Theprozium
maschio - 40 anni, GENOVA, Italy
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Blog 474
Mi chiedono di scrivere una presentazione per questo blog, ecco qui:
"Lasciate ogni speranza o voi che entrate, perché dopo avere letto i miei pensieri, il vostro cervello , non avrà pace"
Così mi presento subito bene
A parte gli scherzi se avete voglia di leggere e commentare quanto scrivo, ne sarò felice...Se sarete sempre chiari , schietti , tranquilli , e tutto andrà bene...
Buona permanenza nel mio blog
http://blog.libero.it/Prozium/
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La mera illusione
Sorprendo ed ammalio ogni volta,
quest'umano dalla mente distorta,
che lusinga con fare ammaliante,
serpente viscido
della sua mente bramante,
e mentre per lui medito
la mia oscura punizione,
lui continua a saziarsi
della sua mera illusione
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Dietro una porta chiusa
Percorrendo la stolta verità diffusa
con la mia anima disillusa,
trovai un giorno la luce
dietro una porta chiusa,
in un tempio di gente festante
con il sorrido cordiale ,
incapace di farti del male
Siediti,
inginocchiati,
fai ciò che vuoi tu,
siamo tutti alla ricerca di un qualcosa di più,
queste furono le parole della gente festosa
che cominciai a guardare con aria curiosa
Un giorno alla volta,
mattone su mattone,
adesso cerco la luce
in ogni stagione,
bianco,
chiaro,
grigio,
scuro,
tento di dissolvere ogni sfumatura
che mi faccia paura,
caccio i demoni,
combatto le illusioni,
fede e coraggio
del mio spirito
son le libagioni
Fede nella vita,
coraggio nell'amare,
fede in me stesso
ed in ciò che posso fare,
coraggio nel costruire
solchi di luce
in questo mio percorso,
guardando sorridente
il mio oscuro trascorso
Che il 2009 possa essere per voi un anno ricco di porte aperte , che vi porteranno ad un gioia immensa
Buone feste a tutti
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Rapsodia blues in 4 passi
Questo racconto è dedicato ad uno dei più grossi blues man della storia
Sonny Boy Williamson
(5 dicembre 1899 – 25 maggio 1965)
MORTE
Sognava.
Sognava una nuova vita.
Quel giorno prese il primo bus e scappò.
“ Sonny Boy le scarpe!” pensò che sua madre , se l'avesse visto in quel momento avrebbe emesso dalla bocca quest'unica frase.
Si sentì po' come morire.
Dentro.
Giunse a Chicago a piedi nudi e con la testa piena di speranze.
“E' sufficiente per cominciare un futuro” pensò
La morte di un qualcosa implica sempre la nascita di un evento.
E quell'evento era la sua nuova vita
NASCITA
“Cosa sai fare figliolo?”
Questa fu la prima frase che si sentì dire, nella sua nuova vita.
“Sono nato una seconda volta” pensò “ Come inizio non è il massimo , ma è meglio accontentarsi”
“L'armonica è il mio pane signore, ma con l'armonica non calmo la mia fame” disse al vecchio seduto in posizione totemica , con sguardo dubbioso
“ Questa è la città del vento, ragazzo. Se vuoi fare blues qui, devi essere qualcuno. E tu , chi sei?” si sentì dire da quello, che lui da quel giorno definì come " il Buddha Nero”
“Non ne ho idea signore” rispose con tono umile
“Voglio sicuramente essere meglio di ciò che sono stato sinora: uno schiavo”
“Ottima risposta, figliolo. Il vento di questa città spinge in avanti chi ha voglia di fare” disse il vecchio proprietario, di quella che da lì a poco sarebbe diventata la sua nuova casa.
“ 5 dollari al giorno per le pulizie , 5 dollari ad ogni esibizione , con vitto ed alloggio compreso.La città del vento ti ha benedetto!” esclamò ridendo il Buddha Nero, strozzandosi con l'havana che stavo consumando avidamente
Il menù era di quelli modello sanatorio , la sua stanza aveva ospiti dal colore e dal guscio nero.
