TheCap_Jack_Sparrow
maschio - 44 anni, Palermo, Italy
Blog 106
E' sempre difficile presentare qualcosa di proprio : scivolare nell' auto-esaltazione, o peggio cadere nel tranello del "pioniere" che vuole spiegare il mondo.
Penso sia giusto avvisare i naviganti ; non troveranno qui una carta nautica, una rotta certa, coordinate e posizioni esplicite . Tutto cio' non lo posseggo neanche io
In questo Blog, quando passerete di qui e vi soffermerete a leggere, troverete idee "alla deriva", libere di farsi trascinare da una corrente a volte tumultuosa a volte appena percettibile ; idee, riflessioni e pensieri non delimitate da una rotta ..ma certe di un approdo......
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La riunione del G8
di Fidel Castro Ruiz
Per i non informati - io sono il primo -, G-8 è il nome del gruppo dei paesi più sviluppati, compresa la Russia. L'attesa riunione, che inizia tra 6 giorni, ha risvegliato grandi aspettative dovute alla profonda crisi politica ed economica che minaccia il mondo.
Lasciamo che parlino le notizie d'agenzia. L'agenzia di stampa tedesca DPA informa che il ministro dei Trasporti ed all'Urbanistica della Germania, Wolfgang Tiefensee, ha dichiarato "che i paesi dell'Unione Europea si sono accordati per una strategia comune." "I ministri europei all'Urbanistica, riuniti nella città orientale di Leipzig in una riunione informale dal titolo "Sviluppo urbano e coesione territoriale", utilizzeranno una strategia comune per la protezione dell'ambiente e per fermare il cambio climatico."
"Nell'Europa meridionale - ha avvertito Tiefensee -, si potrebbe ipotizzare, per esempio un aumento della temperatura estiva fino a sei gradi, mentre nelle zone costiere si potrebbero temere
delle forti tempeste invernali. "La siccità che minaccia la Spagna e la scarsità d'acqua in Polonia sono altri due esempi delle sfide che deve fronteggiare l'Unione Europea, ha aggiunto il germanico al termine del consiglio."
L'AFP riferisce che "il ministro dell'Ambiente della Germania, Sigmar Gabriel, ha valutato come "molto difficile" che nel prossimo vertice del G-8 si raggiunga un risultato positivo riguardo il problema del riscaldamento climatico, a causa dell'opposizione degli Stati Uniti."
"La Germania sarà il paese anfitrione del vertice degli otto paesi più industrializzati del pianeta che si terrà ad Heiligendamm dal 6 all'8 giugno.
Secondo il ministro socialdemocratico tedesco, nonostante negli Stati Uniti siano in molti a desiderare un altro tipo di politica nei confronti del cambio climatico, "disgraziatamente il governo di Washington impedisce" il concretizzarsi di questa posizione.
"La cancelliera tedesca Angela Merkel, lancerà "un forte segnale" sulla necessità d'agire urgentemente in questo campo; l'amministrazione statunitense moltiplica i suoi segnali d'opposizione. "
L'agenzia inglese Reuters comunica: "Gli Stati Uniti hanno rifiutato la proposta tedesca affinché il Gruppo degli Otto stabilisca maggiori restrizioni sulle emissioni di carbonio, causa del riscaldamento globale, secondo una bozza del comunicato che si presenterà nella riunione.
"Gli Stati Uniti hanno ancora serie e fondamentali preoccupazioni nei confronti di questa anticipazione della dichiarazione, a cui ha avuto accesso la Reuters."
I negoziatori statunitensi hanno riferito che: "Il dibattito sul cambio climatico va completamente contro la nostra posizione ed attraversa molteplici "linee rosse" in termini che semplicemente non possiamo condividere".
"Questo documento è chiamato FINALE, però non siamo mai stati d'accordo con nulla del linguaggio sul clima presente nel testo" hanno aggiunto.
"La Germania chiede un accordo per contenere l'aumento delle temperature, per diminuire le emissioni globali del 50 per cento rispetto ai livelli del 1990 entro il 2050 e per aumentare
l'efficienza energetica del 20 per cento entro il 2020. "Washington rifiuta tutti questi obbiettivi." Mentre Blair dichiara che persuaderà il suo amico George,
l'unica cosa certa è che ha aggiunto un altro sottomarino ai tre che si stanno attualmente costruendo in Gran Bretagna, aumentando di altri 2.500 milioni di dollari le spese in armamenti sofisticati.
