<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<!-- generator="FeedCreator 1.7.2" -->
<rss version="2.0"  xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" >
    <channel>
        <title>Blog di stefano v</title>
        <description>ll blog di stefano v</description>
        <link>http://it.netlog.com/TOPOLINICK/blog</link>
        <lastBuildDate>Tue, 01 Dec 2009 20:22:41 UT</lastBuildDate>
        <generator>FeedCreator 1.7.2</generator>
        <image>
            <url>http://it.netlogstatic.com/p/tt/001/441/1441479.jpg</url>
            <title>TOPOLINICK</title>
            <link>http://it.netlog.com/TOPOLINICK</link>
            <description>TOPOLINICK</description>
        </image>
        <item>
            <title>FINZIONE E REALTA</title>
            <link>http://it.netlog.com/TOPOLINICK/blog/blogid=835034</link>
            <description>&lt;img class=&quot;smiley&quot; src=&quot;http://v.netlogstatic.com/v4.00/2464//s/i/smilies/smile.gif&quot; alt=&quot;:)&quot; /&gt; &lt;img class=&quot;smiley&quot; src=&quot;http://v.netlogstatic.com/v4.00/2464//s/i/smilies/smile.gif&quot; alt=&quot;:)&quot; /&gt; Oggi il mio insegnante di leteratura ha affermato questo : Rispetto alla nstra generazione la generazione nata con la tv ha difficolta' a distinguere il vero dal falso confondono involontariamente morte virtuale (tv) con mote reale e questo è anche nel linguaggio che non usa piu i congiuntivi che in un certo senso fanno nascere il dubbio e ragionare sulle cose.&lt;br /&gt;cosa ne pensate?</description>
            <author>TOPOLINICK</author>
            <pubDate>Tue, 29 May 2007 19:33:39 UT</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>ehehhehhe</title>
            <link>http://it.netlog.com/TOPOLINICK/blog/blogid=796815</link>
            <description>Non discutere mai con un idiota: la gente potrebbe non notare la differenza&lt;br /&gt; &lt;img class=&quot;smiley&quot; src=&quot;http://v.netlogstatic.com/v4.00/2464//s/i/smilies/flowers.gif&quot; alt=&quot;:)&quot; /&gt;</description>
            <author>TOPOLINICK</author>
            <pubDate>Thu, 24 May 2007 19:50:53 UT</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>SPECIE DI SPAZI GEORGES PEREC</title>
            <link>http://it.netlog.com/TOPOLINICK/blog/blogid=780355</link>
            <description>Viviamo nello spazio, in questi spazi, in queste città, in queste campagne, in questi corridoi, in questi giardini. Ci sembra evidente. Forse dovrebbe essere effettivamente evidente. Ma non è evidente, non è scontato. È reale, evidentemente, e probabilmente razionale, quindi. Si può toccare. Ci si può perfino lasciare andare a sognare. Niente, per esempio, ci impedisce di concepire qualcosa che non sia né città né campagna (né periferia), o dei corridoi di metropolitana che siano al tempo stesso giardini. Niente ci impedisce d'immaginare un metrò in aperta campagna (ho perfino già visto una pubblicità su questo tema, ma - come dire? - era una campagna pubblicitaria). In ogni caso, è certo che in un'epoca probabilmente troppo lontana perché qualcuno di noi ne abbia conservato un ricordo un minimo preciso, non c'era niente di tutto questo: né corridoi, né giardini, né città, né campagne. Il problema non è tanto sapere come ci siamo arrivati, quanto semplicemente riconoscere che ci siamo arrivati, che ci siamo: non c'è uno spazio, un bello spazio, un bello spazio tutt'intorno, un bello spazio intorno a noi, c'è un mucchio di pezzetti di spazio, e uno di questi pezzi è un corridoio della metropolitana, e un altro di questi pezzi è un giardino pubblico; un altro (qui stiamo entrando in spazi molto più particolareggiati), originariamente di grandezza piuttosto modesta, ha raggiunto dimensioni piuttosto colossali ed è divenuto Parigi, mentre uno spazio vicino, non necessariamente meno dotato in partenza, si è accontentato di restare Pontoise. Un altro ancora, molto più grosso, e vagamente esagonale, è stato circondato da una grossa linea punteggiata (innumerevoli avvenimenti, alcuni dei quali particolarmente gravi, hanno avuto come unica ragione d'essere il tracciato di questa linea) ed è stato deciso che tutto quello che si fosse trovato all'interno della linea punteggiata sarebbe stato colorato di viola e si sarebbe chiamato Francia, mentre tutto quello che si fosse trovato all'esterno della linea punteggiata sarebbe stato colorato in un modo diverso (ma all'esterno del suddetto esagono, non ci tenevano affatto a essere uniformemente colorati: un pezzo di spazio voleva il proprio colore e l'altro ne voleva un altro, donde consegue il famoso problema topologico dei quattro colori, non ancora risolto oggigiorno) e si sarebbe chiamato diversamente (in realtà, per parecchi anni, si è molto insistito per colorare di viola - e nello stesso tempo chiamare Francia - alcuni pezzi di spazio che non appartenevano al suddetto esagono e che ne erano spesso molto distanti, ma, in generale, la cosa ha retto meno bene).</description>
            <author>TOPOLINICK</author>
            <pubDate>Tue, 22 May 2007 21:11:48 UT</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>SMILES</title>
            <link>http://it.netlog.com/TOPOLINICK/blog/blogid=624666</link>
            <description>Bella serata questa sera piove un pochino ma meglio dell'alluvione è.&lt;br /&gt;Qualcuno mi consiglia quache libro?</description>
            <author>TOPOLINICK</author>
            <pubDate>Wed, 02 May 2007 19:26:50 UT</pubDate>
        </item>
    </channel>
</rss>