“ E' pur sempre la mia nascita numero due “ pensò .
Ripose i suoi pochi averi sul letto spoglio , e s'addormentò.
NOSTALGIA
“Sonny Boy! Sonny Boy!”
Ogni notte, sempre il solito sogno.Sua madre, e le sue urla d'aiuto
Erano passati sei mesi dal suo ingresso al “Lady in blues”Il Buddha Nero era un boss pretenzioso , ma con le mance che gli aveva gentilmente concesso era arrivato ad avere una somma considerevole, considerato il suo passato da contadino modello “Si , padrone”.
Anche quella sera, come in tutte le altre, dopo l'esibizione salì in camera, si lavò e si mise a letto.
Gesti abitudinari , ripetuti continuamente, ma la grande tentatrice arrivò il giorno dopo.
Il locale era pieno,con la sua solita atmosfera fumosa.Betsie passeggiava ammiccando con il suo “savoir faire” per vendere il maggior numero possibile di pacchetti di sigarette, Lester dietro al banco continuava ad emettere le sue solite “freddure” per conquistare le simpatie dei clienti,ed il Buddha Nero come sempre osservava, silenzioso. Totemico.
Verso metà della serata la porta dell'entrata principale fu leggermente spinta verso l'interno, e smise per un attimo di suonare.
Era suo fratello Ezechiel.
Lo salutò con un cenno , e gli fece segno d'accomodarsi nel tavolo sotto al palco.
Dopo la sua esibizione rimase con suo fratello a parlare sino alla prime luci del mattino, della loro infanzia , dei loro stenti , ma anche delle loro risate ,e dei loro momenti lieti.
“ Non ricordavo tutti questi momenti felici” disse a suo fratello , in un attimo di pausa dai loro ricordi.
“Il dolore rende labile la memoria”gli rispose suo fratello
Quella frase lo colpì. Profondamente.
Non dormì nulla quella notte ,i pensieri gli crearono vortici d'attività cerebrale per molte ore. Una volta pensava che questo momento non sarebbe mai stato possibile,ma arrivò ad avere nostalgia di un passato che aveva sempre rinnegato.
SPERANZA
Sono passati 20 anni da quell'afosa serata.
La “città del vento” l'aveva sospinto verso lidi da lui decisamente poco pronosticati, sino a non molto tempo prima.
Il Buddha Nero decise un giorno , che il suo dipendente più fedele dovesse divenire il suo erede, e scelse lui.
Il “ Lady in blues” sotto la sua guida prese nuova linfa , divenendo un punto topico per tutti i grandi blues man che in quella zona , avevano voglia di jam session.
Suonava ancora la fisarmonica, ogni sera , non poteva smettere.
Ogni mese però trovò il tempo per tornare da dove tutto era iniziato.
Sua madre aveva smesso di fare la schiava, i suoi nuovi averi gli avevano garantito una casa,ed una vita più agiata.
“Suona per me , Sonny Boy” glielo chiedeva ogni volta che l'andava a trovare,e lo fece anche in quella calda estate d'Agosto del 1946
“La tua armonica ha un potere figlio mio”
“Quale potere mamy? ” gli rispose
“Quello di creare nei cuori , la speranza”
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L'effetto sorpresa
Sono un giullare e vivo la notte,
sono un demone capace d'orride trame
contro gli egoici di questo reame,
silente m'aggiro
misero nella forma,
ti sembro prossimo alla resa
ma sto solo creando l'effetto sorpresa
Nel tuo regno cammino sornione,
sorrido gentile
al tuo fare padrone,
aspettando paziente la notte silente
per colpire te ,
mio egoico re dormiente
Su forza coraggio
perchè adesso non sorridi,
e stai fermo sul letto
rigido in viso,
statico nel sorriso,
capisco il tuo stupore
per questa tua malaugurata sorte,
ciò che pensavi era un buffone
é stato invece la tua morte
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Il regno dell'indifferenza
Il marciapiede è sempre lo stesso ogni sera, il rumore dei passi scanditi dai tacchi in cuoio , la gente che corre frenetica , i cappotti griffati , le pellicce, i falsi sorrisi , sempre tutti uguali , di diverso ci sono solo io .Mi lasciano stare qui , nonostante il look non proprio adatto a quello della zona. Io sorrido e loro mi versano una moneta , più che altro per fare impressione alla zoccola di turno che si portano dietro. Sono ricchi , il loro portafoglio è pieno di soldi , ed il loro animo d'ego spropositato. Da sempre li scruto con curiosità , sono in fin dei conti una sfaccettatura interessante dell'animo umano, l'esempio di come rendersi stupidi per un pezzo di carta .
