http://netlog.com/Thesacrifice2006DeborahDeborahThesacrifice2006http://it.netlogstatic.com/p/tt/094/889/94889402.jpgItalyLombardia Pagina profilo di Thesacrifice2006

Thesacrifice2006

online femmina - 21 anni, milano, Italy


Blog / Fan fic: Io la vita e tu la morte

giovedì, 30 agosto 2007 alle 13:09

Altra storia lasciata in sospeso...^^"

Io la Vita, tu la Morte

Prologo

“ Ti raggiungerei. Ti amerei. Ti bacerei.

Ma…non posso.

O solo un ala per volare. Non è abbastanza per raggiungerti. Tocco ancora la terra.
Ti amerei se fosse possibile. Ti amerei se solo avessi un cuore. Te lo donerei.
E ti bacerei se tu fossi qua. Le tue labbra gelide sulle mie. Un lieve sfiorarsi.

Non o speranza di raggiungerti.
Non o lacrime da versare.
Io sono la Vita e tu la Morte.

Due confini differenti, due mondi, due anime.
Stringo la tua mano.
Svegliati per favore.
Non posso addormentarmi io.

Vivrò per te, con il dolore del tuo sorriso, con l’amore nel cuore.
Sei qui?
Urla, ti potrò sentire.
Trapassami, ti potrò toccare.
Uccidimi, ti potrò raggiungere.

Un ala a me. Un ala a te.
Io non posso volare fino a te. Tu non puoi arrivare fino a me.
Cielo e terra.
Ci sfioriamo continuamente ma non ci incontriamo mai.
Perché siamo stati divisi. Perché non ci siamo mai incontrati.

Io faccio nascere, io sono la Vita, do la speranza.

Tu dai sofferenze, tu la Morte, dai il sonno eterno.

Io l’inizio, Tu la fine. Io la vita e Tu la morte.

Ma un giorno ci siamo incontrati e ti ho amato immensamente.
Possibile?
Ho amato chi non dovevo.
Ho toccato chi non dovevo sfiorare.
Ho baciato le labbra fredde con le mie calde.

Ti ho amato ma non posso più farlo, né ti sfiorerò, né ti bacerò mai più…

Ci rincontreremo in una eternità non troppo lontana ? “

Capitolo 1

“Ho amato chi non dovevo. Ho toccato chi non dovevo sfiorare.
Ho baciato le labbra fredde con le mie calde. Ho fatto del mio nemico il mio amante.”

Esisto da molto tempo.
Esisto da sempre.
Io Esisto.

Ho attraversato tutti i secoli, periodi, civiltà.
Dai rozzi primitivi agli eleganti greci.
Dai forti romani fino a voi che siete di passaggio.

Non sono un entità.
Non sono una di quelle creature fantastiche che chiamate vampiri.
Non sono un angelo.

Sono la Vita.
Sono colei che dà speranza.
Che maledite oppure amate. Dipende dai casi.

Ho scelto la mia forma sottoforma di un essere umano.
E se proprio dovevo scegliere, allora scelsi un essere umano bellissimo.
Ma non mi sono di certo limitata ad essere bella.

Ho fuso il cielo, quello che io non potrò mai toccare, nei mie occhi.
Ho colorato i miei capelli di terra e illuminati del colore del sole.
Ho scelto di avere un espressione acuta, certe volte fredda scolpita sul mio viso.

Sono così da quando lo decisi, e passo l’eternità con questo aspetto, con quello di una donna meravigliosa che fa innamorare chiunque.

Si. Io voglio che mi si ami.
Ma con questo sguardo freddo sono io che non mi posso innamorare nessuno.
O almeno così credevo fino a quando non lo incontrai.

La mia metà. Ma non intendo nel senso patetico che definite voi.
Incontrai la mia metà. Incontrai il suo sguardo ancor più gelido del mio. Incontrai il mio nemico.

