SirJadore
maschio - 25 anni, Italy
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Messaggi sul blog con etichetta 'Poesia':
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Un mondo davvero porco
« Signore? » disse il barista.
« Gin » disse Gordon.
« Due bicchierini » disse l'autista.
Più compagnoni che mai, fecero tintinnare i bicchieri l'uno contro l'altro.
« Che siano cento di questi giorni » disse Gordon.
« É il vostro compleanno, signore? »
« Solo metaforicamente. La mia rinascita è oggi, per così dire. »
« Non sono molto istruito » disse l'autista.
« Parlavo a parabole » disse Gordon.
« Io conosco solo l'inglese e mi basta » disse l'autista.
« Non per nulla era la lingua di Shakespeare » disse Gordon.
« Siete un letterato, vero, signore? »
« Ho dunque un'aria tanto fossilizzata? »
« Non fossilizzata, signore. Ma da intellettuale. »
« Non vi siete sbagliato, infatti. Sono poeta. »
« Poeta! Di quanti tipi strani è fatto il mondo, ormai, non è così? » disse l'autista.
« Eh! Un mondo davvero porco » disse Gordon.
- da Keep the aspidistra flying ('Fiorirà l'aspidistra', 1936) di George Orwell -
E persi il fiato correndo contro il vento
« Quante mattine, d'estate e d'inverno, mi sono alzato e messo al lavoro prima dei miei vicini! (...) Materialmente non aiutai mai il Sole a sorgere, è vero; ma non c'è dubbio che essere presente quando sorgeva fosse di estrema importanza. Quanti giorni d'autunno e d'inverno ho passato fuori Concord, tentando di ascoltare ciò che era nel vento, per capirlo e portarlo con me! Feci quasi bancarotta, in quest'affare, e vi persi il fiato, correndo contro il vento. Se ciò avesse riguardato uno dei due partiti politici del nostro paese, state pur certi che la Gazette ne avrebbe parlato, senza por tempo in mezzo. Alle volte passavo il tempo scrutando dall'osservatorio d'una rupe o d'un albero, per dare notizia d'ogni nuovo arrivo; o, a sera, attendevo, sulla sommità delle colline, che cadesse la notte per poterne afferrare una parte, sebbene non ne afferrassi mai gran che: la notte, infatti, come manna, si scioglieva nuovamente nel Sole. »
- H.D. Thoreau, Walden, cap. I -
My heart's in the Highlands..
Ancora poche ore e sarò in partenza per le terre di Caledonia, vale a dire la meravigliosa (e piovosa) Scozia. Ti saluterò, caro/a amico/a che leggi queste righe, le Highlands, Loch Ness, il castello di Stirling, l’isola di Skye, il whisky più buono del mondo, i kilt, le bagpipes, i pubs e le brughiere immerse nella nebbia, lungo i cui sentieri risuonano eterni gli splendidi versi del poeta nazionale scozzese, Robert Burns. Ci risentiamo tra una diecina di giorni. Fare thee well!!
My heart's in the Highlands, my heart is not here;
My heart's in the Highlands a-chasing the deer;
A-chasing the wild-deer, and following the roe,
My heart's in the Highlands wherever I go.
- Robert Burns -
Nato per disegnare fumetti
« It seems beyond the comprehension of people that someone can be born to draw comic strips, but I think I was. My ambition from earliest memory was to produce a daily comic strip. » - Charles Monroe Schulz (1922-2000)
GRAZIE, Charlie.. Non ti scorderemo mai! -
Coloro che sognano di giorno
(Originale e traduzione italiana)
« All men dream: but not equally. Those who dream by night in the dusty recesses of their minds wake in the day to find that it was vanity: but the dreamers of the day are dangerous men, for they may act their dreams with open eyes, to make it possible. This I did. »
(Trad.: Tutti gli uomini sognano: ma non tutti allo stesso modo. Coloro che sognano di notte, nei polverosi recessi della loro mente, si destano al mattino e scoprono che era solo vanità; ma i sognatori del giorno sono uomini pericolosi, perché possono recitare i loro sogni con gli occhi aperti, per farli diventare possibili. Questo io ho fatto.)
- T.E.Lawrence, "I sette pilastri della saggezza" ("The seven pillars of wisdom"
, Newton Compton 1995, p. 18 -
I nostri milioni di soli
« "Che sarà adesso di tutte queste conoscenze?" domandò Mohammed. "Aduneremo molti dotti, e qualche uomo abile, per costruire telescopi più potenti dei nostri quanto i nostri lo sono di quelli di Galileo. Poi centinaia di astronomi scopriranno altre migliaia di stelle, ne faranno un elenco e a ciascuna daranno un nome. Il giorno in cui le vedremo tutte, in cielo la notte scomparirà."