Viviamo in una società che per quanto simpatico tu possa essere , se non sei pieno di ricchezza materiale , sei considerato nella migliore delle ipotesi , un signor nessuno. Forse mi lasciavano lì proprio per questo, perché loro ero nessuno quindi è ovvio che non s'accorgessero di me , poi il mio solito sorriso delle buone occasioni contribuiva molto a rassicurarli che non volevo attentare alla loro ricchezza.
Una sera come tutte le altre , Gracie , uno splendido meticcio femmina , che mi faceva compagnia in questo mio nebuloso percorso s'ammalò. All'improvviso il suo respiro divenne faticoso , lo sguardo assente,loro passavano, io chiedevo aiuto , ma niente , nulla, neanche il loro solito sguardo cocktail paura / ribrezzo .
“Indifferenza” bisbigliò alla sua compagna , un figlio del nulla dentro ad un gessato,che passava di lì in quel momento, “ E' questo che devi avere nei loro riguardi”. All'improvviso un colpo di vento scosse violentemente il cappotto del riccone colmo d'ego , e dalla sua tasca cadde un biglietto di una delle tante lotterie nazionali. Sono in fondo un buono d'indole, caratteristica poca adatta al posto in cui vivo , ma al mattino mi piace guardarmi allo specchio dritto negli occhi quindi lo chiamai , sventolando il biglietto , nel tentativo di fargli capire ciò che aveva perso , ma lui si girò e mi rivolse uno di quei sorrisi , che di solito ti fanno coloro che pensano tu sia la merda più puzzolente del globo terrestre al momento, e coprì il suo anello contornato di preziosi diamanti che portava al dito medio , con la cura di una madre con il proprio figlio
Pazienza pensai, avevo al momento ben altro per la testa. Nella zona di Harlem , viveva un mio vecchio amico, Bob, veterinario in pensione,corsi subito da lui. Gracie doveva la sua robustezza fisica , grazie soprattutto alle sue donazioni di cibo , molto copiose, oltre che alle sue cure. La curò con tutto l'amore di cui era capace, come da sempre faceva , con quelli che considerava come i veri esseri umani.
Gli raccontai la storia dello spocchioso riccone. Aveva visto tante persone così nella sua vita , e mi disse di non preoccuparmi, che alla fine la grande mietitrice sarebbe arrivata a risolvere tutto , a prescindere da quanti di quei maledetti pezzi carta possiedi, se la chiami , lei arriva prima anche del tempo.
Sono passati anni ormai da quei momenti bui . Gracie è ancora con me , e diciamo che le cose sono un po' cambiate. Il biglietto della lotteria del ricco spocchioso è riuscito a garantirci un esistenza assai più agiata. A volte con Gracie ci facciamo un giro nei bassifondi di Harlem , per non dimenticare mai da dove siamo venuti. Portiamo un po' di conforto , a coloro che navigano ancora nel regno dell'indifferenza, cercando d'infondere loro quella speranza, che ti porta a resistere.
Una sera durante una delle nostre passeggiate ,riverso per terra in un vicolo comparve un corpo . I ricchi abiti che portava addosso erano figli d'un altro quartiere , così come il prezioso anello portato all'indice. Chiamai subito il 911, e vennero a prendere un altra vittima del freddo glaciale di quest'anno in questa città , bella e maledetta.Quando il corpo fu disposto sulla barella, il volto che vidi mi era decisamente famigliare, era il signore dell'indifferenza che incrociò la mia strada nella mia epoca scura.