Chissà se qualcuno, con i nuovi programmi informatici di Bill Gates, non possa fare il conto di quanto si è speso in armi, privando l'umanità di risorse per l'educazione, la salute e la cultura.
George deve dire nella riunione del G-8 ciò che realmente pensa, compreso il tema dei pericoli che minacciano la pace e l'alimentazione degli esseri umani. Qualcuno deve domandarglielo. Non deve cercare di sottrarsi, assistito dal suo amico Blair.
Fidel Castro Ruz
29 maggio 2007 -
Iraq. Rai News 24, video inedito della "battaglia dei
Una giornata di guerra". Questo il titolo del documentario inedito trasmesso da Rai News 24. Sono immagini dell'agosto 2004 quando a Nassiriya ci fu la cosiddetta "battaglia dei ponti".
Il video inedito mostra i combattimenti sostenuti dal contingente militare italiano per il controllo dei ponti che congiungono le due sponde della città irachena.
Le immagini della telecamera e le voci dei militari italiani testimoniano in presa diretta alcune fasi del combattimento, come il lancio di un missile terra-terra e il tentativo di stanare un cecchino che sparava contro i soldati italiani. -
Video Inchiesta RaiNews24: La strage nascosta
"Ho sentito io l'ordine di fare attenzione perché veniva usato il fosforo bianco su Fallujah . Nel gergo militare viene chiamato Willy Pete. Il fosforo brucia i corpi, addirittura li scioglie".
È questa la tremenda testimonianza di Jeff Englehart, veterano della guerra in Iraq. "Ho visto i corpi bruciati di donne e bambini- ha aggiunto l'ex militare statunitense-il fosforo esplode e forma una nuvola, chi si trova nel raggio di 150 metri è spacciato".
Testimoni hanno visto "una pioggia di sostanze incendiarie di vario colore che, quando colpivano, bruciavano le persone e anche quelli che non erano colpiti avevano difficoltà a respirare", racconta Mohamad Tareq al-Deraji, direttore del centro studi per i diritti umani di Fallujah. -
Prodi contestato a Trento dal Comitato No Dal Molin
Proteste dei comitati Dal Molin: «Il governo non ci ha difesi». Il premier replica: «Scontri continui, danno per il Paese".
TRENTO - «Venduto, venduto, vergogna, vergogna!» urlano i circa 200 manifestanti riuniti nel cortile dell'auditorium di Santa Chiara di Trento per protestare contro l'allargamento della base Usa «Dal Molin». Bersaglio dei loro cori è il premier Romano Prodi, giunto qualche minuto prima di mezzogiorno sul posto per partecipare al Festival dell'Economia. Il presidente del Consiglio è poi entrato nell'auditorium, dove sono proseguite le contestazioni. Al grido di «vergogna, vergogna» il gruppo che protesta contro l'ampliamento della base aerea di Vicenza, ha reso impossibile il proseguimento del convegno. -
Non posso farne a meno
Viaggio spesso in aereo : al check-in chiedo sempre il posto accanto al finestrino. Guardo fuori , come faccio da sempre.
Da quando bambino ascoltavo le parole di mio padre,le sue descrizioni affascinanti, guardando fuori paesaggi, immagini e tetti di case di paesi sconosciuti.
Adesso preferisco vedere dall' oblo' il mare ; in basso, indistinto eppure chiaramente percebile ..le onde...l azzurro...
A volte le nuvole, come fiocchi o come giganteschi batuffoli di cotone....come due giorni fa.....
E ricordavo guardando quell immagine suggestiva una storia triste , assurda , orribile.
Gli anni 70 in Argentina : una dittatura militare feroce. Migliaia di persone arrestate, torturate, violentate, fatte sparire. Li hanno chiamati "Desaparecidos" scomparsi....inghiottiti dalla macchina della repressione, dentro caserme e carceri speciali...30.000....Trentamila...trentamila 30.000...ho ripetuto nella mia mente ossessivamente questo numero..e ho visto moltissimi di quei volti in questi anni...volti come il mio o come il vostro, ...voi che state leggendo questo Blog....
