TaTinA_dOLce_RivOLuZiOnaRia
femmina - 17 anni, uN.mOndO.pArALLeLo.aL.vOstrO..., Italy
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Blog 13
presentazione?! posso sl dirvi k nel mio blog appariranno tt le cavolate che commetterò nel corso della mia imprevedibile vita
! figure di m..
( che fcc d sovente) amori
( nella magg parte dei casi non rikambiati
) ed avventure k nn hanno senso: a scuola e cn le amike! che altro annunciarvi?! nn saprei...va be...leggete e scoprirete! ZAOOOOOO

-
XX generation...
A volte mi chiedo perché siamo su questa terra, se Dio davvero ci ascolta e se Dio davvero ci assegna un compito.
E mi chiedo anche se Dio possa errare…
Perché se Dio è in grado di sbagliare… Dio è umano. E a quanto si dice in giro non è proprio così.
Io non sono cristiana, ma se Dio fosse così perfetto… perché mettere anime femminili in corpi maschili e viceversa ad esempio? Perché mettere anime così buone in condizioni spaventose e perché aiutare coloro che invece non lo meritano?
Che Dio che ci stia mettendo alla prova?
Esiste veramente la Reincarnazione?
I ci sto credendo… e ci credo solo perché non sto bene
Ma questa volta è diverso.. diverso da prima.. diverso da come prima ero…
Sto bene con me stessa… posso dire di essere felice di me stessa, di come sono, di come penso, di come cresco.
Perché credo che i problemi maggiori che sto incontrando di questi tempi nei miei coetanei siano tutti causati da un malessere interiore.
Perché non ci si ama, perché reprimiamo una parte di noi per piacere ad altri, perché ci mostriamo per cio che in realta non siamo.
Perché si, è più facile nascondersi dietro altre personalità, ma è al contempo la cosa che più ci fa soffrire.
Io sto male.. ma non per me… per chi ho intorno.
Credo nella reincarnazione…
Perché vedo vecchi video e mi vengono le lacrime agli occhi, perché ho sbagliato a nascere ora, in questa società, e non dovevo esserci.
Sono uno spirito ingabbiato, rinchiuso in un 2009 senza speranza, in un futuro grigio. Mentre sogno viaggi improvvisati, una strana libertà quasi impossibile ed una chitarra acustica da portarmi sulle spalle.
Sono malata forse.
Senza forse… io sono malata.
Malata per la musica, malata per la libertà
Perché io veramente sono così, faccio cio che mi piace, faccio ciò che voglio.
E sto male, perché nessuno e come me.
Nessuno condivide questa passione per la fuga dalla società disprezzata.
Nessuno ha il coraggio di correre lontano.
Perché io mi guardo intorno… e mi chiedo.. quarant’anni fa si organizzavano manifestazioni spaventose con gli assolo di Hendrix… ed ora??
Molti non sanno nemmeno chi sia Hendrix, troppo presi dai loro privé in disco, dalle loro serate tunz tunz…
La gente mi dice di lasciar perdere
Mi dice di non farci caso
Mi dice di andare avanti, di fregarmene, di chiudere gli occhi…
Ma mi sono rotta di far finta di niente!!
Siamo una vergogna! Una vergogna per il mondo, per la musica, per la politica, per i movimenti studenteschi, per la gioventù in generale che 30/40 anni fa cambiava eternamente il mondo.
La nostra generazione è demolita giorno per giorno dai giornali, che non parlano d’altro, di come siamo cresciuti, di ciò che si aspetta il mondo da noi e di quanto effettivamente si abbia paura del futuro nelle nostre mani.
Mi sento male perché mi sento sola… mi sento male perché sono sola
E vorrei solo VIVERE…
Ed è una cosa che abbiamo dimenticato
Che abbiamo voluto dimenticare
Per paura forse
Dobbiamo tornare a VIVERE sul serio -
DaMn AiRiNesS->mia sHot ShikaIno
Per terra, buttato li…il libro dalla copertina rosa
Lanciato sul parquet, con furia e rabbia.
Quegli stupidi romanzetti per ragazze, pensò lei, seduta sul letto a braccia conserte
Perché dovevano essere sempre cosi…falsi?!
Era infuriata ed avvilita
Sempre le solite storie, il principe azzurro, i sogni di una vita, l’amore corrisposto
Tutte cazzate
Non erano vere, quelle parole…
Era tutto falso, una menzogna propinata a milioni di fanciulle stupide e superficiali.
Ma lei non ci era cascata
No no
Lei era più furba, più sveglia di quelle li.
Lei sapeva quanto fossero false quelle storie d’amore, così dolci e profonde
Al punto da avere le carie
Ormai era cresciuta per quelle fantasie
Era più matura, di sicuro…
Principe azzurro, mai esistito
Sogni di una vita, tutti infranti
Amore corrisposto…bugia più grande di questa?
Era sempre stata cresciuta in una realtà di favolette da principesse, dipinta di fiori rosa, ovunque… una pace continua ed amore…
Ma aveva battuto la testa, arrivata alla realtà.
Il mondo come gliel’avevano insegnato era del tutto diverso…
Maledetta superficialità
E quella stupidità… così terribilmente vulnerabile
Si era stancata di tutte quelle menzogne gratuite…
Era tutto falso, dal primo all’ultimo punto…
E se n’era accorta ormai, da cinque mesi
“Ino-chan c’è Shikamaru alla porta”
“arrivo mamma”
Eccolo li, ad aspettare
Una veloce fuga in bagno
Maledetta superficialità
La matita passa veloce a contornare gli occhi
Maledetta bellezza
Il lucidalabbra di pesca intorno alla bocca
Maledetti idioti
Tutti così fissati con l’aspetto, con l’apparire…
Nessuno mai interessato all’essere, alla persona
Maledetto amore
Una sistemata ai capelli d’oro, per colpa di una ciocca fuori posto
Cinque mesi ormai…
“Ino-chan, Shikamaru ti sta aspettando!”