Bob aveva ragione , la grande mietitrice era arrivata anche per lui
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Da Roberta a Pietro "Un Pensiero Costante"
...Sono qui
a dipingere parole silenziose
ricami dorati del cuore
come fili impalpabili
che legano l'Anima Mia alla Tua....
...Sono parole
che ti dono affinchè Tu avverta
la Mia rinascita
il desiderio incondizionato
di tenerti nella Mia Vita....
...Sono essenze
del mio Averti e Volerti ancora
scansando la paura che c'è
di un Amore che è linfa vitale
e Pensiero Costante...
...Sono frammenti
di cielo e stelle, di lune e soli
che rincorrerò
che catturerò per Te
e te li donerò
con le parole che non so dirti...
...E' lo sfiorare delle idee
che ci rende unici
nell'elemento vitale
di un pensiero costante...
...e quando nella notte
la virgola bianca nel cielo
riflette bagliori d'argento...
...Ti Penso...
...dell'intensità di un grido
che percorre sentieri scoscesi
salite impervie
e chiede ancora Anima...
...e ti trovo nei vicoli del tempo
che scandisce le ore
in un ritmo crudele e veloce...
...Ti Penso...
...negli anfratti di una mente delirante
tra le pieghe di lenzuola tormentate
tra i chiaroscuri di persiane accostate
in quest'estate di cicale a guardare...
...e chiara mi appare la via
senza ostacoli nè prigioni
che percorro con TE, al tuo fianco....
...Ti Amo Infinitamente Pietro...e dopo 9 mesi...è ancora come il primo giorno...(Roberta) -
Il flusso della vita
"Ogni giorno è una nuova vita"
Albeggia in una città ancora assonata,
con ritmi lenti cadenzati,
mai domi,
e mai passati,
con un futuro continuo
per spiccare il volo,
per non rimanere solo
Gesti ripetuti,
sono gli inizi del tuo io
con azioni semplice e precise,
come un artigiano che intaglia il legno,
tu lavori nella tua anima
con attenzioni semplici ,
ma ricche di calore
Una giornata,
una nuova vita,
dove il passato rimane tale
ed il futuro avanza lento ed inesorabile,
ma la tua anima e rinvigorita dai tuoi gesti d'amore,
ed il tuo corpo segue senza paura
la corrente del tuo karma -
L'uomo che vedeva oltre
Il reale pazzo è colui che non concepisce una normalità diversa dalla sua
Era tutto bianco. Ovattato. Mi guardavo in giro e con la testa disegnavo dei cerchi per dare al tutto una soluzione di continuità. Per me era divertente quel gesto , per loro no. Erano strani , ogni volta che mi venivano a trovare erano cupi , seriosi , sapevo che ciò dipendeva dal fatto che non vedevano quello che vedevo io. Mia nonna mi diceva che ero speciale , che sapevo andare oltre, ed io ero contento di queste sue parole, erano dette con tono calmo con quel tono che ti convince che quanto detto è reale , non un atto per compiacerti.
A scuola descrivevo ai miei compagni questo “vedere oltre” , rimanevano incollati alle mie parole per ore , ed era una sensazione inebriante mi faceva quasi sentire il re del mio mondo , quel mondo che per me era così normale vedere , ma per loro purtroppo no.
E' per questo che il sorriso ha accompagnato il rispetto per me stesso durante tutto l'arco della mia vita, sino a questo momento, in questo regno del bianco candido che allieta le mie giornate , nel quale faccio scorrere ogni voce, ogni figura che mi giunge alla mente . I miei compagni di camerata invece viaggiano nel vuoto , il loro sguardo è perso , provo a mostrargli la strada ma è un tentativo vano, forse perchè il regno del bianco candido che si mostra dinnanzi a loro è creato da chi di candido non ha proprio nulla .
Stava per entrare colui che si credeva il re del mio mondo, colui che l'ha creato, “Stolto” pensavo , ogni volta che lo vedevo. Era così facile ingannarlo , spegnevo la luce nei miei occhi ed ecco che lui tornavo a considerarmi come uno di quei sottili pulviscoli di polvere che circondava la mia stanza : visibile ma non pericoloso.
