esistenza una condanna.
“ Voglio prenderti come mia sposa, voglio sapere il nome della donna che amo “
E a quelle parole si commosse,
lo guardò, era un uomo sincero, era il suo amore.
“ Vieni con me “
in una delle sale del castello lo condusse,
in una stanza buia e oscura lo fece entrare,
era una camera ormai consumata, dimenticata.
Prese una sua mano, la sollevò,
e gli fece toccare un logoro quadro.
Aveva occhi affilati,
un naso piccolo,
un sorriso furbo sulle labbra,
i capelli incorniciati sul suo volto bello e ovale,
giovane e bella in un tempo di guerra.
“Troppi anni sono passati.
Sono un ricordo dimenticato.”

* “ Vuoi ascoltare l’assurda storia d’amore ? ” *


E dai suoi occhi troppo bianchi,
pianse,
lacrime di sangue,
disperandosi dell’amore che non poteva ottenere,
della donna che amava ma che non poteva avere.
E fin da piccolo,
con i suoi occhi chiusi,
i fantasmi poteva vedere,

Calò la notte,
e lei era là,
nel silenzio si potevano ascoltare,
con fiducia ci si poteva far toccare,
con gli occhi chiusi si potevano vedere,
“ Vieni con me “
sussurrò al suo orecchio all’uomo che amava,
lui la strinse a sé,
ma fluttuò tra l’aria,
sfiorò allora le sue labbra.

Sono sempre gli amori impossibili a farci innamorare.


al boato di un tuono prese la sua decisione,
cos’era la vita, se poteva stare con lei per l’eternità ?
E nella sua mortale morsa,
pian piano i sensi perdette,
e un ultima cosa udì prima di morir,
“ Elenne, è il mio nome ”
al contatto con un soffice cuscino,
dolcemente soffocò ucciso dal suo amor.

* “ Vuoi ascoltare la crudele storia d’amore ? “ *

E di lui fu detto che era impazzito,
fino all’orlo del suicidio,
ma una vecchia leggenda riaffiorò,
e chi dimorava là,
nel castello dalle stanze troppo grandi,
dall’eco troppo rumoroso,
viveva una donna, morta ormai da anni,
in un tempo di guerra,
la sua anima si diceva che era ancora là,
e all’anniversario dell’amato marito deceduto ,
una vittima aveva sempre mietuto.
Elenne era il suo nome

Le belle storie d’amore sono sempre tristi,
le belle principesse sono sempre infelici,
i gentili principi sono sempre ingenui.
I castelli delle prigioni. “

Eppure voglio credere, che quel giovane, bello ma cieco lei abbia amato,
scegliete voi il finale che più vi aggrada,
se ceca di rabbia e d’amore per il suo marito morto in guerra,
o
innamorata dell’uomo ricco ma non nobile, bello ma non abbastanza,cieco dalla nascita

Non è la storia di una bella principessa,
non è la storia di un principe gentile,
ma racconta d’amore.
Statemi a sentire.

Owari.



Note: Non so se mi piace, noto che c'è qualcosa di che stona ma non capisco cosa...bho,me ne farò una ragione( sono molto interessata si nota? ), cmq questa si ricollega ad un altra poesia, dove c'è una donna che girovaga da città in città a raccontare le sue storie, mi piace molto come personaggio, spero di farci una storia un po' più seria un giorno. Cmq personalmente di questa poesia, credo che Elenne l'abbia ucciso senza amarlo...ma in verità non lo nemmeno io...O__o


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Commenti 1

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    † 黒い影 † (venerdì, 29 agosto 2008 alle 09:56)

    Guarda, l'unico chiaro,povero di parole e lindo messaggio che vuole far trapelare questa poesia sia soltanto uno:

    "L'amore è cieco"

    E'un sottile esempio di come l'amore in tempi bui sia un sottile fascio di luce che noi tutti rincorriamo per sollevarci dalle tenebre. E infatti lui cercava la sua luce,e l'ha trovata in un fantasma. Lui ha preferito uccidersi semplicemente perché voleva quella luce, perché senza avere la vista è comunque riuscito a vedere con il cuore che la sua vita era una condanna.

    Per quanto riguarda invece l'immagine secondo me ciò che stona è la maschera che ha in mano l'uomo. Che senso avrebbe nascondere la sua cecità se tutti lo sanno? Che senso avrebbe inoltre mascherare un bel viso ma non abbastanza?

    Comunque la poesia mi è piaciuta molto, è molto scorrevole e da l'idea di cosa ci può portare a fare l'unica cosa dolce di questo mondo.

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