SirJadore
maschio - 25 anni, Italy
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Messaggi sul blog con etichetta 'arte':
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Nato per disegnare fumetti
« It seems beyond the comprehension of people that someone can be born to draw comic strips, but I think I was. My ambition from earliest memory was to produce a daily comic strip. » - Charles Monroe Schulz (1922-2000)
GRAZIE, Charlie.. Non ti scorderemo mai! -
Segnalazioni
Tre segnalazioni. La prima riguarda Gilbert&George, gli artisti di cui ho scritto qualche giorno fa. Oltre alla mostra di Torino, oggi martedì 4 dicembre, alle ore 17 alla Biennale Internazionale dell'Arte alla Fortezza da Basso di Firenze, riceveranno il premio "Lorenzo il Magnifico", seguirà un dibattito con il pubblico. Il programma completo della Biennale si trova qui: http://www.exibart.com/profilo/eventiV2.asp/id...
La seconda riguarda un sondaggio condotto da Talk Radio (Londra, dicembre 1997), in tema con il post precedente: alla domanda se l'eventuale scoperta dell'omosessualità del Gesù storico avrebbe influenzato il proprio credo religioso e la propria fede in lui, il 51% degli intervistati rispose di no, il 49% di sì. Praticamente un pareggio.
La terza giusto per menzionare il concerto natalizio a cui parteciperò, l'8 dicembre alle 19:30 alla Jesuitenkirche di Innsbruck. L'ingresso è gratuito. Se qualcuno si troverà in Austria per i celebri mercatini dell'antiquariato, potrebbe giovarsi di un intermezzo musicale prima di andare a cena.
E con questo passo e chiudo! -
Bastava rispondere 'sì'
« Il sesso è sesso, senza distinzioni: dalla A alla Z. E poi un uomo alla sera prima di uscire davanti allo specchio forse dice: quanto mi sento sexy, quanto mi sento provocante. Certo non dice quanto mi sento etero. » Un loro famoso quadro, accusato di blasfemia, si intitolava "Was Jesus heterosexual?" « Bastava rispondere sì, invece di grugnirci contro. » Con la Chiesa non sono mai andati d'accordo, tanto che per i loro nuovi lavori pensano a titoli come "Fuck religion".
- passo tratto da un articolo-intervista a Gilbert&George (64&65 anni), artisti, alfieri della pop-art contemporanea più eversiva e grandi provocatori. Le loro opere non hanno paura di confrontarsi con temi come il sesso estremo, le ipocrisie e le sporcizie della società di oggi, la violenza. Loro opere saranno in mostra a Torino fino al 13 gennaio 2008. -
Ciò che non sapevo più di me stesso
« Un giorno ricevetti da un fotografo una mia foto di cui, nonostante gli sforzi, non riuscivo a ricordare dove mi era stata fatta; esaminai attentamente la cravatta e il pullover per cercare di scoprire in quale circostanza li avevo indossati; fu tutto inutile. E tuttavia, appunto perché si trattava di una fotografia, non potevo negare che ero stato là (anche se non sapevo dove). Questa distorsione tra la certezza e l'oblio mi diede una specie di vertigine e come un'angoscia poliziesca (il tema di "Blow up" non era molto diverso); andai al vernissage come per svolgervi un'indagine, per apprendere finalmente ciò che non sapevo più di me stesso. » - Roland Barthes, "La camera chiara. Note sulla fotografia", Einaudi, Torino, 1980, p. 86
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Tra noi e il cuore del mondo
« "É singolare come, con gli anni, si possa fare a meno dell'arte. Migliaia di composizioni e dipinti e poesie senza i quali, anni addietro, non riuscivo proprio a immaginarmi la vita, mi sono diventati adesso completamente indifferenti. Sono arrivato al punto in cui un solo libro e un solo brano musicale soddisfano il mio fabbisogno di arte."
"Mi piacerebbe sapere quali," disse Albert, critico.
"Il libro preferirei non dirlo," disse fermamente il vecchio. "Il brano musicale sì. (...) É l'Actus Tragicus di Bach, ma mentre lo dico mi viene in mente un'altra vetta: l'Ave verum corpus di Mozart. Non c'è musica che li superi."
"Mi sembra ingiusto" ribatté Hans, pensoso. "In fin dei conti, avresti potuto benissimo citare l'aria di Cherubino 'Voi che sapete' o altri venti brani dello stesso livello."
Neander si carezzò la barba bianca e il suo sguardo gentile si smarrì lontano (...)
"Concesso" annuì lentamente. "É un sentimentalismo, da parte mia. Ci si aggrappa sempre a quello che ci è caro, pensando che si tratti di fedeltà, ma non è altro che pigrizia... Certo che si può andare avanti anche senza l'Actus tragicus e Mozart e tutto il resto. Si può addirittura andare avanti senza l'arte. Tra noi e il cuore del mondo c'è una pellicola delicata e sensibile, e questa pellicina è senz'altro meglio di una corazza... ma per arrivare al cuore del mondo, si deve lacerare anche questa tenerissima pellicola." »
- da Hermann Hesse, "La casa dei sogni", 1906