TheCap_Jack_Sparrow
maschio - 44 anni, Palermo, Italy
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Messaggi sul blog con etichetta 'Palestina news':
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Allarme umanitario a Gaza. A centinaia fuggono verso la Cisg
Il consigliere per la comunicazione dell'UNRWA (United Nations Relief and Works Agency for Palestine Refugees in the Near East), Adnan Abu Hasnah, ha lanciato l'allarme "disastro umanitario" nella Striscia di Gaza se dovesse continuare l'assedio imposto da Israele e la chiusura di tutti i valichi di collegamento.
E ha aggiunto che l'UNRWA ha riserve di cibo sufficienti per tre settimane per circa 870.000 rifugiati di Gaza.
La crisi si aggrava
I prezzi degli alimentari e della benzina stanno salendo.
La fornitura di benzina, in mano alla compagnia israeliana Dor Alon (con partecipazione del ministero della difesa israeliano), ha bloccato i rifornimenti alla Striscia. Questo provocherà la mancanza di carburante entro un paio di giorni.
Centinaia di cittadini della Striscia di Gaza - ormai stremata e minacciata di nuovi attacchi israeliani e della mancanza di cibo e prodotti essenziali -, stanno cercando di fuggire. Fra questi, molti gli operatori umanitari che cercano di lasciare la regione.
Autobus sono partiti dal valico di Erez, tra la Striscia di Gaza e Israele diretti verso Hebron, a sud della Cisgiordania.
Il governo israeliano ha ribadito di "non essere responsabile per i cittadini di Gaza o di quelli che hanno lasciato la Striscia".
Il movimento di Hamas oggi ha sollecitato i palestinesi della Striscia a non affollarsi per acquistare prodotti, ha garantito che "non ci saranno cambiamenti nella vita quotidiana" e ha chiesto ai commercianti di tenere negozi e attività commerciali aperte per rifornire la popolazione. -
Continuano i bombardamenti aerei israeliani: 4 morti, tra cu
All'alba di oggi, l'aviazione militare israeliana ha lanciato una serie di attacchi aerei contro vari obiettivi nella Striscia di Gaza. 3 palestinesi sono rimasti uccisi, tra cui un militante delle Brigate Al-Qassam, da un missile che ha colpito l'auto in cui viaggiavano.
Nella notte, il numero di morti a seguito dei bombardamenti israeliani è salito a 4, tra cui un bambino. -
Fonti palestinesi: Fatah propone di bloccare le uccisioni di
Una fonte bene informata ha annunciato il rifiuto da parte del movimento di resistenza islamica Hamas di accettare una proposta di alcuni dirigenti di Fatah.
La proposta è arrivata la notte scorsa: Hamas pone fine al lancio di missili contro postazioni e colonie israeliane in cambio del blocco delle operazioni di uccisioni dei suoi membri, per mano degli organi di sicurezza palestinesi, e della sospensione dei bombardamenti da parte israeliana.
La proposta è arrivata da Jamal Nazzal attraverso dei mediatori.
La fonte ha confermato anche il rifiuto di Hamas ad accogliere tale proposta e ha spiegato che "essa charisce i legami tra questa corrente di Fatah e l’occupazione israeliana e la loro cooperazione di forze per distruggere la resistenza palestinese". -
Protesta nonviolenta a Bi'lin: le forze israeliane feriscon
8 persone sono rimaste ferite durante scontri tra le forze di occupazione israeliane e decine di dimostranti palestinesi, israeliani e stranieri che hanno protestato, come ogni venerdì, contro il Muro di separazione a Bil'in, nei pressi di Ramallah.
Le forze israeliane hanno lanciato gas tossici, sparato proiettili di metallo rivestiti di gomma e usato idranti per disperdere la folla. Tra i feriti, ci sono 2 pacifisti giapponesi, un italiano (Simone Aniola) e altri stranieri.
Anche i giornalisti e fotografi, presenti sulla scena per riprendere gli scontri, sono stati brutalmente attaccati. Qualcuno ha riportato problemi respiratori.