“ho capito sono pronta!”
Passi veloci sulle scale in legno
“eccomi”
Un sospiro affaticato dalle labbra rosee
“ce l ‘hai fatta” disse lui con un sorriso impaziente appoggiato allo stipite
“andiamo” con un cenno della testa uscirono dalla casa “divertiti con il tuo fidanzatino!” aveva urlato Inochi dalla cucina
Non è il mio ragazzo….
“ciao” un bacio a fior di labbra
Gia, lui non lo era…
E non lo era mai stato, in quei cinque mesi
“andiamo al parco?” domandò la ragazza raggiante “okay”
E così avanti un’altra volta
Maledetti romanzetti rosa…
Parlano di amore, di fidanzamenti, di matrimoni…
Notti di fuoco contornate da passionali sentimenti…
Tutte cazzate, continue cazzate…
E chi ci credeva poi rimaneva deluso
Ma la verità non è questa, si diceva continuamente lei
Nessuno ti sposa, nessuno si fidanza, nessuno ti ama veramente
Perché lui non era il suo ragazzo…
“Shika ci sediamo qui?” indicò una panchina vicino ad una maestosa fontana “certo”
Avete presente quando ti piace...ma ti piace veramente tanto??
Quel ragazzo li intendo…
Si quello che guardi e in quello stesso momento ti viene da pensare: è lui…è quello giusto
Ecco, in quel caso in un romanzo a caso tra quelli sparsi sul pavimento della stanza Yamanaka, quel lui un giorno si sarebbe svegliato ed avrebbe scoperto di corrispondere i vostri sentimenti…
Ed invece no…
Le cose non vanno così.
Più ci credi e più il sogno si spezza
Più ami, e più la gente non ti ama
Funziona così… almeno, per lei era andata in quel modo.
-si mi piaci anche tu-
Suonava così bene all’inizio
Ma ora? Non era niente, assolutamente niente…
Avevano cominciato ad uscire insieme…
Era tutto così fantastico… paradisiaco
Fatti per stare insieme, dicevano tutti
Ed anche Ino la pensava così
Si sentiva innamorata, ecco la verità
Così sicura di qualcosa finalmente, di quelle spalle calde in cui rifugiarsi quando faceva freddo e quella voce roca a scaldarla dalla solitudine
Tutte cazzate, continuava a ripetersi
Quel suo interesse… una maschera…
quei suoi sorrisi…di plastica…
e tutti che le dicevano: -vedrai che le cose miglioreranno, state così bene insieme!-
gia, non abbastanza evidentemente
perché quell’’usciamo’ doveva trasformarsi in un ‘frequentarsi’…
e quel ‘frequentarsi’ in un ‘stare insieme’…
e quello ‘stare insieme’… forse anche all’amare…
ma erano bugie e lei lo sapeva bene…
il ‘frequentarsi’, dopo cinque mesi, era ancora li…
e lei si era anche osata di parlarne diverse volte, un po’ titubante
-una cosa seria non la voglio, poi magari uscendo le cose possono cambiare-
Cazzate
Ormai ci era arrivata
Dannata superficialità
E lei come una stupida, la più stupida di tutti, ci aveva creduto fino a quel momento
Ma a che serve crederci ancora?!
Tanto ormai si sa di cosa sono capaci gli uomini… che cosa vogliono… che cosa pretendono
Ti strappano via la tua dignità senza domande e ti lasciano così nuda di ogni protezione
E quei cinque mesi erano stati una paura continua
Che tutto ciò che avevano, potesse sfuggirle dalle mani da un momento all’altro.
Sicurezze…
Aveva bisogno di sicurezze…
Perché lei lo voleva per se, solo per se…
Suo e di nessun’altra
Forse nemmeno per amore, ma per suo orgoglio, per possessione personale
Perché ciò che era suo nessuna poteva toccare
Soprattutto lui…
-ma non siamo insieme-
Gia, vero…
Era ciò che le mancava, una sicurezza in più…
Così Ino gli era stata dietro per quei mesi, senza fare domande, senza opporsi.
Lui non voleva essere legato a lei…e che ne avrebbe potuto?
Poteva solo più accontentarsi che, per lo meno, quella piccola parte di lui le fosse riservata
Solo per me
Per una volta, solo una nella vita, voleva contare… essere qualcuno per Shikamaru
Stava così bene con lui, tanto da desiderare che quei pomeriggi insieme non finissero mai.
E quell’amore, che tutti trovano alla fine…
La Yamanaka non l’avrebbe mai avuto…
Non da Shikamaru
Lei era bella, si per lui, era simpatica, dinamica…
Ma non era speciale…
E con tutte quelle virtù che aveva continuava a sentirsi inutile, imperfetta…
E gli avrebbe anche donato se stessa, in quei mesi…
L’avrebbe fatto davvero, solo per lui…
La sua prima volta…
Per entrambi
Se forse avessero fatto l’amore… lui, beh, l’avrebbe amata…forse
Sempre forse…
Perché nessun’altra sarebbe mai stata la prima, nessuna…
La prima, gia sorrideva lei
Lui solo per me…
Ma era un’idiozia, se ne rendeva conto…
Per lo meno, gliel’avevano fatto notare gli altri
-non farlo per rafforzare un rapporto, dev’essere al contrario la conseguenza di un rafforzamento-
Ed era vero
Ma sono in cerca di una cosa impossibile
Quelle stupide oche, pensò la bionda, tutte uguali.
Cercano tutte il principe azzurro che le ami per come sono…
E intanto spendono e spandono ore e ore per farsi belle, per curarsi l’aspetto, per vestire begli indumenti…
Scemate
Come possono solo pensare di far innamorare qualcuno facendo vedere agli altri quell’aspetto che tutti possono avere??