La morte

…e me né innamorai perdutamente.



Non l’avevo mai visto prima di quel giorno.
Però nel corso di tutti quei secoli ci sfioravamo sempre, ma mai ci incontravamo.
Mi ripugnava la sua solo presenza, odiavo solo il fatto che esistesse.
Ma quando lo vidi, cambiai idea, e quando lo conobbi lo amai immensamente.
L’avevo odiato….e poi amato.

Sono davvero una donna lunatica. Mi si potrebbe definire così.

Quando creavo, ancora quando il mondo era un abisso di fuoco e terra,vedere piccoli esseri che mutavano, crescevano e procedevano con tutte le loro forze…questo mi rendeva felice.
Ciò che mi rattristò fu la loro morte.
Se gli avevo permesso la vita allora perché morivano?
Perché non avevo nessun potere sulla loro fine ?
La prima volta che mi porsi queste domande lo odiai.
Odiavo chi li distruggeva. Come aveva potuto? Con quale cuore?
Ma “lui” non ha cuore proprio come me.
Se un giorno ci saremmo incontrati…allora gli avrei esposto le mie domande e sfogato la mia rabbia.
Decisi questo.
E i miei occhi si fecero ancor più di ghiaccio e io divenni una donna ancora più fredda.

Ciò che creo non deve essere distrutto.
Volevo creature immortali. Volevo creature che vivessero per sempre, proprio come me.
Ma è pura utopia, il mio è solo un triste sogno. Ma dietro a questo sentimentalismo c’è solo dietro un abisso di egoismo.
E solo lui è riuscito a capirlo. A capire la mia triste natura….anche io volli fare la stessa cosa con lui…e rivelò altri ancor più tristi e oscuri.

Ma vi prego, abbiate pazienza, questa è solo una lunga introduzione, vi racconterò di quando ho amato e sofferto.

Piegata su me stessa per ogni essere vivente provavo dolore, le fitte erano così tante che non riuscivo a contarle.
E se avrei avuto lacrime, avrei pianto a non finire. Ma questo ghiaccio non si scioglie.
“ Perché ?”
Quante volte ho ripetuto questa parola ?
Disperata gridavo il mio dolore. Rassegnata l’odiavo con tutta me stessa.
Non c’era bisogno di lui. Dovevo solamente esistere Io.
Ma Dio diceva che quella era il “ciclo naturale” e che se non esisteva lui, nemmeno io sarei mai esista.
Non potevo disobbedire alle sue parole così simile ad ordini.
Ma ora….se solo potessi…volerei, lo raggiungerei….e Dio…bhe….non me né importerebbe nulla.
Ma ci è impossibile.
Un ala a me, un ala a lui. Io la destra bianca, lui la sinistra nera.
Siamo gli unici due “angeli” che non possiamo volare.
È quasi un insulto, un umiliazione….ma soprattutto una sofferenza troppo grande da sopportare.
Mai nessuno riuscirà a raggiunge l’altro.
Mai ci potremmo più sfiorare.
E quando abbiamo potuto ci siamo amati.
Ma ora…Dio c’è la impedito.
È impensabile che Io lo ami. Tutto in questo mondo cambierebbe, nulla sarebbe più come prima.

Brutalmente siamo stati divisi….per sempre.

Ma io non ci credo, non ci voglio credere. Non so come ma ti raggiungerò.
Le metà servono per coesistere vero?
Bianco e nero.
Bene e male.
Vita e morte.
….possiamo….dobbiamo stare insieme, perché così che deve essere.
Mi dispiace il mio egoismo non riesce a pensare di meglio.

Se vi racconto l’inizio di questa storia, e vi potrà apparire triste….allora la fine non sarà delle migliori.

Ma questa….non è una storia triste, mi accingo a raccontarvi una storia d’amore….

E ora….

Vi prego, lasciate che vi racconti di lui, che vi racconti di me.
Lasciatemi dire di quanto l’amai, lasciatemi dire che non potevo,
….lasciatemi narrare questa storia proibita.

