TheCap_Jack_Sparrow
maschio - 44 anni, Palermo, Italy
Blog 106
E' sempre difficile presentare qualcosa di proprio : scivolare nell' auto-esaltazione, o peggio cadere nel tranello del "pioniere" che vuole spiegare il mondo.
Penso sia giusto avvisare i naviganti ; non troveranno qui una carta nautica, una rotta certa, coordinate e posizioni esplicite . Tutto cio' non lo posseggo neanche io
In questo Blog, quando passerete di qui e vi soffermerete a leggere, troverete idee "alla deriva", libere di farsi trascinare da una corrente a volte tumultuosa a volte appena percettibile ; idee, riflessioni e pensieri non delimitate da una rotta ..ma certe di un approdo......
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Roma. “La verità non si cancella”. Domani sit in al Min
Si terrà domani dalle 11.00 alle 15.00 sotto al Ministero dell’Interno (P.zza dell'Esquilino) un Sit in convocato dalla famiglia di Renato Biagetti, dall’Associazione culturale “I sogni di
Renato”, dai compagni e le compagne di Renato,dai compagni e le compagne di
Dax, da Haidi Giuliani e Supporto Legale.
In un comunicato diffuso alla stampa scrivono che “Ci sono persone che non hanno dimenticato Genova 2001.Ci sono persone che non hanno dimenticato l’omicidio di Davide Cesare, per tutti noi Dax, ucciso dalle lame dei fascisti a Milano.Ci sono persone che non dimenticano l’omicidio di Federico Aldrovandi, di 18 anni che a Ferrara,venne ammazzato di botte durante un “normale” controllo di polizia. Ci sono persone che non dimenticano la morte di Renato Biagetti, ucciso a coltellate in una notte di agosto ’06 all’uscita di una dance all reggae sulla spiaggia di Focene.
Ci sono quattro mamme Patrizia mamma di Federico Aldrovandi, Haidi mamma di Carlo, Rosa mamma di Dax, e Stefania mamma di Renato. Quello che le accomuna è aver perso un figlio, è chiedere in loro nome verità e giustizia per rompere questo clima di omertà e collusione, è lottare quotidianamente per far emergere la verità. -
mi trovavo da solo
Mi trovavo da solo
sentivo soltanto un fremito acuto
parole distratte , incapaci d’agire
senso di vuoto
paranoia assoluta
rincorsa nel tempo
la mente scorre via
Mi trovavo da solo
nel buio assoluto
corpi sconosciuti prendevano poco
una ricchezza assurda
si bloccava la lingua
urlava la gola
frammenti di vetro
scavano a fondo
Mi trovavo da solo
speranza delusa
illusione di un attimo
allungavo la mano
nel vuoto assoluto
disperata , irritante
graffiavo lenzuola
ricerca spasmodica
un sorriso perduto
un’ anima candida
un battito d’ali -
Uranio: Leucemia per carabiniere reduce da missione in Iraq
Un sottufficiale dei carabinieri e’ l’ultimo malato da possibile contaminazione da uranio impoverito, come riferisce una nota dell’associazione vittime dell’uranio dopo la denuncia della stessa vittima. Alcuni mesi fa al militare italiano e’ stata diagnosticata una sindrome mielodisplastica, una forma di leucemia emersa nel corso delle analisi del sangue periodiche alle quali era sottoposto insieme agli altri reduci dall’Iraq, dove il carabiniere poco piu’ di due anni fa aveva svolto una missione di quattro mesi e mezzo.
“Al momento - ha spiegato il militare all’associazione - sono in convalescenza, e anche se le mie condizioni di salute sono ancora buone non riesco a farmi fare idoneo al servizio militare incondizionato. Ho avviato le pratiche per il riconoscimento della causa di servizio e sono in attesa di risposta”.