Ci vuole carattere, carisma per essere amati… non l’ultimo taglio di capelli alla moda
Stupidi romanzetti rosa e quelle principesse sempre bellissime
“oh, mi si è tolto il lucidalabbra”
Una mano fruga nella borsetta celeste
“eccolo” uno stick si allarga su tutta la bocca
“ma perché ti metti quella roba?” una domanda dal suo fianco, un po’ perplessa
“beh, perché io sono cool, cosa credi”
Risposta di lei, impertinente come sempre
Maledetta superficialità -
anorexia,smoke and tears
Non so perché…è da parecchio che fumo…eppure…anche quando i miei non sono in casa, mi viene da fumare nel terrazzo, lontano da tutto e tutti.
Potrei starmene tranquillamente sul balcone con un cuscino comodo…
Invece no, vado a nascondermi, da sola…
Da sola con la mia stupida sigaretta.
Nascosta agli occhi di chiunque…
Eppure non mi vergogno del mio fumo…non mi vergogno del mio vizio.
Forse perché io di vizi ne ho avuti parecchi…e continuo ancora adesso…
Solo pensare a cinque mesi fa…
Ero anoressica nervosa…
Brutta cosa si..
Parlarne ora non mi fa nemmeno più effetto…ora sono una persona diversa…
Sono cambiata, migliorata…
Ma pensare a ciò che ero un tempo…mi fa semplicemente rabbrividire…
E mi sono salvata da sola…con le mie uniche forze…
Sono fiera di questo…
Mi sono infilata in un circolo vizioso, terribile, disumano e ne sono uscita incolume…
Non ho avuto bisogno di sostegni, di medici o di parole vuote…
Ero sola…sola con me stessa, e con il cibo
Gia, sola con il cibo…e con il grasso…
E con quella dannata bilancia.
Sono sempre stata una persona forte…
Forse perché sono la primogenita…
Mi sono trovata nel mondo da sola,dato che con i miei non ho mai avuto un bel rapporto
Ho imparato a relazionarmi con gli altri, a vivere da sola…ma non in senso fisico…
Ero circondata da persone che mi volevano bene, almeno cosi speravo.
Tanti amici e genitori presenti…
Ma mi sentivo così disperatamente sola…
E in quel terribile periodo ho buttato fuori tutta l’angoscia che avevo in corpo…
La rigettavo fuori, la negavo a me stessa per farmi del bene…anche se in realtà mi ferivo…
Mi sono sempre ferita, senza accorgermene…
Vivendo in una vita che è quella che fanno tutti.
I soliti discorsi, il solito modo di vestire, di apparire..
Io non ero tutto questo…
Me ne sono accorta troppo tardi, quando ormai tutto questo malessere ha cominciato a venire fuori…
E non un po’ per volta, ma tutt’insieme…
Nel momento in cui non avevo un posto dove nascondermi o dove scappare…
E sono stata investita, si…ora me ne rendo conto
Odiavo le persone con cui uscivo, odiavo quell’ipocrisia tatuata indelebilmente sulle loro facce rassicuranti.
Quella vita non era mia…quei vestiti non erano miei, quel modo di parlare non era mai stato mio…
Semplicemente…quella che mostravo gli altri…
Non ero e non sarò mai io…
Ho risolto tutto da sola… con calma
Il cibo erano diventati i miei amici vuoti, insipidi, neutri…
Il cibo erano i miei genitori che mi assillavano con qualsiasi cosa…
Il cibo era la mia vita…ma quella vita che non sentivo più mia…
La cacciavo, la allontanavo, sempre di più, fino a diventare anoressica…
Ma non fraintendetemi…non ero una solita anoressica scheletrica e pazza che non tocca cibo…
La mia anoressia era a livello mentale…
Anoressia nervosa.
Odiavo il cibo ma mangiavo, perché mi obbligavano…
Dimagrivo si, ma in modo impercettibile, anche se mi vedevo sempre più grassa e flacida.
Ma la mia maledizione è sempre stata lo sport…
Mio padre è stato un campione mondiale…
Ed io cos’ero?
Una vacca grassa che non sarebbe mai stata un onore nell’ambito sportivo…mai…
Cosi dimagrivo e mi allenavo, continuamente…
E non mi allenavo solo per migliorare…ma per non sentire i morsi della fame, e non pensare a quell’odio che attendeva di essere digerito dal mio corpo..
O semplicemente dalla mia mente…
Ho ferito tante persone, senza accorgermene minimamente…
Creavo un muro tra me e il mondo, per paura di soffrire, per paura di essere criticata..
E quella non ero io…
Io non ho paura…io provo, invento, sperimento, senza pensare…il che può essere anche stupido ma io sono fatta cosi…
Le conseguenze non sempre apparivano nello schermo della mia testa…non sempre ci pensavo.
Però stavo bene cosi…sbagliavo, imparavo. punto.
Semplice e conciso…
Inutile dire che di errori ne ho fatti tanti e non smetterò di farne.
Si può rimediare, quasi sempre...
Se non lo si può fare si va avanti, si impara dai propri sbagli.
Queste cose bisogna provarle secondo me…
Se no non si imparerà mai…
E quel muro di paura mi divideva dal mondo
Me lo mostrava diverso…
Storpio, spaventoso e crudele…
Vedevo negli altri quella mia terribile paura e mi chiudevo in me stessa per non essere ferita…
Ma non capivo che l’unica persona dalla quale avrei dovuto proteggermi…
Era me stessa…
Ero io a farmi del male, ero io a ferirmi…
E stavo morendo dentro, nell’eterna lotta contro il mio terrore
Dovevo difendermi da me stessa…questa è la verita…
Ero io quella che sbagliava, ma in fin dei conti è sempre stato cosi…
Gli altri erano cosi storpi e…felici…
Mentre io nella mia campana di vetro popolata solo da me stessa, cosi dannatamente sola…
Ed urlavo agli altri: voltatevi
Non lasciatemi indietro
Non abbandonatemi..