Molti sono stati lanciati, gettati , dagli aerei ancora vivi..nel Mar de la Plata..una fine orribile...che sento piantata ogni giorno nel mio cuore come una spina appuntita.
Perche' le nuvole non hanno trattenuto quei corpi lanciati dagli aerei di quei macellai' ?
Perche' chi poteva non ha fatto questo miracolo ?
Vorrei soltanto adesso la forza di ricordare per sempre quei 30.000 volti uguale al mio...non dimenticare mai il loro sacrificio...che deve, è e sara' sempre il sacrificio di ognuno di noi...
Non dimenticali mai, dedicate al loro ricordo un vostro piccolo pensiero..ma fatelo ogni giorno..adesso non chiedono altro.... -
Parole nel mezzo
corpi muti vaganti nel mare
bocche chiuse nei nostri salotti
incidenti, sbarchi, inutili presenze
fanno notizia quando crepano
quando spariscono nel blu del mare speranza
quando riempiono le galere
quando i loro corpi
ingombro pesante e nulla piu'
sento spesso quella parola infame
clandestini
clandestini di cosa?
un fratello e una sorella
non sono mai clandestini
c ' è scritto cosi'
nei libri che leggete la domenica a messa?
oppure io ho capito male ?
clandestini di cosa?
avete inventato una sbarra
filo spinato
la nostra "Fortezza Europa"
noi di qua ..ricchi e pasciuti
loro di la' ...invisibile miseria
LI ho visti..occhi spalancati
labbra serrate, menti sconfitte
cuori di speranza
li ho visti dai finistrini dei bus
li ho visti dietro le sbarre
li ho visti fuggire
li ho visti catturare
il mio cuore si ferma
quando penso a loro
le mie ferite forse piu' profonde
la loro carne violata
nelle fabbriche, nei campi , nei marciapiedi
un fastidio per tanti
qualcosa da nascondere
nella nostra Italia per bene
per loro non c è posto
ma c' è un posto nel mezzo
nel nostro cuore
tra la nostra rabbia. la speranza, la rivolta
c' è un posto nel mezzo
a nostra lucida follia
i nostri bisogni
gli sguardi , i sorrisi, le lacrime
lo sdegno...solidarieta'
parola sconosciuta
parola bastarda
abusata e violentata
è quello che diamo
quello che prendiamo
quello che vorremmo..... -
CNN. Trasmette le immagini delle manifestazioni in Venezuela
CNN en español e Globovision passano le immagini di una manifestazione in Messico, svoltasi per protestare contro l'uccisione di un giornalista, dicendo che sono le immagini delle proteste contro Chavez in Venezuela. Globovision ha minimizzato dopo chiedendo solo scusa...un po troppo facile. Ennesima bugia delle forze reazionarie a livello internazionale
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No Bush-No War Day
Contro la guerra permanente di Bush
Contro l’interventismo militare del governo italiano
L'ultimo comunicato delle reti e delle organizzazioni promotrici della manifestazione nazionale del 9 giugno
Si terrà sabato 9 giugno il corteo convocato a Roma da un’ampia coalizione di reti, associazioni, sindacati di base, centri sociali forze politiche che hanno promosso il “No Bush-No War Day”. La manifestazione partirà alle ore 15 da piazza della Repubblica per arrivare fino a piazza Navona. Si tratta di un primo importante risultato che consente di affermare il diritto all’agibilità politica del centro di Roma anche nel giorno della venuta di Bush. Non ci saranno quindi né “zone rosse” né blindature della città.
Sarà una manifestazione partecipata e popolare, pacifica e determinata, fortemente unitaria vista la pluralità di forze e di culture che ha saputo finora raccogliere – già oltre 200 le adesioni - e aperta a ogni tipo di contributo. Lo si evince dal tipo stesso di piattaforma – “contro la guerra permanente di Bush e contro l’interventismo militare del governo Prodi” – che raccoglie quanto seminato dal movimento contro la guerra degli ultimi anni. Un movimento che si è sempre trovato unito nel chiedere il ritiro delle truppe italiane dai fronti di guerra, che ha sempre contrastato l’aumento delle spese militari, che recentemente si è stretto attorno a Emergency continuando a chiedere la liberazione di Hanefi. Un movimento solidale con il popolo palestinese e con il suo diritto alla terra dopo quarant’anni di occupazione israeliana. Un movimento che contrasta l’avallo italiano allo scudo missilistico USA e che il 17 febbraio scorso ha manifestato compatto contro la decisione del governo italiano di autorizzare il raddoppio della base Usa a Vicenza.