Proprio nei giorni scorsi erano stati resi noti i dati del Libro Nero del ‘presunto killer’ curato dall’Ana-Vafaf, in collaborazione con lo stesso portale dell’associazione vittime dell’uranio, secondo il quale sarebbero 50 i militari morti in seguito alla possibile contaminazione. -
Le parole piu' tristi
Le parole piu' tristi
vengono dal cuore
s'attaccano addosso
non ti fanno respirare
come lupi famelici
dilaniano la carne
stravolgono la mente
s'alzano all'alba
ti rincorrono la notte
Le parole piu' tristi
accompagnano il silenzio
il vuoto dell'anima
l'incedere dell'abisso
Le parole piu' tristi
lungo le scale della vita
hanno il rumore della morte
risvegliano un sospiro
ricordano la forza di un sogno
Le parole piu' tristi
quella mattina di Agosto
non venivano via
soltanto quelle nella mente
ricordi sbiaditi
livide impressioni di un momento
sentirsi strappare via qualcosa
Le parole piu' tristi
il ricordo del tuo sguardo
i tuoi occhi socchiusi
e un sogno che non vuole andare via
Le parole piu' tristi
devo ancora trovarle
nei momenti peggiori
nell'incubo piu' profondo
nell' istante che si spezza -
Sull’aggressione dei fascisti a villa Ada
di Banda Bassotti
Tutti i TG nazionali, tutti i quotidiani, un approfondimento con tanto di esperti (di che poi
su Rai Tre, continue richieste di interviste, dichiarazioni congiunte e concordanti del sindaco Veltroni e del fascista Alemanno…
L’aggressione dei fascisti a villa Ada il 28 notte dopo il nostro concerto deve aver colpito l’immaginazione di molti… si rispolverano termini come “Apologia di Fascismo” (reato in teoria) e si evocano gli spettri della violenza degli opposti estremismi…
Già, opposti… Come fascismo e antifascismo, come reato e principio costituzionale.
In ogni modo, bisogna interrogarci su quale sia la novità che tanto inquieta in questa arsura estiva.
I fascisti ci sono sempre stati; hanno negozi, sezioni, siti web e addirittura centri sociali (vero Sindaco
dove si vende e si distribuisce materiale razzista, revisionista e negazionista… Si presentano alle elezioni insieme a quello che viene chiamato “centro-destra”… le loro bandiere sventolavano anche sotto il palco del Family Day, vanno in televisione, e nelle curve degli stadi… non vediamo realmente dove sia la novità in tutto questo… e perché questi uomini illustri, oggi solo si sorprendano che ci siano dei fascisti, degli xenofobi e intolleranti e si sorprendano anche che vengano ad aggredire un concerto della Banda Bassotti. Noi non siamo affatto sorpresi… in 16 anni di tours hanno provato molte altre volte ad aggredirci… ci vengono in mente Bolzano, Milano, Bergamo, Madrid, Bilbao e anche a Roma un anno fa per dirne qualcuna… ed erano sempre fascisti. strano eh?
I fascisti aggrediscono con i coltelli, quasi sempre feriscono, a volte uccidono e spesso non vengono presi… Provate a contare le decine di episodi denunciati solo nell’ultimo anno…
La notte di giovedì la polizia era assente e quando è arrivata non è entrata nella villa perché male equipaggiata ed ha concesso quindi agli aggressori 10 minuti buoni in più di autonomia.
In attesa che arrivassero i rinforzi, chiaramente non hanno fermato neanche uno degli aggressori…
La polizia era però presente nel pomeriggio per verbalizzare una querela contro uno di noi accusato di ingiurie, ossia di “aver detto parolacce” al figlio di un loro funzionario per un motivo surreale…
La polizia era presente anche per arrestare chi si voleva autodifendere (chissà perché) dai fascisti.
