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TheCap_Jack_Sparrow

maschio - 44 anni, Palermo, Italy


Blog / Ancora morti sul lavoro

venerdì, 7 dicembre 2007 alle 06:34

Antonio Schiavone aveva 36 anni : lavorava alle acciaierie Thyssenkrup di Torino. Aveva una compagna e tre figli : la piu’ grande 6 anni, la piu’ piccola 2 mesi.
E stato ucciso ieri sul suo posto di lavoro.
Avete letto bene è stato ucciso.
Non uso parole di circostanza e non sono abbastanza “buonista” , non sono “political correct “ e non mi va di abusare di termini inadatti e fuorvianti per addolcire la verita’.
La verita’ è una : è stato ucciso.
Altri parleranno di incidente o infortunio sul lavoro, si richiameranno le norme di prevenzione violate e si verseranno lacrime di coccodrillo….
..cazzate…
La verità è che Antonio è stato ucciso dallo sfruttamento selvaggio di un padrone tedesco che tira a mille gli impianti per tirare fino all’ ultima goccia di sangue – di profitto – alle macchine e agli operai, a quelli come Antonio e ai suoi compagni di lavoro.
Antonio è stato ucciso dalla flessibilità : era molto flessibile.
Quando è morto era alla quarta ora di straordinario, cioè alla dodicesima ora di lavoro. Bisogna lavorare tanto per vivere decentemente , i soldi non bastano mai, i salari sono inadeguati al costo della vita.
Insomma o muori di fame o muori di lavoro : scegli ragazzo…. è la vita….

Antonio è stato ucciso da chi ha pensato bene di detassare gli straordinari , cioè di fare pagare meno lo sfruttamento degli operai ai padroni. Insomma se è chiaro il colpevole, il padrone, è altrettanto chiaro il complice, il “ Protocollo sul Welfare” recentemente approvato dal Governo ( sempre piu’ di Centro e molto poco di Sinistra…) con l ‘avallo di una parte dei Sindacati.

Chi dice che serve, adesso che ci è scappata la vittima, maggiore sicurezza sui posti di lavoro dimentica, o vuole dimenticare, che è questo modello sociale ed economico, le sue leggi, il suo chiedere di lavorare di più, sempre di più e con meno diritti ad essere la mano armata di tanti delitti di lavoratori e lavoratrici.
La sicurezza è incompatibile con un modello sociale, economico e produttivo che sacrifica dignità e diritti sull’altare del profitto. Sembra di assistere ad un pagano sacrificio di vite umane immolate ad un dio che chiede sempre piu’ sangue…

I teorici del liberismo, della flessibilità, della fine del Welfare, della precarietà del lavoro e della vita, hanno, come tutti noi, ogni diritto. Ci mancherebbe!!!!
Tutti i diritti…tranne uno…

Quello di piangere questi morti, le vittime della loro fame di denaro e di potere, dei loro lussi e dei loro privilegi….

Tre bambini piccoli del cuneese che hanno perso il padre non hanno cosa farsene delle loro lacrime, cosi’ come delle facce afflitte e delle parole di circostanza del mondo istituzionale e politico…
Morire sul lavoro e per il lavoro , per mantenere una famiglia, è barbarie..non trovo altro termine.. …un altro Mondo, dove ci sia dignita’ e diritti per tutte e tutti non è soltanto possibile ma è urgente e necessario ….

p.s. dopo avere scritto queste parole , con moltissimo dolore in fondo al cuore, mi è giunta notizia della morte di un altro compagno di lavoro di Antonio. E dopo poco la notizia di un altro morto in un cantiere edile nell’ avellinese. Insomma è una strage…
che dire ? il Parlamento parla di Sicurezza ma si riferisce a come difenderci da Rom e rumeni.....

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