Ma nascosta da quel muro nessuno poteva vedermi soffrire, ne tanto meno sentire la mia voce…
fino a che non sono diventata cosi debole da vivere questa vita che non mi apparteneva
ho rivisto le facce tutte uguali della gente che mi circondava e in poco tempo sono diventata come loro.
questa è stata la cosa che mi ha distrutta... sgretolata in mille pezzi
vestivo come LORO volevano, sentivo la LORO musica, parlavo come piaceva a LORO...
facevo finta che tutto questo mi piacesse…
ma un giorno mi sono chiesta…
una domanda è balenata nella mia mente…
ma io??
Qualcuno aveva mai pensato a me?
A chi fossi?
A cosa mi piacesse?
cosi ho pensato a cosa davvero volevo...
da sola ho lottato contro i miei amici, tranne quelli piu cari,che mi chiedevano sempre più di cambiare, di non essere me stessa, perché a loro andavo meglio com’ero prima..
ero più carina, dicono…
più carina….
Che valore può avere l’essere carina dal vivere una vita voluta?
Che valore pensate possa avere?
me ne sono sbattuta.
All’inizio è stata dura
Ma ora non ho più paura degli sguardi della gente, delle battutine che hanno solo da ferire...
Anche se sono sola…
Questa volta basterà, questa volta so di potercela fare…
Perché ora vedo il mondo per com’è …senza barriere, senza timore…
Ho lottato per essere qualcuno…
Ed ora sono cio che sono…
Ho sbagliato mille volte…ho perso mille amicizie…
Ma quello che ho adesso è centomila volte meglio di cio che prima avevo…
Ora sono qualcuno…
Ora sono una punk…
Quel vuoto allo stomaco, quella fame da reprimere ora non c’è più…
Non sono piena delle parole degli altri, perché ora in me c’è altro…
C’è musica, c’è un ideale, c’è vita…
E questa vita la terrò stretta a me per non perderla…
Questa vita non è vostra
Questa vita è la mia
E questa vita non la rigetterò, mai più… -
semplicemente....diverso- ff su Naruto
“ma perché vuoi farlo?”
“per Sasuke…”
“ e che c’entra Sasuke?”
“lui…lui non mi vuole se sono….se non ho …”
“oh, e sei disposta a farlo con me?”
“si…”
Pur di averlo Ino Yamanaka ,gli avrebbe donato il suo corpo…. pur di averlo, avrebbe perso tutto.
Perso ciò che per tutti quegli anni aveva conservato segretamente per quella persona sola.
-ti voglio Ino…-
-m…mi vuoi? -
- voglio il tuo corpo. voglio farlo con te-
-f..farlo?-
-si…-
-m..ma io n..non…-
-non l’hai mai fatto Yamanaka?-
-n….no…-
-sei una povera bambina , è per questo che non mi piaci-
-m..ma…potrei farlo con te ugualmente! La mia prima volta…io l’ho sempre voluta avere con te…-
-non me ne frega un accidente di quello che vuoi! Se non sei capace stammi alla larga-
- m…ma…-
-anzi…ti do due settimane. Se sarai pronta ne possiamo parlare…-
-S…Sasuke-kun…p-perché?-
-ora che hai da piangere bambina?-
-n…niente…-
-allora tra due settimane?-
- ..t..tra due s…settimane…-
“non mi sembra affatto giusto…”
“la vita non è mai stata giusta Shika”
“ma perché io?”
“perché sei il mio migliore amico…e…preferisco te ad uno sconosciuto”
il ragazzo la guardava severo da sopra il letto della sua camera.
Ino aveva lo sguardo perso nella coperta oliva. Gli occhi brillavano, ma non per felicità.
Delle piccole goccioline trasparenti erano apparse vicino alle lunghe ciglia scure.
Shikamaru l’osservava con rassegnazione ed insieme amarezza.
“sono una stupida non è vero?”
disse lei con la voce spezzata dai piccoli e nascosti singhiozzi. Yamanaka cominciò a piangere in silenzio.
Lui si alzò e le venne incontro a braccia aperte.
Chiuse su di se quel viso bagnato dalle lacrime.
Lei affondò nel suo giubbotto verde da Chuunin.
L’odore di fumo e tabacco era quello che aveva il dominio sul suo corpo caldo.
Sentì le braccia di lui, chiuderle la schiena e le mani fresche accarezzarle piano i capelli biondi.
Ino continuò a piangere
“no…non sei una stupida…”
sussurrò lui dandole un dolce bacio sulla fronte liscia.
La ragazza alzò lo sguardo chiaro incontrando quello premuroso di lui.
“sei solo innamorata…” continuò Nara
-gli uomini sono degli stronzi-
-non tutti-
-invece si Sakura…tutti-
-…-
-le donne nascono per avere dei sogni, per credere nell’amore…e poi-
-e poi?-
-e poi per capire in seguito che i loro sogni non si realizzeranno mai…e che l’amore non esiste-
-l’amore esiste Ino-chan-
-questo è quello che ti fanno credere. L’amore non c’è mai stato per nessuno-
-perché dici questo?-
-perché ormai l’ho capito, Sakura-chan. Gli uomini non sanno amare-
Ino tornò ad affondare nel calore del petto dell’amico.
“sai, mi ero sempre immaginata l’amore come una cosa molto bella…”
“anche io” lui sospirò
“ma le persone che si amano sono sempre le meno accessibili” finì Shika.
“gia…”
-quindi vuoi accettare la proposta di Sasuke?-
-è…è l’unica possibilità che ho per sentirlo mio anche solo per un istante-
-farai il suo gioco-
-e che si giochi, Sakura! questo è l’unico modo che ho per sentirmi amata da lui…l’unico modo in cui potrei ascoltare il suo cuore battere insieme al mio-
il ragazzo dai capelli scuri chiusi in una cosa alta si staccò lentamente dalla giovane, sciogliendo l’abbraccio.
“allora…lo farai?” chiese Yamanaka.