A pensare che lui si riteneva un re magnanimo , che donava cure capaci secondo lui di renderci lo sguardo realmente sorridente. Eppure stavo bene mi dicevo , non ero mai stato meglio , ma questo non adesso ma bensì da sempre. Tutti hanno sempre tentato di convincermi del contrario : “Ti vedo strano” , questa frase è stata la nenia noiosa che ha accompagnato gran parte della mia vita. Anche se negli ultimi tempi si sono stufati di dirmela , si vede perché non gli ho mai dato molto retta.
Sono affezionato al mio mondo e non me ne voglio andare, ma purtroppo sono passati a quelli che loro chiamano “aiuti forzati” , e non ce la faccio più a resistere. Alla fine d'ogni loro tentativo d'aiuto mi sento come un viandante che ha perso la strada con intorno a sè una distesa di buio. Questa è da sempre la contraddizione più grossa della mia vita : chi diceva di volermi aiutare in realtà lentamente mi stava uccidendo.
“C'è la macchina delle scintille” mi dicevano “ vedrai che con quella starai meglio”. Ed ogni volta c'era una grossa luce fuori ed il buio dentro di me. Quella situazione doveva assolutamente terminare perché il buio tardava sempre di più a diradarsi ed allora decisi che dovevo convincere il re impostore del mio mondo,che era il mio totale ed assoluto benefattore , che ero pronto per percorrere quel mondo di cui li si professava come il magnanimo sovrano.
E così feci. Sono passati anni da quei momenti , e sono uscito da quella stanza dal candido colore bianco. Ora con la testa disegno cerchi in un immensa distesa d'aria, la sensazione è decisamente migliore. Credetemi. Ritorno qualche volta a trovare alcuni amici nel regno del re impostore, soprattutto per insegnare loro ciò che m'ha portato ad essere libero.
A proposito del re impostore:uscendo ogni volta, passo vicino alla porta della sua camera , e la trovo leggermente socchiusa . Lui è seduto nella sua immensa poltrona nera, cupa quanto la realtà del suo sguardo , assolto con tristezza in chissà quali pensieri. Quell'immagine mi fa sempre pensare ad una curiosa contraddizione : ha sempre cercato di curarmi per un male , che in realtà credo abbia lui. Questo male viene comunemente riconosciuto come : pazzia.
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L'esattore
L'esattore
Quella stanza mi sembrava troppo grossa. Un passo dopo l'altro , un tempo scandito da un orologio a cucù messo al muro . L'atmosfera intorno a me era cupa , e non mi riferisco a quel colore marroncino della vernice posta alle pareti , che con quel buio profondo sembrava nero.
Non erano facili quei momenti , nonostante tutto non ero ancora abituato a quel tipo di situazione , me n'ero andato da pochi giorni del resto . Mi domandavo se in qualche modo ci si potesse mai abituare a tutto questo. Il vociare delle gente dal primo piano si sentiva distintamente e m'aiutava a non pensare.
Baton Rouge questa sera era un proliferare di gente al limite della pazzia , purtroppo questo per me voleva dire di solito tanto lavoro. L'uragano Katrina non aveva affondato il magnetismo di questa città , quell'inspiegabile magia che t'attraeva ogni volta.
Ognuno nella vita ha un compito mi dicevo , ed io ho il mio, ma poi la mia era vita?. Erano due notti che non riuscivo a dormire , più che un look da essere maschile selvaggio ed affascinante, sembravo più un selvaggio fetido , e questo abbassava i punti del mio fascino , ed uno come deve per forza creare fascino , e uno dei più classici luoghi comuni.
C'era un bagno in casa , lui tardava , così ne approfittai per un doccia. La Jacuzzi aveva segni d'uso recente, un tanga femminile troneggiava sull'orlo della vasca , pensai che almeno s'era divertito prima dell'ora X. Una doccia calda finalmente , di certo con l'acqua non potevo lavare via i peccati , anche perché ormai era decisamente tardi , ma potevo stare decisamente meglio.