I feriti sono molti di più di quelli che dicono i giornali che peraltro come al solito non hanno fatto che travisare ed inventare di sana pianta nostre dichiarazioni… ma questo è ciò che spesso succede… per noi neanche questa è una novità…
Chissà quante teorie nei prossimi giorni; “indignazione”… “pugno di ferro”, “legalità”… sociologi invitati a dibattiti e uomini illustri che si riempiranno la bocca di tante belle parole e di antitodi sicuri da adoperare…
Scusateci tanto… noi non ce la facciamo a stupirci. L’unica cosa reale sono questi ennesimi nostri feriti, sono questi nostri ennesimi denunciati perché colpevoli di essersi difesi… ed è a loro che va la nostra solidarietà e il nostro affetto. A questa gente che che paga con noi la realtà di vivere in un Paese in cui il fascismo è un’opinione come le altre o al massimo un estremismo pari a quello di chi ha liberato questa nazione offrendo in cambio il proprio sangue, la propria gioventù, la propria vita.
Noi andiamo avanti per la nostra strada; conosciamo il nostro mondo e non possiamo viverlo saltuariamente.
Antifascisti Sempre -
Sindelar, il calciatore che rifiuto' la svastica
Al novantesimo non si accoda agli atleti impegnati nel saluto al Fuhrer, ma tra lo sbigottimento di tutto lo stadio va sotto la tribuna tenendo alzato il pugno sinistro.” Il 23 gennaio una folla commossa si è radunata nel cimitero di Vienna dove è sepolto il più forte giocatore austriaco di ogni tempo. Campione nel calcio, campionissimo nella vita.
Per quanto lo si voglia caricare di ulteriori significati, il calcio resta un gioco. Non ci dovrebbe essere differenza tra lo spirito che anima i ragazzini all’oratorio ed i giocatori affermati che si affrontano in stadi ricolmi di gente. Eppure può capitare che questo gioco, specie in periodi di grande drammaticità, trasmetta valori che vanno ben al di là della semplice contesa sportiva. Matthias Sindelar è uno di quei calciatori destinati a segnare un’epoca. E’ soprannominato “Cartavelina”, per la sua figura slanciata e sottile, ma a renderlo celebre sono le eccezionali doti tecniche, una finta ubriacante abbinata alla rapidità nel farsi trovare pronto e la precisione sotto porta, tanto da meritarsi l’altro appellativo di “Mozart del pallone”. Matthias tocca il vertice della carriera negli anni trenta, nell’Austria che ha appena perso la sua indipendenza per diventare un’appendice della Germania nazista. I suoi numeri e quelli del “Wunderteam” sono impressionanti: in circa due anni la squadra guidata dal leggendario Hugo Meisl colleziona dodici vittorie, due pareggi e due sconfitte, segnando 63 reti e subendone soltanto 20. Sindelar, già in odore di mito, realizza 27 goal. Le cronache dell’epoca gli attribuiscono imprese eccezionali, come quella messa in atto contro l’Inghilterra, quando Sindelar anticipa di oltre 50 anni Maradona partendo dalla metà campo e dribblando chiunque tentasse di marcarlo. Doppio dribbling finale e palla in rete. Dopo quella partita diversi club europei gli offrono cifre da capogiro, ma il fuoriclasse preferisce rimanere nel suo club, anche se l’aria intorno agli ebrei inizia a farsi pesante. Adolph Hitler vuole che la nazionale austriaca e tedesca diventino una cosa sola, ed organizza un’amichevole per celebrare questa unione. Sindelar, di origini semite, gioca una grandissima gara e da solo ottiene la vittoria. Al novantesimo non si accoda agli atleti impegnati nel saluto al Fuhrer, ma tra lo sbigottimento di tutto lo stadio va sotto la tribuna tenendo alzato il pugno sinistro. In seguito si sarebbe sempre rifiutato di indossare la maglia con la svastica sul petto, ponendo fine, di fatto, alla sua attività agonistica. L’Austria Vienna, la squadra con cui ha vinto due volte l’equivalente della Coppa Campioni, viene epurato dei dirigenti di fede ebraica, e lui si fa volontariamente da parte adducendo i continui problemi al ginocchio destro. Viene trovato morto, in circostanze mai chiarite (ufficialmente un suicidio), nel suo piccolo appartamento di Vienna agli inizi del 1939. In tempi normali portare la politica nello sport non corrisponde ad un atto sensato. Ma all’alba di una tragica era per l’Europa, il gesto di Sindelar mostra un impegno civile ed una passione che fanno gridare di commozione di fronte ad un simile uomo. Il 23 gennaio, ricorrenza della sua morte, come da molti anni a questa parte una folla commossa si è radunata nel cimitero di Vienna dove è sepolto il più forte giocatore austriaco di ogni tempo. Campione nel calcio, campionissimo nella vita. -