Nel frattempo, l'esercito israeliano ha incendiato una vasta area di terra coltivata a frumento e olive. -
Palestina. Abu Mazen chiede intervento Usa
RAMALLAH - In una telefonata con il segretario di Stato americano Condoleezza Rice il presidente dell'Autorita' nazionale palestinese Abu Mazen ha chiesto che gli Stati Uniti intervengano per fermare gli attacchi israeliani su Gaza. Secondo quanto riferisce l'agenzia palestinese Wafa il presidente palestinese ha anche sottolineato la necessita' di continuare a portare avanti il processo di pace in Medio Oriente.
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Aerei da combattimento israeliani bombardano una fabbrica di
19-05-2007 Gaza
All'alba di oggi, l’aviazione da combattimento israeliana ha bombardato una fabbrica per la lavorazione del ferro nel quartiere Ash-Shujaiyah, a est della città di Gaza.
Testimoni oculari hanno riferito che gli aerei israeliani hanno lanciato un missile contro la fabbrica, che si trova in via Salah Ad-Din, nel quartiere Ash-Shujaiyah, e di proprietà della famiglia As-Sumneh.
La fabbrica è stata distrutta totalmente, e alcune abitazioni vicine sono state danneggiate.
Le ambulanze si sono dirette sul posto. I feriti sono 5.
La protezione civile sta spegnendo il fuoco causato dal bombardamento.
Anche ieri sera tardi, nello stesso quartiere, aerei militari israeliani avevano bombardato un’altra fabbrica di lavorazione del ferro, di proprietà della famiglia Abu Halimah, ma il missile non è esploso.
La Striscia di Gaza vive da tre giorni un’aggressione israeliana continua, che ha causato decine di morti e feriti.
Continuano i bombardamento contro il nord della Striscia di Gaza.
Le forze di occupazione israeliane hanno proseguito, questa mattina, il bombardamento delle zone del nord della Striscia di Gaza.
Testimoni oculari hanno riferito che i carrarmati israeliani, appostati alla frontiera nord della Striscia di Gaza, hanno aperto il fuoco pesantemente, e diverse bombe sono cadute nel campo di “Qlebo”, a nord di Jabaliya, seminando il terrore tra i cittadini, e lasciando danni materiali ingenti nelle case e nelle strutture.
Non si sa ancora se ci sono vittime tra i cittadini. -
Che fare di Gaza?
Anche questa notte è passata tra sparatorie e attacchi violenti tra Hamas e Fatah. Gli attacchi sono mirati sugli uomini della sicurezza preventiva, andati a prendere direttamente a casa. Sono mirati alle strutture, ministeri, agenzie, dell'una e dell'altra parte, campi di addestramento militare e tutto ciò a cui è possibile sparare per distruggere.
Sono oltre 40 le vittime di questa assurda battaglia. La gente è chiusa in casa da 5 giorni, i negozi sono serrati e nessuno si azzarda ad andare presso i pochi posti di lavoro, perché cecchini e checkpoint lo impediscono. Anche se arrivano non sanno poi se possono far ritorno. Ieri per metà della giornata decine di giornalisti palestinesi, di tutte le agenzie stampa, gli unici presenti che cercano di coprire gli eventi, sono stati assediati e bersagliati all'interno dei loro edifici, dove ha sede anche la Tv Palestine.
Si puo' sicuramente dire che ormai il livello di conflitto è alto e l'idea che presto Gaza possa diventare permanentemente terra di conflitto tra famiglie e signori della guerra, non è distante. Purtroppo si vuole che anche Gaza diventi una ennesima Somalia, è un piano studiato da lungo tempo.
Lo dimostra il fatto che nessuno della comunità internazionale ha risposto alle centinaia di appelli della società civile palestinese, che chiedeva protezione, fine dell'occupazione, apertura delle frontiere, fine dell'embargo. È stato un anno e mezzo, dopo la vittoria delle elezioni democratiche di hamas, nel quale un intero popolo ha dovuto pagare pesantemente per questa scelta. Un anno e mezzo chiusi dentro la prigione di Gaza, con le frontiere chiuse, senza possibilità di intraprendere nessuna attività economica, senza possibilità di lavorare, di percepire uno stipendio, senza ricevere e commerciare i loro prodotti e addirittura con il blocco totale dei maledetti aiuti umanitari, che da sempre tengono soggiogati e ricattato questo popolo di rifugiati.