…Continua…

Capitolo 2

Inizierò a raccontarvi dalla prima volta in cui sentii parlare della sua presenza.
Non incomincerò a dirvi di quanto l’abbia amato ma di come io stupidamente l’abbia odiato.
Sarebbe troppo facile, troppo bello, se il mio sentimento fosse stato unicamente solo amore.
Ma ho odiato.
Anche se ho scelto di essere una bellissima donna simile ad una statua di marmo bianco, non vuol dire affatto che io sia bella anche dentro per di più sono anche un egoista.
“ Bella” non rientra in ciò che sono realmente, inganno solamente voi e me stessa con questo magnifico aspetto.
Ma Lui non amò la donna, ma me. La mia essenza.
…anche se forse…sinceramente….questo aspetto mi è servito.

La terra era acqua e fuoco.
Esistevo. Per qualche motivo esistevo, non sapevo per quale ma dovevo per forza avere una ragione se dimoravo in quel mondo.
Dovevo trovarla.
Non sapevo ancora nulla del mio creatore, e non sapevo chi ero io né come ero fatta.
Trascinavo la mia anima con me, senza nessuna meta.
Fu la forza in credere in qualcosa che mi portò avanti. Io dovevo “ vivere”
Non so quanto passò, non sapevo cosa significasse la parola “ tempo” e io incessantemente cercai qualcosa, qualcosa che potesse giustificare la mia esistenza.
Dovevo credere che sarei servita a qualcosa, altrimenti, poi come mi venne detto, sarei scomparsa.
Fui una delle tante anime di “prova”.
Dio mi creò per vedere quanto era forte la mia anima, quanto potevo resistere senza sapere, senza uno scopo.
Qualche secolo bastò per convincerlo.
Nel mio pellegrinaggio di dolore e di follia diventai forte. Ma ero anche triste.
Sola. Ero completamente sola.
Stavo ormai perdendo le speranze, volevo andarmene anche se non sapevo da dove fosse l’uscita.
Rassegnata ormai non avevo più meta…non l’avevo mai avuta.
Non sapevo che direzione prendere.
Fui completamente terrorizzata.
Credevo di essere la sola a provare quel angosciante dolore…ma scoprii che non era così.
Lontano da me, anche qualcun’ altro stava soffrendo, quando mi raccontò la sua storia né rimasi profondamente colpita.
Il mio dolore non era nulla confronto al suo.
Se io credevo di aver conosciuto il dolore…allora ero davvero una stupida!
Ma a quel tempo io sapevo solo della mia presenza, e nulla poteva importarmi.
Non potevo preoccuparmi di nessun’ altro perché non esisteva.
Guardavo il mare ancora freddo appena nato dai ghiacciai.
“ Cosa ci faccio io qui ? “
Mi domandai triste.
Volevo disperatamente avere uno scopo.
Uno scopo davvero importante. Non volevo più essere il nulla.
Lo desiderai ardentemente, con tutta me stessa, con tutta la mia anima.
E così….da questo pensiero…

Conobbi il mio creatore.