“si…non potrei mai permettermi di lasciarti a qualcuno che magari non ti rispetta”
“m…ma ora?” domandò Ino arrossandosi in viso
“se vuoi…i miei non ci sono fino a sta sera”
“n...non so…” lei cominciò nervosamente a mettere a posto la camera del ragazzo.
“hai paura?”
la ragazza si voltò verso di lui, dato che stava riponendo i suoi pantaloni nell’armadio di legno.
“no…”
fu la sua risposta secca
-noi donne non dobbiamo avere paura degli uomini e di soffrire! Io non ne avrò mai…Sakura-
Shikamaru volse il suo sguardo su quello chiaro come il cielo di lei.
La osservò con dolcezza
-gli uomini non conoscono la dolcezza…gli uomini sono dei vermi-
-eppure Ino…-
-eppure io mi sono innamorata comunque di uno di loro…-
-è umano-
-no, Sakura…non è umana la freddezza con la quale fissano il tuo corpo e quell’acidità con la quale ti usano!-
avanzò verso di lei, sfilandosi intanto il giubbotto troppo caldo per quella stanza.
Questo venne lasciato cadere sul pavimento freddo.
Arrivò dinnanzi a lei e piano si avvicinò.
Chinò leggermente il capo, fino a sentire il suo respiro sul suo viso.
Ino rimase a guardarlo avvicinarsi.
“hai paura?” le sussurrò
“no” rispose allora lei, con flebile voce.
-noi donne non dobbiamo avere paura! Io non ne avrò mai… -
Shikamaru tirò su lentamente una mano, e la poggiò lentamente sulla guancia morbida della ragazza.
Con una leggera pressione la spinse su di se.
Le loro labbra si incontrarono in un tenero bacio a schiocco.
La morbidezza delle loro bocche fece chiudere ad entrambi gli occhi, così da godersi meglio quell’istante.
L’altra mano del Nara la cinse in vita, e quelle di Ino si chiusero dietro il collo del ragazzo.
Lei aprì gli occhi per un momento, non potendo credere che colui che stava baciando fosse realmente il suo amico, Shikamaru.
La sua saliva era dolce, e la sua pelle odorava di muschio e sigarette.
In poco tempo e passo dopo passo arrivarono al letto.
Lui la fece sedere e lei dopo posò la schiena sul materasso.
Nara le salì sopra, inserendosi tra le sue gambe.
Allontanò lentamente le sue labbra da quelle di Ino e si alzò.
Si tolse la maglietta e la lanciò sulla scrivania.
Poi rimase a fissare la ragazza che si trovava sotto di lui.
I capelli biondi ormai sciolti si erano sparpagliati sul cuscino bianco.
Le infilò una mano sotto la stoffa lilla sul suo petto. Percorse la sua pelle tremolante.
Passò sotto il reggiseno ed afferrò saldamente quella protuberanza bianca.
Mise tra due dita il piccolo capezzolo turgido mentre con l’altra scese sotto la piccola gonna violetta.
Le sfiorò le mutandine di seta bianca. La ragazza fremette leggermente e produsse un piccolo mugolio.
Shikamaru alzò il viso per guardarla bene negli occhi.
Lo fece con dolcezza, con lo sguardo di chi sa solo amare ed apprezzare.
-gli uomini non conoscono la dolcezza…gli uomini sono dei vermi-
“perché?” sussurrò Ino con voce sorda
“perché cosa?”
“perché sei così?”
“cosi come?”
- non è umana la freddezza con la quale fissano il tuo corpo e quell’acidità con la quale ti usano!-
“sei…diverso”
“diverso da chi?”
“diverso da lui…”
“da Sasuke?”
“si…”
Shikamaru le fece scorrere l’indumento intimo lungo le lunghe gambe.
Le guance di lei si arrossarono ulteriormente.
Com’era carina quando arrossiva.
Tornò a baciarla sul collo, assaporandone la pelle ad ogni contatto.
Le lasciò diversi segni rossi ovunque, come per contrassegnare il suo passaggio su quel fantastico corpo.
Lentamente si sfilò i pantaloni marroni.
Ino notò immediatamente la timida erezione che quei boxer verdi e neri aderenti tentavano inutilmente di nascondere.
Tornò sopra di Ino, inserendosi bene tra le sue cosce e spingendo leggermente.
Lei gemette per il dolore e per la sorpresa.
I due ora erano praticamente incastrati perfettamente.
I loro occhi si incontrarono nuovamente.
Quelli turchini di lei erano come un cielo che non sapeva se rimanere sereno o abbandonarsi al grigio della pioggia.
Quelli di Shikamaru invece erano scuri, come l’ombra che sta dietro il sole, e che nella sua oscurità illumina chi ha intorno
cielo è nubi…si incontrarono in quel momento.
Mentre si fissavano il tempo sembrò fermarsi, li in casa Nara.
-l’amore non esiste-
“hai paura?” la guardò nuovamente
“no” rispose presuntuosa
lui la baciò ancora, e a ancora.
Finchè alla fine fu Ino stessa a dare il via ad una serie di carezze su di lui.
-gli uomini sono degli stronzi-
Lui fece pressione con i piedi sul materasso
Era pronto a farla sua…
“hai paura?”
“n..no”
si tolse i boxer ed abbracciò la ragazza.
Sentiva lei avvinghiarsi a lui per paura.
Le unghie premevano leggermente sulla sua schiena nuda.
Ino teneva gli occhi chiusi
“hai paura?” aveva sussurrato ancora lui
“s…”
“apri gli occhi…”
lei li spalancò a comando finendo nel vuoto nero di quelli del ragazzo
“hai paura Ino?”
“s..si..”
Shikamaru la chiuse in abbraccio ancora più compresso del precedente.
Fu una cosa veloce…
Quasi non ebbero il tempo di accorgersene.
Si sentì solo un piccolo urlo. Yamanaka aveva ormai le lacrime agli occhi dal dolore.