La dolorosa situazione economica, ha decisamente contribuito alla rottura delle strutture sociali. Legge e ordine sono saltati, le invasioni e i bombardamenti israeliani poi, hanno accresciuto la disperazione tra i residenti di Gaza, colpevoli, per la maggior parte di loro, di vivere dentro questa Striscia.
L'Autorità palestinese, sotto questo embargo economico internazionale non è stata in grado di dare risposte alle richieste della popolazione. Si è creato un forte disagio, la povertà è all'80 per cento la disoccupazione al 40. Non solo ma il 40 per cento della popolazione giovanile sta scappando da questa terra [e questo è l'obbiettivo raggiunto dagli israeliani]. In questa situazione la gente si è ripiegata sulla famiglia e sulle tribù di appartenenza [la famiglia intesa nella sua forza anche militare]. Qui più è grande la famiglia, più c'è potere. Ma la cosa più incredibile è che durante questo pesante embargo sono riuscite ad entrare ingenti quantità di armi che sono state messe in mano a tutti. Forse se questo governo avesse potuto lavorare senza boicotaggio, le forze coinvolte del paese avrebbero trovato anche compromessi interni. Invece l'idea di accerchiarli e di stroncarli sia economicamente che fisicamente, li ha sicuramente incattiviti.
Oggi la situazione è di non ritorno. Le fazioni, sia quella di Fatah, che quella di Hamas, si sono preparate secondo i piani delle organizzazioni che da sempre rappresentano, per arrivare allo scontro finale.
Fatah [Harakat al-Tahrir al-falastinya, Palestinian Liberation movement] che significa "Conquista", nato con Arafat negli anni '50, ha da sempre promosso la lotta armata per la liberazione della palestina dal controllo israeliano, per poi arrivare agli accordi di Oslo, con il riconoscimento di Israele ad esistere e la necessità di avere uno stato indipendente. Dopo le elezioni del 2006, con la vittoria di Hamas, il Fatah all'opposizione, ha comunque mantenuto il controllo e l'influenza del potere militare. Sono circa 70.000 le forze di sicurezza fedeli a Fatah.
Hamas, [Harakat a-Muqawama al islamya, movimento della resistenza islamica], che significa "zelo", "entusiasmo", nasce nel '87 come ramo palestinese dei Fratelli musulmani. Ha da sempre avuto la doppia funzione, sociale e di resistenza. Ha vinto le elezioni nel gennaio del 2006 ma la vittoria non è stata riconosciuta da buona parte della comunità internazionale. L'ala armata di Hamas conta circa 6000 uomini nelle forze di sicurezza ma vuole controllare tutto l'esercito nazionale, sicurezza preventiva compresa, che tutt'ora rimane in mano al presidente Abu Mazen.
A marzo, in seguito ai cosiddetti "accordi della Mecca", si è formato il "Governo Unito". Le due parti avrebbero dovuto lavorare insieme ma gli armati, fedeli alle due fazioni, hanno iniziato la dura battaglia per le strade.
La società civile ieri ha tentato di scendere in strada per fermare gli scontri; gente disperata ma ancora cosciente che tutto questo non serva alla causa palestinese e al suo popolo. Questa mattina Gaza si è risvegliata in fretta, pescatori e lavoratori hanno ripreso il ritmo approffittando della fragile tregua, in attesa del rientro del Presidente.
"I problemi - dicono - non sono finiti ma una speranza vogliamo ancora averla". La zona ora è sorvolata anche dagli aerei israeliani. Una forte quantità di missili è caduta su Sderot [colonia al confine], e gli israeliani devono decidere che altro fare di questa Gaza! -
Ahmad Hils: chi sta lottando contro Hamas è una corrente de
Ahmad Hils (Abu Maher), dirigente di spicco di Fatah, ha confermato che "il movimento di Fatah non ha preso una decisione di partito per affrontare il movimento di Hamas, e toglierà la copertura dell’organizzazione a chiunque effettua operazioni di assassinio contro il popolo palestinese. Il popolo sa perfettamente chi uccide i suoi figli: le squadre di morte negli organi di sicurezza e coloro che si nascondono dietro il movimento per cercare una copertura".
