SirJadore
maschio - 25 anni, Italy
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Messaggi sul blog con etichetta 'filosofia':
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Gli arcangeli possono entrare
« Non possiamo separarci dai nostri amici. Non riusciamo a lasciar andare i nostri angeli. Non ci accorgiamo del fatto che loro, semplicemente, escono; che possono entrare gli arcangeli. Siamo idolatri del vecchio. Non crediamo nelle ricchezze dell’anima, nella sua propria eternità ed onnipresenza. Non crediamo che ci sia alcuna forza nell’oggi, che possa ricreare o rivaleggiare con quel bellissimo ieri. Indugiamo nelle rovine del vecchio capanno, dove un tempo avemmo pane e rifugio e forze, e non crediamo che lo spirito possa nutrirci, coprirci e rinforzarci ancora. Non riusciamo a trovare alcunché di nuovo così caro, dolce, bello: invece, sediamo e piangiamo invano. La voce dell’Onnipotente ha detto, “In piedi e avanti, sempre!” Non possiamo rimanere tra le rovine. Ma non riusciamo neppure ad affidarci al nuovo; e così camminiamo con gli occhi ritorti, come quei mostri che guardano indietro. »
- R.W.Emerson, Compensation -
E persi il fiato correndo contro il vento
« Quante mattine, d'estate e d'inverno, mi sono alzato e messo al lavoro prima dei miei vicini! (...) Materialmente non aiutai mai il Sole a sorgere, è vero; ma non c'è dubbio che essere presente quando sorgeva fosse di estrema importanza. Quanti giorni d'autunno e d'inverno ho passato fuori Concord, tentando di ascoltare ciò che era nel vento, per capirlo e portarlo con me! Feci quasi bancarotta, in quest'affare, e vi persi il fiato, correndo contro il vento. Se ciò avesse riguardato uno dei due partiti politici del nostro paese, state pur certi che la Gazette ne avrebbe parlato, senza por tempo in mezzo. Alle volte passavo il tempo scrutando dall'osservatorio d'una rupe o d'un albero, per dare notizia d'ogni nuovo arrivo; o, a sera, attendevo, sulla sommità delle colline, che cadesse la notte per poterne afferrare una parte, sebbene non ne afferrassi mai gran che: la notte, infatti, come manna, si scioglieva nuovamente nel Sole. »
- H.D. Thoreau, Walden, cap. I -
Doposbornia zen
« Per quanto assurdo possa sembrare, con un poco di inventiva e un minimo di pianificazione è possibile godersi un doposbornia. É possibile trasformarlo in una forza creativa, in grado di offrire a chi lo subisce una prospettiva insolita e persino piacevole sul mondo; sempre che gli permettiamo di farlo.
Il primo errore dei tradizionali rimedi contro il doposbornia (uova, aspirina, Coca-Cola, limone e così via) è proprio quello di ragionare in termini di rimedi. Un doposbornia non si può curare: lo si può solo vivere in modi diversi. Il secondo errore è di concentrarsi esclusivamente sulla mitigazione della sofferenza fisica. In effetti è la mente la componente più forte di un doposbornia, ed è dunque sulla mente che dobbiamo concentrarci se vogliamo renderlo inoffensivo.
"Immagino che non vi sentiate molto bene" scrisse il filosofo zen Shunryu Suzuki a proposito del doposbornia. "La vostra mente è piena di 'erbacce'. Ma se riuscite a smettere di lottare per liberarvi di quelle erbacce, anch'esse possono arricchiere la vostra via per l'illuminazione." »
- da Tom Hodgkinson, "How to be idle" -
(Di)Versi 17/08 - La Vie en Rose
~ Vie en rose (Dall'epistolario) ~
Il plaid è ottimo, di buona fattura.
Il tempo è magnifico. La vista del
golfo incantevole. Splendido il bosco
di abeti. L'aria è sana e pura.
Mi tormenta solo una diarrea.
- Manlio Sgalambro, "Nietzsche. Frammenti di una biografia per versi e voce", Bompiani 1998 -
Ciò che non sapevo più di me stesso
« Un giorno ricevetti da un fotografo una mia foto di cui, nonostante gli sforzi, non riuscivo a ricordare dove mi era stata fatta; esaminai attentamente la cravatta e il pullover per cercare di scoprire in quale circostanza li avevo indossati; fu tutto inutile. E tuttavia, appunto perché si trattava di una fotografia, non potevo negare che ero stato là (anche se non sapevo dove). Questa distorsione tra la certezza e l'oblio mi diede una specie di vertigine e come un'angoscia poliziesca (il tema di "Blow up" non era molto diverso); andai al vernissage come per svolgervi un'indagine, per apprendere finalmente ciò che non sapevo più di me stesso. » - Roland Barthes, "La camera chiara. Note sulla fotografia", Einaudi, Torino, 1980, p. 86
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Il momento è eterno
« Fissò l'Infanta Imperatrice negli occhi. E in quell'istante di nuovo gli accadde ciò che già era accaduto la prima volta che aveva incontrato il suo sguardo. Restò lì come incantato a fissarla, senza riuscire a staccare gli occhi dal suo viso. La prima volta che l'aveva vista era malata da morire, ma adesso era ancora cento e cento volte più bella. Il suo abito strappato era tornato nuovo, e sull'immacolato candore della seta e dei lunghissimi capelli si rifletteva la luminosità di quelle mille tenere luci. Il suo desiderio era stato esaudito.
"Fiordiluna", balbettò Bastiano stordito, "adesso sei davvero guarita?"
Lei sorrise. "Non lo puoi vedere, Bastiano mio?"
"Vorrei che tutto restasse in eterno com'è in questo momento", esclamò lui.
"Il momento è eterno", rispose Fiordiluna. » - Michael Ende, "La storia infinita" -
Andare a letto con un filosofo è impossibile
« Andare a letto con un filosofo è impossibile. Una volta mi capitò di finirci con una compagna di studi all’università. Una ragazza normale, mi sembrava. L’unica cosa che mi spaventava era che andava matta per i libri di una sessuologa americana, Shere Hite, una che del dominio del clitoride aveva fatto una legge universale. A un certo punto, con vero glamour, le dissi: "Ti penetro". Ma lei subito mi rispose, in una specie di morra cinese dell’eros: "No, sono io che ti avvolgo".
Litigammo, disse che ero un misogino, finimmo dieci minuti dopo col dimostrare l’inesistenza di Dio, ci salutammo e, senza avere consumato, ci lasciammo scambiandoci una decina di consigli bibliografici a testa. » - da una recensione di Edoardo Camurri -
Uno sporco trucco (zen)
« Un giorno durante il periodo di lavoro, il maestro [Lin Chi] era ultimo nella fila. Obaku si voltò e vide che il maestro era a mani vuote. “Dov’è la tua zappa?” chiese Obaku. “Qualcuno me l’ha portata via,” replicò il maestro. Obaku disse: “Vieni, ti devo parlare”. Quando il maestro si fu avvicinato, Obaku sollevò la sua zappa in alto e disse: “Nessuno al mondo può portarmi via questa zappa!” Il maestro allora afferrò la zappa, la sollevò e disse: “Com’è che ora è nella mia mano?” Obaku disse: “Ecco qui qualcuno che oggi lavorerà con tutte le sue forze.” E se ne tornò al monastero. » – Lin Chi Lu (Vita e insegnamenti di Lin Chi), 72