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TheCap_Jack_Sparrow

maschio - 44 anni, Palermo, Italy


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Messaggi sul blog con etichetta 'politica':


  • Un nuovo inizio è necessario

    Poltiglia di massa, indifferente al futuro e ripiegata su se stessa. Mucillagine inerte e inconcludente. Coriandoli individualisti che galleggiano solo per appagato imborghesimento. Aspirazioni senza scopo e senza mordente che separano e non uniscono. E su tutto, istituzioni incapaci di riattivare processi di coesione sociale…..non sono le frasi di un “tardo-marxista, un po’ poeta e molto bambino” ( cosi’ mi descrivono in molti…) ma la citazione testuale di alcune conclusioni a cui è giunto il “ Rapporto Censis 2007 “.
    Per chi non lo sapesse il Rapporto Censis è una analisi dettagliata e scientificamente fondata del quadro sociale ed economico del Paese.
    Per ogni sociologo è molto piu’ di una Bibbia e un po’ meno della parola di Dio.
    Ma è comunque per tutti qualcosa che ci aiuta a leggere la realtà e indica la strada ( o le strade…) possibile per trasformarla possibilmente migliorandola.

    Quindi , a differenza degli anni passati, l’Istituto di ricerca statistica diretto dal prof. De Rita è impietoso e non usa mezzi termini : a differenza che sotto il boom fragoroso degli anni Cinquanta, la società italiana non vola e non decolla: «antropologia senza storia», è intrappolata nell'inerzia di un presente depresso e senza futuro che progressivamente uccide la sua - per il Censis proverbiale - vitalità.

    Ogni buon sociologo sa che l’economia non è tutto : avremmo fatto gli economisti e forse , chissà, qualche consulenza ben pagata prima o poi….l’avremmo avuta.
    Ma in questo caso anche il sociologo vacilla : «Il benessere piccoloborghese degli ultimi decenni ha creato un “ monstrum alchemicum “ che ci rende impotenti, come di fronte a una generale entropia».
    Insomma traducendo , vi è una sensazione diffusa di deriva verso il peggio in tutti i campi della vita individuale e collettiva. Il sociologo si trova costretto a chiedere aiuto alla psicologia ( con mia grande gioia e crisi d’identità di tanti colleghi…) per tentare di darsi spiegazioni convincenti su un terreno scivoloso non spiegabile dai soli indicatori sociali.

    Dove trovare la sequenza di causa-effetto in pulsioni sempre piu’ frammentate ed individualistiche?

    Citando Melanie Klein, come correttamente fa lo stesso de Rita, la crisi è di ordine simbolico: sta nella regressione individualistica di tutti i valori di riferimento - laici e religiosi, dalla libertà al lavoro all'etica pubblica - un tempo interpretati collettivamente. E si sa, citiamo invece Julia Kristeva, che quando crolla l'ordine simbolico sale il “ sole nero” della malinconia.

    Come sconfiggere questa malinconia? I l Censis, a mio avviso giustamente , ritiene inadeguati i giudizi morali, o moralistici. Non basta Beppe Grillo, la Guzzanti o un po’ di satira politica…. Non con l'invocazione dell'uomo forte. Non con i riti fondamentalisti che resuscitano i simulacri di identità sepolte. Ma nemmeno resuscitando il simulacro di una politica sfinita, sempre meno appassionante o anche soltanto semplicemente credibile.

    E allora ? Hic Rhodus Hic salta... cosa ?

    Dice il Rapporto «l'offerta culturale e politica che oggi tiene banco è un'offerta taroccata dalla logica vuota degli schieramenti». Se c'è un antidoto alla malinconia, sta nelle «minoranze attive» che crescono, al riparo del sole nero, nel sottosuolo: lì c'è ancora vita e senso. Lì, può ancora esserci politica. Diventare minoranza, come diceva un filosofo ( credo Derrida…) , è l'unico progetto, se la maggioranza è diventata poltiglia.

    In attesa dell’accusa di nichilismo, settarismo, minoritarismo, estremismo di tanti amici rifondaroli dico che qualcosa s'è rotto nel profondo della società italiana. E il Rapporto Censis lo “certifica” impietosamente : l'entropia non domanda aggiunte ma tagli. Il sole dell'avvenire non basta a sconfiggere il sole nero. I simboli contrattati a tavolino non stuccano le crepe dell'ordine simbolico. Il passaggio è stretto, ma è solo nei passaggi stretti che qualcosa può venire al mondo.

  • Politica, antipolitica e politici

    ormai è un ritornello un po' stonato ma canticchiato un po' da tutti i politici nostrani ( di destra e di sinistra ) : chi si oppone alle scelte (..dure e necessarie per definizione...) del Governo è a seconda dei casi : 1. un impolitico 2. un eversore 3. un amico di Berlusconi 4. un incosciente.
    E' la sorte toccata a quanti si sono battuti tra i lavoratori contro l'approvazione del c.d. "Protocollo Welfare" ; un accordo tra le "Parti Sociali" che taglia le pensioni , presenti e soprattutto future, e accoglie come "naturali" le mille forme del lavoro precario.
    Lo stesso accade a quanti si battono contro la Guerra, contro l ampliamento della Base Militare di Vicenza, contro le leggi ingiuste securitarie e repressive, per la verita' sul G8 di Genova a cominciare dalla sospensione delle liberta' e delle garanzie costituzionali per finire alle stanze " della tortura " a Bolzaneto dopo la "macelleria messicana" ( definizione di un addetto all'orrore...) della Diaz.