Sentiva il membro del ragazzo dentro di se muoversi.
Era una sensazione strana. Per un primo momento ciò le procurava nient altro che bruciore.
Solo dopo che il ragazzo aveva cominciato a muoversi durante la penetrazione, il piacere aveva potuto giungere.
Si muoveva come le onde del mare.
Entrando ed uscendo dal corpo di Ino che intanto non riusciva a trattenere i diversi gemiti.
-gli uomini sono dei vermi-
il corpo di quel ragazzo era semplicemente qualcosa di fantastico.
Shikamaru Nara non aveva nulla da invidiare All’Uchiha o a qualcun altro Idol.
Era stranamente dolce…come se potesse esserlo dover far sesso obbligatoriamente con il proprio migliore amico.
Aveva creduto che potesse essere tutto molto più crudo ed amaro.
Invece sentiva nel tocco del giovane solo carezze e baci.
Una cosa che aveva sognato di ricevere da Sasuke.
-gli uomini non conoscono la dolcezza… -
“si, sei diverso…”
aveva sussurrato ancora lei, cercando di farsi capire tra i diversi urli di godimento.
Passarono ancora una ventina di minuti, nella quale i due non riuscirono e non vollero lasciarsi.
Poi, improvvisamente una nuova eccitazione prese posto in loro, quasi simultaneamente.
Il seme di uno in quello dell’altra, quando finalmente raggiunsero insieme l’orgasmo.
Yamanaka cercò con scarsi risultati nel trattenersi dal gemere troppo forte.
Shikamaru, ormai ricoperto da tante goccioline di sudore ovunque sul corpo, cadde pesantemente su di un lato, uscendo da lei.
Respirava con affanno tenendo la bocca aperta e gonfiando freneticamente il petto.
Ino si voltò a guardarlo. Lui si infilò sotto le lenzuola.
Il suo migliore amico non era affatto brutto, ora che ci faceva caso.
Anzi, aveva un aria matura e virile.
“grazie Shika…”
“ti pare...come sono andato?”
“p..penso bene”
“COME SAREBBE A DIRE PENSO BENE!?!”
“n…nel senso che è la mia prima volta e non ho termini di paragone!”
“è per questo che te l’ho chiesto!” ripose lui con un sorriso sciocco.
-gli uomini sono degli stronzi-
“è…è la prima v..volta… c..che…”
“che lo faccio?! No…”
“no?!”
“no” rispose lui tranquillo
“e c..con chi…”
“Tsunade-sama, la quinta Hokage”
“Tsunade-sama?!?!”
“si lei…”
“m..ma…”
“a volte capita, sono il suo consigliere, dopotutto”
“n..non me l’hai mai detto!”
“non me l’hai mai chiesto” continuò a sorridere lui.
-e quindi che vuoi fare ora?-
-andrò da Sasuke come deciso-
-ma è stato bello almeno?-
-è…è stato fantastico-
-davvero?-
-si-
“Sasuke! Sono io!”
“entra, sono in cucina. Aspettami pure in camera”
“okay”
-e Shikamaru è stato…-
-come? Com’è stato Ino?-
-semplicemente…diverso…-
il ragazzo dai capelli lisci e neri dai riflessi blu notte era ora apparso sulla soglia della sua camera.
“ben arrivata…sei pronta?”
“si…” rispose determinata lei ma con una punta di paura.
“perfetto…e sappi che non sarà come nei film, il sesso non è così”
-non sperare che Sasuke voglia fare l’amore con te-
-perché no?!-
-il suo è solo puro sesso-
-e che differenza c’è?-
il ragazzo si avvicinò a lei.
Ino chiuse gli occhi lasciandosi trasportare dal suo tocco.
Protese le labbra sottili, ma non le raggiunse alcun bacio.
Una mano le aveva rubato il fermacapelli ed ora i suoi capelli cadevano sciolti
“mi piaci di più così”
Yamanaka sorrise.
“finalmente potrò essere tuo, Ino. Sei contenta?”
“s..si…”
Sasuke mise entrambe le mani sulle spalle di lei. Yamanaka l’osservava curiosa.
Poi, d’un tratto, l’Uchiha la spinse facendola cadere pesantemente a terra.
“aaah!” lei urlò sbattendo contro il pavimento in legno.
La casa era vuota, nessuno l’avrebbe sentita urlare o invocare aiuto.
Fece per tirarsi su ma Sasuke era gia su di lei.
Il ragazzo dietro di lei le teneva la schiena piegata, mentre lei a quattro zampe cercava di girarsi.
“ferma!” aveva urlato lui, mentre velocemente le alzava la timida gonnellina lavanda.
Con una mano lesta le sfilava l’intimo lasciandolo scivolare filo alle ginocchia piegate a terra.
“forza, sorridi…”
si sentì il semplice rumore della zip che veniva tirata giu.
Poi solo dolore.
-fare l’amore Ino…è una cosa che porta dolcezza-
-gli uomini non conoscono la dolcezza…gli uomini sono dei vermi-
-ma con Shikamaru sei stata bene, hai detto-
-s..si…-
-fare sesso invece è una cosa che invece porta solo piacere fisico-
-riuscirò a fare l’amore con Sasuke…-
“ma…questo non è amore…” il viso della bionda cominciò a bagnarsi delle sue lacrime tristi.
“come? Che hai detto?!”
“n..niente Sasuke-kun” tirò su col naso e provò a coprirsi il viso da lui
rapidamente l’Uchiha la penetrò da dietro.
Ino urlò. Nonostante non fosse più vergine ciò le faceva ancora male, ma forse non piangeva per il dolore…
“forza, muoviti!” le urlava lui in continuazione.
Il ragazzo la spingeva in avanti uscendo ed entrando il lei, in continuazione.
“hai detto di essere capace no?! E allora muoviti!”
no, nemmeno un goccio di piacere attraversò il corpo della ragazza.
Nulla di ciò che desiderava ricevere da lui l’aveva raggiunta.