Tirato a lucido , mi risentivo finalmente me stesso , la gente s'immagins che uno nella mia condizione debba puzzare ampiamente , a pensare che io odio lo sporco. Il porto Sandeman spiccava fiero nel banco bar vicino alla finestra , nel mobile dello stereo “Back in Black” in vinile attraeva le mie attenzioni , e con Angus non potevo resistere .Caricai il disco , mi versai un po' di Sandeman , e continuai a consumare , con uno stile che sicuramente mi garbava di più , il preludio all'ora X.
Mentre il mio Sandeman stava per finire , sentii una chiave infilarsi nella toppa , e chi interrompe il mio Sandeman rischia di creare una grossa incazzatura alla mia parte oscura, quindi a gran parte di me stesso. Prendo quello che mi serve e la chiudo in fretta , pensai subito. Luì mise piede nella stanza , con accanto una piccola stella persa nel mare di merda della vita.
Maximilian era il suo nome , che nome altisonante per uno stronzo , ma la vita mischia le cose in maniera tutta sua . S'avvicinò , e come immaginavo tirò fuori subito la sua calibro 44 , l'unica donna che riusciva a dominarlo “Max!Posso chiamarti Max, vero?” esclamai. Vi risparmio la parte in cui lui mi promise le pene dell'inferno se non lo lasciavo andare , perché altrimenti penso mi scapperebbe seriamente da ridere , prima a me , e dopo a voi.
Max era un tipo disposto a sacrificare tutto per il successo , e qualcuno purtroppo per lui lo sentì . “Max” gli dissi “rendimi facile il compito, vieni con me , io mi prendo ciò che mio ed al fiore accanto a te , per questa notte restituiamo un minimo di dignità”
Max , come tutti i tipi uguali a lui era un cagasotto , e con due “ carezze” ben date , lo trascinai fuori dall'appartamento , dopo aver lasciato 200 dollari al piccolo fiore che era con lui ( ... chi l'ha detto che uno come me non deve essere sensibile )
Dopo tutta questa storia vi chiederete chi sono io . A volte me lo chiedo anch'io . Di certo vi posso dire il mio nome e ciò che faccio : mi chiamo Maximus Numb e sono l'esattore della tasse di colui che è padrone di ciò che sta sotto i vostri piedi, come lo chiamate voi “ Satana” , nome che per altro non sopporta , vi consiglio di stare attenti. No, non sono l'esattore della tasse classico , quelli all'inferno ci sono finiti prima di me .
Sono solamente colui che s'occupa di prelevare , ciò che voi sacrificate in nome del vostro unico e vero Dio: il denaro. Parlo della vostra anima , si avete pensato bene , quell'insieme di buoni propositi a cui rinunciate quando non riuscite ad ottenere immediatamente ciò che volete. Quanto ci facilitate il lavoro , a volte m'annoio pure , vi basta un nulla per cadere in tentazione.
Adesso vado , il capo m'aspetta . Ha un locale a Memphis sulla Beale Street, il “Satan Bed” , è un posto carino , l'unico suo reale difetto come potete ben immaginare , e l'alta temperatura interna dei locali , ma a parte questo vi troverete bene . Venite a trovarmi coraggio , se vi comporterete bene prometto che non vi porterò via nulla.
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Il rinnegato
Seduto da solo , negli scalini d’un impolverato saloon, lungo il deserto del Nevada. Certo che se i miei clienti mi vedessero adesso , forse avrebbero qualche dubbio sulla mia professionalità, ma il mio lavoro l’ho sempre saputo fare bene, e questo era l’elemento che a loro importava di più . Mi chiamo Luis Saint Just , sono un cacciatore di taglie , si avete capito bene , sono un biker , sporco , grezzo e bestemmiatore , e cacciatore di taglie. Se avete intenzione di criticare il mio abbigliamento oppure il mio comportamento professionale non fatelo , il grilletto della mia Magnum è parecchio suscettibile nei confronti dei predicatori bigotti.