    Insomma i politici si considerano ormai una Casta, un ceto professionista e professionale, con regole e priorità proprie. E anche, occorre dire, con regole di cooptazione che somigliano piu' alle nobili arti delle monarchie ereditarie che a una vera democrazia.
    Concordo con quanto scritto in una lettera pubblica da Luca Casarini ( Disobbedienti del Nord Est) : il luogo pubblico, il luogo della democrazia politica , non sopporta le mediazioni che la Politica di palazzo impone per rpeservare anzitutto i propri privilegi e le proprie "priorita'".

  • TANTO VALE CHIARIRE

    Qualcuno mi rimprovera , altri mi chiedono..quali le mie posizioni politiche? Rifondazione, verdi, PDCI....
    Tanto vale precisare che ...la mia politica si svolge altrove..lontano dalle sedi istituzionali e di Partito.
    Si svolge nelle strade, nelle piazze, nelle assemblee dove i movimenti in forma autonoma esprimono e disegnano i loro percorsi. La politica è li' dove la gente si interroga, prende coscienza e si ribella....
    Dove la gente rifiuta che nel proprio territorio sorga un inceneritore o che qualcuno lo trasformi in una servitu' ad una base di guerra, di morte...
    E' la politica che lontano da soldi & poltrone, Governi & tatticismi, esprime una ricchezza di linguaggi e di pratiche che rende miserabile il resto.
    Insomma sono i movimenti che ridanno voce alla gente, alla loro partecipazione, alla cooperazione linguistica e comunicatica, all'essere ribelle a partire dal proprio bisogno materiale - reddito, vivibilita', pace- e non da un ideologia o da un appartenenza di bandiera.
    Forse poco, forse troppo..ma lontano dalla puzza di cadavere di chi ha scavato un fossato politico e culturale tra sè e i supposti rappresentati.
    Dalla crisi della rappresentanza e della politica si esce andando a forme autonome di aggregazione oltre e contro il presente, alla deriva verso il futuro..cercando un approdo da donne e uomini liberi e vivi.... rompendo le compatibilita del sistema capitalistico non a partire da un ideologia statica ma dalle dinamiche sovversive di chi vuole fondare un potere "altro" e non un altro potere....
    E' il percorso dell' Esodo delle Moltitudini....contro il potere dell'Impero

  • Politica e movimenti

    Politica e Movimenti : corto circuito? Difficolta' di relazione ? Crisi di rappresentanza?
    Poche storie...si tratta di una crisi irreversibile dettata da fatti oggettivi che impongono a tutti una scelta di campo. Una separazione nei soggetti, nei comportamento, nelle culture e nelle pratiche.
    I Movimenti cresciuti in questi anni - No-Global, Pace, reddito & precarieta', Immigrati & antirazzismo, No TAv No Dal Molin- sono infinatamente piu' ricchi e piu' capaci di rappresentare i bisogni di tutte e tutti, rispetto a una politica Istituzional-Partitica che ormai somiglia a un moribondo in camera di rianimazione.
    Da un lato pratiche e linguaggi inclusivi e sorprendentemente "eclettici", dall'altro la puffa di muffa di "Signori dei partiti", abbarbicati alle loro poltrone e ai loro privilegi.
    Da un lato la capacita' di far diventare la gente comune protagonista di un percorso, dall' altra la "politica-professione" che parla un linguaggio e pratica percorsi auto-referenziali e distanti mille miglia dalla vita delle persone.
    Cari politic, avrete tante belle auto blu, bei vestiti, belle sedi, ristoranti e segretarie..ma siete poveri e miserabili.
    Il nostro linguaggio e la nostra capacita' comunicativa è una ricchezza che non vi regaleremo perche' su queste costruiremo forme di relazioni inedite e sorprendenti. Si', è come un Esodo biblico da una societa' e da forme di raprpesentanza politica incapaci di comprendere i nostri bisogni reali e di rappresentare i nostri sogni di un mondo diverso.
    I nostri sogni sono troppo belli e grandi per affidarli alle vostre meschinita' e i nostri bisogni troppo urgenti per attendere i vostri tempi. Siamo gia' in marcia nel deserto...raggiungeteci se ne siete capaci....

  • Mi dispiace per tanti benpensanti...mi schiero

    Si, so che deludero' molti ma mi schiero: senza "se " e senza "ma" , ritengo che il popolo palestinese abbia diritto a una terra e una sovranita' democratica. Uno Stato vero e non fasullo. Elezioni vere dove la gente possa decidere e scegliere per chi votare.
    Sovranita' vera e piena significa che Israele deve abbandonare i territori palestinesi occupati nel 1967 e che gli insediamenti vanno smantellati...ad uno ad uno.
    La Palestina deve diventare uno stato libero, democratico, multietnico e con la piena liberta' di professione di fede per tutti.
    Se Israele vuole continuare a mantenere la sua identita' di stato razzista su basi etnico-religiose, liberissimo di farlo..ma deve lasciare il territorio dei palestinesi.
    Da parte mia non vi è nessuna, dico nessuna, tentazione antisemita ; ma vi è un forte e deciso sentimento democratico contro la pretesa sionista di spazzare via l'identita' , la terra, la cultura del popolo palestinese.
    Quindi e finisco probabilmente di scandalizzarvi, non mi schiero con nessuna delle due forze in campo maggioritarie in questo momento nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania : Al Fatah, rappresenta ormai la borghesia palestinese e la clamorosa abdicazione ai sogni espansionistici di Israele . Hamas rappresenta una forza popolare ma fortemente condizionata dall'integralismo islamico e da una debolezza politica incapace di vedere oltre uno stato semi-confessionale a modello delle teocrazie arabe e medio-orientali.
    Mi schiero apertamente con il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina , l'unica forza politica laica, democratica, progressista e di sinistra che puo' guidare il popolo palestinese alla sua reale liberazione da 50 di oppressione e miseria.