Le dichiarazioni di Hils sono giunte durante un'intervista al canale satellitare Al-Jazeera, e ha aggiunto non è parte coinvolta nei tristi incidenti interni contro il movimento islamico.
Hils ha confermato che Fatah toglierà ogni copertura partitica da chiunque effettuerà operazioni criminale nelle strade palestinesi e nasconderà dietro il movimento di Fatah. E ha aggiunto che chi pratica queste azioni è nemico di Fatah come di Hamas.
Hils è considerato uno dei dirigenti nazionali "onesti e puliti" di Fatah che rifiuta l’illegalità e le uccisioni praticate da una corrente potente dentro il movimento che lavora per gli interessi di altri, ed è fra quelli che ha lanciato un appello per la riforma del partito, e aveva espresso il timore che di Fatah si impossessassero personalità legate all’America. E ha chiesto al presidente Abbas di prendere posizioni contro questa corrente e a favore degli interessi nazionali. -
Bombardamenti israeliani, scudi umani stanno proteggendo la
18-05-2007 Gaza
Questa sera, le forze di occupazione israeliane hanno minacciato di bombardare la casa di Ahmad Al-Jabari, uno dei capi delle Brigate Al-Qassam, nel quartiere Ash-Shujayah, nella città di Gaza.
Numerosi abitanti della zona si sono diretti verso l'abitazione di Al-Jabari per fare da scudo umano e proteggerla. -
Raja, FPLP, accusa la 'corrente di Dahlan' del deteriorame
Anwar Raja, responsabile dell’ufficio di informazione centrale del “Comando Generale"del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (FPLP), ha accusato la “corrente dahlaniana” (il riferimento è al dirigente di Fatah Mohammad Dahlan), del deterioramento della situazione nella sicurezza della Striscia di Gaza.
Raja ha chiesto di screditare questa corrente che lavora "in armonia con i programmi politici del governo sionista di Ehud Olmert”.
Il dirigente del FPLP ha attirato l’attenzione sul fatto che la scelta della tempista per l'esplosione della lotta interna palestinese “va a servizio del governo sconfitto di Olmert. Questo fa sorgere tanti interrogativi sul rapporto tra questa corrente e i piani dell’occupazione”.
In un comunicato stampa, ha dichiarato: "E' giunto il momento di dire che la corrente dahlaniana dentro Fatah non può più continuare a creare danni e distruzioni sulla scena politica interna palestinese.
L’interesse di questa corrente è quello di fare entrare la società palestinese nel tunnel dell’illegalità e della lotta interna, per alzare la sua voce e far passare il suo programma con la scusa del fallimento dell’esperienza della scelta del popolo e il fallimento del ruolo dirigenziale di Hamas sia a livello di governo sia a livello di programma politico del movimento di resistenza".
Raja ha chiesto di "mettere a nudo e screditare i piani di questa corrente e di renderli noti all’opinione pubblica palestinese dentro e fuori la Palestina, in modo che ne comprendano la pericolosità".
Il dirigente palestinese ha precisato che "l’assedio politico ed economico imposto contro la Cisgiordania e la Striscia di Gaza e i suoi effetti negativi sulla situazione sociale e sui rapporti interni hanno svolto un ruolo indiretto nel portare la situazione palestinese a questo quadro terribile.
L’assedio è un aiuto diretto da parte della maggioranza dei regimi arabi, dell’amministrazione americana e dei paesi europei nell’appoggiare una parte palestinese a scapito dell’altra e per creare l'occasione affinché questa parte si presentasse come un’alternativa politica e come salvatrice dall’assedio economico".
Il dirigente del Fronte Popolare ha invitato a rivedere l’accordo di Mecca che "non ha preso in considerazione i motivi e il nocciolo delle divergenze: da una parte c'è chi scommette sulla cosiddetta 'moderazione araba' e sulla Road Map; dall'altra, chi crede nella lotta armata come base della cultura dello scontro per sconfiggere l’occupazione e riacquistare tutti i diritti storici del popolo palestinese".