-il suo è puro sesso-
-e che differenza c’è?-
bastarono dieci minuti, e l’incubo finì.
Sasuke si allontanò lei, alzandosi in piedi e ricomponendosi.
Lasciò la ragazza piangente a terra.
“bene, puoi andare”
Ino si raggomitolò su se stessa cominciando a piangere.
-gli uomini sono degli stronzi-
-gli uomini sono dei vermi-
-gli uomini non conoscono la dolcezza-
- non è umana la freddezza con la quale fissano il tuo corpo-
la ragazza bionda si rivestì e, con il trucco degli occhi sbavato sulle guance, uscì dalla casa.
Cominciò a correre non sapendo nemmeno dove andare.
Guardava a terra, i suoi piedi percorrere il terreno velocemente.
Gli alberi intorno a lei erano sempre più veloci.
Scappava via. Via da tutto e tutti.
Piangendo in centro alla città, mentre l’intero villaggio la vedeva correre domandandosi che avesse.
“Ino” “Ino” “Ino” tante persone che conosceva la stavano chiamando e la pregavano di fermarsi, ma lei non aveva tempo per ascoltare nessuno di loro.
Loro che le avevano fatto credere nell’amore…
-gli uomini non sanno amare-
-l’amore non esiste-
alzò lo sguardo al cielo e pian piano si fermò.
Mille e più piccole nuvole bianche correvano sul manto di cielo più bello che avesse mai visto.
L’aria era fresca e le asciugava il viso.
Lei piano l’abbassò, riprendendo a singhiozzare.
-l’amore non esiste-
“esiste Ino”
una voce, alle sue spalle, la fece voltare.
La matita nera ormai aveva invaso il suo viso chiaro, tracciando tagli scuri come il suo cuore.
Sembrava una piccola bambola bionda, con la quale si aveva giocato troppo.
Una bambola di porcellana, di quelle che ti fissano con lo stesso sguardo sempre nell’indifferenza.
Era sempre apparsa così, indifferente. Non credeva più in quella cosa che ormai le dava speranza.
Il ragazzo moro dall’espressione calda ed amichevole aveva fatto un passo verso di lei.
“Sh…Shikamaru…” aveva sussurrato con un filo di voce.
Ino alzò le manine stanche e cominciò a sfregarsi gli occhi e le guance, ma i segni del suo pianto non sembravano volersene andare.
Il giovane era alto, con i capelli chiusi in una coda . Il viso libero ed aperto, di chi non ha paura di mostrarsi al mondo per quello che è.
A differenza di quella ragazza, che cercava ogni giorno di coprirsi il volto con quella ciocca bionda, che cresceva sempre di più.
Aveva le mani in tasca, come sempre. Si avvicinò di più a lei, che intanto non riusciva a capire cosa stesse succedendo.
“l’amore esiste Ino Yamanaka”
“c..come…tu…”
“ho parlato con Sakura e mi ha detto quello di cui avete parlato”
la bionda abbassò lo sguardo ormai soffocato e deviato dalle molteplici lacrime. Fu un pò per vergogna…un po’ per imbarazzo.
“i..io…”
“che cosa è successo?” chiese lui a bruciapelo.
La ragazza aspettò un po’ a rispondere e poi volse il suo sguardo verso quello di lui.
“l..lui…m..mi ha”
“lui sarebbe Sasuke?!” aveva domandato il ragazzo sicuro già della risposta. Aveva una strana rabbia nella voce, che fece spaventare leggermente Ino
-le donne sono nate per avere dei sogni…-
“si…” si sfregò un occhio lei con la manina bianca
“che ha fatto quel verme?!”
-e per poi capire che non si realizzeranno mai-
“mi ha fatto capire che…”
lei fece dei passi avanti, mettendosi dinnanzi al ragazzo e guardandolo un attimo negli occhi, come quel pomeriggio.
“che l’amore… non esiste”
-le donne sono fatte per credere nell’amore-
Lei camminò ancora, sorpassando Nara. Fermatosi a pochi metri da lui, dandogli le spalle, ricominciò a piangere. Lui si voltò piano, guardandola ancora senza poter fare niente.
-e per poi capire che esso non esiste, e che non è mai esistito-
Yamanaka stava per andarsene definitivamente, abbandonando il giovane che sapeva fosse a pochi metri da lei, a guardare il cielo scuro.
Fece solo un passo
“hai anche detto che…gli uomini sono dei vermi, degli stronzi”
Ino si fermò nuovamente. Girò lentamente il volto per vedere un ragazzo nuovamente voltato.
Ma quante cose gli aveva detto Sakura?
“e che non sanno amare…”
era vero…era tutto dannatamente vero. Aveva detto questo, e ne era anche stata convinta…
-gli uomini: vermi, stronzi…privi d’amore e che non conoscono la dolcezza-
aveva detto così…l’aveva creduto.
Ma…quel pomeriggio…con Shikamaru…
Era stato…diverso
“hai anche affermato che con me…dopotutto…sei stata bene…”
Sakura Haruno…come potrebbe mai perdonarti ora?
“si, è vero”
“e perché pensi che sia accaduto? Perché non sei scoppiata a piangere?”
perché… perché…
perché?
“tu…tu sei stato…diverso”
“diverso?”
“si…mi hai trattato con dolcezza…non se stato un verme, ne uno stronzo…non mi hai guardato con acidità o freddezza…non mi hai usata…”
“questa è la prova che ti sbagli, Ino”
lui si voltò pigramente, arrivando alle spalle di lei, che avvertito lo spostamento, si girò anch’ella.
“l’amore esiste”
il cielo chiaro del giorno, l’oscurità della notte..
lo sguardo di entrambi, ancora come pochi giorni prima…
la bionda non riuscì a capire…come non aveva mai capito
Che la loro non era più una semplice amicizia, da troppo ormai.