"Perché gli occidentali vogliono sempre tutto?" mi chiese, provocatoriamente, Auda. "Noi Arabi siamo in grado di distinguere Dio dietro le nostre scarse stelle, ma egli non si mostra dietro i vostri milioni di soli." » - da T.E.Lawrence, "I sette pilastri della saggezza", 1995 Newton Compton, p. 235 -
(Di)Versi 17/08 - La Vie en Rose
~ Vie en rose (Dall'epistolario) ~
Il plaid è ottimo, di buona fattura.
Il tempo è magnifico. La vista del
golfo incantevole. Splendido il bosco
di abeti. L'aria è sana e pura.
Mi tormenta solo una diarrea.
- Manlio Sgalambro, "Nietzsche. Frammenti di una biografia per versi e voce", Bompiani 1998 -
Il momento è eterno
« Fissò l'Infanta Imperatrice negli occhi. E in quell'istante di nuovo gli accadde ciò che già era accaduto la prima volta che aveva incontrato il suo sguardo. Restò lì come incantato a fissarla, senza riuscire a staccare gli occhi dal suo viso. La prima volta che l'aveva vista era malata da morire, ma adesso era ancora cento e cento volte più bella. Il suo abito strappato era tornato nuovo, e sull'immacolato candore della seta e dei lunghissimi capelli si rifletteva la luminosità di quelle mille tenere luci. Il suo desiderio era stato esaudito.
"Fiordiluna", balbettò Bastiano stordito, "adesso sei davvero guarita?"
Lei sorrise. "Non lo puoi vedere, Bastiano mio?"
"Vorrei che tutto restasse in eterno com'è in questo momento", esclamò lui.
"Il momento è eterno", rispose Fiordiluna. » - Michael Ende, "La storia infinita" -
La melodia della pura felicità
« Querquobad, il Vegliardo d’Argento, era sprofondato nel sonno sulla sua poltrona, perché ormai era notte fonda. Così si perse l’evento più bello e straordinario che avrebbe potuto registrare nei centosette anni della sua esistenza. Non diversamente andarono le cose per molti dei presenti ad Amarganta, sia gente del luogo sia visitatori, i quali, stanchi morti per il molto festeggiare, si erano ritirati ed erano andati a dormire. Solo pochi erano ancora svegli e furono loro ad avere il privilegio di udire qualcosa che superava in bellezza tutto ciò che avessero mai potuto udire prima o avrebbero potuto udire in futuro.
Fùcur, il Drago della Fortuna, cantava.
Alto nel cielo notturno, egli volava sopra la città d’argento e sul Lago delle Lacrime, descrivendo ampi cerchi e facendo risuonare la sua voce bronzea. Era un canto senza parole, la grande e semplice melodia della pura felicità. E chi la udiva si sentiva aprire il cuore alla gioia.
Così era anche per Bastian e Atreiu, che sedevano vicini sul balcone del palazzo di Querquobad. Entrambi udivano per la prima volta cantare un Drago della Fortuna. Senza avvedersene, si erano presi per mano e stavano in ascolto, in una sorta di estasi silenziosa. Ciascuno di loro sapeva che l’altro provava i suoi stessi sentimenti, la felicità di aver trovato un amico. E si guardavano bene dal turbarla con parole. » – Michael Ende, “La storia infinita” -
(Di)Versi 23/07 - Nuvole in bottiglia
Mettimi al collo le tue braccia pallide.
Fammi tenere in mano il tuo cuore come un fiore
perché non sbocci per poi cadere.
Dammi la tua pelle
sottile come una tela di ragno,
voglio aprirla
e metterci dentro l’orecchio per sentire e poi cacciare via il buio.
Dammi le tue labbra inferiori
ben gonfie della loro arte
e io ti darò in cambio la fiamma angelica.
Siamo due nuvole
che brillano nel vetro di una bottiglia.
Siamo due uccelli
che si lavano nello stesso specchio. (…)
Non trovateci
perché, insieme, siamo distese in un unico verde,
come erbacce di stagno.
Tienimi stretta, ragazza mia cara, tienimi stretta.
Si toccano i delicati orologi
una alla volta.
Danzano al suono del liuto
due alla volta.
Sono morbide come il terreno di un acquitrino.
Giocano a mamma e figlia
tutto il giorno.
Una donna
che ama un’altra donna
è giovane in eterno.
- Anne Sexton, “Trasformazioni”, 1971