Pensare che un movimento che si riconosce contro la guerra “senza se e senza ma”, possa separare le responsabilità dell’amministrazione statunitense da quelle del governo del proprio paese, significa consegnarsi a un’idealità antiguerra in grado di riconoscere le responsabilità dell’unilateralismo armato ma muto di fronte alla guerra quando questa diventa multilaterale.
Del resto, la stessa, recente, scelta del parlamento italiano di dare il via libera, senza nemmeno una votazione, al rafforzamento della missione in Afghanistan con l’invio di nuovi armamenti offensivi, dimostra la crucialità delle responsabilità italiane sullo scacchiere della guerra globale.
La piattaforma che indice il corteo del 9 è incentrata su questi temi: per questo è di per sé unitaria perché parla il linguaggio del movimento. Per queste ragioni la discuteremo nei prossimi giorni, a livello locale e nazionale, con chiunque ci si voglia confrontare seriamente e nel merito. Organizzeremo assemblee, dibattiti, forum e confronti nel migliore spirito che proviene dall’esperienza dei movimenti di massa di questi anni e con la convinzione che non ci siano rivendicazioni immediate più efficaci di queste per rilanciare il movimento contro la guerra come dimostra anche l’esperienza autorganizzata della Carovana contro la guerra. Organizzeremo comitati unitari con l’auspicio che restino sui territori anche dopo il 9 giugno per dare sostanza reale al movimento e farlo fuoriuscire dal solo coordinamento di soggettività organizzate.
Manifesteremo in tanti, dunque, contro Bush e le politiche di guerra del governo italiano: invitiamo tutti e tutte a partecipare a questo corteo; altre polemiche non ci interessano.
Altri vogliono manifestare su una piattaforma diversa che non contempli nessun riferimento al governo italiano: si tratta di una divergenza che non può essere nascosta vista la sua rilevanza; una divergenza che si manifesta negli obiettivi che perseguiamo: il ritiro immediato dall’Afghanistan, la revoca del Dal Molin, la revoca dello Scudo spaziale, la revoca degli F35, il taglio delle spese militari a favore di quelle sociali.
Vogliamo infine che sia garantita la piena agibilità politica a Roma ma anche nella preparazione dei giorni precedenti. Crediamo che debba essere garantito il diritto a manifestare senza limitazioni già a partire dalle città da cui si prepara la mobilitazione. Per questo chiederemo con forza nei prossimi giorni alle Ferrovie italiane, e alle autorità politiche competenti, di farsene garanti.
Nel paese dei privilegi e dei costi della politica che sia almeno concesso il diritto di partecipare a una manifestazione nazionale. -
Italia. I senza casa occupano la basilica di S. Giovanni in
Decine di occupanti di case provenienti da diverse città italiane, oggi hanno fatto un blitz irrompendo nella basilica di S. Giovanni. Con questa azione clamorosa, i movimenti di lotta per la casa intendono mandare un segnale alla conferenza nazionale sulla famiglia in corso a Firenze e chiedono al governo provvedimenti concreti su una delle principali emergenze delle famiglie italiane. Paolo Di Vetta di Action ha spiegato in diretta ai microfoni di Radio Città Aperta che quella della casa e degli affitti stratosferici che stanno rendendo sempre più drammatiche le condizioni di vita di migliaia e migliaia di famiglie, è una delle priorità se non si vogliono fare discorsi ipocriti sulla famiglia.