La luna quella notte rendeva la birra quasi di un sapore migliore, capitava spesso che mi fermassi in quel locale , era un crocevia di facce di varia umanità, senza arte e ne parte , proprio come piace a me .Ad un tratto al mio ennesimo sorso di Du Demon , uno strano soggetto vestito di bianco s’avvicinò a me. “Sig. Sain Just vero?” chiese il soggetto in bianco ,“Si , a meno che tu non sia un esattore delle tasse “ gli risposi , con ghigno sarcastico .
“No , stia pure tranquillo “ ribatté lo strano soggetto “Io sono a tutti gli effetti la miglior fonte di fortuna che le sia capitata” . A Babbo Natale avevo smesso di credere da un pezzo , da quando trovai mio padre vestito come Santa Klaus , riverso sul tavolo della cucina , completamente ubriaco , ma lo sguardo di questo strano essere aveva un qualcosa di strano ed estremamente ammaliante.
Dopo l’ennesimo sorso di Du Demon , il mio sguardo all’improvviso divenne più pesante , ed al mio risveglio mi trovai ad un tratto catapultato in un canyon a secco , ricco di tante rocce biancastre . Mi girai verso la mia sinistra , e rimasi per un attimo privo di battito cardiaco , per la visione che si era appena presentata davanti a me . Avvolta in un abito nero , con gli occhi color carbone , e denti bianchissimi, una splendida dark lady mi sussurrò “ Non ti preoccupare, ci farai l’abitudine” . “ Abitudine a cosa ? “pensai , ma il dubbio venne sciolto subito dopo , visto che il Boss degli Inferi, era venuto a farmi gli onori di casa .
“ Carissimo Luis e un po’ che t’aspettò “ ,( …dal boss mi sarei aspettato un esordio meno banale , l’ammetto ), “ Con me lo sai , i contratti si pagano “ . Vedendo il soggetto davanti a me , diventare di color rosso fuoco , ebbi chiaro da subito a che tipo contratto si riferiva , e capì anche il perché molti di quelli che avevo incontrato nel mio cammino sino a quel momento , mi dissero che ero senza anima , anche se onestamente sarà per la troppa birra ingurgitata in anni di vita terrena , m’ero letteralmente dimenticato il giorno in cui quel poco d’anima che ho sempre avuto , era stata ceduta.
“ Oggi sono un demone buono , rallegrati amico mio , e con il suggerimento d’una delle mie sataniche mogli , ho deciso di darti una chance per pagare definitivamente il tuo debito con me” . Indicò un Harley Davidson nera cromata e mi disse : “Prendila , è tua ” . Stentavo a credere che Natale esistesse pure all’inferno , ma la vita ha strane dinamiche
Dopo essere salito sopra la mia nuova compagna di viaggio motorizzata , mi ritrovai di nuovo catapultato nella Highway 66 , sembrava essere stato solo un brutto sogno , sino a quando pochi giorni dopo trovai Lester Young , un armadio di tonalità black con una pendenza penale lunga quanto un coast to coast , in un saloon di Desperation , ridente paesino di sperdute anime , qualche miglio prima di Las Vegas.
Lester aveva più alcool in corpo di una distilleria quella sera , fu di una certa facilità immobilizzare i suoi arti interiori , anche se ad onor dal vero dal Signore degli Inferi avevo ricevuto un giusto stimolo per affrontarlo : “ Portami per prima la sua anima , altrimenti mi ciberò dalla tua “ . Di fronte ad una simile affermazione v’assicuro che ogni paura si scioglie come un ghiacciolo , sotto al sole del deserto.
Fu così che cominciò il mio incarico di cacciatore di taglie personale del re degli Inferi . Il mio nuovo incarico non ha proprio cambiato nulla nella mia vita , prima da ladro , poi da cacciatore di taglie dal grilletto facile , ora da servo del Boss di Satan Land , rimango ciò che la società dei falso moralisti rinnega. Nel mio nuovo personale biglietto da visita , ho deciso , farò mettere : Luis Saint Just , cacciatore di taglie , rinnegato dal mondo , apprezzato dagli Inferi.