Restai stupita, sgranai gli occhi azzurri alla sua divina presenza.
Mi era simile, ma era profondamente diverso.
Credevo di essere bella…ma nessuna bellezza poteva eguagliare la sua.
Non era magnifico, molto di più di questo aggettivo che su di Lui sarebbe stato solo un insulto.
Sollevai un braccio e toccai il suo viso. Era diafano, forse troppo, ma ai miei occhi quello fu solo un sinonimo di bellezza.
-….Chi sei….? – ebbi stranamente paura a chiederglielo.
Passò delicatamente una mano tra i miei lunghi e fini capelli, e me né mise una ciocca all’indietro.
Abbozzò ad un sorriso, ma fu lo stesso bellissimo, qualcosa però nei suoi occhi era triste.
- Sono il tuo creatore, perdonami se ti ho fatto soffrire.-
Scossi il capo in segno di umile contraddizione, la sua sola presenza mi fece dimenticare i secoli di agonia, tranquillizzava i miei timori e il caos che troppo a lungo regnava nella mia anima.
Non so come ci riuscì, ma lo fece.
- Non ai niente di cui farti perdonare, piuttosto sono io la colpevole che non ti ha mai ringraziata per questa esistenza. -
…nonostante tutto…nonostante il dolore, io ero felice di esistere.
Fu lui a toccare il mio viso, io con il mio tocco avevo paura di osare troppo, avevo già osato abbastanza sfiorandoli il viso.
- Ora però sai che esisto, quindi non rattristarti. Sei stata un anima forte, ti darò uno scopo. -
Alzai il viso che avevo abbassato. Troppo sorpresa non riuscii a dire una parola.
- Uno scopo molto importante, sarai una delle mie creature più importanti, una tra le quali amerò più di tutte.-
Non seppi mai quali erano le altre sue creature più amate, ma tra questi c’era un angelo chiamato Lucifero sentii dire.
Di sicuro non avrei mai occupato il suo posto, ma ero comunque importante. O almeno spero.
Io lo amavo.
Fu lui che amai per primo, ma solo perché era il mio creatore, nient’altro che questo.
Amo. Dirò questa parola molte volte, ma non dovete prenderne il significato che né date voi.
Amo molte cose e esistenze, e né odio anche tante.

Usare però questa parole per lui, per colui che amai davvero è solo una parte di quel sentimento che provo….è molto di più. Spero lo capirete durante questa storia.

Mi rassicurai al suo divino tocco, qualcosa in me palpitava ma non era il cuore, non l’avevo.
- Cosa vorresti….? Che scopo vorresti avere?-
Mi chiese gentilmente a voce bassa e dolce.
Volevo un motivo per esistere, ma non sapevo quale, durante in quei secoli lo cercai ma non lo trovai.
- Io vorrei….-
mi bloccai, come suonava egoista quella parola…mi corressi subito davanti alla sua gentilezza
– Desidererei….uno scopo….molto importante, qualcosa che mi faccia stare bene, sapere che servo a qualcuno.-
il mio melodico tono si fece più sicuro, e rispettosamente alzai lo sguardo azzurro
verso il suo color blu…un profondo blu.
-Vorrei che con la mia esistenza non soffra nessuno, se anche altre anime potranno avere un corpo vorrei che stessero bene, che mai patirebbero.-
Rise sommesso.
- Mi chiedi troppo, questo non posso farlo.-
Lo guardai incantata, quando sorrise diventò ancora più magnifico.
-…però posso darti qualcosa di simile. È un dono prezioso. La vita.-
-….la vita ?-
Rimasi affascinata da quella parola.
- Tu vivrai per sempre.-
Che terribile destino il mio, ma allora non seppi neanche a cosa andai incontro, a cosa feci e che terribile desiderio espressi !
- E darai, tramite me, l’esistenza. Anime con dei corpi. Potrai farlo. -
Se ci sarei riuscita, avrei pianto, ma i miei occhi non si scioglievano. Di impeto lo abbracciai.
- Mio Signore ti ringrazio -
Fu più forte di me, sapevo che non dovevo, né pensare di toccarlo ma volevo comunque esprimerli la mia gioia e la mia immensa gratitudine
Strinsi la sua veste biancastra, che definirei simile ad un kimono asiatico.
Cinse delicatamente le mie esili spalle e mi allontanò dolcemente.
- È questa la tua scelta..?- solo ora, dopo secoli e secoli, ricordando non mi accorsi che la sua splendida voce e il suo sguardo furono tristi nel momento in cui mi porse quella fatale domanda.
- Si e io ti rendo grazie. Ho uno scopo….finalmente o uno scopo.-
Dissi l’ultima frase più a me stessa che a Lui.
- So che sarai abbastanza forte per sopportare questo destino, non deludermi, io credo in te.-
Non capii le sue parole…in quel momento.
Arretrai di qualche passo, e d’istinto sentii che mi ebbi l'obbligo di inchinarmi alla sua divina presenza alle sue ali immense, ai suoi lunghi cappelli argentei che incorniciavano il suo pallido volto, a Lui….al mio signore che mia aveva dato la vita e che mia aveva permesso di darne altra.
Mi sembrò un sogno.
Il mio sguardo fu posato sulla fredda superficie, pochi istanti dopo anche Lui si chinò e alzò il mio viso.
- Non devi.-
E invece si che dovevo…ma non osai contraddirlo.
Si avvicinò e lievemente con le labbra sfiorò la mia fronte, chiusi gli occhi, e toccò appena le mie palpebre con quelle morbide labbra che io non osavo nemmeno immaginare farle mie.
Si accostò al mio orecchio e mi sistemò una ciocca di capelli più chiara, quasi bionda dietro ad esso, e poi sussurrò quel dolce complimento a cui arrossii.
- Ai dei magnifici occhi.-
Scomparve lasciandomi sorpresa, mi voltai un po’ guardando dietro di me per conformare ciò che immaginai.