Roma Aggressione a villa Ada 2 feriti da arma da taglio ·
Cinquanta persone col volto coperto seminano il panico tra la folla inneggiando al duce
Roma, 29 giu. – Brutto episodio di cronaca nella notte scorsa, presso il laghetto di Villa Ada, dove era in corso di svolgimento, come ogni estate, la manifestazione musicale “Roma incontra il mondo”. Intorno all’una, come riferito da molti testimoni, una cinquantina di persone, armate di spranghe e con il volto coperto, hanno approfittato dell’apertura dei varchi posti all’entrata del parco dal lato di via di Ponte Salario, per dirigersi verso l’ingresso della manifestazione, rendendosi protagonisti di atti di vandalismo e violenze sulla folla che defluiva verso l’esterno, al termine del concerto in programma. Inneggiando al duce e con fare militaresco, il gruppo avrebbe tentato di forzare i blocchi nel frattempo predisposti dal servizio d’ordine del concerto, lanciando tra l’altro due bombe carta. Non riuscendo a penetrare all’interno della manifestazione, i pestaggi si sono allora concetrati su quegli spettatori del concerto rimasti fuori dal perimetro protetto dalle transenne.
Solo l’arrivo del VIII Battaglione “Lazio” dei carabinieri, ha potuto interrompere l’aggressione, mettendo il gruppo, probabilmente vicino agli ambienti neofascisti romani, in fuga. Nel frattempo anche un reparto mobile della polizia era giunto sul posto. Altri scontri, avvenuti all’esterno della villa, hanno visto protagonisti anche alcuni avventori del concerto. Il bilancio è di un ferito, in gravissime condizioni, raggiunto da due coltellate alla schiena all’altezza dei polmoni, e alla testa da una violenta sprangata, e alcuni feriti lievi. Dopo le tre comincia a circolare la notizia che ci sono stati dei fermati. Si apprenderà in seguito che si tratta di tre ragazzi, non appartenenti al manipolo di aggressori, che si sarebbero scontrati con i carabinieri.
Ieri sera a Villa Ada, nello spazio concerti di “Roma incontra il mondo” era in programma il concerto della Banda Bassotti (noto gruppo ska della sinistra antagonista), e per l’occasione era stato predisposto un imponente servizio d’ordine; molte erano infatti le voci che si rincorrevano nei giorni scorsi su una possibile incursione da parte dei “fascisti”. L’ipotesi che appare più probabile è quella di una atto di ritorsione per una questione di natura territoriale, presumibilmente per “punire” chi aveva osato ospitare un concerto militante di sinistra nel “loro” quartiere. Uno degli organizzatori dell’evento, ha raccontato che negli ultimi giorni aveva più volte denunciato che c’erano stati danneggiamenti alle auto parcheggiate all’esterno della villa -
Afghanistan: Bombardamento aereo delle forze internazionali:
Oltre 30 persone sono state uccise in un bombardamento aereo delle forze internazionali, nella regione di Helmand, nel sud del Paese. Decine i feriti. Il comando dell'aviazione statunitense ha confermato l'episodio, parlando pero' di un ''piccolo numero di civili coinvolti'' e giustificando l'intervento aereo, avvenuto solo dopo lunghe ore di battaglia campale, contro i Talebani. La agenzia stampa France Press parla di 65 civili e 35 talebani uccisi, secondo le autorita' regionali, un bilancio non confermato dalle forze internazionali.
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A TUTTE LE PARTIGIANE..DI IERI, DI OGGI E DI DOMANI....