E sempre domani a Firenze - dove è in corso la conferenza sulla famiglia - si terrà l'assemblea nazionale di tutti i movimenti di lotta per la casa provenienti da Roma, Palermo, Bologna, Livorno ed altre città -
No Bush-No War Day
Contro la guerra permanente di Bush
Contro l’interventismo militare del governo italiano
L'ultimo comunicato delle reti e delle organizzazioni promotrici della manifestazione nazionale del 9 giugno
Si terrà sabato 9 giugno il corteo convocato a Roma da un’ampia coalizione di reti, associazioni, sindacati di base, centri sociali forze politiche che hanno promosso il “No Bush-No War Day”. La manifestazione partirà alle ore 15 da piazza della Repubblica per arrivare fino a piazza Navona. Si tratta di un primo importante risultato che consente di affermare il diritto all’agibilità politica del centro di Roma anche nel giorno della venuta di Bush. Non ci saranno quindi né “zone rosse” né blindature della città.
Sarà una manifestazione partecipata e popolare, pacifica e determinata, fortemente unitaria vista la pluralità di forze e di culture che ha saputo finora raccogliere – già oltre 200 le adesioni - e aperta a ogni tipo di contributo. Lo si evince dal tipo stesso di piattaforma – “contro la guerra permanente di Bush e contro l’interventismo militare del governo Prodi” – che raccoglie quanto seminato dal movimento contro la guerra degli ultimi anni. Un movimento che si è sempre trovato unito nel chiedere il ritiro delle truppe italiane dai fronti di guerra, che ha sempre contrastato l’aumento delle spese militari, che recentemente si è stretto attorno a Emergency continuando a chiedere la liberazione di Hanefi. Un movimento solidale con il popolo palestinese e con il suo diritto alla terra dopo quarant’anni di occupazione israeliana. Un movimento che contrasta l’avallo italiano allo scudo missilistico USA e che il 17 febbraio scorso ha manifestato compatto contro la decisione del governo italiano di autorizzare il raddoppio della base Usa a Vicenza.
Pensare che un movimento che si riconosce contro la guerra “senza se e senza ma”, possa separare le responsabilità dell’amministrazione statunitense da quelle del governo del proprio paese, significa consegnarsi a un’idealità antiguerra in grado di riconoscere le responsabilità dell’unilateralismo armato ma muto di fronte alla guerra quando questa diventa multilaterale.
Del resto, la stessa, recente, scelta del parlamento italiano di dare il via libera, senza nemmeno una votazione, al rafforzamento della missione in Afghanistan con l’invio di nuovi armamenti offensivi, dimostra la crucialità delle responsabilità italiane sullo scacchiere della guerra globale.
La piattaforma che indice il corteo del 9 è incentrata su questi temi: per questo è di per sé unitaria perché parla il linguaggio del movimento. Per queste ragioni la discuteremo nei prossimi giorni, a livello locale e nazionale, con chiunque ci si voglia confrontare seriamente e nel merito. Organizzeremo assemblee, dibattiti, forum e confronti nel migliore spirito che proviene dall’esperienza dei movimenti di massa di questi anni e con la convinzione che non ci siano rivendicazioni immediate più efficaci di queste per rilanciare il movimento contro la guerra come dimostra anche l’esperienza autorganizzata della Carovana contro la guerra. Organizzeremo comitati unitari con l’auspicio che restino sui territori anche dopo il 9 giugno per dare sostanza reale al movimento e farlo fuoriuscire dal solo coordinamento di soggettività organizzate.
Manifesteremo in tanti, dunque, contro Bush e le politiche di guerra del governo italiano: invitiamo tutti e tutte a partecipare a questo corteo; altre polemiche non ci interessano.
Altri vogliono manifestare su una piattaforma diversa che non contempli nessun riferimento al governo italiano: si tratta di una divergenza che non può essere nascosta vista la sua rilevanza; una divergenza che si manifesta negli obiettivi che perseguiamo: il ritiro immediato dall’Afghanistan, la revoca del Dal Molin, la revoca dello Scudo spaziale, la revoca degli F35, il taglio delle spese militari a favore di quelle sociali.
Vogliamo infine che sia garantita la piena agibilità politica a Roma ma anche nella preparazione dei giorni precedenti. Crediamo che debba essere garantito il diritto a manifestare senza limitazioni già a partire dalle città da cui si prepara la mobilitazione. Per questo chiederemo con forza nei prossimi giorni alle Ferrovie italiane, e alle autorità politiche competenti, di farsene garanti.
Nel paese dei privilegi e dei costi della politica che sia almeno concesso il diritto di partecipare a una manifestazione nazionale.