Avevo un ala bianca. Un ala stupenda.



Successivamente il sogno diventò incubo.
La mia gioia in follia.
La mia ala solo una cicatrice che fa rammentare il dolore.
Il mio fardello si fece ancora più pensante…
… e mi schiacciò completamente quando presi coscienza che mentre sceglievo il mio destino né stavo decretando uno ben più peggiore….

…Continua…

Capitolo 3

Non creai immediatamente gli uomini, prima di quel momento ci fu una lunga evoluzione.
Prima vennero i piccoli anfibi e poi pian piano si mutarono diventando altre specie, prima di arrivare a voi passarono moltissimi secoli.
Naturalmente non creai tutta la vita, in quel lungo processo né fece parte anche Dio, e fu Lui a creare il primo uomo.
In ginocchio sulla terra deserta guardavo un piccolo essere che usciva dall’acqua…c’è la mise tutta per uscire da quel territorio in cui era stata per anni.
- Ti ho dato la vita…- dissi con un sorriso, un sorriso molto dolce, che ora però non mi appartiene più….e lasciatemi dire che quando lo faccio sono bellissima, molto più bella che quando sto con il mio broncio in solitudine.
Lo guardai mentre impercettibilmente mutava, quanta determinazione per cambiare…ma c’è l’aveva fatta.
Pensai così.
…poi….il piccolo essere non si mosse più.
Non capii la situazione, magari stava solo riposando, ma l’ansia che mi avvolse non mi fece credere in quello.
Già in ginocchio, mi chinai con la schiena.
- C’è la puoi fare….lo so….-
Non si muoveva.
Non sapevo come si chiamava quel processo.
Poi vidi un liquido rosso. Allora…forse capii per istinto.
Mi alzai e guardai verso il cielo spaventata.
- Cosa succede??? Mio Signore ti prego spiegami! -
Volli usare un tono gentile, ma me né uscì uno adirato.
Non avevo mai conosciuto quel sentimento….di impotenza.
Non mi diede nessuna risposta, allora prese il piccolo esserino tra le mie bianche mani.
Come sempre facevo…desiderai che avesse vita.
Chiusi gli occhi, e lo desiderai con tutto me stessa, ricordando di come avevo supplicato uno scopo.
…riapri le gelide fessure, ma nulla era successo e allora la paura prese sopravento sul mio volto sempre composto.
- Cosa succede? Ti prego dimmelo!!!- gridai, questa volta triste.
Riprovai.
Nulla…
Riprovai ancora…
L’esserino che c’è l’aveva messa tutta per andare avanti non si mosse più.
Mi adirai allora me stessa…pensai quella volta che fossi io l’incapace.
Il panico mi stava assalendo….ma udii una voce, diversa da quella di Dio.
- Non è colpa tua -
Mi voltai credendola di averla sentita dietro di me, ma scomparve immediatamente la sua presenza
e io non potei vederlo.
- È un processo naturale. Lui, il tuo e mio creatore la chiamato così -
Non stavo prestando attenzione a cosa pronunciasse, mi rigirai davanti, ma ancora una volta si volatilizzò.
- Non cercare di scorgermi. Sono più veloce di te. -
Testardamente mi voltai da dove proveniva la voce…ma le sue parole confermarono la verità, era più veloce.
- Tu crei la vita, io porto la morte. -
Mi rassegnai,e chinai il capo come sconfitta.
- Morte…? - non avevo mai udito quella parola.
- Si…quella che io e te non avremo mai.-