Dalla montagna scende la luce
arrivano le voci dei compagni
voci di resistenza popolare
di chi ha lasciato tutto per un ideale
la giovane staffetta parte dal paese
sale in bici la strada fino al bosco
strade segrete per passare indenni
del nemico l' avamposto
liberi e un sorriso
lo stesso sogno condiviso
lei è "Angelo del Popolo"
nome di battaglia
che nessuno mai infangare potra'
con gli occhi neri
dolcezza e orgoglio
si fondono in un sorriso
una parola, una battuta, una sigaretta
prima di riprendere strada
sulla bicicletta
si sentono gli spari giu' a valle
i colpi del plotone d ' esecuzione
la sorella fucilata senza pieta'
un' altra martire della liberta'
quell'esile corpo crivellato
esposto in piazza come avvertimento
un altro angelo in cielo è volato
un altro angelo sara' vendicato
La giovane staffetta riparte dal paese
sale in bici , la strada fino al bosco
della Brigata forza e speranza
ora e per sempre
RESISTENZA!!!!
Quanto tempo è ormai passato
la battaglia non è mai finita
e nel tuo cuore batte compagna
ancora il richiamo della montagna
Grazie -
La verità su Genova --Appello
La deposizione in tribunale a Genova del dottor Michelangelo Fournier, imputato nel processo per i fatti della Diaz, ha messo a nudo la strategia dell'omertà e della menzogna seguita in questi anni dalla polizia di stato sui fatti di Genova. Il dottor Fournier ha detto di avere mentito e taciuto in questi sei anni per "spirito di appartanenza", dando un'accezione del tutto errata di questo concetto, un'accezione incompatibile con la Costituzione repubblicana.
I funzionari dello stato, tanto più se impegnati nelle forze dell'ordine, hanno il dovere etico e professionale di denunciare ogni abuso, ogni violazione della legge e dei diritti umani e civili. Solo così, in una democrazia, è possibile tutelare la credibilità e l'onore delle istituzioni.
In questi anni che ci separano dai fatti di Genova la polizia di stato ha tradito la sua missione: il lavoro dei magistrati è stato in più modi ostacolato; le plateali e gravissime violazioni della Costituzione e dello Stato di diritto sono state coperte e in qualche modo giustificate; nessuno, fra i dirigenti, si è assunto la responsabilità di quanto è accaduto. Le parole di verità pronunciate dal dottor Fournier hanno dissolto l'ultimo velo che ancora copriva l'inaccettabile condotta tenuta in questi anni dal vertice della polizia di stato.
Siamo ai limiti di un'autentica emergenza democratica. A questo punto è irrinunciabile una seria e forte presa di posizione da parte dello stato, per stabilire una volta per tutte che la credibilità delle forze dell'ordine è un bene pubblico primario, che non può essere sottomesso agli interessi di questo o quel funzionario.
Chiediamo perciò al parlamento di approvare al più presto l'istituzione di una commissione parlamentare d'inchiesta sui fatti di Genova, come del resto prometteva il programma della coalizione di maggioranza, e al governo di rimuovere il capo della polizia, Gianni De Gennaro, oggettivo responsabile della condotta tenuta in questi sei anni dalla polizia di stato. Sono due provvedimenti necessari per inviare un messaggio di fiducia alla cittadinanza e agli stessi lavoratori di polizia.
Primi Firmatari:
- Haidi Gaggio Giuliani, senatrice di Rifondazione comunista
- Giuliano Giuliani
- Vittorio Agnoletto, eurodeputato Gue, già Genoa social forum
- Anna Pizzo, Carta, consigliere regionale del Lazio, già Genoa social forum.
- Raffaella Bolini, Arci presidenza nazionale, già Genoa social forum
- Alberto Zoratti, Fairwatch, già Genoa social forum
- Giovanni Russo Spena, capogruppo di Rifondazione comunista al Senato
- Luigi Malabarba, ex senatore di Rifondazione comunista, associazione Sinistra critica
- Francesco Martone, senatore di Rifondazione comunista
Firma l'appello: carta@carta.org