Era stata così tremendamente ottusa per tutto quegli anni.
non aveva notato che, da tempo, anche i suoi sorrisi non era più gli stessi.
-tra amore e sesso…che differenza c’è?-
ora l’aveva capito…ora aveva capito tutto.
“Shikamaru…tu…”
Yamanaka aveva atteso a rispondere, timida.
“io cosa Ino?”
La ragazza non seppe cosa dire. Rimase a fissarlo senza parlare, mentre le piccole lacrime si asciugavano sul suo viso finalmente rilassato. Il vento li accarezzò incurante, smuovendo i loro abiti e ondeggiandogli i capelli.
Nara aspettava…aspettava una sola parola, una piccola parola da parte di quella bellissima bambola di porcellana.
Alla fine lei abbassò nuovamente lo sguardo.
“sono stato uno stupido…” disse infine lui, stanco di indugiare.
“a fare cosa?” chiese curiosa lei, guardandolo ancora.
“ad averti lasciato a Sasuke…e soprattutto…”
Shika avanzò verso di lei, che rimase immobile con gli occhi più belli che avesse mai avuto.
Lui le si fermò davanti, continuando a fissarla nelle iridi penetranti.
Il ragazzo poggiò entrambe le mani sulle spalle della giovane, accarezzandole.
“sono stato uno stupido a permettermi di innamorarmi di te, Ino”
Non passarono neanche dieci secondi…la biondina si diete un piccolo slancio con le caviglie, e chiuse in un piccolo abbraccio il collo del giovane.
Si trovarono quasi alla stessa altezza quando lei sussurrò dolce
“la più stupida sono stata io, Nara…a non aver creduto in te…”
“in me?” chiese lui scendendo con le mani verso la sua vita, percorrendone le curve.
“tu Shika…sei tu il mio amore”
lui sorrise a labbra chiuse prima che esso venisse rapito dal bacio di Ino.
-gli uomini sanno amare…-
-m-ma…tu h-hai…-
-dimentica…dimentica tutto-
-che cos…-
-l’amore esiste… -
-ma…come fai a dirlo?-
-l’ho incontrato, Sakura-chan…io ho incontrato l’amore- -
c'era una volta...storia di 1 aMore...
c'era una volta una ragazza cieca che si era kiusa in se stessa e allontata dagli altri, a causa della sua cecità.
l uniko ad esserle rimasto vicino, fu il suo fidanzato.
un giorno questo andò da lei e disse:
"Mi vuoi Sposare?"
ella rispose :" non mi sposerò finchè non avrò visto di nuovo"...
un mese più tardi arrivarono 2 okki x il trapianto.
La ragazza sarebbe tornata a vedere.
come vide il suo ragazzo notò che anche lui era cieco...e gli disse:
"non posso sposarmi con un cieco..."
e lui rispose piangendo:
"addio, abbi cura dei miei occhi"
allora, l ho scritta proprio male ma il messaggio dovrebbe essere arrivato ç___ç che triste no??
pekkato k nn credo s possano trapiantare ji okki...
ma fa niente XD
kizz -
Amore e Ragazzi
RAGAZZI!?!?!? fAt3vi s3NTiR3!!!
DitemI, datO ke S parLa tNt d'Amore...
VoI "uOmiNi" sapete AnKorA k Cs sIa L'aMore?!?
rIxxxxx -
Ke pAlLe lA ZiTeLlaGiNe!!
Ma dicO iO!! a TOrinO e a VenariA pOssOnO essErci sL NazI-fAscI dEl caZzO...
mA uN pO d SanA meNtAlità?? s é eStiNta?!?!
DiO cArcIoFo... -
ma pOrkO manGa!!
porka puttana sn in aStiNenzA di Manga da Quasi un Mese...
MoriRoOoOoOoOo O______O
non esce ne Lovely Complex, ke AfterSchoolNightmare ne
NARUTO!!
mA caSsSsOoOoOoO
ke giramento di cojoni =__________= -
di martina s. _-->Blog di Beppe Grillo
Berlusconi e la Lega hanno vinto le elezioni come la maggioranza degli italiani ha voluto. Niente da dire, siamo in democrazia. Il vero nemico ( in senso ovviamente figurativo) non sono LORO. I veri nemici dell'Italia sono: l'ignoranza, la paura del comunismo, l'assenza del " merito".
L'ignoranza ti chiude la mente, ti fa credere a tutto, ti impedisce di avere un'opinione, ti rende schiavo della paura e del pregiudizio.
La paura del comunismo, abilmente inculcata, ti fa pensare che la sinistra possa toglierti la casa, mangiare i tuoi bambini, toglierti il diritto di pensiero e di parola. Perchè? In Italia un governo comunista non c'è mai stato! Questo è storia. Nei Paesi dell'est, c'era una dittatura comunista , non una democrazia con una maggioranza comunista. In dittatura si sa, tutto può accadere. Ah, dimenticavo, l'Italia ne ha conosciuta una di dittatura, ma ...opss era fascista! E questo è storia, non letta sui libri o sentita raccontare da profughi, MA VISSUTA!
La Costituzione tutela il cittadino: la proprietà privata è uno dei punti saldi della costituzione, così come mangiare i bambini o impedire la libertà di parola o di pensiero sono REATO.
Chi non ha cercato una raccomandazione politica per un posto d'eccellenza senza averne i numeri? Credo siamo in pochi. Il merito? Non esiste: lauree comprate, concorsi truccati. Noi vogliamo solo arricchirci con poca fatica e poco merito, perchè questo è quello che conta: i soldi e l'apparire. L'essere ormai è scomparso, fagocitato dalla massa di stupidi arrivisti, convinti di contare qualcosa con gli occhiali da sole ultimo modello nel taschino, 4 cellulari almeno in tasca e tutti rigorosamente con telecamera, scarpe ultimo tipo, macchina acchiappafemmine:i nuovi fighetti eternamente adolescenti.
Questa è la nostra vera sconfitta. -
Rock the World
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