Il mio respiro accelerato si calmò, il suo tono era paziente.
- Cos’ è la morte ? -
- Fa ritornare gli esseri viventi a ciò che erano prima di nascere, prima che esistessero, prima che tu e Dio li creiate. -
- Dov’è questo posto ?- alzai il volto, abbozzai ad un sorriso di speranza , stupidamente pensai di poterli andare a riprendere, compreso il piccolo essere che era ancora nelle mie mani.
- Questo lo ignoro, metà mia. -
- No! Tu devi saperlo!- Ribattei subito.
Per la risposta dovetti aspettare qualche istante, nel frattempo cercai la sua presenza, da che parte potesse essere ma nulla riuscii a scorgere o quanto meno intravedere
- Dio non mi fa parte dei suoi grandiosi progetti. Io non né ho idea e non mi importa. Non avrei nessun motivo per mentirti. Una volta che tu riportassi quelle creature qui cosa cambierebbe ?
Le faresti solamente soffrire una seconda volta, sei crudele. Io porterei ancora la morte, il sonno eterno. -
Non mentiva, lui come me non sapeva nulla.
- Sono più forte io di te, tu puoi solo decidere il momento delle nascite, poi non preoccuparti del resto, sarò io ha compierlo.-
Quanta arroganza in quelle parole!
- Non farlo! Falli vivere! Perché mai dovrebbero morire ? Non voglio! Sono creati per esistere e non per morire! Non capisco questo stupido progetto! -
La mia voce tremò, ero spaventata ma cercai di non lasciare quel sentimento dare espressione al mio bel volto che cercavo di tenere immutato nella sua dura bellezza.
- Così stai insultando Dio e non me -
- Taci, non è così! -
Incominciai a detestare l’arroganza della sua voce, mi piegai ancora più su me stessa e riprovai a darli un soffio vitale.
- È inutile -
Mi disse, mentre io con tutta me stessa credevo in quello che stavo facendo.
Stavo sprecando energia e finii rovinosamente con l’accasciarmi al suolo dolorante.
Con un ultimo tocco tentai di nuovo….ma….il risultato fu il medesimo.
- Non tormentarti mia giovane metà -
- E come faccio a non farlo ? - risposi con amarezza stringendo un pugno.
- Il tuo è un potere magnifico.
Ai uno scopo davvero splendido, rallegrati di questo, non avrai mai nessuna colpa.-
Non capii a fondo quella frase
- Vai avanti, crea nuova vita con l’aiuto di Dio, e sii felice.-
Che spietato augurio.
- Non posso. Come faccio ad essere felice, se so che tu li distruggerai -
Lo ferii enormemente con quelle parole, ma non tradì la sua maschera e la sua voce.
- Ammirali mentre crescono, questo ti renderà felice, e se per i tuoi occhi è una sofferenza troppo grande da sopportare allora non rivolgerne lo sguardo alla loro fine.
La tua sola esistenza deve essere motivo di felicità.-
Strinsi ancora di più il pugno afferrando la terra nelle mie mani, il sentimento di impotenza mi abbatteva.
- Ti odio….- Dissi con tutta la freddezza e la collera che albergava in me.
Poi…sentii il suo gelido tocco sulla mia mano.
- Anche io ti odio. -
Lentamente alzai il viso…scorsi solo la parte inferiore del volto…per un solo attimo.
Aveva lunghi capelli biondi, vestiva di nero….ma ciò che mi ricordo dettagliamene, più di tutto…
fu il suo perfido sorriso con cui mi pronunciò quella fredda dichiarazione.

Scomparse lasciando intorno a me piume nere.

…Continua…

Etichette:


Il tuo voto: 0
nessun voto
RSS feed

Commenti 4 Ordina commenti:

Solo i commenti in italiano vengono mostrati in questo momento. Mostra tutti i commenti

1 – 4 di 4
  • http://netlog.com/PowerBruce87PowerBruce87PowerBruce87http://it.netlogstatic.com/p/tt/005/336/5336620.jpgItalyLombardia PowerBruce87 22

    PowerBruce87 (domenica, 4 novembre 2007 alle 05:16)

    a parte il fatto che leggere velocemente sul pc mi abbia rimbambito momentaneamenteXD

    aspetto a esprimere commenti e giudizi alla fine della storia:) però è bella e interessante:)


  • http://netlog.com/Thesacrifice2006DeborahDeborahThesacrifice2006http://it.netlogstatic.com/p/tt/094/889/94889402.jpgItalyLombardia Thesacrifice2006 21

    Deborah (venerdì, 31 agosto 2007 alle 08:37)

    - Drejeck:
    :) lo leggerò in un futuro prossimo, intanto vedo che non c'è l'uso sconsiderato di k x 1 e altri metodi di abbreviazione, la punteggiatura mi sembrava correttissima, peccato per le prime tre o che deficiano della loro H!
    ora che ho rotto un pò i coglioni posso andare a dormire... notte.


    no figurati, le abbreviazioni le detesto anche io.Le h le devo ancora imparare, ma pian piano c'è la farò.Grazie comunque di aver avuto il coraggio di aprire sto post enormemente lungo.


  • http://netlog.com/DrejeckEmil Johan MajaniMajaniEmil JohanDrejeckhttp://it.netlogstatic.com/p/tt/005/437/5437717.jpgItalyLazio Drejeck 25

    Emil Johan Majani Trust  (giovedì, 30 agosto 2007 alle 14:23)

    - TonioGela:
    - Drejeck:
    :) lo leggerò in un futuro prossimo, intanto vedo che non c'è l'uso sconsiderato di k x 1 e altri metodi di abbreviazione, la punteggiatura mi sembrava correttissima, peccato per le prime tre o che deficiano della loro H!
    ora che ho rotto un pò i coglioni posso andare a dormire... notte.


    Ti stimo!!!!!!!!

    Grazie, rispetto la vostra opinione, gentilissimo. Purtroppo il mio attuale stato mentale non mi consente di avere interesse nei suoi confronti e mi comanda chiaramente di schiodare il culo dalla sedia e metterlo sul letto. Alla prossima, eventuale.


  • http://netlog.com/DrejeckEmil Johan MajaniMajaniEmil JohanDrejeckhttp://it.netlogstatic.com/p/tt/005/437/5437717.jpgItalyLazio Drejeck 25

    Emil Johan Majani Trust  (giovedì, 30 agosto 2007 alle 14:20)

    :) lo leggerò in un futuro prossimo, intanto vedo che non c'è l'uso sconsiderato di k x 1 e altri metodi di abbreviazione, la punteggiatura mi sembrava correttissima, peccato per le prime tre o che deficiano della loro H!
    ora che ho rotto un pò i coglioni posso andare a dormire... notte.

Scrivi un commento

Devi accedere per poter scrivere un commento.